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La Svizzera è il primo Paese colpevole di inazione climatica. Sentenza storica, ecco perché

Un gruppo di attiviste, le Klima Seniorrinen Schweiz, che hanno denunciato il proprio Paese perché non fa abbastanza per contrastare il riscaldamento globale. In questo modo, sostengono, non sta tutelando i propri cittadini

Corte europea dei Diritti dell'Uomo (Fotogramma)

Mentre il mondo si fa sempre più caldo, si scalda anche l’azione dei cittadini per far sì che i propri governi adottino misure per invertire la rotta. Ed ecco che dopo anni di battaglie arriva una sentenza storica, che potrebbe cambiare il corso delle cose. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu) ha dato ragione ad un gruppo di attiviste svizzere, le Klima Seniorrinen Schweiz, che hanno denunciato il proprio Paese perché non stava e non sta facendo abbastanza per contrastare il riscaldamento globale. In questo modo, sostengono, la Svizzera non sta tutelando i propri cittadini e quindi sta violando i diritti umani. Il Paese elvetico, insomma, che nel nostro immaginario è fatta di verdi prati, mucche felici e meravigliosi paesaggi (tutto semplicistico ma vero) è il primo Paese colpevole di inazione climatica.

Chi sono le Klima Seniorrinen

Il cambiamento, ancora una volta, passa dalle donne: le Klima Seniorrinen, infatti, sono agguerrite signore di 75 anni in media, che nel 2016 hanno deciso di costituire un’associazione - ad oggi di 2500 donne - e di impegnarsi in prima persona per migliorare il Mondo. La cosa potrebbe sembrare insolita, se pensiamo al cliché dell’attivista un po’ hippy e un po’ hipster, e in generale giovane ed energico. Ma l’energia che i ragazzi mettono in azioni eclatanti e manifestazioni in piazza, le nonne svizzere l’hanno messa in campo legale, perché anche loro sono parti in causa e perché il futuro le interessa eccome: non solo per se stesse ma soprattutto per lasciare un mondo migliore alle future generazioni.

Le donne infatti sono le più colpite dagli effetti della crisi climatica per ragioni sociali, economiche e culturali, e anche per quanto riguarda la salute sono particolarmente minacciate dalle ondate di calore. Le Seniorrinen non a caso hanno sottolineato di avere problemi a uscire di casa nei periodi più caldi e di risentirne fisicamente. E in prospettiva, se continua così le giovani di oggi dovranno affrontare le stesse difficoltà, ulteriormente amplificate, in futuro.

Giovani e anziani, insieme, per cercare di cambiare le cose. Una tendenza che si sta sempre più consolidando e che sembrerebbe portare dei frutti importanti.

Ma vediamo più nel dettaglio che ricorso avevano presentato le Klima Seniorrinen e cosa ha stabilito la Corte.

Cosa chiedevano le ‘Anziane per il clima’?

Tutto è partito nel 2016, quando le ‘anziane per il clima’ avviarono una causa presso un tribunale elvetico accusando il proprio Paese di non agire di fronte alla sempre più evidente e pressante crisi climatica.

Per inchiodare il governo alle sue responsabilità, le attiviste puntavano sul fatto che l’inazione governativa fosse in contrasto con gli obblighi della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, in particolare il diritto alla vita e all’autonomia. La causa venne respinta. Ma le ‘nonne’ non si sono perse d’animo: nel 2023, con la collaborazione di Greenpeace Svizzera, hanno presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Il loro obiettivo era costringere il governo a proteggere e tutelare i diritti umani in modo attivo, con politiche e provvedimenti che vadano nella direzione di limitare le emissioni di gas serra per (cercare di) mantenere le temperature sotto la soglia critica di +1,5° C rispetto all’epoca pre-industriale.

Cosa ha deciso la Corte: Svizzera colpevole di inazione climatica

La Corte europea ha stabilito che la Svizzera è colpevole in quanto non ha adempiuto agli obblighi in materia di cambiamenti climatici presi nel 2015 con gli accordi di Parigi, ovvero di contenere l’aumento delle temperature entro gli 1,5° C rispetto ai livelli pre-industriali attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra. Le azioni messe dal governo elvetico sono state inefficaci e insufficienti: un’inazione che aggrava i rischi di conseguenze dannose e viola i diritti umani dei cittadini.

La Corte ha fatto riferimento in particolare agli articoli 6 e 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che stabiliscono rispettivamente il diritto a un equo processo e al rispetto della propria vita privata e familiare.

Perché si tratta di una sentenza storica?

