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Intervista esclusiva a Guenda Goria: «Al di là di quello...

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Intervista esclusiva a Guenda Goria: «Al di là di quello che può essere un seme che un genitore pone, altri semi sono cresciuti in me»

Il pubblico televisivo sta imparando a conoscerla giorno dopo giorno, in seguito alla fortunatissima esperienza al Grande Fratello Vip 5 che le ha dato modo di farsi apprezzare da una platea più ampia. Tuttavia, la giovane Guenda Goria ha avuto, fin dall’infanzia, un’innata passione per tutto il mondo dell’arte, anche grazie a Maria Teresa Ruta e Amedeo Goria, i suoi genitori. Non a caso è un’attrice, una musicista e si sta dedicando, attualmente, anche al ruolo di inviata televisiva. Uno dei suoi sogni nel cassetto è infatti quello di condurre un programma di viaggi, magari insieme al fidanzato Mirko Gancitano, attualmente tra i protagonisti de La Pupa e il Secchione Show.

Intervista a cura di Roberto Mallò e Sante Cossentino (Massmedia Comunicazione)

Ciao Guenda, benvenuta su Sbircia la Notizia Magazine. Sei un’attrice, ma anche una musicista, appassionata di arte a 360°. Questo amore ti è stato trasmesso dalla famiglia?

“Naturalmente, mi è stato tramandato. La passione per lo spettacolo e per il teatro è qualcosa che mi ha trasmesso mamma, così come quella per l’arte. Oltre al mio papà, posso dirti però che anche mio nonno paterno era un grande intellettuale appassionato di arte. Sicuramente, questa passione è una cosa che ho assorbito familiarmente. Tuttavia, devo dire che ero molto recettiva come bambina, nel senso che ero sempre felice quando mamma mi comunicava che mi avrebbe portato, ad esempio, a teatro, al contrario magari di mio fratello che si nascondeva ovunque pur di non uscire e non andarci. Lo spettacolo, così come la recitazione e la parte più artistica legata al teatro, era qualcosa che mi incantava. Volevo infatti sempre andare a vedere l’Opera, il balletto, il musical. Mi piaceva proprio tanto stare dietro le quinte ed ho avuto la fortuna di studiare musica e danza”.

Sicuramente la tua era una predisposizione artistica, no?

“Certo. Avevo una predisposizione molto forte, soprattutto per la musica. Non a caso, ho fatto studi musicali importanti. Le passioni a cui ero stata instradata sono state quelle che ho coltivato e portato avanti con determinazione e verità. Al di là, appunto, di quello che può essere un seme che un genitore pone sottoterra per farlo germogliare, altri semi sono cresciuti in me. Sono sempre stata una bambina con una forte indole artistica: mi piaceva disegnare, suonare, cantare. Insomma, ci sono degli elementi che appartengono a me in maniera diversa rispetto ai miei genitori. Le nostre passioni comuni, infatti, sono declinate differentemente: ad esempio, a me piace il mondo classico e raffinato; quello della prosa e della musica classica. Anche se, adesso, mi sto affacciando nel mondo più leggero della televisione, dalla quale sono stata lontana per tanti anni. Forse perché volevo evitare di entrare in un campo che sentivo appartenere di più ai miei genitori rispetto a me”.

Nonostante questo, hai partecipato però da giovanissima all’Isola dei Famosi, in qualità di “figlia di”, e dopo un po’ di anni buio, televisivamente parlando, c’è stato il Grande Fratello Vip 5. Come mai hai deciso di metterti nuovamente alla prova in un reality?

