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Viaggiare in Slovenia con l’auto

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La Slovenia è una meta perfetta per un viaggio di cinque o sette giorni: un paese poco dispendioso, perfetto per chi cerca un luogo tranquillo, economico e vicino l’Italia. È grande quanto una regione italiana, eppure nasconde tesori imperdibili. Questo piccolo territorio conserva una ricchezza naturale, culturale e storica tale da provocare l’invidia delle nazioni più grandi. Autonoma e indipendente solo dal 1991, separatasi dalla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, la Slovenia ospita la capitale Lubiana e il Lago di Bled, tappe obbligatorie se avete intenzione di visitare il paese. La vita culturale è variopinta e ricca nei musei, nelle gallerie e nei centri culturali. L’offerta degli eventi culturali in Slovenia soddisfa anche i visitatori più esigenti e affamati di cultura e storia.

Se hai intenzione di visitare la Slovenia in auto, bisogna tenere in mente alcuni fattori. Prima di varcare il territorio sloveno, evitando così multe salate, è cruciale acquistare le Vignette. Cosa è? È un adesivo da attaccare sul parabrezza, il quale ti consentirà di percorrere tutti i tratti autostradali. Perché comprarle in autogrill quando ci siamo noi di vignetteslovenia.si? Noi vendiamo direttamente vignette elettroniche, suddivise per periodi di validità. Abbiamo la vignetta di 1 settimana, di 1 mese e persino una scelta annuale. Milioni di automobilisti utilizzano le vignette elettroniche ogni anno. Noi sbrighiamo le faccende burocratiche, basterà inserire i numeri del veicolo richiesto, il periodo di validità a tua scelta, qualche dato personale e via, si parte!

Tappe della Slovenia

Tappa 1: visita a due delle attrazioni più popolari e affascinanti della Slovenia: il Castello di Predjama, magicamente incastonato in un’alta parete di roccia, e le Grotte di Postumia, sono le uniche grotte carsiche in assoluto con ferrovia nella grotta, costruita oltre 140 anni fa. Scoprirai nel suo sotterraneo una stalagmite enorme di 16 metri chiamata non a caso il Grattacielo, e il Brillante, l’ufficio postale più antico del mondo. Inoltre le grotte sono le uniche al mondo per essere visitate con un grazioso trenino. Questa meraviglia si trova a 54 chilometri dalla capitale Lubiana.

Tappa 2: E appunto la prossima tappa sarà senz’altro la capitale slovena, una città fiabesca ricca di contaminazioni culturali. In macchina potrai raggiungere il Btc City Center, il grande centro commerciale. Se sei un avido lettore non potrai perderti la Biblioteca di Lubiana (Biblioteca Nazionale ed Universitaria). L’edificio abnorme dalla forma rettangolare è composto da quattro piani e un grazioso cortile interno. Sulla cima della collina chiamata Grajska Planota si erge il castello più antico di Lubiana, una popolare meta turistica dove si svolgono concerti e musei.

Tappa 3: Spostandoti nel lato nord-ovest della Slovenia, dopo un’ora di macchina potrai ammirare il Lago di Bled, un lago di origine glaciale delle Alpi Giulie. È un incantevole lago ad acqua dolce in cui potrai persino nuotare. Ci sono due campeggi. Uno si chiama Zaka sulla riva del lago di Bled e l’altro Šobec a circa 2 km di distanza. Parcheggiare una notte a fianco del lago, sotto una tela di stelle baluginanti è un’esperienza unica.

Tappa 4: Volendo, puoi spostarti poi nella zona nord orientale del paese, generalmente meno turistica. Ti permette di conoscere meglio alcune realtà della Slovenia, più tradizionali. Potrai visitare il Castello di Ptuj situato appunto a Ptuj. Anche questa fortificazione è arroccata su una deliziosa collina. Nell’edificio basso vi è in corso un’interessantissima mostra di Carnevale. La camminata lungo la cima è piuttosto faticosa ma in auto puoi arrivarci tranquillamente con pochi sforzi. Il panorama poi, una volta lassù, è uno spettacolo per gli occhi, soprattutto il viaggio dona nuove prospettive mentali.

