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Cultura

‘Quando eravamo i padroni del mondo’, Cazzullo...

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‘Quando eravamo i padroni del mondo’, Cazzullo racconta l’impero infinito di Roma

Il libro sarà presentato il 29 novembre alle 16,30 nella Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola a Roma dall'ex presidente del Consiglio Mario Draghi

'Quando eravamo i padroni del mondo', Cazzullo racconta l'impero infinito di Roma

Dalla politica alle regole della guerra. Dai nomi dei giorni alla scansione del tempo. Dalla rete stradale, che ancora ricalca quella disegnata molti secoli fa, alle regole del nostro diritto. L'impero romano è tra di noi. Giulio Cesare non è soltanto un uomo del passato, uno "storico formidabile", un grande "generale conquistatore" e un "leader politico", la cui memoria fa parte dell'immaginario collettivo oppure è a disposizione degli storici. Viceversa, è ancora presente nel nostro tempo se non altro perché dal suo nome hanno tratto origine quello di 'Kaiser' e quello di 'Zar'. L'eredità lasciata da Cesare non è l'unica che richiama la Roma del passato. Una civiltà che, adattandosi a contesti diversi, parla ancora ai nostri giorni. E' la tesi che Aldo Cazzullo, vicedirettore ad personam del Corriere della Sera, argomenta nel suo ultimo saggio intitolato 'Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l'impero infinito' pubblicato da HarperCollins.

"Quello che oggi chiamiamo Occidente - scrive nell'introduzione del suo saggio - è una costruzione eretta sulle fondamenta dell'antica Roma. In tutto l'Occidente, la lingua della politica e del potere è la stessa che si parlava a Roma due millenni fa. Imperatore e popolo sono parole latine. Come dominio è libertà". Dati che si fondano sul fatto che, tanto per fare un esempio, dal latino discendono le lingue che si parlano in gran parte del Vecchio Continente. A questo proposito basti ricordare, come fa il giornalista, che la parola 'presidente' trae origine dal latino 'praesidere', presiedere.

O, per restare ancora nel territorio della politica, è sufficiente pensare che gli Stati Uniti, la Francia, la Spagna, oltre che ovviamente l'Italia, annoverano nel loro ordinamento il Senato come l'antica Roma. Tutto questo fa dire a Cazzullo: "Roma non è mai caduta. L'impero romano non è mai caduto, né mai cadrà. Ha continuato a vivere nelle menti, nelle parole, nei simboli degli imperi venuti dopo. Noi italiani non siamo i discendenti diretti degli antichi romani: ci siamo mescolati con molti altri popoli, dai barbari agli arabi. Ma dei romani possiamo rivendicare l'eredità".

Dalle gesta di Enea che rappresenta il mito della fondazione, cui il giornalista dedica il primo capitolo, fino a Marguerite Yourcenar autrice de 'Le memorie di Adriano' ai tanti film ispirati alla Città Eterna, di cui scrive nel paragrafo 'Il cinema nasce con Roma', Cazzullo passo dopo passo mette in fila personaggi e vicende che hanno segnato il mito di Roma tra cui spiccano, oltre a Giulio Cesare, Augusto, Costantino. Senza dimenticare la congiura di Catilina descritta nel capitolo dedicato ai rivoluzionari e ai golpisti. "L'unica chiave per raccontare oltre mille anni di storia - afferma Cazzullo - è capire quello che resta. Raccontare i motivi, le cose, le storie per cui la civiltà romana è viva: e noi italiani, per quanto molto diversi, ne siamo indegnamente gli eredi e di questo dovremmo essere più consapevoli e orgogliosi". Il libro sarà presentato il 29 novembre alle 16,30 nella Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola a Roma dall'ex presidente del Consiglio Mario Draghi. All'appuntamento parteciperà anche l'attrice Nancy Brilli.