“Sì, il buio televisivo è stato, al contrario, pieno per quello che riguarda la mia carriera teatrale e cinematografica. Quella di allontanarmi dalla tv è stata una mia scelta. Ero rimasta un po’ scottata dall’esperienza pesante fisicamente dell’Isola dei Famosi. Nei reality, mi accade spesso di essere molto amata ma di non vincere mai. Anche lì, infatti, ero candidata alla vittoria, ma poi alla fine ha vinto Daniele Battaglia, un figlio dei Pooh, con un televoto flash. Ma questo non importa, visto che poi al Grande Fratello Vip è accaduta un po’ la stessa cosa, dato che sono stata eliminata a sorpresa. Si vede che ho il karma per situazioni di questo genere. Ci avevo fatto il callo all’Isola e non me la sono presa nemmeno al GFVip. Alla fine, si tratta di giochi; le dinamiche sono tante. Motivo per cui prendo tutto in maniera più leggera e professionale. Se ci pensi, è più importante lasciare un segno, indipendentemente dalla posizione che poi uno ottiene. Anche per dare una continuità alla carriera”.

Mi sembra un buon ragionamento…

“Beh, sì. Altrimenti, i reality rischiano di essere esperienze che muoiono lì. Ti danno una bella consapevolezza umana, perché sono esperienze di vita e visibilità che spesso non si riesce a trasformare. Perché, in caso contrario, possono diventare persino controproducenti, se uno si allontana troppo dalla propria carriera o fa dei grossi scivoloni. In ogni caso, all’occasione del GFVip ho deciso di rispondere con grande entusiasmo. Anche pensando al fatto che ci sarebbe stata una seconda ondata di Covid, per cui il programma avrebbe potuto fare compagnia a tanti italiani. Immaginavo dunque che potesse essere un’edizione seguita e su questo ho avuto ragione, dato che poi è stata allungata, a sorpresa, fino a sei mesi. Oltre ad essere stata vincente dal punto di vista degli ascolti, l’edizione del reality a cui ho partecipato ha avuto anche un alto indice di gradimento. Mi viene da fare un paragone con quella che si è appena conclusa, che ha avuto sì tanti ascolti, ma l’affezione ai personaggi è stata inferiore. Il GFVip 5 è rimasto nel cuore dei telespettatori e questo, dal mio punto di vista, ha tanto valore”.

I tuoi genitori sono Maria Teresa Ruta, giornalista e conduttrice, e Amedeo Goria, giornalista. Sei attrice e quindi fai parte di un campo in cui loro non c’entrano particolarmente. Questa voglia di recitare quando ti è venuta?

“Nasce forse da una timidezza e dalla voglia di esprimermi da un mondo interiore molto ricco. È nato anche da una passione culturale per il cinema. Da un desiderio di trovare forza attraverso i personaggi. Nasco molto timida, in realtà. Ho sempre fatto fatica ad autodeterminarmi. Anche se sembra che ho un carattere molto forte, ho convissuto da sempre con le mie fragilità. Il fatto di indossare una maschera e poter interpretare altro mi autorizzava a tirare fuori dei colori che nella vita reale non usavo”.

Tra i personaggi che hai interpretato ce n’è qualcuno che ti è rimasto di più nel cuore?

“Indubbiamente il ruolo di Clara Schumann nello spettacolo La Pianista Perfetta. È il ruolo della mia vita, scritto e costruito su di me, insieme alla grande penna della scrittura italiana che è Giuseppe Manfridi. Clara è una perfezionista, una donna romantica di grande forza che ha respirato un po’ di follia ed è straordinaria. Mi piace molto interpretarla. Inoltre, devo citare Violetta nel prime time de Il Paradiso delle Signore. E adoro i cattivi shakespeariani. Ho interpretato il ruolo di Regan, la figlia cattivissima del Re Lear, e mi ha molto divertita. Credo che Shakespeare scriva dei bei personaggi ed ho una goduria interpretare soprattutto quelli cattivi”.

Ci sono dei prossimi progetti lavorativi di cui puoi parlarci?

