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Politica

Giustizia, Crosetto e l'”opposizione...

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Giustizia, Crosetto e l'”opposizione giudiziaria”: domani il ministro risponde alla Camera

Alle 9.30 il titolare della Difesa risponderà all'interpellanza presentata da +Europa

Guido Crosetto - Fotogramma

A quanto si apprende, Guido Crosetto sarà domani in aula alla Camera per rispondere dell'intervista al 'Corriere della sera' dello scorso 26 novembre in cui riferiva del pericolo di una "opposizione giudiziaria" per il governo. Il ministro della Difesa risponderà alle 9.30 all'interpellanza presentata da +Europa, a prima firma Benedetto Della Vedova.

Già ieri, dall'estero dove si trovava in missione, Crosetto si era detto disponibile a riferire una volta rientrato. "Le opposizioni mi hanno chiesto di riferire in Antimafia o al Copasir. Ho dato la disponibilità e poi mi hanno detto che non andava bene. Ora c'è un'altra richiesta urgente (non so da che gruppo) e, appena tornerò dall'estero, andrò a rispondere", aveva anticipato il ministro all'Adnkronos.

+Europa: "Fornisca i dettagli"

A Crosetto "si chiede di fornire al Parlamento tutti i dettagli in suo possesso su quando si sarebbero svolte le riunioni a cui il ministro ha fatto riferimento nella summenzionata intervista, quali persone vi avrebbero partecipato, la corrente della magistratura che le avrebbe organizzate e i contenuti di queste riunioni", si chiede nell'interpellanza urgente, presentata da Benedetto Della Vedova e Riccardo Magi, che sarà illustrata domani a Montecitorio.

Considerato, prosegue il testo dell'interpellanza, "che il contenuto e la gravità istituzionale di tali affermazioni sono tali da richiedere informazioni circostanziate relativamente ai fatti evocati e alle persone coinvolte".

Cosa ha detto Crosetto sui giudici

Nell'intervista al Corriere della Sera il ministro della Difesa ha detto che "questo governo può essere messo a rischio solo da una fazione antagonista che ha sempre affossato i governi di centrodestra: l’opposizione giudiziaria. Non mi sorprenderebbe, da qui alle Europee, che si apra una stagione di attacchi su tale fronte". Crosetto ha aggiunto: "A me raccontano di riunioni di una corrente della magistratura in cui si parla di come fare a 'fermare la deriva antidemocratica a cui ci porta la Meloni'. Siccome ne abbiamo visto fare di tutti i colori in passato, se conosco bene questo Paese mi aspetto che si apra presto questa stagione, prima delle Europee...".

Un team di giornalisti altamente specializzati che eleva il nostro quotidiano a nuovi livelli di eccellenza, fornendo analisi penetranti e notizie d’urgenza da ogni angolo del globo. Con una vasta gamma di competenze che spaziano dalla politica internazionale all’innovazione tecnologica, il loro contributo è fondamentale per mantenere i nostri lettori informati, impegnati e sempre un passo avanti.

Politica

Caso Vannacci, evento domani a Milano con il generale: è...

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Il talk aperto al pubblico durante una mostra fotografica ispirata al suo controverso 'Il mondo al contrario'

Il generale Roberto Vannacci - Fotogramma

E' già sold out l'evento al quale parteciperà domani a Milano Roberto Vannacci. Il generale, sospeso mercoledì dall'Esercito dopo un'inchiesta realizzata a seguito delle affermazioni contenute nel suo libro 'Il mondo al contrario', sarà protagonista di un talk aperto al pubblico che ha fatto registrare il tutto esaurito.

Vannacci è stato invitato a Milano in occasione della presentazione di una collettiva fotografica ispirata al suo controverso libro, diventato un caso editoriale. Mentre il volume è stato oggetto di intensi dibattiti e discussioni politiche e sociali, secondo gli organizzatori, "la mostra fotografica offrirà un'opportunità unica di esplorare il suo significato in un contesto visivo e artistico".

Gli organizzatori della mostra hanno ideato il format con una sola intenzione, quella di "andare, almeno per qualche ora, al di là delle divisioni politiche, offrendo così una prospettiva unica sulle sfide sociali contemporanee". Vannacci, dalle 18.30, sarà quindi comodamente seduto sui divani bianchi dello showroom in via Gonzaga 7, avendo la possibilità di confrontandosi con il pubblico presente. L'evento è a numero chiuso (disponibili solo 70 posti oltre alla stampa accreditata e ai fotografi) e sarà seguito da un buffet e dj-set.

