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Guerra Gaza, Hamas: “Non vogliamo un’altra...

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Guerra Gaza, Hamas: “Non vogliamo un’altra tregua temporanea”

Bombe su Khan Younis: quasi 200 morti in 24 ore. Hamas rifiuta "un'altra tregua temporanea" e accusa gli Usa "partner nello sterminio dei bambini a Gaza". Appello Onu per aumento urgente degli aiuti: "Popolazione esausta"

Gaza, profughi tra le macerie - Afp

Un soldato israeliano tenuto in ostaggio nella Striscia di Gaza sarebbe stato ucciso in un raid aereo delle Idf. Lo riferisce il portavoce delle Brigate Abu Ali Mustafa, braccio armato del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, all'emittente al-Arabiya. Il miliziano ha spiegato che nella stessa operazione, condotta dai militari israeliani per liberare l'ostaggio e poi fallita, sono stati feriti i suoi rapitori.

Anche l'esercito israeliano conferma la morte di un soldato ucciso durante i combattimenti nella Striscia di Gaza durante il fine settimana, e di un altro che è morto per le ferite riportate nei combattimenti precedenti. Il bilancio dei soldati israeliani uccisi dall'inizio dell'offensiva di terra nella Striscia di Gaza a seguito dell'attacco di Hamas ad Israele dello scorso 7 ottobre sale così a 170.

I due soldati uccisi sono il sergente maggiore Constantine Sushko, 30 anni, del 7086° battaglione del Combat Engineering Corps, di Tel Aviv e il capitano Harel Ittah, 22 anni, comandante dell'unità di ricognizione della Brigata Givati, di Netanya.

Sushko è stato ucciso nel centro di Gaza durante il fine settimana, durante una battaglia che ha ferito gravemente un altro riservista. Ittah è stato gravemente ferito il 22 dicembre nel sud di Gaza ed è morto durante il fine settimana, spiega l'Idf.

Intanto dopo due giorni di intensi attacchi su Gaza, Israele ha annunciato una pausa tattica di 4 ore nei combattimenti in un campo a Rafah, nel sud della Striscia. Le attività militari verranno sospese temporaneamente per motivi umanitari, ha annunciato un portavoce dell'esercito su X in arabo. La pausa è destinata a consentire alla popolazione di ricevere gli aiuti.

L'esercito israeliano aveva precedentemente invitato i residenti della città assediata di Khan Younis, nel sud della zona costiera, a cercare di mettersi in sicurezza a Rafah, vicino al confine egiziano. L'esercito ha anche designato un percorso per i civili per evitare di fuggire attraverso Khan Yunis, che secondo i militari "è pericoloso". "Residenti nella Striscia di Gaza, l'Idf opera con forza contro Hamas e le organizzazioni terroristiche. Ecco alcune istruzioni urgenti", si legge sull'account in arabo del portavoce dell'esercito Avichay Adraee: "Nel campo di Rafah avrà luogo una sospensione tattica locale e temporanea delle attività militari per scopi umanitari dalle 10 alle 14, a scopo di rifornimento". "I combattimenti e l'avanzata militare dell'Esercito di Difesa nell'area di Khan Yunis - prosegue - non consentono il movimento dei civili attraverso l'asse Salah al-Din nelle sezioni a nord e ad est della città di Khan Yunis. L'Asse Salah al-Din costituisce un campo di battaglia, quindi è pericoloso raggiungerla!" "L’Idf consentirà il movimento umanitario dei civili attraverso l’asse che passa a ovest di Khan Yunis. Il trasporto in entrambe le direzioni dalle aree di Rafah e Khan Yunis verso Deir al-Balah e i campi centrali sarà disponibile attraverso i seguenti assi: Via Al-Rashid “Al-Bahr” - Via Al-Shuhadaa a Deir Al-Balah".

Idf fa irruzione in sede intelligence Hamas a Khan Younis

L'esercito israeliano ha fatto irruzione in una sede dell'intelligence di Hamas a Khan Younis. Un portavoce dell'Idf, le Forze di difese israeliane, riferisce 'The Times of Israel', ha affermato che le truppe della 7a brigata corazzata sono avanzate ulteriormente nel sud di Gaza e hanno fatto irruzione nei siti di Hamas a Khan Younis, compreso il quartier generale della divisione di intelligence del gruppo palestinese. Il quartier generale era responsabile di tutte le attività di intelligence di Hamas nell'area di Khan Younis, afferma l'Idf, aggiungendo che nello stesso complesso si trovava anche un centro di comando appartenente alla Jihad islamica palestinese. Secondo l'Idf, le truppe hanno recuperato materiali di intelligence "molto preziosi" dai siti.

