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Gastronomia

Piatti dal sapore delicato con la ricotta

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La ricotta è un prodotto fresco, un latticino molto goloso e versatile, molto utilizzato nelle preparazioni in cucina. Grazie al suo sapore particolarmente delicato, si sposa bene con tanti tipi e formati di pasta, ma è perfetta anche in creazioni dolciarie, particolarmente gradite ai palati più esigenti. Ci sono poi tante gustose idee per preparare le torte salate con la ricotta insieme a tante altre ricette deliziose. 

Esistono ricotte ottenute da latte vaccino, dal gusto più delicato rispetto a quello ovino, ma esistono anche ricotte prodotte a partire da latte caprino o addirittura di bufala, così come ci sono ricotte ottenute da un mix di più tipologie di latte. 

La ricotta, una lavorazione antica 

La produzione della ricotta è una lavorazione molto antica, un procedimento che è rimasto più o meno invariato nel corso dei secoli. Ma come viene prodotta la ricotta? Il procedimento è questo: si riscalda il siero a circa 80 – 90 gradi Centigradi e si aspetta che affiorino i fiocchi in superficie. Attraverso questa lenta lavorazione, si ottiene un prodotto caseario delicato, leggero, dal gusto unico e facile da usare in cucina. La ricotta si può mangiare al naturale o si può inserire nelle pietanze; è perfetta usata negli antipasti, nei primi, nei secondi e nei dolci. Vediamo adesso alcune delle ricette che vengono valorizzate grazie alla ricotta.

Piatti dal sapore delicato con la ricotta: la pasta con la ricotta

La pasta con la ricotta, è un piatto dal sapore molto delicato, che piace a grandi e piccini. Una ricetta molto semplice ma ricca di gusto che si realizza utilizzando solo la ricotta appunto, un po’ di parmigiano grattugiato, delle erbe aromatiche, e sale e pepe quanto basta. 

La pasta usata per la realizzazione di questo primo, può essere sia corta che lunga, ma anche fresca. Per un perfetto risultato è bene utilizzare ricotta freschissima che va resa ancora più cremosa aggiungendo un pochino di acqua di cottura.

Piatti dal sapore delicato con la ricotta: pasta ricotta e tonno e pasta ricotta e piselli

La pasta ricotta e tonno, o ricotta e piselli, sono duericette estive realizzate con il condimento preparato a freddo. Due primi ideali per un pasto delicato e leggero. Bisogna mettete la ricotta in una ciotola e lavorarla con un cucchiaio fino a renderla simile ad una crema, poi si fa sgocciolare il tonno e lo si riduce a pezzetti. 

Bisogna poi aggiungere il tonno alla ricotta e unire il basilico tritato, il sale, l’olio extravergine di oliva e mescolare bene. Una volta cotta la pasta in acqua bollente e salata, bisogna scolarla al dente, tenendo da parte un po’ di acqua di cottura. 

Bisogna poi unire il condimento alla pasta, mantecare e aggiungere se necessario, un po’ di acqua di cottura per ottenere una maggiore cremosità. Una variante che prevede la stessa preparazione, può essere la pasta con ricotta e piselli, questi ultimi devono essere cotti a parte e poi aggiunti in un secondo momento. 

Piatti dal sapore delicato con la ricotta: conchiglioni ripieni di ricotta e spinaci

Per la realizzazione di questa ricetta, i conchiglioni, che sono una tipologia di pasta speciale e dal formato grande, sono riempiti uno alla volta con una morbida farcia a base di ricotta e spinaci, dopo essere stati appena sbollentati in acqua salata. 

Devono essere poi ricoperti da sugo di pomodoro o besciamella, spolverizzati con del parmigiano abbondante e messi in forno per qualche minuto, in modo da far amalgamare i sapori.

Per informazioni, richieste, rimozioni e comunicati invia una mail a info@sbircialanotizia.it

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Curiosità

Quali sono le torte più amate dai bambini? Le 10 più gettonate

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I più piccoli, si sa, amano i dolci. Non esiste un solo bambino che davanti a una torta o a un biscottino non abbia la tentazione di assaporarlo il prima possibile. È pur vero che i gusti dei bambini sono gusti semplici, che solitamente prevedono l’utilizzo del cioccolato, della crema, o magari di qualche base di frutta semplice e non troppo elaborata. Ci sono tanti modi per far felice il tuo piccolo con delle preparazioni casalinghe: dalla semplice crostata con crema alla nocciola a un tiramisù senza caffè con i Pan di Stelle al posto dei savoiardi e tanto altro ancora. Ecco alcune idee per conquistare il cuore (e la gola) dei più piccoli con preparazioni semplici a prova di palato esigente.

Crostata con crema di nocciola

La crostata è un classico: facile da preparare e deliziosa da decorare per una merenda in famiglia o per un pomeriggio di gioco con gli amici. La sua versione con crema spalmabile alla nocciola o crema spalmabile al latte e fondente è una garanzia di successo per i più piccoli.

Tortini di arancia e carote

Se si cerca di far mangiare meno cioccolata ai propri bimbi, si può provare a preparare dei tortini (muffin) a base di arancia e carote, osando con delle lamelle di mandorle qualora il piccolo le gradisca. Dolcissime e davvero saporite, sono dei dolcetti che nella loro mini-porzione sono una tentazione irrinunciabile.

