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Politica

Non solo la foto di Decaro, quando il selfie è scomodo (e...

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Non solo la foto di Decaro, quando il selfie è scomodo (e imparabile)

Con i politici, gli attori e i calciatori l'utilizzo delle immagini è facilmente strumentalizzato

Antonio Decaro e Michele Emiliano - FOTOGRAMMA

La foto del sindaco di Bari Antonio Decaro con una parente del boss Antonio Capriati sta facendo discutere da giorni. Con tutti i detrattori dell'esponente Pd a farne un indizio sufficiente a ipotizzare un legame, o anche solo una conoscenza inopportuna. Stessa associazione, sul fronte politico opposto, è stata fatta più volte in passato. Il problema però è più largo della politica o delle polemiche di parte.

Stessa sorte è toccata, approdando al mondo dello spettacolo, a celebri attori come Pierfrancesco Favino e Claudio Amendola, ironia della sorte anche loro fotografati in compagnia di uno Spada. E l'elenco può allungarsi con altri casi eclatanti, partendo dai calciatori che, fin dai tempi di Maradona, spesso diventano involontari testimonial di pluripregiudicati e membri di clan malavitosi in cerca di visibilità.

Il tema è sempre lo stesso. I selfie dei personaggi pubblici, richiesti in ogni occasione e in qualsiasi contesto, espongono al rischio di finire nello scatto sbagliato. Rischio difficile da azzerare, anche con tutte le precauzioni possibili, e praticamente 'imparabile' a meno che non si rinunci a qualsiasi occasione in cui la propria immagine può essere accostata a quella 'compromettente' di un'altra persona.

Le occasioni a rischio si sono moltiplicate esponenzialmente nel tempo con la diffusione degli smartphone, che moltiplicano gli obiettivi sempre pronti a catturare immagini, e dei social network, che hanno la forza di rendere virale qualsiasi contenuto. Quello che una volta potevano fare i paparazzi con le 'foto rubate' oggi è praticamente alla portata di tutti. Con la conseguenza che qualsiasi fotogramma può diventare imbarazzante a prescindere dal contesto e dai rapporti, reali o presunti, di chi compare in una foto.

Senza neanche aprire il capitolo intelligenza artificiale, che espone al rischio ulteriore della contraffazione e che sconfina oltre la dimensione del selfie, l'attenzione si può spostare sull'utilizzo che si fa delle immagini scattate in pubblico: si possono utilizzare, commentare, e portare da una parte all'altra della discussione ma farne la prova, o anche solo l'indizio, di una frequentazione compromettente è nel contesto attuale un azzardo che diventa inevitabilmente strumentalizzazione. (Di Fabio Insenga)

Un team di giornalisti altamente specializzati che eleva il nostro quotidiano a nuovi livelli di eccellenza, fornendo analisi penetranti e notizie d’urgenza da ogni angolo del globo. Con una vasta gamma di competenze che spaziano dalla politica internazionale all’innovazione tecnologica, il loro contributo è fondamentale per mantenere i nostri lettori informati, impegnati e sempre un passo avanti.

Politica

Dal piano ‘Salva casa’ al decreto sport, oggi...

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Consiglio dei ministri chiamato a esaminare anche il disegno di legge con le disposizioni in materia di "sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali"

Palazzo Chigi

Il piano casa e il decreto sport. Il Consiglio dei ministri è convocato oggi alle 9.30, a Palazzo Chigi. Oltre al decreto casa, cosiddetto 'salva casa' ("misure urgenti in materia di semplificazione edilizia e urbanistica"), il Cdm è chiamato a esaminare il dl "in materia di sport, di sostegno didattico agli alunni con disabilità e per il regolare avvio dell'anno scolastico 2024/2025"; la delega al governo "per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea"; il disegno di legge con le disposizioni in materia di "sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali".

