Chef Colonna: “Chiusure a mezzanotte? ci regalano un’ora d’aria come i carcerati”


“Non condivido la chiusura dei ristoranti a mezzanotte, una decisione che non mi soddisfa. Ci regalano un’ora d’aria come i carcerati. Certo, mezzanotte è meglio delle 22. Ma a mio avviso si tratta solo di palliativi. Per tenerci buoni e forse per farci sperare in un futuro che non vedo all’orizzonte”. E’ quanto ha dichiarato all’Adnkronos lo chef Antonello Colonna. “E’ da più di un anno – ha ricordato – che ci sentiamo minacciati, costretti a non poter esercitare la nostra professione, poi basta uscire per vedere cosa c’è nelle strade e sui mezzi pubblici. ‘Liberiamoci… tutti’, questo è il mio motto, ma rispettando le regole. Purtroppo non tutti lo fanno e lo Stato non le fa rispettare”.  

“Ci sono solo due scienze quasi esatte, quella dell’economia e quella della salute – ha proseguito Colonna – ma non si interfacciano mai tra di loro. Lo vediamo anche in tv, da Fazio a ‘Carta Bianca’. Ci costringono a diventare clandestini, a non rispettare regole, perchè per esempio nei dpcm manca la chiarezza, manca l’informazione”. “Forse il governo avrebbe dovuto prendere ben altre decisioni, intervenire coraggiosamente e concretamente – ha aggiunto Antonello Colonna- Siamo state tra le categorie più attaccate. Non dico di ‘tagliare’ le tasse, ma almeno ridimensionare l’Imu, la tassa sui rifiuti o quella sul suolo pubblico. Siamo il settore che regge questo Paese perchè noi siamo una Repubblica fondata sul cibo, non sul lavoro”.  

Ed ha proposito di reperire personale per i suoi 4 ristoranti (a Milano, a Como, alla Stazione Termini e Roma in località Labico), ha proseguito: “sono d’accordo con quanto sostengono in molti, il reddito di cittadinanza sta distruggendo il lavoro, mancano nei nostri locali risorse, è un altro danno che hanno fatto alla categoria”. “E poi non è vero, come ho sentito dire in tv, che noi non paghiamo i nostri lavoratori, abbiamo dei contratti nazionali da rispettare e ricordo che il nostro settore è uno dei lavori più sicuri – ha sottolineato ancora – Si è mai avuta notizia di uno chef o di un cameriere morto dentro una cucina? Penso, purtroppo, che quello che manca invece a molti giovani, oggi, è l’intraprendenza”. 

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