Torta Paradiso

Un tripudio di soffice impasto ricoperto da tanto zucchero a velo: la torta paradiso è un dolce semplicissimo che prevede ingredienti che tutti hanno in casa (burro, zucchero, uova) e che piace tanto ai più piccoli. Può essere gustata così, oppure tagliata a metà e riempita di marmellata.

Torta allo yogurt

Nei multipack ci sono sempre dei vasetti di yogurt alla frutta che nessuno vuole mangiare. Per eliminarli dal frigo senza sprecarli si possono utilizzare per realizzare una morbidissima torta allo yogurt, perfetta per la merenda. Per renderla più gustose, come detto, si può utilizzare uno yogurt al naturale zuccherato oppure uno alla frutta, e decorarla come più piace.

Torta in tazza

Le “mug-cake” (torte in tazza) sono un’idea simpaticissima che diverte sempre molto i più piccoli. Basta prendere una tazza da colazione abbastanza capiente e inserire ingredienti come farina, uova, cioccolata e un pizzico di lievito. In pochissimi minuti la torta “lieviterà” in microonde e sarà pronta da gustare.

Torta ai biscotti

Tutti amano i biscotti, che siano al cioccolato o no: perché non utilizzarli allora per realizzare una torta a strati? Sbriciolando i biscotti e unendoli a strati di panna e cioccolato spalmabile, il risultato sarà una torta dal gusto esplosivo che i bambini ameranno fin dal primo morso.

Torta al latte caldo

La torta al latte caldo è una nuvola di sapore morbido e soffice con ingredienti poveri ma che, in questo contesto, trovano la loro ragion d’essere. Un impasto vellutato, cremoso, adatto a bimbi di qualsiasi età e perfetta anche come base per torte di compleanno da decorare in maniera creativa con ganache di cioccolato o con personaggi di pasta di zucchero.  

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Cultura

Giornata mondiale dell’alimentazione: cos’è, quando si celebra

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Il 16 ottobre più di 150 nazioni celebrano la Giornata mondiale dell’alimentazione, un evento istituito nel 1979 dai Paesi membri della FAO.

L’obiettivo di questa giornata è quello di sensibilizzare ad una maggiore attenzione verso i temi della sicurezza alimentare, della povertà e della malnutrizione. Il miglioramento delle condizioni di vita dell’individuo è alla base dei 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile che le Nazioni Unite hanno stabilito di realizzare entro il 2030.

I temi annuali della FAO

Ogni anno la FAO incentra la Giornata mondiale dell’alimentazione su una tematica specifica, avvalendosi di uno slogan. La prima celebrazione di questo giorno – avvenuta nel 1981 – ha visto come motto L’alimentazione prima di tutto, ponendo l’argomento al centro dell’attenzione mediatica.

L’importanza di questa data è stata celebrata da una moneta commemorativa di 200 lire, raffigurante Villa Lubin, edificio scelto perché sede dell’Istituto Internazionale dell’Agricoltura. Infatti, uno dei temi su cui verte il 16 ottobre è l’importanza del settore primario che, insieme all’istruzione e alla sanità, è l’unica strada percorribile per il miglioramento delle condizioni relative all’alimentazione sostenibile e alla povertà di molti Paesi.

Nonostante questo sia il settore trainante di molte economie mondiali, il problema maggiormente riscontrato per l’agricoltura è la scarsità di investimenti.

Quest’anno, lo slogan scelto dalla FAO per celebrare la Giornata mondiale dell’alimentazione è Non lasciare nessuno indietro. Con questa frase, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura ha messo in risalto alcuni temi fondamentali, primo fra tutti quello di permettere ad ogni essere umano una dieta equilibrata.

Il benessere è un concatenarsi di eventi: da un ambiente migliore, scaturisce una nutrizione più sana e – di conseguenza – condizioni di vita più dignitose. Nel video realizzato dalla FAO alcuni bambini mettono in evidenza – attraverso una canzone intonata in più lingue – l’importanza di riciclare, riutilizzare e ridurre la plastica.

Un altro argomento trattato è quello del cambiamento climatico, che va contrastato attraverso un attivismo consapevole che riduca l’inquinamento e prevenga situazioni ambientali irrimediabili.

“A chi fa più fatica, a chi è più fragile, a chi resta indietro”: l’appello della FAO

Con questa affermazione, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura pone particolare accento su tutti coloro che, trovandosi in un contesto di disagio economico e sociale, abbiano bisogno di aiuto.

La pandemia di COVID-19 e l’avanzare della guerra in Ucraina hanno causato effetti devastanti, portando ad un’elevata inflazione e al collasso di tante realtà già provate dal loro stato di indigenza.

Inoltre, sono molte le parti del mondo soggette a continui conflitti nazionali: basti pensare alla Siria, all’Etiopia e allo Yemen, in cui – oltre alla guerra – è presente un’alta soglia di povertà.

Per questa ragione, l’obiettivo della Giornata mondiale dell’alimentazione è ricordarsi del valore della solidarietà, unico strumento per fronteggiare realmente i momenti di crisi. Infatti, parlare di sostenibilità è possibile solo se tutti hanno pari opportunità.

Cosa fare come società?

Innanzitutto, i governi possono incoraggiare una produzione non inquinante, che permetta ai terreni e alle acque di non subire danni e migliorare i diritti dei lavoratori. Gli istituti accademici – invece – possono orientare la loro attività di ricerca verso una produzione più sostenibile e una distribuzione più intelligente, mentre il settore privato può finanziare servizi ed infrastrutture e creare posti di lavoro.