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Politica

Berlusconi, il ritorno di Veronica Lario: “Mi sono...

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Ospite a sorpresa della terza puntata di 'A cena da Maria Latella', l'ex first lady torna dopo 15 anni di silenzio: "Descritta come una velina ingrata. Miliardaria? Il Tribunale di Milano mi ha negato tutti i diritti"

Veronica Lario e Maria Latella - Sky

E' il ritorno che non ti aspetti dopo 15 anni di silenzio. Ai quali si aggiungono gli anni in cui, pur vestendo i panni da first lady, decise di restare quasi sempre nell'ombra, "un passo indietro", come ripete più volte. Veronica Lario è l'ospite a sorpresa della terza puntata di ‘A cena da Maria Latella’, il dinner talk di Sky Tg24. Per lei, oggi 67enne, è l'esordio in un programma tv nonché la prima volta che parla al pubblico da quando, nel 2009, fu avviata la dolorosa e rumorosissima separazione da Silvio Berlusconi, di cui si definì lei stessa, all'epoca, 'la metà di niente', prendendo in prestito il titolo del romanzo di Catherine Dunne. Quel dolore appare ancora vivo nella sala da pranzo di Latella, sua amica da ormai 33 anni e con cui scrisse, un libro a quattro mani, 'Tendenza Veronica', nel 2004, quando era ancora la signora Berlusconi in carica.

Poi sono volati stracci, accompagnati dalle contese, dalle liti, dagli scandali sui giornali. E i titoli che alludevano ai soldi, che la descrivevano come una supermiliardaria. "In realtà - racconta nel suo elegante tailleur color terra, una spilla a forme di ape appuntata sul petto generoso - non è stato nulla di tutto questo, c'è stata una sentenza che mi ha negato qualsiasi diritto, che ho rispettato, e oggi sono una persona normale, un'imprenditrice". A capo di una start-up di gaming -Tambù- nata dall'amore per il gioco con i figli prima e i nipoti poi, lei che alla prole -nonostante le imprese di famiglia- ha sempre centellinato la tv: "Ma il gioco è altra cosa", mette in chiaro.

A giocare con loro non ha mai rinunciato, nemmeno nei mesi più bui. In cui "sono passata dall'essere 'una velina ingrata' al tribunale di Milano che mi ha negato ogni diritto. Un salto di 10 anni in cui mi sono sentita un po’ vessata. Cosa facevo? Subivo: è difficile combattere contro il potere e la stampa, soprattutto quando la stampa è piegata al potere. Io l'unica cosa che potevo fare era qualche passo indietro e quelli ho imparato a farli, forse dall'equitazione...”, di cui racconta nei suoi 15 minuti in solitario con Latella, dopo la cena gustata con gli altri ospiti della trasmissione, tra una lasagna al ragù di pesce e la millefoglie con frutta e chantilly di cui Carlo Calenda, ha raccontato la giornalista ai commensali, va ghiotto, 'ne ha voluto due porzioni...'.

Lario ha un passato da attrice alle spalle, passione messa da parte dopo l'incontro col Cavaliere. Eppure la sua emozione davanti alle telecamere è palpabile, fatica quasi a nasconderla. Subito dopo aver 'vuotato il sacco' appare quasi sollevata, passa nella sala dove sono raccolti i giornalisti d'agenzia a salutare e ringraziare per essere lì per lei. Che, per la prima volta alle telecamere, racconta gli anni bui dopo il 2009. “Finito questo momento per me davvero molto complesso - ricorda ripercorrendo i mesi dopo il divorzio -, mi sono chiesta se era possibile ricominciare, per la mia vita e per delle scelte personali. In un certo momento ho pensato che per me non ci fosse più nulla, mi era stato negato un diritto, ho pensato 'forse ha vinto il potere'. Ma mi sono detta non ho finito e ci ho provato”. A ripartire, a ricominciare.

Ad aiutarla anche la passione per i cavalli, che racconta. La scintilla si accende "per seguire i nipoti, ma poi tutti hanno smesso ed io ho continuato", iniziando a montare a cavallo "a 55 anni: quando uno smette, io ho iniziato. Mi è servito molto, ho usato molto dell'ippoterapia che mi ha aiutato tanto in questi anni di momenti difficili nei quali era meglio chiudersi che aprirsi".

