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Sostenibilità

Produrre legname senza abbattere gli alberi: come funziona...

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Produrre legname senza abbattere gli alberi: come funziona il Daisugi

Pro e contro della tecnica di potatura giapponese, un esempio di coltura sostenibile

Cedro giapponese  - Canva

Creare legname senza abbattere alberi: questa è la “lezione” di economia circolare regalata dal Daisugi, una tecnica sostenibile per la silvicoltura che affonda le proprie radici in Giappone.

Letteralmente “Daisugi” significa “cedro piattaforma” e consiste nel potare gli alberi di cedro per ottimizzarne la crescita, aumentare le superfici verdi ed evitare abbattimenti. I germogli alla base dell’albero vengono potati in modo che il tronco rimanga dritto. Su di esso spuntano così nuovi germogli come appoggiati al tronco, simili a piccoli alberelli su un albero più grande.

Questa tecnica è stata inventata tra il XV e il XVI secolo nella regione giappionese di Kitayama, dove la mancanza di selva e di aree pianeggianti portò gli abitanti ad elaborare una nuova tecnica per sopravvivere. All’epoca era molto difficile piantare e far crescere alberi sui ripidi pendii della zona e non tutti potevano avere il legno necessario per costruire le loro case. La tecnica Daisugi nacque quindi con lo scopo di ridurre il numero di piantagioni, accelerare il ciclo di raccolta e produrre legno più resistente ed ebbe il suo massimo sviluppo a Kyoto dove la presenza di molte case da tè, il cui tetto era interamente realizzato con taruki (legname perfettamente tondo e dritto), richiedeva una enorme quantità di materia prima.

Perché il Daisugi consente di produrre legno senza abbattere alberi

La tecnica del Daisugi è sostenibile a tutto tondo, toccando anche l’aspetto sociale dell’ambito Esg.

In primo luogo, questa tecnica permette di ottenere legno pregiato senza abbattere completamente gli alberi, ma sfruttando quelli che già ci sono. Invece che abbattere l’intero albero, infatti, si possono abbattere solo le porzioni superiori, lasciando intatte la base e la struttura radicale. Grazie al Daisugi un singolo albero rimane in grado di fornire legna anche per 300 anni! Inoltre, lavorando sul particolare Cedro Giapponese, è possibile produrre un legno non solo maggiormente resistente, ma anche più flessibile rispetto a quello derivato dalle tecniche più classiche, una caratteristica cruciale per le esigenze dell’uomo.

Quali sono i contro del Daisugi

Nonostante i suoi benefici, il Daisugi non è una tecnica priva di svantaggi, a partire dal lavoro intensivo e specializzato, che non tutti sono in grado di svolgere. La potatura degli alberi deve essere fatta a mano, seguendo delle regole precise e rispettando i tempi di crescita dei germogli. Esattamente ciò che si intende per sostenibilità.

Inoltre, il Daisugi è una tecnica che richiede molto tempo per raggiungere la maturità degli alberi e quindi la produzione di legno. Si stima che ci vogliano circa 20 anni per poter raccogliere i primi tronchi, e altri 10 anni per poterli utilizzare. Infine, questa tecnica non si adatta a tutti i tipi di alberi e di ambienti. Il Cedro Giapponese è una specie particolarmente adatta a questa pratica, ma non è detto che altre specie possano avere lo stesso comportamento e la stessa qualità del legno.

Perché il Daisugi non si fa ovunque

Arriviamo quindi ai motivi per cui la tecnica Daisugi non è stata esportata in altre parti del mondo. In primis, questa particolare potatura richiede una conoscenza specifica e una tradizione secolare, che non sono facilmente trasferibili ad altre realtà. In secondo luogo, basandosi sul Cedro Giapponese, il Daisugi non è diffuso in altre aree geografiche. Inoltre, il Daisugi è una tecnica che non è conveniente nel breve termine, perché richiede un elevato investimento iniziale e produce i suoi benefici sul lungo periodo.

