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Tumore dell’endometrio, in Sicilia 871 donne colpite e 25...

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Tumore dell’endometrio, in Sicilia 871 donne colpite e 25 casi ogni anno. Presente e futuro del PDTA, che si rafforza per rispondere ai bisogni delle pazienti e alle novità diagnostiche e di cura

Palermo, 1° marzo 2024 - In termini di prevalenza in regione Siciliana si contano, nel 2022 (Agenas 2023), 871 casi di tumore dell’endometrio; l'incidenza annuale è di circa 25 casi ogni 100.000 donne e si osserva un aumento dell'incidenza con l'età, con la maggior parte dei casi diagnosticati dopo i 60 anni. Il tumore dell’endometrio è l’unica tra le neoplasie ginecologiche la cui incidenza e mortalità risulta ancora in aumento. Il PDTA per il tumore dell'endometrio in regione Siciliana rappresenta un modello di riferimento per la presa in carico di questa neoplasia, garantendo un percorso di cura completo, personalizzato e di alta qualità. E si rafforza ulteriormente per rispondere ai bisogni delle pazienti e alle novità che stanno attraversando il campo della diagnosi e della cura. Intanto, la Rete Oncologica Siciliana-Re.O.S., con i suoi 8 PDTA già approvati ed attivati (tumori della mammella, polmone, ovaio, prostata, colon-retto, melanoma, tiroide, e mesotelioma), in questi tre anni sta garantendo nell’ambito delle aree oncologiche del territorio siciliano organizzazione, competenza, efficienza ed anche equità di prestazioni e cure.

Sul presente e futuro del PDTA del carcinoma dell’endometrio si discute con i massimi esperti dell’oncologia siciliana all’evento “PDTA nel carcinoma dell’endometrio. Attualità ed innovazioni finalizzate ad un moderno e corretto percorso diagnostico-terapeutico” di cui è responsabile scientifico il Professore Vincenzo Adamo, Coordinatore della Rete Oncologica Siciliana-Re.O.S. e Molecolar Tumor Board. Un evento organizzato da Motore Sanità con il patrocinio di Regione Siciliana, ACTO-Alleanza contro il tumore ovarico, Europa Donna Italia, OMCeO Palermo, Ospedale Cannizzaro di Catania, SIAPEC-IAP e Azienda Civico di Cristina Benfratelli.

I PUNTI DI FORZA ED EVOLUZIONI FUTURE DEL PDTA DEL TUMORE DELL’ENDOMETRIO

Se i punti di forza del PDTA del tumore dell’endometrio sono l’approccio multidisciplinare, la diagnosi precoce, la tempestività, la personalizzazione e la qualità delle cure, il monitoraggio e il follow-up, l’informazione e il supporto, l’accoglienza e il supporto psicologico, la riduzione delle disuguaglianze e la ricerca e innovazione, secondo gli esperti i punti di possibile miglioramento sono: accesso alle cure che ancora oggi può essere difficoltoso per alcune donne, soprattutto in aree geografiche remote o con scarsa dotazione di risorse sanitarie; tempi di attesa per l'accesso alle diverse fasi del percorso diagnostico e terapeutico che in alcune realtà possono essere ancora troppo lunghi; personalizzazione del trattamento, la cui implementazione completa richiede ancora sforzi per migliorare la profilazione molecolare dei tumori e l'identificazione di nuovi biomarcatori; accesso a informazioni complete e comprensibili: è necessario migliorare la comunicazione tra operatori sanitari e pazienti, favorendo un linguaggio chiaro e accessibile; supporto psicologico: la sua accessibilità e qualità possono variare in modo significativo; è necessario rafforzare questo aspetto, garantendo a tutte le pazienti un adeguato supporto psicologico individualizzato; integrazione con i servizi territoriali: il PDTA dovrebbe essere meglio integrato con i servizi territoriali per garantire una presa in carico completa e continuativa delle pazienti, anche dopo la conclusione del trattamento; raccolta dati e monitoraggio dell'esito dei trattamenti garantendo la loro omogeneità a livello nazionale; ricerca e innovazione sono fondamentali per migliorare la prognosi del tumore dell'endometrio; per questo è necessario incrementare gli investimenti in questo campo, favorendo la collaborazione tra ricercatori, clinici e pazienti.

