Connect with us

Esteri

Veto Usa all’Onu per cessate il fuoco a Gaza, Hamas:...

Published

on

Veto Usa all’Onu per cessate il fuoco a Gaza, Hamas: “Decisione disumana”

Da Al-Sisi a Putin tutti contrari alla posizione degli Stati Uniti: "Lavoreremo per ottenere tregua"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu (Afp)

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha elogiato gli Stati Uniti per aver posto il veto alla richiesta di cessate il fuoco del Consiglio di Sicurezza dell'Onu e ha esortato gli altri Paesi a sostenere la guerra di Israele contro Hamas. Salutando la posizione degli Stati Uniti come "corretta", Netanyahu in una dichiarazione afferma che "anche gli altri Paesi devono capire che è impossibile sostenere l'eliminazione di Hamas da un lato, e dall'altro chiedere la fine della guerra, che impedirebbe l'eliminazione di Hamas". Pertanto, dice il premier, "Israele continuerà la sua guerra giustificata volta a eliminare Hamas e a raggiungere il resto degli obiettivi di guerra che ci siamo prefissati".

Il ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen ha accusato poco prima il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, di stare dalla parte di Hamas. "Chiedere un cessate il fuoco è una vergogna e costituisce un segno di Caino per l'Onu" ha dichiarato Cohen che su X ha ringraziato invece gli Stati Uniti per il veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza, che chiedeva un cessate il fuoco tra Israele e Hamas.

"L'invocazione dell'articolo 99, dopo che non è stato utilizzato per la guerra in Ucraina o per la guerra civile in Siria, è un altro esempio della posizione di parte e schierata di Guterres", ha accusato ancora Cohen, secondo il quale "un cessate il fuoco in questo momento eviterebbe il crollo dell’organizzazione terroristica Hamas, che sta commettendo crimini di guerra e crimini contro l'umanità, e le permetterebbe di continuare a governare la Striscia di Gaza". Il ministro degli Esteri ha espresso quindi "gratitudine al nostro alleato, gli Stati Uniti, per il suo sostegno nel continuare la lotta per riportare a casa gli ostaggi e per eliminare l'organizzazione terroristica Hamas, che porterà un futuro migliore alla regione". Per il leader dell'opposizione in Israele, Yair Lapid, l'antisemitismo è l'unica "spiegazione razionale" di chi chiede il cessate il fuoco umanitario come Guterres.

Al-Sisi e Putin

Abdel-Fattah al-Sisi e Vladimir Putin si impegnano "a continuare a lavorare insieme per ottenere un cessate il fuoco" fra Israele e Hamas. Lo hanno reso noto fonti egiziane dopo la telefonata fra i presidenti di Egitto e Russia in cui sono stati discussi gli sviluppi regionali e in particolare la situazione nella Striscia di Gaza. I due hanno sottolineato "la necessità imperativa che la comunità internazionale si assuma le sue responsabilità".

Guterres

"Il lancio indiscriminato di razzi da parte di Hamas su Israele e l'uso di civili come scudi umani sono contrari alle leggi di guerra, ma non assolvono Israele dalle sue stesse violazioni" scrive il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres in un post su 'X'. "Il diritto internazionale umanitario non può essere applicato in modo selettivo. È sempre equamente vincolante e non dipende dalla reciprocità".

Hamas: "Usa e veto all'Onu? Decisione disumana"

Hamas ha condannato con fermezza il veto degli Usa all'Onu dopo lo stop alla risoluzione per il cessate il fuoco umanitario immediato. La formazione terroristica palestinese, ha dichiarato in una nota Izzat al-Risheq - membro dell'ufficio politico - considera la mossa di Washington "non etica e disumana".

"L'ostruzione degli Stati Uniti all'approvazione di una risoluzione per il cessate il fuoco è una partecipazione diretta con l'occupazione all'uccisione del nostro popolo e nel commettere ulteriori massacri e pulizia etnica", ha affermato al-Risheq.