Si tratta di una sentenza storica perché stabilisce che, se i governi non agiscono per contrastare il riscaldamento globale, violano i diritti umani e perché costituisce un precedente legale importantissimo. La pronuncia infatti viene da uno dei massimi organi di giustizia internazionali, quindi con un peso commisurato, e può influenzare in modo diretto l’azione dei governi, nello specifico europei. Dovrebbe almeno, visto che la sentenza è vincolante per i 46 Stati del Consiglio d’Europa. Non a caso l’Avvocatura generale italiana aveva presentato una memoria a supporto della posizione svizzera. La decisione intanto è inappellabile e immediatamente esecutiva per il Paese elvetico.

La soddisfazione per questa pronuncia storica non deve però far dimenticare le ombre: la Corte infatti ha stabilito sì la violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea ma ha escluso la violazione dell’articolo 2, che prevede il diritto alla vita.

Inoltre nello stesso giorno la Cedu ha dichiarato irricevibile il ricorso di sei ragazzi portoghesi che avevano denunciato 32 Paesi europei per l’inefficacia delle loro politiche contro il cambiamento climatico. Da notare tuttavia che tale pronuncia non riguarda motivi di merito, ma il fatto che, a parere dei giudici, i ricorrenti non hanno esaurito le vie legali disponibili nel loro Paese. Stessa sorte per il ricorso dall'ex sindaco di Grande-Synthe, Damien Carême, al quale non è stato riconosciuto lo stato di vittima dell’inefficienza dello Stato francese dato che non vive più in Francia.

Il riscaldamento climatico incalza

La storica sentenza arriva a pochi giorni dalla diffusione dei dati raccolti da Copernicus, il servizio meteorologico dell’Ue , che ha certificato ciò che ormai è all’ordine del giorno e che forse ci stiamo abituando a sentire: il marzo appena concluso ha segnato un ulteriore record, essendo stato il decimo mese consecutivo più caldo di sempre. La temperatura media dell’aria superficiale infatti è stata di 14,14°C: 0,73°C sopra la media del periodo 1991-2020 per marzo, e 0,10°C sopra il precedente record stabilito nel marzo 2016.

Non solo: Il mese scorso è stato di 1,68°C più caldo rispetto alla media dello stesso mese per il periodo preindustriale (1850-1900), sforando quindi gli 1,5 considerati la soglia per contenere il disastro e stabiliti come parametro dagli Accordi di Parigi del 2015.

Inoltre, la temperatura media globale degli ultimi dodici mesi (aprile 2023 - marzo 2024) è la più alta mai registrata, pari a 0,70°C sopra la media del periodo 1991-2020 e 1,58°C sopra la media preindustriale del periodo 1850-1900.

In poche parole, la situazione sta diventando letteralmente incandescente.

E se il servizio meteorologico inglese aveva avvisato che nel 2024 probabilmente si sarebbe sforato il limite, a causa dell’azione del Nino, aveva anche sottolineato che i governi non stanno facendo abbastanza, e che siccome il riscaldamento globale è essenzialmente causato dall’uomo, solo l’uomo può farci qualcosa.

Le reazioni: Greta Thunberg, la Commissione europea, Legambiente

A Strasburgo, dove ha sede la Cedu, in un giorno così importante non poteva mancare Greta Thunberg, che ha ovviamente applaudito alla sentenza, definendola “un successo”. “La decisione è solo l’inizio delle controversie sul clima. In tutto il mondo, sempre più persone stanno portando i loro governi in tribunale”, avverte l’attivista.

Dal lato suo, la Commissione europea si è espressa tramite un portavoce "prendendo atto" della sentenza e ribadendo il proprio impegno a garantire la completa attuazione dei vincoli sottoscritti con l'accordo di Parigi.

Soddisfazione è stata espressa anche da Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, per il quale "è la prima volta che un tribunale transnazionale specializzato in diritti umani sostiene esplicitamente il diritto alla protezione del clima, mettendo in relazione la difesa del clima e i diritti umani, e condanna l’inazione dei governi ".

Il pensiero va subito all’Italia. Ciafani chiede un immediato cambio di rotta, “recuperando i ritardi accumulati nella lotta alla crisi climatica, smettendo di rincorrere le emergenze e di pagare in termini di vite umane e danni ai territori”.

L’Osservatorio Città Clima, citato dal presidente di Legambiente, nel 2023 ha registrato 378 eventi meteorologici estremi, ovvero il 22% in più rispetto all’anno precedente. Pesanti le conseguenze: 31 morti e danni miliardari ai territori.

Le priorità? Per Ciafani sono diverse: l’attuazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (Pnacc), la definizione di strategia chiara di prevenzione e l’approvazione di un Pniec, Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, con obiettivi più ambiziosi.