Il PDTA del carcinoma dell’endometrio è in continua evoluzione e le novità nel campo della cura avranno un impatto significativo sul suo futuro. Ecco alcuni possibili cambiamenti: l'introduzione di nuovi test diagnostici, come il test del DNA tumorale circolante (ctDNA), che permetterà di identificare il tumore in fase ancora più precoce, migliorando la prognosi; la profilazione molecolare dei tumori e l'identificazione di nuovi biomarcatori permetteranno di personalizzare ulteriormente i trattamenti, offrendo a ciascuna paziente la terapia più efficace; lo sviluppo di nuovi farmaci, come gli inibitori tirosino chinasici, gli immunoterapici, gli anticorpi coniugati e gli inibitori di PARP, sta ampliando le possibilità terapeutiche per il tumore dell'endometrio. Il PDTA dovrà essere aggiornato per includere queste nuove opzioni di trattamento; la diffusione di tecniche chirurgiche mininvasive, come la laparoscopia e la robotica, permetterà di ridurre i traumi e migliorare la qualità di vita delle pazienti; la telemedicina può facilitare l'accesso alle cure per le pazienti che vivono in aree remote o con difficoltà di spostamento; il PDTA dovrà essere integrato con i servizi territoriali per garantire una presa in carico completa e continuativa delle pazienti, anche dopo la conclusione del trattamento; la raccolta dati e il monitoraggio dell'esito dei trattamenti saranno sempre più importanti per migliorare il PDTA e valutare l'efficacia delle nuove terapie; l'accesso a informazioni complete e comprensibili sulle nuove cure sarà fondamentale per le pazienti; Il PDTA dovrà includere materiali informativi aggiornati e facilmente accessibili.

A fornire questa fotografia dettagliata del PDTA del tumore dell’endometrio di oggi e di domani è Paolo Scollo, Direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Cannizzaro di Catania, U.O.C. Clinicizzata dell'Università Kore di Enna, che sottolinea come tale PDTA “rappresenti un modello di riferimento per la presa in carico di questa neoplasia, garantendo un percorso di cura completo, personalizzato e di alta qualità. Si tratta di un modello in continua evoluzione che necessita di ulteriori miglioramenti per garantire a tutte le donne un percorso di cura di alta qualità. L'impegno costante di tutti gli attori coinvolti, dalle istituzioni sanitarie alle associazioni di pazienti, è fondamentale per raggiungere questo obiettivo”.

Vincenzo Adamo, Coordinatore Rete Oncologica Siciliana-Re.O.S. ha sottolineato la virtuosa attività della Rete Oncologica Siciliana-Re.O.S. degli ultimi anni, come dimostra il recente Report a cura di Agenas sull’attività delle Reti oncologiche regionali (ROR) che ha posizionato la Re.O.S. tra le reti ad evoluzione virtuosa ed efficiente pur dovendo ancora perfezionare e sviluppare alcuni aspetti come l’informatizzazione, i rapporti con i medici di medicina generale e la fase organizzativa con la medicina di territorio. “Inoltre – prosegue il professore Adamo - la Re.O.S. ha contribuito a diminuire la mobilità extraregionale passiva, e la conferma è arrivata dal 5° Rapporto Agenas 2023 sulle attività delle ROR, i cui dati hanno dimostrato un netto miglioramento nei processi integrati di presa in carico del paziente e un decremento dell’indice di fuga. Tutto ciò come conseguenza della modalità multidisciplinare utilizzata nel percorso diagnostico terapeutico, attraverso la discussione nei GOM del singolo caso clinico, molto ben utilizzata per alcune neoplasie come il tumore della mammella, dell’ovaio, del polmone e del colon che sono quelli che stanno contribuendo al momento maggiormente a ridurre l’indice di fuga. Senza dubbio in tal senso il ruolo dei PDTA è stato fondamentale e per tali motivi l’attivazione di nuovi PDTA per altre importanti neoplasie come quello del carcinoma dell’endometrio, argomento di questo importante meeting organizzato con Motore Sanità, rientra, insieme all’avvio di una piattaforma informatizzata della rete, tra gli obiettivi più urgenti di oggi e del prossimo futuro”.