Abbas: "Posizione Usa aggressiva e immorale"

Quella degli Stati Uniti è una posizione "aggressiva e immorale" e una "palese violazione" di tutti i valori e principi umanitari, ha dichiarato il presidente dell'Anp, Mahmoud Abbas, commentando il veto Usa. Ritenendo gli Stati Uniti "responsabili" dello spargimento di sangue di bambini, donne e anziani palestinesi nella Striscia di Gaza, Abbas - citato dall'agenzia Wafa - ha accusato Washington di seguire una "vergognosa politica di sostegno all'occupazione e alla barbara aggressione israeliana contro il popolo palestinese". Il presidente dell'Anp ha sottolineato che questa politica rende gli Stati Uniti "complici nei crimini di genocidio, pulizia etnica e crimini di guerra commessi dalle forze di occupazione israeliane contro i palestinesi nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme".

Russia: "Usa hanno firmato condanna a morte per migliaia di civili"

"Gli Stati Uniti hanno letteralmente firmato davanti ai nostri occhi una condanna a morte per migliaia, se non decine di migliaia, di civili in Palestina e Israele", ha dichiarato il vice ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Dmitry Polianski, commentando il veto posto dagli Usa alla risoluzione Onu. A favore hanno votato 13 Paesi (Cina, Francia, Russia - membri permanenti - Albania, Emirati Arabi Uniti, Brasile, Ecuador, Gabon, Ghana, Svizzera, Giappone, Malta e Mozambico), mentre il Regno Unito si è astenuto.

Anche la Francia si è rammaricata per la "mancanza di unità" del Consiglio di Sicurezza. "Purtroppo, ancora una volta questo Consiglio soffre di mancanza di unità. Con il rifiuto di impegnarsi nei negoziati, la crisi di Gaza si aggrava e il Consiglio non adempie al suo mandato, espresso nella Carta" delle Nazioni Unite, ha affermato l'ambasciatore francese all'Onu, Nicolas de Riviere.

Avvertimento dell'Iran: "Rischio esplosione incontrollabile"

Dopo il veto Usa, l'Iran ha intanto messo in guardia dal rischio di un'"esplosione incontrollabile" della situazione in Medio Oriente. "Finché l'America sostiene i crimini del regime sionista ed il prosieguo della guerra, c'è la possibilità di un'esplosione incontrollabile della situazione nella regione", ha affermato il capo della diplomazia di Teheran, Hossein Amir-Abdollahian, durante una telefonata con il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, secondo una nota del ministero degli Esteri iraniano.

Erdogan: "Perso le speranze in Consiglio Sicurezza Onu"

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha commentato così il veto Usa: "Abbiamo perso le nostre speranze e aspettative nei confronti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu". "A causa del veto degli Stati Uniti, non è stata presa alcuna decisione sul cessate il fuoco a Gaza. È essenziale riformare il Consiglio di Sicurezza dell'Onu", ha aggiunto Erdogan, citato dall'agenzia Anadolu.

"Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, la cui missione è stabilire la pace nel mondo, è diventato il protettore di Israele", ha dichiarato Erdogan. "Il governo israeliano, sostenuto incondizionatamente dall'Occidente, sta commettendo a Gaza atrocità e massacri che fanno vergognare tutta l'umanità", ha aggiunto, sottolineando che prima o poi i "macellai di Gaza" saranno chiamati a rispondere dei loro crimini.

Il veto Usa

La posizione di Washington era stata illustrata dall'inviato americano all'Onu Robert Wood, che aveva affermato che ''Hamas continua a rappresentare una minaccia per Israele e mantiene il controllo della Striscia di Gaza''.

Gli Usa ritengono di aver bocciato ''una risoluzione squilibrata, avulsa dalla realtà, che non avrebbe fatto avanzare il processo", come ha detto Wood motivando il veto. I redattori del testo, ha aggiunto, "hanno rifiutato un linguaggio di condanna del terribile attacco terroristico di Hamas contro Israele il 7 ottobre". E quindi, "hanno ignorato tutte le nostre raccomandazioni'' con un "processo affrettato".

La Gran Bretagna ha deciso di astenersi sulla risoluzione perché mancava una condanna precisa di Hamas e delle "atrocità" commesse dalla formazione palestinese.

"Chiedere un cessate il fuoco ignora il fatto che Hamas abbia commesso atti di terrorismo e tenga ancora in ostaggio civili", ha dichiarato la rappresentante del Regno Unito all'Onu, Barbara Woodward, citata dai media britannici. "Non possiamo votare a favore di una risoluzione che non condanna le atrocità commesse da Hamas contro civili israeliani innocenti", ha aggiunto.

