Bollettino Coronavirus di Martedì 4 Maggio 2021, rapporto positivi/tamponi al 2,88%


In data 4 maggio l’incremento nazionale dei casi è +0,22% (ieri +0,14%) con 4.059.821 contagiati totali, 3.524.194 dimissioni/guarigioni (+18.477) e 121.738 deceduti (+305); 413.889 infezioni in corso (-9.669). Ricoverati con sintomi -219 (18.176); terapie intensive -67 (2.423) con 136 nuovi ingressi del giorno. Elaborati 315.506 tamponi totali (ieri 121.829) di cui 147.530 molecolari (ieri 77.339) e 167.976 test rapidi (ieri 44.490) con 94.374 casi testati (ieri 46.748); 9.116 positivi (target 4.311); rapporto positivi/tamponi totali 2,88% (ieri 4,88% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 9,65% (ieri 12,72% – target 3%).

Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 1.354; Campania 1.331; Puglia 1.028; Sicilia 902; Lazio 803; Veneto 721; Piemonte 637; Toscana 503; Emilia Romagna 488. In Lombardia curva +0,16% (ieri +0,07%) con 39.365 tamponi totali (ieri 15.287) di cui 18.497 molecolari (ieri 11.385) e 20.868 test rapidi (ieri 3.902) con 14.861 casi testati (ieri 7.740); 1.354 positivi (target 1.000); rapporto positivi/tamponi totali 3,43% (ieri 4,16% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 9,11% (ieri 8,22% – target 3%); 810.037 contagiati totali; ricoverati +48 (3.263); terapie intensive -10 (525) con 25 nuovi ingressi del giorno; 33.014 decessi (+41).

Qualche notizia positiva, oggi, sull’efficacia dei vaccini Pfizer e AstraZeneca nel ridurre la trasmissione del Sars-CoV-2 già dopo la somministrazione della prima dose. Si tratta di un’indicazione importante, anche se preliminare, sulla capacità dei vaccini di interrompere le catene di trasmissione del contagio: perché finora le dimostrazioni di efficacia si erano concentrate sulla riduzione del rischio di sviluppare la malattia (di gravità variabile) o sul rischio di morte a essa collegato. Lo studio, per ora in preprint e non ancora sottoposto a revisione (peer review), è stato condotto nel Regno Unito da un gruppo di ricercatori londinesi della Sanità pubblica e ha preso in esame un campione di 365.000 famiglie. In particolare sono stati ricercati i soggetti che, dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino, hanno comunque contratto l’infezione: cosa che sappiamo essere possibile perché dopo una singola dose si ottiene una protezione parziale. Nel gruppo di confronto sono stati invece considerati i nuclei famigliari nei quali la persona individuata come “paziente zero”, e quindi come elemento di avvio del contagio, non era stata vaccinata.

Una prima scoperta, collaterale all’oggetto dell’indagine, è stata relativa alla permanenza della positività fino a 21 giorni nei soggetti vaccinati con singola dose. Ma l’informazione più importante è stata relativa proprio alla trasmissione dell’infezione: nelle famiglie in cui il primo soggetto positivo alla Covid-19 era già stato vaccinato con una sola dose, si è infatti osservata una riduzione del contagio degli altri soggetti dello stesso nucleo famigliare variabile tra il 40 e il 50% rispetto al gruppo di controllo. Un dato che, se confermato dopo la revisione, testimonierebbe la capacità dei vaccini (o almeno dei due considerati) di frenare in modo importante la circolazione del virus: è lecito attendersi, infatti, che questa capacità sia destinata ad aumentare dopo la seconda dose di richiamo. Abbiamo visto nei giorni scorsi, e anche nell’analisi di questa settimana, quanto sia importante non solo agire sulla gravità della malattia, ma anche limitare al massimo la diffusione del Sars-CoV-2: riducendo di conseguenza il numero delle replicazioni virali, il conseguente e inevitabile numero degli errori commessi dal virus (le mutazioni) e la possibile insorgenza di varianti più diffusive e/o meno sensibili alla risposta immunitaria.

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