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Intervista esclusiva ad Ilenia Lazzarin: «Questo è un...

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Intervista esclusiva ad Ilenia Lazzarin: «Questo è un periodo storico di dura prova»

Originaria di Busto Arsizio, si trasferisce a Napoli a 18 anni, entrando a far parte della più longeva produzione seriale italiana “Un posto al sole“. Stiamo parlando di Ilenia Lazzarin, che ormai dopo ben 19 anni può ritenersi a tutti gli effetti una napoletana doc. La sua carriera è stata segnata da numerose esperienze, anche oltreoceano: ha infatti recitato insieme alle celebri gemelle Olsen nel film “Due gemelle a Roma“, che è stato interpretato in lingua inglese – curioso il fatto che in italiano sia stato doppiato e che la voce di Ilenia non sia quella originale.

Ilenia ha condotto la seconda e la terza edizione della trasmissione “Il contadino cerca moglie“, in onda su Fox Life e nella nostra chiacchierata ci ha confessato che la conduzione è stata per lei una bellissima esperienza. Noi l’abbiamo incontrata per voi e ci ha concesso un’intervista esclusiva, in cui abbiamo parlato dei recenti avvenimenti, di come sia cambiata la sua vita con l’arrivo del piccolo Raoul e tanto altro. Buona lettura!

Ciao Ilenia, grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande. Desideriamo iniziare con un tema molto delicato ed impossibile da ignorare: il 2020 è un anno molto difficile per tutti i settori, a partire dalla ristorazione fino ad arrivare al mondo del turismo. Il settore dello spettacolo ne sta risentendo in modo particolare, anche considerando le recenti misure restrittive per cinema e teatri. Cosa ne pensi di ciò che sta succedendo nel nostro Paese a causa della pandemia da Covid-19?
Penso che sia un periodo storico di dura prova. Come ce ne sono stati prima, non vissuti dalla nostra generazione. Penso che se non avessi il piatto da mettere a tavola per mio figlio sarei andata anche io in strada a protestare contro il lockdown. Condannando ogni forma di violenza e delinquenza, mi metto nei panni di quelli che sono “sopravvissuti” al primo lockdown, che hanno cambiato tavoli, disposizioni, investito soldi che non avevano in sanificazioni, plexiglass e dispositivi. Hanno speso soldi per adeguarsi e ripartire, ma adesso si vedono di nuovo bloccati. Ne conosco molti ed io stessa ho un cugino con un pub. La vedo una ingiustizia enorme, credo che a questo punto se vogliamo “chiudere” un Paese si deve bloccare tutto, ad esempio nemmeno i nostri governanti e parlamentari dovrebbero percepire alcuno stipendio per i giorni prestabiliti. O tutti, o nessuno. Ad oggi odio chi si sostituisce a virologi e statisti non avendone le competenze, promuovendo soluzioni, ma questa non mi sembra una soluzione buona. Sembra che si stia decidendo se morire di Covid o di fame. E il popolo ha scelto di preoccuparsi da sè, di se stesso. Non ho le competenze per proporre una soluzione. Mi sembra solo di constare che, a mio avviso, al momento, questa non lo sia.

Come hai vissuto, insieme alla tua famiglia, il periodo del lockdown di Marzo?
In maniera frenetica. Non ci si fermava mai: dalle pulizie della casa alla cucina, a far giocare il bimbo, pappa, nanna e ritmi scanditi dalla sua giovane età; è stato sicuramente molto frenetico. Cercando di organizzare “lavori” ipotetici per la ripresa, a distanza. La nota positiva è che ci siamo gustati il piccolo nei mesi di crescita veloce in cui ogni giorno c’era una novità: una parolina in più, un gioco capito, una interazione.



Come ha influenzato le tue abitudini il Coronavirus?
Mi ha messo addosso uno stato di allerta che prima non avevo, per questo capisco lo spropositato utilizzo e vendita di ansiolitici dal primo lockdown. Ho fatto tante notti in bianco, non sempre perché il bimbo mi teneva sveglia ma per l’ansia di non sapere nulla sul futuro nostro e suo, lavorativo e di salute. La mascherina la indosso volentieri,non mi pesa, so che mi protegge. E sto già cercando di farla indossare a Raoul, che a fine dicembre farà 2 anni, come se fosse un gioco, un travestimento. Una buona abitudine che avremo per qualche anno secondo me.

