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Salute e Benessere

Minacce a Bassetti sui social, arriva la prima condanna

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Il professore: "Ne arriveranno altre, si preparino a pagare penalmente e civilmente"

Matteo Bassetti

"La giustizia arriva e arriverà contro tutti quelli che hanno deciso di usare violenza, anche a parole, sui social nei confronti miei e della mia famiglia". Così su X l'infettivologo Matteo Bassetti, da sempre in prima linea contro chi ha minacciato lui e la sua famiglia durante e dopo l'emergenza Covid per le sue posizioni contro i no-vax. "Ho deciso di pubblicare il dispositivo completo di una sentenza odierna. Uno dei tanti personaggi che mi ha minacciato e insultato tramite post di Facebook: la giustizia è arrivata inesorabile, soprattutto per una difesa che aveva dell'inverosimile: 'L'ho minacciato perché sono stato moralmente sequestrato', quindi sono giustificato".

"Meno male che nelle aule di giustizia non si fanno prendere in giro. Sono ancora tantissimi - sottolinea - quelli che ho denunciato tramite il mio avvocato Rachele De Stefanis. Si preparino a pagare penalmente e civilmente", avverte. "Avevamo promesso che saremo andati fino in fondo e stiamo mantenendo le promesse. Ne vedremo ancora tanti condannati", conclude.

Un team di giornalisti altamente specializzati che eleva il nostro quotidiano a nuovi livelli di eccellenza, fornendo analisi penetranti e notizie d’urgenza da ogni angolo del globo. Con una vasta gamma di competenze che spaziano dalla politica internazionale all’innovazione tecnologica, il loro contributo è fondamentale per mantenere i nostri lettori informati, impegnati e sempre un passo avanti.

Curiosità

Come trovare un dentista di fiducia nella tua città

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Trovare un dentista di fiducia è essenziale per mantenere una buona salute orale. Che tu ti sia trasferito in una nuova città o semplicemente desideri cambiare il tuo attuale dentista, ci sono diversi fattori da considerare per fare la scelta giusta. Nelle città con un alto tasso di ricambio, come quelle con una grande popolazione lavorativa, come Milano, o universitaria, come Bologna, seguire queste indicazioni diventa ancora più cruciale. Vediamo quindi alcuni consigli utili per la ricerca del dentista ideale, assicurandoti di trovare un professionista competente e affidabile.

Ricerca di raccomandazioni

Un ottimo punto di partenza è chiedere raccomandazioni a persone di cui ti fidi. Parenti, amici, colleghi o vicini di casa possono offrire consigli basati sulle loro esperienze personali. Le testimonianze dirette sono spesso più affidabili delle recensioni online, poiché provengono da persone che conosci e di cui ti fidi. Tuttavia, è anche utile considerare le recensioni online su piattaforme come Google, Yelp o siti specializzati in recensioni di servizi sanitari. Queste recensioni possono darti un’idea delle esperienze di altri pazienti e delle competenze del dentista.

Verifica delle qualifiche e delle certificazioni

Assicurarsi che il dentista sia qualificato e certificato è un passaggio cruciale. In Italia, tutti i dentisti devono essere iscritti alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO). Puoi visitare il loro sito web per verificare se il dentista è registrato. Inoltre, appartenere ad associazioni professionali come l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI) può essere un indicatore di serietà e impegno verso l’aggiornamento professionale continuo.

Valutazione della prima visita

La prima visita dal dentista è fondamentale per farti un’idea del professionista e dello studio. Osserva attentamente la pulizia e l’ordine dello studio dentistico. Un ambiente pulito e ben organizzato è indicativo di professionalità e attenzione ai dettagli. Presta attenzione all’accoglienza e alla disponibilità del personale. Un team cordiale e disponibile è un buon segnale di un ambiente lavorativo positivo e di un servizio al paziente di alta qualità.

Un buon dentista dovrebbe essere in grado di comunicare chiaramente e con empatia. Durante la visita, il dentista dovrebbe spiegare in modo comprensibile i trattamenti proposti, i benefici, i rischi e le alternative disponibili. La comunicazione efficace è cruciale per creare un rapporto di fiducia tra paziente e dentista. Non esitare a fare domande e a esprimere eventuali dubbi. Un dentista che prende il tempo di rispondere alle tue domande e di spiegarti tutto nei dettagli dimostra professionalità e interesse per il benessere del paziente.

