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Il Cirque du Soleil approda a Roma: una magia senza tempo conquista la Città Eterna

Il Cirque du Soleil, la celebre compagnia di circo contemporaneo canadese, arriva nella Città Eterna, portando con sé il fascino di un universo magico e straordinario. Questa compagnia di artisti altamente qualificati, fondata nel 1984 da Guy Laliberté e Gilles Ste-Croix, ha rivoluzionato il concetto di circo, trasformandolo in un’esperienza unica che unisce teatro, danza, musica e performance di alta qualità.

Con oltre 40 spettacoli realizzati in tutto il mondo e più di 200 milioni di spettatori affascinati dalla sua arte, il Cirque du Soleil è un simbolo di creatività, innovazione e eccellenza nel panorama dello spettacolo internazionale. La compagnia è stata insignita di numerosi riconoscimenti, tra cui l’onorevole inserimento nella Canada’s Walk of Fame.

Un’esperienza musicale unica: le colonne sonore del Cirque du Soleil

Le musiche che accompagnano gli spettacoli del Cirque du Soleil sono completamente diverse da quelle dei circhi tradizionali. Composte da artisti del calibro di René Dupéré e Benoît Jutras, le colonne sonore di ogni spettacolo sono eseguite rigorosamente dal vivo, creando un’atmosfera unica e irripetibile. Gli stili musicali e gli strumenti utilizzati variano notevolmente, attingendo a generi diversi come world music, tango e new age.

Le colonne sonore degli spettacoli sono anche disponibili su CD per il pubblico. Tra queste, la più celebre è Alegría, che contiene l’omonimo brano trilingue, divenuto un vero e proprio inno del Cirque du Soleil.

Gli spettacoli: un viaggio tra tournée internazionali e performance fisse

Il Cirque du Soleil ha portato i suoi spettacoli in ogni angolo del mondo attraverso le sue tournée internazionali. Tra gli spettacoli itineranti più conosciuti, figurano Amaluna, Kooza, Kurios, Luzia, OVO, TOTEM, Varekai, Toruk, Volta, Crystal, Bazzar, Alegria – A New Light, Axel e Drawn to Life. Ciascuno di questi spettacoli offre una trama unica e avvincente, tematiche diverse e un ricco cast di artisti provenienti da tutto il globo, dimostrando la grande versatilità dell’eclettica compagnia.

Oltre alle tournée internazionali, il Cirque du Soleil ha anche stabilito numerose performance fisse in varie città del mondo. A Las Vegas, per esempio, la compagnia ha creato spettacoli iconici come Mystère, O, Zumanity, , LOVE, Criss Angel Believe, Zarkana e MICHAEL JACKSON ONE, i quali hanno contribuito a consolidare la fama di questa metropoli come capitale mondiale dell’intrattenimento.

Una scuola d’arte circense d’avanguardia: la formazione degli artisti del Cirque du Soleil

Il segreto del successo del Cirque du Soleil risiede nella straordinaria preparazione dei suoi artisti, frutto di un intenso percorso di formazione. La compagnia, infatti, dispone di una propria scuola d’arte circense, situata a Montréal, dove gli allievi vengono selezionati accuratamente e seguiti da un team di professionisti altamente qualificati. La formazione comprende discipline come l’acrobatica, la ginnastica, la danza, il trapezio e molte altre, oltre a corsi di recitazione e improvvisazione.

Il Cirque du Soleil attribuisce grande importanza alla crescita artistica e personale dei suoi membri, incoraggiandoli a sperimentare e a esprimere il loro talento in modi sempre nuovi e originali. Questa filosofia ha portato alla creazione di spettacoli sorprendenti e all’instaurazione di una cultura organizzativa che promuove la collaborazione, la passione e l’impegno costante verso l’eccellenza.

Un impegno verso la sostenibilità: il Cirque du Soleil e l’ambiente

La compagnia è anche molto attenta alle questioni ambientali e ha implementato una serie di misure per ridurre l’impatto ecologico delle proprie attività. Tra queste, spiccano l’utilizzo di materiali riciclati e eco-compatibili nella costruzione dei set e dei costumi, l’adozione di pratiche di risparmio energetico e l’impiego di tecnologie verdi per la produzione degli spettacoli.