L'ordine del giorno prevede inoltre: decreto legislativo sulla "revisione del sistema sanzionatorio tributario"; schema di decreto del Presidente della Repubblica con "modifiche al regolamento recante criteri e procedure per l'utilizzazione della quota dell'otto per mille dell'Irpef devoluta alla diretta gestione statale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76"; schema di decreto del Presidente del Consiglio - "regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, concernente il testo unico delle disposizioni regolamentari dell'ordinamento militare, in materia di organizzazione del Ministero della difesa"; leggi regionali; varie ed eventuali.

Salva casa, la bozza

Dalle norme per tende e vetrate alle misure per le pompe di calore e "lievi difformità" fino ai nuovi parametri per le "tolleranze costruttive". Sarebbero queste alcune delle misure contenute nel decreto casa, fortemente voluto dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, secondo la bozza che l'Adnkronos ha potuto visionare e che si compone di tre articoli.

Decreto sport, nasce l'agenzia per vigilare sui conti

Nella bozza del decreto 'Misure in materia di sport, di lavoro sportivo e della relativa disciplina fiscale' spicca l'articolo 2, che fa riferimento alla Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche. L'organo, in sostanza, vigilerà sui conti dei club, del calcio e non solo.

"La Commissione svolge attività di controllo e vigilanza sulla legittimità e regolarità della gestione economica e finanziaria delle società sportive professionistiche partecipanti ai campionati relativi a discipline di sport di squadra al fine di verificare il rispetto dei principi di corretta gestione, il mantenimento dell’equilibrio economico e finanziario e il funzionamento dei controlli interni", si legge nel testo. Un'attività di vigilanza che comprende anche controlli sui documenti e ispezioni, con l'obiettivo ultimo di certificare "la regolarità della gestione economica e finanziaria delle società sportive professionistiche, mediante pareri obbligatori che sono trasmessi alle rispettive federazioni sportive nazionali per l’adozione dei provvedimenti di competenza concernenti l'ammissione, la partecipazione e l'esclusione dalle competizioni professionistiche, e di ogni altro provvedimento conseguente".

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Politica

Toti interrogato per 8 ore: “Ogni euro destinato alla...

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Il governatore della Liguria ha consegnato una memoria nelle mani dei pm: "Ho sempre perseguito l'interesse pubblico, mai fatto pressioni o favorito qualcuno"

Giovanni Toti - (Fotogramma)

E’ durato 8 ore l’interrogatorio del governatore ligure Giovanni Toti, ai domiciliari dal 7 maggio scorso per corruzione. A partire dalle 11 ha risposto alle domande dei pm titolari dell’inchiesta che ha portato un terremoto nella politica locale, respingendo tutte le accuse. "Nel mio percorso politico ho sempre perseguito l’interesse pubblico il quale è il fine unico ed ultimo della mia azione politica", è uno dei passaggi della memoria consegnata nelle mani dei pm durante l'interrogatorio, in cui sottolinea come ogni euro sia stato usato per la politica".

"Ho sempre perseguito l'interesse pubblico"

Un interesse pubblico "costantemente rivendicato dal programma politico della maggioranza che mi sostiene, non già mediante la contrapposizione con le rivendicazioni dei privati, quanto piuttosto attraverso la veicolazione di queste verso l’interesse della collettività e del territorio, modalità con la quale si realizza la migliore essenza dell’interesse pubblico" spiega il governatore Toti nella memoria di 17 pagine. "Il faro della nostra azione politica, vede, nell’attività privata non già un fattore egoistico da contrastare ma una risorsa che, lasciata crescere nel rispetto delle regole, rappresenta un valore aggiunto per la collettività quale primario elemento di sviluppo sociale ed economico". L'impianto accusatorio, che analizza "solo una limitatissima parte dei rapporti tra amministrazione, presidente, e mondo del lavoro e delle imprese" non restituisce il giusto quadro a dire di Toti. "Tutte le mie azioni (anche quelle contestate) sono state ispirate, certamente dalla giusta attenzione verso le imprese operanti sul territorio, ma nell’unica prospettiva della tutela dell’interesse collettivo e del suo progresso".

Per Toti, tutte le imprese sono state trattate con la stessa attenzione, "nel postulato assoluto per cui ogni iniziativa imprenditoriale, purché non in contrasto con le leggi o con regole di mercato codificate, si possa considerare di interesse pubblico, portando sul territorio ricchezza e lavoro, in forma diretta ed indiretta".

