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Economia

Subito, 2023 con incremento a doppia cifra fatturato...

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Subito, 2023 con incremento a doppia cifra fatturato rispetto al 2022 

Nel 2023 e in questo inizio di 2024 risulta la seconda piattaforma di e-commerce in Italia.

Subito, 2023 con incremento a doppia cifra fatturato rispetto al 2022 

Subito, piattaforma leader in Italia per comprare e vendere in modo sostenibile e seconda piattaforma di e-commerce con oltre 18,7 milioni di utenti unici al mese riconferma la crescita straordinaria dell’ultimo biennio e chiude il 2023 con un incremento a doppia cifra del fatturato rispetto al 2022. Ma nel corso dell’anno appena concluso a crescere esponenzialmente non è stato solo il fatturato; tutti i principali indicatori presi in analisi evidenziano infatti la piena salute di Subito, che risulta nel 2023 e in questo inizio di 2024 la seconda piattaforma di e-commerce in Italia. Sono, infatti, più che positivi i dati di traffico, con visite che raggiungono quota 1,6 miliardi, in crescita del 2,7% rispetto allo scorso anno, spinte soprattutto dalle categorie del Market.

In continuità con quanto mostrato negli ultimi anni, il traffico proviene sempre più da mobile (88%) e, a conferma di una customer journey sempre più app-first, anche l’app di Subito ha visto un notevole sviluppo: nel 2023 è stata installata oltre 7,5 milioni di volte registrando una crescita del +15% rispetto all’anno precedente e portando il traffico da app a guadagnare 6 punti percentuali (56% del traffico totale). Anche il numero degli annunci pubblicati su Subito riconferma il suo successo e la sua rilevanza nelle abitudini di consumo degli italiani: oltre 54,5 milioni di annunci pubblicati nel 2023 (+6,7%), pari a circa 150mila nuovi annunci ogni giorno, testimoniano il ruolo di Subito quale punto di riferimento nella vita degli italiani.

Interessanti anche le analisi sulle ricerche degli utenti in piattaforma, che hanno raggiunto i 2,7 miliardi nel 2023, e degli utenti attivi ogni giorno su Subito, che rimangono stabili a 2,5 milioni e che confermano il ruolo fondamentale di Subito Motori, i cui utenti giornalieri sono stati oltre 1 milione. Crescita esponenziale delle transazioni online grazie al servizio TuttoSubito Dal 2021 su Subito è possibile, grazie al servizio TuttoSubito, effettuare transazioni totalmente online, a distanza e in sicurezza, con pagamenti e spedizioni integrati direttamente sulla piattaforma.

Nel corso di questi due anni e mezzo dal lancio ad oggi, questa modalità di compravendita ha portato grandi risultati: nel corso dell'ultimo anno, il numero di transazioni avvenute tramite TuttoSubito è cresciuto in modo esponenziale, con un aumento del 93% rispetto all'anno precedente. Questi numeri mostrano un’evoluzione nel mondo della second hand, che diventa sempre più simile all’ecommerce e si posiziona come una scelta di acquisto smart, comoda e veloce. Rispetto a questo servizio, il 2023 ha visto importanti crescite in tutte le categorie; a farla da padrone resta il mondo dell’elettronica, con informatica che rimane in testa alla classifica per numero di transazioni, e console&videogiochi al quarto posto.

Entrano in classifica Collezionismo (4° posto) e accessori moto (5° posto), che, insieme ad abbigliamento&accessori al secondo posto, affermano le potenzialità di Subito nell’offrire pezzi unici e originali, articoli per ogni passione, compresa quella per le due ruote.