“Sono in scena con La Vespa, uno spettacolo a due donne. Ci sarà ancora La Pianista Perfetta a teatro, che andrà anche al Parlamento Siciliano. Come avrai visto, sto seguendo le avventure del mio fidanzato Mirko Gancitano a La Pupa e il Secchione Show. Insieme a lui, continuo a portare avanti il progetto di viaggi per promuovere l’Italia. Ho infine molte proposte per l’estate e per l’anno prossimo, che sto definendo. Con Mirko, non a caso, stiamo mettendo in piedi un magazine di viaggi. Mi muovo sempre su più fronti. E la vita mi sta regalando tante gioie che mi godo”.

A proposito di Mirko. So che vi siete conosciuti a Sharm El Sheik. Il vostro è stato un colpo di fulmine?

“No, non è stato un colpo di fulmine. Inizialmente, abbiamo avviato una conoscenza amichevole. Non avevo intenzione di avere avventure o fidanzarmi; in quel periodo, volevo rimettere insieme dei pezzi della mia vita dopo un inverno bellissimo ma pesante dal punto di vista privato. Era appena finito il GFVip, motivo per cui sono partita in Egitto per stare per conto mio. C’era stata la lontananza di mamma, avevo avuto delle difficoltà fisiche, senza tralasciare il Covid. Quando sono arrivata lì ho cominciato dunque a chiacchierare con Mirko, che ho pensato da subito fosse un ragazzo molto dolce. E ci siamo trovati a parlare di viaggi, finché una sera, per caso, ci siamo guardati ed è scattato un bacio. Da quel momento è nato qualcosa di speciale, che partiva dal cuore, tra due persone che si sono volute bene fin da subito. E da lì è stato tutto bello, sereno e affettuoso. Nessuno ha mai adottato delle tattiche, come pensare di scappare o di farsi rincorrere. E infatti Mirko mi ha subito mandato un mazzo di rose rosse, che in Egitto è complesso trovare. Ci siamo innamorati giorno dopo giorno. Mirko mi ha permesso di aprire il cuore e penso che mi abbia addolcito e migliorata come donna. Ho smussato, grazie a lui, anche alcuni spigoli caratteriali che ho. Abbiamo anche annunciato il matrimonio; è una storia che ha dato tanto ad entrambi”.

Attualmente, Mirko sta partecipando a La Pupa e il Secchione Show. Come lo vedi da concorrente-secchione? È stato “accoppiato” a Mila Suarez che conosceva già. Una situazione non semplice, dato che c’erano degli attriti tra di loro.

“Sì. Di attriti tra di loro ce ne sono parecchi. Tuttavia, mi sembra che stiano cercando di smussarli. E ricordiamoci che Mirko è stato costretto a scegliere tra Mila e Vera Miales, la compagna di mio padre Amedeo. E quello era il suo peggiore incubo. Sperava tutte le pupe, fuorché loro. Tra l’altro, la dinamica con Mila è davvero complessa, anche perché è una pupa che tende ad attaccare i giudici, come ha fatto ad esempio nella prima puntata con Soleil Sorge, facendo guadagnare alla coppia lo scontro per l’ipotetica eliminazione. Questo, alla lunga, rischia di non giovare al percorso. Ma sanno essere anche simpatici. Non a caso, mi sono ribaltata sulla sedia quando lei ha detto che Roma era uno dei sette vizi capitali. Insomma, Mila e Mirko sono una coppia che scoppia, ma sono curiosa di vedere le prossime evoluzioni. Ritengo che siano due caratteri incompatibili e potrebbero nascere tante scintille, a meno che il tutto non sfoci in una grande amicizia”.

Un rapporto burrascoso che dipende anche dal fatto che Mila è l’ex di Alex Belli, migliore amico di Mirko?

“Sì. Non è un segreto che tra Alex e Mila c’è una forte antipatia. Mirko si trova dunque in una situazione complessa, ma Mirko non è Alex ed è giusto che non si faccia troppo condizionare nel suo rapporto con Mila a La Pupa e il Secchione Show”.

