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Cronaca

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Domenica ecologica a Roma oggi 24 marzo, stop al traffico: fasce orarie

Tutte le info sul divieto di circolazione. Manifestazioni e potature in città, ecco tutte le deviazioni e i divieti: le strade interessate

Polizia municipale a Roma - Fotogramma /Ipa

Quinta e ultima domenica ecologica a Roma oggi, 24 marzo 2024. Con quest'ultimo appuntamento si chiude infatti il ciclo delle domeniche ecologiche previste dal calendario della stagione invernale 2023-2024, per prevenire e contenere l’inquinamento atmosferico nella capitale. Come di consueto, durante le EcoDomeniche - nella Fascia Verde - è vietata la circolazione per il traffico privato (con alcune deroghe).

Le fasce orarie

I limiti alla circolazione in Fascia Verde (qui la mappa) sono programmati dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 20.30.

I veicoli esentati dal blocco del traffico

Tra i veicoli esentati dal blocco della circolazione le auto benzina Euro 6, quelle elettriche, ibride, a gpl, metano, Bi-Fuel. Via libera anche alle auto con il contrassegno disabili, ai veicoli dei servizi sharing, ai ciclomotori a 2 ruote con motore 4 tempi da Euro 2 in poi e ai motocicli 4 tempi Euro 3 e successivi.

Potature e manifestazioni, le deviazioni e i divieti: le strade interessate, fermate soppresse

- Per un intervento di potatura sugli alberi di corso d'Italia, chiusure dalle 7,30 alle 17,30 nel sottovia Ignazio Guidi e a corso d'Italia Deviazioni su via Veneto o via Pinciana per le linee 52, 63, 83, 89, 92, 120F, 360, 490, 495, 910 e 910D. Dalle 7 alle 17,30, nel sottovia Guidi sarà vietato il transito da viale del Policlinico a corso d'Italia, comprese le rampe di accesso da via Nomentana e da piazza della Croce Rossa. Divieto di transito, nella stessa fascia oraria, in via Puccini e su corso d'Italia da via Po a piazzale del Brasile, eccetto il traffico locale.

- Dalle 7,30 alle 12,30 a Talenti si svolgerà la “Corri al Maximo III Talenti Run”, gara di 10 chilometri sul percorso via di Casal Boccone, via della Bufalotta, via Simongini, viale Ezra Pound, via Mancia, via Cajumi, via Ugo Ojetti corsia lato parco, via Casal Boccone carreggiata lato parco con arrivo all'altezza del centro sportivo. Modifiche di percorso per le line 86, 350, 351 e 435. Qui i dettagli delle modifiche per i percorsi.

- Dalle 8 alle 21, via dei Castani sarà chiusa al traffico tra via dei Glicini e piazza San Felice da Cantalice per lasciare spazio all'iniziativa "Vivere in via dei Castani". Saranno deviate le C5, 450 e 542. Qui i dettagli delle modifiche per i percorsi.

- Domenica delle Palme, processione dalle 9 organizzata della parrocchia Santa Maria Immacolata e San Vincenzo de Paoli lungo via di Tor Cervara, piazza de Cupis, via di Tor Sapienza, via Felice de Andreis. Possibili deviazioni o limitazioni per le linee 058, 105F e 313.

- Dalle 9,30, processione della parrocchia Sacra Famiglia di Nazareth da via Tor de' Schiavi a viale delle Gardenie a partire dalle 9,30. Deviate o limitate le linee C5, 412, 450, 542 e 558. La processione percorrerà via Tor de' schiavi, via delle Robinie, via dei Noci, viale delle Gardenie.

- Processione anche per la parrocchia San Luca Evangelista, dalle 10,30, da piazza Malatesta lungo via Zenodossio, via Gabrino Fondulo, via Erasmo Gattamelata, via Roberto Malatesta, largo San Luca Evangelista. Possibili deviazioni o limitazioni per le linee 81, 412 e 545.

- Processione della parrocchia di Nostra Signora di Coromoto dalle 10 lungo via Dante de Blasi, piazzale Morelli, viale dei Colli Portuensi, largo Nostra Signora di Coromoto. In base ai provvedimenti di viabilità, potranno essere deviate o limitate le linee 31, 44 e 180F.

