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Lunedì e martedì ‘L’Italia delle Regioni’ con Mattarella e collegamento Meloni – Guarda la diretta a partire da Lunedì 5 dicembre alle ore 10.30

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(Adnkronos) –

Il 5 e 6 dicembre si terrà la prima edizione de “L’Italia delle Regioni”: l’evento organizzato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per valorizzare la ricchezza, l’identità e la specificità dei territori italiani. Per la prima volta le Regioni, snodo chiave tra dimensione statuale e locale, anche alla luce dei nuovi scenari geopolitici che avanzano, si danno appuntamento all’interno di una cornice di alta caratura istituzionale per promuovere una riflessione articolata sulle prospettive del nuovo regionalismo nel nostro Paese. 

L’iniziativa, che avrà cadenza annuale, rappresenta una importante occasione per avviare un ampio confronto istituzionale con gli interlocutori di riferimento, pubblici e privati, con l’obiettivo di elaborare e costruire proposte utili a potenziare il ruolo e le diverse identità delle venti Regioni e delle due Province autonome che compongono l’Italia. Il fil rouge della due giorni sarà il tema delle reti nelle sue diverse articolazioni – infrastrutturali, energetiche, sociali, sanitarie, digitali – per dare vita ad una piattaforma di posizionamento strategico delle Regioni rispetto alle politiche del prossimo futuro. 

La manifestazione è organizzata, in questa prima edizione, in collaborazione con Regione Lombardia che ospiterà all’interno della propria sede la prima giornata di lavori a Palazzo Lombardia a Milano. Il giorno successivo si svolgerà, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presso la Villa Reale di Monza. 

Il Festival, che vedrà la partecipazione dei Presidenti di tutte le Regioni e delle Province autonome, è così articolato: 

– 5 dicembre – Sala Biagi, Palazzo Lombardia a Milano 

La mattinata sarà aperta dal Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che farà gli onori di casa e, dopo la relazione del Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, vivrà un momento collegiale che si svolgerà alla presenza del Ministro degli Affari regionali e le Autonomie, Sen. Roberto Calderoli e del Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, On. Raffaele Fitto. 

Alle 11 interviene in video collegamento il Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni. 

Ore 12 Punto stampa. 

Alla ripresa dei lavori – ore 14,30 – l’intervento in video collegamento del Vice Presidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Sen. Matteo Salvini. 

Nel pomeriggio si terranno cinque tavoli tematici di lavoro (sessione ad inviti) a cui prenderanno parte i Presidenti e gli Assessori regionali, gli stakeholders nazionali e dei territori che lavoreranno seguendo un comune filo conduttore verso uno sviluppo nazionale equilibrato che deve necessariamente tenere conto delle piattaforme territoriali. 

I temi individuati all’interno di focus group, organizzati nel periodo di avvicinamento al Festival e coordinati dal sociologo Aldo Bonomi, sono i seguenti: 

1. Le Regioni e le reti. Oggi lo sviluppo economico, sociale e civile delle città, dei territori, delle imprese e delle filiere dipende sempre più da investimenti in infrastrutture, materiali ed immateriali, intese come beni di valenza collettiva. Coordina: Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria. 

2. Il modello dell’urbano – regionale. Come le Regioni possono tenere assieme città e territori. Un nuovo modello di regionalismo come fattore di interconnessione del territorio della società italiana. Coordina: Donato Toma, Presidente della Regione Molise. 

3. Welfare ed equilibri sociali: lavori, salute, formazione, demografia. Affinché ci possa essere uno sviluppo più equo della società, occorre trovare un nuovo equilibrio tra welfare e territorio, coinvolgendo in forme nuove il complesso di corpi intermedi e organizzazioni che si occupano di coesione sociale. Coordina: Donatella Tesei, Presidente della Regione Umbria. 

4. Terra e territorio. L’ambiente. La terra va raccontata nel suo intreccio storico con il territorio attraverso i temi dell’agricoltura, del turismo e della sostenibilità ambientale. Coordina: Marco Marsilio, Presidente della Regione Abruzzo. 

5. Geopolitica, Europa e PNRR. Individuare il contributo delle Regioni nell’attuazione concreta degli obiettivi e delle missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in un’ottica di collaborazione e di sussidiarietà e nel governo della trasformazione in atto a livello globale. Coordina: Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte. 