Infine, i cittadini possono informarsi sugli eventi, ricordando che non si è mai troppo lontani dal resto del mondo. È possibile donare alle organizzazioni di soccorso, garantendo così i beni di prima necessità nelle zone di emergenza umanitaria.

Un altro strumento per contrastare la fame e la povertà nel mondo è partecipare a programmi di raccolta: effettivamente, capita che i rifugiati di guerra portino con sé lo stretto necessario, lasciando la maggior parte degli effetti personali nel loro Paese.

Anche favorire l’apertura di scuole per agricoltori è un modo per condurre la società verso un’agricoltura sostenibile. Infatti, confrontarsi sulle tecniche di coltivazione permette di sprecare meno risorse, riducendo il consumo del carburante per il trasporto, evitando l’utilizzo di pesticidi e rendendo possibile un maggiore consumo di frutta e verdura a chilometro zero.

Giornata mondiale dell’Alimentazione per i Giovani

Oltre alle industrie, come cittadini è possibile impegnarsi per ottenere una società più equa e attenta al prossimo e, per fare questo, molte sono le iniziative create ad hoc. In particolare, in onore del 16 ottobre, il Ministero dell’Istruzione e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale hanno deciso di istituire delle giornate celebrative all’interno degli istituti scolastici.

Sensibilizzare i giovani all’interno delle scuole, permettendo loro di sviluppare un maggiore senso critico, è un processo fondamentale per assicurare l’evoluzione della società. In uno degli eventi a cui possono aderire gli studenti sarà possibile creare un poster – entro il 4 novembre 2022 – che mostri cosa si possa fare per non lasciare nessuno indietro e per permettere un’alimentazione sana e accessibile a tutti.

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Attualità

A Casaprota (RI) l’estate si festeggia con le fettuccine ai funghi porcini

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Uova, farina, funghi porcini e l’immancabile olio extravergine di oliva è sufficiente per far festa a Casaprota? Certo che si! Dal 12 al 13 agosto le fettuccine, fatte rigorosamente a mano, ti aspettano in uno dei borghi più belli della Sabina. Se sei alla ricerca di fresco, relax e soprattutto buon cibo, Casaprota è il luogo giusto per te!

Un tuffo nel cuore delle tradizioni più autentiche della Sabina, nelle fresche serate estive di questo tratto incontaminato del Lazio. Da oltre 40 anni, Casaprota propone un’irresistibile alternativa alle spiagge affollate! 

La Sagra delle fettuccine ai funghi porcini rappresenta l’evento più atteso dell’estate nel piccolo borgo reatino, appartenuto un tempo all’Abbazia di Farfa.

A Casaprota il primo piatto tipico della tradizione contadina sarà preparato con le migliori materie prime del territorio: i gustosi funghi porcini che crescono abbondanti sui Monti Sabini e l’olio dal colore giallo dorato con leggeri toni di verde, l’ingrediente che sublima il gusto della pasta fatta in casa; un prodotto dal sapore intenso e aromatico apprezzato già dagli antichi abitanti dell’Urbe al pari dei “suillus”, con la loro caratteristica polpa bianca e il gusto inconfondibile.

Lo stand gastronomico aprirà alle 19 e, insieme alle fettuccine, saranno proposte tante altre gustose tipicità locali, mentre ogni serata sarà animata da spettacoli musicali dal vivo. La Sagra delle fettuccine ai funghi porcini è la kermesse di punta del “Ferragosto Casaprotano” che sarà inaugurata dal concerto banda musicale Filarmonica Giuseppe Verdi di Casaprota e si articolerà in divertenti giornate all’insegna della musica, dello sport, degli spettacoli e della buona tavola. Giocoleria, arte circense, passeggiate a cavallo, caccia al tesoro e molto altro ancora.

Addossato a un antico Castello, il borgo di Casaprota sorge al km 56 della via Salaria tra scorci mozzafiato e coltivazioni rigogliose tipiche della Sabina, con alberi secolari di ulivo che circondano l’abitato disegnando sulle colline particolari geometrie. La porta di accesso al paese, di età rinascimentale, mostra gli alloggiamenti in pietra per i cardini del portone e la copertura interna con una volta a botte, mentre l’antico palazzo signorile – oggi Filippi – che si erge nella parte più alta dell’abitato, presenta una facciata essenziale nella quale si aprono finestre cinquecentesche, sulla quale si staglia una torre circolare. Di epoca romana sono i primi insediamenti presenti nel territorio, dove i reperti delle ville e le iscrizioni sono sparse un po’ ovunque: per chi vuole dedicarsi alle escursioni, gli emblemi di un passato glorioso testimoniate da rovine romane e medievali saranno l’ambientazione degli itinerari da percorrere a piedi, in mountain bike o a cavallo.

Informazioni

Data – 12/13 agosto

Località: Casaprota (RI)

info@fuoriporta.org

www.fuoriporta.org

www.facebook.com/fuoriportaweb
www.instagram.com/fuoriportafortravel

Area Sosta Camper: Area Attrezzata Comunale – Casaprota Rieti Lazio.

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Curiosità

Al contadino non far sapere… tutti i benefici e le ricette delle pere

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Le pere sono un frutto molto versatile, che può essere consumato tutto l’anno perché facilmente reperibile. Generalmente, quelle appena colte arrivano dal Sudamerica, mentre in Italia crescono soprattutto al nord. Possono essere consumate anche fuori pasto, contenendo poche calorie, e sono ricche di vitamine, fibre e potassio.

