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Spettacolo

E’ morto Paolo Taviani, il regista aveva 92 anni

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Con il fratello Vittorio ha formato la coppia più celebre del cinema italiano del secondo Dopoguerra. Il ministro della Cultura Sangiuliano: "Era un maestro del cinema e un narratore di qualità". Pupi Avati: "Era ancora pieno di entusiasmo, mi mancherà". Giancarlo Giannini: "Persona di rara gentilezza"

Paolo Taviani (Fotogramma/Ipa)

E' morto il regista e sceneggiatore Paolo Taviani, che con il fratello Vittorio ha formato la coppia più impegnata e importante del cinema italiano del secondo dopoguerra. Si è spento nella clinica Villa Pia a Roma a 92 anni, dopo una breve malattia. Accanto a lui fino all'ultimo la moglie Lina Nerli, costumista di fiducia dei due fratelli registi e di tanti altri film, e i figli Ermanno e Valentina. Lunedì 4 marzo si terrà la cerimonia laica funebre alla Promototeca del Campidoglio dalle 10 alle 13.

Paolo Taviani, chi era

Era nato a San Miniato l'8 novembre 1931 nel pisano ed era di poco più di due anni più grande di Vittorio, scomparso all'età di 88 anni il 15 aprile 2018. 'I fratelli Taviani' sono diventati nel tempo un vero e proprio 'marchio cinematografico'. Nel 1967 iniziarono un'attività autonoma, dirigendo, da allora sempre insieme. Il primo film fu 'I sovversivi'. Coerenti interpreti di un cinema civilmente impegnato, nella seconda fase della loro carriera, pur continuando a rappresentare la necessità e il rimpianto dell'utopia, si sono dedicati soprattutto alla rievocazione del passato e alla trascrizione filmica di opere letterarie.

I film di maggior successo

Tra i film di maggior successo dei fratelli Taviani figurano: 'Sotto il segno dello Scorpione' (1969); 'San Michele aveva un gallo' (1971); 'Allonsanfàn' (1974); 'La notte di San Lorenzo' (1982); 'Kaos' (1984), ispirato alle novelle di Luigi Pirandello; 'Fiorile' (1993); 'Le affinità elettive' (1996) dall'originale romanzo omonimo di Goethe; 'Tu ridi' (1998). Nella loro filmografia spicca 'Padre padrone' (1977), dal libro-simbolo dello scrittore sardo Gavino Ledda, vincitore della Palma d'Oro e del Premio della Critica al Festival di Cannes con Roberto Rossellini presidente della giuria. La pellicola ottenne anche il Gran Prix al Festival di Berlino, il David di Donatello speciale e il Nastro d'Argento per la miglior regia.

Del 2007 è 'La masseria delle allodole', tratto dall'omonimo bestseller della scrittrice Antonia Arslan che racconta il genocidio del popolo armeno durante la prima guerra mondiale, mentre nel 2012 i due registi hanno diretto 'Cesare deve morire', dramma carcerario ambientato a Rebibbia che nello stesso anno è stato insignito dell'Orso d'oro al Festival di Berlino ed è valso ai Taviani i due maggiori premi ai David di Donatello, quelli di miglior film e di migliore regista.

Nel 2015 i fratelli sono tornati alla regia con 'Maraviglioso Boccaccio', liberamente ispirato al Decamerone, cui ha fatto seguito nel 2017 'Una questione privata'. Nel 2016 hanno ricevuto il David di Donatello Speciale per il 60° anniversario della cerimonia.

Figli di un avvocato che sotto la dittatura fascista aveva incontrato le ostilità del regime per le sue idee politiche, in gioventù Paolo e Vittorio, assieme a un amico partigiano, Valentino Orsini, organizzarono degli spettacoli e delle proiezioni cinematografiche a Pisa e Livorno, dando presto vita al Cineclub di Pisa. I tre amici inseparabili nel 1954 iniziarono a realizzare una serie di documentari a sfondo sociale, largamente ispirati al Neorealismo e in particolar modo alla pellicola di Roberto Rossellini 'Paisà', come 'San Miniato, luglio '44' (1954) con la collaborazione di Cesare Zavattini, e 'L'Italia non è un paese povero' (1960) di Joris Ivens.

