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Spettacolo

E’ morto Paolo Taviani, il regista aveva 92 anni

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Con il fratello Vittorio ha formato la coppia più celebre del cinema italiano del secondo Dopoguerra. Il ministro della Cultura Sangiuliano: "Era un maestro del cinema e un narratore di qualità". Pupi Avati: "Era ancora pieno di entusiasmo, mi mancherà". Giancarlo Giannini: "Persona di rara gentilezza"

Paolo Taviani (Fotogramma/Ipa)

E' morto il regista e sceneggiatore Paolo Taviani, che con il fratello Vittorio ha formato la coppia più impegnata e importante del cinema italiano del secondo dopoguerra. Si è spento nella clinica Villa Pia a Roma a 92 anni, dopo una breve malattia. Accanto a lui fino all'ultimo la moglie Lina Nerli, costumista di fiducia dei due fratelli registi e di tanti altri film, e i figli Ermanno e Valentina. Lunedì 4 marzo si terrà la cerimonia laica funebre alla Promototeca del Campidoglio dalle 10 alle 13.

Paolo Taviani, chi era

Era nato a San Miniato l'8 novembre 1931 nel pisano ed era di poco più di due anni più grande di Vittorio, scomparso all'età di 88 anni il 15 aprile 2018. 'I fratelli Taviani' sono diventati nel tempo un vero e proprio 'marchio cinematografico'. Nel 1967 iniziarono un'attività autonoma, dirigendo, da allora sempre insieme. Il primo film fu 'I sovversivi'. Coerenti interpreti di un cinema civilmente impegnato, nella seconda fase della loro carriera, pur continuando a rappresentare la necessità e il rimpianto dell'utopia, si sono dedicati soprattutto alla rievocazione del passato e alla trascrizione filmica di opere letterarie.

I film di maggior successo

Tra i film di maggior successo dei fratelli Taviani figurano: 'Sotto il segno dello Scorpione' (1969); 'San Michele aveva un gallo' (1971); 'Allonsanfàn' (1974); 'La notte di San Lorenzo' (1982); 'Kaos' (1984), ispirato alle novelle di Luigi Pirandello; 'Fiorile' (1993); 'Le affinità elettive' (1996) dall'originale romanzo omonimo di Goethe; 'Tu ridi' (1998). Nella loro filmografia spicca 'Padre padrone' (1977), dal libro-simbolo dello scrittore sardo Gavino Ledda, vincitore della Palma d'Oro e del Premio della Critica al Festival di Cannes con Roberto Rossellini presidente della giuria. La pellicola ottenne anche il Gran Prix al Festival di Berlino, il David di Donatello speciale e il Nastro d'Argento per la miglior regia.

Del 2007 è 'La masseria delle allodole', tratto dall'omonimo bestseller della scrittrice Antonia Arslan che racconta il genocidio del popolo armeno durante la prima guerra mondiale, mentre nel 2012 i due registi hanno diretto 'Cesare deve morire', dramma carcerario ambientato a Rebibbia che nello stesso anno è stato insignito dell'Orso d'oro al Festival di Berlino ed è valso ai Taviani i due maggiori premi ai David di Donatello, quelli di miglior film e di migliore regista.

Nel 2015 i fratelli sono tornati alla regia con 'Maraviglioso Boccaccio', liberamente ispirato al Decamerone, cui ha fatto seguito nel 2017 'Una questione privata'. Nel 2016 hanno ricevuto il David di Donatello Speciale per il 60° anniversario della cerimonia.

Figli di un avvocato che sotto la dittatura fascista aveva incontrato le ostilità del regime per le sue idee politiche, in gioventù Paolo e Vittorio, assieme a un amico partigiano, Valentino Orsini, organizzarono degli spettacoli e delle proiezioni cinematografiche a Pisa e Livorno, dando presto vita al Cineclub di Pisa. I tre amici inseparabili nel 1954 iniziarono a realizzare una serie di documentari a sfondo sociale, largamente ispirati al Neorealismo e in particolar modo alla pellicola di Roberto Rossellini 'Paisà', come 'San Miniato, luglio '44' (1954) con la collaborazione di Cesare Zavattini, e 'L'Italia non è un paese povero' (1960) di Joris Ivens.

Con Valentino Orsini i fratelli Taviani firmarono i film 'Un uomo da bruciare' (1962) e 'I fuorilegge del matrimonio' (1963). Il primo film autonomo dei Taviani fu 'I sovversivi' (1967), con il quale anticipavano gli avvenimenti del '68. Con Gian Maria Volonté raggiunsero il grande successo con 'Sotto il segno dello scorpione' (1969) in cui s'avvertono gli echi di Brecht, Pasolini e Godard. Era l'inizio di una filmografia più unica che rara del cinema italiano.