Benefici delle pere

Per quanto riguarda le proprietà benefiche, bisogna evidenziare il fatto che le pere hanno un potere energizzante, a fronte della ricchezza di zuccheri e vitamine B1 e B2, che favoriscono il recupero delle forze.

In estate rappresentano un toccasana, perché il glucosio aiuta a contrastare lo stress fisico dato dalle alte temperature, sempre più in aumento. Le fibre presenti nelle pere favoriscono, inoltre, le funzioni intestinali, mentre la lignina aiuta a prevenire i tumori al colon. Il sorbitolo, poi, previene le carie, mentre la pectina svolge un ruolo lassativo, e tiene e a bada il colesterolo cattivo.

La vitamina A contrasta l’invecchiamento della pelle, mentre il levulosio riduce l’iperglicemia (eccesso di zuccheri nel sangue). Le fibre presenti, inoltre, forniscono un effetto saziante, molto utile nelle diete, mentre il potassio e l’acqua favoriscono la diuresi. Essendo ricca di fruttosio e di sali minerali, è ancora oggi indicata per lo svezzamento dei neonati, e per chi pratica molto sport.

C’è anche un buon apporto di acido folico, cosa che rende consigliabili le pere per chi è in gravidanza e per chi soffre di gotta, per eliminare l’acido urico. La pera, per via della vitamina C, è antiossidante, e riduce lo stress. Molte ricerche, inoltre, dimostrano che il consumo di pere riduce i problemi cardiaci.

Qualche ricetta

Andiamo a vedere alcune ricette che si possono realizzare a base di pere. Intanto, bisogna evidenziare che con le pere si possono preparare ottimi dolci, ma sono ottime anche per condire piatti salati: è infatti noto il proverbio ‘al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere’. In particolare, vale la pena degustare il binomio ricotta e pere, come si può leggere nel blog dei Fratelli Orsero, utilizzabile in numerose ricette.

Per i primi piatti, da segnalare il risotto, da condire con pere e formaggio fresco e cremoso, magari con l’aggiunta di una nota croccante, data dall’aggiunta di noci. Gli stessi ingredienti possono essere usati per antipasti, come crostini salati od omelette. Una volta tagliate a tocchetti, le pere possono essere usate per prelibate insalate estive.

Per quanto riguarda i dolci, si possono preparare dei dessert davvero unici, oppure andare sul classico, sfruttando l’abbinamento tra pere e cioccolato per guarnire la torta allo yogurt. Con la marmellata di pere, inoltre, si può farcire una bella crostata. Si possono anche cuocere nello zucchero per ottenere una crema con la quale creare una mousse spumosa, oppure un’originale cheesecake. Le pere sono perfette per una macedonia, con l’aggiunta di zucchero e limone.

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Curiosità

Tonno in scatola, quale scegliere? Ecco la classifica!

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Il tonno in olio d’oliva è una preparazione semplice, a base di tonno, olio d’oliva, sale e acqua.

La storia della conservazione del tonno ha le sue origini nella Roma Imperiale, quando il pesce veniva messo in salamoia o olio e conservato in anfore. Tuttavia, fu solo nel 1810 che il francese Nicolas Appert introdusse l’uso di vasi di vetro sigillati con tappi di sughero cerati. Nel 1850 l’inglese Bryan Donkin fu il primo ad utilizzare barattoli di ferro, chiusi dopo la cottura a bagnomaria… Nacque così il classico confezionamento del tonno sott’olio, che si usa ancora oggi. Leggero, igienico e resistente.

Di facile esecuzione, questa antica tecnica di conservazione del pesce conserva il gusto e le proprietà nutritive del tonno fresco, ricco di proteine ​​nobili, di grassi insaturi tra cui gli omega 3, di vitamine essenziali, in particolare B, P e A, e di sali minerali (fosforo, ferro, calcio, potassio e sodio).

Ma carissimi Lettori di Sbircia la Notizia Magazine, sapete che è possibile realizzare il tonno sott’olio anche in casa? Ve ne sveliamo la ricetta:

PREPARAZIONE

Tagliare la testa, togliere le interiora e la pelle al tonno.
Tagliare a fette grandi quanto un barattolo.
In una casseruola fate bollire acqua e sale e aggiungete i tranci di tonno.
Cuocere per circa 90 min.
A fine cottura scolare il tonno e lasciarlo raffreddare, quindi rimuovere le lische con una pinzetta.
Lasciare asciugare in un panno pulito per 48 ore in un luogo asciutto (cambiare il panno dopo 24 ore).
Sterilizza i vasetti.
Aggiungere i pezzi di tonno nei vasetti e riempire con olio d’oliva.
Lasciate riposare le fette nei vasetti per una notte.
Chiudere bene e mettere i vasetti in una pentola abbastanza capiente piena d’acqua.
Lasciare bollire per 15 minuti quindi togliere dall’acqua, asciugare e conservare in un luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce.
Consumare entro 9-12 mesi.
Noi personalmente, preferiamo acquistarlo già pronto, non avendo sufficiente tempo a disposizione né dimestichezza nell’arte culinaria e affini.
Per tal motivo vi rendiamo partecipi della classifica dei migliori tonni sott’olio, secondo una nota rivista.
Naturalmente solo e solamente a voi la giusta scelta e il ponderato giudizio finale.