Con Valentino Orsini i fratelli Taviani firmarono i film 'Un uomo da bruciare' (1962) e 'I fuorilegge del matrimonio' (1963). Il primo film autonomo dei Taviani fu 'I sovversivi' (1967), con il quale anticipavano gli avvenimenti del '68. Con Gian Maria Volonté raggiunsero il grande successo con 'Sotto il segno dello scorpione' (1969) in cui s'avvertono gli echi di Brecht, Pasolini e Godard. Era l'inizio di una filmografia più unica che rara del cinema italiano.

La tematica della rivoluzione è poi presente sia in 'San Michele aveva un gallo' (1972), adattamento del racconto di Lev Tolstoj 'Il divino e l'umano', film molto apprezzato dalla critica, vincitore del premio Interfilm a Berlino, che nel film sulla Restaurazione 'Allonsanfàn' (1974) in cui si rilegge l'epoca attraverso la lente di una differente coscienza storica per segnalare il tradimento della classe proletaria: protagonista è Marcello Mastroianni, attorniato da Laura Betti e Lea Massari. In entrambe le pellicole sono presenti i loro attori feticcio Giulio Brogi e Renato Scarpa.

Ma è con 'Padre padrone', autobiografia di Gavino Ledda, ex pastore sardo diventato scrittore e filologo, che nel 1977 i fratelli Taviani guadagnarono fama internazionale grazie alla Palma d'Oro e al Premio della Critica al Festival di Cannes.

La filmografia dei Taviani è continua con 'Il prato' (1979), in cui si riscontrano echi neorealistici, e 'La notte di San Lorenzo' (1982) che ha aggiunto un attore feticcio in più alla loro lista: Omero Antonutti che ben si è destreggiato nella storia di un gruppo di uomini e donne che fuggono dai tedeschi nel tentativo di raggiungere una zona occupata dagli alleati. La musica di Nicola Piovani accompagnava questo film sulla speranza e profondamente antibellico che fruttò alla coppia di registi il Gran Premio della Giuria a Cannes, nonché i conseguenti David e Nastri d'Argento per la regia e sceneggiatura.

Membri della giuria al Festival di Venezia nel 1984, quello stesso anno i fratelli Taviani adatteranno quattro novelle di Luigi Pirandello in 'Kaos' (1984), vincendo il David di Donatello e il Nastro d'Argento per la sceneggiatura, scritta a sei mani con Tonino Guerra.

Il Leone d'Oro alla carriera della Mostra del Cinema di Venezia nel 1986 li invogliò a continuare il loro percorso artistico con 'Good Morning, Babilonia' (1988), con Vincent Spano e Joaquin De Almeida, 'Il sole anche di notte' (1990), 'Fiorile' (1993) e 'Le affinità elettive' (1996). Due anni più tardi, i fratelli Taviani realizzano 'Tu ridi' (1998), film a episodi con Antonio Albanese e Sabrina Ferilli, successivamente seguito, nel 2001, dalle miniserie televisiva 'Resurrezione', con Stefania Rocca, e Luisa Sanfelice (2004) con Laetitia Casta e Adriano Giannini, mentre nel 2007 continuarono a parlare dell'uomo e della sua esistenza, fra violenza e innocenza ne 'La masseria delle allodole' (2007) con Paz Vega, Angela Molina e Alessandro Preziosi, tratto dall'omonimo romanzo di Antonia Arslan.

Ancora attivissimi, nonostante l'età avanzata, Vittorio e Paolo hanno vinto l'Orso d'Oro a Berlino 2012 per 'Cesare deve morire'. Il film racconta la preparazione e la messa in scena dell'opera di William Shakespeare da parte di alcuni detenuti nel carcere di Rebibbia. Ancora una volta i fratelli trionfarono nell'impegno sociale e nella qualità cinematografica, ottenendo anche il David di Donatello per il miglior film e il David di Donatello per il miglior regista.