Il ‘climate litigation’ in Italia

Il pensiero va subito all’Italia anche per un altro motivo: a marzo il Tar del lazio ha respinto una causa climatica dichiarandosi ‘non competente’ ad esprimersi. Partendo dal presupposto che non si tratta di una decisione nel merito, ci si chiede se questo e altri contenziosi analoghi possano ora prendere anch’essi una direzione diversa.

La causa, chiamata ‘Giudizio Universale’, riguardava ancora una volta la necessità sempre più urgente di un’azione efficace e incisiva contro i cambiamenti climatici, per tutelare i diritti fondamentali delle persone, e la richiesta di imporre al governo di agire in tal senso. Ma i giudici hanno stabilito di non avere la competenza per esprimersi, notando che in Italia non esistono tribunali che possano farlo rispetto a tale questione.

“Un’occasione persa e una scelta di retroguardia”, ha commentato Marica Di Pierri, portavoce di A Sud, associazione che ha promosso il contenzioso. “La impugneremo’’, ha aggiunto. E chissà che stavolta le cose non vadano diversamente.

Il 16 febbraio, inoltre, si è tenuta la prima udienza, presso il Tribunale di Roma, per la causa intentata da Greenpeace con l’associazione ReCommon e 12 cittadini contro Eni per costringere l’azienda a ridurre le proprie emissioni di CO2.

Il climate litigation, ovvero il contenzioso sul cambiamento climatico, sta ormai montando: come sottolinea Greenpeace, questo tipo di cause è più che raddoppiato nel mondo dal 2017 ad oggi. La stessa Cedu, come abbiamo visto, si trova a doverne dirimere diverse.

Si apre dunque un nuovo capitolo nella lotta ai cambiamenti climatici.

Un team di giornalisti altamente specializzati che eleva il nostro quotidiano a nuovi livelli di eccellenza, fornendo analisi penetranti e notizie d’urgenza da ogni angolo del globo. Con una vasta gamma di competenze che spaziano dalla politica internazionale all’innovazione tecnologica, il loro contributo è fondamentale per mantenere i nostri lettori informati, impegnati e sempre un passo avanti.

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Olio: Calabria protagonista Premio Verga per migliori...

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Si è svolta sabato e domenica a Cotronei l’ottava edizione del Premio Verga per i migliori oli extravergini di oliva del Mediterraneo, organizzata dallo stesso Comune, finanziata dall’Unione europea e patrocinata dal ministero degli Affari esteri, dalla Regione Calabria, dall’Arsac e da Gal Kroton, Italea, Elaioteca regionale della Calabria, associazione Pennulara e Consorzio Kroton Bio. Al concorso hanno partecipato 64 produttori delle regioni Calabria, Sicilia, Campania, Sardegna e Puglia. Con 12 componenti, tra cui sette assaggiatori esperti dell’Arsac, la giuria tecnica è stata coordinata e presieduta da Carmelo Orlando.

Nell’ambito del Premio, sabato si è tenuto a Palazzo Verga un importante convegno sull’importanza dell’olivicoltura per l’economia e lo sviluppo della Calabria, con richiami alla sua tradizione millenaria, approfondite analisi delle potenzialità del territorio e delle realtà produttive locali, prospettive, nei mercati internazionali, dell’olio extravergine prodotto nella regione. Un confronto a più voci, moderato da Peppone Calabrese, conduttore del programma di Rai 1 Linea Verde, con gli interventi del professore Rocco Zappia, di ruolo nell’Università di Reggio Calabria e presidente dell’Elaioteca regionale, della biologa nutrizionista Valeria Grimoli, del presidente Orlando, del sindaco di Cotronei, Antonio Ammirati, e del suo vice, Pier Luigi Benincasa. A seguire, il Premio Verga ha proposto un seguitissimo show cooking a opera del noto chef crotonese Ercole Villirillo, con l’impiego dei prodotti enogastronomici della tradizione calabrese.

Domenica, nella sala consiliare del Comune di Cotronei, la premiazione dei vincitori, preceduta da interventi istituzionali e tecnici introdotti e moderati da Peppone Calabrese "Ci sono luoghi, nella nostra Italia, in cui si può ancora fare cultura con grande costanza e altrettanta partecipazione. Cotronei è uno di questi posti, per l’impegno delle sue istituzioni locali e perché la sua comunità è viva e matura", ha sottolineato, insistendo sulla necessità, in Calabria come nell’intero Mezzogiorno, di "fare rete e squadra per lo sviluppo territoriale, superando invidie e polemiche che spesso, nel Sud, bloccano la crescita delle comunità, dell’economia e della qualità della vita. Noi vogliamo essere felici, più che resilienti", ha detto Calabrese.

