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Nuovi LEA, nuovi modelli di finanziamento del SSN e governance dei dati: le proposte per la sanità del futuro

Senato

A Roma la presentazione dei risultati di NET- HEALTH, il policy enabler di LS CUBE in collaborazione con Altems Advisory, l’Osservatorio sul Welfare della LUISS Business e l‘Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Roma, 7 maggio 2024 - Individuare un nuovo modello di LEA, identificare sistemi di finanziamento alternativi che garantiscano la sostenibilità del nostro sistema sanitario e mettere in luce gli aspetti normativi necessari per adeguare il nostro Paese alla governance europea del dato. Questi i temi al centro delle proposte presentate oggi a Roma durante l’evento NET-HEALTH – Sanità in rete 2030, il progetto di policy research ideato nel 2021 da LS CUBE e giunto quest’anno alla sua seconda edizione.

Il progetto. NET-HEALTH – Sanità in rete 2030 nasce come un policy enabler finalizzato a mettere a sistema idee, competenze tecniche, punti di vista prospettici a servizio del «sistema salute» per fornire un concreto contributo nel disegno delle politiche sanitarie del futuro. Fare rete, creare un ecosistema per il confronto dei diversi player coinvolti nel processo sanitario, raccogliere le prospettive ed elaborare proposte e linee di indirizzo per una sanità capace di migliorare la qualità di vita dei pazienti in un percorso di presa in carico e cura, innovativo, personalizzato e sostenibile: questi gli obiettivi di NET-HEALTH, Sanità in rete 2030.

I temi. NET-HEALT ha preso il via con un’indagine campionaria quantitativa e qualitativa, condotta da YouTrend/Quorum in collaborazione con LS CUBE rivolta a parlamentari, consiglieri regionali e cittadini che ha avuto lo scopo di far emergere e confrontare diverse visioni prospettiche sulla sanità del futuro, individuando le grandi sfide del settore. Il sondaggio, inoltre, è stato l’occasione per sviluppare un dibattito sulle questioni emerse, individuando gli argomenti ritenuti particolarmente rilevanti su cui strutturare il lavoro di tre diversi gruppi per la formulazione di analisi e proposte. Il nuovo concetto di LEA organizzativi; nuovi modelli di finanziamento per la sostenibilità del SSN; linee di indirizzo per la corretta implementazione della digitalizzazione e della governance dei dati: questi i temi su cui hanno lavorato gruppi multidisciplinari in un confronto aperto con un advocacy platform, costituita da stakeholder istituzionali, esperti, associazioni pazienti e società scientifiche, in occasione di momenti di condivisione ospitati al Senato dall’Intergruppo Innovazione sostenibile in Sanità co-presieduto dal Sen. Francesco Zaffini e il Sen. Daniele Manca.

Nuovi modelli per nuovi bisogni. “La garanzia di un’equa accessibilità alle prestazioni sanitarie, lo sviluppo della medicina di prossimità e della prevenzione nonché una migliore gestione delle risorse pubbliche sono solo alcune delle sfide della sanità di oggi e a cui questo Governo sta lavorando. E, naturalmente, sono anche i temi su cui si è concentrato il progetto NET-HEALTH, i cui lavori sono stati ospitati in diversi momenti dall’Intergruppo “Innovazione Sostenibile in Sanità”, co-presieduto dal Sen. Manca e da me, che sin dalla sua costituzione si è posto come obiettivo quello di essere un luogo di dialogo aperto e trasversale per tutti gli stakeholders della sanità, oltre che per tutte le forze politiche. In particolare, il gruppo di lavoro del progetto NET-HEALTH dedito ai “modelli innovativi di Partnership Pubblico Privato per la sostenibilità del SSN” trova un importante punto di convergenza con l’indagine conoscitiva, su cui sia io che la Commissione da me presieduta stiamo lavorando dal primo giorno dall’insediamento, sulle forme integrative di previdenza e di assistenza sanitaria nel quadro dell'efficacia complessiva dei sistemi di Welfare e di tutela della salute, che porterà alla presentazione di una proposta legislativa organica su questo tema. Perché l’obiettivo resta sempre quello di creare una sanità accessibile e più vicina ai cittadini.” Lo ha detto il Senatore Franco Zaffini, presidente Commissione Affari Sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale di Palazzo Madama.