Colloquio telefonico tra Scholz e Netnyahu

Colloquio telefonico tra il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il premier israeliano, Benjamin Netnyahu. Nel corso della conversazione telefonica, riferisce il portavoce del governo tedesco, Steffen Hebestreit, Scholz ha chiesto maggiori aiuti umanitari per la popolazione della Striscia di Gaza. I due leader hanno anche discusso "degli sforzi necessari per massimizzare la protezione dei civili e migliorare sostanzialmente la situazione umanitaria della popolazione nella Striscia di Gaza", ha detto il portavoce di Scholz. Si è discusso anche della situazione nella Cisgiordania occupata e degli atti di violenza da parte dei coloni.

Israele: "Hamas lancia razzi da zone umanitarie"

Hamas ha lanciato razzi verso Israele da zone della Striscia di Gaza designate come umanitarie, denunciano le forze israeliane. I lanci sono avvenuti ieri in due diverse riprese. La prima raffica di razzi, quattro, non è riuscita a raggiungere Israele. Lo riferisce l'Idf, le Forze di difesa israeliane.

Fonti delle Forze di difesa israeliane hanno riferito, inoltre, che un fucile di precisione e munizioni nascosti in un grande orso di peluche sono stati ritrovati dai militari della 551 Brigata dei paracadutisti israeliani mentre perquisivano una scuola della Striscia di Gaza. Secondo le fonti le truppe hanno trovato altre armi nascoste in borse con il logo dell'Unrwa, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, in una scuola vicina.

Proseguono i pesanti scontri fra Hamas e Israele in diverse zone della Striscia di Gaza. Le Brigate di Al-Qassam, fazione militare di Hamas, ha reso noto di "scontri corpo a corpo con le forze di occupazione a ovest del campo profughi di Jabalia", dove si combatte da giorni, nel nord. E anche a Zaytoun, sempre nel nord della Striscia. Secondo l'Idf, militanti di Hamas hanno occupato edifici nel campo. Uomini di Hamas hanno predisposto imboscate sempre nella stessa zona. Ma i militari israeliani, si rivendica, sono riusciti ad affiancare il nemico, sorprendendolo. Sempre secondo l'Idf prosegue la battaglia a Khan Yunis, nel sud, sostenuta dalle forze aeree. Un ordigno è esploso accanto a una moschea attaccata dai militari. Diverse altre operazioni israeliane sono in corso nel sud, inclusa una contro una postazione di comando e un tunnel di Hamas.

Cinque soldati Idf morti tra cui il nipote dell'ex capo di Stato maggiore

Nel fine settimana sono morti 5 soldati israeliani, tra cui il nipote dell'ex capo di Stato maggiore dell'Idf, Gadi Eisenkot che il 7 dicembre aveva già perso il figlio, il sergente maggiore Gal Meir Eisenkot che aveva 25 anni. Questa volta è morto il nipote, il sergente Maor Cohen Eisenkot, 19 anni, del 12° battaglione della brigata Golani, di Eilat. Lo riferisce 'The Times of Israel' che cita le Forze di difesa israeliane.

I cinque soldati morti annunciati oggi, uno dei quali è morto per le ferite riportate il 7 ottobre, sono stati uccisi durante i combattimenti nel sud della Striscia di Gaza durante il fine settimana. Il bilancio dei soldati uccisi durante l'offensiva di terra contro Hamas è salito a 97.

I 5 soldati israeliani sono il sergente maggiore Liav Atiya, 25 anni, del 55° battaglione della 6623ª brigata, di Beersheba; Omri Ben Shachar, 25 anni, del 55° Battaglione della 6623ª Brigata, di Givatayim; il sergente Jonathan Dean Jr Haim, 25 anni, del 603° battaglione del Combat Engineering Corps, di Ramat Gan; il sergente Maor Cohen Eisenkot, 19 anni, del 12° battaglione della brigata Golani, di Eilat e il sergente maggiore Haim Meir Edan, 20 anni, del 12° battaglione della brigata Golani, di Rehovot. Edan è stato ferito il 7 ottobre ed è morto oggi. L'Idf afferma che altri 12 soldati di diverse unità sono stati gravemente feriti durante i combattimenti a Gaza venerdì e sabato.