Inoltre, il Cirque du Soleil sostiene attivamente diverse organizzazioni non governative e associazioni no-profit che si occupano di conservazione ambientale, promuovendo la sensibilizzazione del pubblico in materia di sostenibilità e incoraggiando uno stile di vita più rispettoso dell’ambiente. La compagnia collabora, ad esempio, con il World Wildlife Fund e l’One Drop Foundation, quest’ultima fondata dallo stesso Guy Laliberté per garantire l’accesso all’acqua potabile alle comunità più bisognose e promuovere la gestione sostenibile delle risorse idriche.

Il Cirque du Soleil con “Kurios – Cabinet of Curiosities” incanta Roma

Il Cirque du Soleil ha portato la sua magia a Roma con lo spettacolo “Kurios – Cabinet of Curiosities”, tenuto sotto il Grand Chapiteau a Tor di Quinto, dove rimarrà fino al 29 aprile. Gli spettatori hanno l’opportunità di vivere un’esperienza indimenticabile tra acrobazie mozzafiato e mondi fantastici, esplorando la realtà alterata dell’immaginazione e della fantasia.

Con un cast di 50 artisti provenienti da 17 diverse nazionalità, alcuni dei quali in tournée con il Cirque du Soleil da oltre 15 anni, “Kurios” è la 35esima creazione della famosa compagnia canadese. Lo spettacolo invita gli spettatori a chiedersi se ciò che vedono sia reale o frutto della loro immaginazione, mentre si addentrano nel mondo di un ambizioso inventore che sfida le leggi del tempo e dello spazio per reinventare il mondo intorno a lui.

Chi desidera assistere all’evento del Cirque du Soleil a Roma può acquistare i biglietti su TicketOne. I prezzi variano a seconda della tipologia di posto scelto, ma sono disponibili diverse opzioni per soddisfare le esigenze di ogni spettatore. Si consiglia di prenotare i biglietti con anticipo, poiché la disponibilità è limitata e gli spettacoli tendono a esaurirsi rapidamente.

Le straordinarie scenografie di Stéphane Roy e i numerosi oggetti di scena, oltre 426, rendono “Kurios” uno spettacolo ricco di dettagli e sorprese. Gli artisti indossano oltre 120 diversi look di costumi e sono responsabili del proprio trucco ad ogni spettacolo, impiegando dai 40 ai 120 minuti per completarlo. Il palco scelto per “Kurios” è uno dei più bassi tra gli spettacoli del Cirque du Soleil, una scelta voluta dal regista Michel Laprise per permettere agli artisti una maggiore vicinanza con il pubblico.

Un altro elemento distintivo di “Kurios” è la presenza della Kurios Band, composta da sei musicisti che si esibiscono dal vivo per accompagnare le performance sul palco. Per la prima volta nella storia del Cirque du Soleil, quando il tempo lo permetterà, lo spettacolo sarà anticipato da un numero di benvenuto in cima al tendone, con tre artisti che accoglieranno gli ospiti suonando e cantando.

Dopo la tappa romana, “Kurios – Cabinet of Curiosities” si trasferirà a Milano, dove si esibirà a Piazzale Cuoco dal 10 maggio al 25 giugno. Non perdete l’occasione di vivere questa esperienza straordinaria e di lasciarvi trasportare nel fantastico mondo del Cirque du Soleil.

Il Cirque du Soleil e il futuro: nuovi progetti all’orizzonte

Nonostante i numerosi successi già raggiunti, il Cirque du Soleil non mostra alcun segno di rallentamento nella sua incessante ricerca di innovazione e perfezione artistica. La compagnia è costantemente impegnata nella creazione di nuovi spettacoli e nella sperimentazione di nuove forme d’arte, puntando sempre a superare i confini dell’immaginazione e a offrire al pubblico esperienze uniche e sorprendenti.