La tematica della rivoluzione è poi presente sia in 'San Michele aveva un gallo' (1972), adattamento del racconto di Lev Tolstoj 'Il divino e l'umano', film molto apprezzato dalla critica, vincitore del premio Interfilm a Berlino, che nel film sulla Restaurazione 'Allonsanfàn' (1974) in cui si rilegge l'epoca attraverso la lente di una differente coscienza storica per segnalare il tradimento della classe proletaria: protagonista è Marcello Mastroianni, attorniato da Laura Betti e Lea Massari. In entrambe le pellicole sono presenti i loro attori feticcio Giulio Brogi e Renato Scarpa.

Ma è con 'Padre padrone', autobiografia di Gavino Ledda, ex pastore sardo diventato scrittore e filologo, che nel 1977 i fratelli Taviani guadagnarono fama internazionale grazie alla Palma d'Oro e al Premio della Critica al Festival di Cannes.

La filmografia dei Taviani è continua con 'Il prato' (1979), in cui si riscontrano echi neorealistici, e 'La notte di San Lorenzo' (1982) che ha aggiunto un attore feticcio in più alla loro lista: Omero Antonutti che ben si è destreggiato nella storia di un gruppo di uomini e donne che fuggono dai tedeschi nel tentativo di raggiungere una zona occupata dagli alleati. La musica di Nicola Piovani accompagnava questo film sulla speranza e profondamente antibellico che fruttò alla coppia di registi il Gran Premio della Giuria a Cannes, nonché i conseguenti David e Nastri d'Argento per la regia e sceneggiatura.

Membri della giuria al Festival di Venezia nel 1984, quello stesso anno i fratelli Taviani adatteranno quattro novelle di Luigi Pirandello in 'Kaos' (1984), vincendo il David di Donatello e il Nastro d'Argento per la sceneggiatura, scritta a sei mani con Tonino Guerra.

Il Leone d'Oro alla carriera della Mostra del Cinema di Venezia nel 1986 li invogliò a continuare il loro percorso artistico con 'Good Morning, Babilonia' (1988), con Vincent Spano e Joaquin De Almeida, 'Il sole anche di notte' (1990), 'Fiorile' (1993) e 'Le affinità elettive' (1996). Due anni più tardi, i fratelli Taviani realizzano 'Tu ridi' (1998), film a episodi con Antonio Albanese e Sabrina Ferilli, successivamente seguito, nel 2001, dalle miniserie televisiva 'Resurrezione', con Stefania Rocca, e Luisa Sanfelice (2004) con Laetitia Casta e Adriano Giannini, mentre nel 2007 continuarono a parlare dell'uomo e della sua esistenza, fra violenza e innocenza ne 'La masseria delle allodole' (2007) con Paz Vega, Angela Molina e Alessandro Preziosi, tratto dall'omonimo romanzo di Antonia Arslan.

Ancora attivissimi, nonostante l'età avanzata, Vittorio e Paolo hanno vinto l'Orso d'Oro a Berlino 2012 per 'Cesare deve morire'. Il film racconta la preparazione e la messa in scena dell'opera di William Shakespeare da parte di alcuni detenuti nel carcere di Rebibbia. Ancora una volta i fratelli trionfarono nell'impegno sociale e nella qualità cinematografica, ottenendo anche il David di Donatello per il miglior film e il David di Donatello per il miglior regista.

Nel 2017 sono tornati al cinema, per l'ultima volta in coppia, con il film 'Una questione privata', tratto dal romanzo omonimo di Beppe Fenoglio, presentato in anteprima al Festival del Cinema di Roma. Dopo la morte del fratello Vittorio, Paolo ha scritto e diretto da solo "Leonora addio" (2022), ispirato da una novella di Luigi Pirandello.

Nel 1996 la città natale di San Miniato, in provincia di Pisa aveva intitolato ai due fratelli un centro di cultura cinematografica: il Centro Cinema Paolo e Vittorio Taviani.

