Elisabetta Pozzi nei panni di Ecuba per le ‘Troiane’ di Euripide al teatro Quirino di Roma


Un’antica tragedia greca, nel mondo di oggi che attraversa un’altra tragedia legata a una particolarissima ‘guerra’ che miete morti ma in cui il nemico non è un esercito straniero ma un virus. E’ la situazione che richiama alla mente la messinscena fino al 23 gennaio al teatro Quirino di Roma delle ‘Troiane’ di Euripide, protagonista Elisabetta Pozzi
nei panni di Ecuba, diretta – con Graziano Piazza, Federica Fracassi, Francesca Porrini e Alessia Spinelli – dal regista Andrea Chiodi nell’adattamento firmato da Angela Demattè. 

Troia è caduta in mano greca, dopo l’astuzia perpetrata da Ulisse; e le donne, compresa la sua regina Ecuba moglie di Priamo e madre di Ettore, vanno in sorte schiave agli eroi nemici: lei proprio a Odisseo, la figlia Cassandra al re Agamennone, la nuora Andromaca vedrà il figlioletto Astianatte, avuto da Ettore, fatto precipitare dalle mura della fortezza per evitare che crescendo possa vendicare la morte del padre. Cassandra, inascoltata indovina, prefigura le peripezie che Ulisse sarà costretto ad affrontare nella sua ‘odissea’, ma intanto le donne, rese schiave dai greci, devono lasciare Troia data alle fiamme. 

“Se vogliamo trovare uno spiraglio, un fiato di speranza, io lo ritrovo nelle parole iniziali di Ecuba, quando la regina esorta ad ‘alzare la testa’… – sottolinea il regista Andrea Chiodi – Ecco, dobbiamo alzare lo sguardo, sollevare la testa e andare oltre la tragedia: non tutto andrà bene, ma tutto andrà secondo un bene misterioso che noi cerchiamo di indagare, in un’opera che resta uno dei più grandi capolavori che narrano l’epopea degli sconfitti”. 

(di Enzo Bonaiuto) 

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