Al di là di Mila, immagino che tu sia contenta perché così Mirko, grazie al reality, può farsi conoscere di più dal pubblico?

“Certo. È un’esperienza di vita che può fortificarlo. Mirko è un ragazzo molto dolce, con le sue fragilità. Secondo me, può funzionare a livello televisivo perché ha dei valori sani. Sono quindi contenta di questa opportunità, che penso lo fortificherà e gli darà delle nuove chiavi per il suo futuro. Potrà farsi conoscere per quello che è; gli darà più notorietà. E, tra l’altro, sta lavorando con Barbara D’Urso, che trovo sia una professionista straordinaria che sta conducendo benissimo La Pupa e il Secchione Show. Il programma è molto divertente e mi piace l’entusiasmo con cui Barbara intraprende le nuove avventure. È veramente una professionista. Trovo che il reality sia onesto e non si prenda troppo sul serio. Infine, sono azzeccati anche gli opinionisti: Antonella Elia, che è una mia cara amica, Federico Fashion Style, e Soleil Sorge, che sta portando avanti la sua carriera nella direzione giusta”.

E del carattere di Mirko, invece, che cosa mi puoi dire?

“Mirko è un ragazzo dolce, ma ha sicuramente il suo caratterino, motivo per il quale potrà sorprendere.  Sicuramente ne vedremo delle belle. È anche in grado di fermare Mila, qualora esagerasse. Anche se mi auguro sempre che si formi una bella amicizia. Tuttavia, è inutile negare quanto la Suarez abbia un carattere con cui Mirko, nella vita, entra in conflitto”.

E di Vera Miales, che faceva parte della rosa delle pupe del programma, cosa pensi? È la compagna di tuo padre, ma tra di voi non scorre buon sangue…

“C’è sicuramente un’antipatia reciproca. Per ora non credo ci siano possibilità di riappacificazione. Per fare la pace, ritengo che uno debba dire delle cose in maniera diversa. Altrimenti io resto nella mia posizione. Il dialogo deve nascere da una volontà di dialogare reale. Ma, al momento, non c’è mai stata. Nessuno mi ha mai contattato per dialogare, anche se magari in televisione Vera ha detto che io non le rispondevo al telefono o cose varie. Mio padre ogni tanto ci prova a instaurare un dialogo tra di noi, ma ad oggi è tutto bloccato”.

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Giornalista e fondatore dell’agenzia Massmedia Comunicazione, è il motore dietro gran parte delle nostre interviste. Con un occhio per i dettagli e un talento nel porre le domande giuste, contribuisce significativamente al nostro contenuto.

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Covid, forte legame tra smog e virus: lo studio

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Ricerca Enea-Università di Roma Tor Vergata

Covid, forte legame tra smog e virus: lo studio

Uno studio Enea - Università di Roma Tor Vergata ha evidenziato una forte affinità tra il particolato atmosferico (Pm2.5) e la proteina Spike del virus Sars-Cov-2 responsabile del Covid. I risultati, che descrivono l’interazione tra le polveri sottili e il virus attraverso simulazioni di dinamica molecolare eseguite con il supercalcolatore Cresco6, sono stati pubblicati sulla rivista online Science of The Total Environment e rientrano nell’ambito del progetto Pulvirus.

“Durante la fase iniziale della pandemia la Lombardia e, in generale, tutta l’area della Pianura Padana sono state colpite più duramente dall’infezione virale rispetto al resto del Paese. Parliamo di una parte d’Italia tra le più inquinate e questo ha portato la comunità scientifica a ipotizzare un possibile ruolo del particolato atmosferico nella diffusione del virus”, spiega Caterina Arcangeli, ricercatrice Enea del Laboratorio Salute e Ambiente e coautrice dello studio insieme ai colleghi Barbara Benassi, Massimo Santoro e Milena Stracquadanio e ai ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma Tor Vergata Alice Romeo, Federico Iacovelli e Mattia Falconi.

