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In Africa opportunità per aziende anche grazie alle...

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In Africa opportunità per aziende anche grazie alle capacità del temporary management

Con l'utilizzo di manager locali a supporto di aziende italiane che vogliano insediarsi in Africa, di manager europei per supportare aziende africane (grandi e pmi) nel paese di origine e di manager europei

In Africa opportunità per aziende anche grazie alle capacità del temporary management

Si parla molto di Africa, di flussi migratori, implicazioni socio-demografiche e di 'aiuti a casa loro'. Per molti paesi l’ottica reale è di business: a fine secolo la popolazione africana, sarà di 4 miliardi - circa il 40% di quella mondiale, molto giovane e con una dimensione media delle famiglie nelle città già oggi di 4-5 persone. A dare alcune indicazioni sulle prospettive del grande mercato africano, in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia, Momar Tall – African partner di SMW – Senior Management Worldwide con focus sull’area Subsahariana e Tunisia e a Maurizio Quarta – Managing Partner di Temporary Management & Capital Advisors (che di SMW è stato uno dei fondatori 20 anni fa) di

Secondo Tall e Quarta, "un primo fatto rilevante è la recente è entrata in vigore dell’AfCFTA (African Continental Free Trade Area), area africana di libero scambio, mercato unico con libera circolazione di merci e servizi, con più di 1,2 miliardi di consumatori e un Pil più di 2,5 trilioni di dollari. E’ un deep agrement, che regola anche altri settori dell’economia (es. concorrenza, investimenti, commercio elettronico). Il 2023 era stato dichiarato come anno di accelerazione dell’AfCFTA e ad oggi sono 47 gli stati partecipanti".

"A livello macroeconomico - osservano - sono i cinesi a farla da padrone, finanziando grandi opere infrastrutturali, e in forze sono presenti indiani, brasiliani e alcuni paesi arabi. La Russia nel 2019 ha varato l’International agency of sovereign development (Iasd), con il dichiarato obiettivo di aiutare le riforme economiche nei paesi che cerchino di svincolarsi dall’Occidente. L’Europa si muove a macchia di leopardo (UK e Francia, forti della presenza coloniale, il sistema imprenditoriale tedesco) senza una presenza unitaria e strategicamente coerente".

"Dal quadro macroeconomico - sottolineano - è possibile delineare una via microeconomicamente fattibile per creare opportunità per le imprese europee e italiane. In gran parte dei paesi africani l’economia è fortemente bipolare, con pochi grandi enti e gruppi da un lato e una miriade di pmi, che coprono il 70% dei posti di lavoro, dall’altro : in questo scenario si può pensare ad una cooperazione win win che nasca dalle pmi, con il supporto sinergico delle diverse istituzioni (esempio Ice, Sace). L'obiettivo è creare business tra pmi italiane ed africane, spesso costituite da giovani per combattere la disoccupazione, parte dei quali ha studiato in università occidentali".

"Italia ed Europa - spiegano Tall e Quarta - hanno una grande risorsa distintiva: le competenze manageriali per gestire le risorse finanziarie che confluiranno nei sistemi economici e produttivi africani. Affinché il sistema funzioni, è necessario che esse vengano canalizzate in maniera organica e strutturata attraverso un Piano Marshall delle competenze manageriali, come auspicato nel volume 'Africa&Gulf – Atlante dei paesi in crescita nell’era del coronavirus' a cura di Maurizio Guandalini".

"In questo quadro - precisano - si innesta il tema del temporary management (TM) e della sua capacità di far crescere persone e strutture ed essere facilitatore e acceleratore del processo di cambiamento. Non solo: in questi contesti il Tm è portatore di più generali competenze di governance, sapendo entrare in sintonia con la cultura imprenditoriale e con i suoi limiti".