"Mai fatto pressioni o favorito qualcuno, ogni euro usato per la politica"

"Non ho mai travalicato le specifiche competenze degli enti e degli uffici preposti, mai ho ingerito nelle libere scelte e decisioni dei soggetti coinvolti mai ho fatto pressioni verso alcun soggetto, mai ho servito un interesse particolare in danno di quello collettivo", è un altro passaggio della memoria. "Mai tale attenzione si è estrinsecata nel superare o modificare il parere dei propri uffici o le istruttorie degli organismi terzi, vedi gli uffici di autorità portuale. Il mio intervento in sede politico/funzionale si è sempre limitato strettamente al percorso autorizzativo tracciato dagli uffici preposti in ogni campo, circoscrivendosi a chiedere una attenzione coerente con le esigenze di rapidità del mercato, o di realizzazione delle opere sollecitate dagli altri organi amministrativi e di governo (porto, strutture Commissariali del sindaco Bucci) ovvero a sollecitare, all’interno dei percorsi amministrativi e legislativi, la solerzia e l’attenzione dei Comuni Liguri nel realizzare i piani strategici regionali", aggiunge Toti.

"La mia azione politica è sempre stata tesa alla tutela della dignità e del lustro della Regione e delle sue istituzioni", "ogni intervento a favore delle iniziative economiche è stato pubblico" e "anche ogni dazione di denaro è avventa nella massima trasparenza", scrive ancora il governatore ligure. Tra i capi di accusa si contestano i bonifici effettuali ai Comitati politici, ma il presidente della Regione Liguria si difende: "Ogni dazione di denaro è stata accreditata con metodi tracciabili e rendicontata. Del pari tutte le spese sostenute (sia a sostegno della mia attività politica come leader della lista Toti presente in Consiglio regionale e in molte amministrazioni municipali, sia per sostenere sindaci, liste e candidati collegati e coerenti alla linea politica della lista Toti, sia per quanto riguarda le iniziative della coalizione di governo) sono stati rendicontati e pubblicizzati in termini di legge e anche oltre. I bilanci e i rendiconti sono stati (e sono ancora) pubblicati sui siti internet delle organizzazioni politiche a mio sostegno".

"Ogni euro incassato ha avuto una destinazione politica: nessun contributo ha prodotto arricchimento o utilità personale a me, agli altri appartenenti al mio partito o a terzi privati" rimarca Toti. "E proprio per fugare ogni minimo possibile sospetto e garantire massima trasparenza e possibilità di controllo, particolare attenzione è stata posta nel separare ogni aspetto economico della mia vita privata da qualsiasi attività economica legata alla politica, tanto da separare anche i conti correnti personali ed utilizzare per l’attività politica esclusivamente conti dedicati e 'trasparenti', con strumenti di accredito e spesa tracciati, tracciabili e sempre rigorosamente documentabili", afferma il governatore.

"L’assenza di qualsiasi collegamento tra dazioni di denaro e la mia attenzione politica a temi di pubblico interesse" può essere dimostrata incrociando la mia agenda con la rendicontazione dei versamenti denunciati. "In questo modo - si legge nella memoria consegnata ai pm di Genova - apparirà evidente che l’attenzione e l’impegno da me profuso nelle politiche di ascolto e di lecita agevolazione degli investimenti privati è stato totalmente scollegato da ogni contributo ricevuto". "L'attività di sostegno e ascolto alle iniziative private non aveva quale presupposto né fine quello della vicinanza politica o personale o, ancora, della presenza di una contribuzione (ancorché in tutto e per tutto legittima); l’unica ragione del mio agire è stata quella di aiutare l’iniziativa privata per far crescere la Liguria", sottolinea.

Allo stesso modo, scrive, "non mi sono mai sentito debitore nei confronti di chi aveva contribuito alla mia iniziativa politica: il fatto di essere contributore o comunque politicamente vicino non ha mai rappresentato un titolo per ricevere da parte mia favori o trattamenti preferenziali; del pari non vi è mai stato alcun mio atteggiamento che potesse in qualche modo dare adito a tale pensiero".