Attualmente, il Cirque du Soleil sta lavorando a diversi progetti, tra cui uno spettacolo basato sulla vita e la carriera di Charlie Chaplin, una produzione teatrale incentrata sulle avventure di Peter Pan e una collaborazione con il celebre regista James Cameron per la realizzazione di uno spettacolo ispirato al suo capolavoro cinematografico Avatar. Questi nuovi progetti testimoniano l’impegno della compagnia nel continuare a stupire e a emozionare il suo pubblico, cercando di andare sempre oltre le aspettative e di alimentare la passione per l’arte e la creatività a livello globale.

Allo stesso tempo, il Cirque du Soleil sta esplorando nuove frontiere dell’arte circense e dello spettacolo, adottando tecnologie all’avanguardia come la realtà virtuale, la realtà aumentata e l’animazione digitale, per creare esperienze inedite e coinvolgenti. La compagnia ha già presentato alcune produzioni sperimentali che sfruttano queste tecnologie, come Through the Masks of LUZIA e Dreams of “O”, offrendo al pubblico un assaggio del futuro dell’intrattenimento.

Il Cirque du Soleil: un fenomeno culturale che continua a crescere

Dalla sua fondazione nel 1984, il Cirque du Soleil ha conquistato il cuore di milioni di spettatori in tutto il mondo, diventando un vero e proprio fenomeno culturale. La compagnia ha saputo trasformare l’arte circense, unendo tradizione e innovazione, e creando un nuovo linguaggio espressivo capace di comunicare con un pubblico vasto e diversificato. Con la sua presenza a Roma, il Cirque du Soleil conferma il suo ruolo di ambasciatore dell’arte e della creatività a livello internazionale, portando avanti la sua missione di ispirare, emozionare e stupire.

Il Cirque du Soleil è la prova che l’arte, nella sua molteplicità di forme e manifestazioni, può contribuire a creare un mondo più ricco, più vario e più armonioso, in cui le differenze diventano motivo di incontro e di scambio, piuttosto che di divisione e conflitto. Attraverso le sue straordinarie performance, la compagnia ci invita a riflettere sulla nostra condizione umana, a scoprire nuove prospettive e a coltivare la nostra capacità di stupirci di fronte alla bellezza e alla complessità dell’esistenza.

Il successo del Cirque du Soleil testimonia anche l’importanza di investire nella cultura e nell’arte, come motori di sviluppo economico e sociale. Attraverso la creazione di posti di lavoro, il sostegno a progetti educativi e sociali e la promozione del turismo, la compagnia ha contribuito in maniera significativa al progresso delle comunità in cui si è esibita, generando un impatto positivo sia a livello locale che globale.

Una celebrazione dell’arte e dell’umanità

Il Cirque du Soleil rappresenta una celebrazione dell’arte e dell’umanità, un tributo alla nostra capacità di sognare, di creare e di superare i limiti del possibile. Ogni spettacolo è un viaggio emozionale e sensoriale che ci trasporta in mondi lontani e affascinanti, dove i confini tra realtà e fantasia si dissolvono e il quotidiano si trasforma in qualcosa di straordinario.

Assistere a uno spettacolo del Cirque du Soleil è un’esperienza unica e indimenticabile, che ci permette di riscoprire il valore dell’arte come strumento di conoscenza, di espressione e di crescita personale. In un’epoca in cui siamo sempre più esposti a stimoli visivi e sonori, la compagnia ci offre l’opportunità di rallentare, di immergerci in un universo di pura poesia e di lasciarci trasportare dalla magia dello spettacolo.

Il Cirque du Soleil e la responsabilità sociale

Il Cirque du Soleil è consapevole del ruolo che può svolgere nel promuovere il benessere sociale e ambientale e, di conseguenza, si impegna attivamente in diverse iniziative volte a migliorare la vita delle persone e a proteggere il nostro pianeta. Grazie al suo impegno filantropico e alla sua vocazione artistica, la compagnia ha dimostrato che è possibile coniugare successo e responsabilità, creando un modello di business sostenibile e socialmente responsabile.

