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Sostenibilità

Decarbonizzare costa poco, la scoperta inglese

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foto da pixabay

Processo industriale e inquinamento sono indissolubilmente legati. Con il 33% delle emissioni globali, il settore secondario è da decarbonizzare, se gli abitanti del Pianeta desiderano consegnare alle prossime generazioni una quota adeguata di capitale naturale. Ma non è tutto: i costi di transizione potrebbero essere immediatamente sostenibili, almeno per quanto riguarda una parte del mondo occidentale. È quanto sostiene un gruppo di ricercatori inglesi, che, a conferma dell’ipotesi di partenza, ha stimato un aumento dei prezzi dello 0,8%. I risultati sono stati pubblicati su “Energy Policy”.

Un team di giornalisti altamente specializzati che eleva il nostro quotidiano a nuovi livelli di eccellenza, fornendo analisi penetranti e notizie d’urgenza da ogni angolo del globo. Con una vasta gamma di competenze che spaziano dalla politica internazionale all’innovazione tecnologica, il loro contributo è fondamentale per mantenere i nostri lettori informati, impegnati e sempre un passo avanti.

Sostenibilità

Cdp Real Asset e infrastrutture sostenibili: investiti 30...

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L'investimento su infrastrutture greenfield per almeno il 65%, con focus sulle rinnovabili ed economia circolare

Infrastrutture sostenibili - - Canva

Sostenere la transizione energetica in Italia attraverso progetti infrastrutturali di piccola e media taglia. Questo è l’obiettivo della Cassa Depositi e Prestiti Real Asset che ha avviato un nuovo investimento da 30 milioni di euro. A deliberarlo, il Consiglio di Amministrazione della società del Gruppo Cdp che ha approvato un nuovo investimento del Fof Infrastrutture, Fondo di fondi gestito dalla stessa Cdp Real Asset, in Equita Green Impact Fund (Egif).

L’obiettivo del fondo

Il fondo gestito da Equita Capital Sgr è quello di sostenere, appunto, la transizione energetica in Italia, soprattutto quella relative a infrastrutture greenfield per almeno il 65%, con focus sulle rinnovabili ed economia circolare.

Parliamo quindi di progetti che riguarderanno il mondo del fotovoltaico e dell’eolico, del biogas e del biometano. EGIF rientra nella categoria first time fund, vale a dire fondo di nuova costituzione, e punta a contribuire in maniera sostanziale alla lotta contro il cambiamento climatico, uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Non è la prima operazione per Cdp Real Asset. L’investimento in EGIF, infatti, arriva dopo l’ingresso nel Sustainable Securities Fund, gestito da Alternative Capital Partners SGR, fondo di Impact Investing dedicato dello sviluppo di infrastrutture sostenibili in Italia. Con questa nuova iniziativa, il Fondo di Fondi conferma il sostegno di CDP alla crescita del mercato nazionale delle infrastrutture e il focus prioritario della propria strategia di investimento sulla transizione energetica. Ulteriori investimenti sono previsti nel corso dell’esercizio, coerentemente con il piano industriale che prevede l’impiego di oltre la metà dei capitali attualmente disponibili entro il 2024 e il termine del periodo di investimento del Fondo nel 2028.

Il fundraising a sostegno di risorse

Mentre prosegue la fase di investimento, prosegue quella di raccolta finanziaria. Il Fof Insfrastrutture, infatti, si pone l’obiettivo di catalizzare risorse di investitori istituzionali in favore di progetti dedicati al territorio e che abbiano anche un impatto diretto sulla sua economia reale.

Oggi, Concreto, fondo pensione per i lavoratori dell’industria del cemento, è entrato a far parte degli investitori del FOF dopo la sottoscrizione di quote da parte di Arco, fondo pensione del settore del legno, avvenuta lo scorso novembre. L’attività di fundraising proseguirà nel corso dei prossimi mesi, con l’obiettivo di massimizzare il cosiddetto crowding-in di risorse di investitori istituzionali, nell’ambito di una dotazione target del FOF Infrastrutture pari a 500 milioni di euro.

Nell’implementazione del progetto FOF Infrastrutture, CDP Equity svolge il ruolo di cornes one investor e advisor del fondo.