Nell’intervento di apertura, il sindaco Ammirati ha riassunto la storia economica e sociale di Cotronei, "legata alla produzione di energia idroelettrica, dunque rinnovabile, ai laghi e alla bellezza della Sila, alle strutture socio-sanitarie assistenziali presenti nel territorio, all’agricoltura, alle piante di ulivo e all’olio extravergine di oliva che se ne ricava. Tutto questo patrimonio di risorse ha fermato lo spopolamento drammatico, invece in atto in altre aree interne, e ha permesso lo sviluppo culturale, economico e sociale di Cotronei. Per questo noi puntiamo su Sila Scienza, che, grazie all’incessante impegno della scienziata Domenica Taruscio, nostra cittadina onoraria, ci permette di promuovere nel mondo la bellezza e l’unicità del nostro territorio. E per lo stesso motivo puntiamo sul Premio Verga, che al territorio conferisce centralità per ciò che concerne l’oro della nostra zona, cioè l’olio extravergine, e attiva sinergie e meccanismi virtuosi al fine di elevare la qualità degli oli locali, su cui i produttori stanno lavorando con preparazione, competenza e volontà".

Ammirati ha poi annunciato l’istituzione di un comitato organizzativo del Premio "privo di legami con la politica, con il compito di lavorare da subito alla prossima edizione e di portare avanti e far crescere questo appuntamento, anche con le future amministrazioni locali». Ammirati, che ha poi ha anticipato l’obiettivo di superare, per l’anno prossimo, le 100 iscrizioni al Premio Verga, ha ricordato che la ricerca scientifica ha permesso di accertare l’origine locale della 'pennulara', cultivar molto presente nel comprensorio di Cotronei. Il vicesindaco di Cotronei, Pier Luigi Benincasa, ha ringraziato i relatori, i partecipanti, i presenti e quanti hanno collaborato all’iniziativa, sottolineando «la volontà di lavorare, tutti insieme, perché il Premio abbia in futuro un carattere internazionale".

Massimino Magliocchi, presidente del Consorzio olio di Calabria Igp, si è soffermato sull’importanza dell’olio extravergine di oliva nella dieta mediterranea e sulla continua ricerca della qualità da parte dei produttori calabresi. Ernesto Scola, presidente di Olio Evo Pennulara, ha illustrato le caratteristiche della cultivar utilizzata dai produttori di questa importante associazione e il lavoro di promozione e valorizzazione che la stessa porta avanti insieme alla Regione Calabria, al Comune di Cotronei e ad altri enti locali. Natale Carvello, presidente del Gal Kroton, ha evidenziato che "grazie ai tanti sforzi delle istituzioni e dei produttori di olio extravergine di oliva, la Calabria ha oggi un’immagine diversa" e ha aggiunto "nella regione c’è oggi una cura scrupolosa dell’albero dell’ulivo, che caratterizza il territorio insieme al cambio di mentalità che si è avuto pure sul pane e sul vino». Il professore Zappia ha rammentato che «dove c’è l’ulivo, ci sono i confini del Mediterraneo» e che «l’ulivo viene dall’Oriente e si è poi trasformato per via delle scelte umane».

Orlando, presidente della giuria, ha detto che "in Calabria l’ultima annata non è stata esaltante per la produzione di olio extravergine di oliva, tuttavia i produttori calabresi hanno saputo gareggiare con i concorrenti delle altre regioni del Mediterraneo". Fulvia Caligiuri, commissaria dell’Arsac, si è congratulata con il Comune di Cotronei per l’organizzazione del Premio e ha rimarcato "la capacità dei produttori calabresi di migliorare la qualità del loro prodotto, la loro voglia di mettersi in gioco e anche di imparare dagli altri", precisando che "oggi le istituzioni si mettono attorno ai produttori, per indirizzarli e sostenerli". Federico Montesanti, nipote di Giulio Verga, il proprietario terriero cui il Premio è dedicato, ha tracciato il profilo biografico del nonno, sottolineandone il legame profondo con l’ulivo e l’olio, insieme alla signorilità e sobrietà.

"In Calabria dobbiamo creare rete fra le imprese, anche per evitare che il nostro olio serva per stoccaggio", ha raccomandato Don Francesco Antonio Spadola, parroco di Cotronei. Francesco Pietropaolo, assessore al Personale della Regione Calabria, ha riferito del suo rapporto di parentela in linea femminile con la famiglia Verga, si è detto orgoglioso di avere origini a Cotronei, si è complimentato con l’amministrazione comunale. "Stiamo cercando di dare una narrazione e un’immagine diversa della Calabria. Dobbiamo essere grati ai produttori di olio d’oliva del passato e del presente", ha sottolineato.