Cosa ne pensi della chiusura di cinema e teatri?
Da quando hanno riaperto le sale e i teatri c’è stato un solo caso di contagio segnalato dalle Aziende Sanitarie Territoriali. I teatri non sono mai tornati al regime precedente, nonostante le perdite del settore. Non si è mai ripreso dopo il primo lockdown, sono rimasti “aperti” per offrire occasioni di cultura, ma sono 8 mesi che la maggior parte delle persone che lavorano nel settore sono senza stipendio. Se servisse ad abbassare la curva dei contagi, allora sarebbe un provvedimento saggio, ma fino ad oggi i dati dimostrano che questo provvedimento non sarà d’aiuto a ridurre il problema sanitario. Però sicuramente ridurrà la spensieratezza, la cultura e una fonte di distrazione attraverso la cultura di cui c’è invece grande bisogno.

Come ha cambiato la tua vita l’arrivo del piccolo Raoul?
Stravolgendola letteralmente in meglio! Una GIOIA INDESCRIVIBILE, anche se una responsabilità molto grande. Mi informo, leggo libri sulla psicologia infantile e pedagogia da quando è nato. D’altronde era già una passione, sono Laureata in Scienza dell’Educazione.

Sappiamo che il tuo regime alimentare esclude ogni tipo di carne, come mai questa scelta?
Non ho mangiato carne per 5 anni. Quando ho scoperto di essere incinta ho ricominciato per non far mancare nulla al mio bambino che cresceva dentro di me. E da lì ho ricominciato definitivamente. Ammetto di non amarla particolarmente perché mi immedesimo nella sofferenza degli animali, in quanto sono a conoscenza dei danni ambientali degli allevamenti intensivi, delle sofferenze di creature che nascono per morire, predestinati a gabbiette o a capannoni in sovraffollamento con altri animali: una vita che non si augura a nessuno. La compassione spero porti me e tutto il mondo a cambiare radicalmente abitudini alimentari, considerando le buonissime alternative vegane e di legumi a cui spesso mi concedo.



Eviti anche i derivati come, ad esempio, i latticini?
Quella è una cosa che riesco ad evitare quasi completamente. Ovviamente in famiglia non posso imporre le mie abitudini a tutti, quindi cucino per mio marito con formaggio a volte. Ma ho imposto a mio figlio da quando è nato e si è staccato dal mio seno (13 mesi) ogni tipo di latte vegetale, cocco, riso, avena, soia, farro, Kamut, mandorla e li trova tutti sani e gustosi. La sofferenza delle mucche da latte per la richiesta e produzione del latte supera addirittura quella dell’industria della carne. Considerando mastiti, antibiotici, agnellini strappati alle madri e uccisi per non fargli succhiare il latte destinati ad uso umano, etc.. invito le persone a farsi una ricerca personale e decidere per se stessi la propria “educazione alimentare coscienziosa”

Passiamo adesso al tuo lavoro: come ti sei trovata nei panni di conduttrice del programma “Il contadino cerca moglie”?
Ho adorato quel programma e mi è piaciuto tanto condurre. Vorrei avere altre possibilità di sbocchi attraverso programmi d’inchiesta, cronaca o intrattenimento. Speriamo di trovare presto spazio anche per me.

Come e dove ti vedi tra 10 anni?
Tra 10 anni ne avrò 48, mi piacerebbe essere più improntata sul giornalismo o se la carriera sceglierà per me, su altri set di fiction e cinema che sono il mio primo amore. Spero di avere, se la vita me lo concederà, un altro figlio, magari femmina questa volta! O altri 2. Posso sognare ancora?



E noi, cara Ilenia, ti auguriamo di realizzare tutti i tuoi sogni. In bocca al lupo per la tua carriera, non vediamo l’ora di scoprire tutti i tuoi progetti futuri! Prima di salutarti, desideriamo dedicarti questa frase del celebre filosofo tedesco, Arthur Schopenhauer: “La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.

Per seguire Ilenia Lazzarin su Instagram, vi rimandiamo al suo profilo ufficiale.

*Per le foto si ringrazia il fotografo Alessandro Peruggi.

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Animato da un’indomabile passione per il giornalismo, Junior ha trasceso il semplice ruolo di giornalista per intraprendere l’avventura di fondare la sua propria testata, Sbircia la Notizia Magazine, nel 2020. Oltre ad essere l’editore, riveste anche il ruolo cruciale di direttore responsabile, incarnando una visione editoriale innovativa e guidando una squadra di talenti verso il vertice del giornalismo. La sua capacità di indirizzare il dibattito pubblico e di influenzare l’opinione è un testamento alla sua leadership e al suo acume nel campo dei media.