Nel frattempo, le truppe della Brigata Givati hanno fatto irruzione in diversi altri siti di Hamas nel sud di Gaza.

Prima che le truppe manovrassero più in profondità a Khan Younis, l'Idf afferma che la 98a divisione e l'aeronautica hanno effettuato circa 50 attacchi su obiettivi nell'area, tra cui tunnel e altre infrastrutture utilizzate da Hamas per attaccare le truppe.

Bombe su Khan Younis: quasi 200 morti in 24 ore

Intensi colpi di carri armati e bombardamenti aerei hanno colpito la scorsa notte e questa mattina Khan Yunis. Raid aerei sono stati effettuati anche sul campo di Nuseirat, nel centro di Gaza, secondo medici e giornalisti palestinesi. Le forze israeliane hanno colpito Khan Younis in preparazione di un'ulteriore avanzata nella principale città meridionale, conquistata in parte all'inizio di dicembre. Le autorità di Gaza hanno confermato l'uccisione di 187 palestinesi nei raid israeliani sulla Striscia nelle ultime 24 ore, e aggiornato il totale delle vittime palestinesi a 21.507 morti

Secondo quanto annunciato dalle Forze di difesa israeliane l''aviazione e la marina israeliane hanno colpito nelle scorse ore cellule terroristiche e infrastrutture in tutta la Striscia di Gaza. Nella città di Gaza nel corso della giornata di ieri decine di terroristi "sono state eliminate" in diversi scontri, con l'assistenza dell'aviazione. Le truppe hanno anche distrutto due edifici utilizzati da Hamas a Beit Lahiya, nel nord di Gaza, confiscando grandi quantità di attrezzature militari, tra cui bombe, armi e apparecchiature per le comunicazioni.

Hamas: "Non vogliamo un'altra tregua temporanea"

Non ci sono stati colloqui relativi ad un accordo sugli ostaggi in cambio di un'altra tregua temporanea. A dichiararlo, parlando con Al Jazeera, è stato Osama Hamdan, esponente di Hamas in Libano, secondo il quale Hamas avrebbe informato i mediatori che la priorità del gruppo riguarda un cessate il fuoco permanente e che al momento non si parla di rilasciare ostaggi prima che i combattimenti cessino. Secondo Hamdan, Israele avrebbe fatto trapelare false informazioni al fine di respingere le crescenti pressioni interne sul governo per un accordo sugli ostaggi. A riferirne è il Times of Israel.

Hamas attacca poi gli Stati Uniti, e in particolare l'Amministrazione Biden di stare partecipando alla guerra di sterminio dei bambini e dei civili nella Striscia di Gaza, accusando gli americani di sostenere tutti i massacri e le violazioni commessi dalle forze di Israele. Tra questi le uccisioni di massa, lo sfollamento forzato degli abitanti e la distruzione di tutti gli aspetti della vita civile nella Striscia di Gaza.

Intanto il vice segretario generale delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari, Martin Griffiths, lancia un appello per un aumento "urgente" degli aiuti destinati alla popolazione di Gaza a fronte di un nuovo "esodo di massa" verso il valico di Rafah, tra l'Egitto e il sud della Striscia.

Gli operatori umanitari dell'Onu stimano in circa 100mila il numero degli sfollati arrivati a Rafah negli ultimi giorni, e temono l'ulteriore peggioramento delle già "terribili condizioni nella zona". "Una popolazione traumatizzata ed esausta" viene "stipata all'interno di una porzione di terra sempre più piccola", ha denunciato Griffiths. "Pensate che portare aiuti a Gaza sia facile? Ricredetevii", ha scritto venerdì il rappresentante delle Nazioni Unite in un post su X, in cui ha elencato gli ostacoli che devono affrontare gli operatori umanitari nella Striscia di Gaza. "Tre livelli di ispezione prima che i camion possano entrare", punti di ingresso insufficienti, "bombardamenti costanti", scarse comunicazioni e strade danneggiate sono alcuni degli ostacoli che frenano la consegna degli aiuti umanitari in una regione dove "gli operatori umanitari vengono a loro volta cacciati e uccisi" e in cui “i rifugi hanno superato da tempo la loro capacità massima". "E' una situazione impossibile per la popolazione di Gaza e per coloro che cercano di aiutarla. I combattimenti devono finire", ha insistito Griffiths.

