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Ucraina, Russia: “Drone di Kiev abbattuto a...

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Ucraina, Russia: “Drone di Kiev abbattuto a Belgorod”

Mosca ha condannato i mandati di cattura emessi contro due comandanti delle Forze Armate russe per il loro coinvolgimento nella campagna militare contro infrastrutture civili dell'energia in Ucraina

Il Cremlino (Afp)

Le autorità di Mosca hanno condannato i mandati di cattura emessi contro due comandanti delle Forze Armate russe dalla Corte penale internazionale, che - secondo Mosca - "non è competente" a decidere dato che il Paese non è firmatario dello Statuto di Roma.

Mosca "non è nello Statuto", ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, e "non lo riconosce", motivo per cui il governo "tratterà queste decisioni in conseguenza", scrive la Tass. "Non si tratta della prima decisione che la Corte adotta nei confronti della Russia", ha continuato, ricordando che esiste un mandato di arresto contro il presidente russo Vladimir Putin e la commissaria presidenziale per i Diritti del Bambino in Russia, Maria Lvova-Belova.

Il Tribunale ha emesso mandati di cattura internazionali contro due comandanti delle forze armate russe - il generale Sergei Ivanovich Kobylash e l'ammiraglio Viktor Kinolayevich Sokolov - per il loro coinvolgimento nella campagna militare dell'inverno 2022-23 contro le infrastrutture civili dell'energia in Ucraina.

Abbattuto drone su Belgorod

Sul fronte della cronaca, la Russia ha abbattuto un altro drone ucraino sopra la regione di Belgorod. Lo ha riferito il governatore Vyacheslav Gladkov sul suo canale Telegram. "Nella regione di Belgorod, il sistema di difesa aerea ha abbattuto un Uav di tipo aereo nell'area del villaggio di Blizhnoe. I servizi operativi stanno chiarendo le informazioni sulle conseguenze". Secondo i dati preliminari, non ci sono state vittime né danni, ha aggiunto il governatore.

Nella regione di Kursk l'attacco di un drone ucraino ha causato un incendio in un magazzino di carburanti e lubrificanti. Lo ha riferito su Telegram il governatore Roman Starovoit, aggiungendo che "non ci sono vittime" e che sul posto sono al lavoro i servizi di emergenza.

Kirby: "Non manderemo soldati americani a combattere"

Gli Stati Uniti non invieranno truppe a combattere in Ucraina. Lo ha detto il coordinatore per le comunicazioni strategiche del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti John Kirby, commentando l'appello del presidente francese Emmanuel Macron agli alleati a non essere codardi. "Macron ha certamente tutto il diritto e la capacità di parlare per sé stesso e di esprimere le proprie opinioni. Tutto quello che posso fare è parlare per il presidente Biden, comandante in capo", ha aggiunto. "È stato molto chiaro fin dall'inizio di questa guerra. Non ci saranno truppe americane sul campo a combattere in Ucraina".

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non chiede agli alleati di inviare truppe in Ucraina, ha sottolineato Kirby. "Il presidente Zelensky non chiede questo. Chiede solo gli strumenti. Non ha mai chiesto che truppe straniere combattessero per il suo Paese. Lui e le sue truppe vogliono farlo, ma hanno bisogno degli strumenti per farlo".

L'ultimo bilancio

Secondo quanto riferito dallo Stato maggiore delle forze armate ucraine, la Russia ha perso 420.270 soldati in Ucraina dall’inizio della guerra, il 24 febbraio 2022. Questo numero include 1.250 vittime subite dalle forze russe nell'ultimo giorno.

Secondo il rapporto, la Russia ha perso anche 6.678 carri armati, 12.728 veicoli corazzati da combattimento, 13.479 veicoli e serbatoi di carburante, 10.308 sistemi di artiglieria, 1.008 sistemi di razzi a lancio multiplo, 701 sistemi di difesa aerea, 347 aerei, 325 elicotteri, 7.921 droni, 26 imbarcazioni e un sottomarino.

Intelligence Gb: "Tre navi russe affondate in 5 settimane"

Il pattugliatore Sergei Kutov è la terza nave da guerra russa affondata dagli ucraini in cinque settimane. Lo evidenzia il bollettino giornaliero dell'intelligence militare britannica, sottolineando che "l'Ucraina continua a limitare la libertà di manovra della marina russa nel Mar Nero".

Entrata nella Flotta del Mar Nero nel luglio 2022, la Kotov era già stata colpita da droni ucraini nel luglio e il settembre 2023, riportando danni minori e tornando poco dopo in servizio. Ieri è stata affondata con droni marittimi Magura V5, gli stessi utilizzati il 14 febbraio per affondare la nave da sbarco russa Caesar Kunikov. "E' probabilmente a causa delle perdite della Flotta del Mar Nero che il 15 febbraio il suo comandante, Viktor Solokov, è stato destituito", sottolinea il bollettino.

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Ucraina, Crosetto: “Italia ha fornito tutto quello...

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"Noi veniamo da 40 anni con l'idea che la difesa fosse qualcosa di cui non avevamo bisogno"

Guido Crosetto

"Noi domani avremo una incontro, una call, a cui presumo ci sarà lo stesso Zelensky, per fare il punto" sugli aiuti all'Ucraina. "Mi pare che l'Europa e l'Italia in particolare abbiano fornito in questo periodo tutto quello che riuscivano a dare". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenendo all'incontro promosso da PwC Italia in collaborazione con il gruppo editoriale Gedi, dal titolo 'Il ruolo della ricerca militare nello sviluppo economico italiano'.