"È stato un anno di grande soddisfazione per Subito, con tutti i principali parametri in forte aumento rispetto all’anno scorso. Siamo una community solida, variegata e in continua crescita, dove tutti possono trovare quello che stanno cercando. Ciò che ci ha portato a questo risultato è il nostro continuo impegno ad evolverci per offrire un prodotto costantemente al passo coi tempi, come dimostrato dagli straordinari riscontri ottenuti dalle transazioni online, che nel 2023 sono cresciute del 93%. È proprio grazie a spedizioni e pagamenti integrati in piattaforma se oggi siamo orgogliosamente il secondo e-commerce italiano. E il primo re-commerce, come preferiamo definire il nostro business, che ha come obiettivo quello di dare una seconda vita e una seconda occasione alle cose, promuovendo un comportamento di acquisto sostenibile da un punto di vista ambientale ed economico”, dichiara Giuseppe Pasceri, ceo di Subito.

Un anno di second hand in Italia – le tendenze del mercato Anche quest’anno i dati raccolti da Subito raccontano i comportamenti di acquisto degli italiani, delineando alcuni atteggiamenti specifici che rappresentano mutamenti o riconferme nelle tendenze del mercato second hand in Italia. Guardando alle categorie, Auto e Moto&Scooter si collocano rispettivamente al primo e secondo posto per traffico e Subito Motori si conferma per il quarto anno consecutivo la prima verticalità della piattaforma per numero di visite; questa tendenza viene riconfermata anche dalla classifica delle parole più cercate in piattaforma, dove il primo gradino del podio è occupato dalla parola “Vespa”, indice della tendenza a ricercare su Subito icone e simboli di italianità che hanno fatto la storia del nostro Paese, oltre che della storica leadership di Subito nell’ambito dei motori e della mobilità in senso più ampio, tanto che tra le dieci categorie più visitate troviamo anche veicoli commerciali (8°) e biciclette (10°).

Ma, a trainare l’eccezionale crescita del 2023, c’è Subito Market che vede l’incremento di tutte le sue categorie, sia in termini di visite che di transazioni. Tra queste, una performance molto positiva è da attribuire ad Arredamento e Casalinghi, che supera Appartamenti e ottiene la terza posizione per numero di visite (+9% rispetto al 2022). Questo dato riflette una tendenza di mercato che vede la casa tornare al centro della vita degli italiani e il ruolo sempre più centrale di Subito nell’accompagnare le persone anche in momenti importanti come la scelta degli arredamenti.

Tra le ricerche più frequenti in piattaforma nel 2023, infatti, emergono molte parole legate alla sfera domestica, che mostrano l’attenzione degli italiani nella cura del proprio spazio e la tendenza sempre più frequente a prendere in considerazione la second hand per acquisti di oggetti destinati a durare nel tempo, come mobili ed elettrodomestici, posizionandosi come vero e proprio alleato in un momento importante come quello dell’arredamento completo di casa.

Un team di giornalisti altamente specializzati che eleva il nostro quotidiano a nuovi livelli di eccellenza, fornendo analisi penetranti e notizie d’urgenza da ogni angolo del globo. Con una vasta gamma di competenze che spaziano dalla politica internazionale all’innovazione tecnologica, il loro contributo è fondamentale per mantenere i nostri lettori informati, impegnati e sempre un passo avanti.

Economia

G7, pressing Usa asset russi ma Ue frena

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Giorgetti: "Intesa su anticipo proventi non facile, serve base giuridica"

La riunione del G7

Pressing degli Usa al G7 per anticipare l’uso dei proventi degli asset russi congelati ma l’Ue frena per le perplessità sulla base giuridica dell’operazione. Il vertice dei ministri delle Finanze e dei governatori centrali delle sette maggiori economie mondiali (Usa, Canada, Giappone, Italia, Francia, Germania e Regno Unito) apre i battenti stasera a Stresa - sotto la presidenza del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e del governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta - ma i partner presenti hanno già anticipato le loro posizioni ed intrattenuto bilaterali nella località metà dei Grand tour dell'aristocrazia europea nel secolo scorso e di intellettuali in cerca di ispirazione. Non a caso il summit si terrà al Grand Hotel des Iles Borromées dove lo scrittore Ernest Hemingway scrisse parte del romanzo ‘Addio alle armi’.