Secondo i dati delle Nazioni Unite, circa 1,9 milioni di abitanti di Gaza, pari all'85% della popolazione dell'enclave, sono sfollati dalla ripresa del conflitto tra Israele e il Movimento di Resistenza Islamica (Hamas) il 7 ottobre.

4 militanti Hezbollah uccisi, dal 7/10 sono 133 i morti in Libano e Siria

Quattro militanti dell'organizzazione paramilitare sciita libanese Hezbollah sono stati uccisi. Lo ha confermato oggi la stessa organizzazione senza fornire ulteriori dettagli su quando sarebbero stati uccisi e sul luogo in cui è successo. Si tratta di Hassan Moussawi, Haidar al-Mazawi, Rakan Seif e Abbas al-Ajami, tutti provenienti dalla valle della Beqa, a circa 30 km ad est di Beirut. Dall'inizio del conflitto scoppiato dopo l'attacco di Hamas ad Israele lo scorso 7 ottobre, riferisce il quotidiano libanese 'L'Orient - Le Jour' sono 133 i militanti dell'Hezbollah che sono morti sul fronte libanese e siriano.

Siria, almeno 9 miliziani filo-iraniani uccisi da raid attribuiti a Usa

Almeno nove miliziani filo-iraniani sono stati uccisi e quasi trenta sono stati feriti in una serie di attacchi notturni che gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani attribuiscono ad aerei di guerra statunitensi durante un'operazione nella Siria orientale, vicino al confine iracheno. Gli attacchi si sono concentrati su siti appartenenti alle milizie filo-iraniane vicino a Haggana e alla città di Albukamal dove si troverebbe un centro di addestramento. Inoltre, l'Osservatorio riferisce sul suo sito di un altro attacco contro un convoglio di miliziani appena entrato in territorio siriano dall'Iraq diretto ad Albukamal, dove sono stati colpiti anche veicoli e depositi di munizioni. Le vittime sono state identificate come tre combattenti siriani e sei stranieri, secondo l'Osservatorio con sede a Londra. Altre 27 persone sono rimaste ferite, alcune gravemente, in un attacco come ritorsione per gli attacchi portati avanti da queste milizie contro posizioni militari statunitensi in Siria e Iraq in risposta alla campagna militare israeliana nella Striscia di Gaza.

14 palestinesi in campo profughi di Jalazone, in Cisgiordania

Le forze israeliane hanno arrestato 14 palestinesi nel campo profughi di Jalazone, a nord di Ramallah, in Cisgiordania, nel corso di un raid iniziato alle prime ore di oggi. A riferirne è Al Jazeera.

Amministrazione Biden approva vendite per 150 milioni in attrezzature militari a Israele

L'amministrazione Biden ha aggirato il Congresso per approvare una vendita di quasi 150 milioni di dollari in attrezzature militari a Israele per la seconda volta dall'inizio del mese. Il segretario di Stato Antony Blinken ha informato il Congresso di aver preso una decisione in urgenza per approvare immediatamente il trasferimento di "articoli ausiliari da 155 mm, tra cui spolette e inneschi che rendono funzionali i proiettili da 155 mm", ha reso noto un portavoce del Dipartimento di Stato.

"Data l'urgenza delle esigenze difensive di Israele, il Segretario ha notificato al Congresso di aver esercitato la sua autorità delegata per determinare l'esistenza di un'emergenza che richiedesse l'approvazione immediata del trasferimento", ha aggiunto, ricordando che questi articoli sono stati aggiunti ai precedenti, e "hanno aumentato il valore totale della vendita a 147,5 milioni di dollari". A riferirne è la Cnn.

Wsj, 70% delle abitazioni a Gaza colpite o distrutte

Circa la metà degli edifici a Gaza sono stati danneggiati o distrutti dalla guerra, una percentuale nella quale sono incluse le abitazioni, colpite nella misura del 70%. A scriverne è il Wall Street Journal, che basa il suo rapporto su fotografie satellitari e altri metodi di telerilevamento. Tra gli edifici presi di mira - afferma - ci sono fabbriche, case di preghiera, scuole, centri commerciali e alberghi. Le forze israeliane hanno spesso ripetuto che molte scuole, moschee e altri edifici sono stati colpiti perché utilizzati per scopi militari e come basi operative dai gruppi terroristici di Gaza.

Solo otto dei 36 ospedali di Gaza possono accettare pazienti - continua il rapporto - e la maggior parte delle infrastrutture di base, per acqua, elettricità e comunicazioni, è stata demolita.