CLASSIFICA

1⁰) As do Mar all’olio d’oliva (Prezzo medio 4,13 €)
2⁰) Selex all’olio di oliva (Prezzo medio 2,55 €)
3⁰) Callipo all’olio di oliva (Prezzo medio 4,10 €)
4⁰) Fratelli Carli all’olio di oliva (Prezzo medio 3,40 €)
5⁰) Rio Mare all’olio di oliva pescato a canna (Prezzo medio 5,00 € )
6⁰) Consorcio in olio di oliva (Prezzo medio 7,40 € )
7⁰) Conad Piacersi leggero in una goccia di olio di oliva (Prezzo medio 3,71 €)
8⁰) Nostromo all’olio di oliva (Prezzo medio 3,20 €)
9⁰) Angelo Parodi in olio di oliva (Prezzo medio 4,25 €)

Mi dicevano che ai pesci l’amo o la rete non dava affatto noia e che, avendo il sangue freddo, non sentivano dolore. Tuttavia, a dirmi tutto ciò non erano certo i pesci.” (Heywood Campbell Broun)

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Attualità

Olio d’oliva, aumentano i consumi nel mondo: quali sono i benefici sul corpo umano

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L’Italia è un paese splendido, apprezzato in tutto il mondo, e non solo per le sue bellezze paesaggistiche, per la sua storia e per la sua cultura. La Penisola, infatti, è uno dei paesi più amati per via dei suoi prodotti enogastronomici, per la sua cucina e per alcune prelibatezze tipiche del made in Italy. Non solo artigianato, non solo vino e non solo “pizza e mandolino”, perché anche l’olio di oliva rientra in questo vastissimo elenco. Ecco perché oggi studieremo insieme i dati relativi al settore dell’olio d’oliva, insieme ai benefici che quest’ultimo garantisce alla nostra salute.

Aumenta il consumo di olio di oliva in Italia e nel mondo

C’è poco da fare: quando si parla di esportazioni made in Italy, l’olio di oliva rappresenta un assoluto must, che piace in tutto il mondo. Come sempre ci pensano i dati a confermare il successo del prodotto. Nello specifico, i consumi nel 2020 sono cresciuti del 7% circa nella Penisola, con un clamoroso +15% per quel che riguarda le esportazioni a livello mondiale (addirittura +24% se si parla dell’export in Europa). Le stime degli esperti sono rosee, al punto che – entro il 2026 – il valore complessivo dell’olio di oliva dovrebbe superare quota 1.815 milioni di dollari, se si chiama in causa il mercato globale.

Con gli e-commerce, poi, è possibile acquistare l’olio extra vergine di oliva anche online, su alcune piattaforme specializzate. In questo modo si avrà la possibilità di scegliere il prodotto e il brand che piacciono di più. Quali sono i paesi esteri che, più di tutti gli altri, apprezzano e ordinano l’olio d’oliva made in Italy? In questa classifica spiccano ad esempio l’Australia e il Brasile, con il podio chiuso dal Canada. Infine, in Italia l’olio d’oliva viene consumato regolarmente dal 90% delle famiglie.

I benefici dell’olio d’oliva per l’organismo umano

Ci sono molti benefici per la salute associati al consumo di olio extravergine d’oliva. Per prima cosa, si tratta di una buona fonte di grassi monoinsaturi, che possono aiutare ad abbassare i livelli di colesterolo e a diminuire il pericolo di complicazioni cardiache.

In secondo luogo, l’olio d’oliva è una preziosa miniera di elementi antiossidanti, che possono aiutare a proteggere le cellule dai danni causati dai radicali liberi e dall’invecchiamento precoce, oltre a ridurre il rischio di alcune malattie croniche. Alcune ricerche hanno anche dimostrato che l’olio d’oliva può aiutare a migliorare le funzioni cognitive, e a ridurre la portata delle infiammazioni.

Di conseguenza, è chiaro che l’olio d’oliva può offrire una serie di importanti benefici per la salute, ed è dunque un bene che in Italia quasi tutte le famiglie lo consumino con regolarità, come spiegato nel paragrafo precedente.

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Gastronomia

Quali sono i macchinari indispensabili per una pasticceria

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Chi gestisce una pasticceria non si può permettere il lusso di perdere troppo tempo con le attività manuali: per questo motivo, ha bisogno di macchinari professionali grazie ai quali potrà organizzare il lavoro in laboratorio in maniera più efficace, assicurando un salto di qualità alla propria produzione. La planetaria professionale è un tipico esempio di macchinario indispensabile, e in un certo senso può essere ritenuta il fulcro di qualunque laboratorio in questo settore. Vi si può ricorrere per creare impasti di qualunque genere; per un utilizzo professionale, è essenziale che la planetaria riesca a garantire i più elevati standard di sicurezza, risultando robusta e al contempo affidabile. Sarebbe auspicabile, inoltre, che il dispositivo fosse facile da pulire.

Sigma, marchio di riferimento

Qualora si abbia la necessità di comprare una planetaria professionale ci si può rivolgere a Sigma avendo la certezza di trovare un ricco e variegato catalogo di soluzioni, con diverse linee progettate e sviluppate per andare incontro a ogni esigenza. Leader nel settore dei macchinari professionali per la pasticceria e per la panetteria, Sigma è un’azienda nata nella prima metà degli anni Settanta: per questo, con un’esperienza di quasi mezzo secolo, è un punto di riferimento imprescindibile per tutti gli addetti ai lavori. I macchinari da pasticceria di Sigma sono estremamente sicuri grazie alla loro robustezza: per questo incrementano il livello di professionalità dei laboratori in cui vengono inseriti, contribuendo ad automatizzare le procedure ovviamente in conformità con quanto previsto dalle norme europee.

