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Salute e Benessere

Klotho e gli elisir di lunga vita, ‘tanti studi ma...

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Klotho e gli elisir di lunga vita, ‘tanti studi ma longevità si conquista’

Klotho e gli elisir di lunga vita, 'tanti studi ma longevità si conquista'

Succede sempre più spesso. Un giorno perché un anziano straordinario compie un'impresa sportiva a età inimmaginabili prima, un giorno per la lezione di vita quotidiana di super 90enni non hanno mai smesso di ballare, sfilare, guidare, tenere conferenze. Appena lo scorso weekend era stato il raduno di 70 ultra centenari a Padova, da Guinness dei Primati, a riaccendere i riflettori sul mito della lunga vita. La scienza si interroga su come favorirlo. Fioccano studi su proteine e ormoni della longevità in cerca di strategie per riavvolgere il nastro del tempo, per garantire un invecchiamento sano, un cervello giovane. Decenni di ricerche si sono accumulati su Klotho, proteina correlata alla salute del cervello anche da un recente lavoro pubblicato su 'Nature' che ne approfondisce i meccanismi scoprendo un filo conduttore che l'accomuna al sangue giovane e allo sport. Studi affascinanti, "pubblicati su riviste prestigiose, al momento condotti su animali", riflette Francesco Landi, direttore del Dipartimento di Scienze dell'invecchiamento del Policlinico Gemelli di Roma.

"Ma non mi piace come messaggio che possa esistere un singolo fattore e quindi una singola proteina, come se fosse la fontana dell'eterna giovinezza". Oggi quello di cui c'è certezza è che la longevità va 'sudata'. "Diciamo che non è 'for free' - sottolinea l'esperto all'Adnkronos Salute - La longevità si conquista, non è un dono di natura. Anche perché ormai è ampiamente dimostrato che la genetica può incidere al massimo per il 20%. E poi, altro dato straordinariamente importante è che, anche se si ha una genetica buona, se ci si comporta 'male'" quel vantaggio si brucia. Landi, facendo il punto sulle conoscenze che finora si sono consolidate, puntualizza: "Noi abbiamo una certezza, e come università Cattolica e Policlinico Gemelli l'abbiamo pubblicato personalmente: c'è una precisa traiettoria di declino dell'invecchiamento e della performance fisica. Se parliamo della forza muscolare - misurata ad esempio con l'handgrip o con la forza di alzarsi e sedersi dalla sedia 5 volte senza l'uso delle braccia misurando quanto tempo ci mettiamo - queste performance fisiche sono stabili più o meno fino a 50 anni e poi da 50 anni in poi cominciano a declinare. Questa traiettoria legata all'invecchiamento si può modificare. E l'esercizio fisico modifica questo declino".

"Se poi una proteina come Klotho sia in grado di essere un mimetico dell'esercizio fisico, questa potrebbe essere una buona notizia per i sedentari. Però certamente - osserva lo specialista - dobbiamo anche sempre immaginare che i meccanismi di azione, sia dal punto di vista di performance fisica che di performance cognitiva, sono multifattoriali. Quindi è verosimile che modificando un singolo meccanismo non si ottengano delle modificazioni complessive su tutto l'organismo. Non a caso l'esercizio fisico è definito una 'polipillola'. Perché va ad agire positivamente su tanti fattori: sicuramente su quello dell'insulina, della vascolarizzazione, sulla glicemia, sull'attivazione di mediatori che vanno ad agire anche a livello cerebrale. Quindi è chiaro che avere il mimetico dell'esercizio fisico sarà probabilmente un po' difficile, come avere un mimetico della sana alimentazione".

Landi fa alcuni esempi per inquadrare un primo punto fermo: il potere dello sport. "Gli 80enni che durante la loro vita hanno fatto esercizio fisico, sia di tipo aerobico che anaerobico - per intenderci sono andati anche in palestra oltre ad andare in bicicletta, a correre, a fare nuoto, a camminare - hanno la stessa performance delle persone sedentarie a 50 anni. Significa dunque che questa traiettoria la possiamo modificare, tanto da guadagnare anche 30 anni di funzione fisica. Il ragionamento" che gli scienziati fanno "è che se l'esercizio fisico può modificare la traiettoria di declino, evidentemente anche altro può farlo". Se dalla proteina Klotho al momento non possiamo trarre risvolti concreti immediatamente spendibili, "è chiaro che poi in futuro certamente l'approccio a terapie 'senolitiche'", che contrastano la senescenza, "potrà in qualche modo aiutare".