Lo studio è partito dalla verifica e dimostrazione della presenza del genoma del virus responsabile del Covid-19 su almeno il 50% dei campioni di filtri per il Pm2.5 raccolti nella città di Bologna nell’inverno del 2021. “A seguire abbiamo realizzato al computer modelli molecolari semplificati di Pm2.5 e di Sars-Cov-2 e abbiamo valutato la loro interazione mediante simulazioni ad alte prestazioni eseguite con il supercalcolatore Cresco6”, aggiunge Arcangeli.

Le simulazioni - spiega una nota - hanno mostrato chiaramente che i glicani (zuccheri) presenti sulla superficie della proteina Spike giocano un ruolo importante nell’interazione tra virus e particolato, mediando il contatto diretto con la corrispondente superficie del nucleo di carbonio del Pm2.5. Inoltre, dallo studio emerge anche una stretta correlazione tra Pm2.5 e virus anche rispetto alle caratteristiche chimiche del particolato fine, il cui contenuto in carbonio elementare sembra avere una funzione guida nell’interazione con il Sars-Cov-2.

“Sebbene l’affinità tra Pm2.5 e Sars-Cov-2 appaia plausibile, la simulazione non permette di valutare se queste interazioni siano sufficientemente stabili per trasportare il virus nell’atmosfera o se il virione mantenga la sua infettività dopo il trasporto. La possibilità che il virus possa essere ‘sequestrato’ dal Pm, con conseguente riduzione di infettività e diffusione, o inattivato da questa forte interazione con il particolato non può essere quindi esclusa”, prosegue la ricercatrice Enea.

La forza delle simulazioni al computer effettuate da questo studio risiede nella capacità di modellare diversi tipi di particolato, variando sia la concentrazione che la composizione chimica degli inquinanti atmosferici. Queste simulazioni possono, dunque, rappresentare uno strumento utile per valutare rapidamente l’eventuale interazione delle polveri sottili con virus, batteri o altri bersagli cellulari rilevanti. “Questa possibilità potrebbe dimostrarsi utile per contrastare o controllare la diffusione di future malattie trasmesse per via aerea in regioni altamente inquinate e fornire informazioni utili per elaborare piani di controllo dell'inquinamento dell’aria”, conclude Arcangeli.

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Doug Pitt: l’uomo oltre il nome famoso

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Nel mondo delle celebrità, spesso i riflettori sono puntati su nomi familiari come Brad Pitt, ma dietro ogni grande figura c’è un intero universo di individui che contribuiscono in modo significativo al loro settore e alla società nel suo complesso. Uno di questi casi è quello di Doug Pitt, fratello minore dell’acclamato attore Brad Pitt. Ma Doug è molto di più di “il fratello di”. È un imprenditore di successo, un filantropo appassionato e una figura che merita sicuramente di essere conosciuta più a fondo. Personalità sfaccettata e di grande successo, ha un nome costruito grazie alle sue aziende votate alla tecnologia e alle numerose attività di filantropo nel corso degli anni.

Dal fratello di Brad Pitt all’individuo di successo

Nato il 2 novembre 1966 a Springfield, nel Missouri, Doug Pitt è soprattutto conosciuto perché condivide lo stesso sangue con l’attore hollywoodiano Brad Pitt. Spesso cresciuto all’ombra del più celebre fratello maggiore, Doug ha intrapreso una strada di successo contando sulle proprie capacità e i propri interessi. Dopo aver completato gli studi all’università della sua contea, infatti, ha iniziato una carriera tutta in salita nei settori immobiliare e finanziario, mostrando sin da subito il suo talento nel mondo degli affari. Risale all’aprile del 1991 la fondazione della sua prima azienda, la ServiceWorld Computer, occupata nella fornitura di servizi informatici. A soli 25 anni inizia così la scalata che lo porterà nel mirino del club dei milionari.