Secondo Tall e Quarta il temporary management è capace di apportare diversi effetti nell'azienda. 1) Visione strategica: sa operare sui mercati locali, capirne le dinamiche regionali, e padroneggiare tematiche settoriali. La visione strategica mira ad assicurare una crescita sostenibile dell’azienda attraverso la definizione di strategie mirate, l’identificazione di opportunità di crescita e l’anticipazione di possibili ostacoli. La visione comanda l’azione, allineando obiettivi di breve termine con un percorso coerente e orientato al futuro.

2) Partnership strategiche e rete di influenze: sa creare partnership strategiche, a livello locale e internazionale e reti di influenza, facilitando collaborazioni di successo per massimizzarne l’impatto nel mercato africano, aderendo a standard internazionali e adattandoli alle dinamiche locali.

3) Responsabilità sociale e ambientale: è capace di integrare pratiche di business socialmente e ambientalmente responsabili, promuovendo comportamenti etici e orientati allo sviluppo sostenibile, anche attraverso una positiva accettazione tra le comunità locali.

4) Innovazione e trasformazione digitale: Tm significa innovazione e trasformazione digitale come un unico motore per la crescita. Agendo come catalizzatore del cambiamento, sa integrare approcci innovativi e soluzioni digitali per promuovere l’efficienza operativa. Questa capacità di abbracciare l’innovazione contribuisce direttamente alla crescita e alla competitività del business in Africa, attraverso la creazione di una cultura dell’innovazione e dell’adattamento a rapidi cambiamenti tecnologici.

5) Gestione dei talenti e del cambiamento: la gestione efficace dei talenti si focalizza sullo sviluppo di competenze locali, trasferimento di competenze e creazione di team diversi, facilitando l’adattamento del team a nuove realtà, massimizzando la capacità operative e minimizzando la resistenza al cambiamento.

6) Reattività operativa, che significa interventi rapidi ed efficaci, per creare reattività operativa a cambiamenti inattesi. Significa gestione del cambiamento, minimizzando la resistenza nei team di lavoro; implementazione di soluzioni pratiche e concrete che assicurino una effettiva messa a terra delle strategie attraverso specifici progetti. Significa trasferimento di competenze e mentorship con i team locali, per un impatto duraturo al termine del progetto, attraverso una comunicazione trasparente e partecipativa, per rafforzare fiducia, confidenza e ingaggio delle persone.

“Ci sono settori - ricordano - che più di altri potrebbero beneficiare di interventi di temporary management. Infrastrutture (porti, ferrovie, strade, centrali elettriche, ospedali e tlc): oltre la metà della recente crescita è legata a questi investimenti con uno sviluppo atteso per i prossimi 20-30 anni. Energia: troviamo oggi reti insufficienti e inaffidabili a fronte di consumi in continua crescita. Sono previsti progetti per infrastrutture di trasporto ed elettrificazione, espansione della capacità di generazione e delle reti di trasmissione. Grandi opportunità nelle rinnovabili (il più alto potenziale di energia solare al mondo), e negli investimenti in tecnologie verdi".

E ancora: "Medicale (forte carenza di operatori sanitari e infrastrutture inadeguate) e farmaceutico (esempio per progetti di produzione e logistica privata). Trasporti e logistica, favoriti dall’AfCFTA e dalla crescita del commercio con i partner stranieri. Turismo e hospitality - alcune zone saranno tra gli hotspot turistici in più rapida crescita al mondo. Ict legato alla trasformazione digitale di imprese e governi e investimenti diretti di aziende internazionali. Un caso Italia-Tunisia: il progetto Lab Innova che punta a individuare startup ad alto potenziale a cui offrire un soft landing in Italia, favorendo il rapporto con investitori, partner industriali e potenziali utilizzatori”.

Secondo Quarta e Tall, un discorso a parte merita l’agroalimentare: "Un comparto in grande crescita da qui al 2030: l’Africa ha più del 60% della terra arabile non utilizzata nel mondo (solo il 25% coltivato), con un tasso di meccanizzazione molto basso e importazioni di prodotti agricoli che saliranno a breve a 100 miliardi di dollari. L'obiettivo è progettare una filiera agro-alimentare integrata dalla materia prima alla produzione di alimenti pronti al consumo. Il comparto dell’agri-business in senso lato (inclusi macchinari, reti logistiche, sistemi di irrigazione, fertilizzanti, ecc.), ben rappresenta l’ambivalenza che ancora caratterizza le pmi italiane nei confronti del continente africano".