Lo specialista con gli esperti del Gemelli è in campo con diverse iniziative sulla longevità. Di recente è stata ufficializzata la partnership tra la comunità scientifica dei farmacisti preparatori sostenuta da Unifarco e l'Irccs romano per promuovere la cultura della longevità in farmacia, punto di riferimento che diventa un polo di prevenzione. Obiettivo "intercettare le persone fuori dall'ospedale, una sorta di missione di terzo settore" che trova nella farmacia la sede "in cui fare per prima cosa informazione sulla longevità, perché la prevenzione parte, innanzitutto, da un'adeguata informazione", spiega. Una parola chiave è "longevity check-up. Va detto che la longevità si 'coltiva' se anche da bambini e adolescenti ci interessiamo a quelli che sono i corretti stili di vita e l'adeguata prevenzione, in base alle fasi dell'età".

I longevity check-up citati da Landi partono "da uno screening di base, da quella che l'American Heart Association ci indica come la valutazione degli 8 fattori di rischio cardiovascolari più importanti che correlano alla longevità: dieta, esercizio fisico, controllo della glicemia, del peso corporeo, del colesterolo, della pressione arteriosa, qualità del sonno che di fatto è il proxy dello stress dannoso, e poi quelli che possono rientrare sotto la voce abusi, dall'alcol a fumo e sostanze. Siamo partiti con un longevity check-up per la performance fisica e stiamo per declinarne uno su performance cognitiva".

La prima cosa che si fa, continua Landi, "è una visita internistica con analisi ematochimiche, e un'attenta analisi di quella che è la dieta, con un questionario sulla frequenza con cui si mangiano alcuni alimenti e la frequenza con cui si fa esercizio fisico e di che tipo. Per poi andare a fare elettrocardiogramma, valutazione della composizione corporea, scansione posturale e articolare in tre dimensioni, senza raggi, che ci dà l'indicazione anche di alcune circonferenze importanti, come la circonferenza vita-fianchi. Poi lo studio metabolico dell'osso, test di funzionalità muscolare e cognitiva, valutazione della qualità del sonno e così via, allargando eventualmente dallo screening di base ad analisi specifiche sulla base dei risultati. In più, in farmacia si può fare eventualmente un test genetico di predisposizione all'invecchiamento: è un test salivare che dà ulteriori indicazioni, che verranno però sempre correlate con il check-up. Tutto va inquadrato nella valutazione generale. E c'è anche la possibilità di una valutazione del microbioma intestinale, altro aspetto importante solo se legato al resto".

Da un lato quindi c'è l'alleanza con la farmacia "che diventa un po' una sentinella", dall'altro lato, sempre per sensibilizzare, ci sono attività 'on the road': "Organizziamo iniziative come la 'Longevity run' - ricorda l'esperto - un tour che facciamo in giro per l'Italia per poi concludersi a Roma, in cui costruiamo dei villaggi della salute sul campo: con la scusa della corsa competitiva, riusciamo ad agganciare le persone per fare un inizio di check-up, dal controllo del colesterolo a quello di glicemia, pressione arteriosa, peso". Oggi, riepiloga lo specialista, "sappiamo che i due fattori più importanti sono lo stile di vita legato alla dieta e l'esercizio fisico. E' chiaro che, se parliamo di esercizio fisico, lo dobbiamo fare tutta la vita, abbiamo delle indicazioni precise e non possiamo sottrarci. E il problema - riflette - è che noi il risultato non lo vediamo dopo una settimana o un mese o un anno, ma nei decenni della nostra vita".

La dieta "è l'altro elemento fondamentale. Su questo piano si può parlare di 'integrazione mediterranea' della dieta mediterranea: cioè esistono una serie di integratori, da usare in maniera mirata laddove c'è carenza nella dieta quotidiana su alcuni ingredienti che sappiamo avere un'azione positiva sulla protezione della cellula, in particolare per esempio del mitocondrio, o per contrastare l'antinfiammazione legata alla senescenza. Per esempio, oggi sappiamo bene che l'estratto di melograno ha un'azione positiva e sappiamo molto bene che l'arginina ha un'azione sulla liberazione dell'ossido nitrico, della vasodilatazione e quindi di una migliore vascolarizzazione". In conclusione, anche a tavola non c'è l'ingrediente della longevità. "Esiste una dieta della longevità - conclude Landi - che possiamo cercare di supplementare dove abbiamo elementi carenti. Agiamo dunque solo dove abbiamo delle esigenze specifiche e particolari".

