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Elezioni 2022, Conte: “Draghi osannato ma ci ha portato a stallo”

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“Draghi è stato osannato, ma ci ha portato allo stallo. E’ una personalità prestigiosa, con un curriculum eccezionale, ma non gli possiamo consegnare cambiali in bianco, l’uomo solo al comando non funziona e non ha funzionato: l’energia è solo una delle cose, quella più grave, ma ce ne sono tante”. Così il leader del M5S Giuseppe Conte, ospite del Corrieretv. 

“Sulle sanzioni alla Russia abbiamo detto subito assolutamente sì – ha detto ancora – io ero anche per un inasprimento ma ero anche consapevole che ci avrebbero fatto male. Ancora oggi, che non si stanno rivelando molto efficaci su Putin perché si pensava a mettere in ginocchio l’economia russa e non sta avvenendo, dico che andavano prese e vanno mantenute”. E ha puntualizzato: “Chi mi definisce filoputiano mi diffama”. 

 

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Ucraina, ambasciatore Russia in Italia: “Dare armi a Kiev porta solo a escalation”

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(Adnkronos) – Consegnare “nuovi tipi di armi al regime di Kiev porta solo a un’escalation, al prolungamento del conflitto e ad un aumento della distruzione, delle vittime e della sofferenza”. Lo ha dichiarato l’ambasciatore russo a Roma, Sergei Razov, in un’intervista rilasciata all’agenzia Ria Novosti, nella quale ha sostenuto che l’Italia ha fornito all’Ucraina “armi e attrezzature militari per un valore di un miliardo di euro” e sta preparando “un sesto pacchetto, che comprende il trasferimento di un moderno e costosissimo sistema di difesa aerea”. 

Le relazioni bilaterali tra Roma e Mosca “si sono notevolmente degradate. Da persona che lavora da tempo in Italia come ambasciatore, lo dico con sincero rammarico, ha poi aggiunto. 

“I meccanismi chiave del dialogo sono congelati, le restrizioni per le sanzioni aumentano ed il regime di Kiev riceve sempre più nuovi tipi di armi”, ha proseguito Razov, secondo cui “nell’ambito di cinque pacchetti di aiuti, Kiev ha ricevuto armi e attrezzature militari per un valore di un miliardo di euro” ed è “in preparazione un sesto pacchetto, che comprende il trasferimento di un moderno e costosissimo sistema di difesa aerea”. 

Per l’ambasciatore, l’Italia è un Paese oggi “sull’orlo di una crisi energetica” dopo la decisione di interrompere le importazioni di gas russo sostituendole con l’aumento dei volumi provenienti da Algeria, Azerbaigian e dal Nord Europa, “tuttavia, le tariffe del gas per le imprese e le famiglie sono aumentate”. 

“Auguriamo di cuore agli italiani un rapido superamento delle difficoltà nel campo dell’approvvigionamento energetico, ma rimane senza risposta la questione se valesse la pena mettere a rischio la loro economia e il benessere dei cittadini per ragioni politiche”, ha aggiunto l’ambasciatore. 

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Sanremo 2023, Codacons ringrazia Fedez: “Ha dato spazio ai consumatori”

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(Adnkronos) – Il Codacons “ringrazia Fedez e promuove l’intervento del rapper durante la puntata di ieri del Festival di Sanremo” 2023, nel corso del quale il rapper si è rivolto in modo diretto all’associazione dei consumatori. “Al di là della scarsa qualità musicale, la ‘canzone’ di Fedez ci è piaciuta – dice senza mezzi termini il presidente Carlo Rienzi -. Vogliamo ringraziarlo per aver portato una associazione dei consumatori al centro del Festival, dando così spazio a chi tutti i giorni si batte per la difesa dei diritti degli utenti”. Allo stesso modo, prosegue l’associazione, “ringraziamo Fiorello e Amadeus che in questi giorni, in diverse occasioni pubbliche, hanno parlato del Codacons, favorendo la conoscenza tra milioni di cittadini della più importante associazione di difesa civica in Italia, il cui acronimo ‘codacons’ contiene proprio la ‘difesa dei diritti dei consumatori e dell’ambiente’, due valori costituzionali essenziali la cui diffusione alla generalità dei cittadini aiuta proprio ad accrescere i diritti e creare le condizioni per un ambiente più vivibile e per la salvezza di un pianeta distrutto dalla mano dell’uomo”. 

“La responsabilità di eventuali violazioni delle norme in tema di propaganda elettorale è in capo alla Rai, e l’azienda dovrà valutare i provvedimenti da adottare nel caso in cui partecipanti o ospiti del Festival abbiano violato i regolamenti cercando di influenzare i risultati delle prossime elezioni”, ha spiegato quindi il presidente Codacons parlando del monologo in cui il rapper ha polemizzato con diversi esponenti del governo, strappando in diretta la foto del viceministro Galeazzo Bignami. “Quanto agli attacchi e alle critiche politiche contenute nell’intervento di Fedez, riteniamo si tratti di espressione della libertà di pensiero”, sottolinea Rienzi. 