La presenza del Cirque du Soleil a Roma è, quindi, un’opportunità non solo per vivere un’esperienza artistica unica, ma anche per sostenere una realtà che ha fatto della solidarietà e del rispetto per l’ambiente i suoi valori fondamentali. L’appuntamento con il Cirque du Soleil è un invito a riscoprire l’arte e la bellezza, a credere nel potere della creatività e a contribuire, ognuno nel suo piccolo, alla costruzione di un mondo migliore.

“Tra le pieghe del tempo e le acrobazie dell’immaginazione, il Cirque du Soleil ci insegna a danzare con i sogni e a sfidare le leggi dell’ordinario.” (Anna Del Bene)

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Il Comune di Viareggio presenta la mostra d’arte...

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Il Comune di Viareggio, in collaborazione con l’Adac di Modena, è lieto di presentare una straordinaria mostra d’arte contemporanea intitolata “I Pittori della Metacosa”.

Sette illustri artisti – Giuseppe Bartolini, Giuseppe Biagi, Gianfranco Ferroni, Bernardino Luino, Sandro Luporini (celebrato pittore e storico paroliere di Giorgio Gaber per quasi quarant’anni) Lino Mannocci e Giorgio Tonelli – esporranno le loro opere presso la Galleria GAMC di Viareggio dal 1 giugno al 13 ottobre 2024.

L’inaugurazione, fissata per il 1 giugno alle ore 18, promette un’esperienza imperdibile di approfondimento nella tradizione della pittura figurativa, guidata dal curatore Adriano Primo Baldi e arricchita dal saggio critico di Luca Pietro Nicoletti.

(di Lino Manocci)

“I Pittori della Metacosa” si unirono nel 1979 con un manifesto di poche parole che sottolineava l’importanza della ricerca artistica comune e la stima reciproca tra gli artisti: “Anche se non si può parlare proprio di un gruppo, la mostra che presentiamo vuole essere qualcosa di diverso da una collettiva. Ci siamo uniti non solo per stima reciproca, ma soprattutto per verificare la possibilità di una ricerca in comune”.

Questo gruppo ha rappresentato una vera e propria epopea creativa, sfidando le convenzioni artistiche fin dal suo inizio.

Un breve passaggio indietro nel tempo ci porta alla Viareggio del 1983, quando al Palazzo Paolina Giuseppe Bartolini, Gianfranco Ferroni, Bernardino Luino, Sandro Luporini, Lino Mannocci e Giorgio Tonelli tennero una delle loro prime mostre.

Oggi, dopo quarant’anni e un lungo percorso, di gruppo e individuale, ritornano insieme a Viareggio.

Gli artisti della Metacosa animarono l’ambiente culturale milanese negli anni ’80, operando nello studio di Gianfranco Ferroni e dando vita al movimento di tendenza chiamato “Metacosa”. La loro prima mostra a Brescia nel 1979, curata dal famoso critico Roberto Tassi, segnò l’inizio di una serie di esposizioni che hanno coinvolto città come Milano, Bergamo, Vicenza e molte altre.

Un momento significativo nella storia del gruppo è stata la mostra intitolata “Fenomenologia della Metacosa” allo Spazio Oberdan di Milano nel 2004, curata da Philippe Daverio. Questo evento, che segnò il debutto di Daverio come curatore, testimoniò il riconoscimento dell’importanza e della rilevanza del movimento artistico.

Philippe Daverio, noto critico d’arte e gallerista di fama, fu il curatore di questa mostra e, in precedenza, uno straordinario assessore alla cultura del comune di Milano. La sua partecipazione alla mostra “Fenomenologia della Metacosa” del 2004 rappresentò un momento significativo nel panorama artistico italiano.

La mostra “I Pittori della Metacosa”, curata da Adriano Primo Baldi, ex storico collaboratore di Philippe Daverio, si ispira al progetto ideato dallo stesso Daverio vent’anni fa nel capoluogo meneghino. Gli artisti del Gruppo sono gli stessi, ma le opere esposte attraversano il tempo, rappresentando l’intero percorso della loro attività, dal 1979 fino ad oggi.

Ogni pittore di questo gruppo ha la propria luce; la qualità e la sostanza della luce essendo diversa in ognuno di loro; la coincidenza di poetica non comporta coincidenza di stile o di poesia. Il fascino e la verità della mostra sta proprio in questo, nell’unire intorno a una comune idea, e quasi filosofia, della pittura, artisti molto diversi.