Al termine dei lavori preparatori, ogni tavolo produrrà un documento che sarà la traccia di un’unica proposta finale, espressione plenaria del lavoro svolto. Gli esiti verranno presentati dal Segretario Generale della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Alessia Grillo, all’interno di una tavola rotonda coordinata da Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana. 

Alle ore 17,30 seguirà l’intervento del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani. 

A seguire ii Presidenti e gli Assessori regionali si sposteranno presso la Fiera di Milano-Rho in visita alla manifestazione internazionale “Artigiano in Fiera” in corso a Milano, per un momento di promozione delle proprie “eccellenze” e sviluppare relazioni tra territori, cittadini e imprese. 

– 6 dicembre – Villa Reale, Monza 

La seconda giornata si aprirà con gli interventi di Michele Emiliano e Massimiliano Fedriga, rispettivamente Vice Presidente e Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e proseguirà con una sessione plenaria durante la quale verranno presentati gli esiti dei tavoli di lavoro del giorno precedente.  

La Cerimonia proseguirà con la firma, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dell’Intesa sottoscritta tra tutti i Presidenti per il riconoscimento della Conferenza delle Regioni quale organo comune delle Regioni e Province autonome. Al termine della giornata ci sarà un simbolico passaggio di consegne tra Lombardia e Piemonte, Regione che ospiterà nel 2023 la seconda edizione del Festival. 

La due giorni di Festival, ad eccezione del pomeriggio del 5 dicembre in cui i tavoli di lavoro saranno a porte chiuse, verrà trasmessa in streaming sul sito della Conferenza delle Regioni http://www.regioni.it, sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/conferenzadelleregioni e sul canale YouTube: https://youtube.com/@Regioni_it. 

L’evento, sarà raccontato anche sui canali social Facebook e Twitter della Conferenza delle Regioni. L’hashtag ufficiale dell’evento è #ItaliadelleRegioni. 

 

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Autonomia, Celotto: “Lep siano disciplinati da Parlamento, non da Governo”

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(Adnkronos) – Il disegno di legge sull’autonomia differenziata arriva in Consiglio dei ministri. “Il problema aperto di questo disegno di legge è stabilire con quale fonte vadano definiti i Lep (livelli essenziali delle prestazioni – ndr). Attualmente si prevederebbe che spetta al governo con un Dpcm. Tuttavia è più conforme al disegno costituzionale pensare che sia la legge a individuare e stabilire i Lep, perché i diritti delle persone possono e devono essere disciplinati con atto del Parlamento. E’ opportuno modificare questo punto”. Così il costituzionalista Alfonso Celotto, fino a qualche giorno fa capo di gabinetto del ministro delle Riforme Elisabetta Casellati, risponde all’Adnkronos sull’opportunità che i Lep siano determinati dal Governo. 

Secondo Celotto, “oggi va in Cdm un disegno di legge che cerca di stabilire il meccanismo per arrivare a queste intese, ma è importante ricordare che bisogna garantire i livelli essenziali delle prestazioni, Lep, su tutto il territorio nazionale perché questi sono i presupposti di ogni forma di autonomia tesa a garantire i diritti”. Il testo sull’Autonomia predisposto dal ministro per gli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli metterebbe a rischio l’unità del Paese? “Dipende da come è attuato: su sanità e istruzione senza livelli di garanzia si rischia di dividere l’Italia. L’Autonomia va costituita come opportunità, non come modo per dividere – risponde – Adesso stiamo stabilendo il campo su cui si gioca, l’importante è che in questa fase ci siano alcune garanzie, come sono i lep”.  

Celotto non ha dubbi: “L’autonomia differenziata è una opportunità ma deve essere sviluppata conformemente al quadro costituzionale. La nostra è una Repubblica una e indivisibile (articolo 5), che deve garantire i diritti fondamentali in maniera eguale su tutto il territorio nazionale ed anzi deve rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena partecipazione alla democrazia (articolo 3). L’articolo 116 comma terzo nasce nel 2001 per rendere più flessibili le competenze sui territori. Da allora – conclude – non si è ancora individuato il meccanismo per consentire alle regioni di stipulare una intesa con lo Stato per avere più autonomia su determinate materie. (di Roberta Lanzara)  

 

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Autonomia, Maiorino (M5s): “E’ scalpo regalato alla Lega, vago il finanziamento Lep”