"La parola 'Gaza' passerà alla storia insieme a Dresda e ad altre famose città che sono state bombardate", ha dichiarato al giornale Robert Pape, un politologo dell'Università di Chicago autore di studi sulla storia dei bombardamenti aerei. Ne riferisce il Times of Israel.

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I punti di forza di Kamala Harris secondo Alcaro (IAI)

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Secondo Riccardo Alcaro dell'Istituto Affari Internazionali, Harris è l'unica candidata possibile. Con Trump-Vance uno scontro duro ma entusiasmante

I punti di forza di Kamala Harris secondo Alcaro (IAI)

"Kamala Harris sarà la candidata dei democratici, non riesco a vedere nessun altro nome papabile", spiega Riccardo Alcaro, coordinatore delle ricerche e responsabile del programma "Attori globali" dello IAI, Istituto Affari Internazionali, in un colloquio con l'Adnkronos. L'ipotesi di una convention aperta, in cui altre figure si scontrano per il sostegno dei delegati democratici, ha due rischi: "esporre le divisioni interne al partito, che esistono, e poi far saltare la connessione con quanto di buono ha fatto questa amministrazione negli scorsi anni. Va ricordato che si è trattato di una presidenza molto ambiziosa. Bisogna tornare a Lindon Johnson per trovare qualcuno così attivo sulle priorità dei progressisti: salute, ambiente, infrastrutture, assistenza agli strati più poveri della società. Una 'brokered convention' a poco più di due mesi dal voto sarebbe indice di grande instabilità".

"Poi c'è un ulteriore elemento", prosegue Alcaro. “Harris è l'erede 'naturale' di Biden, era con lui alla Casa Bianca e nella corsa delle primarie; dunque, ha già ricevuto un’investitura dalla base democratica. Se dovesse essere scalzata da un altro, magari un maschio bianco come quelli di cui si fa il nome in queste settimane, il rischio di conseguenze negative sul consenso di due elettorati fondamentali per i Dem, ovvero le donne e i neri, sarebbe altissimo. Certo, non è una figura politica che scalda il cuore, non ha un livello di gradimento altissimo, ma è dotata di acume politico e di un'intelligenza superiore. Davanti alle settimane frenetiche che attendono i democratici, è l'opzione migliore".

“Infine”, aggiunge l’esperto dello IAI, “lo scontro non sarà (solo) Trump contro Harris. In queste elezioni, più che in ogni altra nella storia recente, almeno per i democratici, il ticket presidenziale conterà moltissimo. Harris cercherà qualcuno che integri le sue caratteristiche. Parliamo di una donna, figlia di madre indiana e di padre giamaicano, molto istruita e di successo nella sua carriera di procuratrice, con un retroterra urbano-californiano. Allora è probabile che sceglierà come suo ‘running mate’ qualcuno che possa attrarre quel segmento elettorale in cui i democratici hanno perso credito in questi anni, ovvero i maschi bianchi lavoratori del Midwest. Un profilo come quello del governatore della Pennsylvania Josh Shapiro. Ma anche, non lo escludo, Gretchen Whitmer, governatrice del Michigan”, uno Stato chiave tra quelli in bilico, con un elettorato ‘blue collar’ che nel 2020 ha votato per Biden ma che oggi nei sondaggi preferisce Trump.

“Fino a poche settimane fa si preannunciava una campagna elettorale fatta di attacchi pesanti e sgradevoli ma soprattutto noiosa. Invece immaginare due donne con quei profili che sfidano Trump e JD Vance, la coppia che incarna il movimento iper-conservatore, nazionalistico e sciovinista, sarebbe davvero divertente ed entusiasmante per chi segue la politica americana”, conclude Alcaro.

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Ritiro Biden, la sfida di Kamala Harris: oltre 500 deputati...

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Per la vicepresidente più di 10 ore al telefono con oltre 100 leader di partito, membri del Congresso, governatori, dirigenti sindacali e leader di organizzazioni per i diritti civili e di difesa dei diritti

Un uomo che indossa una maglietta 'Let's Go Kamala' tiene un cartello a sostegno della vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris davanti alla Casa Bianca a Washington - (Afp)

Sono oltre 500 i deputati democratici che, secondo la Cnn, sono già pronti a sostenere la vicepresidente Kamala Harris nella sua corsa alla Casa Bianca. Un numero che continuerà a crescere, prosegue la Cnn, sia perché sempre più delegati si schiereranno a sostegno della vicepresidente, sia perché si continuerà a lavorare per raggiungere i circa 4.700 delegati totali della Convention nazionale democratica che si terrà ad agosto a Chicago.