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Malattie rare, Scd e Tdt: dati positivi a lungo termine per...

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All'Eha i risultati potenzialmente trasformativi dell'editing genetico per l'anemia falciforme grave e la beta-talassemia trasfusione-dipendente

(Fotolia)

Sono positivi i nuovi dati sull'impiego a lungo termine di exa-cel (exagamglogene autotemcel), terapia cellulare non virale, con modifica genetica ex vivo Crispr/Cas9, provenienti da studi clinici globali su persone affette da anemia falciforme grave (Scd) o beta-talassemia trasfusione-dipendente (Tdt). I risultati, presentati in occasione del recente Congresso annuale dell'Associazione europea di ematologia (Eha) - e diffusi da Vertex Pharmaceuticals Incorporated - confermano i benefici clinici potenzialmente trasformativi e duraturi di exa-cel, la prima e unica terapia approvata di editing genico basata sulla tecnologia Crispr/Cas9.

I dati presentati - si legge in una nota - si riferiscono a più di 100 pazienti (46 Scd; 56 Tdt) trattati con exa-cel nel corso di studi clinici, il cui follow-up più lungo si estende a più di 5 anni. I risultati di efficacia sono coerenti con le analisi degli endpoint primari e secondari precedentemente riportati da questi studi con exa-cel e continuano a dimostrare un beneficio clinico potenzialmente trasformativo con livelli duraturi e stabili di emoglobina fetale (HbF) e di editing allelico.

"Il beneficio potenzialmente trasformativo riscontrato nei pazienti affetti da anemia falciforme nel corso dello studio è impressionante, se si considera il peso significativo e cumulativo della malattia che le persone affette da questa malattia del sangue devono affrontare - ha dichiarato Haydar Frangoul, direttore medico di Ematologia e Oncologia pediatrica presso il Sarah Cannon Research Institute e il TriStar Centennial Children's Hospital di Hca Healthcare - Sono ansioso di offrire questa terapia e l'opportunità di una potenziale cura funzionale ai miei pazienti idonei". I dati presentati "relativi ai pazienti adulti e adolescenti con Tdt - ha affermato Franco Locatelli, professore di Pediatria presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, direttore del Dipartimento di Ematologia e Oncologia pediatrica dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - si aggiungono al crescente numero di evidenze a favore di exa-cel, confermando l'importanza di garantire la disponibilità di questo trattamento innovativo ai pazienti eleggibili il prima possibile. Con il follow-up più lungo, che ha ora raggiunto più di 5 anni e che dimostra livelli stabili di emoglobina totale e fetale, vi è ora evidenza di un beneficio duraturo derivante da exa-cel per i pazienti a cui il trattamento è stato somministrato”.

Nel dettaglio le presentazioni - 2 presentazioni orali e 2 poster - comprendono i dati aggiornati degli studi pivotal dei pazienti trattati con exa-cel in Climb-111 e Climb-121 e seguiti in Climb-131.

I nuovi dati dello studio pivotal exa-cel evidenziano che 36 pazienti su 39 (92,3%) con Scd e valutabili (quelli con almeno 16 mesi di follow-up) erano liberi da crisi vaso-occlusive (Voc) per almeno 12 mesi consecutivi (Vf12), coerentemente con i dati sull'endpoint primario precedentemente riportati. La durata media di assenza di Voc è stata di 27,9 mesi, con un massimo di 54,8 mesi. Nella Tdt, 49 su 52 (94,2%) pazienti valutabili (quelli con almeno 16 mesi di follow-up) sono stati indipendenti dalle trasfusioni per almeno 12 mesi consecutivi, con un'emoglobina media pesata di almeno 9 g/dL (Ti12), in linea con i dati sull'endpoint primario precedentemente riportati. La durata media dell'indipendenza trasfusionale è stata di 31,0 mesi, con un massimo di 59,4 mesi. Tutti i pazienti con Tdt dosati con almeno 16 mesi di follow-up sono liberi da trasfusioni e 2 dei 3 pazienti che non hanno raggiunto il Ti12 nel Climb-111 hanno raggiunto il Ti12 nello studio di follow-up a lungo termine, il Climb-131, e sono indipendenti dalle trasfusioni da oltre un anno. Il terzo è libero da trasfusioni da 3,4 mesi. Sia i pazienti con Scd che quelli con Tdt hanno riportato miglioramenti duraturi e clinicamente significativi nella qualità della vita, compreso il benessere fisico, emotivo, sociale/familiare e funzionale, oltre che lo stato di salute generale.