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(Adnkronos) – “Siamo alla quarta riscrittura della bozza Calderoli e ancora annunciano modifiche. È indice di una schizofrenia preoccupante e di lacerazioni interne alla maggioranza che sono sotto gli occhi di tutti. I principali difetti sono ancora tutti lì: il Parlamento è tagliato fuori e resta una preoccupante vaghezza sul finanziamento dei Lep”. Così all’Adnkronos Alessandra Maiorino, membro della Commissione affari costituzionali e vice presidente vicario del Gruppo del Movimento 5 Stelle, commenta il disegno di legge sull’Autonomia differenziata che oggi pomeriggio arriva in Cdm. 

“Il quadro complessivo è chiaro: questa riforma non è che uno scalpo regalato alla Lega prima delle regionali e prelude a un do ut des con il presidenzialismo inseguito da Fdi. Insomma – conclude – il governo ha scambiato le riforme per il gioco del Monopoli, ma a uscirne sconfitto qui sarà il futuro assetto istituzionale e democratico del Paese”. (di Roberta Lanzara) 

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Cospito, bagarre al Senato: Pd lascia l’aula

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(Adnkronos) – “Il Pd si è sentito offeso dalla domanda del collega Donzelli, una domanda retorica che non voleva dire che il Pd sta con la mafia”. Così Alberto Balboni di Fdi in aula al Senato dopo l’informativa del ministro Carlo Nordio. “Ma non vi rendete conto che andando in carcere a trovare Cospito avete aperto una voragine alla mafia? Io sono d’accordo che si possa andare in carcere. Ma perchè dopo avete fatto una conferenza stampa criticando il 41 bis? Avete aperto una voragine perchè la madre di tutte le battaglie” della mafia “è quella contro il 41 bis”.  

IL PD LASCIA L’AULA – “Abbiamo abbandonato l’Aula perché nuovamente Fdi dice che magari anche involontariamente noi abbiamo contribuito a creare tutto quello che c’è stato. Noi ci siamo indignati, siamo arrabbiati, non si devono permettere ed hanno esagerato”. Così all’Adnkronos Simona Malpezzi, senatrice Pd, dopo aver abbandonato l’Aula con gli altri senatori del Partito democratico durante l’intervento del senatore Alberto Balboni. “Noi abbiamo chiesto al ministro Nordio di ritirare le deleghe al suo sottosegretario. Iniziamo da Delmastro, di cui Nordio deve assumersi la responsabilità”. 

Il Pd non ha “mai messo in dubbio il 41bis” ha detto, poi, a ‘Porta a Porta’, Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera. “Quando siamo usciti dal carcere di Sassari – ha detto ricordando la visita a Cospito – abbiamo detto che eravamo lì solo per ragioni umanitarie e che non mettevamo in dubbio in nessun modo il 41bis”. 

“Diversamente da quanto dichiarato dal senatore Balboni di Fratelli d’Italia, al termine della visita della delegazione Pd, di cui faceva parte il deputato Andrea Orlando, al carcere di Bancali a Sassari, non c’è stata nessuna conferenza stampa per ‘criticare il 41 bis'” precisa l’ufficio stampa del deputato Pd Andrea Orlando. “Il deputato Pd ha semplicemente richiamato dopo aver ribadito con decisione, anche nelle successive interviste e interventi pubblici, la piena attualità dell’istituto del 41 bis, il motivo della visita, quello di accertarsi delle condizioni di salute del detenuto, ponendo solamente un elemento di riflessione da approfondire, ovvero l’effettiva funzionalità dell’istituto del 41 bis rispetto a reati che sono in parte diversi da quelli che hanno generato questo strumento amministrativo. L’onorevole Orlando si riserva di ricorrere alle vie legali a tutela della propria onorabilità contro affermazioni diffamanti”.  

