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Da Mussolini statista alle classi separate, Vannacci ‘scalda’ l’opposizione: è bufera

Il vicepresidente dei vescovi in un'intervista all'Adnkronos: "La gente rifletta". Opposizione in rivolta sulle parole del generale a 'La Stampa'. Si sfilano anche esponenti di governo e partiti di maggioranza. Giorgetti: "Non è della Lega". Abodi: "Siamo agli antipodi". Guidi: "Non esprime pensieri ma incubi"

Roberto Vannacci - Fotogramma

"Mussolini statista come Cavour e Stalin", antifascismo che "non ha senso" fino alle scuole con "classi con 'caratteristiche separate'" per gli alunni in difficoltà o con disabilità. L'intervista rilasciata a 'La Stampa' dal generale Roberto Vannacci, candidato con la Lega alle elezioni europee, 'scalda' l'opposizione e provoca una bufera con la reazione indignata dei partiti (anche di maggioranza) e della Cei che parla di ritorno ai "tempi bui".

I vescovi

Le parole sui disabili di Roberto Vannacci, candidato per la Lega alle elezioni europee, così come le posizioni sugli omosessuali fanno ritornare “le lancette della storia ai tempi bui”. Il vicepresidente della Cei, mons. Francesco Savino, dà voce al suo sconcerto. “Il problema - dice in una intervista all’Adnkronos - è che stiamo portando le lancette della storia ai tempi bui. Mi preoccupa come cittadino e come pastore. Non voglio fare ingerenze di campo però qui e’ in gioco un problema culturale, una visione della vita. Per me la differenza di ogni tipo è una risorsa, non un problema. Io sono di quella visione culturale che fu di don Tonino Bello: una democrazia che esclude e non include e’ immatura”.

Il vescovo rivolge un appello agli elettori: “Io mi auguro che la gente rifletta con grande libertà e con grande senso di responsabilità e che studi le situazioni e ciò che viene proposto e detto. Mi auguro che la gente rifletta, e che non si lasci condizionare emotivamente. Se facciamo memoria storica di tutto ciò che è accaduto ci rendiamo conto che si stanno affermando visioni culturali separatistiche, discriminanti e discriminatorie. Basta pensare a quel che dice questo soggetto sugli omosessuali. Io credo nella democrazia, e dobbiamo dire che per fortuna c’è un’altra visione della vita. La vera democrazia è aiutare le persone a dire: studiate, comprendete e poi riflettete con coscienza”.

Chi può sentirsi rappresentato dalla visione delle cose che emerge dalle parole di Vannacci? “Io dico a credenti e non credenti che oggi abbiamo una tecnologia avanzata a nostra disposizione e ragioniamo ancora in certi termini. Poi ai credenti dico: scusatemi, ma Gesù da che parte è stato? Il Papa parla sempre degli scartati”. Il vicepresidente della Cei conclude con il motto di don Milani: “I care o me ne frego? Stiamo dalla parte dell’inclusione o del me ne frego, del narcisismo e del cinismo patologico? Come cittadino mi chiedo: quale Europa? Io ho sempre creduto nell’Europa di Altiero Spinelli e non rinuncio a dire come la penso”.

L'opposizione

"Qui c’è un Generale che si candida alle europee. Ed ha un vasto programma. Riabilitare Mussolini perché un grande statista. Introdurre classi differenziate per bambini disabili. Certificare l’identità bianca della nazione. Non credo che scherzi. Il suo è un vasto programma. Non uso mai la parola a caso: ma la puzza di fascismo si sente lontano un miglio. Con buona pace dei minimizzatori. La cui cifra prevalente o è la vigliaccheria o la complicità", attacca Arturo Scotto, deputato del Pd.

"Classi speciali per ragazze e ragazzi con disabilità. Il piano delirante e razzista di Vannacci. Vergogna. I ministri Valditara e Locatelli non hanno nulla da dire sul candidato del loro partito?", scrive poi su X Anna Ascani, deputata Pd e vicepresidente della Camera.

