Istituti vigilanza, annullata dal Consiglio di Stato multa a Coopservice


Il Consiglio di Stato ha annullato la sanzione della Autorità garante della concorrenza e del mercato Agcm comminata a Coopservice, colosso del facility e della vigilanza privata. I giudici della sesta sezione di Palazzo Spada, con la sentenza pubblicata il 4 ottobre, mette la parola fine ad un lungo contenzioso intrapreso da Coopservice e da altri quattro operatori del settore della vigilanza privata nei cui confronti l’Agcm aveva comminato delle sanzioni. 

In particolare, la Coopservice, a conclusione del procedimento nel 2019 era stata sanzionata per oltre 3,5 milioni di euro. Il provvedimento sanzionatorio era stato adottato al termine di un procedimento istruttorio avviato nel febbraio 2018 per una presunta intesa restrittiva della concorrenza che sarebbe stata messa in atto dalle maggiori imprese attive nel settore dei servizi di vigilanza. Il provvedimento era stato poi impugnato davanti al Tar del Lazio che aveva respinto il ricorso presentato dalla società. Ma l’appello presentato davanti ai giudici di Palazzo Spada è stato invece accolto, sottolineandone la “fondatezza nel merito” e non solo per motivi procedurali. Nella sentenza del Consiglio di Stato depositata si evidenzia “l’illegittimità della procedura svolta, in quanto avviata tardivamente rispetto alla piena cognizione degli elementi utili ad avviare, in modo palese, la procedura istruttoria a carico delle imprese coinvolte nell’indagine (e che si ritiene si sia realizzata dal 2015), senza che l’Autorità sia stata in grado di motivare adeguatamente le obiettive ragioni che le avrebbero imposto di non intervenire per ben un triennio dalla piena conoscenza dei fatti asseritamente illeciti, non riuscendo ad evitare l’emergere della significativa patologia istruttoria capace di compromettere anche la legittimità del provvedimento sanzionatorio conclusivo”. 

Per l’avvocato Pierpaolo Salvatore Pugliano che, insieme al collega Domenico Greco, ha assistito Coopservice, si tratta di una sentenza importante perché ha annullato la sanzione sia per vizi procedurali, sia e soprattutto per l’insussistenza della presunta intesa, che non è stata dimostrata dalla Agcm nei modi e nei termini di legge. Concludendo, il difensore ha sottolineato come, alla luce di questa sentenza, si impongano “doverose riflessioni sull’impatto negativo che potrebbero avere delle vicende professionali che possono colpire ogni operatore economico nel settore degli appalti pubblici, vicende professionali che potrebbero addirittura comportare l’esclusione da importanti gare per condotte e azioni che a distanza di anni, paradossalmente, non trovano conferma in sede giudiziale”. 

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