 

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Pd, Onorato: “Con questa classe dirigente non ci vota nessuno”

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(Adnkronos) – “Oggi il Pd vive la sua stagione più bassa. Mi sono riscritto proprio perché nel momento di maggiore difficoltà penso si debba dare un contributo. Il Pd tornerà ai suoi fasti iniziali se dimostrerà di essere quel partito post ideologico, che si teorizzava alle origini, in grado di fare sintesi tra diverse culture politiche. È curioso che tanti capicorrente dicano oggi che il problema siano le correnti”. È quanto dichiara all’Adnkronos Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del Campidoglio, ritornato nel Pd dopo 15 anni a sostegno del candidato alla segreteria nazionale di Stefano Bonaccini, all’apertura delle sfilate romane di AltaRoma,  

Il dibattito congressuale è animato in questi giorni dai temi della rappresentanza di genere. “Le donne nella nostra società vivono in una oggettiva situazione di svantaggio- spiega ancora Onorato- dal lavoro, alla famiglia. Devono davvero essere messe nella condizione di poter concorrere alla pari degli uomini. Non deve essere, però, uno slogan da utilizzare in campagna elettorale ma soluzioni puntuali da individuare. Rimarremo un Paese arcaico fin quando una donna dovrà scegliere se essere madre o lavorare, per esempio”.  

E sul confronto tra i diversi candidati prosegue nell’intervista all’Adnkronos Alessandro Onorato: “Nel Pd penso occorra il contributo di tutti, a prescindere dalle divisioni ideologiche. Le candidature di Elly Schlein e di Paola De Micheli sono fondamentali, accanto a quelle di Gianni Cuperlo e di Stefano Bonaccini, per rendere finalmente il Pd un po’ più plurale. Mi sembra utile che anche Zingaretti sia entrato in campo per una sfida che penso sia fondamentale, non solo per il Pd, ma per il Paese. Solo in questo modo – continua- potremmo attrarre il mondo normale, quello che ogni giorno lavoro con il sudore sulla fronte. E poi, a mio avviso, il Pd deve essere più positivo, più concreto, più vicino ai temi del quotidiano”. 

E sul suo apporto al Pd Alessandro Onorato non ha dubbi: “Penso che tutti noi dovremmo avere il coraggio di metterci la faccia – risponde – Accanto al tema legato alla rappresentanza femminile, poi, penso ci sia anche un tema generazionale. Dobbiamo contribuire alla rinascita del partito. Il Pd ha la classe dirigente migliore. Ho fatto il consigliere comunale per 15 anni, sono al Comune di Roma da 17 anni e posso dire, senza essere smentito, che anche attualmente i consiglieri comunali e i presidenti di municipio sono persone molto in gamba, hanno esperienza amministrativa e sanno intercettare le soluzioni ai problemi quotidiani dei cittadini. Risorse che il nuovo Pd ha il dovere di coinvolgere anche a livello nazionale, per promuovere un rinnovamento della classe dirigente che parta dal merito”. 

Quale la strategia, la strada da intraprendere? Secondo Alessandro Onorato, “bisogna uscire dai meccanismi di sudditanza psicologica, che all’interno del Pd ci sono, e avere il coraggio di promuovere un cambiamento vero – spiega- Perché la gente agli amministratori crede, perché noi siamo abituati ad andare in mezzo alle persone. Non abbiamo complessi, non facciamo teorie di massimi sistemi. Non frequentiamo i caminetti e, se facciamo un annuncio, torniamo sei mesi dopo e quella proposta deve essere realtà”. 

E conclude lanciando il suo personale ‘j’accuse’: “Non può essere un tabù chiedere di ‘mettersi di lato’ a chi ha governato il Pd fino ad oggi, perdendo sempre le elezioni e siede in Parlamento da 15-20 anni. Lo ripeto- conclude- con questa classe dirigente non ci vota nessuno”. 

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Anarchici, Cottarelli (Pd): “Da Donzelli autogol, anche Scarpinato eccessivo”

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(Adnkronos) – “Anche Scarpinato ha usato un linguaggio eccessivo. Ma Scarpinato non è il Pd e se qualcuno fa un errore non è giustificato un linguaggio altrettanto sbagliato nei confronti del Pd”. Così all’Adnkronos Carlo Cottarelli, senatore Pd e membro della sesta Commissione permanente finanze e tesoro che aggiunge: “Qui il punto non è solo l’accusa di Donzelli, ma anche l’aver citato dei documenti riservati che anche solo per buon senso non andavano divulgati. Perché divulgando il fatto che c’erano state delle registrazioni, si informano i criminali in galera dell’uso di strumenti che poi verranno a mancare alla polizia giudiziaria ed al Ministero. E’ un autogol che danneggia l’azione delle Autorità”.  