Un team di giornalisti altamente specializzati che eleva il nostro quotidiano a nuovi livelli di eccellenza, fornendo analisi penetranti e notizie d’urgenza da ogni angolo del globo. Con una vasta gamma di competenze che spaziano dalla politica internazionale all’innovazione tecnologica, il loro contributo è fondamentale per mantenere i nostri lettori informati, impegnati e sempre un passo avanti.

Cultura

Mostre, ‘Ritrovamenti’ di Steven Meek a...

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Fino al 10 maggio alla galleria Interno 11A

Mostre, 'Ritrovamenti' di Steven Meek a Bracciano

Un oggetto più comune sulla terra diventa qualcosa di meraviglioso sotto l’acqua, ridefinito dalla luce che filtra e si irradia sotto la superficie marina. E' questa l'idea, e l'esperienza, alla base delle opere di Steven Meek nella mostra "Ritrovamenti" ospitata da Christian Castro all'interno di Proyecto Empegno, un'iniziativa di arte contemporanea che dal 2019 si muove tra il Cile e l'Italia.

"La bellezza dell’oggetto marino è data dalla sua vita amorosa, la sua lavorazione costante, costantemente desiderato e levigato dal mare - scrive Milos Zahradka Maiorana, curatore della mostra dell'artista statunitense che da anni vive, lavora ed insegna in Italia - In questo contesto, gli oggetti recuperati dall'artista dal mare, principalmente plastiche e metalli, testimoni della cultura del consumo e dello scarto, vengono trasfigurati in totem affascinanti. Da scarti diventano coralli o perle incastonate".

"Nonostante il lato soft gli oggetti creati da Meek non sfociano mai in bricolage sentimentali post-vacanza ma mantengono un sobrietà legata al minimalismo Americano, recuperando le geometrie di Donald Judd e i rottami monumentali di John Chamberlain - continua il curatore - Nel contesto delle sculture, il realismo si manifesta nella presenza non mediata dei materiali usati. Sono oggetti indigesti che resistono all'assimilazione completa ed una certa aura di violenza persiste. Le sculture - conclude - diventano così nodi in cui si intrecciano fasce di luce differenti, ogni pezzo fungendo da punto di convergenza per le tensioni tra perdita e desiderio, tra l'attrazione verso gli oggetti e la loro reale insufficienza.”

La mostra di Steven Meek rimarrà aperta fino al prossimo 10 maggio alla galleria Interno 11A, Via Agostino Fausti 37 a Bracciano.

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Cultura

Al Mic il piano strategico per la fotografia tra promozione...

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Al Mic il piano strategico per la fotografia tra promozione e sostegno del settore

Sono stati presentati, oggi a Roma, al ministero della Cultura, il Piano strategico per lo sviluppo della fotografia in Italia e all’estero per il triennio 2024-2026 e l’avviso pubblico Strategia Fotografia 2024. Il nuovo Piano strategico, che riprende e sviluppa alcune istanze del precedente, si articola in due macro ambiti: il primo è legato alla conoscenza e alla conservazione dell’attuale patrimonio culturale fotografico nazionale, mentre il secondo mira ad azioni di sostegno e promozione del settore fotografico italiano, nelle sue componenti artistiche e professionali, che è elemento fondamentale dell’identità creativa e artistica contemporanea del nostro Paese.

Gli obiettivi del Piano strategico, spiega il Mic, sono: incremento, valorizzazione e promozione del patrimonio fotografico; sostegno alla creazione artistica contemporanea, al potenziamento del sistema dell’offerta, alle attività di promozione e internazionalizzazione del settore fotografico; formazione, intesa come incentivi a percorsi professionalizzanti nel settore fotografico; implementazione di azioni aventi come fine il sostegno all’intera filiera della fotografia; diffusione della cultura fotografica italiana a livello nazionale e internazionale, con l’obiettivo di promuovere l’immagine e l’identità nazionale italiana all’estero; sostegno alle buone pratiche nell’ambito della progettazione culturale nel settore della fotografia.