L’OMCeO di Palermo lavora su una formazione di qualità, sul fronte clinico ed educativo “perché il nostro obiettivo è una futura generazione di medici, a partire dai generalisti, pronta ai nuovi scenari di salute digitale, al passo con le nuove tecnologie e in grado di operare in contesti multidisciplinari in cui si prendono in carico pazienti sempre più autonomi e informati, che vogliono essere consapevoli del loro percorso terapeutico” spiega il suo presidente Toti Amato, componente del direttivo nazionale Fnomceo, evidenziando quanto sia importante l’alleanza tra specialisti, medico di famiglia e paziente per la cura della sua malattia e della psiche. “L'antico rapporto gerarchico paziente-dottore è cambiato rispetto al passato e noi lavoriamo perché la stessa alleanza medico-paziente si riproduca tra Ordine, docenti e discenti".

“Il tumore dell’endometrio è una patologia molto diffusa e in notevole incremento ed è importante lo sforzo che sta facendo la scienza, accanto al nostro che è quello di investire in ricerca, in tecnologia, in potenziamento delle strutture e di organico soprattutto, perché in questo momento la cosa che ci terrorizza è la carenza di medici” così Gaspare Vitrano, Deputato XVIII Legislatura ARS Sicilia. “Si tratta di una sfida continua alla ricerca di soluzioni per poter tamponare situazioni di disagio. Da parte dell'Assemblea regionale Siciliana e della Regione Siciliana c’è una grande disponibilità a compiere insieme uno sforzo che ci consenta di fare un salto di qualità per garantire un'assistenza a tutti e di qualità, ed è la sfida che ogni giorno facciamo e mettiamo in campo”.

Si ringraziano EISAI, GSK e MSD per il contributo incondizionato.

Ufficio stampa Motore Sanità

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SNAI – Serie A: Inter-Lazio, il 30° successo nerazzurro a...

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Nel weekend il penultimo turno di campionato, con la lotta per non retrocedere che infiamma la 37a giornata. Atalanta a Lecce per blindare un posto in Champions, il Bologna a 2,45 avanti sulla Juventus a 3,15

Milano, 17 maggio – Archiviato il discorso scudetto già da diverse settimane, l’Inter è pronta a salutare i suoi tifosi dopo un campionato trionfale: domenica alle 18 a San Siro arriva una Lazio virtualmente fuori dalla lotta Champions ma che si gioca le sue chance di sorpasso alla Roma al sesto posto. La squadra di Simone Inzaghi va a caccia della sua 30a vittoria in campionato, e le quote Snai sono dalla parte dei nerazzurri, avanti a 1,65, con il pareggio a 4,00 e il «2» a 4,75. Si profila, almeno secondo la lavagna, una partita da Over (1,65) e Goal (1.63), con gli esiti opposti offerti a 2,10 (Under) e 2,15 (No Goal). Lautaro Martinez, già sicuro del titolo di capocannoniere, è il maggiore indiziato per un gol a 2,00; seguono Thuram a 2,25, Arnautovic a 2,75 e Sanchez a 3,00, con Immobile primo biancoceleste a 3,50.