Quanta CO2 si risparmia con il Daisugi

Aspetti economici a parte, si tratta di una tecnica che ha un impatto positivo anche sul clima, perché contribuisce a ridurre le emissioni di CO2 causate dall’abbattimento degli alberi. Si stima che ogni ettaro di foresta Daisugi possa assorbire circa 12 tonnellate di CO2 all’anno grazie alla maggiore superficie fogliare e alla minore decomposizione del legno. Inoltre, il Daisugi favorisce la conservazione del suolo e della biodiversità, in quanto previene l’erosione, il degrado e la perdita di habitat.

Seppure difficilmente esportabile, il Daisugi offre degli spunti interessanti su come evitare la deforestazione, uno dei peggiori prodotti della società consumistica. Sul punto, segnaliamo lo staordinario esempio del fotografo Sebastião Salgado e di sua moglie Lélia Wanich che in 20 anni hanno piantato quasi 3 milioni di alberi in Brasile.

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Un nuovo tessuto per alleviare gli effetti del...

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Un nuovo tessuto per alleviare gli effetti del riscaldamento globale

La lotta al riscaldamento globale passa per le grandi quanto per le piccole intuizioni. È su questa seconda strada che si è incamminata un’équipe di ricerca dell’Università di Chicago, negli Stati Uniti, con la scoperta di un tessuto riflettente che potrebbe alleviare gli effetti delle terribili ondate di caldo cui le nostre metropoli sono ormai soggette. Nel corso dei test svolti in una delle aree più calde dell’emisfero boreale, lo Stato americano dell’Arizona, il prodotto ha fatto registrare ottime performance. I risultati dello studio sono stati pubblicati su “Science”.

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Sostenibilità

Cinque Vele a 21 località turistiche marine e 12 lacustri,...

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Il riconoscimento di Legambiente e Touring Club italiano. Regina dell'estate la cilentana Pollica, seguita da Nardò e Baunei. Per i laghi primo Molveno

Mare - (Fotolia)

Acque cristalline, bellezze paesaggistiche, attenzione alla sostenibilità e alla tutela della biodiversità. Sono le località italiane dove sventolano le Cinque Vele di Legambiente e Touring Club Italiano: 21 comuni turistici marini e 12 località lacustri premiati oggi a Roma in occasione della presentazione della guida Il Mare più bello 2024, curata dall’associazione ambientalista e dal Touring Club Italiano. La guida raccoglie informazioni turistiche e caratteristiche ambientali dei comuni a Cinque Vele, compreso l’impegno nella tutela delle tartarughe Caretta caretta.

La top five

A guidare la top five del 2024 è Pollica, Acciaroli e Pioppi, (Sa) il comune cilentano inserito all’interno del comprensorio del Cilento Antico, in Campania. Al secondo posto il comune di Nardò, in provincia di Lecce nel comprensorio pugliese dell’Alto Salento Ionico, seguito da Baunei, in provincia di Nuoro sulla costa orientale sarda. Quarto posto per la località Domus De Maria sul Litorale di Chia, sempre in Sardegna, e quinto posto per Castiglione della Pescaia, nel comprensorio della Maremma Toscana.

La classifica regionale

A livello regionale la Sardegna è di gran lunga la regione con più comuni premiati con le Cinque Vele: accanto a Baunei (Nu) e a Domus de Maria (Sud Sardegna) figurano, infatti, anche i comuni di Cabras (Or), Santa Teresa di Gallura (Ss), San Teodoro (Ss) Posada (Nu), Bosa (Or). A seguire la Toscana che, oltre a Castiglion della Pescaia (Gr), piazza i comuni di Capraia Isola (Li), Isola del Giglio (Gr), Capalbio (Gr) e Marina di Grosseto (Gr). Quindi la Campania con una pattuglia di comuni tutti in provincia di Salerno: alla prima classificata si affiancano i comuni di San Giovanni a Piro (Sa), Castellabate (Sa) e San Mauro Cilento (Sa). Tre comuni a Cinque Vele per la Puglia con Nardò (Le), Vieste (Fg) e Gallipoli (Le) e una bandiera anche per la Liguria, con i tre comuni delle Cinque Terre (Riomaggiore, Vernazza a Monterosso al Mare in provincia della Spezia) e la Basilicata con Maratea (Pz).