Ancora oggi, fatica a mettere insieme i momenti più complicati dopo il divorzio. "Indicare solo tre momenti", come chiesto da Latella, "è difficile", ammette, "è stato tutto un'altalena: da un lato la speranza di ricongiungermi in modo equilibrato con la mia famiglia, in altri momenti la speranza la perdevo. Sono stata molto vicina ai miei figli e loro vicini a me. Sono stati tutti momenti molto belli - prosegue - perché ho avuto la mia famiglia. Se proprio ne devo dire uno meno edificante: io non ho partecipato alle lauree dei figli perché in due eravamo troppi. E allora ho fatto un passo indietro".

Di passi indietro, del resto, racconta di averne sempre fatti. Al riguardo, nega di non aver amato il ruolo da first lady, che ha tuttavia scelto di interpretare restando spesso nell'ombra: “I personaggi che sono passati nei salotti di Berlusconi sono stati sempre di grande livello e in qualche modo ne ho sempre subito il fascino, ma non ho mai pensato di trovarmi un mio spazio all'interno di quelle dinamiche. Io ero li perché rispettavo un ruolo, cercavo di farlo al meglio e per me il meglio significava anche fare un passo indietro".

E a Latella che, ricalcando parole usate dalla premier Giorgia Meloni, le chiede se si considera una donna non ricattabile, "non ne ho motivo - risponde - perché io non porto con me nessun segreto, non ho segreti dell'impresa di Berlusconi o della sua vita a parte e quindi posso dire quello che penso indipendentemente dal mio passato, un passato che non ha segreti". Ma che resta comunque ingombrante, e a cui racconta di rivolgere ben pochi pensieri: "Io ho una finestra ideale e quando la apro la mattina vedo il futuro, poi ne ho una alle mie spalle che apro poco, guardo sempre quella che mi fa vedere il futuro”.

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Politica

Mattarella a Caserta per inaugurazione Gran Galleria...

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I lavori di restauro e di recupero dopo l’utilizzo da parte della Scuola specialisti dell’Aeronautica militare

Sergio Mattarella con la direttrice della reggia Tiziana Maffei, Gennaro Sangiuliano, Luciano D'Inverno e Gabriella Ibello curatrice della mostra  - Quirinale

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto questa mattina a Caserta all’inaugurazione delle sale dell'ala nord ovest della Reggia di Caserta e del recupero alla fruizione museale della sala più grande di tutto il Palazzo, la cosiddetta Gran Galleria Sale, restituite al complesso monumentale dopo l’utilizzo da parte della Scuola specialisti dell’Aeronautica militare.

I lavori di restauro e di recupero sono stati presentati dalla direttrice della Reggia, Tiziana Maffei, e dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Il Capo dello Stato ha quindi visitato le sale espositive della Gran Galleria, la mostra temporanea 'Visioni', gli appartamenti imperiali e la sala multimediale.

Al suo arrivo a Caserta, Mattarella si è recato nella Chiesa di San Francesco di Paola dove sono conservate le spoglie dell’architetto Luigi Vanvitelli.

Sangiuliano: "Esempio della grandezza italiana"

"Oggi stiamo offrendo al pubblico la possibilità di ammirare la bellezza di questi spazi, luoghi che trasudano storia, mito e grandezze, che vengono restituiti al loro destino originario, rendendo ancora più affascinante questo luogo", ha detto il ministro Sangiuliano. Circa 3000 metri quadrati che, ha sottolineato il titolare del Mic, "vengono riconsegnati oggi alla dimensione artistica ed estetica". Si tratta di "spazi riconsegnati innanzitutto alla collettività, a una fruizione pubblica che si esalta nelle possibilità espositive che prefigurano, permettono e promettono". Spazi che fanno parte di un palazzo "iconico conosciuto in ogni parte del mondo come esempio della grandezza italiana".

"L'arte - ha detto il ministro - è una forma di vissuto che coinvolge tutti i nostri sensi e chiama in causa la parte più intima di ognuno di noi. L'arte funziona perché tocca le nostre corde sentimentali. Ciò la rende un'esperienza priva di sovrastrutture dinnanzi alla quale siamo tutti quanti uguali, poiché le emozioni non contemplano differenze ma creano al contrario legami, suscitano empatia, fondono le differenze in un comune sentire, consentendo la nascita di una comunità", ha concluso.

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