Lotta salvezza Con i primi quattro posti già assegnati e l’Atalanta che potrebbe blindare il quinto (e i nerazzurri hanno anche una partita da recuperare, quella contro la Fiorentina, si giocherà il 2 giugno), l’attenzione si sposta quindi sulla lotta per non retrocedere. Sassuolo-Cagliari e Udinese-Empoli sono due scontri diretti fondamentali e, in entrambe le partite, sono le squadre di casa a partire favorite: i neroverdi, penultimi a 29 punti, sono offerti a 2,35, con il Cagliari (33) a 3,05 e il pareggio a 3,30. A Udine, invece, il successo della formazione di Cannavaro vale 2,00, con il pareggio a 3,30 e il «2» dei toscani (attualmente terzultimi a pari punti con il Frosinone) a 3,90. Frosinone che domenica alle 15 sarà ospite del Monza: quote dalla parte di Di Francesco (2,35), con l’«1» dei brianzoli ormai senza obiettivi a 2,95. Lunedì alle 18.30 il Verona può invece blindare la permanenza in A vincendo sul campo di una Salernitana già retrocessa: lavagna inclinata dalla parte di Baroni, con il «2» a 1,65.

Le altre partite Se stasera la Fiorentina è avanti sul Napoli (2,30 a 3,05), sabato alle 20.45 il Milan va a Torino sul campo dei granata: rossoneri favoriti a 2,60. Domenica alle 20.45, stesso discorso per la Roma che si aggrappa alle residue speranze di andare in Champions: all’Olimpico c’è il Genoa di Gilardino, con De Rossi – campione del mondo come il collega allenatore rossoblù – favorito a 1,50. Lunedì sera, infine, il Bologna festeggerà la qualificazione alla Champions contro una Juventus reduce dalla vittoria in Coppa Italia: Thiago Motta in vantaggio a 2,45 su quella che potrebbe essere la sua squadra nella prossima stagione. Chi invece vorrà cancellare la sconfitta nella finale di Roma e proiettarsi su quella di Europa League è l’Atalanta, di scena sabato sera a Lecce: il «2» a 1,75 è l’esito più probabile, con i salentini già salvi a 4,50.

Ufficio stampa Snaitech

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Serie A – Inter-Lazio: i nerazzurri “chiudono” San Siro con...

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Roma, 17 maggio 2024 – L’Inter si prepara a salutare San Siro, con lo scudetto e la seconda stella cuciti sul petto, sfidando una Lazio che va a caccia in un posto nelle coppe del prossimo anno. I nerazzurri, guidati da Simone Inzaghi che alla Lazio ha lasciato dolcissimi ricordi, partono favoritissimi per salutare San Siro con altri tre punti: gli esperti Sisal vedono il successo interista a 1,67 contro il 4,75 dei capitolini mentre si scende a 3,75 per il pareggio. Molto più Over, a 1,65, che Under, offerto a 2,10, vista la predisposizione offensiva delle due squadre ma anche gli ultimi precedenti in campionato. Quattro dei sei incroci più recenti sono terminati 3-1: lo stesso risultato esatto in favore dell’Inter, domenica pomeriggio, si gioca a 13; quello per la Lazio pagherebbe 45 volte la posta. Un Ribaltone, in quota a 6,50, è nelle corde della sfida così come un goal dalla panchina, a 2,25, visto che sia Inzaghi che Tudor potrebbero dar fondo a tutta la loro rosa. Ventisette reti stagionali e una leadership assoluta: Lautaro Martínez è il cuore e l’anima dei campioni d’Italia e, particolare non da poco, va a segno contro i biancocelesti da tre gare consecutive. Il Toro primo marcatore è dato a 4,15. Sul versante opposto Ciro Immobile proverà a trascinare i suoi compagni a San Siro: la rete del capitano laziale è offerta a 4,00.

Non meno importante, ma sul versante opposto della classifica, la sfida che mette di fronte Sassuolo e Cagliari. Entrambe in piena lotta salvezza, al Mapei Stadium emiliani e rossoblù si giocano un pezzo di permanenza in Serie A. I padroni di casa, che potrebbero salutare la Serie A dopo 10 stagioni, partono favoriti a 2,40, per gli esperti Sisal, contro il 3,00 dei ragazzi di Claudio Ranieri mentre il pareggio è in quota a 3,25. Particolare curioso: in 19 precedenti ben 10 sfide sono terminate con la divisione della posta, un risultato che stavolta potrebbe non accontentare nessuna delle due. La posta in palio sarà altissima tanto che sia un intervento del VAR, a 3,25, che un’espulsione, offerta a 4,40, potrebbero fare la loro comparsa nel match. Inoltre, non essendo due difese impenetrabili, il Goal, a 1,60, si fa preferire di molto al No Goal, dato a 2,20. Si preannuncia anche una sfida tra bomber vecchio stampo, Gianluca Lapadula e Andrea Pinamonti, entrambi offerti a 2,75 per entrare nel tabellino dei marcatori.