"La candidatura e le parole di Vannacci su Mussolini hanno diviso prima la maggioranza e poi la Lega che finirà per dividersi anche da Salvini. Notoriamente gli eserciti divisi sono quelli che più facilmente perdono le battaglie". Così il capogruppo del Pd nella commissione Difesa della Camera, Stefano Graziano.

"Nelle incredibili parole del generale Vannacci sulle classi separate per i bambini disabili riecheggiano concetti in voga durante un periodo storico chiamato nazismo", rimarca quindi Raffaella Paita, senatrice e coordinatrice nazionale di Italia viva. "Con la sua agghiacciante uscita - aggiunge - Vannacci ha varcato una linea che non deve mai essere superata. Chiediamo alla ministra della Disabilità Locatelli di prendere subito le distanze da un simile orrore".

"Il partito che esprime la ministra per la Disabilità è lo stesso che alle Europee candida il generale Vannacci che oggi propone le classi speciali per le ragazze e i ragazzi con disabilità. La ministra Locatelli prenda le distanze da una simile assurdità", chiede quindi Davide Faraone, capogruppo di Italia viva alla Camera, a proposito dell'intervista.

"Terrificante come d’altra parte lo era anche il suo libro, il generale Vannacci è l’anno zero della politica. Classi separate per i bambini disabili, Mussolini statista, gli italiani solo di pelle bianca. È l’emersione del razzismo portato sulla scheda elettorale, con la complicità determinante di Matteo Salvini. Faremo di tutto con Stati Uniti d’Europa per portare a Bruxelles un’Italia diversa, dal Paese ‘tossico’ raccontato da Vannacci", afferma poi l’eurodeputato di Italia viva Nicola Danti, vicepresidente di Renew Europe.

"Dunque Vannacci è candidato. Ho fatto un confronto con lui poche settimane fa. Vannacci va benissimo per Salvini. Sono tutto e sono niente, sono marketing e distintivo", il tweet su X del leader di Azione, Carlo Calenda.

"Le posizioni di Vannacci sono incompatibili con i valori della nostra Costituzione e sono, in modo disgustoso, impregnate della teoria dell’eugenetica che la storia ha sconfitto insieme al nazismo. Vannacci parla come Bjoern Hoecke, uno dei leader dell’Afd tedesca che ha proposto classi differenziati per disabili e che ha visto una reazione forte a partire dal mondo cattolico e degli insegnanti che hanno ricordato il piano T4 che portò all’assassinio di 200 mila disabili da parte dei nazisti. Giorgia Meloni non ha nulla da dire a proposito? Quanto alle sue frasi sulla inesistenza della crisi climatica, prese a prestito dai negazionisti che parlano senza ascoltare il 99% degli scienziati mondiali, è quello che ci si aspetta da un candidato della Lega", afferma quindi il deputato Avs Angelo Bonelli.

"Il generale Vannacci riesce persino a trasformare Marine Le Pen, sua prossima collega di Gruppo, come una moderata. È questa l’idea che ha la Lega dell’Italia? Salvini e Vannacci andranno a dire al tessuto economico del Nord che Mussolini era una statista? Che devono assumere solo connazionali con la pelle bianca? Ha ragione il governatore del Friuli Venezia Giulia a dissociarsi da questa immagine devastante". Queste le parole di Graham Watson, capolista di Stati Uniti d’Europa nella circoscrizione Nord Est alle prossime elezioni europee, che conclude: “Farò di tutto per portare a Bruxelles le idee ed i valori di un Paese diverso”.

La maggioranza

Ma dalle dichiarazioni di Vannacci si smarca anche il centrodestra. “Le parole del generale Vannacci sulle classi separate per i bambini disabili? Da un lato mi auguro che si sia espresso male, dall'altro al di là del rispetto che porto per la posizione di tutti, siamo agli antipodi. Ogni altro commento è superfluo”, afferma il ministro dello Sport, Andrea Abodi. "Sono concetti non condivisibili, lontani anni luce dal punto di vista culturale e morale” afferma, rimarcando che “non incidono minimamente nelle politiche di governo che vanno esattamente nell'altra direzione, quella dell’inclusione e del rispetto come principio supremo. Finché quindi rappresentano posizioni individuali, rimangono all'interno di una dialettica del partito che lo candida, e anche della dialettica con la propria coscienza che è un tema che bisogna sempre saper allenare".