Sui bonifici a Spinelli

La procura di Genova interpreta "erroneamente" i bonifici fatti dall'imprenditore Aldo Spinelli e non ricorda che la prima elargizione del gruppo Spinelli "alle campagne politiche del mio partito risale addirittura alla prima campagna elettorale (2015) quando io non ero ancora governatore e si sono succedute nel tempo con cadenze semmai legate agli eventi politici della Regione (elezioni comunali, regionali o manifestazioni varie) e non legate a specifiche situazioni economiche o alla compresenza di vicende di interesse per Spinelli", sostiene ancora Toti.

Tenendo conto dunque del lungo arco temporale, ben 9 anni, "si può facilmente ricavare l’assenza di qualsivoglia prassi di contestualità tra richieste di 'attenzione' da parte di un donatore e sollecitazione di sostegno materiale per l’attività politica". Per Toti "sicuramente nella costruzione dell’animus con cui la donazione avviene incide la precisa politica di attenzione dell’amministrazione per le esigenze delle imprese e dei cittadini, ma certamente non incide la presunzione di specifiche utilità legate ad una singola e specifica situazione, men che meno di atti contra legem". Non solo: "Registrando ogni versamento, non solo da parte del Comitato Toti ricevente, ma anche della impresa o del soggetto donatore, appare chiaro che il donatore stesso non considera in alcun modo la sua dazione di denaro come merce di scambio o pagamento di un interesse illecito, attività che anche egli stesso con la pubblicità del versamento si incaricherebbe di denunciare" conclude Toti.

"Nel rapportarmi con Aldo Spinelli, mi interessai alle questioni da lui sollevate in modo spesso disconnesso dal contesto e totalmente estraneo allo spirito della conversazione, attraverso un intervento sempre dettato dallo spirito di pubblica utilità e spesso addirittura in contrasto con gli interessi di Spinelli stesso ma a favore - di fatto - di altri operatori", aggiunge.

Ad esempio, riferisce il presidente della Regione Liguria, "non vi è mai stato alcun mio intervento nel merito della durata della concessione, per altro elaborata dagli uffici tecnici di Autorità portuale senza alcuna intromissione della Regione". Nell'ordinanza di custodia cautelare e dalle carte delle indagini emerge, sostiene Toti, "che sono intervenuto non solo nei confronti di Spinelli, ma anche di tutti gli altri operatori coinvolti". In tutti i casi "la mia azione deve ritenersi nella sua realtà fattuale quale attività volta a perseguire il primario interesse del porto" aggiunge Toti. Il progetto Spinelli, che prevedeva alloggi di lusso con pertinenti servizi di ristorazione e tempo libero e annesso hotel di lusso, "non ha avuto nessuno specifico trattamento di favore. Al contrario preme sottolineare che la spiaggia in questione è tutt’ora una spiaggia libera, segno che la mia attenzione si limitava al mero interessamento sulle possibilità esperibili per legge per aiutare l’investimento, nel pubblico interesse", conclude il governatore ligure.

I voti della comunità Riesina

"Vinsi le elezioni con circa 380 mila voti. Il sostegno della comunità Riesina si sostanzia, nelle indagini, con una certa approssimazione, di 400 voti, giusto per proporzione e per capire che l’apporto non è tale da turbare l’equilibrio democratico del voto", scrive ancora. "I fratelli Testa venivano presentati come attivisti politici con incarichi in Regione Lombardia da due onorevoli. Nel loro curriculum vi erano incarichi politici legati alla Giunta regionale lombarda" e "il fatto di essere riesini e loro rappresentanti non può equivalere ad essere considerati come persone di malaffare", aggiunge il presidente della Regione Liguria che respinge l'accusa di voto di scambio e sottolinea di aver incontrato i fratelli Testa "al massimo due volte". Per Toti, "alla fine di una lunga ricostruzione, nessuna utilità specifica è andata alla comunità Riesina, né in posti di lavoro né altro. Trattandosi come si evince dalle stesse indagini di persone insistenti per comportamenti ed espressioni, possibile che alcune battute anche tra me e lo staff siano state interpretate fuori dal contesto".