In ottica salvezza, decisiva anche la sfida tra Udinese, in quota a 2,00, ed Empoli, dato a 4,00. Il Milan, offerto a 2,60, è leggermente favorito contro il Torino, dato a 2,75, mentre sia la Roma, successo a 1,45, con il Genoa, blitz all’Olimpico a 7,50, che l’Atalanta, a 1,67, opposta al Lecce, offerto a 5,00, vedono i tre punti.

Sisal ricorda sempre che il gioco è vietato ai minori e chebisognagiocare sempre con consapevolezza e moderazione.

Sisal è uno dei principali operatori internazionali nel settore del gioco regolamentato ed è attualmente attiva in Italia, Marocco e Turchia, con un’offerta che comprende lotterie, scommesse, giochi online e apparecchi da intrattenimento. La Società opera a livello internazionale nel canale retail attraverso una rete di oltre 49.000 punti vendita, e su quello online con 1 milioni di consumatori.

La strategia di Sisal poggia su tre pilastri: la sostenibilità, con un impegno costante sullo sviluppo del programma di Gioco Responsabile e attraverso l’offerta di un modello di intrattenimento sicuro e trasparente - l’innovazione digitale, grazie alla piattaforma di gioco all’avanguardia orientata all’omnicanalità e alle competenze per lo sviluppo in-house di software e applicazioni per cogliere le opportunità della transizione digitale - l’internazionalizzazione, con l’obiettivo di aggiudicarsi gare per nuove concessioni all’estero sulla base della solida expertise maturata.

Dal 4 agosto 2022 Sisal è parte di Flutter Entertainment plc, il più grande operatore online di giochi e scommesse al mondo, con un portafoglio di marchi riconosciuti a livello mondiale e quotato alla Borsa di Londra nell’indice FTSE.

Sisal Italia S.p.A.

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Amiloidosi cardiaca, triplicati i casi dal 2019. I clinici:...

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Amiloidosi cardiaca, triplicati i casi dal 2019. I clinici: «Non è una malattia così rara, garantire un accesso equo alle nuove terapie è fondamentale»

Padova, 17 maggio 2024 – Un accumulo scorretto di proteina amiloide all’interno di numerosi organi e tessuti può essere la causa dell’insorgenza di un gruppo eterogeneo di malattie chiamate amiloidosi.Uno degli organi principalmente coinvolti è il cuore, provocando una condizione nota come “amiloidosi cardiaca”. Questa malattia si manifesta con una varietà di quadri di presentazione che includono aritmie e scompenso cardiaco, ma che può celarsi anche dietro a condizioni comuni come la stenosi aortica e l’ipertensione arteriosa. Se non curata, l’amiloidosi cardiaca può essere mortale, anche in breve tempo. Le forme più frequenti e significative sono l’amiloidosi AL (a catene leggere) e l’amiloidosi ATTR (da transtiretina), quest’ultima presente in una forma ereditaria (hATTR) o acquisita (wild-type ATTR).Dal punto di vista epidemiologico, l’amiloidosi cardiaca wtATTR,che interessa soprattutto gli uomini sopra i 70 anni, non sembra essere “una malattia così rara”, avendo registrato una vera e propria esplosione di casi, non solo in Italia, ma in tutto il mondo.

Nonostante l’attenzione sulla patologia si sia recentemente accesa grazie alla disponibilità di terapie innovative efficaci in grado di prevenire, arrestare o riassorbire il deposito della sostanza amiloide, la sottodiagnosi e i costi elevati dei nuovi farmaci restano un problema aperto. Secondo gli esperti, considerando tutti i sottogruppi dell’amiloidosi cardiaca, il tempo medio tra il rilevamento dei sintomi e la diagnosi varia tra 6 e 30 mesi, per quanto riguarda la ATTR, meno del 50% dei pazienti riceve la diagnosi entro i 6 mesi dall’esordio, e visto il numero elevato dei casi l’accesso alle terapie deve essere garantito a tutti i pazienti.