Un film sull'Italia del Covid, l'ultimo progetto incompiuto

Il regista Paolo Taviani aveva annunciato di recente il progetto di un nuovo film dal titolo 'Il canto delle meduse' con Kasia Smutniak come attrice protagonista. Ambientato in uno dei periodi della storia recente più bui, la trama intreccia quattro racconti legati alla traiettoria narrativa della pandemia del 2020. Tra le vicende raccontate spicca quella di Valeria, una donna che, prima di morire a causa del Covid-19, esprime alle sue amiche il forte desiderio di essere sepolta da sola, e non nella tomba di famiglia insieme al marito che odia da sempre.

Sangiuliano: "Maestro del cinema e un narratore di qualità"

"Con la morte di Paolo Taviani perdiamo un maestro del cinema e un narratore di qualità, protagonista assoluto, fino alla fine, della settima arte" dichiara il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. "Alla sua famiglia e ai suoi cari le mie più sentite condoglianze".

Borgonzoni: "Talento e passione, ha dato lustro al cinema italiano nel mondo"

"Dopo Vittorio, perdiamo anche Paolo. Saremo sempre riconoscenti ai Fratelli Taviani per aver dato lustro nel mondo al cinema italiano con il loro talento e la loro passione, regalandoci film entrati nella storia" ha detto il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni. "Mi stringo ai suoi familiari, le mie più sentite condoglianze".

Giani: "Ha dipinto l'Italia con toni di autenticità e profonda umanità"

"La Toscana piange la scomparsa del grande regista Paolo Taviani, figlio della nostra amata San Miniato e sempre legato con passione e talento alla Toscana" ha detto Eugenio Giani, il presidente della Regione Toscana. "Lascia un vuoto incolmabile non solo nel mondo del cinema, ma nel cuore di tutti noi che abbiamo condiviso con lui le origini, ma anche l'amore per questa terra, le sue tradizioni e la sua gente. Paolo, insieme a suo fratello Vittorio, ha dipinto il nostro paese con toni di autenticità e profonda umanità. La tua arte e il tuo spirito continueranno a guidarci, come faro di creatività e passione, che la terra ti sia lieve Paolo".

Pupi Avati: "Era ancora pieno di entusiasmo e progetti, mi mancherà"

"Io avevo una consuetudine telefonica con lui negli ultimi tempi. Era stato dimesso da poco, doveva incominciare a fare un film, era pieno di entusiasmo, io lo caricavo perché per lui, come per me, il lavoro era la vita, non ci sono alternative". A parlare all'Adnkronos è Pupi Avati che, raggiunto telefonicamente, ricorda commosso il collega regista Paolo Taviani scomparso oggi a 92 anni. "Erano telefonate nella prospettiva del futuro malgrado l'età che lui aveva e io ho -dice Avati- Voleva fare un film importante con le energie che gli stavano tornando. Forse chiamava me per questo, perché fra i colleghi ero quello più vicino a lui anagraficamente. Ho la sensazione che ci volessimo proprio bene, che ci confidassimo a livelli molto intimi e personali come prima non era mai accaduto". Le conversazioni fra i due maestri del cinema abbracciavano tanti temi. "Le sue telefonate erano veramente uno scambio di rassicurazione reciproca", ricorda commosso il regista bolognese. Che tiene a sottolineare: "Voglio ricordare le ingiustizie che ha patito, le emarginazioni che ha subito nel suo lavoro, 'Leonora Addio' è un film meraviglioso che non ha preso nessun riconoscimento e la cosa mi scandalizzò".

"Era considerato una persona che ormai non faceva più parte del circolo attivo del cinema italiano, invece aveva una prospettiva nitida e tanti progetti. Il rammarico è enorme, non ci posso credere. Mi mancherà moltissimo", conclude Avati.

Giancarlo Giannini: "Grande regista e persona di rara gentilezza"

"Sono davvero molto dispiaciuto. Avevo lavorato con lui al doppiaggio di un film, 'Le Affinità Elettive'. Lo ricordo non solo come un regista che ha fatto dei film bellissimi insieme al fratello Vittorio, ma anche come una persona di rara gentilezza" dice all'Adnkronos Giancarlo Giannini che aveva prestato la voce come narratore in 'Le affinità Elettive' del 1996.

Mazzeo: "Con il fratello ha segnato la storia del cinema italiano"

"Paolo Taviani insieme al fratello Vittorio ha segnato la storia del cinema italiano" scrive sui social Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio regionale della Toscana. "La sua scomparsa è una grande perdita per tutti il mondo della cultura. Alla moglie Lina, ai figli Ermanno e Valentina, le più sentite condoglianze a nome mio e del Consiglio regionale della Toscana. Paolo e Vittorio hanno mantenuto sempre un profondo legame con la Toscana e con la loro San Miniato".