Gianluca Gallo, assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, ha concluso la serie degli interventi prima della premiazione. "Stiamo costruendo, e dobbiamo continuare con tanta convinzione, il sistema della consapevolezza evocato prima dal parroco. Organizzato in maniera impeccabile, il Premio Verga rappresenta una grande occasione di crescita. Se prima, in Calabria, non avevamo investito in qualità, ora le cose stanno cambiando. Come Regione - ha ricordato - stiamo indirizzando, finalizzando grandi risorse per aumentare la qualità, anche promuovendo la formazione specifica. Oggi la nostra regione ha una riconoscibilità precisa, dunque dobbiamo proseguire su questa strada. Mai più olio sfuso, ma olio di primissima qualità curato nei particolari, compreso il packaging, per conquistare quei mercati, anche internazionali, che cercano prodotti superlativi come i nostri e che sono disposti a pagarne il prezzo, a riconoscerne il valore. Quando sono diventato assessore, si imbottigliava appena l’8 per cento della produzione regionale, ora siamo a oltre il 20 per cento. Lavorare insieme - ha concluso l'assessore - deve essere la nostra parola chiave".

Il Premio speciale alla memoria di Giulio Verga è stato consegnato ad Antonio Giglio Verga, componente della stessa famiglia. Di seguito l’elenco dei vincitori dell’ottava edizione del Premio Verga, suddivisi per categoria.

Categoria Dop: 1) Olio Algoritmo (Azienda Marsicani, di Morigerati, Sa). 2) Olio Dop Bruzio Colline joniche presilane (Olearia Geraci, Corigliano-Rossano, Cs). 3) Olio Senatore Petronio (Azienda Petronio, di Michelangelo Notarianni, Lamezia Terme, Cz).

Categoria Igp: 1) Olio Cunzatillu (Azienda Cunzatillu, di Sebastiano Bonfiglio, Cassaro, Sr). 2).Olio Altanum (Azienda olearia San Giorgio, San Giorgio Morgeto, Rc). 3)Olio di Puglia (Società agricola L’Aurora, di Leonardo Visconti, Torremaggiore, Fg)

Categoria Bio: 1) Olio Fortuno (Az. Maria Mazzeto, Camerota, Sa). 2)Olio di Gio’ (Azienda olearia San Giorgio, San Giorgio Morgeto, Rc). 3)Olio Vaccaro (Oleificio Santa Venere Vaccaro, Cotronei, Kr)

Categoria Fruttato leggero: 1) Olio Rosi’ (Azienda Sorelle Garzo, Seminara, Rc). 2) Olio Orolio (Azienda Fratelli Renzo, Rossano, Cs). 3) Olio Élite (Azienda agricola Pietro Lopreiato, San Gregorio d’Ippona, Vv)

Categoria Fruttato medio: 1) Olio M. Elodia Tenuta Severini (Azienda Valeria D’Auria, Mottafollone, Cs). 2) Olio Santa Sua (Azienda Sergio Sequi, Terralba, Or). 3) Olio Pennulara (Azienda Rossana Murgia, Caccuri, Kr).

Categoria Fruttato intenso: 1) Olio Alter Ego (Azienda Marsicani, Morigerati, Sa). 2) Olio Cinquecolli Tonda Iblea (Azienda Cinquecolli, di Sebastiano Giaquinta, Chiaramonte Gulfi, Rg). 3) Olio Se-Do (Azienda Cavi Uliveti, di Francesca Coletta, Vieste, Fg)

Categoria Packaging: Olio Élite, dell’azienda agricola Pietro Lopreiato, San Gregorio d’Ippona, Vv).

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Economia

Caffè, per 7 italiani su 10 berlo è esperienza che va oltre...

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Secondo la ricerca realizzata da AstraRicerche per Consorzio Promozione Caffè

Tazzina di caffè - (Fotogramma)

Sono poche le cose che mettono d’accordo gli italiani e una di queste è senza dubbio il caffè, considerato da sempre un simbolo del Made in Italy nel mondo. Non un semplice stereotipo, ma una convinzione radicata nella quasi totalità degli abitanti del Belpaese, a conferma del legame indissolubile che hanno con questa bevanda. La conferma arriva dalla nuova indagine 'Se è italiano… si sente! – Gli Italiani e il Caffè', realizzata da AstraRicerche per Consorzio Promozione Caffè, che ha esplorato i valori che chi lo beve abitualmente (oltre il 98% degli intervistati) attribuisce all’amata tazzina, restituendo una fotografia decisamente… tricolore.

“Siamo tutti d’accordo: il caffè è da sempre considerato un simbolo del Made in Italy nel mondo. Ma quanto valore è racchiuso per gli italiani stessi dentro questa affermazione? Con questa ricerca siamo voluti andare più in profondità, anche per capire quanto questo binomio potesse essere ancora vero nel 2024. La fotografia che ci restituisce AstraRicerche da un lato ci conferma il legame indissolubile tra gli italiani e il caffè e dall’altro ci sorprende per il patrimonio di eccellenza, innovazione, creatività e tradizione che la tazzina, in quei pochi sorsi, è capace di raccontare al popolo che l’ha resa celebre nel mondo”, ha dichiarato Michele Monzini, presidente di Consorzio Promozione Caffè.