Viaggiare non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.” (Marcel Proust)

Una sofisticata esperta in viaggi, turismo e tempo libero, che esplora con passione le frontiere del settore turistico per fornire ai nostri lettori intuizioni uniche e consigli preziosi. Con una profonda conoscenza che va dalle destinazioni esotiche alle gemme nascoste locali, la sua competenza è indispensabile per chi cerca di trasformare ogni viaggio in un’esperienza memorabile. Le sue analisi ricche di sfumature e le sue raccomandazioni su misura sono fondamentali per offrire un panorama completo di tutto ciò che il mondo del turismo ha da offrire.

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Intervista esclusiva a Diego Di Flora, voce e cuore del...

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Diego Di Flora, appassionato organizzatore di eventi e fervente sostenitore dei diritti civili, è una figura centrale nel panorama dei Pride italiani. Con un’impegno incrollabile per la causa LGBTQI+ e una particolare attenzione alla qualità e al significato di ogni evento che dirige, Diego si dedica anima e corpo alla realizzazione del Napoli Pride. Quest’anno, oltre al suo ruolo a Napoli, affronta la sfida di dirigere anche il Pride di Noto, raddoppiando il suo impegno per la visibilità e la lotta per l’uguaglianza. La sua vita, animata dalla solidarietà fin da bambino, lo porta a essere non solo un organizzatore di eventi, ma un vero e proprio attivista per il cambiamento sociale.

La nostra intervista esclusiva

Salve Diego, quali eventi e manifestazioni sono previsti quest’anno per il prossimo Napoli Pride?
“In ogni Pride metto tanto ‘cuore’. La città di Napoli ha da sempre accolto con molta inclusione la parata e negli ultimi anni lo show finale. Per questo sono molto fiero della mia Napoli che mi regala ogni anno un’onda d’amore che invade l’intera città. C’è purtroppo ancora molto da fare in Italia, soprattutto in questo periodo storico, dove bisogna a tutti i costi manifestare ai Pride per la tutela dei Diritti fondamentali per ognuno di noi.”

La scelta della madrina dell’evento è ricaduta su Malika Ayane. Per quale motivo?
“Non ho avuto alcun dubbio, le ho scritto un whatsapp e dopo pochi minuti mi ha detto che sarebbe stata onorata di essere la madrina. Malika è sempre stata accanto alla comunità lgbtqi+ ogni giorno della sua carriera. Con la sua presenza conferma ancora una volta la sua posizione, mettendoci la faccia e in questo caso anche la voce per la tutela dei diritti. Senza troppe pretese, senza troppi divismi. Lei è solo felice di essermi accanto in questa edizione del Napoli Pride.”

Quanto è importante al giorno d’oggi, anche in vista della situazione politica italiana, manifestare il proprio orgoglio gay?
“È fondamentale per tutti noi esserci. Fin quando vivremo in un Paese dove esistono diversità legislative tra i cittadini è nostro dovere manifestare. I diritti civili dovrebbero andare di pari passo con le persone. Con tutte le persone. Per questo bisogna manifestare ai Pride, per non perdere quei pochi diritti acquisiti e per avanzare verso una vera uguaglianza. La prima e più banale risposta sull’importanza di manifestare ai Pride ha a che fare con il semplice fatto che un diritto non è mai conquistato per sempre, e che comunque con la legge si può arrivare solo fino ad un certo punto. Il movimento Lgbtqi+ non riguarda solo diritti e libertà legislative, ma anche libertà sociali e culturali che spesso non vanno alla pari con la legge. Ma soprattutto ci tengo a invitare le persone, tutte ad esserci, non si scende in piazza solo per se’: in molte parti del mondo le persone lgbtqi+ sono punite, torturate e allontanate dalla loro comunità. In 72 Paesi essere omosessuali è un reato. E questo va cambiato. E mi piace pensare che da Napoli si possa dare lezioni di coerenza e di inclusione.”