Gualtieri: "Ha firmato film indimenticabili"

"Con Paolo Taviani ci lascia un grande Maestro del cinema italiano" scrive su X il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. "Insieme al fratello Vittorio, ha firmato film indimenticabili, profondi, impegnati, che hanno saputo entrare nell’immaginario collettivo e nella Storia del cinema. Un abbraccio affettuoso alla famiglia".

Comune di Sciara: "Orgogliosi di aver ospitato il loro primo film"

"Con la morte del maestro Paolo Taviani si chiude una pagina importantissima della storia del cinema mondiale" afferma l'Amministrazione Comunale di Sciara nel palermitano, dove nel 1962 fu girato "Un uomo da bruciare", il primo film diretto da Valentino Orsini insieme ai fratelli Taviani, liberamente ispirato alla vita del sindacalista socialista Salvatore Carnevale. "Siamo orgogliosi del fatto che i fratelli Paolo e Vittorio scelsero Sciara come location del loro primo film per raccontare la storia del nostro Salvatore Carnevale. Il loro ricordo rimarrà sempre vivo nella memoria storica, e nei cuori di tutti noi sciaresi. Tutti noi, porgiamo le nostre più sentite condoglianze ai figli e alla famiglia".

Sbarigia (Cinecittà): "Paolo e Vittorio sodalizio unico del cinema mondiale"

"Apprendo con commozione la notizia della scomparsa di Paolo Taviani, che con il fratello Vittorio ha costituito un sodalizio unico del nostro cinema, e del cinema mondiale". Lo dichiara Chiara Sbarigia, Presidente di Cinecittà. "Un’opera tra le più impegnate, riconosciute e premiate in Europa, che ha saputo scrivere il romanzo intimo della nostra storia -prosegue Sbarigia- Voglio ricordare due momenti recenti: l’ultimo film di Paolo Taviani, 'Leonora addio', girato anche nei nostri Studi di Cinecittà, una prova da maestro di toccante lucidità dall’amato Pirandello, premiata a Berlino; e il recentissimo straordinario omaggio del British Film Institute, in collaborazione con Cinecittà, alla carriera dei Fratelli". "Paolo Taviani assieme a Vittorio Taviani ha raccontato e fatto la storia del nostro cinema; sappiamo che il futuro riserva loro un posto privilegiato nelle teste e nei cuori degli spettatori", conclude il presidente di Cinecittà.

Il paese natale San Miniato: "Siamo orfani"

"La scomparsa di Paolo Taviani rende San Miniato orfana. Con il fratello Vittorio, ha portato nel mondo il nome della nostra Città e raccontato le loro origini, che sono anche le nostre. Con Paolo si chiude definitivamente un pezzo di quell'arte che solo una città straordinaria come la nostra può concepire". Lo affermano, in una nota congiunta, il sindaco Simone Giglioli e l'assessore alla cultura Loredano Arzilli di San Miniato (Pisa), il comune dove i fratelli Taviani erano nati e a cui hanno dedicato il film 'La notte di San Lorenzo' (1982). "Ho ancora vivo nella mente il ricordo dell'ultima volta che è venuto nella Città della Rocca, nel settembre scorso, la prima dopo la scomparsa di Vittorio, cinque anni fa, per la consegna del premio dedicato proprio al fratello, quando l'amministrazione - ricorda il sindaco Giglioli - ha inaugurato la statua dell'artista Marcello Scarselli, 'Cecilia', installata nella piazzetta Mazzini, per rendere omaggio ai 40 anni dall'uscita de 'La notte di San Lorenzo'. Nel 2015 l'amministrazione comunale volle, con entusiasmo, conferire ai fratelli Taviani la cittadinanza onoraria, un tributo doveroso che sancisce il profondo ed inscindibile legame con questa terra e con la nostra comunità. Emozionante fu anche nel 2022, durante il Palio di San Rocco, quando fu organizzata la proiezione dell'ultimo film di Paolo Taviani, il primo che lo vedeva da solo alla regia, 'Leonora addio', in una piazza Buonaparte gremita di concittadini e amici, durante la quale ci collegammo con lui dalla sua casa di Roma, e rimase colpito dalla grande testimonianza di affetto che San Miniato ebbe ed ha ancora per questi due maestri del cinema italiano".

"San Miniato oggi piange la scomparsa di Paolo e si stringe commossa alla moglie Lina, ai figli Ermanno e Valentina. Ciao Paolo, riabbraccia Vittorio e grazie per tutto quello che ci avete regalato, San Miniato vi porterà per sempre nel cuore e terrà vivo il vostro ricordo", concludono il sindaco Giglioli e l'assessore Arzilli.