Soluzioni concrete e trasversali. “L’impegno, che la politica può e deve assumersi, è sicuramente quello di partire da risultati come questi, che derivano da ampi e sinergici confronti tra tutti gli stakeholders del settore sanitario e farsi promotrice di iniziative puntuali e trasversali, che possano rispondere in maniera concreta alle esigenze di salute dei cittadini italiani. La sanità deve essere vista come un investimento sulla salute dei cittadini e le iniziative che dobbiamo portare avanti sono quelle volte a garantire, da una parte, la promozione dell’accesso dei pazienti alle innovazioni tecnologiche in modo equo e universalistico e, dall’altro, una migliore e più efficiente gestione delle risorse economiche del sistema sanitario” ha aggiunto il senatore Daniele Manca.

Nuovi LEA organizzativi e valore dei team multidisciplinari. Il primo gruppo di lavoro dedicato all’individuazione di nuovi modelli di LEA, i LEA organizzativi, è stato coordinato dal prof. Dario Sacchini, Professore ordinario di Bioetica presso l’Università Cattolica di Roma, CEO e Partner di Altems Advisory. Ritenendo i centri di senologia quali best case di organizzazione efficiente, il gruppo si è focalizzato sull’analisi delle Breast Unit del Lazio, alle quali è stato sottoposto un questionario finalizzato a individuare gli elementi qualificanti dell’organizzazione e le eventuali criticità. Tra i dati più rilevanti: il 66,6% reputa il mancato riconoscimento della complessità di alcune funzioni operative oggi indispensabili tra le principali criticità dell’attuale organizzazione delle BU, insieme alla mancanza di un riconoscimento di adeguate tariffazioni per le prestazioni svolte, espresso dal 60% delle BU; il 40% delle BU si dice assolutamente favorevole a un DRG di percorso, che preveda una tariffazione unica al Centro di Senologia che ha in carico la paziente e ben il 53% reputa importante una tariffazione collegata alla qualità del percorso e all’impegno della BU a raggiungere determinati obiettivi; così come ben l’80% individua tra le principali criticità tariffarie sia il mancato rimborso del meeting multidisciplinare che la mancata compensazione tra unità diverse in caso di un approccio multidisciplinare. Partendo da questi risultati, il gruppo coordinato dal professor Sacchini, di cui ha fatto parte anche Senonetwork, ha sviluppato un modello di misurazione dei costi del processo di presa in carico delle pazienti da parte del team multidisciplinare, parte organizzativa più rilevante delle BU, per porre le basi a una futura tariffa di rimborsabilità, che possa incentivare il lavoro in team come approccio virtuoso – sia in termini di esiti clinici sia di risparmi per il SSN – in tutte le aree terapeutiche. “Il nostro studio – commenta Sacchini - vuole porre le basi per quello che è un ragionamento in termini di valore complessivo della tecnologia, il quale dovrebbe però essere implementato tenendo conto degli esiti di salute e dell’efficientamento delle risorse economiche del SSN prodotti dalle risorse investite, attraverso una loro corretta misurazione. Pazienti curati adeguatamente «costano» meno in termini di costi diretti al SSN, grazie a una migliore riorganizzazione della presa in carico”. “Il concetto di rimborsabilità del team – ha concluso Sacchini – si presenta, dunque, come un primo tassello che si inserisce in un quadro più ampio di sfide future in ambito sanitario, che riguardano il superamento della logica dei silos e una sapiente revisione complessiva della governance”.

Modelli innovativi di finanziamento del SSN. Il secondo gruppo di lavoro sul tema di “Innovativi modelli di finanziamento del SSN", coordinato da Mauro Marè, Professore Ordinario di Scienze delle Finanze presso l‘Università della Tuscia e direttore dell’Osservatorio sul Welfare della Luiss Business School, ha elaborato una proposta di ridefinizione delle modalità̀ di finanziamento del SSN nella logica del partenariato pubblico-privato, al fine di garantirne la sostenibilità, l’equità e l’universalità, nell’ottica di una finanza al servizio della salute di tutti i cittadini. Al centro dell’analisi la distinzione dei servizi offerti per target di popolazione diversa ( popolazione generale e popolazione più anziana, persone con patologie croniche o con disabilità) fra i “CORE” (assistenza sanitaria per cura e riabilitazione, prodotti farmaceutici e apparecchiature terapeutiche, prevenzione, servizi ausiliari e di governance) e i servizi “LTC” (ossia servizi di assistenza di lungo termine o “Long Term Care": cure personalizzate, servizi domiciliari, strutture residenziali specializzate, programmi di supporto psicologico e sociale).