Inoltre, sia nei pazienti con Scd che in quelli con Tdt, i livelli di alleli Bcl11A modificati sono rimasti stabili nel tempo nel midollo osseo e nel sangue periferico, indicando il successo dell'editing nelle cellule staminali ematopoietiche a lungo termine. Tutti i pazienti hanno ottenuto l'attecchimento dei neutrofili e piastrine dopo l'infusione di exa-cel. Il profilo di sicurezza di exa-cel - conclude la nota - è stato generalmente coerente con il condizionamento mieloablativo con busulfano e il trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche.

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Maturità, il ricordo di Burioni: “Cascai in un...

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Il virologo e la notte prima degli esami: "Con un gruppo di compagni pensammo di avere in mano le tracce del tema"

Roberto Burioni

"Era una notte del giugno 1981 e per me era la notte prima degli esami di maturità". Una notte che per il virologo Roberto Burioni, instancabile paladino anti-fake news, fu importante per più di una ragione. Non solo per il rito di passaggio che la prova in sé rappresentava, ma soprattutto perché, insieme a un gruppo di amici, cascò in un tranello e capì "quanto sia facile far credere una sciocchezza a chi desidera con tutto il cuore che quella sciocchezza sia vera". Il medico, docente di Microbiologia e Virologia all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, lo racconta ricordando all'Adnkronos Salute l'aneddoto con cui nel 2018 ha aperto il suo libro 'Balle mortali'.

Quella notte, dopo che "avevo studiato per mesi attendendo con timore il momento finale", scrive Burioni, "ero naturalmente terrorizzato. Pensavo al giorno dopo, alla commissione nella quale sedeva, come membro esterno, il temibile professor Lovati che era stato preceduto dalla notizia della sua draconiana severità". Quella notte "avrei dovuto dormire, ma non riuscivo a dormire. Avrei voluto studiare, ma non sapevo cosa studiare. A un certo punto, verso le 10, squillò il telefono: era uno dei miei compagni di classe che mi diceva che, tramite complicati traffici, avevamo in anticipo i titoli delle tracce della prova di italiano che avremmo dovuto svolgere il giorno dopo. Immediatamente ci precipitammo a casa di uno di noi, dove passammo tutta la notte a preparare i temi utilizzando quei titoli che, naturalmente, il giorno dopo non uscirono".

Andò comunque bene, anzi benissimo. "Fummo promossi con ottimi voti - prosegue il virologo - e la maturità rimase, almeno per me, solo una sbiadita memoria". Tranne che per una domanda esistenziale: "Come fu possibile che un gruppo di studenti composto da ragazzi intelligenti e preparati potesse abboccare a occhi chiusi a una sciocchezza come quella dei temi sfuggiti in anticipo al ministero? Ci buttammo a capofitto su quei titoli e nessuno di noi si pose il minimo dubbio sulla loro veridicità: perché?". Con la risposta Burioni ci intitola l'introduzione del libro: "Gli uomini credo volentieri a quello che desiderano sia vero".

Così come i Galli narrati da Giulio Cesare nel 'De bello Gallico', benché "forti e coraggiosi", presero per vera la falsa notizia della debolezza dei Romani e si gettarono in "un attacco dissennato che li portò a una catastrofica sconfitta", allo stesso modo Burioni e suoi amici, "ormai soli di fronte all'esame di maturità", vollero credere a un aiuto ancorché inverosimile, a "qualcosa che ci facesse sentire meno vulnerabili. Arrivarono i falsi titoli dei temi e, come i Galli, ci credemmo. Ecco l'insegnamento della maturità" per il virologo.