In che modo si può sostenere il Napoli Pride?
“Si può essere parte attiva dell’organizzazione. Le associazioni Alfi le maree, Antinoo Arcigay Napoli, ATN Associazione Trans Napoli e Pride Vesuvio Rainbow che insieme formano il Comitato Napoli Pride cercano l’intervento di volontari, collaboratori ma soprattutto si può sostenerli con una donazione.”

È anche direttore artistico del pride di Noto. Come mai questo doppio ruolo?
“Ho accettato l’invito dell’Arcigay Siracusa e del Comune di Noto come una doppia sfida. Sarà massacrante perché a distanza di soli 30 giorni mi occuperò di due Pride, ma io amo le sfide. Noto è una città molto attenzionata a livello internazionale, turisti da tutto il mondo fanno a gara per arrivare a Noto, quindi per me sarà stimolante dirigere una serata all’insegna della musica in un posto incantevole. Il 27 luglio ci sarà la prima edizione del Noto Pride.”

Quando è nata la sua passione per l’organizzazione degli eventi?
“Un po’ di anni fa ormai. Ho sempre amato il mio lavoro e provo a farlo con tutta la passione che ho. Decido io cosa dirigere, non accetto tutto. Non mi interessa fare numero ma solo la qualità dell’evento. Anzi solitamente quando mi propongono dei lavori a cui non sono interessato giro i numeri dei miei colleghi.”

Quando ha deciso di fare virare questa sua attività anche per cause dal forte valore civile, in tutela dei diritti, come i Pride?
“Sono stato educato alla cultura della solidarietà. Fin da bambino ho sempre aiutato chi era in difficoltà, mi piaceva essere disponibile. Nel tempo ho capito che potevo unire questa mia sensibilità col lavoro. Non mi sono mai più fermato e finché potrò sarò sempre al fianco di chi lotta per i diritti, per le disuguaglianze, per una malattia etc.”

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Nuova “Casa dell’Acqua” inaugurata a...

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Il giorno 12 giugno si è distinto nel calendario di Roma per l’avvio di un servizio che si prefigge di rivoluzionare l’approccio alla risorsa idrica nella capitale: è stata inaugurata una nuova Casa dell’Acqua. Questo particolare punto di erogazione si trova vicino alla Via Sacra, un luogo carico di storia, che funge da connessione vitale tra il Colosseo e il Foro Romano, due dei più significativi siti archeologici della città. Questo nuovo impianto si inserisce all’interno di una più ampia visione ambientale del gruppo Acea, avviata una decade fa, mirata a sensibilizzare la popolazione e i numerosi visitatori sulle tematiche del risparmio idrico e della sostenibilità. L’obiettivo di tale iniziativa è doppio: da un lato, stimolare una maggiore coscienza nell’uso dell’acqua, dall’altro, promuovere attivamente l’abbandono delle bottiglie di plastica monouso a favore di soluzioni più sostenibili come i contenitori riutilizzabili.

Decennale del progetto Casa dell’Acqua: tecnologia e tradizione

Le Case dell’Acqua rappresentano una moderna evoluzione delle storiche fontane di Roma, coniugando tradizione e innovazione tecnologica. Oltre alla distribuzione di acqua naturale e frizzante, queste strutture offrono servizi aggiuntivi quali prese di alimentazione elettrica per la ricarica di dispositivi mobili e la geolocalizzazione tramite l’app Acea Waidy Wow. Questa applicazione permette agli utenti, tra le altre cose, di monitorare il proprio livello di idratazione.