I comuni amici delle tartarughe

Novità di quest’anno, presente anche all’interno della guida il Mare più bello, sono anche i 33 comuni amici delle tartarughe marine segnalati con l’apposito simbolo 'la tartaruga' e dove sventolano le vele di Legambiente e Touring Club Italiano. Da Maratea alle isole Tremiti, da San Teodoro a Gaeta passando per Silvi, Caorle e Castiglione della Pescaia, solo per citarne alcuni. Si tratta di quelle amministrazioni che, attraverso un apposito protocollo d’intesa, si sono impegnate a adottare una serie di misure per rendere le spiagge accoglienti anche per le tartarughe che depongono le uova oltre che per i bagnanti. Ad oggi in totale sono 74 i comuni in tutta Italia (guida al momento la classifica la Campania con 22 comuni) che hanno firmato il protocollo, di questi 33 sono quelle in cui sventolano anche le vele di Legambiente e Touring Club Italiano.

L’iniziativa 'comuni amici delle tartarughe' rientra nel progetto Life Turtlenest che mira a tutelare gli habitat di nidificazione della Caretta caretta aumentando le probabilità di successo riproduttivo e tenendo conto di clima e antropizzazione. Nato grazie al sostegno del programma Life dell'Unione Europea, il progetto è coordinato da Legambiente e riunisce 13 partner di 3 diversi Paesi (Italia, Spagna e Francia). In prima linea insieme ai comuni amici delle tartarughe anche le aree protette (34 quelle che ad oggi hanno firmato il protocollo), entrambi premiati oggi a Roma.

Dal mare ai laghi

Regina incontrastata in questa sezione restano le province autonome di Trentino e Alto Adige al primo e al secondo posto con le Cinque Vele assegnate al comune di Molveno (Tn), sul lago omonimo, e ad Appiano sulla Strada del Vino (Bz) sul lago di Monticolo. Terzo posto per Massa Marittima (Gr), località maremmana sul Lago dell’Accesa, in Toscana. A seguire Sospirolo (Bl) sul lago del Mis, in Veneto, e Avigliana, sul lago omonimo in Piemonte. Per il secondo anno consecutivo si conferma a Cinque Vele la località di Scanno (Aq) sul lago omonimo, new entry nel 2023. A livello regionale, il Trentino-Alto Adige si conferma la regione con più località premiate con i vessilli della sostenibilità, seguita a pari merito da Piemonte e Lombardia.

"Le località a cinque vele che premiamo quest’anno - dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente - confermano ancora una volta il grande lavoro e l’attenzione che molte realtà marine e lacustri stanno portando avanti nel segno della sostenibilità ambientale, anche alla luce della crisi climatica che avanza e che sta avendo impatti importanti sempre più sulla costa e sulle aree interne. Le località di mare dovranno essere lungimiranti, molte già lo sono, e mettere in atto sempre più strategie di adattamento al cambiamento climatico che tengano conto di queste tendenze, offrendo ai propri ospiti proposte di vacanza capaci di coniugare la proposta costiera con quella dell’entroterra”.

“Dal 2000 dedichiamo una guida al mare più bello d’Italia - afferma Giulio Lattanzi, direttore generale del Touring Club Italiano - una mappatura geografica che fotografa le eccezionali ricchezze dei mari e dei laghi italiani e segnala le buone pratiche ambientali, amministrative, turistiche che contribuiscono a conservarle e a farle conoscere. Un itinerario che stimola la nostra capacità di sognare ma anche, anzi soprattutto, un vaglio rigoroso dello stato di salute dei nostri mari e dell’adeguatezza delle politiche ambientali. Alle descrizioni dei luoghi e delle spiagge si accompagnano consigli su gite culturali e attività nella natura, indicazioni su eventi autentici a cui partecipare e sapori di cui fare esperienza. E, novità di questa edizione, in collaborazione con Hsa Italia abbiamo indicato le strutture diving che propongono attività per persone con disabilità. Questo volume è anche uno spunto per ripensare il nostro rapporto con l’ambiente fondandolo su più stringenti logiche di sostenibilità, responsabilità, rispetto della terra e delle generazioni future”.