"Da una parte - commentano - esistono grandi opportunità anche a breve : importazione di materie prime, affiancamento a produttori locali per incrementare la produttività delle colture, fornitura di impianti, macchine agricole o fertilizzanti. Dall’altra, un approccio ancora molto timoroso e legato ai rischi tradizionalmente associati all’Africa: corruzione in primis, elevata instabilità politica, difficoltà di trovare referenti in affidabili e duraturi. Con in più un problema strutturale: si tratta di pmi italiane che devono dialogare e lavorare con pmi africane, che condividono quindi alcuni limiti comuni (limitate risorse manageriali, per quantità e per qualità, limitate risorse finanziarie, difficoltà di interazione culturale)".

E’ quindi necessario che le pmi acquisiscano nuove competenze. "Lavorando sulle competenze manageriali - suggeriscono - è possibile non solo aiutare le imprese italiane a superare gli oggettivi rischi citati, ma anche creare un circolo virtuoso attraverso cui far crescere le pmi africane. Lo strumento del temporary management potrà essere declinato in differenti modalità, attraverso l’utilizzo di manager locali a supporto di aziende italiane che vogliano insediarsi in Africa, di manager europei per supportare aziende africane (grandi e pmi) nel paese di origine e di manager europei, anche su base fractional, per aziende africane che vogliano internazionalizzarsi". In particolare sul primo punto, le pmi italiane potranno disporre di risorse senior di qualità per: pianificare e implementare piani di espansione (accordi, JV, start up); selezionare il partner locale più adeguato, inclusa la valutazione delle risorse umane; costruire il possibile accordo e interfacciare le parti fino alla sua chiusura. Rafforzando collateralmente le competenze di gestione locali”.

"I vantaggi per una pmi - elencano - sono la disponibilità di grandi esperienza e know how a costi variabili; velocità nella conclusione di un accordo; creazione di un’interfaccia positiva tra due culture; garanzia di un efficace e veloce adattamento a usi e regole locali. Inoltre, non è da trascurare l’impatto positivo che il temporary management può avere anche sulle oltre 350 grandi aziende con giro d’affari di oltre 1 miliardo di dollari, spesso in difficoltà ad operare con aziende occidentali, che tendono a vedere soprattutto grande complessità e corruzione. Inserire dei TMan in alcune funzioni chiave (esempio finanza, hr, international business) aiuta ad introdurre nuovi sistemi e modelli di gestione che potrebbero facilitare i rapporti con le aziende occidentali (esempio per creare JV locali)".

"Possiamo dire - affermano Quarta e Tall - che il Piano Marshall auspicato nel citato volume di Guandalini si sia concretizzato nel recente Piano Mattei lanciato dal governo italiano, cui va il merito di porre un impegno ai massimi livelli, non più lasciato all'azione di singoli ministeri e in occasione di emergenze umanitarie. Il Piano Mattei mira a rafforzare la collaborazione tra Italia e paesi africani, prevedendo fondi per 5,5 miliardi di euro nel prossimo quadriennio, con l’obiettivo di stimolare ulteriori investimenti privati e istituzionali”.

"Il piano - ammettono - è in fase di sviluppo e molto articolato: in questa sede, evidenziamo un aspetto legato a finanziamenti e supporti all’internazionalizzazione delle pmi. Come emerso anche al recente congresso di IABW a Roma, sono tante le pmi italiane che guardano con interesse ai paesi africani, senza però sapere bene come muoversi in contesti dove il privato ha una presenza limitata. Senza entrare in eccessivi tecnicismi: uno strumento 'abbinabile' a quelli dell’export tradizionale sono i tender delle cosiddette banche multilaterali (es. World Bank) per realizzare i progetti dalle stesse finanziati. Possono partecipare aziende singole o raggruppate in Ati, con il beneficio di minimizzare il rischio paese complessivo (affidabilità dei pagamenti, trasparenza dei processi operativi). Il Piano ha tra i suoi obiettivi anche quello di facilitare l’accesso a questo tipo di gare".