Un network in espansione

Da Roma, il progetto si è esteso in altre regioni quali Lazio, Toscana, Umbria, Campania e Molise. Ad oggi, il gruppo Acea gestisce circa 430 Case dell’Acqua, che distribuiscono gratuitamente oltre 110 milioni di litri d’acqua all’anno. L’espansione di questo network promuove la riduzione dei rifiuti plastici grazie all’uso di contenitori ricaricabili.

Commenti istituzionali sull’inaugurazione

Ornella Segnalini, assessora ai Lavori pubblici di Roma Capitale, ha espressamente lodato l’inaugurazione della nuova casetta dell’acqua, ricordando che solo due mesi fa sono stati installati tre nuovi nasoni nell’area del Colosseo. L’apertura della nuova Casa dell’Acqua rappresenta un ulteriore impegno verso la modernizzazione e l’ecosostenibilità.

Barbara Marinali, presidente del gruppo Acea, ha evidenziato l’importanza del decennale del progetto, sottolineando come esso risponda alle esigenze del territorio e della popolazione locale e dei visitatori, specie in previsione del prossimo Giubileo. All’evento è stata presente anche la vicepresidente del I municipio Alessandra Sermoneta.

L’impegno del Parco Archeologico del Colosseo

Alfonsina Russo, direttrice del Parco Archeologico del Colosseo, ha rimarcato l’integrazione di queste iniziative nel progetto PArCo Green, evidenziando come l’eco-sostenibilità rappresenti un obiettivo prioritario per il Parco. Questa sinergia tra il progetto delle Case dell’Acqua e le politiche ambientali del Parco Archeologico del Colosseo illustra un modello di gestione del patrimonio culturale che tiene conto della sostenibilità ambientale.

L’apertura della nuova Casa dell’Acqua di Roma è un esempio emblematico di come le infrastrutture moderne possano integrarsi armoniosamente con il contesto storico e culturale di una città, contribuendo al contempo alla salvaguardia ambientale e alla qualità della vita urbana. Questo progetto offre una risorsa preziosa per i residenti e i visitatori, sottolineando anche l’importanza di politiche ambientali proattive in contesti urbani densamente popolati e ricchi di storia.

Con ogni nuova Casa dell’Acqua inaugurata, rafforziamo il nostro impegno verso un futuro in cui la sostenibilità ambientale e la salvaguardia delle risorse idriche diventano pilastri fondamentali nella costruzione di una comunità più consapevole e responsabile.” — Anna Del Bene

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Rai Pubblica Utilità al centro di We Make Future 2024

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Rai Pubblica Utilità si afferma come attore centrale nel panorama dell’evento We Make Future, un appuntamento di rilevanza internazionale che si dedica alle nuove frontiere della tecnologia, del digitale e dell’intelligenza artificiale. L’edizione del 2024 si tiene a Bologna, dal 13 al 15 giugno, trasformando la città in un hub di innovazione e scambio culturale.

La cerimonia di apertura, elemento distintivo dell’evento, viene impreziosita dalla presenza di performer esperti nella Lingua Italiana dei Segni (LIS), che offrono una dimostrazione delle più avanzate produzioni di Rai Accessibilità.

Durante il We Make Future, Rai Pubblica Utilità non si limita a partecipare ma emerge come una delle figure di spicco, guidando dibattiti e panel di discussione e prendendo parte attiva a convegni e interviste. La sua presenza si distingue per l’impegno nel promuovere temi di accessibilità e inclusione, due pilastri fondamentali della sua missione.

Un inizio ricco di significato: La cerimonia di apertura

Gli artisti della LIS, presenti come abbiamo detto durante la cerimonia di apertur, trasformano un linguaggio tradizionalmente visivo in uno strumento di partecipazione e inclusione, dimostrando in modo tangibile come le barriere comunicative possano essere non solo superate ma trasformate in ponti di comprensione reciproca. La scelta di includere questi performer è un’affermazione potente del valore dell’accessibilità come principio fondamentale in tutte le sfere della società, dalla cultura alla tecnologia.