Quindi il senatore Pd entra nel merito del 41bis: “Io sono a favore. E’ uno strumento molto importante, ma mi chiedo se nel caso specifico di Cospito non sia stata una esagerazione. Mentre per mafia e terrorismo che avevamo negli anni 70-80 c’è stata una chiara minaccia allo Stato, qui non sono ancora personalmente convinto che ci fosse la necessità di introdurlo. Se ne può discutere, ma sarà compito della magistratura valutarlo a seguito dell’appello in Cassazione”.  

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Alfredo Cospito, Nordio: “Domani parere pg Torino su revoca 41 bis”

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(Adnkronos) – “Mai messo in discussione il 41bis, non è trattabile, tanto meno con disordini”. E’ quanto ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in aula alla Camera, aggiungendo che Alfredo Cospito è detenuto in regime di carcere duro perché ci sono “evidenze” che “sia perfettamente in grado di avere contatti con l’esterno anche in costanza di detenzione”.  

“Il procuratore generale di Torino mi ha fatto sapere di non essere in grado di inviare oggi il suo parere, ma che arriverà domani. Per questo non sono in grado di rispondere ora a questo quesito”. “Abbiamo già ricevuto il parere della procura nazionale antimafia e antiterrorismo”, ha riferito Nordio.  

“L’opinione prevalente è che il ministro della Giustizia non si possa pronunciare se prima non ha acquisito i pareri delle autorità giudiziarie competenti” ha detto il Guardasigilli. “La posizione giuridica del detenuto Cospito è estremamente complessa”, ha spiegato il ministro. 

“Non abbiamo mai messo in discussione” il 41 bis.”La possibilità di cambiare la normativa sul 41 bis è inesistente, ancora di più se noi dovessimo collegare l’eventuale mutamento alla situazione di disordini che si sono creati in questi giorni nei confronti dello Stato”. “Attentati, atti vandalici, da parte degli anarco-insurrezionalisti e di altre formazioni che si stanno compattando con queste. Sono intimidazioni davanti alle quali lo Stato deve tenere la massima fermezza e determinazione”, ha sottolineato.  

“Sono state citate informazioni che attengono a circostanze, avvenute nel regime detentivo speciale di cui all’articolo 41 bis: è bene premettere che in linea di principio tutti gli atti riferibili ai detenuti in regime di 41 bis sono per loro per loro natura sensibili. Ragion per cui ai fini della loro ostensione occorre una preventiva verifica e una valutazione del loro contenuto. A partire da questo dato esiste però una pluralità di aspetti che meritano doverosi approfondimenti”.  

“Bisogna comprendere di che tipo di atti si tratti, quale livello di segretezza abbiano, se e chi potesse averne conoscenze e se il destinatario potesse a sua volta divulgarli o condividerli con terzi”, ha spiegato, ricordando di avere “già nella giornata di ieri chiesto al capo di gabinetto di ricostruire quanto è accaduto” e che “questi quesiti attengono a una materia complessa, delicata, suscettibile per alcuni aspetti di diverse interpretazioni”.  

Per quanto riguarda la salute dei detenuti, “non esiste un 41 bis di serie A e di serie B”. “Si può discutere di 41 bis, se sia una norma da rivedere o mantenere, se possa e debba essere applicata ad autori di alcuni reati o di altri, ma una volta che c’è una legge quella è uguale per tutti. Chi è soggetto al 41 bis, che sia anarchico insurrezionalista o mafioso o appartenente a un’altra organizzazione criminosa, la legge è uguale per tutti”, ha detto Nordio.  

L’INTERVENTO IN AULA AL SENATO – I pareri della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e del procuratore generale di Torino sulla richiesta di revoca del 41 bis ad Alfredo Cospito “saranno esaminati congiuntamente”. Lo ha spiegato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in aula al Senato, riferendosi alla richiesta di revoca del 41 bis avanzata dal legale di Alfredo Cospito, per pronunciarsi sul quale è necessario che si pronuncino le autorità giudiziarie competenti. “Il procuratore generale di Torino ha ricevuto di recente una busta con un proiettile. A lui va tutta la nostra solidarietà” ha detto, poi, sempre in Aula in Senato.  

Alfredo Cospito dal carcere “ha inviato documenti che esortano alla lotta armata” ha rivelato il ministro della Giustizia riferendosi alle ragioni del regime del 41 bis. “Il 41 bis non si tocca, lo dico per chiarezza assoluta” ribadisce. Parole che sono state accompagnate da un applauso. 