Nel 2017 sono tornati al cinema, per l'ultima volta in coppia, con il film 'Una questione privata', tratto dal romanzo omonimo di Beppe Fenoglio, presentato in anteprima al Festival del Cinema di Roma. Dopo la morte del fratello Vittorio, Paolo ha scritto e diretto da solo "Leonora addio" (2022), ispirato da una novella di Luigi Pirandello.

Nel 1996 la città natale di San Miniato, in provincia di Pisa aveva intitolato ai due fratelli un centro di cultura cinematografica: il Centro Cinema Paolo e Vittorio Taviani.

Un film sull'Italia del Covid, l'ultimo progetto incompiuto

Il regista Paolo Taviani aveva annunciato di recente il progetto di un nuovo film dal titolo 'Il canto delle meduse' con Kasia Smutniak come attrice protagonista. Ambientato in uno dei periodi della storia recente più bui, la trama intreccia quattro racconti legati alla traiettoria narrativa della pandemia del 2020. Tra le vicende raccontate spicca quella di Valeria, una donna che, prima di morire a causa del Covid-19, esprime alle sue amiche il forte desiderio di essere sepolta da sola, e non nella tomba di famiglia insieme al marito che odia da sempre.

Sangiuliano: "Maestro del cinema e un narratore di qualità"

"Con la morte di Paolo Taviani perdiamo un maestro del cinema e un narratore di qualità, protagonista assoluto, fino alla fine, della settima arte" dichiara il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. "Alla sua famiglia e ai suoi cari le mie più sentite condoglianze".

Borgonzoni: "Talento e passione, ha dato lustro al cinema italiano nel mondo"

"Dopo Vittorio, perdiamo anche Paolo. Saremo sempre riconoscenti ai Fratelli Taviani per aver dato lustro nel mondo al cinema italiano con il loro talento e la loro passione, regalandoci film entrati nella storia" ha detto il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni. "Mi stringo ai suoi familiari, le mie più sentite condoglianze".

Giani: "Ha dipinto l'Italia con toni di autenticità e profonda umanità"

"La Toscana piange la scomparsa del grande regista Paolo Taviani, figlio della nostra amata San Miniato e sempre legato con passione e talento alla Toscana" ha detto Eugenio Giani, il presidente della Regione Toscana. "Lascia un vuoto incolmabile non solo nel mondo del cinema, ma nel cuore di tutti noi che abbiamo condiviso con lui le origini, ma anche l'amore per questa terra, le sue tradizioni e la sua gente. Paolo, insieme a suo fratello Vittorio, ha dipinto il nostro paese con toni di autenticità e profonda umanità. La tua arte e il tuo spirito continueranno a guidarci, come faro di creatività e passione, che la terra ti sia lieve Paolo".

Pupi Avati: "Era ancora pieno di entusiasmo e progetti, mi mancherà"

"Io avevo una consuetudine telefonica con lui negli ultimi tempi. Era stato dimesso da poco, doveva incominciare a fare un film, era pieno di entusiasmo, io lo caricavo perché per lui, come per me, il lavoro era la vita, non ci sono alternative". A parlare all'Adnkronos è Pupi Avati che, raggiunto telefonicamente, ricorda commosso il collega regista Paolo Taviani scomparso oggi a 92 anni. "Erano telefonate nella prospettiva del futuro malgrado l'età che lui aveva e io ho -dice Avati- Voleva fare un film importante con le energie che gli stavano tornando. Forse chiamava me per questo, perché fra i colleghi ero quello più vicino a lui anagraficamente. Ho la sensazione che ci volessimo proprio bene, che ci confidassimo a livelli molto intimi e personali come prima non era mai accaduto". Le conversazioni fra i due maestri del cinema abbracciavano tanti temi. "Le sue telefonate erano veramente uno scambio di rassicurazione reciproca", ricorda commosso il regista bolognese. Che tiene a sottolineare: "Voglio ricordare le ingiustizie che ha patito, le emarginazioni che ha subito nel suo lavoro, 'Leonora Addio' è un film meraviglioso che non ha preso nessun riconoscimento e la cosa mi scandalizzò".

"Era considerato una persona che ormai non faceva più parte del circolo attivo del cinema italiano, invece aveva una prospettiva nitida e tanti progetti. Il rammarico è enorme, non ci posso credere. Mi mancherà moltissimo", conclude Avati.