- Dalle 9 processione anche della Parrocchia della Natività di Gesù Cristo, da largo Pannonia lungo via Gallia, via Pannonia e piazzale Metronio. Possibili deviazioni o limitazioni per le linee 360, 628 e 671.

- Dalle 9,30 alle 13, "Staffetta antifascista in bicicletta” promossa da CGIL Nazionale, Anpi ed Emergency, che percorrerà tre tappe: 1) piazza Vittorio Emanuele II, via Emanuele Filiberto, via Domenico Fontana, via Torquato Tasso, con una breve sosta al Museo della Liberazione; 2) via Domenico Fontana, via dell’Amba Aradam, via Druso, piazzale Numa Pompilio, via Antoniniana, viale Guido Baccelli, largo Enzo Fiorito, viale Giotto, piazza di Porta San Paolo e breve sosta presso il Monumento ai Caduti; 3) viale della Piramide Cestia, viale Aventino, piazza di Porta Capena, viale delle Terme di Caracalla, piazzale Numa Pompilio, via di Porta San Sebastiano, via Appia Antica, via Ardeatina, largo Martiri delle Fosse Ardeatine. Possibili chiusure al traffico, decise dalla Polizia Locale durante il servizio di viabilità che garantirà lo svolgimento in sicurezza della manifetazione.

- Dalle 13 alle 16 una manifestazione da piazza di Porta San Paolo raggiungerà piazza della Bocca della Verità (area parcheggio) percorrendo viale della Piramide Cestia, piazza Albania, viale Aventino, via del Circo Massimo e via della Greca. All’iniziativa “per sensibilizzare la giunta capitolina sul NO ZTL in fascia verde” è prevista la partecipazione di circa 300 persone. In base agli effetti della manifestazione sulla viabilità, considerano anche il numero dei partecipanti, le linee C3, 3L, 23, 30, 44, 51, 75, 77, 81, 83, 85, 87, 118, 160, 170, 280, 628, 781, 715, 716, 718, 719, 769, 775 potrebbero essere deviate.

- In Centro, dalle 13,30 alle 15,30 circa, avrà luogo una processione promossa dalla comunità indiana di Roma, da piazza Sant'Anastasia a largo Corrado Ricci sul percorso via San Teodoro-via dei Cerchi-piazza Bocca della Verità-via Petroselli-via del Teatro Marcello-piazza Venezia-via dei Fori Imperiali. In base alle modifiche o alle esigenze di viabilità, possibili rallentamenti o deviazioni potranno coinvolgere le linee C3, H, 30, 40, 44, 46, 51, 60, 62, 63, 64, 70, 81, 83, 85, 87, 118, 160, 170, 190F, 492, 628, 715, 716, 781, 916F.

- Chiusura per tutto il giorno di viale delle Repubbliche Marinare, a Ostia, dal lungomare Toscanelli a corso Duca di Genova per una iniziativa promossa dall'associazione Tor San Michele. Deviata la linea 05 in direzione di via Mar Rosso: da lungomare Toscanelli, i bus proseguiranno per via Giuliano da Sangallo, corso Duca di Genova e viale delle Repubbliche Marinare. Disattivata la fermata 78136.

- Mercato di Porta Portese, consueta deviazione per le linee 170, 719 e 781.

- Via dei Fori Imperiali isola pedonale come sempre nei festivi. Deviazione per le linee di bus 51, 75, 85, 87 e 118. Nella notte tra sabato e domenica si sposta la nMB.

- Dalle 7 alle 20, per lavori di potatura sulle alberature ad alto fusto, sarà chiusa al transito via Cilicia, in entrambi i sensi di marcia. Previste le deviazioni delle linea 30, in direzione del capolinea piazzale Clodio e della linea 77circolare proveniente dal capolinea piazzale Ostiense. Saranno sopppresse 7 fermate.

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Cronaca

“Sono malato, ho un cancro”: chi è Franco Di...

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Il giornalista in collegamento con Fabio Fazio

Franco Di Mare

Franco Di Mare, 68 anni, annuncia a Che tempo che fa di essere malato. "Ho un mesotelioma, un tumore molto cattivo", dice il giornalista. Di Mare è un nome e un volto notissimo per i telespettatori italiani. La sua carriera comincia negli anni '80, con una serie di collaborazioni prima dell'assunzione a L'Unità, presso cui diventa inviato e caporedattore. Nel 1991 Di Mare approda in Rai e dal 1995 diventa inviato Speciale per il Tg2. Nel 2002 il passaggio al Tg1.