Il Piano strategico sarà integralmente pubblicato nel pomeriggio di oggi sul sito istituzionale della Direzione generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. In attuazione del nuovo Piano strategico, sarà invece pubblicata domani la quarta edizione dell’avviso pubblico Strategia Fotografia, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea. Visto il successo delle prime tre edizioni, che hanno visto complessivamente 93 soggetti beneficiari per un totale di 4.278.895 euro di risorse assegnate, si è deciso per questa nuova edizione di incrementare l’investimento complessivo, portandolo a 2.700.000,00 euro. Strategia Fotografia 2024 si sviluppa attraverso tre ambiti specifici: acquisizione e committenza (budget assegnato 1.400.000 euro), promozione della fotografia (budget assegnato 800.000 euro), sviluppo e promozione dei talenti della fotografia (budget assegnato 500.000 euro).

Gli obiettivi specifici dell’avviso pubblico sono sostenere l’incremento delle collezioni pubbliche italiane con acquisizioni di opere e progetti fotografici, collezioni, raccolte, archivi, fondi, nonché con committenze di nuove produzioni di opere e progetti fotografici; sostenere la produzione, la pratica e la ricerca artistica, critica e curatoriale di alto livello qualitativo nell’ambito della fotografia italiana nella più ampia accezione del termine; sostenere la promozione, in Italia e all’estero, della conoscenza della fotografia e della cultura fotografica; sostenere le attività delle istituzioni e gli enti operanti nell’ambito della fotografia; incentivare lo sviluppo dell’editoria specializzata in fotografia; sostenere la formazione e lo sviluppo delle carriere e delle ricerche di fotografi, fotoreporter, artisti e professionisti del mondo della fotografia, studiosi, curatori e critici italiani.

Strategia Fotografia 2024, i cui termini per partecipare scadranno alle ore 15 del 28 giugno 2024, si rivolge principalmente a musei e luoghi della cultura, enti pubblici e privati; istituti universitari; fondazioni; associazioni culturali; comitati formalmente costituiti e qualunque altro soggetto senza scopo di lucro, con sede legale in Italia; ma anche a fotografi, fotoreporter, artisti, curatori, critici, ricercatori e post-produttori fotografici (intesi anche come forma di collettivo).

In apertura dei lavori l’intervento del sottosegretario alla Cultura con delega alla Fotografia, Lucia Borgonzoni: “Forma d’arte che custodisce la nostra memoria nonché strumento potentissimo attraverso cui leggere e comprendere la realtà che ci circonda, la fotografia gioca un ruolo da protagonista nella partita della costruzione dell’identità culturale dell’Italia che verrà. Ecco perché abbiamo ritenuto che fosse doveroso dedicare una maggiore attenzione al mondo della fotografia, individuando innanzitutto risorse specifiche e mettendo a punto un piano d’azione mirato al sostegno e alla promozione su scala mondiale delle eccellenze italiane del settore. Gli strumenti presentati oggi sono il frutto di questo deciso cambio di passo rispetto all’impegno profuso finora, denotano una rinnovata sensibilità nei confronti di una filiera estremamente variegata e in rapida evoluzione e raccontano di una chiara volontà di rispondere in maniera concreta e sempre più puntuale alle reali esigenze del comparto. Non ci fermeremo qui - ha continuato - Cercheremo di mettere la fotografia italiana in risalto con ogni strumento possibile a disposizione del MiC e anche nel corso di manifestazioni di grande respiro come ad esempio la Fiera Internazionale del Libro di Francoforte”.

A seguire l’intervento del direttore generale Creatività Contemporanea del ministero della Cultura, Angelo Piero Cappello: “Siamo estremamente soddisfatti del lavoro svolto in questi mesi e desidero esprimere un particolare ringraziamento al Ministro Sangiuliano e al Sottosegretario Borgonzoni per il loro impegno significativo nel valorizzare la fotografia come fondamentale forma di espressione creativa del nostro Paese. Le positive risposte ricevute dalle prime tre edizioni di Strategia Fotografia confermano l'urgente necessità di azioni istituzionali concrete che sostengano progetti di alta qualità e di lungo termine. Questo impegno si estende anche oltre i confini nazionali, mirando a promuovere la fotografia italiana come chiave di lettura della nostra cultura e identità a livello internazionale, intensificando così il nostro dialogo globale attraverso l'arte visiva”.