E al suo arrivo a Stresa il segretario al Tesoro Usa Janet Yellen, prima tra i ministri a parlare in conferenza stampa, ha sollecitato la necessità di anticipare a Kiev gli interessi futuri degli attivi russi congelati. Una posizione più soft rispetto a quella iniziale di usare tutti i 300 miliardi di attivi della banca centrale russa immobilizzati in Occidente (due terzi solo in Europa) dopo il 'muro' dei partner Ue, Germania in testa. ma anche in questo caso i dubbi dell’Unione europea restano, tanto più che, con difficoltà, l’Ue è riuscita a trovare un accordo per l’uso dei ricavi di quest’anno, circa 3-5 miliardi di euro. “Dobbiamo lavorare insieme su opzioni più ambiziose”, ha detto Yellen in conferenza stampa stamane a Stresa. "Non adottare ulteriori misure non è un’opzione accettabile, dobbiamo essere risoluti e uniti".

Al padrone di casa, presidente di turno del G7 finanziario Giancarlo Giorgetti la difficile mediazione, con Germania e Francia che hanno già chiarito di restare nel solco della decisione Ue. Trovare un accordo sul tema "non è semplice", ha detto il ministro dell’Economia al termine di un bilaterale con Yellen nella località sul Lago Maggiore. "Molto faticosamente si è trovato un compromesso, una base legale, per l’uso degli extra-profitti di oggi, il problema è come trasferire questa base legale sui futuri proventi finanziari e costruire una sorta di garanzia per un prestito che a questo punto potrebbe essere dei paesi del G7", ha spiegato Giorgetti parlando alla stampa a Stresa.

"Non è semplice - aggiunge Giorgetti - abbiamo alcune riserve anche dalle banche centrali, ci stiamo lavorando". E insiste "c’è da lavorare molto, essere anche un po’ creativi, quello che serve alla fine è una nuova regolamentazione a livello europeo e quindi una decisione a 27". I proventi di questi asset, spiega ancora, "potrebbero servire a ripagare il prestito che viene erogato in un'unica soluzione nel 2024 o più presumibilmente nel 2025".

"Non è un problema di cifre - incalza - certo la cifra è importante perché deve essere significativa per l'uso che ne viene fatto ma a livello europeo il problema è la base legale con cui utilizzare questi proventi. E' stato raggiunto l'accordo per quelli di quest'anno bisogna trovare il sistema per estenderli per il futuro". Ma "sappiamo perfettamente che in Europa ci sono le elezioni e tutto si complica", osserva Giorgetti.

L’Europa, più esposta degli Usa nei rapporti economici con la Russia, teme ritorsioni di Mosca sulle sue aziende. E una prima ‘vendetta’ in questo senso da parte del Cremlino sarebbe stato il trasferimento delle attività di Bosch in Russia a Gazprom housing, come accaduto anche per l’italiana Ariston. Ma su questo aspetto Giorgetti parla con realismo : "Le ritorsioni - osserva - ci sono già state e ci saranno".

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Economia

Caltagirone racconta il declino dell’Impero Romano:...

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Cazzullo, 'Dalla guerra ai flussi migratori, oggi affrontiamo le stesse questioni con cui si confrontavano i Romani'

Caltagirone racconta il declino dell'Impero Romano:

"Il problema di un impero non è fare una conquista ma conservarla. E' la durata. E la qualità eccezionale dell'Impero Romano è stata la durata". Perché cadde l'Impero Romano? "Cadde perché nella lotta tra la ragione, ovvero Roma, e la fede, ovvero il Cristianesimo, vinse la fede. E da lì fu il Medioevo". A raccontare il declino dell'Impero Romano sul palco del Festival dell'Economia di Trento, è Francesco Gaetano Caltagirone, presidente del Gruppo Caltagirone, protagonista nella prima giornata del Festival Economia di Trento insieme con il giornalista del Corriere della Sera Aldo Cazzullo, a dialogo con Fabio Tamburini, direttore Il Sole 24 Ore, Radio 24 e Radiocor e presidente del comitato scientifico del Festival dell’Economia di Trento.