L'ostaggio ucciso

L'ostaggio 25enne Sahar Baruch rapito in occasione dell'attacco di Hamas a Israele lo scorso 7 ottobre sarebbe stato ucciso durante la sua prigionia nella Striscia di Gaza. Ad affermarlo, secondo quanto riferisce 'The Times of Israele', è il portavoce dell'Idf, il contrammiraglio Daniel Hagari. "Stiamo ancora verificando e indagando sui dettagli del luogo in cui è stato ucciso", ha spiegato Hagari. Hamas in precedenza ha pubblicato un video che mostrava il corpo di Baruch mentre faceva affermazioni non verificate sulla causa della sua morte.

Un team di giornalisti altamente specializzati che eleva il nostro quotidiano a nuovi livelli di eccellenza, fornendo analisi penetranti e notizie d’urgenza da ogni angolo del globo. Con una vasta gamma di competenze che spaziano dalla politica internazionale all’innovazione tecnologica, il loro contributo è fondamentale per mantenere i nostri lettori informati, impegnati e sempre un passo avanti.

Esteri

Biden-Trump, duello al confine con il Messico: la sfida del...

Published

on

Questione migranti centrale alle prossime elezioni, il presidente Usa: "Su questo niente giochi politici, unisciti a me". Il repubblicano: "E' invasione provocata da lui"

Biden a Brownsville - Afp

Si sono accusati reciprocamente di essere responsabili della crisi migratoria, Joe Biden e Donald Trump che hanno duellato a distanza sul confine con il Messico dove entrambi ieri si sono recati in visita, confermando che quella dei migranti sarà una questione centrale delle prossime elezioni.

Biden in particolare ha accusato l'ex presidente di spingere i repubblicani del Congresso a bloccare la legge bipartisan che darebbe altri 20 miliardi di dollari per la sicurezza sul confine, aumenterebbe gli agenti, introdurrebbe misure più severe per la detenzione e renderebbe possibile chiudere il confine.

La sfida di Biden al tycoon: "Niente giochi politici sulla questione, unisciti a me"

La legge stava per passare fino a quando Trump "è arrivato ed ha detto, non fatelo perché favorirebbe il presidente in carica", ha affermato Biden che ha esortato i membri del Congresso a mostrare "un po' di spina dorsale" e di indipendenza da Trump. "Ricordatevi per chi lavoriamo, per l'amor di Dio", ha continuato il presidente prima di rivolgersi direttamente al suo avversario: "Invece di fare giochi politici su questa questione, unisciti a me, o io mi unirò a te, nel dire al Congresso di approvare questa legge bipartisan sulla sicurezza del confine. Possiamo farlo insieme".

Trump: "E' invasione provocata da Biden"

"Questa è l'invasione provocata da Biden, gli Stati Uniti sono travolti dall'invasione criminale provocata da Biden. E' una nuova forma di feroce violazione del nostro Paese". Così, parlando da Eagle Pass, Trump ha però attaccato il presidente democratico che nello stesso esatto momento pronunciava anche il discorso al confine con il Messico, a Bronwsville, a 500 chilometri di distanza, confermando che il messaggio catastrofista e populista sulla questione dei migranti sarà al centro della terza campagna presidenziale del tycoon.

Trump ha usato un linguaggio aggressivo nei confronti dei migranti, come ha fatto in passato quando li ha accusati di "avvelenare il sangue del nostro Paese", provocando un'ondata di critiche e polemiche di chi ha ravvisato un'eco della retorica nazista. "Sentiamo lingue nel nostro Paese che nessuno ha mai sentito - ha detto ieri descrivendo questa presunta invasione - sono veramente lingue straniere, nessuno le parla. Si riversano nel nostro Paese e portano con sé tremendi problemi, anche di natura medica, come sapete".

Il duello a distanza tra Brownsville e Eagle Pass

Per la loro visita sul confine Biden e Trump hanno scelto località diametralmente opposte: il presidente è andato a Brownsville, roccaforte dem in Texas, che rappresenta il tradizionale approccio democratico al problema che bilancia sicurezza del confine e trattamento umano dei migranti.

Mentre Eagle Pass è diventato il simbolo della sfida repubblicana alle politiche dell'amministrazione democratica, da quando il governatore Greg Abbott ha inviato la Guardia Nazionale per erigere una barriera di filo spinato, sfidando anche la Corte Suprema che ha riconosciuto che sono le autorità federali a gestire la sicurezza sul confine.