“La fotografia è uno strumento di narrazione personale, familiare e collettiva: anche la storia della nostra nazione si snoda attraverso scatti che ci hanno raccontato momenti decisivi della nostra vicenda. Tra le espressioni creative contemporanee, quest'arte è quella più capace di cogliere lo spirito del contesto su cui interviene lasciando allo stesso tempo all’osservatore un grande spazio immaginativo e aprendo mille orizzonti a chi guarda. Per questo motivo è doveroso incrementare le energie e le risorse che il ministero della Cultura destina a questa forma espressiva a lungo trascurata dalle istituzioni statali, moltiplicando le opportunità di tutela dell’esistente e alla promozione di ciò che sarà, proprio come previsto dal nuovo Piano strategico per lo sviluppo della fotografia in Italia e all’estero 2024-2026”, ha affermato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

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Cultura

Scurati a Che tempo che fa: “Trascinato nella lotta...

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"Se qualcuno vuole accusarmi di qualcosa può accusarmi di fare soldi contro Mussolini, non con Mussolini"

Antonio Scurati

"Se qualcuno vuole accusarmi di qualcosa può accusarmi di fare soldi contro Mussolini, non con Mussolini". Lo scrittore Antonio Scurati si esprime così a Che tempo che fa, ospite di Fabio Fazio. Scurati è stato protagonista del caso legato al monologo depennato dal programma Che sarà, in onda su Raitre, prima del 25 aprile. La vicenda è finita al centro del dibattito politico.

"A me dispiace di essere trascinato in una polemica così volgare e così bassa. Uno è trascinato in una lotta nel fango e bisogna rispondere. La seconda carica dello Stato non dovrebbe polemizzare denigrando uno scrittore o un qualsiasi cittadino. La seconda carica dello Stato è lo Stato. Non può buttarsi contro un cittadino", dice Scurati riferendosi alle dichiarazioni del presidente del Senato, Ignazio La Russa.

"Questa accusa del denaro - sottolinea - è davvero zozza. È come dire ad un medico che fa i soldi con la malattia delle persone. Io francamente non faccio i soldi con Mussolini. Scrivere libri in Italia non ti arricchisce poi così tanto. Fai soldi col tuo lavoro, con il tuo studio, anche con il tuo talento. Se qualcuno vuole accusarmi di qualcosa può accusarmi di fare soldi contro Mussolini, non con Mussolini".

"Io spero - sottolinea ancora Scurati - di continuare ad essere uno studioso, uno scrittore, un padre di famiglia. Vedo molta solidarietà che mi ha scaldato il cuore, anche molti che mi rimproverano con una tinta d'odio".

"Io sono stato chiamato, in prossimità del 25 aprile, da un programma della Rai – che dal nome mi sembrava fosse la televisione di Stato, quindi di tutti, mia e dei miei lettori – in quanto autore di libri che studiano e raccontano il fascismo e la resistenza antifascista". La Rai, spiega Scurati in merito alla vicenda del monologo sul 25 aprile che avrebbe dovuto leggere durante una puntata di 'Che sarà', "mi ha mandato i moduli, i biglietti del treno, il voucher dell'hotel, avevo già la valigia pronta quando è arrivata la telefonata della conduttrice del programma, che era affranta e mi ha detto 'la sua partecipazione è stata cancellata'", dice ricostruendo i fatti. "Lì non ho preso nessuna iniziativa. Certo ero contrariato e indignato, ma ho taciuto. La cosa per me è che ad una certa ora della giornata mi comunicano che il capo del Governo ha scritto un post nel quale, dicendo che non sapeva come fossero andate le cose – e ciò mi sembrava già un motivo per tacere – ha usato oggettivamente espressioni denigratorie, cercando di farmi passare per un avido".

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