L’evento, celebrato come una vittoria della cultura e della pluralità artistica, offre un’opportunità senza precedenti di immergersi nell’universo affascinante di artisti che hanno resistito alla marea delle avanguardie per abbracciare una visione unica e audace della pittura figurativa.

Sandro Luporini e Giorgio Gaber

Il Comune di Viareggio è orgoglioso di ospitare questa straordinaria esposizione, offrendo al pubblico l’opportunità di esplorare l’opera di artisti che hanno segnato in modo indelebile il panorama artistico del secondo Novecento.

Alla mostra “I Pittori della Metacosa” è dedicato un voluminoso catalogo di 230 pagine con 110 riproduzioni a colori edito da Edizioni Pendragon.

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Margarita: dopo 20 anni arriva il sequel di Floricienta per...

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È il 2004 quando “Flor, speciale come te” entra nei cuori di milioni di telespettatori, portando con sé una ventata di freschezza e magia. Vent’anni dopo, l’eredità di Florencia Fazzarino e del Conte Massimo continua a vivere, non solo nei ricordi, ma anche in una nuova generazione. “Margarita, que tu cuento valga la pena” è il titolo della nuova serie, la cui protagonista sarà l’attrice Mora Bianchi, che ci riporta nel mondo incantato creato da Cris Morena.

La protagonista è Margarita (interpretata da Mora Bianchi), la figlia di Flor e Massimo, erede al trono del regno immaginario di Krikoragán. Lei è una giovane ragazza cresciuta in un orfanotrofio, in quanto in tempi di grande tumulto nel Regno, i suoi genitori esiliarono lei (allora una bambina) e i suoi fratelli Federico e Andrés, per proteggerli, prima di scomparire. Margarita è ignara delle sue nobili origini e della complessa rete di bugie tessute attorno alla sua nascita. Il destino, però, ha in serbo per lei un’avventura straordinaria: partecipando a un programma televisivo per giovani talenti, entra in contatto con Delfina, la vecchia nemica della madre, che ora dirige lo show con il suo consueto machiavellismo.

Il trailer ufficiale

Tra amicizie sincere e inganni subdoli, Margarita si ritrova a scoprire pezzi del suo passato, lentamente ricostruendo il puzzle della sua identità. La serie promette di far rivivere agli spettatori le emozioni di un tempo, con un mix di musica, amore e dramma che ha reso indimenticabile la storia di Flor. La colonna sonora, iniziata con il brano “Mucho, poquito o nada”, già risuona nei cuori dei fan, richiamando alla mente le melodie che hanno accompagnato le avventure della loro eroina.

Nel cast di “Margarita” ci saranno anche Julia Calvo e Maria Del Cerro, accanto a nuovi talenti che promettono di arricchire la narrazione con interpretazioni fresche e appassionate. Un ritorno particolarmente atteso è quello di Isabel Macedo, nei panni dell’intrigante Delfina, e Graciela Stefani, la perfida Malala, due personaggi che hanno lasciato un’impronta indelebile nella serie originale. Macedo ha espresso la sua grande felicità nel tornare a interpretare il ruolo della cattiva, un personaggio che ha saputo incarnare due decenni fa. “Non riesco a smettere di piangere quando vedo video e immagini di tutto quello che è successo in questi 20 anni di Floricienta e di tutto quello che verrà”, ha scritto su Instagram.

Ma dove eravamo rimasti?

Negli ultimi episodi della seconda stagione di Floricienta, Flor scopre di essere incinta di Massimo e di aspettare non due, ma tre gemelli: Federico Augusto, Margarita Anna e Andrés Florencio. Ogni nome porta con sé un significato profondo: Federico Augusto: in onore del primo ed eterno amore di Flor, Federico, e del secondo nome di Massimo, Augusto; Margarita Anna: combinazione dei nomi della madre di Flor, Margarita, e di Anna, la madre di Massimo; Andrés Florencio: unisce il secondo nome del defunto padre di Massimo, Andrés, e una versione maschile del nome Flor.