Giancarlo Giannini: "Grande regista e persona di rara gentilezza"

"Sono davvero molto dispiaciuto. Avevo lavorato con lui al doppiaggio di un film, 'Le Affinità Elettive'. Lo ricordo non solo come un regista che ha fatto dei film bellissimi insieme al fratello Vittorio, ma anche come una persona di rara gentilezza" dice all'Adnkronos Giancarlo Giannini che aveva prestato la voce come narratore in 'Le affinità Elettive' del 1996.

Mazzeo: "Con il fratello ha segnato la storia del cinema italiano"

"Paolo Taviani insieme al fratello Vittorio ha segnato la storia del cinema italiano" scrive sui social Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio regionale della Toscana. "La sua scomparsa è una grande perdita per tutti il mondo della cultura. Alla moglie Lina, ai figli Ermanno e Valentina, le più sentite condoglianze a nome mio e del Consiglio regionale della Toscana. Paolo e Vittorio hanno mantenuto sempre un profondo legame con la Toscana e con la loro San Miniato".

Gualtieri: "Ha firmato film indimenticabili"

"Con Paolo Taviani ci lascia un grande Maestro del cinema italiano" scrive su X il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. "Insieme al fratello Vittorio, ha firmato film indimenticabili, profondi, impegnati, che hanno saputo entrare nell’immaginario collettivo e nella Storia del cinema. Un abbraccio affettuoso alla famiglia".

Comune di Sciara: "Orgogliosi di aver ospitato il loro primo film"

"Con la morte del maestro Paolo Taviani si chiude una pagina importantissima della storia del cinema mondiale" afferma l'Amministrazione Comunale di Sciara nel palermitano, dove nel 1962 fu girato "Un uomo da bruciare", il primo film diretto da Valentino Orsini insieme ai fratelli Taviani, liberamente ispirato alla vita del sindacalista socialista Salvatore Carnevale. "Siamo orgogliosi del fatto che i fratelli Paolo e Vittorio scelsero Sciara come location del loro primo film per raccontare la storia del nostro Salvatore Carnevale. Il loro ricordo rimarrà sempre vivo nella memoria storica, e nei cuori di tutti noi sciaresi. Tutti noi, porgiamo le nostre più sentite condoglianze ai figli e alla famiglia".

Sbarigia (Cinecittà): "Paolo e Vittorio sodalizio unico del cinema mondiale"

"Apprendo con commozione la notizia della scomparsa di Paolo Taviani, che con il fratello Vittorio ha costituito un sodalizio unico del nostro cinema, e del cinema mondiale". Lo dichiara Chiara Sbarigia, Presidente di Cinecittà. "Un’opera tra le più impegnate, riconosciute e premiate in Europa, che ha saputo scrivere il romanzo intimo della nostra storia -prosegue Sbarigia- Voglio ricordare due momenti recenti: l’ultimo film di Paolo Taviani, 'Leonora addio', girato anche nei nostri Studi di Cinecittà, una prova da maestro di toccante lucidità dall’amato Pirandello, premiata a Berlino; e il recentissimo straordinario omaggio del British Film Institute, in collaborazione con Cinecittà, alla carriera dei Fratelli". "Paolo Taviani assieme a Vittorio Taviani ha raccontato e fatto la storia del nostro cinema; sappiamo che il futuro riserva loro un posto privilegiato nelle teste e nei cuori degli spettatori", conclude il presidente di Cinecittà.

Il paese natale San Miniato: "Siamo orfani"