Le sfogliatrici

Ma le planetarie da sole non sono sufficienti per soddisfare le necessità tipiche di una pasticceria: anche le sfogliatrici rappresentano uno strumento indispensabile, dal momento che permettono di stendere qualunque tipo di pasta da usare nel settore della pasticceria, anche con spessori molto ridotti, senza che vi sia il rischio di rotture o di grinze. La meccanica molto resistente è un aspetto peculiare delle sfogliatrici di Sigma, che per di più si fanno apprezzare per la loro funzionalità, per la praticità della loro estetica e per la semplicità di manutenzione.

Gli altri macchinari da pasticceria

Nel novero degli altri macchinari di cui ci può essere bisogno in una pasticceria va citato il cuocicrema, grazie a cui è possibile realizzare prodotti artigianali dalla straordinaria genuinità. Questo dispositivo, in particolare, permette di preparare qualunque crema a caldo ottimizzando ogni fase di lavorazione: si riscalda in tempi brevi e può essere svuotato in maniera molto semplice, permettendo di realizzare creme deliziose nel modo più comodo. I cuocitori elettrici sono consigliati sia per coloro che realizzano creme in grandi quantità, sia per la produzione di torroni, di impasti per i bignè, di latte condensato o di marmellata. Stiamo parlando di strumenti altamente sicuri e che sono muniti di un raschiatore sia sul fondo che sul lato della vasca; il che consente di prevenire qualunque rischio di incollamento o di dispersione del prodotto. Utile è anche la raffinatrice da pasticceria, a cui si può far riferimento per raffinare e macinare prodotti dolciari di qualunque tipo.

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Attualità

Come si prepara il panettone e quale scegliere? Scopri la classifica

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Natale è alle porte, il Panettone lo si ritrova ovunque volgiamo lo sguardo ormai. Ma vogliamo spiegarvi quante ore di lavoro richiede la sua complessa preparazione.

Un processo lungo, meticoloso, che richiede l’utilizzo di una pasta madre relativamente acida, il cui sapore caratteristico profumerà di aromi antichi il prodotto finito. La lievitazione può richiedere fino a diversi giorni, conferendo al dolce la sua caratteristica consistenza alveolata. Il metodo di produzione del Panettone tipico della tradizione artigiana milanese segue i seguenti passaggi:

  • Preparazione del lievito naturale: un impasto costituito da acqua, farina di grano duro, viene acidificato dall’attività fermentativa di lieviti e batteri lattici derivati ​​da un impasto madre.
  • Preparazione della pasta lievitata: le proporzioni degli ingredienti aggiunti e le condizioni di fermentazione, durata, temperatura, umidità, variano a seconda del produttore. Questa scelta basata sull’esperienza e sulla tradizione contribuisce a creare una varietà di gusti, aromi, profumi e consistenze che costituiscono la specificità e la ricchezza della produzione. L’impasto subisce un primo impasto, poi, la fermentazione viene interrotta, successivamente l’impasto viene rimesso a lievitare. In questa fase, subisce una seconda “gramolatura” che interrompe nuovamente la fermentazione. Infine, l’impasto viene rimesso nuovamente a lievitare.
  • Formatura: la fase di formatura condiziona l’aspetto finale del prodotto, viene tradizionalmente effettuato grazie alle seguenti operazioni:
    1) la spezzatura, la pasta lievitata finale viene divisa in porzioni,
    2) la pirlatura, i pezzi di pasta vengono modellati in palline.
    3) stendendo i pirottini, l’impasto viene messo negli stampi da forno.
  • Fermentazione finale: la fermentazione finale avviene nello stampo da forno, la durata così come le condizioni di temperatura e umidità dipendono dal prodotto finale che si vuole ottenere. Durante la lievitazione si procede alla scarpatura, la superficie superiore dell’impasto viene incisa con una croce.
  • Cottura: la cottura dura circa 40 min a 170 °C per un Panettone da un chilogrammo.
  • Raffreddamento: in questa fase il Panettone viene capovolto per fare in modo che non perda la sua classica gorma bombata. Al termine del raffreddamento, il Panettone è pronto per essere confezionato e raggiungere le tavole bandite a festa nel periodo natalizio…

TEST prova d’assaggio

  1. Al 1°posto, troviamo il panettone Maina. L’azienda fondata a Torino nel 1964 riceve un punteggio di ben 71 punti.
  2. Al 2°posto, il panettone di Milano firmato Vergani, solo che il Maina, a parità di peso, un chilogrammo, costa letteralmente la metà, circa 5,32 euro contro i circa 13,95€ di Vergani.
  3. Al 3°posto con 70 punti, c’è il panettone classico della Coop, per un chilo il prezzo è di circa 5,17 euro.
  4. Al 4° posto per il veronesissimo Bauli, 68 punti, circa 5,75 al chilo.
  5. Al 5°quinto posto troviamo il Galup, che al chilo costa circa 16 euro.
  6. Al 6° posto un altro classico della storia del panettone italiano il capostipite Motta.
  7. Al 7° posto, valutazione non proprio top si direbbe, per un prodotto dal brand e dalla lavorazione ricercata come il panettone Tre Marie.
  8. Seguono a pari passo nelle ultime posizioni del test i panettoni classici Paluani e Balocco.

