Vaccino bambini 5-11 anni Italia, primi vaccinati allo Spallanzani


I primi bambini della fascia 5-11 anni hanno ricevuto il vaccino anti covid in Italia. A ospitare il V-Day del vaccino pediatrico l’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma. In un clima di festa, con la musica della banda della polizia, i clown-medici, piccoli regali e palloncini, da oggi pomeriggio “sono stati vaccinati 100 bambini”, “nessuna reazione avversa”, sottolinea l’ospedale. “L’età media è 6-8 anni”, ricorda lo Spallanzani. “I genitori sono stati molto soddisfatti della professionalità del personale e della grande accoglienza. Una vera festa”, conclude l’ospedale. 

Il Lazio è la prima Regione a partire, le altre inizieranno domani. “Sono molto soddisfatto – ha detto l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, che oggi all’Inmi ha dato il via, insieme al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, alla somministrazione del vaccino anti-Covid nella fascia 5-11 anni – I nostri operatori si sono trasformati in clown per far vivere questo momento ai bambini come una festa”. 

“Voglio ringraziare per questa giornata di festa lo Spallanzani e la polizia. Faccio un appello ai genitori a vaccinare, perché è un atto d’amore. Non perdiamo tempo, la Omicron è insidiosa e si diffonde rapidamente. Sono già 40mila le prenotazioni per il vaccino”, ha detto il governatore Zingaretti. 

“I bambini non sono giovani adulti, hanno una loro sensibilità e oggi hanno dimostrato di avere grande coraggio anche più degli adulti. Io ho accompagnato i primi 5 al vaccino, mi sono sentito più nonno che medico. Un bambino mi ha regalato un disegno di Babbo Natale e mi ha fatto gli auguri. Una bella emozione” ha detto all’Adnkronos Salute Francesco Vaia, direttore dell’Inmi Spallanzani di Roma, a margine del V-Day pediatrico. 

“Nessuno – ha precisato Vaia – ha mai detto che il problema è vaccinare i bambini, ma quando è il tempo per farlo. Se mi dicono che immunizziamo i bambini per proteggere gli adulti è sbagliato, mentre si fa per proteggere soprattutto i giovanissimi fragili. Oggi dobbiamo recuperare i 50-60enni che non sono vaccinati e hanno anche grande mobilità, poi arrivare a fare una dose annuale con un vaccino che sia aggiornato ad Omicron”, ha evidenziato il direttore. 

“Va bene la mini-proroga varata da Draghi” sullo stato d’emergenza, ha aggiunto, “anche per mantenere la struttura organizzativa messa in piedi e che serve per portare avanti la campagna vaccinale”. 

 

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