“La situazione è stata aggravata dall’ondata di violenze e attentati, lo Stato non può minimamente dare un segno di debolezza di fronte a qualsiasi forma di intimidazione. La sola immaginazione che lo Stato possa cedere al ricatto o alla pressione esercitata in varie forme per modificare situazioni definite e garantite dalla magistratura sarebbe un’offesa alla stessa sopravvivenza dello Stato”. “Se noi accedessimo al principio che per un caso specifico la pietas prevale sul diritto allora ci troveremmo davanti a tante altre situazioni analoghe da affrontare. Se accedessimo al principio che lo stato di salute precario dovesse essere una fonte di modifica del 41 bis ci troveremmo davanti allo sciopero della fame di centinaia di mafiosi per i quali non potremmo tenere un comportamento diverso”, ha concluso Nordio.  

LE PAROLE DI BALBONI – “Il Pd si è sentito offeso dalla domanda del collega Donzelli, una domanda retorica che non voleva dire che il Pd sta con la mafia” ha detto Alberto Balboni di FdI in aula al Senato, dopo l’informativa del ministro Carlo Nordio. “Ma non vi rendete conto che andando in carcere a trovare Cospito avete aperto una voragine alla mafia? Io sono d’accordo che si possa andare in carcere. Ma perché dopo avete fatto una conferenza stampa criticando il 41 bis? Avete aperto una voragine perché la madre di tutte le battaglie” della mafia “è quella contro il 41 bis”.  

IL PD ABBANDONA L’AULA – “Abbiamo abbandonato l’Aula perché nuovamente Fdi dice che magari anche involontariamente noi abbiamo contribuito a creare tutto quello che c’è stato. Noi ci siamo indignati, siamo arrabbiati, non si devono permettere ed hanno esagerato”. Così all’Adnkronos Simona Malpezzi, senatrice Pd, dopo aver abbandonato l’Aula con gli altri senatori del Partito democratico durante l’intervento del senatore Alberto Balboni. “Noi abbiamo chiesto al ministro Nordio di ritirare le deleghe al suo sottosegretario. Iniziamo da Delmastro, di cui Nordio deve assumersi la responsabilità”. 

Il Pd non ha “mai messo in dubbio il 41bis” ha detto, poi, a ‘Porta a Porta’, Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera. “Quando siamo usciti dal carcere di Sassari – ha detto ricordando la visita a Cospito – abbiamo detto che eravamo lì solo per ragioni umanitarie e che non mettevamo in dubbio in nessun modo il 41bis”. 

“Diversamente da quanto dichiarato dal senatore Balboni di Fratelli d’Italia, al termine della visita della delegazione Pd, di cui faceva parte il deputato Andrea Orlando, al carcere di Bancali a Sassari, non c’è stata nessuna conferenza stampa per ‘criticare il 41 bis'” precisa l’ufficio stampa del deputato Pd Andrea Orlando. “Il deputato Pd ha semplicemente richiamato dopo aver ribadito con decisione, anche nelle successive interviste e interventi pubblici, la piena attualità dell’istituto del 41 bis, il motivo della visita, quello di accertarsi delle condizioni di salute del detenuto, ponendo solamente un elemento di riflessione da approfondire, ovvero l’effettiva funzionalità dell’istituto del 41 bis rispetto a reati che sono in parte diversi da quelli che hanno generato questo strumento amministrativo. L’onorevole Orlando si riserva di ricorrere alle vie legali a tutela della propria onorabilità contro affermazioni diffamanti”.
 

DONZELLI – “C’è una indagine aperta dalla Procura di Roma per i reati di rivelazione e utilizzazione del segreto di ufficio, questa notizia rappresenta un elemento di novità di cui a questo punto, per il doveroso rispetto del lavoro degli inquirenti, non possiamo non tener conto” ha detto Nordio riferendosi al fascicolo aperto dai pm romani sulle dichiarazioni del deputato di Fdi Giovanni Donzelli, dopo l’esposto di Angelo Bonelli, di Alleanza Verdi Sinistra.  