Uno degli aspetti che gli italiani ritrovano maggiormente nel caffè è quello della ritualità: per il 92% un’abitudine che scandisce non solo i diversi momenti della giornata, ma anche le varie occasioni di convivialità. Un aspetto, quest’ultimo, molto importante soprattutto per gli italiani tra i 25 e i 34 anni (95%). Oltre a essere considerato come una “sveglia” per il Paese (91%), è anche un momento d’incontro (92%) e un gesto d’amore rivolto alle persone a cui lo offriamo (91%). Non meno importante è il concetto di tradizione, che anche in questo caso mette praticamente tutti d’accordo: è un rito che ci unisce da Nord a Sud (92%) e che richiede una precisa gestualità sia nel prepararlo (91%), sia nel berlo (90%). Molto apprezzata dai più giovani è anche la varietà che il panorama italiano offre in termini di miscele e tipologie (91% dei 25-34enni rispetto all’89% della media degli intervistati).

Tra i prodotti agroalimentari italiani più esportati nel 2023, con un giro d’affari di 2,259 miliardi di euro (+6,8% sul 2022)2, il caffè è uno dei settori industriali storicamente più legati al nostro know-how. Ne sono primi sostenitori gli italiani stessi, secondo cui la qualità del caffè è ben rappresentata sia da marchi celebri (92%), sia da piccole torrefazioni (87%). Inoltre, è considerato un mix straordinario tra tradizione e creatività (91%) e un simbolo del Made in Italy (90%), oltre a rappresentare nella torrefazione il “saper fare italiano” (89%).

Da sempre il caffè fa sentire a casa gli italiani, soprattutto quando sono fuori dai propri confini, in quanto certi che il “nostro” sia il migliore del mondo (88%) e che sia apprezzato ovunque (86%), soprattutto dagli stranieri quando sono in Italia (80%): gli italiani, infatti, amano trovarlo all’estero mentre viaggiano (89%) e sono convinti di poterlo riconoscere anche a occhi chiusi (81%), ma soprattutto sono convinti che contribuisca a creare un’immagine positiva dell’Italia nel mondo (89%) e a esportare il nostro modo di intendere il caffè (83%). Ma qual è – secondo gli italiani – il simbolo del caffè italiano per gli stranieri nel mondo? Gli italiani non hanno dubbi: è l’espresso (61%), seguito da quello della moka (22%).

Per gli italiani, bere un caffè non è una semplice abitudine, ma un’esperienza capace di coinvolgere tutti e cinque i sensi (70%). Anzi, un vero e proprio viaggio sensoriale del coffee lover, che segue delle tappe molto precise e che inizia con l’olfatto: l’aspetto più apprezzato, infatti, è il profumo, sia del caffè appena fatto (91%), sia della miscela o dei chicchi appena tostati (88%). Arriva quindi il gusto, inteso come sapore (89%) e calore (84%), sensazione quest’ultima apprezzata anche a livello tattile (81%), seguito dall’udito, con il borbottio della moka (84%) che supera il suono della macchina del bar (68%). Ultima tappa, ma non meno importante, la vista, in particolare quando si tratta di giudicare l’aspetto finale del caffè e dei suoi “fratelli”, come cappuccino o caffè macchiato (83%).

“L’attesa del piacere è essa stessa il piacere”, diceva il filosofo tedesco Lessing. E mai aforisma potrebbe essere più azzeccato per descrivere come, per gli italiani, anche la gestualità che anticipa la degustazione del caffè sia parte di questa esperienza multisensoriale. Fondamentale è la cura nella presentazione (82%), come la scelta della tazzina e del cucchiaino perfetti e l’accostamento con un bicchiere d’acqua o un cioccolatino.

Non meno importanti la precisione nel dosarlo e l’attesa nel vederlo salire nella moka o scendere dalla macchina del bar (78%). A circa 7 italiani su 10, inoltre, piace macinarlo personalmente e apprezzano anche la particolare attenzione di alcuni baristi nello scaldare la tazzina, mentre poco più della metà degli intervistati ama la velocità della macchina a capsule o a cialde (per i 25-34enni si sale oltre il 65%) e le modalità più di nicchia, come la cuccuma napoletana, il caffè turco non filtrato o l’alambicco di vetro. Perché possono essere innumerevoli i modi di berlo e di viverlo, così come le sensazioni che può scatenare, ma è sempre lo stesso il sentimento che ci lega al caffè: un amore ricco di sfaccettature, proprio come noi italiani.