Abbott ha accompagnato ieri Trump che ha lodato le politiche adottate dal governatore repubblicano contro "l'invasione" di migranti che ha descritto come violenti, "usciti da prigioni e ospedali psichiatrici. Mentre in realtà i dati federali mostrano che gran parte dei migranti fermati al confine non hanno precedenti penali.

Continue Reading

Esteri

Iran oggi al voto tra stanchezza politica e crisi economica

Published

on

Paese alle urne per il rinnovo del Parlamento e dell'Assemblea degli Esperti, vincitori annunciati gli ultraconservatori

Manifesti elettorali a Teheran, Iran - Afp

Sullo sfondo di due guerre a cui non è certo estraneo, a Gaza come attore protagonista e in Ucraina più defilato, l'Iran vota oggi per il rinnovo del Parlamento e dell'Assemblea degli Esperti. In quelle che saranno le prime consultazioni nazionali dalla morte nel settembre 2022 di Mahsa Amini, che innescò un'ondata di proteste antigovernative, i vincitori annunciati sono i cosiddetti 'principalisti' (gli ultraconservatori), mentre il Fronte riformista, che raggruppa 31 fazioni, ha annunciato il boicottaggio. Decisivo, come sempre nella Repubblica islamica per valutare il livello di sostegno popolare al sistema, sarà il dato dell'affluenza. Le stime non fanno sorridere gli ayatollah: gli ultimi sondaggi indicano che sarà tra il 37 ed il 46%, con grandi differenze tra Teheran, dove è stimata intorno al 17%, e le altre province.

L'appello di Khamenei per una partecipazione "massiccia"

Come sempre accade alla vigilia delle elezioni, la Guida Suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, ha lanciato un appello per una partecipazione "massiccia". Prendendo la parola durante un incontro con un gruppo di giovani che voteranno per la prima volta, Khamenei ha sottolineato che un'alta partecipazione alle elezioni causerà "una delusione per i nemici che tengono gli occhi puntati sull'Iran" per poi tentare di pungere nell'orgoglio gli iraniani. "Venerdì andranno alle urne tutti coloro che amano l'Iran e la Repubblica islamica, la rivoluzione, il potere nazionale ed il progresso", ha scandito, prima di scatenarsi con la solita retorica anti-statunitense e anti-israeliana.

"Stanchezza economica e politica, è momento cruciale con cambio generazionale"

Secondo Raffaele Mauriello, docente dell'Università 'Allameh Tabatabai' di Teheran, le elezioni "non democratiche ma con elementi democratici" di oggi non vanno sottovalutate, malgrado tutte le loro imperfezioni. Innanzitutto per il 'peso' che ha il Majlis, uno dei tanti organi politici della Repubblica islamica, che oltre ad approvare i singoli ministri ed il budget, ha il compito di votare anche gli accordi internazionali come avvenuto nel 2015 per il Jcpoa, l'intesa sul nucleare. Il Paese, spiega all'Adnkronos il professore, arriva al voto in un clima di "stanchezza" economica e politica e in un momento in cui la Repubblica islamica è alle prese con una "crisi di legittimità".

L'economia "non brilla", taglia corto, sottolineando come il Paese fatichi a rialzarsi dopo il combinato disposto del Covid-19 che si è sommato alle sanzioni ripristinate dagli Stati che hanno avuto un'incidenza "devastante". L'inflazione è schizzata in alto (l'ultimo dato di autunno della Banca Centrale indicava un più 56%), ma finalmente da circa un anno - ed è tra i meriti del governo Raisi - i prezzi stanno iniziando a tornare sotto controllo. Quei problemi già visti verso la fine del mandato di Hassan Rohani sono esplosi sotto l'attuale presidenza e l'inflazione ha toccato livelli "mai visti nella storia della Repubblica islamica".

C'è anche una malcelata stanchezza politica. Le proteste nazionali innescate dalla morte in custodia della polizia di Amini, che secondo Mauriello nascevano di fondo da problemi economici ed erano "più complesse" di una semplice battaglia femminista come è stata rappresentata, hanno portato "pochi risultati", ma proprio sull'obbligo di indossare velo si sono registrati "passi avanti" sul piano pratico.