“L’attività di investimento del FOF prosegue secondo gli obiettivi strategici programmati, nel solco dell’ampliamento dell’operatività della SGR al settore infrastrutturale, ponendo l’accento sullo sviluppo di infrastrutture sostenibili e massimizzando l’effetto moltiplicatore delle risorse investite”, ha spiegato Giancarlo Scotti, Ad di CDP RA SGR e Direttore Immobiliare di CDP Spa. “Accogliamo con grande soddisfazione l’interesse mostrato da primari investitori istituzionali italiani per la strategia di investimento del FOF Infrastrutture. Questo fondo offre ai propri sottoscrittori la possibilità di investire in strumenti diversificati con un adeguato profilo di rischio-rendimento e di sostenere la crescita economica nazionale facilitando l’afflusso di investimenti verso l’economia reale. Per la nostra SGR la raccolta di risorse dai Fondi Pensione italiani rappresenta un importante elemento di crescita e di ulteriore apertura al mercato”.

“L’investimento in EGIF, che lo dota di risorse significative per il perseguimento della propria strategia di investimento, risulta pienamente in linea con la mission del nostro Fondo, confermandone la vocazione greenfield e il focus prioritario sulla transizione energetica del Paese”, commenta Piergiorgio Mandolesi, Responsabile del FOF Infrastrutture. “Abbiamo dedicato grande attenzione al lavoro di mappatura e identificazione di opportunità di investimento in linea con le priorità strategiche del FOF Infrastrutture, inclusa quella di favorire il consolidamento nel mercato di nuovi attori che puntino allo sviluppo del settore infrastrutturale nazionale, investendo in progetti sostenibili a livello ambientale e sociale”.

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Sostenibilità

Grandi: “Myplant & Garden occasione confronto per...

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L’Assessora all'Ambiente del Comune di Milano alla giornata d’apertura del salone internazionale del verde

Grandi:

“Queste giornate fieristiche sono fondamentali per tutti noi che ci occupiamo di verde, di agricoltura, di spazi aperti, di paesaggio, di tutela dei suoli. Penso che questi momenti di confronto con gli operatori, con chi tecnicamente e fisicamente lavora in questo ambito e anche con chi invece fa parte delle amministrazioni, delle istituzioni e quindi è nella posizione di poter dare l'impronta o comunque di modificare un'impronta o di migliorarla nell'ottica di un maggiore sviluppo e di valorizzare l'azione del nostro paesaggio”.

Lo ha detto Elena Eva Maria Grandi, Assessora all'Ambiente e Verde, alla giornata d’apertura dell’ottava edizione di 'MyPlant & Garden, il salone internazionale del verde.

L’assessora è intervenuta durante il panel ‘Investire nel verde e nella inclusività della sua filiera’: “Mi piace parlare di paesaggio perché parlare di verde a volte è un po’ riduttivo - chiarisce Grandi - Dobbiamo immaginare che i nostri centri urbani, le nostre città, le fasce di confine, i comuni limitrofi, i grandi parchi della nostra regione, facciano parte di un grande insieme che dobbiamo in qualche modo continuamente tutelare, valorizzare e far crescere. Quindi incontri di questo tipo sono fondamentali”.

Nei quattro padiglioni, con una superficie espositiva di 50.000 mq, i visitatori possono trovare le soluzioni verdi a 360°, dalle produzioni ai sistemi di coltivazione, dai giardini – anche terapeutici e inclusivi - alle green cities, dai campi e gli impianti sportivi al paesaggio, agli spazi pubblici, alle infrastrutture verdi, dalla robotica alle decorazioni per la casa, dai digital twin degli alberi alle nuove varietà botaniche, ai trend del giardinaggio (un hobby che appassiona 6 italiani su 10).

“Abbiamo detto già molto di quanto sia importante e fondamentale, tanto più in un momento, aumentare gli spazi verdi, aumentare le aree alberate, le aree pavimentate per mitigare gli effetti delle isole di calore. Dall'altra parte dovremmo continuare a tutelare quei territori limitrofi alle città, ma non solo, sia per quanto riguarda il nostro tema dell'agricoltura, pensando anche a una tutela maggiore e non c'è nessuna ideologia - sottolinea Grandi - Quando parliamo di agricoltura parliamo anche di piccoli agricoltori, perché sono quelli che forse oggi ci raccontano una campagna virtuosa: la possibilità di attuare il chilometro zero nelle nostre città. Non pensiamo solo alle grandi aziende, perché se lavoriamo, facilitando quelle rischiamo di penalizzare le altre”.