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Sanremo 2023, ex presidente Rai: “Azienda non poteva né doveva censurare Fedez”

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(Adnkronos) – “La Rai, che pure organizza il Festival, non poteva né doveva fare alcuna censura, alcun distinguo. La linea l’aveva già data Roberto Benigni il giorno prima”. A sottolinearlo, in un’intervista all’Adnkronos, è l’ex presidente della Rai, Roberto Zaccaria. “Fedez, invitato al Festival, ha fatto un monologo facendo affermazioni personali e significative richiamandosi all’art.21”, aggiunge Zaccaria. 

Che porta un ricordo personale: “Nel 1998 fu l’allora onorevole Mattarella a suggerirmi amichevolmente di prendere in considerazione la proposta che mi era stata fatta da Violante di un possibile ritorno in Rai dove sarei stato eletto Presidente. Conosco le tensioni che accompagnano la nascita di un Festival. Ho partecipato all’organizzazione di ben quattro edizioni di Sanremo, due delle quali molto irrituali condotte da Fazio con grande successo”.  

“Ho sempre sostenuto – prosegue Zaccaria – le performance di Benigni, un’artista tra i più grandi, nella satira e non solo. Sanremo è la trasmissione di punta della Rai ed io credo che rientri al pieno diritto nelle trasmissioni di Servizio pubblico. Le attenzioni politiche istituzionali dietro le quinte sono enormi. Ricordo quelle legate alla presenza di Eminem (era il 2001 e conduceva Raffaella Carrà)”.  

“Ho capito subito che nell’edizione di quest’anno la Rai era partita con il piede giusto, con due grandi notizie: la presenza storica del Presidente Mattarella a Sanremo e l’esordio con uno straordinario monologo di Benigni sul settantacinquesimo anniversario della Costituzione. Le sue parole sono state musica pura, nessun altro costituzionalista avrebbe potuto fare meglio”, dice Zaccaria, che è un costituzionalista. “Il Presidente in visita privata è parso gradire, sempre con la sua cifra discreta. Benigni ha citato in modo impeccabile l’art.11 sul ripudio della guerra e l’art.21 sulla libertà di pensiero. Anche il pubblico ha mostrato di gradire molto con ascolti record. Subito si sono levati i distinguo, le critiche ed i mugugni. Ieri sera Fedez, invitato al Festival, ha fatto un monologo facendo affermazioni personali e significative richiamandosi all’art.21. La Rai che pure organizza il Festival non poteva né doveva fare alcuna censura, alcun distinguo. La linea l’aveva già data Roberto Benigni il giorno prima”. 

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Sanremo 2023, ascolti tv seconda serata: 10,5 milioni e 62,3% share. Media più alta dal ’95

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(Adnkronos) – Sono stati 10.545.000 gli spettatori, pari al 62,3% di share che hanno assistito su Rai1 alla seconda serata del festival di Sanremo. Un ascolto con una leggerissima flessione fisiologica rispetto all’esordio di Sanremo 2023 che martedì aveva ottenuto 10.757.000 spettatori con il 62,4% di share.  

La serata ha comunque registrato un record storico in termini di share: per trovare una media di share più alta nella seconda serata del festival bisogna infatti tornare all’edizione del 1995, condotta da Pippo Baudo con Claudia Koll e Anna Falchi, che ottenne il 65.42% di share. 

L’anno scorso l’ascolto medio della seconda serata ebbe un ascolto medio più alto in termini assoluti (11.320.000 spettatori) e più basso in termini percentuali (55.8% di share). Ma nel 2022 l’ascolto della seconda serata fu più alto di quello della prima serata (che era stata vista in media da 10.911.000 spettatori con il 54.7% di share).  

Ieri, il festival è stato seguito nella prima parte, dalle 21.18 alle 23.37, da 14.087.000 spettatori, con il 61,1% di share, e nella seconda parte, dalle 23.40 all’1.40, da 6.352.000 spettatori con il 65,6% di share. 

L’anno scorso, la prima parte della seconda serata era stata seguita da 13.572.000 spettatori con il 55.3% di share mentre la seconda parte da 7.307.000 spettatori con il 57.4% di share.  