In sintesi, secondo Tall e Quarta, "i temporary manager operano quasi come mediatori culturali, in grado di comprendere appieno la cultura del singolo paese, sapendosi relazionare con la popolazione locale, senza trasmettere l’immagine di nuovi colonialisti, e con il mondo delle istituzioni sia locali che internazionali".

Un team di giornalisti altamente specializzati che eleva il nostro quotidiano a nuovi livelli di eccellenza, fornendo analisi penetranti e notizie d’urgenza da ogni angolo del globo. Con una vasta gamma di competenze che spaziano dalla politica internazionale all’innovazione tecnologica, il loro contributo è fondamentale per mantenere i nostri lettori informati, impegnati e sempre un passo avanti.

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Miwa Energia, ecco primo Report di Sostenibilità

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L'azienda attiva dal 2010 su tutto il territorio nazionale nel settore gas ed energia elettrica,

Michele Zullo - amministratore unico di Miwa Energia SpA

Il consiglio di amministrazione di Miwa Energia SpA, azienda sannita con sede nella zona industriale di Apice (Bn), attiva dal 2010 su tutto il territorio nazionale nel settore gas ed energia elettrica, ha approvato il suo primo Report di Sostenibilità 2023, realizzato seguendo le linee guida del 'Global reporting initiative' (Gri) che descrive l’approccio dell’impresa alle tematiche esg (environmental, social e governance) e illustra in concreto le principali attività poste in essere nel corso dell’anno 2023.

Il Report di Sostenibilità, redatto su base volontaria, testimonia la trasparenza e la costanza di Miwa Energia SpA e descrive i risultati e le azioni condotte dall’azienda guidata da Michele Zullo, impegnata nel creare valore condiviso per tutti gli stakeholder, mediante strategie e pratiche in linea con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable development goals - SDGs) dell’Agenda 2030 dell’ONU, che saranno declinate in un set di azioni progettuali, a loro volta specificate in un piano di azione contenente adeguati strumenti di attuazione, ruoli, tempi, che costituiscono per Miwa Energia SpA un nuovo Sistema di Gestione della Sostenibilità.

“Come azienda -afferma Michele Zullo, Amministratore Unico di Miwa Energia SpA- da sempre abbiamo coltivato valori che vanno ben oltre il mero profitto. Crediamo con forza nella responsabilità sociale e nel rispetto per l'ambiente, principi che s’intrecciano indissolubilmente con la nostra stessa identità. L'anno 2023 è stato ricco di soddisfazioni, ma anche di duro lavoro e dedizione. Se da un lato siamo orgogliosi dei risultati ottenuti, dall'altro sappiamo che la strada verso la sostenibilità è ancora lunga e costellata di sfide. Per questo motivo, guardiamo al futuro con rinnovato slancio, pronti a raccogliere nuove sfide e ad alzare ancora di più l'asticella del nostro impegno”.

Nel corso del 2023, Miwa Energia SpA ha rafforzato il proprio profilo di Sostenibilità impegnandosi in modo significativo con la definizione di un set di azioni trasversali di miglioramento e creando un team di lavoro trasversale, coordinato dal dott. Vincenzo la Croce in qualità di Sustainability Project Manager e supervisionato dall’AD dott. Michele Zullo. Il progetto coinvolge diversi referenti responsabili delle principali funzioni aziendali collegate alle tematiche in questione, tra cui HR, Acquisti, Amministrazione e Finanza.

Con l’obiettivo di migliorare le performance in ambito ESG, Miwa Energia SpA prevede di introdurre criteri e nuovi obiettivi di sostenibilità trasversalmente alle varie funzioni, dalla Governance al Management Ambientale, dal Welfare/Benessere per i dipendenti al coinvolgimento su temi di sostenibilità con i Clienti, a nuovi progetti per la Comunità.