“Le previsioni dell'OCSE indicano un aumento della spesa per la salute, che si prevede raggiungerà il 10,2% del PIL entro il 2030, rispetto all'8,8% registrato nel 2015. Questa tendenza è stata ulteriormente accentuata dall'invecchiamento della popolazione, un fattore che avrà un impatto significativo sui modelli di morbilità e, di conseguenza, sulle dimensioni della spesa sanitaria. Inoltre, il processo di invecchiamento della popolazione contribuisce a un aumento del rapporto di dipendenza degli anziani e a una diminuzione del numero di individui che contribuiscono e pagano per i sistemi di assistenza sociale.

È previsto che l’indice di dipendenza degli anziani crescerà dal 34,4% nel 2019 al 59,2% nel 2070 (Eurostat, 2019). Di conseguenza, in futuro, ci sarà un numero significativamente inferiore di persone che contribuiranno al finanziamento dell'assistenza sanitaria pubblica, mentre una percentuale sempre maggiore di anziani potrebbe necessitare di ulteriori beni e servizi sanitari. Questa situazione solleva sfide significative per la sostenibilità dei sistemi sanitari e richiede una riflessione approfondita sulle politiche e sulle strategie da adottare per garantire un accesso equo e adeguato ai servizi sanitari per tutte le fasce della popolazione, compresi gli anziani.

Ed è in quest'ottica che lo studio affronta la distinzione logica tra i servizi sanitari “CORE” e quelli per il LTC, evidenziando significative divergenze in termini di struttura e finalità – spiega Maré – Queste differenze richiedono anche approcci finanziari distinti, poiché i due settori operano con orizzonti temporali e modalità di spesa notevolmente differenti.

In questa logica potrebbe avere senso scorporare il finanziamento del LTC dal Fondo Sanitario Nazionale, così consentendo di liberare risorse da poter investire in innovazione e servizi di cura “CORE” uniforme su tutto il territorio nazionale, prevedendo un modello di finanziamento “ad hoc” per la LTC che tenga conto dell’esigenza di una pianificazione finanziaria più a lungo termine per sostenere programmi di assistenza e di supporto continuativi. Tra le fonti di finanziamento specifiche dedicate alla LTC ci potrebbero essere: un nuovo tributo dedicato, l’utilizzo della fiscalità generale, nuove forme di detrazioni e/o deduzioni (parziali o totali), un’assicurazione sanitaria obbligatoria collettiva, un sistema più esteso di voucher, la creazione di un fondo nazionale di tipo assicurativo, una tassazione sui giochi effettuati sulle piattaforme online.”

Digitalizzazione e governance dei dati. Infine, il terzo gruppo di lavoro, coordinato da Fidelia Cascini, Professoressa di Igiene e Sanità Pubblica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha affrontato il tema della governance dei dati e del riutilizzo del dato per fini di interesse pubblico.

Partendo dall’analisi del Regolamento UE “Data Governance Act” (DGA), ha elaborato linee di indirizzo volte a supportare l’adeguamento della normativa italiana all’applicazione del DGA con particolare riferimento alle finalità di ricerca scientifica e di programmazione sanitaria identificando aspetti critici ed elaborando proposte concrete. Il DGA rappresenta un’occasione da cogliere per produrre valore dalla condivisione del dato sanitario, nel rispetto dei diritti della persona e dei principi etici. I vantaggi di una regolamentazione della governance dei dati sono numerosi e notevoli: la Commissione Europea ha stimato, infatti, che avrebbe un impatto diretto sull'economia dei dati dell'UE compreso tra i 7,2 e i 10,9 miliardi di euro nel 2028 e genererebbe un risparmio di circa 120 miliardi di euro all'anno nel settore sanitario dell'UE. Inoltre, nel settore sanitario i dati possono contribuire a sviluppare cure migliori e più personalizzate, con un impatto positivo sulla qualità di vita delle persone. “Le proposte a supporto dell’attuazione nazionale del DGA, cui si è giunti in queste linee di indirizzo per migliorare la qualità di vita delle persone, riguardano sostanzialmente: la piena valorizzazione degli strumenti normativi già esistenti in Italia; l’individuazione di una strategia sistemica di riuso dei dati sanitari con relativa governance e piano d’azione; la comunicazione pubblica della strategia per il riuso dei dati sanitari e dei suoi potenziali rischi e benefici; l’individuazione di organismi nazionali per la condivisione dei dati; la promozione di partenariati cooperativi a rafforzamento del piano di azione; la promozione di attività di formazione culturale rivolte ai cittadini” - ha commentato la professoressa Cascini.