Nel 2003 diventa conduttore televisivo con Unomattina Estate prima di Uno Mattina week end . Dal 2004 diventa il volto di Uno Mattina. Il curriculum comprende programmi di informazione e attualità nella fascia mattutina e una serie di serate su Rai1. Nel 2019 diventa vicedirettore di Raiuno, con delega ad approfondimenti ed inchieste, e l'anno successivo viene nominato direttore generale dei programmi del giorno della Rai prima di assumere la direzione di Raitre il 15 maggio 2020.

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Cronaca

G7, corteo di protesta a Torino: manifestanti bloccano...

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Avrebbero dovuto sfilare per le vie del capoluogo piemontese, ma a sorpresa hanno cambiato percorso. Bruciate le gigantografie dei leader dei sette Paesi più industrializzati

La tangenziale di Torino bloccata dai manifestanti

È durato una decina di minuti il blocco della tangenziale da parte dei manifestanti che hanno sfilato nel corteo di protesta contro il G7 di domani e martedì a Venaria Reale. Hanno, infatti, cambiato percorso all'improvviso e scavalcato il guardrail, bloccando il traffico con lancio di fumogeni e lo sventolio delle bandiere. Dopo aver ribadito al megafono che "chi blocca il nostro futuro si troverà centinaia di blocchi come questo di persone non disposte a far decidere sulla propria testa", i manifestanti stanno ora tornando sui propri passi verso Venaria. "Siamo stati bravissimi ci siamo ripresi la città ma non ci fermiamo qui continueremo, non abbasseremo la testa", hanno scandito dal megafono mentre continuavano a sfilare.

Arrivati nel viale che conduce alla Reggia di Venaria, i manifestanti dopo aver posizionato davanti al cordone di forze dell’ordine grandi foto dei leader dei sette paesi più industrializzati hanno acceso un falò sul quale hanno bruciato le gigantografie. “Siamo qui non per dialogare ma per protestare per dire no al modello di sviluppo che ci vuole imporre il G7”. Così i manifestanti dal megafono poco aver dato alle fiamme le gigantografie dei leader dei sette paesi più industrializzati. “Continueremo la nostra lotta per i nostri territori, per la libertà del popolo palestinese e di tutti i popoli oppressi, per un futuro degno di questo nome, per garantire una vita che non sia solo sopravvivenza”.

Si è conclusa con gli ultimi interventi dei manifestanti la protesta popolare a Venaria Reale contro il G7 ambiente, clima ed energia in programma domani e martedì alla Reggia. Prima di concludere la manifestazione, gli organizzatori si sono dati appuntamento per domani sera alle 19 a Torino davanti a Palazzo. Nuovo per una nuova iniziativa di mobilitazione mentre Ultima Generazione ha annunciato per domattina a Venaria un’assemblea popolare in piazza.

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Cronaca

Il Papa oggi a Venezia, le tappe della visita lampo

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Il Pontefice alle detenute della Giudecca: "Vi ricorderò, non mollate". Poi gli incontri con gli artisti e i giovani e la messa a Piazza San Marco

Papa Francesco durante la sua visita a Venezia - (Afp)

Visita lampo di Papa Francesco oggi a Venezia. E' la prima volta di un Pontefice alla Biennale. Bergoglio è atterrato con l'elicottero alle 7.55 nel piazzale interno della Casa di Reclusione all’Isola della Giudecca. Ad accoglierlo Papa Francesco il Patriarca di Venezia, Mons. Francesco Moraglia, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il provveditore Rosella Santoro, la direttrice della struttura, Mariagrazia Felicita Bregoli e il comandante della Polizia penitenziaria, Lara Boco.

"Venezia sia accessibile a tutti"

"Se oggi guardiamo a questa città di Venezia, ammiriamo la sua incantevole bellezza, ma siamo anche preoccupati per le tante problematiche che la minacciano" ha osservato il Papa nel corso della messa in Piazza San Marco.