Nel 2007 decide di cedere il 75 per cento degli interessi dell’azienda a Miami Nations Enterprises rimanendone però il proprietario e principale partner operativo. Nel 2012 fonda quindi TSI Integrated Services in collaborazione con TSI Global. Nel 2013 Pitt e Miami Nations Enterprises decidono di fondere ServiceWorld con TSI Global. Nel 2017 Pitt ricompra la sua prima società di computer creando la nuova Pitt Development Group, società specializzata in sviluppi commerciali e territoriali. Con questa azienda si è proposto come leader indiscusso nel settore.

Imprenditore e Filantropo

Doug Pitt non è solamente un uomo d’affari di successo, ma un filantropo impegnato che usa i suoi mezzi a disposizione per intervenire in aree critiche del mondo. “Care to Learn”, di cui è il fondatore, è un’organizzazione benefica che fornisce risorse essenziali a bambini che vivono in contesti difficili. L’organizzazione si concentra su bisogni fondamentali come cibo, vestiti e attrezzature scolastiche, permettendo ai più giovani di crescere e imparare in un ambiente positivo e accogliente.

Doug è anche collaboratore di Waterboys.comWorldServe International e Africa 6000 International (a cui partecipa anche la sorella Julie), organizzazioni impegnate nella fornitura di acqua potabile nei paesi africani più in difficoltà, come Tanzania e Kenya. Nel 2010 l’allora presidente della Tanzania Jakaya Kikwete lo ha insignito del titolo di Ambasciatore di buona volontà per la Repubblica Unita di Tanzania. Con questo titolo opera in qualità di intermediario per tutte quelle aziende che vogliono contribuire alla rinascita economica e culturale del paese. Nel 2011 il presidente americano Bill Clinton lo ha premiato con l’Humanitarian Leadership Award.

Dietro le quinte dell’industria del vino

Oltre al suo coinvolgimento nel settore immobiliare e nell’ambito delle opere di beneficenza, Doug Pitt ha anche sviluppato una passione per il mondo del vino. È coinvolto nella gestione di “Pitt Vineyards”, un’azienda vinicola che produce vini di alta qualità. Questa dedizione per il vino riflette la sua grande curiosità e il suo interesse per settori imprenditoriali differenti.

Una vita riservata

La famiglia di primo piano non ha impedito a Doug Pitt di mantenere un profilo relativamente basso nel mondo dei media. Ha cercato, infatti, di proteggere la sua privacy e di concentrarsi sul suo lavoro e sulle sue passioni, piuttosto che sfruttare la sua connessione familiare per attirare l’attenzione dei riflettori. Nel 1990 ha sposato Lisa Pitt, conosciuta all’università, e insieme hanno tre figli: Landon, Sydney e Reagan.

Nonostante abbia sempre cercato di non farsi notare, in certe occasioni è apparso sui media presentandosi in modo scherzoso come il fratello del più celebre Brad. Ha girato diversi spot pubblicitari, come quello per Virgin Mobile Australia, e in alcuni ha vestito persino i panni del fratello, come nella pubblicità per Mother’s Brewing Company. In diverse interviste rilasciate (come quella all’emittente Nova FM) ha anche ammesso di essere scambiato per il fratello almeno 3 volte a settimana da sconosciuti che lo incontrano per strada. Questo perché i due fratelli oltre a condividere carriere di successo, hanno effettivamente un fisico e dei lineamenti molto simili.

L’eredità di Doug Pitt

La storia di Doug Pitt dimostra come dietro a ogni individuo ci siano esperienze, imprese e passioni diverse che meritano di essere riconosciute. Pur essendo spesso additato come “il fratello di Brad Pitt”, la sua dedizione per il mondo degli affari, il suo coinvolgimento nella beneficenza e la sua capacità di perseguire le sue passioni lo rendono un esempio di impegno e di successo. Il suo lavoro nel settore imprenditoriale e filantropico dimostra come sia possibile creare un’eredità significativa indipendentemente dal nome di famiglia e che ognuno ha il potenziale per influenzare positivamente sulla vita degli altri.