“Per assicurare nel prossimo futuro un’adeguata assistenza sanitaria ai cittadini italiani occorre investire in maniera efficiente in sanità, con un piano finanziario stabile e programmatico fondato su innovazione, assistenza sanitaria, sostenibilità e governance”, dichiara Francesco Saverio Mennini, Capo Dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn). “La spesa sanitaria del 2023 rispetto al 2022 ha visto un netto incremento. Un atto che manifesta la volontà di rimettere la sanità al centro degli obiettivi del nostro Paese. Occorre anche investire in modo mirato ed efficiente mediante una appropriata programmazione. Nei Sistemi Sanitari solidaristici avanzati, è ormai un obbligo morale, procedurale, economico e scientifico registrare, monitorare e misurare le attività caratterizzanti l’assistenza sanitaria e sociale, disinvestendo laddove serve farlo.

Programmare e prevedere sono la chiave di volta per la spesa sanitaria e per raggiungere tali obiettivi bisogna che il nostro Paese si doti, come sta facendo, sia di misure abilitanti la programmazione sanitaria, come la circolazione dei dati sanitari e metodologie di misurazione degli esiti di salute e dell’efficientamento delle risorse economiche del Ssn prodotti dalle risorse investite, che di innovativi approcci di finanziamento del Ssn. Il tutto studiando soluzioni a supporto che tengano conto, da un lato di una crescente spesa assistenziale dovuta all’invecchiamento della popolazione e dall’altro di un'altrettanta crescente offerta di innovazione, senza dover rinunciare a una delle due per ragioni di sostenibilità.

Necessitiamo di soluzioni in grado di connettere con rapidità i pazienti con gli operatori sanitari così da migliorare quel processo che porta a rendere disponibile in maniera tempestiva l’innovazione tecnologica, in relazione ai bisogni espressi dalla popolazione e alle capacità di assorbimento del sistema sanitario. I vantaggi di questo approccio sono riconosciuti a tutti i livelli anche in un’ottica di sostenibilità e sviluppo del sistema nella sua globalità e accessibilità.

Iniziative come NET-HEALTH possono rappresentare un supporto alle istituzioni al fine di acquisire informazioni e spunti utili su cui lavorare”.

I risultati. I risultati dell’analisi di YouTrend/Quorum in collaborazione con LS CUBE e i documenti elaborati dai tre gruppi di lavoro sono stati raccolti in un volume presentato oggi durante l’evento e disponibile online al sito che ha l’obiettivo di condividere suggerimenti di indirizzo con le istituzioni e fornire spunti di riflessione per tutti coloro che operano nel e per il nostro SSN.

I partner. Partner scientifici dell’edizione 2023-2024: l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Altems Advisory, spin-off universitario dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari – ALTEMS of the Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Osservatorio sul Welfare della LUISS Business school. NET-HEALTH – Sanità in rete 2030 è stato realizzato con il contributo non condizionante di Exact Sciences, Gilead Sciences, Roche e Sanofi.

LS CUBE

https://www.lscube.it/2024/04/05/net-health-sanita-in-rete-2030/

Un team di giornalisti altamente specializzati che eleva il nostro quotidiano a nuovi livelli di eccellenza, fornendo analisi penetranti e notizie d’urgenza da ogni angolo del globo. Con una vasta gamma di competenze che spaziano dalla politica internazionale all’innovazione tecnologica, il loro contributo è fondamentale per mantenere i nostri lettori informati, impegnati e sempre un passo avanti.

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Festival Nazionale delle Università, Giusti (Rettore Link):...

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Carlo Alberto Giusti (Rettore dell’Università degli Studi Link)

Roma, 18 giugno 2024. Dal 19 al 20 giugno 2024, all’Università degli Studi LINK di Roma, si terrà la terza edizione del Festival Nazionale delle Università dal titolo “Futuro Italia: un paese per giovani”. L’evento, realizzato con il patrocinio del Comune di Roma e della Regione Lazio, è divenuto un vero e proprio punto di riferimento per il mondo accademico italiano, che mira a sviluppare un contesto di dialettica permanente tra le esigenze delle Università, delle imprese e, soprattutto, quelle dei giovani.