Nel 2023 è stato costante l’impegno per migliorare la prestazione energetica, che si traduce non solo in investimenti economici e progetti di efficientamento degli impianti, che entro il 2025 consentirà raggiungere l’ambizioso traguardo del 100% di energia elettrica autoprodotta, ma anche in azioni di sensibilizzazione e formazione, che hanno permesso di annullare completamente i consumi di gas naturale per il riscaldamento. Coerentemente, le emissioni dirette hanno registrato risparmio di 45.000 tonnellate di CO2. Inoltre, è stata registrata una riduzione del 24% dei consumi idrici rispetto al 2022. Infine, la completa e totale dematerializzazione dei contratti ha comportato un risparmio di 6,1 tonnellate di carta, con un conseguente e ulteriore risparmio di 8,6 tonnellate di CO2.

Nel corso del 2023, in Miwa Energia SpA ogni persona si è sentita valorizzata e ha avuto la possibilità di esprimere il proprio potenziale al massimo, senza barriere o discriminazioni. È questa la realtà di Miwa Energia SpA, che abbraccia la diversità e le pari opportunità, non solo come un dovere, ma come una vera e propria strategia per il successo. In materia di welfare, l’azienda ha attivato con Banca Intesa un progetto “Welfare Hub”, a tutela dei dipendenti e delle loro famiglie.

La sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro (ssl) rappresentano un aspetto fondamentale per il benessere dei lavoratori e per la produttività aziendale. A tal riguardo, Miwa Energia ha posto in un insieme di misure e di attività, tra le quali l’adozione di un Codice Etico, volte a creare un ambiente di lavoro sicuro e salubre, che permettono all’azienda di ridurre al minimo il rischio infortuni sul lavoro. Il Territorio Un ulteriore elemento che caratterizza il Report di Sostenibilità 2023 di Miwa Energia SpA è connesso alla capacità dell’azienda di giocare un ruolo di attore di sviluppo per i territori in cui opera, perseguendo finalità che coniugano obiettivi economici e benefici sociali, sostenendo una serie di iniziative, di eventi e di progetti che mirano al coinvolgimento della collettività.

A tal riguardo, Miwa Energia SpA ha investito nel corso del 2023 oltre 1,5 milioni di euro in attività per il territorio. Inoltre, con la gestione diretta della Cestistica Benevento, squadra che milita nella serie B Interregionale, Miwa Energia SpA ha reso possibile un processo aggregativo, avviando oltre 150 ragazzi e ragazze alla pratica del basket nelle categorie giovanili a loro dedicate. L’impegno per il territorio si sta concretizzando con la costruzione del Miwa Sport Village, una struttura avveniristica e sostenibile che prevede: un palazzetto dello sport, un campo da “calciotto”, un campo da “calcio a 5”, tre campi da Pickleball, un campo 3x3 da basket, una play-house. Un grande investimento finalizzato al benessere della collettività e alla creazione di nuovi posti di lavoro.

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Consulenti del lavoro-Pluxee: pmi sempre più attente al...

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Il rapporto, secondo il 62,8% dei consulenti del lavoro la diffusione di questi strumenti è aumentata, rispetto al 2023, in particolare al Nord Ovest e al Nord Est

Consulenti del lavoro-Pluxee: pmi sempre più attente al welfare aziendale

Piccole e medie imprese sempre più attente ad adottare politiche di welfare. Secondo il 62,8% dei consulenti del lavoro, infatti, la diffusione di questi strumenti tra le pmi è aumentata, rispetto al 2023, in particolare al Nord Ovest e al Nord Est. E anche guardando in prospettiva le previsioni sono all’insegna dell’ulteriore consolidamento. Il 64,2% del campione intervistato prevede che nel triennio 2024-2027 ci sarà un aumento di queste misure tra le piccole e medie imprese.