Seguito con interesse da una platea silenziosa, Caltagirone individua le tappe del declino dell'Impero. A partire da Caracalla per arrivare al Sacco di Roma. Caracalla "riconobbe a tutti la cittadinanza romana, un fatto dirompente: il romano, che è un gradino più su, diventa uguale agli altri, e gli altri reclamano autonomie" e "tutte queste autonomie hanno diviso l'impero. Trentadue usurpatori si proclamarono imperatori autonomi" e "da questo momento dobbiamo distinguere i romani dai romanizzati". Poi, la "deromanizzazione" con la creazione della seconda capitale, e il riconoscimento del cristianesimo, "una cosa nobile", ma "i cristiani si pongono come forza che vuole crescere politicamente".

La figura che ha accelerato di più il declino dell'Impero Romano? "Ambrogio, poi Sant'Ambrogio, tutore dell'imperatore ragazzino e inventore dell'intolleranza che porta, in pochi decenni, a distruggere i pagani". Infine, il Sacco di Roma. Da lì, l'obiettivo è cambiato: "L'obiettivo dell'Impero Romano era governare e sviluppare; lo scopo degli imperi cristiani è convertire il mondo, quello degli imperi protestanti è guadagnare", dice Caltagirone.

E pensare che invece, la tesi di Aldo Cazzullo, che condivide il palco con Caltagirone, "è che l'impero non è mai caduto". Ma su alcuni punti i due concordano: "Il cristianesimo rappresentò il capovolgimento del mondo romano", dei suoi simboli, dei suoi valori: dall'idea di povertà al suicidio, dall'omosessualità alla cultura del corpo fino al simbolo della croce, "finché Costantino capì che questa religione, che non si poteva estirpare, si poteva abbracciare, ma questa apertura probabilmente divenne un problema, di pari passo con la crisi militare".

"Oggi - continua Cazzullo - ci stiamo confrontando con le stesse questioni con cui si confrontavano i Romani: flussi migratori, guerra permanente... L'occidente, come lo conosciamo oggi, è una costruzione che si erige sull'antica Roma, essere italiani è una responsabilità, responsabilità di essere all'altezza di quella storia e di quei valori".

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Economia

Università, Giacomoni (Consap): “Fondo di studio in...

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"29% giovani connazionali con post-diploma contro media europea del 45%"

Sestino Giacomoni, presidente Consap

Rivedere il Fondo studio in base “al merito” è necessario per “adeguare il sistema formativo” del nostro Paese a quello europeo. “Attualmente in Italia, i livelli di istruzione della popolazione sono in aumento, ma restano inferiori alle medie registrate nei paesi Europei e tra i paesi Ocse”. Lo ha detto Sestino Giacomoni, presidente Consap, all’Adnkronos, nella cornice del Forum Pa 2024’, in programma a Roma dal 21 al 23 maggio.

“I dati ci confermano che la quota di giovani italiani tra i 25 e i 34 anni in possesso di un titolo di studio post-diploma è solo del 29,2%. Il valore risulta essere ancora lontano dall’obiettivo medio europeo del 45% indicato dall’Europa per il 2030. Alcuni Paesi comunitari, come l’Irlanda e il Lussemburgo, hanno già raggiunto, o addirittura superato, tale obiettivo, mentre l’Italia si trova al penultimo posto in classifica prima solo della Romania. L’Italia quindi è il fanalino di coda in Europa. Per il futuro dei nostri giovani è dunque auspicabile implementare politiche volte a rafforzare il sistema di accesso a questi livelli di istruzione”. Il Fondo per il credito agli studenti meritevoli, “il cosiddetto Fondo studio - spiega Giacomoni - è stato istituito nel 2010 quando il presidente del Consiglio era Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni era ministro della Gioventù. Il Governo, nel 2011 affidò a Consap la gestione del Fondo pensato per soddisfare le specifiche esigenze di chi desidera avere una formazione universitaria/post-diploma pur non avendo le possibilità di poterne sostenere le spese”.