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Economia

A ‘Lezione di sicurezza informatica’ al...

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La 1ª edizione della Cybsec-expo, l’innovativo appuntamento interamente dedicato alla sicurezza informatica, alla protezione dei dati e delle infrastrutture critiche, in programma dal 29 al 31 Maggio 2024 a Piacenza Expo.

A 'Lezione di sicurezza informatica' al Cybsec-Expo

La cybersecurity serve anche alle piccole imprese? Come posso certificare la sicurezza delle informazioni, dei prodotti informatici o proteggere i dati personali? E ancora: come può la mia società mettersi al riparo dagli attacchi hackers? Sono alcune delle domande che troveranno risposta alla 1ª edizione della Cybsec-expo, l’innovativo appuntamento interamente dedicato alla sicurezza informatica, alla protezione dei dati e delle infrastrutture critiche, in programma dal 29 al 31 Maggio 2024 a Piacenza Expo. L’evento si svolgerà in contemporanea con la 3ª edizione del Pipeline & gas expo (Pge), la mostra-convegno interamente dedicata ai settori del “Mid-Stream” e delle reti distributive di “Oil & Gas”, del “Power Generation” ma anche di quelle idriche, che raccoglie le principali imprese attive nella progettazione, costruzione e manutenzione di gasdotti, oleodotti, metanodotti e acquedotti, reti distributive del gas (sia primarie che secondarie) e idriche, con i relativi fornitori di impianti, macchine, attrezzature, materiali e software a loro necessari. Entrambe le kermesse sono organizzate da Mediapoint & Exhibitions.

Fin da questa prima edizione, la Cybsec-expo è stata concepita dal suo ideatore, Fabio Potestà, Direttore di Mediapoint & Exhibitions, come un contenitore nel quale si ritroveranno uno accanto all’altra le maggiori società italiane ed estere che si occupano di cyber-sicurezza, i principali esperti di sicurezza informatica nazionali e internazionali e i primari enti certificatori del nostro Paese. Come Uninfo, l’Ente nazionale di Normazione per le Tecnologie Informatiche e loro applicazioni, sponsor della kermesse.

“La normazione tecnica consente di far bene le cose, di semplificare i processi produttivi, di ridurre i costi di produzione. Tra i compiti degli Enti nazionali di normazione c’è anche quello di promuovere e diffondere la normazione tecnica e lo facciamo anche attraverso eventi come il Cybsec-expo”, spiega l’Ingegner Domenico Squillace, Presidente di Uninfo. “Come dice Fabio Guasconi, Presidente della Commissione UNI, Sicurezza Informatica: ‘La cybersecurity è un tema complesso che richiede una gestione tecnica ma anche organizzativa. Le norme tecniche, e in particolar modo quelle orientate a percorsi di certificazione, costituiscono un importante patrimonio informativo a cui attingere. ”Quindi,” continua Squillace, “applicare le norme tecniche di settore è importante per essere preparati quando (e non se) si sarà oggetto di attacchi così da limitare o addirittura annullare le perdite”.

Un impegno rispettato, quello dell’Ente, come dimostra il convegno “Standard e cybersecurity” organizzato proprio da UNINFO nella giornata di Giovedì 30 Maggio (ore 15.00, Cybsec room 2). Tra i relatori: Cesare Gallotti, Consultant in information security, Fabio Guasconi, Presidente della Commissione Uni, Sicurezza informatica, Stefano Ramacciotti, Presidente (Isc)2 Italy Chapter e Pietro Leo, Executive Architect – Ibm Security.

Ma Cybsec-expo è una manifestazione concepita anche con un’altra consapevolezza: ovvero che le principali vittime della criminalità informatica sono spesso quelle utilities fornitrici di servizi pubblici essenziali. In particolare, i grandi gestori di reti idriche, del gas e dell’elettricità. Player che stanno attraversando una rivoluzione digitale, abbracciando nuove tecnologie per il controllo e il monitoraggio in tempo reale, come l’Internet Industriale delle Cose (IIoT), ma che si stanno anche esponendo a nuovi rischi. Primi fra tutti gli attacchi informatici. Da qui la scelta di Mediapoint & Exhibitions di affiancare a Cybsec-expo la 3ª edizione del Pipeline & gas expo (pge), la mostra-convegno interamente dedicata ai settori del “Mid-Stream” e delle reti distributive di “Oil & Gas”, del “Power Generation” ma anche di quelle idriche, anch’essa ospitata dai padiglioni del Piacenza Expo.