 

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Esteri

Usa-Cina, Sisci: “dopo il pallone-spia escalation retorica senza precedenti”

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(Adnkronos) – Con i palloni-spia, le notizie sulla superiorità numerica cinese in termini di missili balistici, i missili a carburante solido nordcoreani, negli Stati Uniti “è improvvisamente cambiata la percezione della minaccia cinese”: a Washington “in pochi giorni il livello della retorica è cambiato e si respira grandissimo nervosismo”. A spiegare l’effetto della crisi provocata dalla comparsa del pallone aerostatico cinese sui cieli americani è il sinologo Francesco Sisci, parlando con l’Adnkronos. 

“Si stava preparando un vertice, un incontro, un viaggio del segretario di Stato americano Antony Blinken in Cina per cercare di incanalare un rapporto bilaterale, teso, ma entro certi limiti”, ricostruisce Sisci. “Alla vigilia di questo viaggio, gli americani scoprono il pallone-spia, parte di un programma molto più vasto. Non solo: arrivano notizie secondo cui i cinesi avrebbero più sistemi di lancio di missili balistici intercontinentali degli Stati Uniti. Infine si parla di missili a carburante solido, che potrebbero arrivare dalla Corea del nord. All’improvviso gli Stati Uniti sembrano scoprire che la Cina non è più solo una minaccia economica, ma una vera minaccia militare”. (segue) 

– “Questo – sottolinea il sinologo – cambia la percezione della dimensione della minaccia: prima sembrava una minaccia che – se militare – era solo regionale: per Taiwan, il Mar cinese meridionale, per l’India. Adesso, con questo pallone, i missili balistici, i nuovi missili a carburante solido dalla Corea del Nord, la Cina diventa agli occhi degli americani anche una minaccia militare diretta per gli Stati Uniti”.  

Il cambiamento di percezione che questo ha prodotto a Washington è palpabile, sottolinea Sisci. “In pochi giorni il livello della retorica è cambiato, c’è grandissimo nervosismo, non si capisce come – e se – questa situazione possa placarsi, perché sembra peggiorare di giorno in giorno, almeno a Washington. A Pechino d’altra parte sembra che non capiscano la gravità della situazione, forse perché la Cina già da tempo aveva percepito il pericolo, la minaccia di uno scontro con gli Stati Uniti”. “Non mi sembra insomma – osserva lo studioso – che ci sia lo stesso grado di allarme a Pechino e a Washington e questo potrebbe essere molto pericoloso: pericoloso il fatto che gli Stati Uniti si stiano allarmando sempre di più mentre la Cina sembra non abbastanza allarmata da questa situazione e anche l’attuale escalation di retorica, che non ha precedenti dai tempi della guerra fredda con l’Unione Sovietica”.  

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Papa riceve in udienza il cardinale Becciu

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(Adnkronos) – Papa Francesco, stamani, riceve in udienza il cardinale Giovanni Angelo Becciu, sospeso da tutti i suoi diritti e prerogative il 24 settembre 2020. Becciu ha mantenuto solo il titolo cardinalizio. Il porporato, 74 anni, è imputato per peculato nell’ambito dell’inchiesta legata allo scandalo finanziario per la compravendita del Palazzo londinese . 

Dal settembre 2020, il Papa ha incontrato diverse volte il cardinale Becciu, si sono sentiti al telefono; Bergoglio è andato a casa del cardinale per celebrare insieme il 1 aprile nel 2021 la liturgia del Giovedì santo in Coena Domini. 

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Economia

Clima, terzo gennaio più caldo per l’Europa

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(Adnkronos) – L’Europa ha attraversato il terzo gennaio più caldo mai registrato. E’ quanto rileva il Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus (Copernicus Climate Change Service – C3S), implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine per conto della Commissione europea con il finanziamento dell’Ue. 

Secondo l’analisi di Copernicus, in gran parte dell’Europa sono state registrate temperature dell’aria superiori alla media, compresi i Balcani e l’Europa orientale, in cui il giorno di Capodanno si è verificato un caldo record; anche per la regione delle Svalbard si segnalano rilevanti anomalie in termini di calore mentre Stati Uniti, Canada, Messico e una fascia da sud-est a nord-ovest della Russia occidentale hanno registrato temperature superiori alla media. Temperature inferiori alla media, invece, in Australia, in Siberia, in Afghanistan, in Pakistan e nei paesi limitrofi.  

L’estensione del ghiaccio marino antartico è stata del 31% al di sotto della media, classificandosi all’ultimo posto tra i valori più bassi di gennaio registrati dai satelliti e rimanendo ben al di sotto del precedente record del gennaio 2017. Tutti i settori dell’Oceano Meridionale sono stati caratterizzati da concentrazioni di ghiaccio marino inferiori alla media; l’estensione del ghiaccio marino artico è stata del 4% al di sotto della media, classificandosi al terzo posto nella classifica dei dati satellitari di gennaio, mentre le concentrazioni di ghiaccio marino artico sono state particolarmente al di sotto della media nel Mare di Barents e nella regione delle Svalbard. 