"Il problema - ha spiegato - è che noi veniamo da 40 anni con l'idea che la difesa fosse qualcosa di cui non avevamo bisogno, che le scorte e gli investimenti per la difesa non servissero, per cui non abbiamo magazzini pieni con cui possiamo aiutare. Quello che potevamo dare fino ad adesso l'Italia lo ha dato quasi integralmente. La parte che non ha ancora dato la darà prossimamente", ha detto il ministro.

"Sono talmente arrabbiato che dico una cosa pubblicamente: l'Italia ha ordinato alcuni sistemi di difesa aerea Samp-T due anni fa, l'industria che ha la commessa mi dice che li consegnerà tra tre anni. Un ordine di Samp-T per la difesa italiana fatto due anni fa, l'industria mi dice che lo consegna tra tre anni", ha proseguito.

"Voi pensate che uno possa fare il ministro della difesa o difendere un Paese con questi tempi? Non riesco a capire come sia possibile metterci tre anni per costruire una qualunque cosa, anche la più complessa che esiste al mondo", ha osservato Crosetto, spiegando che il problema è che "noi abbiamo un'industria che si era tarata su una capacità produttiva in cui lo Stato fa l'appalto, dà i soldi, quando li dà si inizia a costruire e poi quando si riesce, si consegna. Invece viviamo tempi in cui avremmo bisogno delle cose subito". Il problema - ha riferito il ministro - "non è solo italiano, ma europeo. Lo ha anche il ministro francese, con cui stiamo facendo una battaglia a due".

A differenza di quanto accade in Europa, "in Russia, in Cina e in Iran alzano il telefono e l'azienda che prima faceva frigoriferi" viene convertita per la produzione della difesa. "Noi invece ci confrontiamo con regole costruite in tempi di pace e in tempi normali in tempi che non sono di pace e non sono normali".

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India al voto, Armellini: “Grande democrazia? Con...

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L'ex ambasciatore a Nuova Delhi: "Il Paese è cresciuto, ma stretta autoritaria sempre più opprimente"

(AFP)

L'India resta un grande Paese, ma non è detto che resterà una grande democrazia. Alla vigilia della prima tornata elettorale nel gigante asiatico - dove da domani al primo giugno poco meno di un miliardo di elettori andrà a votare in 28 Stati federali e otto territori - l'ex ambasciatore italiano a Nuova Delhi, Antonio Armellini, parla con l'Adnkronos dell'India di Narendra Modi, che si avvia al suo terzo mandato, dopo dieci anni già al governo.

Con il leader del Bjp "l'India è molto cambiata, è cresciuta economicamente, è migliorata al suo interno, il programma di investimenti sulle infrastrutture ha portato risultati ed il sistema finanziario è stato ammodernato", riconosce Armellini. Che tra i 'meriti' cita "la presa sull'elettorato, che si è ampliato e non è più solo quello tradizionale del Bjp", il partito dei commercianti e degli imprenditori.

Parallelamente, osserva l'ex ambasciatore, "la stretta autoritaria del governo Modi è diventata sempre più opprimente, figlia di un controllo e di un meccanismo del consenso molto sofisticati", mentre l'opposizione divisa e frammentata "è in difficoltà nel trasmettere un qualche tipo di messaggio che possa essere recepito dagli elettori".

L'India cresce "ma crescono anche le diseguaglianze", sottolinea ancora Armellini, mentre si avvia a diventare "una democrazia autoritaria sempre più lontana dal modello che ne aveva fatto un unicum nel continente asiatico, una grande democrazia liberale, figlia del pensiero politico del 19mo secolo, che aveva avuto anche Giuseppe Mazzini tra gli ispiratori della lotta per l'indipendenza". "L'India laica, tollerante, multietnica, rispettosa dello stato di diritto non è l'India di Modi, fortemente identitaria - ragiona l'ex ambasciatore - L'India è un grande Paese, ma che resti una grande democrazia è un punto interrogativo".

Quanto alla politica estera di Nuova Delhi, che "ha una percezione di sé come grande potenza sullo stesso piano di Stati Uniti e Cina, il punto da cui partire è che l'India non ha alleanze, ma relazioni, è partner di molti, ma nel proprio interesse". Che è quello di "grande potenza autonomia con due punti di riferimento imprescindibili: il contrasto con la Cina e il conflitto con il Pakistan", spiega Armellini. E chi, "come a tratti cercano di fare gli Stati Uniti, pensa di poterla legare in una vera e propria alleanza, rischia di restare fortemente deluso".

Infine l'ex ambasciatore si dice convinto che Nuova Delhi abbia "una maggiore capacità di attrazione per diventare il punto di riferimento del Sud globale", in particolare rispetto a Pechino, che agli altri Paesi "richiede di schierarsi", laddove l'India ha un approccio meno identitario.

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G7, Tajani: “Tutti insieme dobbiamo dare messaggio di...

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Le parole del ministro degli Esteri al summit di Capri

"Tutti insieme credo che dobbiamo dare un messaggio di pace". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso del G7 Esteri a Capri.

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