A Natale, quella notte non farò nulla di diverso, nulla che io non faccia sempre… Proprio come quando ero bambina… Al limite si cambiava stanza, si andava dalla camera al tinello per vedere se era arrivato Gesù e per mangiare il tanto sospirato Panettone, che allora si chiamava ‘El pan de Toni’…
(Alda Merini)

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Attualità

Viaggio tra i sapori e le tradizioni del mondo: lo Stollen, storia e ricetta

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Il Christstollen, detto anche Weihnachtsstollen o, più semplicemente, “Stollen“, è un dolce tradizionale tedesco, con frutta secca e canditi, originario della regione di Dresda, in Germania, è il dolce natalizio per eccellenza, la cui origine è antichissima.

La prima menzione nota dello Stollen risale al lontanissimo 1329, poiché in quella data fu concesso un privilegio alla Corporazione di Naumburg per la fabbricazione di questo tipo di dolce. Ma non ci sarebbero dubbi sul fatto che la tradizione degli Stollen sia ancora molto più antica. Infatti era già utilizzato come particolare simbolo augurale, durante le feste pagane. Con la cristianizzazione dell’Europa, divenne un simbolo cristiano e fu ribattezzato Christstollen. Osservandone bene la forma, si evince che sarebbe stato “creato” per rappresentare il bambino Gesù in fasce.

Si tratterebbe in effetti di un pane dolce, dalla pasta lievitata piuttosto fitta e pesante, spesso farcito al suo interno con pasta reale, marzapane, frutta secca, canditi vari, uva sultanina, scorzette d’arancia, di limone e un misto di profumatissime pezie.

Lo Stollen è prodotto e consumato durante tutto l’anno, ma solitamente in Germania il Christstollen e Weihnachtsstollen per onorare l’antica tradizione, vengono solitamente consumati durante l’Avvento e il giorno di Natale e preparati giusto alcune settimane prima.

Anche se a volte viene prodotto già a settembre, i “puristi” preferiscono consumarlo solo a dicembre. Gli Stollen possono essere serviti freddi o tiepidi e accompagnano egregiamente il caffè, il tè, la cioccolata calda, viene tranquillamente servito con gusto a pranzo, a cena o a colazione. Si conserva per diverse settimane, in assenza di aria, in frigorifero tenendo cura di avvolgerlo in un involucro in modo che non prenda aria, o di rinchiuderlo in un contenitore ermetico. Bisogna naturalmente, però, aver cura di toglierlo dal frigo qualche ora prima di gustarlo, in modo che sia a temperatura ambiente per poter assaporare tutta la sua fragranza. È possibile anche posizionarlo accanto ad una lieve fonte di calore, proprio come siamo soliti fare con il nostro Panettone o il nostro Pandoro.

C’è da specificare che lo Stollen è conosciuto anche in Alsazia Lorena (in tedesco Elsaß-Lothringen), territorio ceduto dalla Francia all’Impero tedesco sotto il Trattato di Francoforte, firmato il 10 maggio 1871dopo la sconfitta francese.

Esistono diverse ricette per prepararlo, eccovene una fra le più note e conosciute:

Ingredienti (per 6 persone)

  • 500g di farina
  • 1 uovo
  • 12cl di latte tiepido
  • 3 cucchiai rasi di zucchero
  • 1 bustina di zucchero vanigliato
  • 250 g di burro + un po’ per la doratura
  • 1 pizzico di cannella
  • scorza di limone grattugiata
  • 1/2 cucchiaino di sale fino
  • 40 g di lievito di birra
  • 200 g di mandorle (di cui qualche mandorla amara) tritate finemente
  • 50 g di scorzette di limone
  • 50 g di scorzette d’arancia
  • 125g di ribes canditi
  • 125g di uva sultanina
  • 1 cucchiaio di rum o brandy
  • Zucchero a velo

Preparazione

  1. In una terrina tiepida, versare la farina a fontana, aggiungere l’uovo, il latte tiepido, lo zucchero, lo zucchero vanigliato, il burro ammorbidito, la cannella, la scorza di limone grattugiata, il sale e il lievito. Amalgamare bene il tutto.
  2. Aggiungere le mandorle, la scorza del limone grattugiata tenendo cura di non intaccare la parte bianca perché amara, le scorzette candite dell’arancia e del limone, aggiungere la frutta secca precedentemente rinvenuta nel brandy o nel rum. Impastate il tutto fino ad ottenere un impasto sodo, ma elastico e arioso, controllate ció tagliando l’impasto in due parti, ricomporlo e rimpastare. Se l’impasto dovesse risultare troppo duro, solo se necessario aggiungete un po’ di latte tiepido.
  3. Coprite con un canovaccio e lasciate riposare e lievitare per 2 ore, in un luogo riscaldato, o vicino ad una fonte di calore. Su una spianatoia infarinata formate una pagnotta allungata che stenderete in una sfoglia spessa, di cui una metà sarà ripiegata sull’altra.
  4. Spennellare la pasta da piegare con acqua fredda. Adagiate l’impasto su una tortiera imburrata e infarinata (questa torta può essere cotta anche nel classico stampo per gli Stollen), fate lievitare una seconda volta.
  5. Spennellare l’impasto con burro fuso e infornare a 180°C per circa 45 min, fino a quando lo Stollen non sarà ben dorato. Una volta sfornato, spennellatelo nuovamente con burro fuso e spolverizzate con abbondante zucchero a velo.