“Molti di noi hanno assistito alle temperature eccezionalmente calde di fine anno. Sebbene il mese di gennaio 2023 sia stato un fenomeno eccezionale, queste temperature estreme rappresentano un segnale tangibile degli effetti del cambiamento climatico per molte regioni e possono essere intese come un ulteriore avvertimento di futuri eventi estremi. È indispensabile che le parti interessate a livello globale e regionale agiscano rapidamente per mitigare l’aumento delle temperature globali”, dice Samantha Burgess, vicedirettore del Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus. 

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Coronavirus

Ucraina, Estonia: “Facciamo come con vaccini, Ue compri armi”

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(Adnkronos) – “E’ molto importante accelerare gli aiuti militari all’Ucraina. Dobbiamo fare di più, dando un chiaro segnale all’industria della difesa”, affinché produca “di più”. Per accelerare e non far esplodere i prezzi, si potrebbe ricorrere ad un “sistema simile” a quello usato per acquistare a livello Ue “i vaccini” per la Covid-19, con un “procurement centralizzato” degli armamenti, che verrebbero consegnati all’Ucraina nel giro di “mesi, non di anni”. Lo dice la premier estone Kaja Kallas, arrivando a Bruxelles per il Consiglio Europeo.  

“Dobbiamo trovare una soluzione europea per usare gli asset congelati alla Russia” in favore dell’Ucraina. “Sono avvocato, abituata a trovare soluzioni. Si potrebbe fare in questo modo: la Russia ha un diritto nei nostri confronti, perché noi abbiamo congelato i suoi beni, mentre l’Ucraina ha un diritto nei confronti della Russia” per via delle distruzioni causate dalla guerra. “Se diamo all’Ucraina i fondi congelati alla Russia, sappiamo che Mosca poi ce li chiederà, ma potremo trovare un accordo più avanti”. Lo dice la premier estone Kaja Kallas, arrivando a Bruxelles per il Consiglio Europeo.  

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Prezzi oggi benzina, tra tagli e rincari alla pompa

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(Adnkronos) – Prezzi benzina e diesel, dinamiche diverse tra le compagnie sulla rete carburanti, oggi, a causa dei due rialzi in Mediterraneo che hanno interrotto la serie di quattro ribassi consecutivi. Stando alla rilevazione di Staffetta Quotidiana Eni ha ritoccato all’insù di 7 millesimi benzina e diesel. IP e Q8 invece sono scese rispettivamente di 1 e 2 centesimi sul diesel. Tamoil è arretrata invece di 1 centesimo sulla benzina e ha rincarato di 1 centesimo il Gpl. 

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 18mila impianti: benzina self service a 1,866 euro/litro (-3 millesimi, compagnie 1,870, pompe bianche 1,867), diesel a 1,872 euro/litro (-19, compagnie 1,873, pompe bianche 1,870). Benzina servito a 2,007 euro/litro (-3, compagnie 2,049, pompe bianche 1,924), diesel a 2,014 euro/litro (-10, compagnie 2,056, pompe bianche 1,929). Gpl servito a 0,803 euro/litro (+2, compagnie 0,808, pompe bianche 0,798), metano servito a 1,996 euro/kg (+51, compagnie 1,994, pompe bianche 1,998), Gnl 1,850 euro/kg (-13, compagnie 1,876 euro/kg, pompe bianche 1,831 euro/kg). 

Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,941 euro/litro (servito 2,201), gasolio self service 1,947 euro/litro (servito 2,212), Gpl 0,898 euro/litro, metano 1,984 euro/kg, Gnl 1,736 euro/kg. Queste le quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo alla chiusura di ieri: benzina a 599 euro per mille litri (-2 valori arrotondati), diesel a 664 euro per mille litri (+5 valori arrotondati). Questi i valori comprensivi di accisa: benzina a 1326,91 euro per mille litri, diesel a 1281,16 euro per mille litri. 

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Economia

L’agricoltura emette 9% di gas serra ma ne riassorbe 10%

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(Adnkronos) – L’Italia agricola è in corsa per il Green Deal con la riduzione del 55% delle emissioni di gas effetto serra entro il 2030 per arrestare il riscaldamento globale. A fronte di una crescita del 67% delle emissioni globali del pianeta nel 2021 in Europa, si è conseguito una riduzione del 27%. L’Italia è in linea, con una contrazione del 26%. Si ricorda, peraltro, che il 9% delle emissioni di gas serra arriva dall’agricoltura (il 6% dalla zootecnia) che però riassorbe il 10% di tali emissioni grazie a foreste, pascoli e colture permanenti. E’ quanto emerge dallo studio Nomisma per Cia “Le nuove sfide per l’agricoltura italiana” presentato alla conferenza economica di Cia a Roma. 

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