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Covid, forte legame tra smog e virus: lo studio

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Ricerca Enea-Università di Roma Tor Vergata

Covid, forte legame tra smog e virus: lo studio

Uno studio Enea - Università di Roma Tor Vergata ha evidenziato una forte affinità tra il particolato atmosferico (Pm2.5) e la proteina Spike del virus Sars-Cov-2 responsabile del Covid. I risultati, che descrivono l’interazione tra le polveri sottili e il virus attraverso simulazioni di dinamica molecolare eseguite con il supercalcolatore Cresco6, sono stati pubblicati sulla rivista online Science of The Total Environment e rientrano nell’ambito del progetto Pulvirus.

“Durante la fase iniziale della pandemia la Lombardia e, in generale, tutta l’area della Pianura Padana sono state colpite più duramente dall’infezione virale rispetto al resto del Paese. Parliamo di una parte d’Italia tra le più inquinate e questo ha portato la comunità scientifica a ipotizzare un possibile ruolo del particolato atmosferico nella diffusione del virus”, spiega Caterina Arcangeli, ricercatrice Enea del Laboratorio Salute e Ambiente e coautrice dello studio insieme ai colleghi Barbara Benassi, Massimo Santoro e Milena Stracquadanio e ai ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma Tor Vergata Alice Romeo, Federico Iacovelli e Mattia Falconi.

Lo studio è partito dalla verifica e dimostrazione della presenza del genoma del virus responsabile del Covid-19 su almeno il 50% dei campioni di filtri per il Pm2.5 raccolti nella città di Bologna nell’inverno del 2021. “A seguire abbiamo realizzato al computer modelli molecolari semplificati di Pm2.5 e di Sars-Cov-2 e abbiamo valutato la loro interazione mediante simulazioni ad alte prestazioni eseguite con il supercalcolatore Cresco6”, aggiunge Arcangeli.

Le simulazioni - spiega una nota - hanno mostrato chiaramente che i glicani (zuccheri) presenti sulla superficie della proteina Spike giocano un ruolo importante nell’interazione tra virus e particolato, mediando il contatto diretto con la corrispondente superficie del nucleo di carbonio del Pm2.5. Inoltre, dallo studio emerge anche una stretta correlazione tra Pm2.5 e virus anche rispetto alle caratteristiche chimiche del particolato fine, il cui contenuto in carbonio elementare sembra avere una funzione guida nell’interazione con il Sars-Cov-2.

“Sebbene l’affinità tra Pm2.5 e Sars-Cov-2 appaia plausibile, la simulazione non permette di valutare se queste interazioni siano sufficientemente stabili per trasportare il virus nell’atmosfera o se il virione mantenga la sua infettività dopo il trasporto. La possibilità che il virus possa essere ‘sequestrato’ dal Pm, con conseguente riduzione di infettività e diffusione, o inattivato da questa forte interazione con il particolato non può essere quindi esclusa”, prosegue la ricercatrice Enea.

La forza delle simulazioni al computer effettuate da questo studio risiede nella capacità di modellare diversi tipi di particolato, variando sia la concentrazione che la composizione chimica degli inquinanti atmosferici. Queste simulazioni possono, dunque, rappresentare uno strumento utile per valutare rapidamente l’eventuale interazione delle polveri sottili con virus, batteri o altri bersagli cellulari rilevanti. “Questa possibilità potrebbe dimostrarsi utile per contrastare o controllare la diffusione di future malattie trasmesse per via aerea in regioni altamente inquinate e fornire informazioni utili per elaborare piani di controllo dell'inquinamento dell’aria”, conclude Arcangeli.

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Doug Pitt: l’uomo oltre il nome famoso

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Nel mondo delle celebrità, spesso i riflettori sono puntati su nomi familiari come Brad Pitt, ma dietro ogni grande figura c’è un intero universo di individui che contribuiscono in modo significativo al loro settore e alla società nel suo complesso. Uno di questi casi è quello di Doug Pitt, fratello minore dell’acclamato attore Brad Pitt. Ma Doug è molto di più di “il fratello di”. È un imprenditore di successo, un filantropo appassionato e una figura che merita sicuramente di essere conosciuta più a fondo. Personalità sfaccettata e di grande successo, ha un nome costruito grazie alle sue aziende votate alla tecnologia e alle numerose attività di filantropo nel corso degli anni.

