Covid oggi Italia, Iss: tasso decessi no vax 9-27 volte maggiore


I dati dell’ultimo report esteso dell’Istituto superiore di sanità confermano l’effetto protettivo dei vaccini contro Covid-19. Il tasso di mortalità nella popolazione con più di 12 anni d’età nel periodo 03/12/2021-02/01/2022 per i non vaccinati (60,2 decessi per 100.000 abitanti) risulta circa nove volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (6,4 decessi per 100.000) e circa ventisette volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (2,2 decessi per 100.000).  

Il tasso di ospedalizzazione nella popolazione con più di 12 anni d’età nel periodo 10 dicembre 2021-09 gennaio 2022 per i non vaccinati (302,7 ricoveri per 100.000 abitanti) risulta circa otto volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (40,1 ricoveri per 100.000) e circa dieci volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (29,4 ricoveri per 100.000 abitanti). Il tasso di ricoveri in terapia intensiva per i non vaccinati (35,6 ricoveri in terapia intensiva per 100.000 abitanti) risulta circa diciotto volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (2 ricoveri in terapia intensiva per 100.000) e circa ventisette volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (1,3 ricoveri in terapia intensiva per 100.000).  

L’efficacia del vaccino contro Covid-19 “nel prevenire la diagnosi di infezione da Sars-CoV-2 è pari al 64% entro 90 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, 51% tra i 91 e 120 giorni, e 36% oltre 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale ma sale al 68% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster”. Contro la malattia severa di Covid-19 è efficace “al 92% nei vaccinati con ciclo completo da meno di 90 giorni, 93% nei vaccinati con ciclo completo da 91 e 120 giorni, 86% nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 120 giorni e al 96% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster”. 

In crescita, nell’ultima settimana, i casi di Covid-19 segnalati negli studenti, passati dal 24% della settimana precedente al 30%, “verosimilmente a causa della maggiore attività di screening effettuata all’interno delle strutture scolastiche. Nell’ultima settimana il 18% dei casi in età scolare è stato diagnosticato nei bambini sotto i 5 anni, il 44% nella fascia d’età 5-11 anni, il 38% nella fascia 12-19 anni”. Dall’inizio dell’epidemia al 26 gennaio 2022 sono stati “diagnosticati e riportati al sistema di sorveglianza integrata Covid 2.009.862 casi nella popolazione 0-19 anni, di cui 12.365 ospedalizzazioni, 300 ricoveri in terapia intensiva e 39 deceduti”. 

Nell’ultimo report si evidenzia che “rallenta la crescita del tasso di incidenza nella fascia 12-15 anni, mentre nella fascia 16-19 è in diminuzione da due settimane. Risultano in aumento i casi diagnosticati per 100.000 abitanti nella fascia 5-11 anni e nei bambini sotto i 5 anni. Sebbene il dato non sia ancora consolidato, nelle ultime due settimane si osserva un andamento in decrescita del tasso di ospedalizzazione in tutte le fasce di età 0-19 anni, ad esclusione della fascia 5-11 anni”. 

Sono 148.759 i casi di reinfezioni segnalati dal 24 agosto 2021 al 26 gennaio 2022, pari a 2,9% del totale. Nell’ultima settimana le reinfezioni sono il 3,1% del totale dei casi di Covid-19 notificati, stabili rispetto alla settimana precedente (3,2%). “La probabilità di contrarre una reinfezione risulta più elevata nei non vaccinati – evidenzia l’Iss – rispetto ai vaccinati con almeno una dose e negli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione”.  

Quasi 10 milioni di casi Covid-19 in Italia. Dall’inizio dell’epidemia al 26 gennaio sono stati diagnosticati e riportati al sistema di sorveglianza integrata Covd per l’esattezza 9.826.789 casi, di cui 142.771 deceduti. 

A causa del forte incremento del numero di infezioni da Sars-Cov-2, “negli ultimi 30 giorni Friuli-Venezia Giulia, P.A. di Bolzano, Sicilia e Toscana non sono state in grado di segnalare tempestivamente tutti i casi diagnosticati”, i dati sono dunque sottostimati. L’andamento dell’epidemia nell’ultimo periodo è stato caratterizzato da “un forte incremento del numero dei casi segnalati (in diminuzione nel corso di queste ultime due settimane verosimilmente anche per difficoltà di notifica da parte di alcune Regioni/PA) e delle ospedalizzazioni. In aumento, ma con minore intensità, il numero di ricoveri in terapia intensiva e i decessi”. 

Nell’ultima settimana – rileva l’Iss – si registra “un aumento del tasso di incidenza solo per la fascia 0-9 anni. Lo stesso andamento si è osservato per quanto riguarda il tasso di ospedalizzazione per 100.000 abitanti, con l’unica differenza che nel corso dell’ultima settimana l’incremento si è registrato in corrispondenza delle fasce di età 0-9 e 10-19 anni”. In aumento, dunque, i ricoveri fra i più giovani. Infine, in aumento nelle ultime cinque settimane, in tutte le fasce di età, anche la percentuale di casi segnalati con stato clinico iniziale asintomatico. 

Nelle ultime due settimane, dal 10 gennaio 2022 al 23 gennaio, in Italia sono stati diagnosticati e segnalati 2.058.896 nuovi casi di Covid-19 e ben 1.485 decessi. Anche in quest’ultima settimana, ribadisce l’Iss, il numero di casi nelle regioni Basilicata, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana e dalla P.A. di Bolzano è stato notificato con “un forte ritardo, dovuto a difficoltà tecnico-organizzative e alla forte pressione sui servizi sanitari. Pertanto non tutti i casi diagnosticati in queste regioni sono stati segnalati al sistema di sorveglianza integrato Covid-19”. I dati sono, dunque, sottostimati. 

La fascia di età 10-19 anni continua a registrare il più alto tasso di incidenza a 14 giorni, pari a 5.449 casi per 100.000 abitanti, mentre la fascia d’età con incremento maggiore nell’ultima settimana è quella 0-9 anni. Fra gli ‘over 80’ si rileva, invece, il più basso tasso di incidenza a 14 giorni, pari a 1.334 casi per 100.000 abitanti, mentre l’unica fascia di età che registra una diminuzione dell’incidenza a 14 giorni rispetto alle due settimane precedenti risulta essere quella 20-29 anni. L’età media dei casi diagnosticati negli ultimi 14 giorni è 37 anni, stabile rispetto alla scorsa settimana. 

E’ in diminuzione, invece, informa l’Iss, “nelle ultime due settimane, la percentuale di casi tra gli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione: 1,80% rispetto a 1,96% nella settimana precedente”. 

 

 

 

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