Bergoglio ha elencato i problemi che affliggono la città lagunare: “I cambiamenti climatici, che hanno un impatto sulle acque della Laguna e sul territorio; la fragilità delle costruzioni, dei beni culturali, ma anche quella delle persone; la difficoltà di creare un ambiente che sia a misura d’uomo attraverso un’adeguata gestione del turismo; e inoltre tutto ciò che queste realtà rischiano di generare in termini di relazioni sociali sfilacciate, di individualismo e solitudine”. Un passaggio applaudito dai 10mila fedeli in Piazza San Marco.

Bergoglio chiama in causa i cristiani: "E noi, che siamo tralci uniti alla vite, vigna del Dio che ha cura dell’umanità e ha creato il mondo come un giardino perché noi possiamo fiorirvi e farlo fiorire, come rispondiamo? Restando uniti a Cristo potremo portare i frutti del Vangelo dentro la realtà che abitiamo: frutti di giustizia e di pace, frutti di solidarietà e di cura vicendevole; scelte di attenzione per la salvaguardia del patrimonio ambientale ma anche di quello umano: abbiamo bisogno che le nostre comunità cristiane, i nostri quartieri, le città, diventino luoghi ospitali, accoglienti, inclusivi. E Venezia, che da sempre è luogo di incontro e di scambio culturale, è chiamata a essere segno di bellezza accessibile a tutti, a partire dagli ultimi, segno di fraternità e di cura per la nostra casa comune. Venezia che fa fratelli”.

L'incontro con le detenute

Bergoglio, sulla sedia a rotelle, ha salutato le detenute del carcere della Giudecca all’interno del quale è stato allestito il Padiglione della Santa Sede per la Biennale. “Vi ricorderò, non mollate”, è stato l’incoraggiamento. “Non isolare la dignità, dare nuove possibilità” a chi è recluso in carcere, ha detto nel corso della visita. “Care sorelle e fratelli, tutti siamo fratelli, nessuno può rinnegare l’altro. Ho desiderato incontrarvi all’inizio della mia visita a Venezia per dirvi che avete un posto speciale nel mio cuore - ha affermato - il carcere è una realtà dura, e problemi come il sovraffollamento, la carenza di strutture e di risorse, gli episodi di violenza, vi generano tanta sofferenza. Però può anche diventare un luogo di rinascita, morale e materiale, in cui la dignità di donne e uomini non è 'messa in isolamento', ma promossa attraverso il rispetto reciproco e la cura di talenti e capacità, magari rimaste sopite o imprigionate dalle vicende della vita, ma che possono riemergere per il bene di tutti e che meritano attenzione e fiducia. Nessuno toglie la dignità di una persona”.

“Non dimentichiamo che tutti abbiamo errori di cui farci perdonare e ferite da curare, io anche, e che tutti possiamo diventare guariti che portano guarigione, perdonati che portano perdono, rinati che portano rinascita”, è stato un altro dei passaggi del discorso.

L'incontro con gli artisti

Concluso l’incontro con le detenute, Bergoglio ha raggiunto la Chiesa della Maddalena (Cappella del Carcere). Qui l'incontro con gli artisti che hanno realizzato le loro opere per il Padiglione. Sia valorizzato adeguatamente il contributo delle donne nell’arte, è stato il mandato che il Papa ha affidato agli artisti: “Oggi abbiamo scelto di ritrovarci tutti insieme qui, nel carcere femminile della Giudecca. È vero che nessuno ha il monopolio del dolore umano. Ma ci sono una gioia e una sofferenza che si uniscono nel femminile in una forma unica e di cui dobbiamo metterci in ascolto, perché hanno qualcosa di importante da insegnarci. Penso ad artiste come Frida Khalo, Corita Kent o Louise Bourgeois e tante altre”.

I giovani e la messa in Piazza San Marco

E dopo avere incontrato le detenute e gli artisti, in motovedetta è arrivato alla Basilica della Salute per incontrare i giovani di Venezia e delle Diocesi del Veneto.