Marti: "Cordoglio per scomparsa Taviani, perdiamo un grande maestro"

"Con la scomparsa di Paolo Taviani, perdiamo un grande maestro del cinema italiano" ha detto il senatore della Lega Roberto Marti, presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama. "Esprimo il mio cordoglio e mi stringo al dolore della sua famiglia e di tutti i suoi cari".

Un team di giornalisti altamente specializzati che eleva il nostro quotidiano a nuovi livelli di eccellenza, fornendo analisi penetranti e notizie d’urgenza da ogni angolo del globo. Con una vasta gamma di competenze che spaziano dalla politica internazionale all’innovazione tecnologica, il loro contributo è fondamentale per mantenere i nostri lettori informati, impegnati e sempre un passo avanti.

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Gianna Nannini compie 70 anni, “ma l’età è...

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Per la rockstar senese una vita all'insegna della rinascita

Gianna Nannini - Fotogramma

Gianna Nannini compie 70 anni "ma l'età è facoltativa", come lei stessa canta nel suo ultimo brano '1983'. Nata il 14 giugno 1954, la leggendaria rockstar senese festeggia cifra tonda in un anno particolarmente intenso e prolifico per la sua carriera. Con un nuovo disco di inediti, la riedizione del libro sulla sua vita e un film per Netflix intitolato 'Sei nell'anima' che racconta i suoi primi 29 anni, il 2024 è un anno che celebra e spiega il fenomeno Nannini.

Nata a Siena, nella contrada dell’Oca, Gianna Nannini inizia la sua carriera musicale con il trasferimento a Milano dove il suo talento viene scoperto da Mike Bongiorno e Mara Maionchi. Ma è il 1983 l'anno della rinascita, un tema centrale sia nel nuovo album che nel film 'Sei nell'anima'. Il brano '1983' del suo nuovo album che accompagna i titoli di coda del film, contiene una riflessione profonda sulla vita e sul tempo: "La morale della storia è che c'è sempre alternativa / La morte è obbligatoria, ma l'età è facoltativa".

Il film 'Sei nell'anima', prodotto da Indiana Production e diretto da Cinzia Th Torrini, ripercorre un anno cruciale nella vita della Nannini, quando, nonostante avesse già raggiunto il successo con il singolo 'America' e l'album 'California', ebbe un crollo psicologico, probabilmente sotto la pressione della richiesta di sfornare nuove hit entro i tempi stretti richiesti dalla discografia. Questa pressione portò a un crollo con allucinazioni e attacchi di panico, rischiando il ricovero in una struttura psichiatrica. Fu grazie alla vicinanza della famiglia e del suo primo grande amore femminile, Carla, che l'artista riuscì a ricostruire la sua vita.

Dal tracollo del 1983, Gianna Nannini si rialzò con una forza straordinaria, dando inizio alla stagione più prolifica della sua carriera. Da quel momento, le hit arrivarono una dopo l'altra, consolidando il suo status di rocker italiana più apprezzata, anche a livello internazionale. Brani e album come 'Fotoromanza', 'Profumo', 'Bello e impossibile', 'I Maschi', 'Meravigliosa creatura' e 'Sei nell'anima' sono diventati intramontabili. "La hit è un miracolo, una magia che non arriva a comando," sottolinea oggi Gianna, riflettendo sulla sua straordinaria carriera.

Oltre al nuovo album, la riedizione del suo libro autobiografico 'Sei Nell’Anima - Cazzi Miei', offre uno sguardo più approfondito sulla sua vita e carriera, raccontando non solo i momenti di gloria ma anche le difficoltà e le sfide personali che ha dovuto affrontare. A 70 anni, Gianna Nannini continua a ispirare generazioni di fan con la sua musica e la sua storia, dimostrando che l'età è davvero solo un numero quando si ha la passione e la determinazione per continuare a sognare e creare.

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Rai: la stagione de ‘L’Eredità’ chiude...