Carlo Alberto Giusti (Rettore dell’Università degli Studi Link) ha dichiarato: «Il Festival Nazionale delle Università, giunto alla sua terza edizione, rappresenta un ormai consolidato appuntamento attraverso cui promuovere il dialogo tra le eccellenze del mondo accademico, istituzionale, culturale e produttivo del nostro Paese.

Quest’anno, in particolare, il Festival guarda dichiaratamente ai giovani, cuore pulsante del nostro futuro: le loro idee, la loro energia e il loro entusiasmo sono infatti fondamentali per affrontare le sfide globali e costruire un domani migliore.

Come Università, come Istituzioni, come mondo del lavoro e delle professioni siamo eticamente chiamati a interrogarci su come creare le condizioni perché i nostri giovani possano esprimere appieno il proprio potenziale».

Tanti gli ospiti che, nel corso dei due giorni, prenderanno parte ai panel. Tra loro Pietro Luigi Polidori (Presidente dell’Università degli Studi Link), Luisa Regimenti (Assessore all’Università della Regione Lazio), Andrea Catizone (Consigliere del Ministro dell’Università e della Ricerca), Paolo Sciascia (Direzione generale degli ordinamenti della formazione superiore Ministero Università e Ricerca), Francesco Paolo Tronca (Programme Leader del Corso di Laure in Scienze della Difesa e della Sicurezza Università degli Studi Link), Giovanni Malagò (Presidente del Coni), Alberto Barachini (Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri), la campionessa di nuoto Simona Quadarella e molti altri.

Nato come appuntamento annuale dedicato agli Atenei italiani, il Festival Nazionale delle Università vuole essere un’occasione di confronto tra Università, giovani e imprese finalizzato alla crescita economica e lo sviluppo culturale del nostro Paese, in linea con gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030.

Informazioni e programma sul sito ufficiale www.festivalnazionaleuniversita.it

*La foto è libera da diritti e concessa dall’ufficio stampa

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Milano-Bicocca lancia i dottorati internazionali in Nursing...

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Multidisciplinari, in lingua inglese e dalla forte vocazione scientifica e professionalizzante, il corso in Scienze Infermieristiche e Ostetriche e il corso industriale, che unisce imprenditorialità e sostenibilità, offrono rispettivamente 6 e 21 borse di studio

Milano, 18 giugno 2024 – Leader e manager dell’innovazione digitale e sostenibile, capaci di agire in ecosistemi e imprese nazionali e internazionali. Professionisti qualificati in grado di contribuire al pieno sviluppo delle potenzialità dell’assistenza infermieristica e ostetrica, nelle sue espressioni tecnico-scientifiche, relazionali e formative. Sono le figure che verranno formate dai due corsi di dottorato avviati con l’anno accademico 2024-2025 dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca, anche grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

I due nuovi corsi di dottorato (che ampliano l’offerta totale dell’ateneo milanese a 22 corsi) sono caratterizzati da una forte connotazione multidisciplinare e da una spiccata vocazione internazionale: sono entrambi erogati in lingua inglese. I loro ambiti di studio e ricerca sono, come indicano le rispettive denominazioni, la “Strategic Innovation for Sustainable and Smart Ecosystems” (trad. “Innovazione strategica per ecosistemi smart e sostenibili”), in un programma disegnato insieme ad alcune delle principali imprese italiane, e la “Nursing and Midwifery” (trad. Scienze infermieristiche e ostetriche), in un percorso formativo che Milano-Bicocca ha elaborato in convenzione con l’Università degli Studi di Mil ano e l’Istituto Auxologico Italiano IRCCS.