Sono alcuni dei risultati del II rapporto annuale 'Il welfare aziendale: diffusione e prospettive nelle Pmi', realizzato da Fondazione Studi consulenti del lavoro e Pluxee (ex Sodexo Brs), attraverso la somministrazione di un questionario online ai consulenti del lavoro. A distanza di un anno dalla prima indagine, gli esiti confermano una diffusione sempre più crescente di questi strumenti tra le piccole e medie aziende, tradizionalmente più resistenti rispetto alle grandi realtà verso tale tematica.

Infatti, nel I Rapporto 2023 emergeva che per il 55,9% dei consulenti intervistati le pmi italiane, nel biennio 2021-2022, hanno puntato di più sul welfare aziendale e il 61,1% del campione, riteneva che nel triennio 2023-2026 il welfare si sarebbe diffuso ulteriormente. Ad ulteriore conferma di quanto emerso nel 2023, le pmi prediligono il welfare che mette al centro del proprio intervento il sostegno economico ai dipendenti e alle famiglie (il 72,9% individua questa come l’area di welfare aziendale più diffusa tra le pmi).

Tra tali strumenti, dall’indagine emergono quelli che secondo i consulenti del lavoro sono destinati a crescere maggiormente nei prossimi tre anni: a cominciare dai buoni pasto (li indica al primo posto il 42,6% del campione rispetto al 39,8% del 2023), seguiti dai buoni multicategoriali (li indica il 40,6% del campione rispetto al 34,6% del 2023). Oltre agli strumenti di sostegno economico però, hanno particolare rilevanza anche quelli che riguardano l’erogazione di servizi: dalla salute (40,6%), la conciliazione vita-lavoro (29,2%) e la formazione (11,9%). La presenza di incentivi fiscali è la motivazione principale che spinge le pmi ad adottare politiche di welfare (il 64,2% degli intervistati la indica al primo posto) e se le misure di welfare aziendale sono destinate a crescere nei prossimi anni, sia in termini qualitativi che quantitativi, i consulenti del lavoro giocheranno un ruolo centrale nel fare da ponte tra aziende e strutture provider di servizi di welfare.

“I dati raccolti dal II rapporto annuale 'Il welfare aziendale: diffusione e prospettive nelle pmi' fotografano un quadro che appare in positiva crescita, sia per quanto riguarda l’adozione di strumenti di welfare aziendale, ormai sempre più digitali, flessibili e dunque facilmente fruibili, sia per quanto concerne la consapevolezza dell’importanza di tali strumenti tra le pmi italiane”, commenta Anna Maria Mazzini, chief growth officer di Pluxee.

“Non possiamo, per questo, che essere ottimisti. Occorre comunque continuare, ci dicono i dati, a promuovere una normativa sempre più stabile e chiara da parte del legislatore e, contestualmente, portare avanti un lavoro di formazione e informazione che rimane imprescindibile per poter far comprendere appieno il valore degli strumenti di welfare. Su questo Pluxee è in prima linea con azioni concrete e sinergiche a quelle condotte da partner fondamentali come i consulenti del lavoro”, conclude.

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Content creator, tra portfolio e social media ecco 5...

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Le parole di Roberto Zampino, fotografo professionista, business coach e fondatore della community e corso online Unstoppable Photographers

Content creator, tra portfolio e social media ecco 5 consigli

Secondo un’analisi di Goldman Sachs il valore di mercato della creator economy potrebbe crescere fino a raggiungere i 480 miliardi di dollari entro il 2027, raddoppiando così la sua attuale valutazione. Dal 2024 in poi si assisterà ad una progressiva trasformazione dei content creator che raggiungeranno nuovi orizzonti di professionalizzazione. Nel settore dei fotografi e content creator la concorrenza sarà sempre più alta e secondo Roberto Zampino, fotografo professionista, business coach e fondatore della community e corso online Unstoppable Photographers, riuscirà a distinguersi chi imparerà a presentarsi il meglio possibile.