In effetti, osservandolo bene, la forma particolare del Christstollen ricorda esattamente quella dei panni che avvolgevano nei tempi antichi i neonati.In passato questo suggestivo tradizionale dolce non veniva tagliato prima del 28 dicembre, in ricordo della strage degli Innocenti ad opera di re Erode a Betlemme.

È Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano…
È Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza…
È Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri…

(Madre Teresa di Calcutta)

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Attualità

La coda di bue con riso fritto, gli indimenticabili profumi e sapori d’Africa dello Chef Alexander Smalls

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Rinomato ristoratore e autore di libri di cucina, lo Chef Alexander Smalls è l’iniziatore della sala dedicata alla cucina africana a Expo 2020 Dubai chiamata Alkebulan. È il primo luogo del suo genere ad essere dedicato esclusivamente alle diverse tradizioni culinarie del continente africano. È un sogno che diventa realtà per lo Chef Alexander Smalls, che aspirava a condividere la diversità del cibo africano con il mondo intero.

La coda di bue con riso fritto è uno dei piatti preferiti dello Chef Alexander Smalls. Per prepararlo non segue una ricetta precisa, ma crea ogni volta una versione leggermente diversa, spesso dagli “avanzi”.

Puoi persino sostituire la coda di bue con gamberi o qualsiasi tipo di proteina che hai a portata di mano“, afferma sorridente lo Chef, “ma devi stare attento a mantenere la stessa miscela di spezie perché è questo che gli dà la sua lucentezza, sapore e aroma…

Insieme a una generosa dose di peperoncino spolverato come un soffio di vento, il piatto riunisce ingredienti africani e asiatici, tra cui coda di bue, foglie di cavolo cavaliere, salsa di soia e olio di sesamo. “Il tutto evoca la storia delle comunità africane in Cina“, sottolinea lo Chef mentre spruzza la sua padella con salsa di soia e aromi aromatici si inebriano nell’aria circostante.

Precedentemente cantante d’opera, lo Chef Alexander Smalls ha viaggiato per tutto il mondo ed era rammaricato per qualsiasi città da lui visitata, che non offrisse una cucina africana. Tornato a casa a New York, ha creato il primo ristorante afro-asiatico americano della città, “The Cecil”, che è stato accolto molto bene, un successo straordinario dovuto soprattutto alla qualità, l’impegno e la ricercatezza degli ingredienti. Altri locali di cui si è occupato includono “Minton’s”, un iconico strabiliante jazz club, “Café Beulah”, “Sweet Ophelia’s” e “Shoebox Café”, tutti con risposta positiva da parte dei fortunati clienti.

Oggi, lo Chef Alexander Smalls è concentrato sulla promozione di “Alkebulan” nella speranza di trovare investitori che lo aiutino a creare futuri ristoranti africani, oltre a pubblicare le sue memorie culinarie. Il suo ultimo libro “Pasti, musica e muse: ricette dalla mia cucina afroamericana” è stato pubblicato con grande successo, l’anno scorso.

Per un assaggio della cucina africana di questo esimio Chef, potete visitare Expo 2020 Dubai, che, vi ricordiamo, durerà fino a giovedì 31 marzo 2022… Oppure, potete provare a preparare voi stessi una versione della sua Coda di bue e riso fritto e natura, non dimenticate il peperoncino!

Ecco a voi la ricetta…

Ingredienti

  • 1 kg di coda di bue
  • 3 bicchieri di riso bianco e nero cotto
  • 4 cavoli cavaliere
  • 2 bicchieri di germogli di soia
  • 6 scalogni, tritati
  • 4 peperoncini, affettati, alcuni messi da parte per guarnire
  • 1 spicchio d’aglio, tritato
  • 1 cucchiaino di “cinque spezie” in polvere
  • 1 mezzo cucchiaino di sale
  • 3 cucchiai e mezzo di salsa di soia
  • 1 mezzo cucchiaino di aceto di riso
  • 4 cucchiai di olio d’oliva
  • 2 cucchiai di olio di sesamo
  • 4 uova + 2 alla coque per guarnire
  • Paprika affumicata secondo i vostri gusti
  • 1 mazzetto di coriandolo

Istruzioni

  1. Strofinare le code di bue con sale e la polvere delle “cinque spezie”.
  2. Coprire e infornare a 200°C per 3 ore fino a quando la carne non si staccherà dall’osso, quindi raffreddare, sminuzzare e mettere da parte.
  3. Mescolare le uova con mezzo cucchiaio di salsa di soia e aceto di riso, quindi friggerle in padella con 1 cucchiaio di olio. Far cuocere lentamente. Sminuzzare e mettere da parte.
  4. Versare l’olio d’oliva rimanente, le cipolle verdi e il peperoncino in una padella. Fateli saltare per 2 minuti.
  5. Aggiungere l’aglio e fate soffriggere per 30 secondi.
  6. Aggiungere il resto delle verdure e fate saltare il tutto per 5 minuti.
  7. Aggiungere la carne sminuzzata, il riso e l’olio di sesamo e 3 cucchiai di salsa di soia, quindi fate rosolare finché il riso non diventi un po’ croccante.
  8. Servire con coriandolo fresco tritato.

Beh, che altro aggiungere, buon pranzo o buona cena a tutti voi!!!

La storia della cucina è la storia del mondo, è di per sé scienza e sta al cuoco farla diventare un opera d’arte.
(Gualtiero Marchesi)

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