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Il game show condotto da Marco Liorni registra la miglior performance degli ultimi 14 anni

Rai: la stagione de 'L'Eredità' chiude con numeri da record

La 22esima edizione de 'L’Eredità' su Rai 1 si è conclusa con numeri da record, registrando la più alta media in share degli ultimi 14 anni. Il game show più longevo della televisione italiana, condotto da Marco Liorni e prodotto in collaborazione con Banijay Italia, ha infatti raccolto la media più alta in share dal 2010, considerando entrambi i segmenti del programma 'La sfida dei 7' e 'L’Eredità'. Se si prende in esame il segmento principale 'L’Eredità', la media è di 4.4 milioni di telespettatori con il 26,8 di share, in crescita di 1 punto rispetto all’edizione precedente. In questa stagione 'L’Eredità' è stato il programma più visto dell’intero daytime della televisione italiana (media 26,8% di share).

Le puntate più viste hanno registrato 5.3 milioni di telespettatori e il 29,9% di share, con picchi che hanno sfiorato i 6 milioni di telespettatori e il 31,1% di share. La media del programma sale al 30,7% sul pubblico femminile e al 28,5% sul pubblico laureato. Con oltre 5.200 puntate trasmesse, 'L’Eredità' si conferma uno dei programmi più amati dai telespettatori, un momento in grado di riunire tutta la famiglia davanti alla tv pronta a misurarsi con le domande della gara, ma soprattutto con l’imperdibile 'Ghigliottina'. Quest’ultima edizione, oltre alla novità della conduzione affidata a Marco Liorni, ha visto l'introduzione di due nuovi giochi: 'Il tris' e 'I 100 secondi'.

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Ninna e Matti in tour, torna la coppia di webstar amata dai...

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Con oltre 2 milioni di iscritti al canale YouTube, 1.1 milione di follower su TikTok, 226mila su Instagram, in meno di cinque anni hanno superato sul loro canale 1 miliardo di visualizzazioni

Ninna e Matti in tour, torna la coppia di webstar amata dai bambini

Arriva il 'Super tour' di Ninna e Matti. Dopo il sensazionale successo riscosso dal loro primo tour teatrale, il duo torna nelle principali città con uno spettacolo family friendly e i biglietti sono già disponibili. La celebre coppia di webstar, accompagnata da dieci performers e ballerini, regalerà nuove emozioni con uno show in cui non mancheranno scherzi e piccoli imprevisti in compagnia di Ninna, Matti, Samantha, Pippo e tutti i loro amici. Ormai divenuti popolarissimi, i due youtuber dalla fama dilagante sono stati recentemente scelti da Papa Francesco per cantare allo Stadio Olimpico di Roma lo scorso 25 maggio in occasione della Giornata Mondale dei Bambini (World Children's Day) di fronte ad oltre 50mila bambini provenienti da tutto il mondo.

Con oltre 2 milioni di iscritti al canale YouTube, 1.1 milione di follower su TikTok, 226mila su Instagram, Ninna e Matti, che in meno di cinque anni hanno superato sul loro canale 1 miliardo di visualizzazioni, amano condividere, attraverso video, le loro pazze avventure, dando vita a delle mini serie. Innamorati fin dai tempi dei banchi di scuola, i due creators spaziano dal mondo del web a quello della musica: nel 2023 esce il loro primo brano, 'La sfida contro il tempo', che totalizza in meno di un anno più di 11 milioni di views su YouTube. Si susseguono nel corso del 2024 altri 5 singoli (Sognare, Ricreazionologia, Ninna Nanna, Il Love ed Emergenza Colori) a cui si aggiungerà Gelato feat. Stefano & Ilary, la coppia di papà e figlia influencer, uscito il 7 giugno. Ninna e Matti, inoltre, si affermano anche nel campo dell’editoria: sono, infatti, autori di tre apprezzatissimi libri che avvicinano i bambini alla lettura, disponibili nel loro shop ufficiale autografati.

Nel 2023 la coppia è approdata anche in tv co-conducendo lo Zecchino D'Oro. Ecco le date del tour: 1 novembre (Roma, Auditorium della Conciliazione); 3 novembre (Napoli, Palapartenope); 17 novembre (Bologna, Teatro Europauditorium); 22 dicembre (Firenze, Teatro Cartiere Carrara); 4 gennaio (Catania, Teatro Metropolitan); 6 gennaio (Palermo, Teatro Golden); 19 gennaio (Milano, Teatro Dal Verme); 26 gennaio (Mantova, Palaunical Teatro); 2 febbraio (Bari, Teatro Team); 9 febbraio (Torino, Teatro Colosseo);8 marzo (Montecatini, Teatro Verdi); 5 aprile (Padova, Gran Teatro Geox); 6 aprile (Brescia, Gran Teatro Morato); 26 aprile (Cagliari, Teatro Massimo); 27 aprile (Sassari, Teatro Comunale).

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