Delfina, ormai in carcere, evade e rapisce la piccola Margarita per chiedere un riscatto. Tuttavia, nel corso del rapimento, Delfina inizia a provare affetto per la bambina, comprendendo il vero significato dell’amore e restituendola ai suoi genitori. Questa esperienza la porta a confessare di essere legalmente sposata con Lorenzo, invalidando i suoi matrimoni con Massimo e Federico, permettendo finalmente a Flor e Massimo di sposarsi. Massimo, rinunciando al titolo di Conte, adotta i fratelli Fritzenwalden e sposa Flor, completando così il loro sogno di una grande famiglia unita.

Florencia Bertotti ha spiegato la sua assenza nella serie, dicendo: “Il personaggio di Floricienta aveva appena avuto tre gemelli e non potevo immaginarla come madre, perché sarebbe stata irresponsabile. Quel personaggio portato alla maternità mi sembrava difficile da raccontare. Sentivo che fino a quel momento era stato perfetto, che si trattava più di voler approfittare del successo che stavamo avendo. Mi sembrava che il risultato ottenuto fosse buono. La gente mi vede molti anni dopo e mi associa a un momento bellissimo, o a un ricordo della propria famiglia, dell’andare a teatro. Sarei ingrata se non lo apprezzassi e se non lo prendessi come una benedizione che le persone mi ricordino con affetto.“.

L’attesa è (quasi) finita: Margarita si presenta come un collegamento tra passato e futuro, un’occasione per vecchi e nuovi fan di immergersi in una storia che, come vent’anni fa, parla di sogni, speranza e amore. Prepariamoci a vivere una nuova fiaba, dove ogni episodio è una finestra aperta sulla magia che solo Cris Morena sa creare. La prima puntata sarà pubblicata su HBO Max probabilmente a giugno/luglio o settembre 2024. Non si sa ancora quando la serie arriverà in Italia, ma i fan sperano che possa accadere presto.

Margarita è pronta a conquistare il pubblico, e noi siamo pronti a sognare ancora una volta… Perché, come ci ha insegnato Floricienta, l’amore e i sogni possono cambiare il mondo.

E in ogni sussurro di vento che attraversa il tempo, ricorda: le leggende non nascono, si risvegliano nelle storie che viviamo ogni giorno. Quando i sogni sembrano lontani e le speranze sbiadiscono, è proprio allora che qualcuno, da qualche parte, sta vivendo la sua favola grazie a loro… Grazie a Floricienta, abbiamo imparato che la magia è sempre viva, basta crederci, perché in ogni storia c’è un po’ della nostra vita, pronta a riemergere.” (Junior Cristarella)

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Inaugurato a Sant’Antimo il centro antiviolenza...

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Oggi è stato inaugurato il nuovo Centro Antiviolenza intitolato a Giulia Tramontano, la giovane donna tragicamente uccisa lo scorso anno insieme al figlio Thiago. La cerimonia ha visto la partecipazione dei genitori di Giulia, Loredana Femiano e Franco Tramontano, che hanno svelato un murale raffigurante Giulia, opera della street artist Trisha Palma.

Il centro è stato creato per offrire sostegno alle vittime di violenza e rappresenta un punto di riferimento per chi ha bisogno di supporto psicologico e legale. La Commissaria straordinaria Gabriella D’Orso ha sottolineato l’importanza di questa struttura per la comunità, un luogo dove le donne possono trovare accoglienza e aiuto concreto.

Il murale, situato in via Lavinaio, non solo omaggia Giulia, ma serve anche come simbolo di consapevolezza e prevenzione della violenza di genere. La presenza dei familiari di Giulia ha reso la cerimonia ancora più toccante, trasformando il dolore in un messaggio di speranza e cambiamento.

Il centro fa parte del progetto “La città invisibile“, un’iniziativa volta a sensibilizzare il pubblico e promuovere la cultura della non violenza. Con questa inaugurazione, Sant’Antimo si impegna a costruire una società più sicura e giusta per tutte le donne, rendendo omaggio alla memoria di Giulia Tramontano e lavorando concretamente per un futuro migliore.

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