Attraverso questa performance di apertura, il We Make Future stabilisce subito un ambiente che celebra la diversità e l’accessibilità, sottolineando che l’innovazione tecnologica deve andare di pari passo con l’avanzamento sociale e l’inclusione di tutti gli individui, indipendentemente dalle loro capacità fisiche o sensoriali. Questo inizio simbolico ma potente serve come promemoria che la tecnologia, quando usata correttamente, è uno strumento che può demolire le barriere e costruire comunità più coese e inclusive.

Focalizzazione sull’accessibilità: una giornata di incontri e riflessioni

Il Venerdì 14 giugno si distingue come giornata chiave nel calendario del We Make Future, con un programma densamente popolato di incontri dal vivo, pianificato tra le 9:20 e le 13:00.

1. Televideo: Innovazione continua nell’accessibilità

La giornata si apre con l’intervento sul Televideo, la storica piattaforma che per quarant’anni ha giocato un ruolo cruciale nell’accessibilità dei contenuti media. Giuseppe Sangiovanni, Direttore di Rai Pubblica Utilità, insieme a Guido Barlozzetti, autore per la Rai, riflette su come questa tecnologia abbia continuato ad evolversi per rimanere rilevante e efficace. Particolare attenzione viene data ai servizi come i sottotitoli a pagina 777, che rappresentano un aiuto indispensabile per gli spettatori con difficoltà uditive, garantendo l’accesso alle informazioni anche in zone del paese meno servite dalla rete internet.

2. Design accessibile: Creare senza escludere

Segue un approfondimento sul design accessibile tenuto da Dina Riccò, Associate Professor al Dipartimento di Design del Politecnico di Milano. Il suo intervento pone l’accento su come il design possa e debba essere un catalizzatore per l’inclusione, attraverso la creazione di prodotti che non solo rispondano alle esigenze di tutti gli utenti, ma che anche ne facilitino l’autonomia nelle attività quotidiane. L’approccio che propone è radicale: progettare pensando a tutti gli utenti fin dalle prime fasi di concezione del prodotto, per evitare qualsiasi forma di esclusione.

3. Diritto alla cultura accessibile attraverso il Museo Omero

Il terzo appuntamento della giornata è incentrato sulla cultura accessibile, presentato da Andrea Socrati, noto per il suo impegno nell’educazione inclusiva e accessibilità nell’ambito artistico. Il focus è sul Museo Omero, situato in Italia, riconosciuto come un esempio pionieristico di accessibilità nell’arte. Questo museo, unico nel suo genere, ha implementato soluzioni innovative per rendere le opere d’arte accessibili a persone con disabilità visive, consentendo loro di esplorare e apprezzare l’arte attraverso il tatto e altri sensi, una pratica che sfida e arricchisce la percezione convenzionale dell’arte visiva.

4. Favorire l’accesso all’arte e alla cultura sin dall’infanzia

Segue una discussione su come l’accessibilità sia stata integrata nei programmi per bambini, presentata da Maria Chiara Andriello, manager dell’accessibilità per Rai Pubblica Utilità, insieme ad Angela Senatore, rappresentante dell’Antoniano di Bologna. Un esempio emblematico è la trasformazione dello Zecchino d’Oro, un celebre programma televisivo per bambini, adattato per essere fruibile anche da bambini con disabilità sensoriali. Questi adattamenti includono l’introduzione di audiodescrizione, sottotitoli e traduzione in Lingua dei Segni Italiana, dimostrando l’impegno nel rendere la cultura e l’intrattenimento accessibili fin dalla più tenera età, promuovendo così un ambiente inclusivo sin dall’inizio della formazione culturale e sociale dei giovani spettatori.