Questi endorsement non sono vincolanti. E, con il presidente Joe Biden che ha deciso di abbandonare la corsa alla Casa Bianca, i delegati sono liberi di votare per il candidato di loro scelta.

Oggi discorso Harris alla Casa Bianca

Intanto Harris pronuncerà oggi un discorso sul South Lawn della Casa Bianca oggi alle 11.30 (ora locale) in occasione di un evento che celebra le squadre del campionato 2023-24 della National Collegiate Athletic Association. L’evento precedentemente programmato sarà la prima apparizione pubblica della Harris da quando Joe Biden si è ritirato dalla corsa presidenziale.

Prima che il presidente Usa annunciasse il ritiro, ieri mattina Harris ha avuto diverse conversazioni telefoniche con lui in merito alla sua decisione. Secondo la Cnn, che cita una fonte a conoscenza dei fatti, la vicepresidente, circondata dai familiari e dal personale nella sua residenza, ha trascorso più di 10 ore telefonando a oltre 100 leader di partito, membri del Congresso, governatori, dirigenti sindacali e leader di organizzazioni per i diritti civili e di difesa dei diritti.

La vicepresidente ha anche chiamato il suo pastore, Amos Brown III, che, insieme alla moglie, ha pregato per lei, ha aggiunto la fonte. In ciascuna di queste chiamate, la Harris ha chiarito di essere estremamente grata per l'appoggio del presidente, ma che ha intenzione di impegnarsi duramente per guadagnarsi la nomination democratica a pieno titolo, come aveva affermato dopo l'annuncio del presidente Biden di farsi da parte.

Comitato democratico discuterà mercoledì il quadro delle nomine

In ogni caso il comitato democratico che determinerà le regole per la nomina del partito si riunirà nuovamente mercoledì pomeriggio, hanno annunciato i copresidenti del comitato. "Ora è responsabilità del Comitato implementare un quadro per selezionare un nuovo candidato, che sarà aperto, trasparente, equo e ordinato", hanno affermato i co-presidenti del governatore del Minnesota Tim Walz e della storica attivista democratica Leah Daughtry. "Il processo presentato per la valutazione sarà completo, equo e rapido".

Il sostegno dei principali donatori a Harris

Intanto i principali donatori Dem hanno espresso il loro sostegno a Kamala Harris come candidata alla presidenza Usa, ancor prima che Biden ufficializzasse il suo ritiro ha riportato la Cnn. ''Se qualcosa cambia, noi siamo lì per te'', aveva detto uno dei principali donatori.

Le donazioni più ingenti alla campagna per la rielezione di Biden si erano ridotte notevolmente nelle settimane successive al dibattito sulla Cnn con Donald Trump e alla conseguente crisi di fiducia nel Partito Democratico. Secondo una fonte coinvolta nelle discussioni, i grandi donatori che avevano trattenuto gli assegni a causa delle preoccupazioni sulla candidatura di Biden hanno improvvisamente iniziato a contattare i loro consulenti, esprimendo la loro disponibilità a donare alla campagna.

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Trump: “Biden non ha il covid, oggi dimenticherà di...

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Il tycoon tra accuse e colpi bassi nei confronti del presidente Usa: "Se non può candidarsi, non può governare il nostro Paese"

Donald Trump - (Afp)

"Biden non ha mai avuto il covid. Ora dimenticherà di essersi ritirato". Donald Trump tra accuse e colpi bassi contro Joe Biden. Il candidato repubblicano alle elezioni del 5 novembre 2024 si scatena sul social Truth dopo l'annuncio del presidente Biden, che ha formalizzato la rinuncia alla candidatura.

Trump, facendosi portavoce delle istanze repubblicane, chiede a gran voce le dimissioni immediate di Biden, che intende invece portare a termine il proprio mandato alla Casa Bianca. "Chi sta guidando il nostro Paese in questo momento? Non il corrotto Joe, che non ha idea di dove si trovi. Se non può correre per la presidenza, non può guidare il nostro Paese", scrive il tycoon, che nella domenica americana ha pubblicato una raffica di messaggi.

"Non è finita! Domani il corrotto Joe Biden si sveglierà e dimenticherà di essersi ritirato dalla corsa", attacca l'ex presidente, convinto che Biden non sia in isolamento per il covid e che abbia diffuso la notizia della positività solo per poter 'fuggire': "Biden non ha mai avuto il covid, è una minaccia per la democrazia".

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