Dal fratello di Brad Pitt all’individuo di successo

Nato il 2 novembre 1966 a Springfield, nel Missouri, Doug Pitt è soprattutto conosciuto perché condivide lo stesso sangue con l’attore hollywoodiano Brad Pitt. Spesso cresciuto all’ombra del più celebre fratello maggiore, Doug ha intrapreso una strada di successo contando sulle proprie capacità e i propri interessi. Dopo aver completato gli studi all’università della sua contea, infatti, ha iniziato una carriera tutta in salita nei settori immobiliare e finanziario, mostrando sin da subito il suo talento nel mondo degli affari. Risale all’aprile del 1991 la fondazione della sua prima azienda, la ServiceWorld Computer, occupata nella fornitura di servizi informatici. A soli 25 anni inizia così la scalata che lo porterà nel mirino del club dei milionari.

Nel 2007 decide di cedere il 75 per cento degli interessi dell’azienda a Miami Nations Enterprises rimanendone però il proprietario e principale partner operativo. Nel 2012 fonda quindi TSI Integrated Services in collaborazione con TSI Global. Nel 2013 Pitt e Miami Nations Enterprises decidono di fondere ServiceWorld con TSI Global. Nel 2017 Pitt ricompra la sua prima società di computer creando la nuova Pitt Development Group, società specializzata in sviluppi commerciali e territoriali. Con questa azienda si è proposto come leader indiscusso nel settore.

Imprenditore e Filantropo

Doug Pitt non è solamente un uomo d’affari di successo, ma un filantropo impegnato che usa i suoi mezzi a disposizione per intervenire in aree critiche del mondo. “Care to Learn”, di cui è il fondatore, è un’organizzazione benefica che fornisce risorse essenziali a bambini che vivono in contesti difficili. L’organizzazione si concentra su bisogni fondamentali come cibo, vestiti e attrezzature scolastiche, permettendo ai più giovani di crescere e imparare in un ambiente positivo e accogliente.

Doug è anche collaboratore di Waterboys.comWorldServe International e Africa 6000 International (a cui partecipa anche la sorella Julie), organizzazioni impegnate nella fornitura di acqua potabile nei paesi africani più in difficoltà, come Tanzania e Kenya. Nel 2010 l’allora presidente della Tanzania Jakaya Kikwete lo ha insignito del titolo di Ambasciatore di buona volontà per la Repubblica Unita di Tanzania. Con questo titolo opera in qualità di intermediario per tutte quelle aziende che vogliono contribuire alla rinascita economica e culturale del paese. Nel 2011 il presidente americano Bill Clinton lo ha premiato con l’Humanitarian Leadership Award.

Dietro le quinte dell’industria del vino

Oltre al suo coinvolgimento nel settore immobiliare e nell’ambito delle opere di beneficenza, Doug Pitt ha anche sviluppato una passione per il mondo del vino. È coinvolto nella gestione di “Pitt Vineyards”, un’azienda vinicola che produce vini di alta qualità. Questa dedizione per il vino riflette la sua grande curiosità e il suo interesse per settori imprenditoriali differenti.

Una vita riservata

La famiglia di primo piano non ha impedito a Doug Pitt di mantenere un profilo relativamente basso nel mondo dei media. Ha cercato, infatti, di proteggere la sua privacy e di concentrarsi sul suo lavoro e sulle sue passioni, piuttosto che sfruttare la sua connessione familiare per attirare l’attenzione dei riflettori. Nel 1990 ha sposato Lisa Pitt, conosciuta all’università, e insieme hanno tre figli: Landon, Sydney e Reagan.

Nonostante abbia sempre cercato di non farsi notare, in certe occasioni è apparso sui media presentandosi in modo scherzoso come il fratello del più celebre Brad. Ha girato diversi spot pubblicitari, come quello per Virgin Mobile Australia, e in alcuni ha vestito persino i panni del fratello, come nella pubblicità per Mother’s Brewing Company. In diverse interviste rilasciate (come quella all’emittente Nova FM) ha anche ammesso di essere scambiato per il fratello almeno 3 volte a settimana da sconosciuti che lo incontrano per strada. Questo perché i due fratelli oltre a condividere carriere di successo, hanno effettivamente un fisico e dei lineamenti molto simili.