“Andate controcorrente. E insieme: il 'fai da te' nelle grandi cose non funziona. Per questo vi dico: non isolatevi, cercate gli altri, fate esperienza di Dio assieme, seguite cammini di gruppo senza stancarvi”, è stato il mandato che il Papa ha consegnato ai giovani. Bergoglio ha incoraggiato i giovani a creare: “Pensiamo al nostro Padre, che ha creato tutto per noi: e noi, suoi figli, per chi creiamo qualcosa di bello? La bellezza della gioventù quando diventa paternità e maternità. Pensate ai figli che avrete. Non siate professionisti del digitare compulsivo, ma creatori di novità! Siate creativi con gratuità, date vita a una sinfonia di gratuità in un mondo che cerca l’utile! Allora sarete rivoluzionari. Andate, donatevi senza paura! Alzati e vai!”.

Dopo aver rivolto ai presenti il suo discorso, il Papa, accompagnato da una delegazione di giovani, ha attraversato il ponte di barche che collega la Basilica della Salute con Piazza San Marco da dove ha presieduto la messa e il Regina Coeli.

In Piazza San Marco circa 10.500 fedeli secondo la stima del Vaticano. “Se oggi guardiamo a questa città di Venezia, ammiriamo la sua incantevole bellezza, ma siamo anche preoccupati per le tante problematiche che la minacciano”, ha osservato.

Bergoglio ha quindi elencato i problemi che affliggono la città lagunare: “I cambiamenti climatici, che hanno un impatto sulle acque della Laguna e sul territorio; la fragilità delle costruzioni, dei beni culturali, ma anche quella delle persone; la difficoltà di creare un ambiente che sia a misura d’uomo attraverso un’adeguata gestione del turismo; e inoltre tutto ciò che queste realtà rischiano di generare in termini di relazioni sociali sfilacciate, di individualismo e solitudine”.

Il ritorno in Vaticano

Papa Francesco, in elicottero, è tornato in Vaticano alle 14,40 e ha fatto rientro a Casa Santa Marta dopo la visita lampo a Venezia.

Zaia: "Con la sua visita ha portato un segnale di pace"

"È stato un privilegio oggi aver ricevuto la visita di papa Francesco a Venezia, la capitale del Veneto con i suoi 1.100 anni di storia e la meravigliosa Basilica di San Marco, simbolo di tutto ciò che rappresenta questa città". . Lo ha detto Luca Zaia, presidente della Regione del Veneto in occasione della visita a Venezia di Papa Francesco. "Con la sua visita pastorale il Papa ha portato un segnale di pace, invocandola non solo per il Medio Oriente e l'Ucraina, due terre segnate da pesanti conflitti, ma anche per tutte quelle zone del mondo, oltre una sessantina, in cui si continua a morire".

"Come diceva Hemingway, la guerra è il luogo dove gli uomini peggiori mandano a morire gli uomini migliori. Dobbiamo lavorare tutti per la pace. Qui in Veneto esiste una comunità dalle profonde radici cristiane, dove credenti e non credenti si riconoscono uniti da un carattere comune, la solidarietà. Basti pensare che un veneto su cinque, credente e non credente, è impegnato in attività di volontariato. Una regione, la nostra, che è non solo cosmopolita ma anche inclusiva, come ha auspicato il Papa. Un Pontefice - sottolinea - che ha sempre saputo parlare agli ultimi, con quella particolare attenzione che non siano lasciate indietro persone per scelte di vita o condizioni di disagio. Mi sono sentito particolarmente orgoglioso quando il Santo Padre ha definito Venezia una 'terra che fa fratelli': un riconoscimento a questa Regione che da sempre è un crocevia tra Oriente e Occidente, quindi luogo ideale per parlare di pace. A Papa Francesco un grande grazie e un arrivederci a Verona il prossimo 18 maggio”.

Il presidente della Regione Veneto ha voluto ricordare che "oltre all'Ucraina e alla crisi israelo-palestinese, nel mondo ci sono 60 guerre di cui non si parla mai e dobbiamo tutti lavorare per la pace". Ha sottolineato, inoltre, come le radici cristiane della regione siano alla base della dimensione solidale del Veneto "dove 1 veneto su 5 fa volontariato, a prescindere se sia credente o meno, secondo una prospettiva inclusiva e cosmopolita e anche il Veneto sta andando in questa direzione". Al presidente Zaia piace questo Papa che "parla agli ultimi, che è attento a che non ci siano persone lasciate indietro".

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