“Al di là del tema dell'agricoltura, penso a tutti i nostri parchi della cintura che sono ben più importanti, sono i polmoni della nostra città, sono quelle che in qualche maniera ci chiudono in quella che potrebbe essere un'isola più felice di quanto non sia. In questi parchi, ovviamente, la commistione tra cascine, aree agricole, parchi fruibili, parchi naturali, tutto questo si incrocia in una rete fittissima che noi dobbiamo pensare come parte di un tutto”.

“Questa parte di un tutto porta all'amministrazione a lavorare su un nuovo piantumazioni, alla creazione di nuove aree boscate, alla valorizzazione del sistema delle acque, dei canali delle rogge. Tutto questo - continua - deve far parte di un piano e mi piace dire, pensare e lavorare che quando parliamo di piano Divisione, ma anche strutturale del paesaggio della città metropolitana, ragioniamo in questi termini, pensando a delle città che abbiano intorno a loro una città metropolitana che comprende moltissimi comuni e tuteliamo tutto questo”.

“I nostri vivai sono un’eccellenza per il Paese. Abbiamo dei vivai, delle aree impresa, delle aziende che lavorano assicurandoci una qualità di prodotto altissima. Credo che ancora oggi investiamo troppo poco in questo - spiega l’assessora - dovremmo essere un po 'più coraggiosi e decidere forse di investire meno in alcune infrastrutture e di più in tutto quello che attiene alla valorizzazione del verde urbano”.

“Dovremmo riuscire a mantenere sempre più attiva la rete tra operatori privati, gli agricoltori da una parte e i vivaisti dall'altra, i paesaggisti, gli agronomi, chiunque è dentro a questo grande contenitore - precisa Grandi - Il privato deve interagire quotidianamente col pubblico e questo non solo in campo verde. Lo stiamo facendo sui progetti di rigenerazione urbana, con il Pnrr e con le aziende private che ci stanno sostenendo in questo anno a rimettere gli alberi che abbiamo perso in una tempesta”.

L’assessora conclude soffermandosi sulla qualità dell’aria in Lombardia: "È vero che l'area della nostra regione rispetto agli anni 60, 70, 80 è migliorata, ma in queste settimane stiamo assistendo a livelli di inquinamento da polveri sottili che sono decuplicati rispetto alle indicazioni dell'Oms. Abbiamo scritto una lettera, l’assessore Censi ed io, che invita a una collaborazione attiva con Regione, Città Metropolitana e Comune di Milano in cui, nell'ottica di immaginare città e luoghi più vivibili, più sani, dobbiamo cominciare a ragionare insieme, anche modificando alcune azioni. Azioni che riguardano la valorizzazione del verde, la pavimentazione dei suoli, la valorizzazione dei parchi, la connessione del sistema acque, verde, paesaggio, suolo e territorio, ma anche tutta una serie di altre azioni sulle quali dobbiamo mettere la testa e forse chiederci se possiamo, ma dobbiamo fare un po di più”.

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Sostenibilità

Più occupati ma meno soddisfatti, il paradosso del lavoro...

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Il 7° Rapporto Censis-Eudaimon fa luce sul fenomeno

Ritratto di un uomo d'affari che mostra il pollice giù - Canva

Nonostante il record di occupati, la presenza di più lavori stabili e un aumento dell'occupazione femminile, c'è una diffusa disaffezione soggettiva al lavoro. Lo evidenzia il 7° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale in Italia che offre una prospettiva interessante sul panorama lavorativo attuale, evidenziando un interessante paradosso. Questo fenomeno solleva domande importanti sul ruolo del lavoro nella vita delle persone e su come le aziende stiano rispondendo alle sfide nel trattenere o attrarre lavoratori, soprattutto giovani.

Una nuova ridefinizione del lavoro

Il lavoro, tradizionalmente considerato un aspetto centrale della vita delle persone, sta subendo una ridefinizione. L'Italia nel 2022 ha registrato il dato più alto di sempre di occupati (23,1 milioni). Si è, inoltre, osservata una tendenza verso una maggiore stabilità occupazionale, con un aumento del 5,0% dei contratti permanenti e una diminuzione del 4,5% dei contratti a termine tra il 2019 e il terzo trimestre del 2023.