Tecnologie, Attrezzature, Specializzazioni

Gli studi dentistici moderni tendono a investire in tecnologie avanzate per migliorare l’esperienza del paziente. Tecnologie come lo scanner intraorale per impronte digitali e l’ortodonzia invisibile sono esempi di come l’innovazione può rendere i trattamenti più confortevoli ed efficienti​​. Verificare che il tuo dentista utilizzi attrezzature all’avanguardia può garantire cure di alta qualità e risultati migliori. Spesso ti basta anche cercare semplicemente online un dentista a Bologna o in qualsiasi altra città in cui ci si è traferiti e visitare il sito web dello studio per conoscere tutti gli strumenti utilizzati.
Inoltre, ogni dentista può avere aree di specializzazione diverse. Se hai bisogno di un trattamento specifico, come ortodonzia, implantologia o parodontologia, assicurati che il dentista abbia l’esperienza e le competenze necessarie in quel campo. La maggior parte degli studi dentistici offre una gamma di servizi che possono includere pulizie dentali, trattamenti ortodontici, chirurgia orale, trattamenti estetici e molto altro. Informati sui servizi offerti dallo studio per assicurarti che possano soddisfare tutte le tue esigenze odontoiatriche.

Richiedi un preventivo

Prima di iniziare qualsiasi trattamento, è importante avere un’idea chiara dei costi. Chiedi un preventivo dettagliato che includa tutte le procedure necessarie, i materiali utilizzati e il tempo stimato per completare il trattamento. Un preventivo trasparente ti aiuta a pianificare finanziariamente e a evitare sorprese sgradite. Confronta i preventivi di diversi dentisti per avere un’idea del costo medio dei trattamenti nella tua area.

Accessibilità e Orari

La comodità è un altro fattore importante da considerare. Lo studio dentistico dovrebbe essere facilmente accessibile dalla tua casa o dal tuo luogo di lavoro. Verifica gli orari di apertura per vedere se sono compatibili con il tuo programma. Alcuni studi dentistici offrono orari serali o di fine settimana per accomodare i pazienti con impegni lavorativi.

Inoltre, le emergenze dentali possono capitare in qualsiasi momento, quindi è importante sapere se il dentista offre un servizio di emergenza. Chiedi come vengono gestite le urgenze e se è possibile contattare il dentista al di fuori degli orari di lavoro normali. Un buon dentista dovrebbe avere un piano per le emergenze e offrire supporto tempestivo quando necessario.

Costi e modalità di pagamento

I costi delle cure dentali possono variare notevolmente a seconda della complessità dei trattamenti e delle politiche dello studio. È importante sapere in anticipo quali sono le modalità di pagamento accettate. Alcuni studi dentistici offrono piani di pagamento rateali o collaborano con compagnie assicurative. Informati sulle opzioni di finanziamento disponibili per evitare stress finanziario e gestire meglio le spese.

Ambiente confortevole

Un ambiente confortevole può rendere le visite dal dentista meno stressanti. Alcuni studi dentistici offrono servizi aggiuntivi come musica rilassante, TV o occhiali per la realtà virtuale per distrarre i pazienti durante i trattamenti. Un ambiente accogliente e rilassante può fare una grande differenza, specialmente per chi soffre di ansia dentale.

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Salute e Benessere

Iss, consumo alcol a rischio per un italiano su 6

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Iss, consumo alcol a rischio per un italiano su 6

Quattro adulti italiani su 10 dichiarano di non consumare bevande alcoliche, ma 1 su 6 (18%) ne fa un consumo a maggior rischio per la salute, per quantità o modalità di assunzione: il 9,6% degli adulti per binge drinking (consumi episodici eccessivi, corrispondenti a 5 o più unità alcoliche in una unica occasione per gli uomini e 4 o più per le donne), il 10% per consumo alcolico esclusivamente o prevalentemente fuori pasto e il 2% per un consumo abituale elevato (3 o più unità alcoliche giornaliere per gli uomini e 2 o più per le donne). Tra gli over 65 coloro che dichiarano di non consumare alcol abitualmente sono 6 su 10, ma 2 su 10 riferiscono un consumo moderato e una percentuale lievemente inferiore, il 17%, a rischio. Questi alcuni dei principali dati pubblicati sul sito Epicentro dell’Istituto superiore di sanità che emergono dal nuovo dataset delle sorveglianze Passi e Passi d’argento, relative alla popolazione adulta (18-69 anni) e a quella anziana (over 65 anni).