Sulle classi separate per i bambini disabili prende le distanze anche il responsabile organizzazione del partito di via della Scrofa Giovanni Donzelli: "Credo che l'integrazione sia importante. Non credo ci sia stata volontà discriminatoria, però non sono d'accordo con la proposta”.

“Ognuno risponde di ciò che dice - fa eco il capogruppo di Fdi alla Camera, Tommaso Foti - . Non commento ciò che non condivido. Noi la posizione netta la prendiamo sulle cose che diciamo, tutto ciò che non ci appartiene è escluso”, taglia corto.

Mentre nettissime sono le parole dell'ex ministro Antonio Guidi, ora senatore di Fdi: "Con molta fermezza, rivolgo al generale Vannacci l'invito a fare il suo mestiere, perché riguardo alla disabilità esprime non pensieri ma incubi. Non accettiamo la filosofia di prevedere interventi speciali per persone speciali, perché non solo ciò infrange la Costituzione, ma anche la scienza. Non c'è, infatti, nessun dato scientifico che avvalori questa tesi sciocca e razzista delle classi separate".

"Le mie idee sono figlie di cinquant'anni di esperienza legata alla disabilità e della scienza, essendo un neuropsichiatra affermato. Il generale afferma che non tutti possono fare i cento metri; ebbene, spero di incontrarlo per chiarire e per sfidarlo a fare i cento metri di quoziente intellettivo io contro di lui: sono sicuro di tagliare molto prima di lui il traguardo", conclude l'esponente di Fdi.

"Non condivido in maniera assoluta e categorica le affermazioni di Vannacci", chiarisce da Forza Italia il presidente della Commissione affari costituzionali della Camera, Nazario Pagano, intervenendo nel corso della seduta della Commissione. Parole salutate dagli applausi dei presenti.

Anche la Lega che ha candidato Vannacci alle Europee sembra prendere le distanze dal generale. "Non è della Lega", dice tranchant il ministro dell'Economia e vicesegretario del Carroccio, Giancarlo Giorgetti, a margine di un evento a Varese a sostegno della candidatura alle europee di Isabella Tovaglieri. Isabella "è una candidata figlia di questa terra, che sente quello che pensa la gente e porterà in Europa il sano realismo e il sano pragmatismo della gente lombarda, che serve moltissimo a Bruxelles", afferma Giorgetti. "Isabella è del territorio, Vannacci no", fanno notare al ministro. "Domanda corretta, che ha già una risposta incorporata", il commento del numero due della Lega. Ma cosa pensa di quello che ha detto Vannacci oggi? "Non è della Lega", dice ancora Giorgetti.

Controbatte alle parole di Vannacci sui disabili con i fatti il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara: "Dalla Lega politiche concrete a favore dell'inclusione degli studenti con disabilità. Oltre 13.000 docenti di sostegno assunti a settembre scorso e altre significative assunzioni in programma per i prossimi anni. Una parte importante delle risorse Pnrr per l’edilizia - rivendica Valditara - destinate alla riqualificazione delle scuole per l’abbattimento delle barriere architettoniche. L'obbligo per i docenti di sostegno assunti in ruolo di rimanere per tre anni sulla cattedra. La possibilità per le famiglie di chiedere che anche i docenti precari di sostegno rimangano per tre anni a seguire lo studente con disabilità per garantire la continuità sul sostegno".

E ancora: "25 milioni di euro per l'utilizzo della intelligenza artificiale a supporto degli studenti con disabilità. 70 milioni di euro destinati alle scuole paritarie finalizzati al trasporto degli alunni con disabilità", ricorda Valditara che annuncia "altre importanti misure allo studio per favorire l'inclusione degli studenti con disabilità".

Nel frattempo fonti del Carroccio ricordano che Roberto Vannacci "è un candidato indipendente che potrà portare il proprio contributo e raccogliere voti di opinione fuori dal tradizionale bacino della Lega. Salvini ha chiuso liste competitive, di alto valore dove, ovviamente, non mancano leghisti doc, europarlamentari uscenti ed esponenti della società civile, con un'ampia rosa di candidati", sottolineano rilevando che "in vista delle europee l'offerta politica" del partito di Salvini agli elettori "è seria e completa, all'insegna delle libertà e del desiderio di cambiare questa Europa".