Come trovare i primi clienti se si parte da zero: ecco i 5 consigli di Roberto Zampino, fotografo professionista e business coach

Trovare la propria nicchia ma non rimanerne incastrati. Come in tutti i settori, anche nel mondo della fotografia e della content creation esistono tantissime sfumature. Specializzarsi in una tipologia di fotografia (che sia matrimonialista, naturalistica, ritrattistica ecc) permetterà di distinguersi nel mercato e attirare clienti interessati proprio a quello stile o servizio. Ma allo stesso tempo è necessario sfatare il mito della mono nicchia: un fotografo, creator, social media manager può benissimo spaziare tra più nicchie. Una volta diventati bravi in quella fetta di mercato ci si potrà aprire ad altre nicchie.

“La mia esperienza è cominciata facendo il fotografo ai matrimoni poi mi sono specializzato nelle case vacanza di lusso, passando anche per il settore commerciale, extreme sport e ritratti. Il segreto è riuscire a lasciare il proprio stile e adattarlo alle esigenze del settore o del cliente per cui si lavora”, spiega Zampino.

Costruire un portfolio che sappia parlare al cliente. Il portfolio è un potente biglietto da visita. Per renderlo il più efficace possibile è necessario che mostri il meglio del proprio lavoro e parli alla nicchia che si vuole raggiungere. Un portfolio online accessibile e professionale può aiutare a raggiungere un pubblico più ampio. Inoltre, il portfolio deve essere nicchia-centrica e non fotografo-centrico: non serve inserire troppe foto e rischiare di annoiare il proprio pubblico, ma analizzare ogni scatto con attenzione e criterio commerciale.

Utilizzare i social media non per vantarsi. I social media sono strumenti potenti per costruire il proprio marchio e connettersi con potenziali clienti. Per questo è necessario scegliere le piattaforme che meglio si adattano al proprio target e pubblicare contenuti di qualità con una certa regolarità. L'engagement con la propria community social è cruciale ma allo stesso non serve a nulla dare peso alle metriche di vanità (ovvero like e commenti): i social devo essere un megafono per la propria nicchia e non un modo per vantarsi.

Il trucco è creare un profilo che parli ai clienti e non ad altri creator o fotografi. Networking e collaborazioni. Non sottovalutare il potere del networking. Partecipare a eventi del settore, workshop, masterclass e fare volontariato in progetti che permettono di incontrare altri professionisti e potenziali clienti è molto utile. Le collaborazioni con altri creativi possono anche offrire opportunità di apprendimento e visibilità.

Continuare a formarsi e sperimentare. Il mondo della fotografia e della content creation è in costante evoluzione. Rimanere aggiornati sulle ultime tendenze, tecnologie e tecniche è fondamentale e sperimentare nuovi stili e tecniche non solo aiuta a crescere come artista ma potrebbe anche aprire nuove porte commerciali. Ma se si vuole trasformare la propria passione in un lavoro serve formarsi per imparare a vedere: si tratta di una competenza che va acquisita subito, non lasciata all’esperienza.

Nascondersi dietro le scuse del “non so vendermi” o mi vergogno è un’occasione persa. “Penso che la condivisione delle proprie competenze sia il modo migliore per vivere una passione, che nel mio caso è diventata un lavoro. Il corso com’è organizzato oggi è esattamente ciò che sarebbe servito a me all’inizio della mia attività. Sono tantissime le persone che lavorano nel mondo della fotografia e della creator economy: ciò non deve rappresentare un ostacolo ma un incentivo in più, perché significa che il mercato ha molto potenziale. Serve però capire qual è la propria nicchia e imparare a 'vendersi', aspetti su cui insisto molto nel mio corso”, aggiunge Zampino.

Strutturato come un corso online, Unstoppable Photographers offre una formazione pratica aiutando gli studenti a migliorare non solo le loro abilità tecniche ma anche a sviluppare una solida base di conoscenze nel campo del business fotografico e della content creation. Presentandosi come un incubatore di talenti, Unstoppable Photographers ha da poco superato i 1000 studenti iscritti e nei prossimi mesi l’obiettivo di Roberto è esportare lo stesso format anche all’estero, partendo da Inghilterra e Spagna, e puntare all’internazionalizzazione del proprio servizio.

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