Un ricordo "molto vivo - evidenzia - perché quello che alla maturità è seguito, ovvero diventare medico, mi ha messo in contatto con persone che desideravano qualcosa nella maniera più intensa possibile. Chi teme per la propria vita non desidera che guarire e questo desiderio non può essere paragonato a nessun altro". Come recita la Bibbia, "tutto quello che possiede l'uomo è pronto a darlo per la sua vita". Non solo, "è disposto a credere a qualunque bugia in quei momenti".

"Ho visto persone intelligentissime, scienziati brillanti, medici di grande esperienza - assicura Burioni - perdere di colpo tutta la loro sapienza e la loro lucidità di fronte al dolore e affidarsi a ciarlatani che raccontavano tranquillizzati menzogne. Praticoni senza scrupoli" due volte colpevoli, perché "le bugie raccontate a chi è malato, o anche a chi solo crede di esserlo, sono terribili". Crudeli e a volte fatali. "Le bugie, si dice, hanno le gambe corte. Ma quando riguardano la salute - chiosa il medico - corrono abbastanza velocemente da raggiungere chi le crede e ucciderlo".

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Salute, Lucente (Lombardia): “Trombosi venosa...

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L’assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile: "Sicurezza di chi guida i mezzi pubblici e degli utenti per noi è prioritaria"

Salute, Lucente (Lombardia):

"Sono onorato di ricevere in Regione Lombardia sia il mondo della sanità che il mondo dei trasporti insieme. Quando è stato proposto di parlare anche di sanità nel settore dei trasporti, mi sono incuriosito e ho deciso di portare avanti questa iniziativa, in quanto la sicurezza nel mondo del lavoro è fondamentale e prioritaria. Per Regione Lombardia è un aspetto importante: si sta investendo molto e credo che, se dobbiamo dare la massima sicurezza a chi viaggia sui nostri mezzi pubblici, sia necessario anche che chi porta questi mezzi sia tutelato, preservato e soprattutto controllato affinché possa offrire il miglior servizio". Lo ha detto Franco Lucente, assessore ai Trasporti e Mobilità Sostenibile di Regione Lombardia, in occasione dell’evento 'La prevenzione in viaggio. #piùmovimentomenotrombosi', organizzato da Regione Lombardia in collaborazione con l’associazione Vincere la Trombosi presso la sala Marco Biagi di Palazzo Lombardia a Milano.

"Per fare questo è necessario affrontare determinate tematiche: in questo convegno, intitolato 'La prevenzione in viaggio', non a caso abbiamo parlato della trombosi venosa, una delle patologie che i nostri autisti possono subire nell'esercizio delle loro funzioni e abbiamo discusso su come preservare e affrontare il problema insieme ai relatori che si interfacciano anche con il mondo del trasporto pubblico - spiega Lucente - Per quanto possa sembrare lontano dal mondo dei trasporti, in realtà è una tematica molto vicina grazie all’obiettivo di sicurezza e prevenzione che vogliamo raggiungere all'interno di un settore, quello dei trasporti, da preservare anche nei confronti dell’utenza".

Noi "trasportiamo su ferro oltre 780mila passeggeri al giorno - ricorda l'assessore - e dovremmo arrivare a un milione di passeggeri. Sulla gomma siamo a un milione e 200mila, quindi un numero notevole. Dieci milioni di cittadini che si spostano su gomma devono essere messi in condizione di viaggiare in massima sicurezza: è un mondo, quello dei trasporti, così come quello della sanità, che si rivolge a una platea molto più ampia dei cittadini lombardi - sottolinea - tutti i turisti che arrivano nella Regione Lombardia e non solo, quindi ci rivolgiamo al mondo intero. Per questa ragione, gli obiettivi volti a un intervento legato alla prevenzione e alla sicurezza ci portano a dire che è necessario investire nel futuro, preservare le risorse umane e migliorare la qualità dei servizi che offriamo ai cittadini". "Per fare questo è importante anche il confronto con il mondo della sanità, che investe, anche in termini di utenza, gli stessi numeri che abbiamo nel mondo del trasporto. Non è l'unico convegno che faremo in materia di sanità e trasporti. Ne faremo anche degli altri, cercando di tutelare e conservare i nostri dipendenti e i lavoratori", conclude.

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