Il corso di dottorato in “Strategic Innovation for Sustainable and Smart Ecosystems” (SIS2E), coordinato dal professore Paul Marc Matthyssens, è un programma di dottorato industriale, pensato e strutturato in convenzione con le imprese, in cui ogni borsa di studio è legata a un progetto aziendale, per favorire la collaborazione università-aziende e il trasferimento tecnologico. Un corso transdisciplinare che nel collegio docenti prevede referenti delle aziende e membri di tutti i Dipartimenti dell’Università di Milano-Bicocca. Il corso offre 21 borse di studio (8 finanziate dall’ateneo, 7 dalle imprese partner e 6 cofinanziate dal PNRR alle imprese) e 2 posizioni “executive” (riservate cioè ai dipendenti delle aziende) e propone quattro aree di specializzazione: Innovazione di Processi; Innovazione di Prodotti; Innovazione in Società e Organizzazione; Innovazioni nei Sistemi di Welfare. SIS2E formerà ricercatori competenti negli ambiti dell’innovazione digitale (dalla Data Science all’Intelligenza Artificiale), della sostenibilità (dall’economia circolare alla transizione energetica), dell’area sociale (dal contrasto alle disuguaglianze sociali ed economiche alla gestione dell’innovazione dei sistemi di welfare) e dell’area medica (dal drug design all’innovazione dei dispositivi digitali in campo medico). Ricercatori in grado di assumere responsabilità manageriali all’interno di imprese nazionali e internazionali e di condividere i risultati delle loro ricerche con esponenti del mondo imprenditoriale e delle istituzioni sociali, partecipando attivamente al dibattito politico. Le iscrizioni al bando partono il 20 giugno e si protrarranno fino al 19 luglio compreso.

Il dottorato in “Nursing and Midwifery”, il primo corso specifico per le Scienze Infermieristiche e Ostetriche in lingua inglese in Italia, coordinato dal professore Davide Ausili, si articola in due aree scientifiche, infermieristica e ostetrica, e mira a formare figure professionali altamente qualificate in grado di contribuire al pieno sviluppo delle potenzialità dei due settori disciplinari, nelle loro espressioni tecnico-scientifiche, relazionali ed educative. Il corso prevede 6 borse di studio (2 di Milano-Bicocca, 1 di Università degli Studi di Milano, 1 di Istituto Auxologico Italiano IRCCS e 2 cofinanziate dal PNRR alle imprese) e si avvale di un collegio di docenti nazionali e internazionali e offre una rete formativa forte della collaborazione con numerose strutture sanitarie lombarde. Il programma si propone di fornire competenze avanzate, disciplinari e interdisciplinari per contribuire allo sviluppo della ricerca infermieristica e ostetrica in tutti i suoi campi di applicazione, con lo scopo di promuovere il miglioramento continuo dell’assistenza infermieristica e ostetrica per soddisfare i bisogni di salute di individui, famiglie e comunità, in accordo con le Direzioni Strategiche Globali per l’Infermieristica e l’Ostetricia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. I futuri dottori di ricerca potranno assumere ruoli di leadership nell’ambito sanitario e accademico. Le iscrizioni al bando partono oggi, 18 giugno, e si protrarranno fino al 9 luglio compreso.

«L’offerta della nostra scuola di dottorato si basa su due pilastri fondamentali: la formazione di un capitale umano in linea con le competenze richieste da un mercato del lavoro in continua evoluzione e lo sviluppo di una ricerca scientifica e tecnologica all’avanguardia – afferma la rettrice dell’Università di Milano-Bicocca, Giovanna Iannantuoni –. Il primo corso specifico per le Scienze Infermieristiche e Ostetriche in lingua inglese in Italia, e il corso di dottorato industriale che guarda all’innovazione e alla sostenibilità rispecchiano entrambe le esigenze e formeranno professionisti destinati a diventare la classe dirigente del futuro, in ambito sociale, politico e sanitario. Non solo in un contesto nazionale, ma anche internazionale, come indica la scelta di erogare i due programmi in lingua inglese».

«Ricerca e Innovazione sono fondamentali in un’economia basata sulla conoscenza – dichiara la presidente della Scuola di Dottorato dell’Università di Milano-Bicocca, Maria Luce Frezzotti –. Con il corso di dottorato industriale e il corso in Scienze Infermieristiche e Ostetriche ampliamo l’offerta formativa mirando a formare professionisti che sviluppano soluzioni per la ricerca disciplinare e sono consapevoli del potenziale dell'interdisciplinarietà. Professionisti in grado di affrontare temi complessi e muoversi all’interno degli ecosistemi regionali dell’innovazione. Con grande entusiasmo accogliamo i nuovi dottorandi e dottorande nel nostro Ateneo per affiancarli e guidarli nel percorso di sviluppo delle competenze nella ricerca sanitaria, tecnologica e sociale».

