Roma, lo scultore Amedeo Longo: “Pura violenza sulla mia porchetta”


“Sono rimasto un po’ interdetto perché si ritengono animalisti e non violenti ma quello che hanno fatto è pura violenza”. Così all’Adnkronos Amedeo Longo, il giovane scultore che ha realizzato la statua della ‘Porchetta’, una delle 8 opere del progetto Piazze Romane, al centro di numerose polemiche in questi giorni, che è stata oggetto di vandalismo ed è stata rimossa oggi per essere restaurata. “C’è stata una errata interpretazione della mia opera, cosa che non mi dispiace perché fa parte delle dinamiche dell’arte, ma la ‘Porchetta’ è frutto dell’ironia, non avevo certo intenzione di offendere gli animalisti – spiega Longo – volevo solo rappresentare ironicamente una porchetta, una cosa che si mangia e che è nella tradizione gastronomica romana e italiana”. 

Il ventiquattrenne scultore romano confessa di avere ricevuto “insulti di vario genere sul mio profilo Instagram, che continuano ad arrivare e che colpiscono altre mie opere che non c’entrano nulla con gli animali. Anche in piazza due giorni fa sono stato pesantemente insultato. Oggi alle 13 l’opera, realizzata in un blocco di travertino di quasi due tonnellate, è stata rimossa per essere restaurata e io sono andato personalmente ad assistere alla rimozione”. Secondo Longo alla base della cattiva interpretazione della ‘Porchetta’ c’è anche “una mancanza di informazione, non è stato letto nulla riguardo a quell’opera, mi hanno perfino detto che avevo ucciso animali per realizzarla… Non immaginavo neppure lontanamente che potesse attirare a sé simili critiche, quest’opera non era nemmeno politica e, ripeto, non avevo intenzione di offendere nessuno”. 

“A questo punto – dice lo scultore – sono dell’idea di vendere l’opera e dare il ricavato in beneficenza, ma è una decisione che spetta al Comune e alla Rufa, l’Accademia della quale sono ancora uno studente. Non so più cosa pensare. Ho 24 anni, sto ancora studiando. Tutti sono liberi di pensare ciò che credono ma non mi scuso se l’opera è stata male interpretata”, conclude. L’opera sarà restaurata e poi si deciderà se ricollocarla in piazza della Malva a Trastevere, dove era posizionata, oppure se metterla altrove.  

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