Nel biennio 2022-23 sono state intervistate rispettivamente 63mila e 30mila persone. Uomo, giovane e giovanissimo, non in difficoltà economica e con un alto livello di istruzione, per lo più residente nel Nord Italia: è questo l’identikit del consumatore adulto a maggior rischio, anche se non mancano elementi di allarme per il consumo fra le giovani donne. Dal 2010, si osserva fra gli uomini un progressivo aumento del consumo a maggior rischio e una tendenziale e lenta riduzione del binge drinking; fra le donne invece il consumo di alcol a maggior rischio sembra stabile, ma va aumentando la componente del consumo di tipo binge e sebbene in ambito femminile resti significativamente inferiore a quello degli uomini, le differenze di genere vanno riducendosi.

Tra gli over 65 si registra un trend di consumo a rischio più frequente tra gli uomini, che si riduce all’avanzare dell’età e rimane prerogativa delle classi socialmente più avvantaggiate. L’attenzione degli operatori sanitari al problema dell’abuso di alcol appare ancora troppo bassa: appena il 7% dei consumatori a “maggior rischio” riferisce di aver ricevuto il consiglio di bere meno.

Il consumo a maggior rischio è più frequente fra i giovani e in particolar modo i giovanissimi (fra i 18-24enni la quota sfiora il 36%), rivelandosi sempre circa 3 volte maggiore di quanto si osserva fra le generazioni più mature dei 50-69enni. Fra gli ultra 35enni aumenta grazie alla crescita della componente del binge drinking, che dopo un calo legato all’emergenza pandemica ha ripreso ad essere praticato. Il binge drinking così come il consumo di alcol fuori pasto sono prerogative dei più giovani e socialmente più avvantaggiati, mentre il consumo abituale elevato è caratteristica di persone meno giovani e socialmente più svantaggiate.

Il consumo di alcol a maggior rischio resta una prerogativa dei residenti nel Nord Italia (con un trend in aumento) in particolare in Valle d’Aosta e Pa di Bolzano, seguite, tra le Regioni settentrionali, dalla Pa di Trento, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Tra le Regioni del Sud, il Molise ha la percentuale di consumatori di alcol a maggior rischio più alta della media nazionale e paragonabile a quella della Pa di Bolzano. Anche il consumo di tipo binge è più diffuso nell’Italia settentrionale, dove si registra anche un aumento significativo dal 2010, e in particolare del Nord Est, ma Molise e Sardegna si distinguono negativamente fra le Regioni meridionali.

Infine, a preoccupare gli esperti è il numero di persone che assumono alcol pur avendo una controindicazione assoluta, come i pazienti con malattie del fegato, fra i quali solo poco meno della meta, il 49%, dichiara di aver consumato alcol nei 30 giorni precedenti l’intervista. Il 10% delle donne in gravidanza riferisce di aver consumato alcol nei 30 giorni precedenti l’intervista e fra le donne che allattano al seno la quota aumenta al 27%.

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Salute e Benessere

Salute, cardiologo Nardi: “Cure migliori con...

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"Al centro multidisciplinare di Casale Monferrato anche prevenzione secondaria di malattia aterosclerotica"

Federico Nardi, direttore della Struttura complessa di Cardiologia dell'Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato

Accanto ad ambulatori dedicati alla “cardiologia di genere, alla cardiologia pediatrica e alle aritmie”, ce n’è uno, il primo di questo tipo, che “si occupa della prevenzione secondaria, cioè dei pazienti che hanno avuto un evento ischemico, i cosiddetti pazienti con malattia cardiovascolare di tipo aterosclerotica” (Ascvd) in un’ottica multidisciplinare. Così Federico Nardi, direttore della Struttura complessa di Cardiologia dell'Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato (Al) e vicepresidente nazionale Fondazione per il tuo cuore Anmco, descrive la realtà del Centro di eccellenza per le patologie cardiovascolari che si è distinto per l’innovazione, la ricerca e per dare il massimo del servizio grazie alla reale connessione tra ospedale e territorio in una rete che “evita di perdere” i pazienti durante il trattamento. (Video)