"Oggi tante donne a Teheran non lo portano, anche se la legge non è cambiata", precisa. Il momento è "cruciale", prosegue il professore, ricordando come lo stesso Raisi, il presidente eletto con il numero più basso di voti nella storia dell'Iran, abbia faticato nella prima fase del suo mandato e solo ora sia riuscito a "consolidare" la sua amministrazione. Intanto a Teheran c'è un clima di relativa tranquillità, ma le autorità per sicurezza in questi giorni hanno imposto qualche limite in più alle comunicazioni con l'esterno.

Mauriello evidenzia come in queste elezioni parte dei candidati ammessi siano indipendenti, mentre sono pochi i riformisti. Secondo la Bbc, sono solo 30. Ci sono, è vero, liste elettorali, ma si sono costituite solo dopo il via libera del Consiglio dei Guardiani e sulla base della sensibilità dei politici che hanno ricevuto il via libera. A Teheran ci sono tre liste, una riconducibile all'ex sindaco e attuale Speaker, Mohammed Bagher Qalibaf, una a Raisi e una chiamata 'Voce della Nazione', guidata da Ali Motahari e che vede tra le sue fila la 44enne Afifeh Abedi, una delle rare riformiste ammesse al voto.

Un personaggio che promette di far parlare di sé e che rappresenta a pieno il "ricambio generazionale" a livello politico in corso in Iran, precisa Mauriello, sottolineando come i politici che a lungo sono stati per l'Occidente punti di riferimento sono usciti di scena o sono sul punto di farlo. L'unico caposaldo sono i Guardiani della Rivoluzione che continuano ad avere "tantissimo peso" sulla scena politica e rappresentano sempre più "l'ossatura dello Stato".

I numeri: 15.200 candidati per 290 seggi del nuovo Majlis

Secondo i media ufficiali, 15.200 candidati tra cui 1.713 donne - oltre il doppio delle 819 registrate nel 2020 - si sfideranno per i 290 seggi del nuovo Majlis, che si insedierà a fine maggio. Gli occhi saranno puntati anche sull'Assemblea degli Esperti, organo composto da 88 membri eletti ogni otto anni, che elegge ed, eventualmente, può rimuovere la Guida Suprema e che assume un ruolo fondamentale visto che Khamenei ad aprile spegnerà 85 candeline.

Nelle scorse settimane ha suscitato scalpore l'esclusione dalla corsa all'Assemblea degli Esperti dopo tre mandati consecutivi dell'ex presidente, Hassan Rohani. Le motivazioni di questa decisione non sono state chiarite. Probabilmente sono politiche, ma è anche una conferma di un ricambio generazione che a livello politico si sta concretizzando lontano dagli occhi dell'Occidente.

Continue Reading

Esteri

Navalny, oggi a Mosca i funerali: cimitero sotto stretta...

Published

on

L'ultimo addio a due settimane dalla morte nella colonia penale di Kharp in cui era detenuto. Cerimonia aperta al pubblico e trasmessa su Youtube. Il governo ricorda intanto in un video la proibizione a partecipare a manifestazioni non autorizzate

Rose rosse per Navalny - Afp

Funerali oggi a Mosca per Alexey Navalny, il dissidente morto il 16 febbraio scorso nella colonia penale di Kharp in cui era detenuto. La cerimonia funebre - che sarà trasmessa in diretta su Youtube secondo quanto riportato dal team di Navalny - è fissata per le due del pomeriggio (ora locale) nella chiesa dell'Icona della madre di Dio nel quartiere di Maryno, a sud est della capitale russa. Una cerimonia breve perché il dissidente sarà sepolto poco dopo, alle 16, presso il cimitero Borisovskoe.

Il funerale, aperto al pubblico, si terrà nella chiesa ortodossa del quartiere in cui Navalny aveva vissuto con la moglie Yulia e i due figli, Dasha e Zakhar prima dell'avvelenamento dell'agosto del 2000, il successivo trasferimento d'urgenza in Germania, e l'arresto immediato al suo ritorno in Russia sei mesi dopo. L'entourage di Navalny avrebbe voluto che il funerale si svolgesse ieri, ma non c'è stata alcuna risposta positiva alle richieste di un luogo, forse perché in coincidenza del discorso di Vladimir Putin all'Assemblea federale.