L’impegno della tutela della biodiversità diventa da quest’anno un parametro importante all’interno della guida, anche alla luce del fatto che le tartarughe marine della specie Caretta caretta nidificano sempre di più sulle spiagge italiane. “Un fenomeno positivo - commenta Stefano Di Marco, coordinatore dell’ufficio progetti di Legambiente - ma che richiede attenzione. L'aumento delle temperature, legato al cambiamento climatico, ha ampliato l'areale di nidificazione di questa specie nel Mediterraneo. Ma al tempo stesso il tratto di mare è anche densamente popolato e meta di intenso turismo balneare, con minacce per i nidi: inquinamento luminoso e acustico, pulizia meccanica delle spiagge, disturbo da persone e attrezzature che ostacolano la nidificazione di mamma tartaruga. Da qui l’idea di segnalare gli amici delle tartarughe”.

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Sostenibilità, accordo Amiat, Lions e Leo Club

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Al via 'ricicliamo cellulari, piantiamo alberi'

Sostenibilità, accordo Amiat, Lions e Leo Club

Contribuire alla transizione ecologica e al miglioramento della qualità dell’ambiente attraverso un accordo che unisce la raccolta e l’avvio a riciclo di vecchi dispositivi telefonici e la piantumazione di nuovi alberi. Sono questi gli impegni contenuti nell’accordo di cooperazione sottoscritto tra Amiat Gruppo Iren, il Distretto 108ia1 del Lions Club International, con sede in via Cialdini a Torino, e il Leo Club Italia. Il protocollo, di durata triennale, mira infatti a promuovere, da una parte, la diffusione della cultura del recupero e delle buone pratiche per contrastare l’errato conferimento o l’abbandono di telefoni e smartphone giunti a fine vita, e, allo stesso tempo, impegna le parti a innestare un meccanismo virtuoso per “trasformare” l’impegno sul piano dell’economia circolare in nuovo verde per la Città di Torino.

Nello specifico l’accordo prevede che Amiat fornisca al Lions Club International Distretto 108Ia1 contenitori specifici per la raccolta di questi particolari Raee (Rifiuti da Apparecchi Elettrici ed Elettronici) che, posizionati nella sede di via Cialdini, nel quartiere Cit Turin, permetteranno la raccolta di vecchi smartphone. L’iniziativa sarà sostenuta anche da momenti da momenti di approfondimento, in occasione di specifici incontri di sensibilizzazione e informazione dedicati ai membri del Club. Sarà poi Amiat a occuparsi dello smaltimento dei rifiuti e a impegnarsi, per ogni 15 telefoni recuperati, a piantumare, in collaborazione con l’amministrazione comunale, un nuovo albero sul territorio cittadino.

"L’avvio di questo progetto conferma la volontà di Amiat di operare diffondere la cultura della sostenibilità a vantaggio della transizione ecologica, migliorando quindi la qualità della vita dei cittadini a salvaguardia delle generazioni future", commenta Paola Bragantini, Presidente di Amiat Gruppo Iren. "Questa partnership con Lions Club International e Leo Club Italia permetterà di sviluppare ulteriormente le nostre attività di raccolta e riciclaggio di Raee, anche per il recupero di materie critiche presenti nei dispositivi telefonici, contribuendo così alla riduzione dell'impatto ambientale dato dalla loro estrazione".

"I Lions e i Leo con questo service pongono l’accento sulle azioni che tutti noi ogni giorno possiamo fare per migliorare l’ambiente in cui viviamo - sottolinea Michele Giannone, Governatore del Distretto Lions International 108 Ia1 - un’azione semplice come gestire correttamente lo smaltimento di apparati obsoleti diventa una tematica cruciale per la sostenibilità a lungo termine della vita. Infatti, partendo da un corretto smaltimento diminuiamo lo sfruttamento di nuove risorse naturali e contemporaneamente riduciamo potenziali criticità ecologiche".

La seconda parte del service, grazie al processo di piantumazione di nuovi alberi, aggiunge, "contribuisce al risanamento ambientale per dare una vita migliore alle future generazioni. Il service di quest’anno a livello nazionale ha visto il conferimento già di qualche migliaio di cellulari Per concludere l’intero progetto aiuta a creare una coscienza civica attiva che promuove una virtuosa abitudine di riciclo come passo semplice ma fondamentale a salvaguardia del futuro della Terra".

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