Nel contesto attuale, per adeguare il nostro sistema formativo a quello degli altri Paesi europei, “sicuramente il Fondo studio rappresenta uno strumento fondamentale per il sistema Paese: l’agevolazione all’accesso del credito - precisa il presidente Consap - farà crescere non solo il numero degli studenti e dei laureati, ma in prospettiva farà crescere anche tutta l’economia italiana. Proprio per questo motivo, così come era stato chiesto dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in occasione del messaggio che ci aveva inviato per i trent’anni di Consap, ci siamo messi subito a lavorare sul rilancio e sul potenziamento del Fondo per lo studio, incontrando tutti i soggetti interessati, per arrivare a formulare delle proposte di modifica concrete e condivise da tutti: dal ministero dell’ Università, delle Politiche giovanili, dell’Economia e finanza, dall’Abi, da Cdp e anche dalla presidenza del Consiglio dei Ministri”. A tale proposito, “personalmente - sottolinea - ritengo che sia un delitto che un giovane con talento rinunci a studiare perché non ha le risorse economiche necessarie a sostenere le spese universitarie”.

Per il presidente Consap “è un dovere garantire a tutti coloro che si vogliono impegnare il diritto ad un futuro migliore. ‘Studierò’, il titolo del nostro convegno, non è un semplice verbo al futuro ma è il futuro. È un imperativo perché è l’unico modo per sbloccare l’ascensore sociale. Spero che i giovani condividano quanto detto da Fiorello durante la sua lectio magistralis all’Università di Urbino: ‘Lo studio è la cosa più bella del mondo!’. Il Fondo per lo studio, quindi, rappresenta un’importante opportunità per i giovani che vogliono costruirsi un futuro migliore. Non è un semplice prestito, ma un vero e proprio investimento”. Anzi, “un triplice investimento: dei giovani su se stessi; dello Stato, che concede la garanzia e delle banche, che investono sul futuro degli studenti meritevoli”.

Concretamente, “l’unico requisito richiesto dal Fondo è il merito - osserva Giacomoni - Ossia un buon voto alla maturità e fare almeno la metà degli esami previsti ogni anno. Merito che verrà monitorato ogni anno attraverso il ricorso ad un soggetto certificatore dei requisiti di accesso alla garanzia Consap, riconosciuto dal Mur. Inoltre, per potenziare il fondo per il credito ai giovani, Consap e Cdp hanno avviato da tempo un tavolo di lavoro” per “attivare una nuova linea di provvista attraverso il Fondo europeo degli investimenti, messa a disposizione dal sistema bancario per l’erogazione dei prestiti a tassi contenuti. In primis, stiamo lavorando affinché la garanzia offerta da Consap diventi una garanzia di ultima istanza, come quella del Fondo prima casa”, gestito sempre dalla stessa Concessionaria , “proprio per consentire alla banca di non dover fare accantonamenti concedendo più facilmente i prestiti a tassi agevolati”.

Nel dettaglio “le nostre proposte di modifica del Fondo per lo studio - elenca Giacomoni - sono riassumibili nei seguenti punti: garanzia di ultima istanza dello Stato; semplificazione e digitalizzazione delle procedure; aumento dell’importo da 25mila a 50mila (anche per coprire i costi degli alloggi per i fuori sede); ampliamento della platea delle banche aderenti all’iniziativa; ampliamento dei corsi post diploma ammessi al finanziamento. E ancora: piano strategico di comunicazione: social, web, tv, territorio; protocolli di intesa tra Università, Abi e Consap e roadshow nelle Università pubbliche e private e, infine, accordo Consap-Cdp per potenziare il Fondo, attivando, attraverso il Fei (Fondo europeo degli investimenti), una nuova linea di provvista messa a disposizione delle banche per erogare prestiti agli studenti meritevoli a tassi contenuti. Dopo il grande lavoro di raccordo e di sintesi - conclude - ci auguriamo che il Governo faccia proprie, al più presto, le proposte presentate da Consap per rilanciare e rafforzare il Fondo per lo Studio, nell’interesse degli studenti meritevoli e di tutto il Paese”.

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