“Il futuro della sicurezza energetica e idrica europea dipende dalla nostra capacità collettiva di affrontare la minaccia in continua evoluzione degli attacchi informatici. Cybsec-expo e pipeline & gas expo (pge) sono una testimonianza del nostro impegno a dotare i servizi pubblici delle conoscenze e delle soluzioni di cui hanno bisogno per rendere le loro infrastrutture pronte per il futuro. Riunendo le menti più brillanti del settore, possiamo garantire che i nostri servizi pubblici rimangano resilienti e preparati ad affrontare le sfide di domani”, commenta Fabio Potestà, Direttore di Mediapoint & Exhibitions. Come tradizione per tutti gli eventi organizzati dalla Mediapoint & Exhibitions, si terrà nella serata di Mercoledì 29 Maggio (giornata inaugurale delle manifestazioni) presso la bellissima Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni di Piacenza, la cena di gala riservata ai partecipanti dei due eventi, serata che darà modo agli espositori di fare “networking” in un’atmosfera conviviale e rilassata.

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La 1ª edizione della Cybsec-expo, l’innovativo appuntamento interamente dedicato alla sicurezza informatica, alla protezione dei dati e delle infrastrutture critiche,...

Economia2 ore ago

Agricoltura, Corsi (Syngenta): “Collaborazione...

La responsabile globale ricerca Crop protection Syngenta, a margine del panel 'Ricerca pubblica e privata: un intreccio sempre più indissolubile?',...

Cronaca2 ore ago

Matteo Salvini, ladri nella sua casa di Roma

Alcune persone, dopo essersi introdotte nel giardino, avrebbero alzato l'avvolgibile e forzato la porta finestra Ladri ieri sera prima di...

Gastronomia2 ore ago

Grande successo de “La Spagna al Femminile” a...

Padova, 15 maggio 2024 – Ieri sera la città di Padova è stata l’epicentro di un incontro culinario senza precedenti,...

Cronaca2 ore ago

Peculato e truffa, divieto dimora a Cefalù per Gianfranco...

L'ex presidente dell'Ars avrebbe usato l'auto blu in maniera irregolare: "Andrò a spiegare tutto ai magistrati, non credo di avere...

Economia2 ore ago

Scuola, Cida-Censis: giudizio positivo su dirigenti per...

E per 65,6% italiani la sanità ha tenuto nel tempo per abnegazione medici Il 52,7% degli italiani in famiglie con...

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Lavoro, Cida-Censis: impegno e talento non riconosciuto per...

Riconoscere ruolo decisivo fattore umano per 88,1% italiani Il 57,9% degli italiani ritiene che in Italia impegno nel lavoro e...

Ultima ora2 ore ago

Consumi, Cida-Censis: per 59,7% italiani proprio tenore di...

Per 59,6% italiani pensionati che lo vogliono possono lavorare  Il 54,2% degli italiani prova un senso di declassamento, la sensazione...

Ultima ora2 ore ago

Redditi, Cida-Censis: 11,3% si sente ceto medio con reddito...

Per 76% italiani sempre più difficile salire scala sociale Tradizionalmente il ceto medio ingloba la maggioranza della popolazione italiana. Il...

Esteri3 ore ago

Kharkiv ancora sotto attacco, forze Kiev controllano 60% di...

Per le autorità "i raid son ben lontani dal fermarsi" Le Forze Armate ucraine controllano "circa il 60%" di Vovchansk,...

Cronaca3 ore ago

Agricoltura, focus di Syngenta sul valore della sinergia...

Nell’ambito dell’ottava edizione del Mantova Food & Science Festival si è svolto il panel "Ricerca pubblica e privata: un intreccio...

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L’Oreal sottolinea il coraggio delle donne in terapia...

Nella cornice di Palazzo Giureconsulti in Piazza dei Mercanti a Milano, si è svolta la presentazione della mostra “Il diritto...

Salute e Benessere3 ore ago

Sindrome della ‘testa che scivola sul collo’,...

Quali sono i sintomi della spondilolistesi, come intervenire Nella mitologia greca, Atlante era stato condannato, per aver contrariato Zeus, a...

Immediapress3 ore ago

Luca Maurogiovanni e Filippo Cirrincione: “Innovazione,...

Roma, 20 Maggio 2024. Nel panorama contemporaneo del marketing, dove l'innovazione tecnologica e l'impegno sociale diventano sempre più intrecciati, Vivenda...

Salute e Benessere3 ore ago

Sla, per Aisla bilancio ok e passaggio in Aps

L'Assemblea dei soci ha anche eletto i 13 consiglieri nazionali che guideranno l'associazione per i prossimi tre anni L'Assemblea dei...

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Morto Dimitri Iannone de Il Collegio, tra vittime incidente...

Ventiquattro anni, aveva preso parte al docu-reality in onda su Rai2 quando era 17enn. Il toccante post del professor Maggi...