Un altro punto importante è che non vi è stata una fuga dal lavoro, ma piuttosto una ricerca attiva di opportunità lavorative migliori. Questo è evidenziato dai dati dell'INPS che indicano un tasso di ricollocazione più alto a tre mesi per i dimessi volontari con meno di 60 anni, pari al 67,0%, rispetto agli anni precedenti, il che riflette una dinamica positiva nel mercato del lavoro italiano.

Sebbene si sia osservata una crescita del lavoro stabile e più opportunità occupazionali, sembra che per molti individui il lavoro non fornisca più il senso di realizzazione e gratificazione che un tempo offriva.

Lavorare meno, la priorità degli italiani

Secondo il 7° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale, una considerevole percentuale degli occupati italiani desidera ridurre il tempo dedicato al lavoro. Il 67,7% degli occupati ha espresso il desiderio di lavorare meno, con una tendenza simile tra giovani (65,5%), adulti (66,9%), e persone over 50 (69,6%). Attualmente, il 30,5% degli occupati, soprattutto giovani (34,7%), ha già adottato pratiche come rifiutare straordinari e impegnarsi solo nel necessario.

Per il 52,1% degli occupati il lavoro attualmente influenza meno la vita privata rispetto al passato, perché si dedica ad attività e ha valori che reputa più importanti. Condivide tale condizione il 54,2% dei giovani, il 50,1% degli adulti e il 52,6% degli anziani. In più circa il 28% ha rinunciato a opportunità lavorative migliori a causa della distanza dalla propria abitazione.

Il costo professionale dei figli per le madri

Il rapporto evidenzia disuguaglianze di genere nel mondo del lavoro, specialmente per le madri. Il tasso di occupazione delle donne con figli è significativamente inferiore rispetto agli uomini con figli (58,6% vs 89,3%): un divario di -30,7 punti percentuali, contro il -17,4 della Germania, il -14,4 della Francia, il -19 della Spagna e il -29,1 della Grecia.

L'arrivo dei figli spesso rafforza modelli familiari tradizionali, con le madri che sperimentano difficoltà nella conciliazione tra lavoro e cura dei figli, a causa della carenza di servizi di assistenza e problematiche legate all'ambiente lavorativo.

Nel 2022, un numero significativo di madri e padri ha lasciato il lavoro per affrontare difficoltà legate alla conciliazione tra lavoro e cura dei figli, soprattutto nei primi anni di vita del bambino. Le madri sono particolarmente colpite dalla carenza di servizi di cura e dalle problematiche legate all'ambiente lavorativo. Le dimissioni e le risoluzioni consensuali di lavoratori genitori con figli fino a un anno sono aumentate nel corso del tempo, passando da 39.738 nel 2017 a oltre 61.000 nel 2022.

Il tasso di occupazione femminile resta basso anche per le donne senza figli: è pari al 66,3%, mentre per i maschi senza figli è pari al 76,7%.

Implementazione e valore del welfare aziendale

Le aziende stanno rispondendo a queste sfide in modi diversi. Una strategia comune per trattenere o attrarre i lavoratori è l'implementazione del welfare aziendale, che offre benefici e servizi aggiuntivi ai dipendenti al di là del salario base. Il welfare aziendale non solo contribuisce al benessere dei lavoratori, ma può anche giocare un ruolo significativo nel restituire senso e attrattività al lavoro. Offrendo servizi come assistenza sanitaria, supporto familiare, formazione e sviluppo personale, le aziende possono migliorare il morale dei dipendenti, aumentare la soddisfazione sul posto di lavoro e attrarre nuovi talenti.

Il welfare aziendale è sempre più conosciuto e apprezzato tra i lavoratori, con la maggioranza di coloro che ne beneficiano che desidererebbe un potenziamento e una percentuale elevata di coloro che non ne beneficiano che vorrebbero fosse introdotto nelle proprie aziende. Da non dimenticare, tra le prestazioni di welfare ben accolte dalla maggior parte degli occupati, un aumento retributivo.

Reputano adeguata l’attenzione aziendale, il 61,5% degli occupati in relazione alle esigenze dai lavoratori con figli, il 71,0% a quelle delle donne che rientrano dalla maternità, il 62,9% alle esigenze delle persone con una salute fragile e il 52,3% alle condizioni basiche dei lavoratori, ad esempio la sicurezza. Per il 61,7% degli occupati, però, le aziende non sono sufficientemente attente al benessere psicofisico generale dei lavoratori, evidenziando una carenza di attenzione particolarmente per gli impiegati e gli operai.

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