"La scomparsa di Paolo Taviani rende San Miniato orfana. Con il fratello Vittorio, ha portato nel mondo il nome della nostra Città e raccontato le loro origini, che sono anche le nostre. Con Paolo si chiude definitivamente un pezzo di quell'arte che solo una città straordinaria come la nostra può concepire". Lo affermano, in una nota congiunta, il sindaco Simone Giglioli e l'assessore alla cultura Loredano Arzilli di San Miniato (Pisa), il comune dove i fratelli Taviani erano nati e a cui hanno dedicato il film 'La notte di San Lorenzo' (1982). "Ho ancora vivo nella mente il ricordo dell'ultima volta che è venuto nella Città della Rocca, nel settembre scorso, la prima dopo la scomparsa di Vittorio, cinque anni fa, per la consegna del premio dedicato proprio al fratello, quando l'amministrazione - ricorda il sindaco Giglioli - ha inaugurato la statua dell'artista Marcello Scarselli, 'Cecilia', installata nella piazzetta Mazzini, per rendere omaggio ai 40 anni dall'uscita de 'La notte di San Lorenzo'. Nel 2015 l'amministrazione comunale volle, con entusiasmo, conferire ai fratelli Taviani la cittadinanza onoraria, un tributo doveroso che sancisce il profondo ed inscindibile legame con questa terra e con la nostra comunità. Emozionante fu anche nel 2022, durante il Palio di San Rocco, quando fu organizzata la proiezione dell'ultimo film di Paolo Taviani, il primo che lo vedeva da solo alla regia, 'Leonora addio', in una piazza Buonaparte gremita di concittadini e amici, durante la quale ci collegammo con lui dalla sua casa di Roma, e rimase colpito dalla grande testimonianza di affetto che San Miniato ebbe ed ha ancora per questi due maestri del cinema italiano".

"San Miniato oggi piange la scomparsa di Paolo e si stringe commossa alla moglie Lina, ai figli Ermanno e Valentina. Ciao Paolo, riabbraccia Vittorio e grazie per tutto quello che ci avete regalato, San Miniato vi porterà per sempre nel cuore e terrà vivo il vostro ricordo", concludono il sindaco Giglioli e l'assessore Arzilli.

Marti: "Cordoglio per scomparsa Taviani, perdiamo un grande maestro"

"Con la scomparsa di Paolo Taviani, perdiamo un grande maestro del cinema italiano" ha detto il senatore della Lega Roberto Marti, presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama. "Esprimo il mio cordoglio e mi stringo al dolore della sua famiglia e di tutti i suoi cari".

Un team di giornalisti altamente specializzati che eleva il nostro quotidiano a nuovi livelli di eccellenza, fornendo analisi penetranti e notizie d’urgenza da ogni angolo del globo. Con una vasta gamma di competenze che spaziano dalla politica internazionale all’innovazione tecnologica, il loro contributo è fondamentale per mantenere i nostri lettori informati, impegnati e sempre un passo avanti.

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Design week, a Milano torna il party di NUL

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Ospite dell'evento sarà la cantante iraniana Nava, in programma anche una performance inedita: la danza volante a 6 metri di altezza interpretata dal coreografo e ballerino Santo Giuliano

Design week, a Milano torna il party di NUL

Installazioni immersive, live e un dj set in una location segreta che verrà rivelata solo poco prima dell’evento. In occasione della Design week torna il NUL party, uno degli eventi di culto milanesi, in programma il 19 aprile prossimo nel capoluogo lombardo. Ospite dell'evento la cantante iraniana Nava, che si esibirà in uno show tra musica e performance art. Durante la show, Nava ibrida le forme aliene degli immaginari cyber con la strumentazione ancestrale della sua terra natia. "Come nei lontani mondi del film 'Dune', visioni mistiche e futuri possibili si incrociano - spiegano gli organizzatori dell'evento -. NUL da sempre lavora su questo tipo connessioni al fine di generare immaginari inediti".

Anche nel food prevale l’ibridazione tra oriente e occidente, passato e futuro. Lo chef guest di questo evento è Eugenio Roncoroni che proporrà uno street food fusion a base vegetale. Lo chef, noto per essere stato un pioniere dell'hamburgheria di stampo americano, è ora sempre più attratto alle evoluzioni della cucina vegetale, un terreno dove sta raggiungendo alte vette di creatività. Per l'occasione ha accettato la sfida di proporre una selezione speciale di street food fusion vegano. L’identità visiva di NUL è come sempre curata da Matteo Mugnai, graphic designer indipendente mentre le installazioni video sono a cura dell’artista 4c, di base a Berlino, che lavora su forme aliene, mutanti: sculture digitali che si creano, diventano fluide e si ricompongono. L’evento, assicurano gli organizzatori, "sarà un viaggio dei corpi e delle menti lungo sette ore, ricco di contenuti e stimoli in onore alla creatività e delle connessioni rese possibili dalla Design week".