La replica del generale

"Gli articoli vanno letti senza fermarsi ai titoli". Lo scrive su Facebook il generale Roberto Vannacci, candidato alle Europee con la Lega, che, postando l'intervista rilasciata al quotidiano La Stampa e uscita con il titolo: "Mussolini era uno statista. Classi separate per i disabili", sottolinea: "Chiaramente il TITOLO snatura completamente le mie parole con cui asserisco con vigore che i disabili hanno bisogno di attenzioni peculiari e aiuti supplementari e non che vanno separati. LA CAMPAGNA ELETTORALE E' INIZIATA!".

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Politica

Ballottaggi comunali, i risultati del voto

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Il centrosinistra conquista tutti i capoluoghi di Regione andati alle urne. La maggioranza al secondo turno vince a Lecce, Rovigo, Verbania e Caltanissetta,

Nella sfida dei ballottaggi, il centrosinistra si aggiudica tutti i capoluoghi di regione andati al voto. Il centrodestra invece conquista Lecce, Rovigo, Caltanissetta e si conferma ad Urbino e Vercelli. Se si considera anche l'esito del primo turno, sui 29 capoluoghi al voto 17 sono andati al centrosinistra, 10 al centrodestra e due a candidati civici. In seui capoluoghi vittorie di donne.

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Autonomia differenziata, Meloni: “Da opposizioni...

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La presidente del Consiglio: "Abbiamo preso degli impegni con gli italiani. La cosa più ridicola è l'opposizione scomposta della sinistra sull'autonomia differenziata"

Giorgia Meloni

"Questo siamo noi, patrioti, patrioti che sanno quale sia il verso della bandiera tricolore quando la sventolano e che lavorano perché tutti i cittadini di questa nazione abbiano gli stessi diritti e le stesse opportunità". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni facendo il punto sull'autonomia in un video sui social. Stiamo "dimostrando che si sarebbe potuto fare anche prima, forse lo sa anche l'opposizione, forse per questo solo così nervosi e usano, irresponsabili, i toni da guerra civile perché non hanno argomenti nel merito", sottolinea.

Nel filmato la presidente del Consiglio, con alle spalle un grande tricolore, attacca: "Va avanti a passi spediti il lavoro del governo per riformare questa nazione nonostante l'opposizione feroce di chi pur dicendo ogni giorno che in Italia molte cose non vanno bene ci propone come unico programma quello di lasciare tutto com'è. Però noi abbiamo preso degli impegni con gli italiani che ci chiedevano un cambiamento e intendiamo rispettare quegli impegni. Non a caso in meno di venti mesi abbiamo già avviato diverse importanti riforme".

"La riforma del fisco che era attesa da cinquant'anni - ricorda - La riforma della giustizia della quale si parlava da circa 30 anni. Abbiamo fatto la riforma del codice degli appalti e soprattutto la riforma del premierato che ha completato la sua prima lettura al Senato e che se gli italiani lo vorranno permetterà finalmente ai cittadini di scegliere direttamente il capo del governo, mettendo fine a settant'anni di instabilità, governi balneari, governi tecnici, governi arcobaleno, promesse tradite e trasformismo". "Contro tutte queste riforme la sinistra è scatenatissima. Ci accusano ovviamente di ogni possibile nefandezze sulla riforma del fisco hanno detto che eravamo amici degli evasori e abbiamo portato a casa il record di recupero di proventi della lotta all'evasione fiscale smentiti", prosegue Meloni.

"La cosa più ridicola è l'opposizione scomposta della sinistra sull'autonomia differenziata", afferma la premier aggiungendo: "Per capire quanto siano sinceri quando muovono questa continua accusa di voler spaccare l'Italia o quando per protesta sventolano al contrario le bandiere tricolori in aula vale la pena di ricordare alcuni antefatti". "Primo l'idea di attribuire maggiore autonomia alle regioni non è un'invenzione del centrodestra, non è un'invenzione della sottoscritta - sottolinea - È invece un principio inserito nella nostra Costituzione con la riforma del titolo quinto, riforma varata nel 2001 approvata tra l'altro a colpi di maggioranza sotto il governo di Giuliano Amato, governo della sinistra e poi confermata dagli italiani con il referendum".