E in oltre due ore di discorso in Parlamento, Putin intanto non ha fatto il minimo accenno al dissidente russo. La scelta di ignorare completamente Navalny, dopo che la vedova è intervenuta ieri al Parlamento europeo, non può certo sorprendere. Putin è noto per non aver mai menzionato in pubblico Navalny, indicandolo di volta in volta come "quel signore", "quella persona", "una certa forza politica".

Nessun carro funebre disponibile: "Minacce perché non prendano il corpo"

Intanto, alla vigilia delle esequie, nessun carro funebre a Mosca era disponibile per trasportare il corpo del dissidente russo. "Prima non ci è stato permesso di affittare una sala funebre per salutare Alexey", ora ci dicono che nessun carro funebre accetta di portare il corpo in chiesa dall'obitorio, riferisce il team Navalny, citato da Meduza.

Tutti i conducenti di carri funebri, ha detto uno dei collaboratori di Navalny, Leonid Volkov, "ricevono telefonate anonime di minacce perché non prendano il corpo di Navalny". "E' pura follia. Questo da solo basterebbe per far bruciare all'inferno Putin e i suoi scagnozzi", ha commentato.

Cimitero sotto stretta sorveglianza

La polizia russa ha intanto iniziato già da ieri a sorvegliare il cimitero moscovita di Borisovskoe. Il canale Telegram "We can explain" affermava infatti che agenti di polizia erano impegnati a chiedere i motivi della visita, esaminando i documenti, perquisendo chi entrava nel cimitero e spiegando di essere impegnati nella "prevenzione di operazioni terroristiche". RusNews riferiva di pattuglie di agenti attorno al cimitero, mentre venivano predisposte recinzioni metalliche e installate telecamere sui lampioni. Altri agenti stazionavano davanti alla vicina uscita della metropolitana.

La moglie Yulia: "Non so se polizia arresterà chi verrà a dirgli addio"

"Pensavo che avrei avuto tempo per preparare questo discorso, ma prima abbiamo impiegato una settimana ad ottenere il corpo di Alexey e per organizzare il funerale. Poi ho scelto il cimitero e la bara. Il funerale si terrà dopodomani e non sono sicura se sarà pacifico o se la Polizia arresterà coloro che verranno a dire addio a mio marito", le parole della vedova Yulia Navalnaya ieri a Strasburgo.

La mossa di Mosca, video nelle scuole alla vigilia del funerale

Intanto, alla vigilia dei funerali e a due settimane dalla morte, il ministero dell'Istruzione in Russia ha riproposto sulla piattaforma per gli insegnanti Edinyurok.rf un video diretto agli studenti e ai loro docenti in cui si ribadisce la proibizione a partecipare a manifestazioni non autorizzate.

Il video di tre minuti "per la prevenzione della partecipazione di minorenni a manifestazioni non autorizzate", già diffuso la prima volta l'agosto del 2022, mostra spezzoni di proteste e ricorda che gli organizzatori di 'rally' sono tenuti a coordinare la loro azione con le autorità.

In caso contrario, la protesta, si sottolinea, è illegale. Come negli Stati Uniti e i diversi Paesi europei, dove, per aver partecipato a un evento illegale, "rischi multe enormi o anche fino a dieci anni di carcere". La piattaforma "lezioni unificate", voluta dalla Presidente del Consiglio della Federazione e introdotta nel 2015, Valentina Matviienko, propone materiali per insegnanti caldeggiati dal ministero.

Ai funerali presente l'incaricato d'affari italiano

L’incaricato d’affari dell’ambasciata d’Italia a Mosca parteciperà ai funerali di Navalny, si apprende intanto da fonti della Farnesina, secondo cui su istruzioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani, il numero due dell’ambasciata, Pietro Sferra Carini, seguirà la cerimonia in chiesa.

Continue Reading

Ultime notizie

Ultima ora1 ora ago

Dengue in Italia, cosa fare contro il virus? Le indicazioni...

La ricerca italiana: "Serve forte sorveglianza genomica e tracciare i casi" La preparazione dei sistemi sanitari nell'affrontare la Dengue dovrebbe...

Salute e Benessere1 ora ago

Dengue in Italia, cosa fare contro il virus? Le indicazioni...

La ricerca italiana: "Serve forte sorveglianza genomica e tracciare i casi" La preparazione dei sistemi sanitari nell'affrontare la Dengue dovrebbe...

Ultima ora1 ora ago

F1 GP Bahrain, oggi le qualifiche: orari e dove vederle in...