IL TRASFERIMENTO DI COSPITO A OPERA – Alfredo Cospito è stato trasferito nel carcere di Opera “una struttura carceraria e sanitaria di massima sicurezza, mantenendo il 41 bis ma anche la massima tutela”. “Avevamo avuto una indicazione della Asl di Sassari che definiva la situazione sanitaria accettabile, le condizioni di salute discrete – ha ricordato – ma per la tutela massima del detenuto abbiamo ritenuto di spostarlo nella migliore struttura carcero-sanitaria. Da quel giorno è tenuto sempre sotto strettissimo monitoraggio e con la massima attenzione per il suo stato di salute”, ha assicurato il ministro. 

IL PRESIDIO A ROMA – Circa 25 anarchici stanno manifestando sul lungotevere a Roma, davanti al ministero della Salute, contro il 41 bis e in solidarietà con Alfredo Cospito, al momento detenuto nel carcere di Opera a Milano e “da 105 giorni in sciopero della fame”. “Se ammazzano Alfredo la pagheranno – gridano al megafono gli anarchici – non è una minaccia è una promessa storica. La nostra è una lotta sociale”. La manifestazione è monitorata dalla polizia e al momento il traffico sul lungotevere continua a scorrere regolarmente. 

Cospito, che era detenuto da oltre 10 anni al Bancali di Sassari per la gambizzazione dell’allora amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, in sciopero della fame dal 30 ottobre, è stato trasferito nel penitenziario di Opera a Milano per le precarie condizioni di salute. Esponente della Federazione anarchica informale, è anche accusato di strage per due ordigni esplosi nei pressi della scuola allievi carabinieri di Fossano nel cuneese nel 2006, che non provocarono feriti. 

 

 

 

 

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Autonomia, Marsilio: “Serve corretta divisione risorse e poteri”

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(Adnkronos) – Il disegno di legge sull’autonomia “deve contenere un’equilibrata divisione di risorse e poteri. Tutto qui. Se mi preoccupa la bozza Calderoli? Mi preoccupa tutto: le bollette, l’autonomia. Viviamo di preoccupazioni. Questa non è una preoccupazione diversa da tante altre”. A dirlo, all’Adnkronos, è il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, esponente di Fratelli d’Italia, interpellato sulla nuova bozza sull’autonomia del ministro leghista Roberto Calderoli in vista del Consiglio dei ministri di giovedì.  

Marsilio si dice “preoccupato” per il livello del dibattito: “Non si riesce a fare una discussione vera su questo tema, ogni parola detta viene strumentalizzata. Mi affido alla capacità di sintesi di Meloni e del governo nel suo complesso”. Pensa che il ministro Calderoli abbia dato sufficiente ascolto alle richieste dei governatori del Centro e del Sud? “Con Calderoli ho sempre parlato e lui mi ha sempre ascoltato. Peraltro porta il suo nome una legge fondamentale in materia di federalismo fiscale di Roma Capitale e di superamento della spesa storica. Ha già dimostrato nella sua storia una capacità di sintesi e di dialogo, sono fiducioso che questo avverrà anche adesso”, risponde Marsilio. 

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Ucraina-Russia, Mattarella: “Aiuti a Kiev per far cessare guerra”

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(Adnkronos) – “Il sostegno politico, economico e militare all’Ucraina e le sanzioni alla Russia sono funzionali a far cessare la guerra, non ad alimentarla”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il presidente dell’Ungheria, Katalin Novák, in visita ufficiale. 

Al centro dei colloqui, per l’appunto, l’invasione russa dell’Ucraina e le relative conseguenze politiche, economiche e umanitarie. In discussione anche lo stato dei rapporti bilaterali tra Italia e Ungheria, il futuro dell’Ue e le relazioni con gli Usa, le migrazioni, la situazione dei Balcani occidentali e la persecuzione dei cristiani nel mondo. 

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Autonomia, Patriarca (Fi): “Rimandare sui Lep non semplifica percorso, è inutile accelerare”

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(Adnkronos) – “Rimandare a un secondo momento la risoluzione di questioni strategiche, solo accennate nel Ddl approdato oggi in pre-Cdm, come l’analisi dei Lep, non è certamente una decisione che può rendere più facile il percorso dell’Autonomia. È inutile forzare i tempi e accelerare. Meglio studiare e risolvere i problemi prima”. Così all’Adnkronos Annarita Patriarca, deputato di Forza Italia e membro dell’Ufficio di Presidenza di Montecitorio, nonché coordinatrice del partito per la provincia di Napoli, commenta il disegno di legge sull’autonomia differenziata che giovedì arriverà in Consiglio dei ministri ed afferma: “L’Autonomia è un progetto di ricostruzione dello Stato che può avere importanti spunti di interesse, ma è fondamentale che tutti partano dallo stesso livello. Fino a quel momento, meglio colmare i gap tuttora esistenti tra nord e sud del paese”. 