Il colesterolo Ldl è considerato “l'agente causale, l'agente eziopatogenetico dell'infarto e del reinfarto”, ricorda il cardiologo Le dislipidemie sono gestite a livello di “prevenzione primaria, come nel paziente che sta fumando e ha stili di vita sregolati, a cui dobbiamo spiegare che, se continua con quei fattori di rischio”, andrà incontro a un evento cardiovascolare. “Ma - aggiunge Nardi - abbiamo anche un grande database nell'ambito della dislipidemia e nell'ipercolesterolemia” per la prevenzione “secondaria”, cioè in chi ha già avuto, ad esempio, un infarto.

Si tratta allora di gestire “i target” di fattori di rischio come il colesterolo Ldl, per esempio, “che diventano sempre più stringenti nell'ambito degli anni - osserva Nardi - Noi sappiamo benissimo che siamo partiti da valori di 100 mg/dl”, siamo passati per “ 70 e, adesso, sappiamo che il rischio molto alto e l'estremo rischio ci portano verso dei target sempre più bassi sotto i 55 e, addirittura, sotto i 40 mg/dl. Oggi abbiamo tutta una serie di molecole che ci permettono di intervenire “sull’intensità della cura, ma uno dei grossi problemi che noi ci siamo trovati a gestire nei nostri ambulatori dedicati, come l'ambulatorio sulla sindrome coronariche croniche, riguarda la non aderenza ai trattamenti”.

Molti studi "osservazionali o di registri" realizzati anche “dall’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco) di cui faccio parte - afferma Nardi - evidenziano che i pazienti con cardiopatia ischemica, quindi fondamentalmente i pazienti in prevenzione secondaria, spesso, purtroppo, non vengono ben trattati. Ci sono degli studi, il Santorini per esempio, che mostrano come poco più del 50% di questi pazienti vanno a target”, cioè raggiungono i valori raccomandati “di colesterolo Ldl”, in base al livello di rischio. Questo significa che “quasi il 50% invece non è a target”. Sono pazienti che “purtroppo non vengono trattati adeguatamente: sono in monoterapia con le statine” farmaci “ottimi”, ma che, in alcuni casi, non sono sufficienti per ottenere i risultati attesi. Per favorire il raggiungimento dei valori indicati per ridurre il rischio di questi eventi “noi diamo ai nostri pazienti una connessione vera con i colleghi della medicina generale, con i colleghi diabetologi, con i cardiologi del territorio che, chiaramente - evidenzia il cardiologo - fanno riferimento direttamente a noi”.

Il problema è “avere degli ambulatori dedicati per ridurre quello che è chiamato il rischio residuo - sottolinea Nardi - ma anche “la connessione con il territorio, con gli altri colleghi, sia della medicina generale che delle altre specialità, che ci permette di identificare meglio e più precocemente i pazienti che sono affetti da ipercolesterolemia, quindi da gestire, e che, nella stragrande maggioranza, sono in prevenzione secondaria, cioè sono quei pazienti che hanno già avuto un evento di natura aterosclerotica”.

Questi sono i pazienti che, “in collaborazione con il territorio - chiarisce il cardiologo - riusciamo a prendere tramite dei fast track, cioè con dei percorsi che sono dedicati e che permettono di prenderli in carico immediatamente ed evitare di perderli tra delle maglie della rete”, contenendo così il fenomeno dei pazienti ‘lost in treatment’, che sono in un limbo e che non sono efficacemente seguiti. Questa organizzazione “permette chiaramente di ottimizzare la terapia, ma anche di monitorare quanto sia aderente il paziente alla terapia data - conclude Nardi - controllarlo e non abbandonarlo a se stesso o a un collega che magari non riesce a valutare e vedere tutte le sfaccettature della patologia”.

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