Sul circuito di Sakhir si decide la griglia di partenza del primo appuntamento del Mondiale 2024 Giornata di qualifiche oggi,...

Sport1 ora ago

F1 GP Bahrain, oggi le qualifiche: orari e dove vederle in...

Sul circuito di Sakhir si decide la griglia di partenza del primo appuntamento del Mondiale 2024 Giornata di qualifiche oggi,...

Ultima ora2 ore ago

Covid Italia, dati ultima settimana: Rt sale, ancora giù...

Il quadro delineato dal monitoraggio settimanale della Cabina di regia ministero della Salute e Istituto superiore di sanità Dopo una...

Salute e Benessere2 ore ago

Covid Italia, dati ultima settimana: Rt sale, ancora giù...

Il quadro delineato dal monitoraggio settimanale della Cabina di regia ministero della Salute e Istituto superiore di sanità Dopo una...

Cronaca2 ore ago

Covid Italia, dati ultima settimana: Rt sale, ancora giù...

Il quadro delineato dal monitoraggio settimanale della Cabina di regia ministero della Salute e Istituto superiore di sanità Dopo una...

Salute e Benessere2 ore ago

Disabili, Fnopi: “Riconoscere il ruolo...

La presidente Mangiacavalli al Senato: "Può dare un grande contributo alla sanità digitale" "Esprimiamo piena sintonia con il disegno normativo...

Ultima ora2 ore ago

Strage di Erba, parla Azouz: “Emozionato, revisione è...

Il padre e marito di due delle quattro vittime del massacro oggi a Brescia per l'udienza di revisione: "Credo non...

Cronaca2 ore ago

Strage di Erba, parla Azouz: “Emozionato, revisione è...

Il padre e marito di due delle quattro vittime del massacro oggi a Brescia per l'udienza di revisione: "Credo non...

Ultima ora2 ore ago

Nevicate straordinarie in arrivo sull’Italia, le...

Che tempo farà fino a domenica 3 marzo Nubifragi, con forti temporali e piogge torrenziali, ma anche nevicate straordinarie sull'Italia....

Cronaca2 ore ago

Nevicate straordinarie in arrivo sull’Italia, le...

Che tempo farà fino a domenica 3 marzo Nubifragi, con forti temporali e piogge torrenziali, ma anche nevicate straordinarie sull'Italia....

Esteri3 ore ago

Biden-Trump, duello al confine con il Messico: la sfida del...

Questione migranti centrale alle prossime elezioni, il presidente Usa: "Su questo niente giochi politici, unisciti a me". Il repubblicano: "E'...

Spettacolo3 ore ago

Piotta, rap e memoria – Ascolta il podcast

Tommaso Zanello, per tutti Piotta, è arrivato al suo decimo album in studio, ‘Na notte infame, un album che riflette,...

Cronaca3 ore ago

Scontri Pisa, Elisabetta Canalis: “Polizia? Rischia...

Il commento della showgirl alle affermazioni della consigliera toscana M5S Noferi, che aveva parlato di "sputi forse anche meritati" contro...

Cronaca4 ore ago

Meteo, torna il gelo sull’Italia? Le previsioni per...

Una massa d'aria gelida tra Penisola Scandinava e Russia minaccia l'Europa, con possibili conseguenze anche per l'Italia Dopo l'ondata di...

Cronaca4 ore ago

Strage Erba, l’udienza tra protagonisti e assenti:...

Oggi a Brescia l'udienza di revisione davanti ai giudici della seconda corte d'Appello L'ultima immagine insieme di Olindo Romano e...

Cronaca4 ore ago

Strage di Erba, le tappe: il massacro, l’ergastolo di...

L'11 dicembre 2006 la mattanza nell'appartamento di via Diaz 25 E' l'11 dicembre 2006 quando i vigili del fuoco entrano,...

Cronaca4 ore ago

Strage Erba, le tre prove della discordia al centro...

I tre punti chiave che saranno dibattuti oggi in Aula dalla procura e dalla difesa di Rosa Bazzi e Olindo...

Esteri4 ore ago

Iran oggi al voto tra stanchezza politica e crisi economica

Paese alle urne per il rinnovo del Parlamento e dell'Assemblea degli Esperti, vincitori annunciati gli ultraconservatori Sullo sfondo di due...