A Padova si è fatto il punto con gli esperti nell’incontro organizzato da Motore Sanità dal titolo “Amiloidosi cardiaca in Regione Veneto. Innovazione terapeutica che spinge all’innovazione organizzativa, come omogeneizzare i percorsi?”,con il patrocinio dell’Associazione Amiloidosi italiana (A.AM.I.).

“Dal 2019-2020 si è registrato un aumento significativo dei pazienti in termini di prevalenza e di incidenza di amiloidosi cardiaca - ha spiegato il professore Alberto Cipriani del Dipartimento di Scienze Cardiologiche, Toraciche e Vascolari dell’AOU di Padova -:i casi sono triplicati, un fatto che mette in discussione che si tratti di una malattia rara. Presso il Centro di Riferimento dell’AOU di Padova prima del 2019 i pazienti in carico con amiloidosi cardiaca da transtiretina erano una ventina,attualmente sono oltre 200. Un aumento che va imputato all'avanzamento delle metodiche diagnostiche, molto più accessibili e non invasive, e alle nuove terapie che si sono rivelate efficaci nel rallentare la progressione della malattia e a ridurre la mortalità e le ospedalizzazioni.Il loro prezzo, però, è altissimo. Le cardiologie del Veneto sono in rete per assicurare il miglior percorso diagnostico; si auspica la nascita di una rete efficace anche tra le medicine interne, le geriatrie e la medicina generale, per combattere il sommerso, la sottodiagnosi e per sottolineare che l’amiloidosi cardiaca non è affatto una condizione rara”.

Snocciolando i numeri, Paola Facchin, Coordinatore Tavolo Interregionale delle Malattie rare, ha presentato l’epidemiologia dell’amiloidosi cardiaca senile tipo wild-type, spiegando che essa è, in modo impressionante, collegata alla disponibilità e diffusione dell’unico farmaco in indicazione finora esistente per trattare tale patologia. “La distribuzione dell’amiloidosi wild-type – ha spiegato la professoressa Facchin - ha un picco oltre i 75 anni e una distribuzione consistente di casi nel corso degli 80 anni e oltre. Le cardiopatie e gli scompensi cardiaci ad esso legati si sono confusi per molto tempo con una patologia multi-eziologica estremamente frequente nell’anziano e nel grande anziano. La patologia non era nota per molto tempo, è diagnosticabile con un percorso di conferma diagnostica complesso, indaginoso e invasivo. Per tutti questi motivi, la diagnosi di amiloidosi wild-type nell’anziano era del tutto episodica fino agli ultimi mesi del 2021 anche nella nostra Regione”.