L’arte performativa è da sempre una caratteristica degli eventi NUL che per questa occasione proporrà una performance inedita: la danza volante a 6 metri di altezza interpretata dal coreografo e ballerino Santo Giuliano. I dj che si alternano sono Anasbri, Dj Dax e Tyler Ov Gaia. Dub, acid house e avanguardie sonore saranno mixate per guidare il pubblico attraverso gli stati emotivi della scoperta, della danza e della perdita delle inibizioni. Direttore artistico del progetto è il Tyler Ov Gaia, dj e ricercatore culturale che si esibisce tanto nel circuito dei club underground quanto nei luoghi dell’arte contemporanea, dalla Biennale di Venezia a Manifesta, portando la sua idea di musica come pratica liberatoria e anti-gerarchica.

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Torna il festival Partirò per Bologna

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Sabato 20 aprile all’Estragon la sesta edizione dell’evento con decine di band punk, ska e reggae. Sul palco Bluebeaters, Banda Bassotti, Bunna e molti altri

Torna il festival Partirò per Bologna

Torna la sesta edizione festival Partirò per Bologna, che deve il suo nome alla celebre canzone della Banda Bassotti. Dopo il successo delle precedenti edizioni dove hanno partecipato decine di artisti da tutta Europa, migliaia di persone da tutta Italia, Francia e Germania, l'appuntamento è per sabato 20 aprile all'Estragon di via Stalingrado a Bologna, con i migliori artisti italiani e internazionali tra punk, ska e reggae. L’apertura della serata è affidata alla band Montelupo. Un progetto volto al recupero del canto anarchico italiano che nasce nel 2012 da un’idea di Daniele Coccia (Il Muro del Canto), Eric Caldironi e Alessandro Marinelli. un repertorio anarchico con arrangiamenti moderni assieme a Nicoló Pagani e Lavinia Mancusi.

A seguire la formazione street punk bolognese Zona Popolare che si esibirà accompagnata da Rude. La band formata nel 2009 dopo vari cambi di formazione ha trovato il suo equilibrio con Rude, ex membro dei Ghetto 84 e figura di riferimento della scena italiana e internazionale. Si prosegue con Bunna, componente della storica formazione reggae Africa Unite, che salirà sul palco accompagnato dalla band ska rocksteady soul The Magnetics. Insieme daranno vita a uno show speciale proponendo i grandi classici dal repertorio giamaicano a base di ritmi in levare. Sarà poi la volta dei Gang, band storica del rock italiano nata all’inizio degli Anni '80. Con decine di album all’attivo, eredi italiani delle sonorità del periodo punk londinese, sono nati dal progetto dei fratelli Severini, Marino e Sandro, nativi di Filottrano in provincia di Ancona.

Segue la formazione romana Dalton, attiva dal 2015 mescola punk, pub rock rock’n’roll, beat e cantautorato 70s, con richiami agli Sham 69, Slade, Battisti e Ivan Graziani. Nei loro testi esperienze personali e spaccati di vita. In scaletta poi il power trio The Uppertones, band che grazie alla combo trombone, voce, piano e batteria, portano in scena il suono della Giamaica degli Anni ’50. Una ricerca dove il genere mento si fonde con lo swing, il boogie e il calypso creando un mix poi definito bluebeat o jamaican boogie. Sul palco poi The Bluebeaters, storico collettivo ska composto di sette elementi. La loro musica si muove tra blue beat, ska, reggae e rock steady senza tralasciare aperture al pop.

Tra vari cambi di formazione ha pubblicato anche numerose hit come 'Wonderful Life', 'Che cosa c'è' con Gino Paoli o 'Messico e nuvole'. Ospiti internazionali dalla Francia la Brigada Flores Magon. Nati nel 1998 a seguito dell'incontro di differenti persone della scena alternativa degli anni '80 e del movimento anarco-punk parigino degli anni '90. Il quintetto Oi! street punk si dichiara fortemente antifascista e anticapitalista. In chiusura poi i rappresentanti più longevi del combat ska punk Oi!, ovvero la storica Banda Bassotti. Dal 1987 marchio di fabbrica per le loro canzoni generalmente antifasciste e politicamente impegnate. Nove elementi con fiati, sezione ritmica e chitarre porteranno sul palco dell'Estragon il meglio della loro produzione musicale.

