Moda, Sébastien Jondeau: 20 anni all’ombra di Karl Lagerfeld


Esce per le Editions Flammarion “Ca va, cher Karl?” scritto con la giornalista Virginie Mouzat.

Per oltre 20 anni è stato l’uomo di fiducia, il consigliere ascoltato, l’assistente, con un passato di mannequin e body guard, di uno degli stilisti più temuti dello star system dell’haute couture internazionale, Karl Lagerfeld. Ora Sébastien Jondeau ha deciso di raccontarsi in un libro autobiografico ‘Ca va, cher Karl?’, scritto con la giornalista Virginie Mouzat per le Editions Flammarion.

Il primo incontro nel 1990 a 15 anni. Sébastien Jondeau è un giovane ribelle in cerca della sua strada. Non studia, non ama la scuola, lavora nell’impresa di famiglia trasportando mobili. Tra i clienti anche il direttore creativo della maison Chanel che incontrerà nel suoi domicilio parigino nel VII arrondissement. Poco dopo Karl Lagerfeld deciderà di assumerlo. Diventerà il suo autista, la sua musa in passerella, il suo confidente, il suo protegè accanto al modello Baptiste Giabiconi, scatenando invidi, gelosie, rivalità (il suo libro ‘Karl et Moi’ è uscito lo scorso anno per Robert Laffont).

Un’esistenza trascorsa insieme, come padre e figlio, un”educazione sentimentale’ che è anche accesso ad un modo di concepire la vita, lavoro e bellezza, studio e ricchezza, mai esibita, mai ostentata. Un universo popolato da artisti e mannequin, teste coronate e star del cinema.

“Sébastien Jondeau è affascinato da quel mondo, la gentilezza e la cortesia di monsieur Lagerfeld sono frastornanti – scrive il settimanale francese ‘Point de vue’- Sébastien vuole giocare le sue carte e sfidare la sorte. Decide di partire alla volta di Biarritz dove Karl Lagerfeld sta trascorrendo le vacanze con un gruppo di amici. Si occuperà della numerosa prole degli ospiti di villa Elhorria. Scommessa riuscita, ma solo in parte, per un giovane che ama lo sport e la vita en plein air – prosegue il settimanale francese- Sébastien diventa indispensabile, sa come tirarsi d’impaccio da ogni situazione. Il suo viso d’angelo farà il resto”.

“In fondo – confessa a ‘Point de vue’ – io rappresentavo la semplicità in un mondo di assoluta ricchezza”. Viaggia alla corte del Kaiser Karl a Parigi, New York, Shanghai, Ramatuelle, nella regione della Provenza, nei pranzi di gala accanto alla principessa Caroline de Hannover o alla temutissima direttrice di Vogue America, Anna Wintour. ‘Le beau Sébastien’ osserva, impara. La sua stella in ascesa comincia a brillare e a risplendere di luce propria, ma sempre e solo all’ombra del suo mentore e signore Karl Lagerfeld.

“Ma Sébastien Jondeau non è il solo a gravitare intorno al sole – scrive ancora ‘Point de vue’- La lista dei cortigiani è lunghissima, Brad Kroening, Jake Davies, per esempio, sino all’ultimo, Baptiste Giacoboni. Dopo 9 anni la bella favola sempre volgere al termine”. “Mi sentivo incompreso e spodestato dall’ultimo arrivato”, confessa Jondeau. Guerra aperta e silenziosa, dunque, tra Baptiste Giacoboni e Sébastien Jondeau. Chi è l’erede di Karl Lagerfeld? Il figlio preferito e amato? Non si parla ancora di successione, ma presto il notaio dovrà aprire il testamento del grande stilista scomparso. Ma quella è un’altra storia.

“Eppure tra le righe del libro – continua ‘Point de vue’ – l’autore svela un uomo severo e geniale, un lavoratore instancabile, che quattro giorni prima di morire, dal suo letto d’ospedale, continuava a dare istruzioni e direttive per la sfilata che avrebbe partecipato alla Fashion Week milanese. E che sussurrava a Sébastien Jondeau, quasi scusandosi di non essere presente, ‘dì loro che non ci sarò, mi sarà impossibile raggiungerli, ma non l’ho fatto deliberatamente”.

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