Il primo triennio dei nuovi corsi di dottorato partirà il 1° novembre.

Per maggiori informazioni: ufficio.stampa@unimib.it

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Esami di maturità: una corretta idratazione favorisce la...

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Il Professore Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e membro della International Stockholm Water Foundation, spiega l’importanza dell’idratazione per migliorare le capacità mnemoniche e ridurre l’ansia e lo stress

Milano, 18 giugno 2024 – Con l'avvicinarsi degli esami di maturità, gli studenti sono chiamati ad affrontare un periodo di grande stress e sforzo cognitivo. Per prepararsi adeguatamente a queste prove scolastiche sono essenziali molto studio e grande impegno, ma è anche importante prendersi cura del proprio benessere fisico e mentale. Uno degli aspetti fondamentali, spesso trascurato, è idratarsi in maniera adeguata, per affrontare con successo le sfide di queste settimane davvero impegnative.

Infatti, il nostro cervello è costituito per circa il 77% da acqua, e una corretta idratazione aiuta a migliorare la memoria a breve termine aumentando la concentrazione e la capacità di attenzione. Tutti fattori fondamentali per ottenere risultati positivi, sia durante lunghi periodi di studio di preparazione, sia al momento dell’esame.

Bocca secca, mal di testa e stanchezza sono, infatti, i primi sintomi di disidratazione che, in alcuni casi, può causare anche vuoti di memoria.

Per gli studenti quindi, un adeguato apporto di acqua può fare la differenza, perché un basso livello di idratazione può causare un significativo affaticamento del cervello, che impiegherà tutte le proprie risorse nel comunicare il bisogno di liquidi. Di conseguenza, le prestazioni degli studenti risulteranno essere meno brillanti rispetto a quelle di chi riesce a mantenere un’equilibrata idratazione.

“L’acqua – spiega il Professore Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e membro della International Stockholm Water Foundation - è un elemento essenziale per il corretto funzionamento delle nostre capacità cognitive e mnemoniche. In particolare, durante periodi di intenso sforzo, come in prossimità di un esame, è fondamentale assicurarsi una corretta idratazione per mantenere un’ottimale funzione cerebrale. È quindi consigliato a tutti gli studenti, bere almeno 8 bicchieri di acqua al giorno, e consumare frutta e verdura, importanti sia per l'alto contenuto idrico che di vitamine e sali minerali”.

Assumere acqua regolarmente assicura che le cellule cerebrali siano ben nutrite e operative, consentendo una maggiore lucidità mentale e reattività, permettendo così al cervello degli studenti di lavorare al meglio delle proprie capacità.

Fonti

David Benton; Hayley A Young; Do small differences in hydration status affect mood and mental performance?; 2015

Natalie A Masento; Mark Golightly; David T Field; Laurie T Butler; Carien M van Reekum; Effects of hydration status on cognitive performance and mood; 2014

Roberta Fadda; Gertrude Rapinett; Dominik Grathwohl; Marinella Parisi; Rachele Fanari; Carla Maria Calò; Jeroen Schmitt; Effects of drinking supplementary water at school on cognitive performance in children; 2012

SANPELLEGRINO

Sanpellegrino è l’azienda di riferimento nel campo delle bevande non alcoliche in Italia, con acque minerali, aperitivi analcolici, bibite e tè freddi. I suoi prodotti, sintesi di benessere, salute ed equilibrio, sono presenti in 150 Paesi attraverso filiali e distributori sparsi nei cinque continenti.

Sanpellegrino, come principale produttore di acqua minerale, è da sempre impegnata per la valorizzazione di questo bene primario per il Pianeta e lavora con responsabilità e passione per garantire a questa risorsa un futuro di qualità. Un impegno che passa anche attraverso la promozione dell’importanza di una corretta idratazione: Sanpellegrino, infatti sostiene e diffonde i principi di benessere psico-fisico legati al corretto consumo di acqua, facendosi portavoce dell’“educazione all’idratazione” attraverso un programma che promuove il consumo quotidiano della corretta quantità di acqua, a seconda delle diverse esigenze e stili di vita.

Contatti:

Responsabile relazioni esterne

Gruppo Sanpellegrino

Prisca Peroni

prisca.peroni@waters.nestle.com

Tel: 02 3197.1

Ufficio Stampa MSL Italia

Marco Rivetta

marco.rivetta.ext@mslgroup.com

Tel: 02 7733 6280

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