Il porto e il Piano regolatore

"L'mpianto di indagine presenta carenze ed errori" in particolare, riguardo i temi portuali, quali Carbonile, tombamento calata Concenter e terminal Rinfuse. "Nessuno degli atti viene predisposto con la mia fattiva partecipazione né con quella dei miei uffici. Tutte le proposte arrivarono da soggetti terzi e furono elaborate e valutare dagli uffici secondo i termini di legge", sostiene.

In particolare, la durata della concessione di terminal Rinfuse "fu determinata dagli uffici secondo criteri normativi ed operativi" e "le esigenze di tombamento delle calate sono funzionali agli sviluppi del porto, programmate dalla Autorità Portuale", la proposta di assegnazione del Carbonile Enel al gruppo Spinelli "fu predisposta dagli uffici di Autorità Portuale e non soggetta a valutazione né amministrativa né tecnica degli uffici della Regione". In tal senso, "si evince che il mio intervento sulle vicende non inerì gli atti stessi e la loro qualità, ma fu una semplice opera di mediazione e sollecitazione alla realizzazione di un interesse squisitamente pubblico".

"Quanto al confronto sul futuro Piano regolatore portuale, rilevato che le competenze regionali non ineriscono alla fase programmatoria bensì alla successiva fase autorizzativa, ritengo opportuno specificare che l’attività di confronto è stata costantemente portata avanti con tutti i soggetti della Comunità portuale, senza favoritismi e parzialità alcuna. Come potrebbe risultare dalla sola lettura degli atti, il dialogo non è mai stato prerogativa specifica né tanto meno esclusiva del gruppo Spinelli".

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Politica

G7, Meloni a summit filosofia: “Valori della nostra...

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Messaggio del premier al sindaco di Barletta per l'evento che si è aperto oggi in città

Giorgia Meloni

"Gentile sindaco Cannito, desidero rivolgere il mio saluto agli illustri relatori e ai partecipanti a un evento cosi prestigioso quale è la conferenza 'Convivialità e dialogo tra i popoli', un incontro al vertice tra i più qualificati filosofi d'Europa e del mondo in occasione del prossimo G7". Si legge nel messaggio inviato dalla premier Giorgia Meloni al Summit internazionale di Filosofia "Convivialità e dialogo tra i popoli", organizzato nell'ambito del G7, che si è aperto oggi a Barletta.

"Mi congratulo con gli organizzatori perché riportare al centro del dibattito socio-culturale la filosofia, cioè una delle discipline umanistiche su cui si fonda la civiltà mediterranea e occidentale, è una scelta di grande lungimiranza e un messaggio molto chiaro a chi, come me, ha la responsabilità della guida di una nazione: i valori di riferimento della nostra cultura e della nostra tradizione devono rimanere la stella polare di ogni nostra azione, anche perché è solo grazie alla salda consapevolezza di quali siano le nostre radici che sapremo, tutti, aprirci agli altri e dialogare".

"La convivialità, il simposio, sono termini e concetti che raccontano la nostra storia. Sulla condivisione del pane la tradizione antica fonda il dialogo tra le persone, in una condizione di parità e di profondo rispetto reciproco. La tavola è, per antonomasia, il luogo in cui si discute e ci si conosce meglio, in cui cadono barriere e pregiudizi. Il fatto che questo messaggio di dialogo e confronto a livello così alto, parta da Barletta, una città e una terra del Sud Italia con una tradizione culturale tanto profonda e prestigiosa, è un altro bel segnale che l'Italia lancia al mondo. Il ritorno della filosofia e della cultura quali pietre angolari dell'edificio comune tra i popoli, restituisce speranza e determinazione per rimuovere le ingiustizie, le iniquità e tutti quegli ostacoli, come le terribili guerre in corso, che impediscono di aspirare alla prosperità per tutti Nel rinnovare le mie congratulazioni per questo straordinario evento, rivolgo il mio più cordiale saluto a tutti i partecipanti e un sincero augurio di buon lavoro".

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