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È finalmente nelle sale cinematografiche il film “Tic Toc”

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E continua anche il suo tour promozionale con vari appuntamenti.

Girato a Terni negli studios di Papigno, la commedia è stata diretta dal regista Davide Scovazzo mentre la produzione è stata affidata ad Anteprima Eventi Production e Management S.r.l. di Massimiliano Caroletti. Il film vanta un cast di eccezionali attori noti al pubblico tra cui Eva Henger, Maurizio Mattioli, Sergio Vastano, Fausto Leali, Donatella Pompadour, Valentino Marini, Paolo Pasquali alias Doctor Vintage, Cristiano Sabatini alias Bike Chef, Simone Bargiacchi alias Antonio Lo cascio, Samuel Comandini Alisa Zio_ Command, Fabio Stirlani alias Stirlo , Dimitri Tincano, Jennifer Caroletti, Antonella Scarpa alias Himorta, Vanessa Padovani alias Miss Mamma Sorriso, Chaimaa Cherbal, Claudia Letizia ,Elena Colombi , Paola Caruso, Luigi Iocca, Giuseppe Lisco, Rosy Campanale, Daniel Bellinchiodo, Francesco Aquila, Michela Motoc.

E proprio Eva Henger con Massimiliano Caroletti insieme alla figlia Jennifer, al suo debutto sul grande schermo, sono ospiti della prestigiosa kermesse cinematografica Ischia Global Fest, e incontreranno il pubblico prima della proiezione con Doctor Vintage, anche lui nel cast della pellicola, nella serata del 13 luglio.

Filo conduttore del film il rapporto con i social. Tic Toc è una commedia che intreccia tante vicende e scopre tante realtà partendo dalla storia di quattro intraprendenti scansafatiche che per guadagnare qualche soldo decidono di rapire Eva Henger. Un progetto che frana a causa del Covid e che innesca un susseguirsi di intoppi divertenti: “Un gruppo di Sinti, una sorta di gang Fedeli al triste, ma vero, gioco di parole “è tutto LORO quello che luccica”, i quattro passano giornate ad invidiare le superstar di oggi , ovvero gli, e soprattutto le, Influencers, attribuendo a ognuno e a ognuna di loro vite principesche, fatte di limousines, jet privati, champagne della migliore categoria, ville gigantesche e stuoli di servitori, tutto ciò che, nella loro miseria, è loro negato dalla vita, in una maniera che, dal loro punto di vista, reputano ingiusta ed immorale. Stufi di raccogliere le briciole di quello che loro credono essere solo un mondo dorato e pieno di privilegi, i quattro mascalzoni vengono a sapere che la star Eva Henger inaugurerà una Escape Room (cosa che loro non hanno idea di cosa sia) a Terni, per cui a Zagaja, ma ben presto condiviso dagli altri pur se con qualche perplessità soprattutto da parte di Bike Chef, viene la “brillante” idea: appostarsi poco prima dell’entrata della Escape Room e rapire la Diva, che per lui è anche il suo sogno erotico da sempre, in modo da chiedere il riscatto ai suoi numerosi sponsor”, ha spiegato l’ideatore Fabio Stirlani. La trama affronta in chiave drammatica argomenti comici che riflettono l’attualità.

Un film che segna il grande ritorno al cinema di Eva Henger che per l’occasione ha interpretato se stessa. Un ruolo cucito alla perfezione su di lei: “Ho interpretato me stessa. Pensavo fosse facile, invece è stato difficilissimo. Quando si interpreta la propria persona ci si rende conto di non conoscerla realmente. Ho dovuto metterci dell’ironia, verve e passione, anche perché sarà un film comico, che farà ridere molto”. Assieme a lei sul set la figlia Jennifer Caroletti interessata a seguire le orme della madre.

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