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East Market celebra il Record Store Day

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L’evento del vintage milanese si unisce alle celebrazioni internazionali con migliaia di vinili, cd e musicassette

East Market celebra il Record Store Day

East Market, l’evento del vintage milanese dedicato a privati e professionisti, dove tutti possono comprare, vendere e scambiare, si unisce alle celebrazioni internazionali del Record Store Day. Assieme alle centinaia di migliaia di negozi musicali indipendenti in tutto il mondo, East Market in occasione del Record Store Day ha allestito una speciale area con oltre 20 espositori musicali specializzati. L’appuntamento è per domenica 21 aprile, negli spazi di via Mecenate, assieme ai consueti 300 selezionati venditori da tutta Italia con migliaia di oggetti insoliti e stravaganti.

Tanta musica dal passato in linea con la filosofia del vintage di East Market, ma anche novità contemporanee per gli amanti della musica di tutti i generi. Rock, pop, jazz, elettronica senza dimenticare l’Hip-Hop e i grandi classici italiani. Tra i più ricercati capi d'abbigliamento vintage, artigianato, complementi d'arredo e tutte le particolarità di East Market, avranno uno spazio dedicato migliaia di dischi tra cd, musicassette, vinili tra Lp, 45’’, picture, flexi, rarità e edizioni speciali per i semplici amanti della musica come per i più esigenti collezionisti.

Tra questi i collezionisti Giovanni Misuraca e Andrea Bertolucci, che propongono una vasta gamma di generi dal jazz al funk, dalla new wave al cantautorato italiano. Per l’occasione porteranno all’evento una copia autografata de 'L’Albero' di Jovanotti del 1997, una versione ancora sigillata con sovracopertina nera di 'Wish You Were Here' dei Pink Floyd e la prima stampa di 'Requiem' dei Verdena. Tra gli altri pezzi anche un cofanetto in edizione limitata e numerata del 2016, composto da 15 Lp in formato mono con tutta la discografia dei Rolling Stones. Stefano e Cristina Costanza propongono uno stand con una selezione di grandi classici del rock anni '60/'70/'80/'90 e dell'Hip-Hop classico, oltre a colonne sonore di film cult come 'Beetlejuice' di Tim Burton. Molte edizioni d'epoca tra cui una prima stampa brasiliana di 'Nevermind' dei Nirvana e la prima edizione americana di 'Depression Cherry' dei Beach House pubblicato da Sub Pop.

Lorenzo Pittan di Amarcord Records, con esperienza trentennale nel mondo del vinile, è specializzato nel jazz e nel rock degli anni ‘60/’70/’80, si distingue per la qualità dei dischi vintage proposti, sempre in perfette condizioni. Tra le sue proposte due album iconici del 1965: 'A love supreme' di John Coltrane e 'Studio Uno' di Mina. Francesco Galli titolare del negozio New San Francisco di Milano porterà oltre mille vinili tra cui una prima stampa in vinile bianco del 1968 del 'White Album' dei Beatles e la prima stampa originale Uk di 'Their Satanic Majesties Request' dei Rolling Stones del 1967 completa del celebre ologramma tridimensionale.

Accompagnano il market le aree food & beverage. East Market Diner, dove si trova la caffetteria e la bakery con prodotti da forno dolci e salati, due bar sempre aperti per tutta la durata della manifestazione e la food area. In quest'ultima sono a disposizione del pubblico numerosi truck con un'offerta sempre diversa di cucina internazionale e street food, senza dimenticare la tradizione italiana e anche molte proposte per vegani, celiaci e kids. East Market adotta la politica #plasticfree ovvero una policy ecologista che bandisce completamente tutta la plastica nel food e beverage. Per cibi e bevande, infatti, sono disponibili solo materiali eco friendly e riciclabili. Completano la manifestazione i dj set con il meglio delle selezioni musicali del momento e del passato.

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