Pomeriggio di venerdì: Riflettori sulla comunicazione accessibile

Il segmento pomeridiano del We Make Future continua a concentrarsi sull’importanza dell’accessibilità, stavolta con un approccio particolare alla comunicazione. Tra le 15:20 e le 15:40, si svolge un panel di discussione che vede protagonisti Maria Chiara Andriello, Dina Riccò, e Andrea Socrati, che condividono riflessioni e approfondimenti tratti dal loro libro “Accessibilità comunicativa. Progettare contenuti per tutti”. Questo testo rappresenta una raccolta significativa di ricerche e case study che evidenziano le varie metodologie e pratiche migliori per assicurare che i contenuti mediatici siano fruibili da un pubblico il più vasto possibile, includendo quindi persone con disabilità sensoriali o cognitive.

Moderata da Michela La Pietra, vicedirettore di Rai Pubblica Utilità, la sessione offre un’occasione unica per esplorare le sfide e le soluzioni innovative nel campo della produzione di contenuti accessibili. Questo dialogo mira a sensibilizzare ulteriormente i creatori di contenuti e i professionisti dei media sull’importanza di considerare l’accessibilità fin dalle prime fasi di sviluppo di programmi, prodotti e servizi.

Approfondimenti scientifici e impatto sociale: Il sabato di We Make Future

La giornata di sabato si apre con un focus sulle ultime tecnologie nel campo della meteorologia, iniziando con un panel alle 9:20. Durante questo incontro, figure di spicco come Carlo Cacciamani, direttore dell’agenzia Italia Meteo, e Gabriella Scipione, Responsabile Data Management & Analytics HPC, esplorano come strumenti come satelliti, intelligenza artificiale, Digital Twins e tecnologie di realtà aumentata stiano rivoluzionando la raccolta e l’analisi dei dati meteorologici. Queste tecnologie non solo migliorano la precisione delle previsioni meteorologiche ma anche la comprensione e la gestione dei cambiamenti climatici a scala globale.

Campagna “Weather Kids” dell’UNDP: Educazione e azione

A seguire, alle 10:20, l’attenzione si sposta sulla sensibilizzazione al cambiamento climatico attraverso l’iniziativa “Weather Kids”, una campagna promossa dall’UNDP in collaborazione con RAI Meteo. Questa sessione, che vede la partecipazione di Malak Chabar, Communication and Project Analyst del UNDP Rome Centre for Climate Action and Energy Transition, e un contributo video di Boaz Paldi, Communications and Partnerships Specialist di UNDP, si propone di educare e mobilitare i giovani e il pubblico generale. La campagna “Weather Kids” punta a infondere una maggiore consapevolezza delle problematiche legate al clima e stimolare un’azione collettiva per affrontare questi impellenti problemi ambientali, sottolineando l’importanza dell’educazione climatica fin dalla giovane età.

Chiusura innovativa: Tecnologie forensi in evidenza

La sessione finale di We Make Future, prevista per le 10:40, si focalizza sulle recenti innovazioni nel campo delle tecnologie forensi, in particolare quelle applicate all’analisi degli incidenti stradali. Questo segmento evidenzia la collaborazione tra la Polizia Stradale e Rai Mobilità, che hanno unito le forze per sviluppare e implementare soluzioni tecnologiche avanzate. Questi nuovi strumenti permettono analisi più precise e rapide dei veicoli coinvolti in incidenti, migliorando così l’efficacia delle indagini e la sicurezza stradale.

Un palcoscenico per l’innovazione e l’inclusione

Con la conclusione di questo evento, We Make Future si riafferma come un punto di riferimento essenziale per il dibattito e lo sviluppo nel settore dell’accessibilità, dell’inclusione e della tecnologia avanzata. Rai Pubblica Utilità, attraverso la sua partecipazione attiva e le iniziative presentate, ha dimostrato un impegno costante e una leadership efficace, sottolineando il suo ruolo chiave nel promuovere un futuro più inclusivo e accessibile per tutti.

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