Secondo la deputata azzurra, ex sindaca di Gragnano e nel 2020 consigliere regionale del centrodestra eletto con più preferenze, “il tema è sempre quello dei livelli essenziali di prestazioni in ambito sanitario e del metodo di calcolo sulla spesa storica. Resta ancora da capire, inoltre, in che modo saranno attivati i meccanismi di potenziamento delle infrastrutture, dell’alta velocità, dei servizi nei comuni. Senza una ricognizione dei Lep e in mancanza di una valutazione sulle necessità delle Regioni del Sud, il Ddl rappresenta solo una piattaforma di riforma, non certo – evidenzia Patriarca – una proposta articolata ed esaustiva in grado di risolvere le criticità esistenti”. 

“I Comuni e le Amministrazioni locali hanno bisogno di risorse che allo stato non ci sono, e che devono essere trovate – prosegue la parlamentare – Parlare di competitività tra Nord e Sud, in mancanza di un piano perequativo, ad oggi è assolutamente velleitario oltre che poco plausibile, considerata che l’Autonomia, senza una cornice di riorganizzazione costituzionale, resta un provvedimento privo di effettivi risultati concreti. Quanto alla spesa storica, è una metodologia errata di calcolo che rischia di cristallizzare situazioni di crisi; bisogna operare sul bisogno effettivo. Al sud è fondamentale inoltre ridurre i gap e poi si potrà poi in futuro parlare di rafforzamento dell’Autonomia. Dove c’è maggiore povertà – conclude la deputata – serve maggior aiuto dello Stato, non meno”. 

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Autonomia, Occhiuto (Fi): “Questioni essenziali irrisolte, rischia di dividere l’Italia”

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(Adnkronos) – L’autonomia differenziata approda oggi in pre-consiglio dei ministri, in bozza di ddl composta da 10 articoli che “ho visto, ma lascia irrisolte questioni essenziali demandandole a momenti successivi alla concreta applicazione. Quindi sembra più un programma di intenti che rischia di dividere l’Italia se tutte le regioni non partiranno dallo stesso livello”. Così all’Adnkronos Mario Occhiuto, ex sindaco di Cosenza e senatore di Forza Italia in questa legislatura, che afferma: “E’ fondamentale stabilire i livelli essenziali di prestazioni, che vanno fissati in materia sanitaria, così come per quanto riguarda il potenziamento delle infrastrutture, dell’alta velocità, dei servizi nei comuni. Al sud bisogna ridurre i gap e poi si può parlare di rafforzamento dell’autonomia per creare maggiore competitività”. 

Occhiuto, che è anche membro della Commissione affari costituzionali a Palazzo Madama, ricorda: “I medici del sud lavorano al centro nord, che è più attrezzato. I giovani della mia città vengono a Crotone solo per le festività natalizie, i turisti solo ad agosto a causa dei minori investimenti nelle infrastrutture rispetto al nord. Questi sono fatti concreti, pertanto vanno prima sanate le differenze e date ai comuni più risorse. E poi si può parlare di Autonomia”. Non c’è fretta, secondo il senatore azzurro, anche perché “quanto riguarda l’Autonomia differenziata andrà raccordato ed integrato nel quadro globale delle riforme costituzionali, che ci saranno”.  

“Io non penso – precisa – che ci sia interesse ad impoverire una parte dell’Italia in favore di un’altra. Non avrebbe senso economico”. “Tutti hanno interesse a tenere unito il Paese, affinché l’esodo dal sud si riduca e il Meridione si rafforzi dal punto di vista dei servizi e della vivibilità. Ma i livelli essenziali vanno fissati e raggiunti prima che parta l’autonomia, non sulla spesa storica ma sul bisogno effettivo. Se un comune non avendo risorse non ha avuto possibilità di offrire servizi, questo non vuol dire che non debba farlo, anzi dovrà adeguarsi agli standard nazionali. Dove abbiamo maggiore povertà – conclude – va intensificato lo sforzo”. (di Roberta Lanzara) 

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