In quell’anno, come ha spiegato la professoressa Facchin, si sono diagnosticati in tutto 8 nuovi casi. Al 31 dicembre 2023 i casi diagnosticati e certificati erano saliti a 227 con un picco di oltre 100 casi nuovamente diagnosticati nel primo semestre 2022, in concomitanza dell’immissione in commercio del farmaco specifico. Di contro, la forma di amiloidosi ereditaria da transtiretina, di gran lunga prevalente fino al 2021, è rimasta sostanzialmente stabile negli anni, nonostante la presenza di farmaci specifici in indicazione. I casi nel Veneto nel 2021 erano 21 e al dicembre 2023 sono 29. “Un andamento rilevante della diagnosi di forme wild-type sarebbe positivo se si aprissero realmente nuovi scenari terapeutici che possano migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita del paziente – ha proseguito Paola Facchin -. Il farmaco è utilizzabile in pazienti che non abbiano una compromissione già estremamente grave del cuore, quindi non in tutti i pazienti. Inoltre, la conoscenza dell’efficacia nel grande anziano è ancora molto labile. È quindi essenziale che ci sia, dopo la diagnosi, una corretta valutazione clinica complessiva del singolo paziente, per selezionare quelli in cui la terapia può costituire davvero una speranza di cambiamento rilevante dell’evoluzione della malattia. Valutando le percentuali dei pazienti che, una volta diagnosticati, sono stati immessi nella terapia, essi fluttuano da circa il 50% dei casi in alcuni Centri fino al 100% in altri. In linea di massima, più il Centro ha una casistica robusta, sia internamente alla Regione che esternamente ad essa, più la selezione dei pazienti da immettere nel trattamento è stretta. L’impatto nelle risorse del sistema sanitario che tale trattamento, molto costoso, induce, è già ora rilevante e tende naturalmente a crescere nel tempo, man mano che aumentano le nuove diagnosi e si stratificano i pazienti presenti. Si pone quindi un problema serio nel trovare un corretto bilanciamento tra il reale vantaggio clinico che l’utilizzo di questo farmaco dà nel grande anziano e le risorse che questo trattamento richiede, sottraendole ad altre necessità, anche espresse dallo stesso gruppo di popolazione. Monitoraggi di popolazione, come quelli in corso in Regione Veneto, potranno nel tempo aiutare a definire questo punto di equilibrio”.

Sui nuovi farmaci, la formazione degli specialisti e la creazione di team multidisciplinari, è intervenuto Giampaolo Pasquetto, Direttore dell’UOC di Cardiologia Cittadella (PD) e presidente dell’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (ANMCO) del Veneto: “La recente disponibilità di farmaci per la terapia di questa cardiomiopatia, fino ad oggi considerata rara ed incurabile, ha modificato la storia naturale della malattia e migliorato la sopravvivenza dei pazienti affetti. È importante una linea guida regionale per evitare disparità e garantire un accesso equo ai trattamenti. Questo anche in considerazione del fatto che, ad inizio novembre 2024, l’unico farmaco che ad oggi ha l’indicazione per il trattamento dell’amiloidosi cardiaca wild-type, non sarà più rimborsato dal fondo nazionale farmaci innovativi. Inoltre, considerato l’ampio spettro di segni, sintomi ed alterazioni degli esami strumentali di primo livello che sono comuni ad altre numerose patologie, occorre che i cardiologi, gli internisti, i geriatri, in particolare quelli che agiscono sul territorio lontani dai centri di riferimento, siano adeguatamente formati per sospettare la presenza di questa condizione, a riconoscerne i segni ed i sintomi precocemente ed avviare gli opportuni processi diagnostici e di presa in carico. Oltre alla formazione ed alla costituzione di team multidisciplinari, ANMCO Veneto sta favorendo, come per altre cardiopatie rare, la collaborazione tra centri spoke e centri Hub per garantire un omogeneo trattamento per tutti i pazienti colpiti dalla malattia”.

Sul ruolo della diagnosi tempestiva è intervenuta Paola Martire, Dirigente medico della Cardiologia di Treviso dell’ULSS 2 Marca Trevigiana: “Per trattare il paziente adeguatamente è necessaria una diagnosi specifica, precisa, eppure ancora oggi capita che i pazienti arrivano in ambulatorio senza avere fatto esami cruciali. Servono più formazione e incontri fra cardiologi ambulatoriali del territorio e i medici di base che potranno aiutare a costruire attorno al paziente un iter diagnostico più specifico e precoce possibile, in modo da trattare il paziente nei tempi e nelle modalità più corrette”.

Nel disegnare il percorso diagnostico e di cura più appropriato per il paziente, il medico di medicina generale potrebbe avere il ruolo “sentinella” sul territorio. “Laddove fosse possibile – ha spiegato Fabiola Talato, Medico di Medicina Generale di Padova -, il medico di famiglia ha la possibilità di estrarre dal suo software i pazienti a rischio per poi proporre loro analisi di laboratorio di primo livello; qualora i risultati degli esami fossero suggestivi di sospetta amiloidosi cardiaca, inviarli nei centri dedicati”.

Si ringrazia Pfizer per il contributo incondizionato.

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