"L'hanno inserita in Costituzione loro e non l'hanno mai normata. Ciò nonostante hanno firmato accordi tra varie regioni e lo Stato quando sia a capo delle regioni sia a capo del governo c'erano loro e oggi sventolano i tricolori e gridano allo scandalo perché noi cerchiamo di trasformare questo principio, che è un principio corretto, in una norma seria e cioè che sia capace di garantire proprio che non si creino disparità tra i territori", conclude.

 

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Comunali, da Firenze a Perugia centrosinistra vince in...

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Il campo largo si afferma anche a Campobasso e Vibo Valentia. Il centrodestra conquista Rovigo, Caltanissetta, Lecce ma anche Urbino e Vercelli

Voto per le elezioni comunali - (Fotogramma)

Il centrosinistra si aggiudica tutti i capoluoghi di regione andati al voto: oltre a Potenza, si afferma insieme al M5S a Bari, Firenze, Perugia e Campobasso. Vede eletti i suoi sindaci anche a Cremona e, insieme ai pentastellati, a Vibo Valentia. Il centrodestra invece conquista Lecce, Rovigo, Caltanissetta e si conferma ad Urbino e Vercelli. A candidati espressione di liste civiche vanno Avellino e Verbania.

I risultati dei ballottaggi raccontano un centrosinistra che tiene nelle grandi città e vince a mani basse le sfide sulle quali gli occhi di tutti erano puntati. A Firenze Sara Funaro, che come le colleghe neo sindache di Perugia e Campobasso è la prima donna alla guida del municipio, viene eletta con il 60,56% dei voti rispetto allo sfidante di centrodestra, l'ex direttore degli Uffizi Eike Dieter Schmidt fermo al 39,44%. A Bari vince con oltre il 70% delle preferenze Vito Leccese, erede dell'ex primo cittadino Antonio Decaro, sostenuto, al secondo turno, anche da Michele Laforgia: le polemiche sull'inchiesta giudiziaria e l'invio della commissione di accesso al Comune non influiscono sul risultato finale con lo sfidante del centrodestra Fabio Romito al 29,73%.

La candidata del campo largo Vittoria Ferdinandi espugna Perugia con il 52,12% sulla candidata di centrodestra Margherita Scoccia al 47,88%. Marialuisa Forte, appoggiata dal centrosinistra e dal M5s, viene eletta con il 50,97% a Campobasso sullo sfidante di centrodestra Aldo De Benedittis al 49,03%. A Vibo Valentia Vincenzo Francesco Romeo, per il campo largo, ottiene il 53,60% sul candidato di centrodestra fermo al 46,40%. Il centrosinistra si conferma inoltre a Cremona, con Leonardo Virgilio eletto con il 50,37%, e a Potenza dove Vincenzo Telesca, che ha corso senza il simbolo del Pd, vince con il 64,92% rispetto al candidato di centrodestra Francesco Fanelli che non va oltre il 35,08%.

Il centrodestra conquista Lecce con Adriana Poli in Bortone che con il 50,69% torna dopo molti anni alla guida del Comune mentre lo sfidante del centrosinistra e sindaco uscente Carlo Maria Salvemini si ferma al 49,31%. A Urbino guiderà la giunta Maurizio Gambini con il 53,08%, a Rovigo Valeria Cittadin è la nuova prima cittadina con il 58,15%, a Vercelli Roberto Scheda incassa il 54,19% mentre a Caltanissetta Walter Calogero Tesauro è eletto con il 52,36% sulla candidata civica di area progressista Annalisa Maria Petitto, ferma al 47,64%.

Ad Avellino la neosindaca è Laura Nargi, appoggiata da tre liste civiche (Davvero Avellino, Siamo Avellino e W la libertà) al 51,84% mentre a Verbania Giandomenico Albertella, appoggiato dalle liste Verbania Futuro e Leali con Verbania, ottiene il 51,86 delle preferenze.

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