L’eredità di Doug Pitt

La storia di Doug Pitt dimostra come dietro a ogni individuo ci siano esperienze, imprese e passioni diverse che meritano di essere riconosciute. Pur essendo spesso additato come “il fratello di Brad Pitt”, la sua dedizione per il mondo degli affari, il suo coinvolgimento nella beneficenza e la sua capacità di perseguire le sue passioni lo rendono un esempio di impegno e di successo. Il suo lavoro nel settore imprenditoriale e filantropico dimostra come sia possibile creare un’eredità significativa indipendentemente dal nome di famiglia e che ognuno ha il potenziale per influenzare positivamente sulla vita degli altri.

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È finalmente nelle sale cinematografiche il film “Tic Toc”

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E continua anche il suo tour promozionale con vari appuntamenti.

Girato a Terni negli studios di Papigno, la commedia è stata diretta dal regista Davide Scovazzo mentre la produzione è stata affidata ad Anteprima Eventi Production e Management S.r.l. di Massimiliano Caroletti. Il film vanta un cast di eccezionali attori noti al pubblico tra cui Eva Henger, Maurizio Mattioli, Sergio Vastano, Fausto Leali, Donatella Pompadour, Valentino Marini, Paolo Pasquali alias Doctor Vintage, Cristiano Sabatini alias Bike Chef, Simone Bargiacchi alias Antonio Lo cascio, Samuel Comandini Alisa Zio_ Command, Fabio Stirlani alias Stirlo , Dimitri Tincano, Jennifer Caroletti, Antonella Scarpa alias Himorta, Vanessa Padovani alias Miss Mamma Sorriso, Chaimaa Cherbal, Claudia Letizia ,Elena Colombi , Paola Caruso, Luigi Iocca, Giuseppe Lisco, Rosy Campanale, Daniel Bellinchiodo, Francesco Aquila, Michela Motoc.

E proprio Eva Henger con Massimiliano Caroletti insieme alla figlia Jennifer, al suo debutto sul grande schermo, sono ospiti della prestigiosa kermesse cinematografica Ischia Global Fest, e incontreranno il pubblico prima della proiezione con Doctor Vintage, anche lui nel cast della pellicola, nella serata del 13 luglio.

Filo conduttore del film il rapporto con i social. Tic Toc è una commedia che intreccia tante vicende e scopre tante realtà partendo dalla storia di quattro intraprendenti scansafatiche che per guadagnare qualche soldo decidono di rapire Eva Henger. Un progetto che frana a causa del Covid e che innesca un susseguirsi di intoppi divertenti: “Un gruppo di Sinti, una sorta di gang Fedeli al triste, ma vero, gioco di parole “è tutto LORO quello che luccica”, i quattro passano giornate ad invidiare le superstar di oggi , ovvero gli, e soprattutto le, Influencers, attribuendo a ognuno e a ognuna di loro vite principesche, fatte di limousines, jet privati, champagne della migliore categoria, ville gigantesche e stuoli di servitori, tutto ciò che, nella loro miseria, è loro negato dalla vita, in una maniera che, dal loro punto di vista, reputano ingiusta ed immorale. Stufi di raccogliere le briciole di quello che loro credono essere solo un mondo dorato e pieno di privilegi, i quattro mascalzoni vengono a sapere che la star Eva Henger inaugurerà una Escape Room (cosa che loro non hanno idea di cosa sia) a Terni, per cui a Zagaja, ma ben presto condiviso dagli altri pur se con qualche perplessità soprattutto da parte di Bike Chef, viene la “brillante” idea: appostarsi poco prima dell’entrata della Escape Room e rapire la Diva, che per lui è anche il suo sogno erotico da sempre, in modo da chiedere il riscatto ai suoi numerosi sponsor”, ha spiegato l’ideatore Fabio Stirlani. La trama affronta in chiave drammatica argomenti comici che riflettono l’attualità.

Un film che segna il grande ritorno al cinema di Eva Henger che per l’occasione ha interpretato se stessa. Un ruolo cucito alla perfezione su di lei: “Ho interpretato me stessa. Pensavo fosse facile, invece è stato difficilissimo. Quando si interpreta la propria persona ci si rende conto di non conoscerla realmente. Ho dovuto metterci dell’ironia, verve e passione, anche perché sarà un film comico, che farà ridere molto”. Assieme a lei sul set la figlia Jennifer Caroletti interessata a seguire le orme della madre.

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