Connect with us

Esteri

Ucraina, raid russi nel sud. Zelensky: “Aiuti Usa...

Published

on

Ucraina, raid russi nel sud. Zelensky: “Aiuti Usa fondamentali per nostra difesa”

Raid russi nel sud, 3 morti a Odessa. Ministro della Difesa russo Sergei Shoigu visita le truppe russe al fronte. Kiev: "Putin vuole soluzione prima delle elezioni Usa"

Guerra in Ucraina - (Afp)

Nel giorni del secondo anniversario dell'invasione della Russia in Ucraina, che secondo l'Onu ha fatto almeno 10.582 tra i civili, non si fermano gli attacchi di Mosca nel Paese. Secondo le ultime news sulla guerra di oggi, 24 febbraio 2024, tre persone sono morte a Odessa, dove un drone russo si è schiantato contro un edificio industriale. Lo hanno reso noto le Forze di difesa ucraine, dopo che sono stati recuperati altri due corpi sotto le macerie. Il bilancio iniziale parlava di un morto.

Droni sono stati abbattuti sugli oblast di Mykolaiv e Kirovohrad, hanno riferito le Forze di difesa meridionali di Kiev su Telegram, aggiungendo che le forze russe hanno preso di mira le oblast meridionali dell'Ucraina durante la notte con droni d'attacco Shahed-131/136 e hanno lanciato missili Kh-59 dal Mar d'Azov.

Stoltenberg: "Kiev più vicina che mai a ingresso nella Nato"

Due anni dopo l'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, "la situazione sul campo di battaglia rimane estremamente grave". Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ribadendo che Kiev può continuare a contare sul sostegno dei suoi partner internazionali e che "entrerà nella Nato. La questione non è se lo farà, ma quando lo farà". L'Ucraina è ora "più vicina che mai" all'Alleanza Atlantica, dal punto di vista economico, finanziario e degli aiuti militari".

Il capo dell'Alleanza ha sottolineato che "il presidente Putin ha iniziato questa guerra perché voleva chiudere all'Ucraina la porta della Nato e negarle il diritto di scegliere la propria strada", ma "ha ottenuto esattamente il contrario". A due anni dall’inizio dell’offensiva, “l’obiettivo di Putin di dominare l’Ucraina non è cambiato”, né vi è alcuna indicazione che egli si stia “preparando alla pace. Ma non dobbiamo perdere la speranza", ha aggiunto.

Stoltenberg ha ricordato infine che "l'Ucraina non si è arresa in poche settimane, come molti temevano", ed è riuscita addirittura a recuperare parte del terreno perduto e ad infliggere ingenti danni alle truppe russe. "Soprattutto, l'Ucraina mantiene la sua libertà e indipendenza".

Kiev: "Putin vuole soluzione prima delle elezioni Usa"

Vladimir Putin cercherà di "risolvere" la questione ucraina quest'anno, prima delle elezioni presidenziali americane di novembre. E' la convinzione espressa da Oleksiy Danilov, segretario del consiglio di Sicurezza e difesa nazionale ucraino, secondo cui il presidente russo non vuole rischiare di lasciare la questione a un momento successivo "perché nessuno sa come si comporterà il presidente Trump".

"La situazione è difficile e complicata - ha poi ammesso Danilov, in un riferimento anche al blocco al Congresso degli aiuti americani - Purtroppo siamo in qualche modo ostaggio della velocità con cui i nostri partner ci aiutano e questo si riflette direttamente sulla linea del fronte". Il segretario del consiglio di Sicurezza ha poi riconosciuto che i soldati ucraini sono "veramente esausti" e che servirà mobilitarne molti altri, ma il problema principale sono "le armi, le armi, le armi".

Zelensky: "Aiuti Usa fondamentali per nostra difesa"

"Questo pacchetto non è ordinario, è di fondamentale importanza per la nostra difesa, sia per il suo contenuto che per il segnale che il sostegno o il non sostegno a questo pacchetto invia al mondo", ha detto il presidente ucraino Volodomyr Zelensky nel suo discorso video notturno, parlando del pacchetto americano bloccato alla Camera dei Rappresentanti. "Le democrazie non dovrebbero ritirarsi dal processo storico, dal processo di difesa di tutti i valori che hanno definito il nostro mondo moderno", ha aggiunto Zelensky. Il pacchetto di aiuti è passato al Senato americano controllato dai democratici, ma finora il presidente della Camera Mike Johnson, repubblicano, si è rifiutato di portare il disegno di legge in Aula per una votazione. "Oggi ho informato i senatori sulla situazione sul campo di battaglia, sul legame diretto tra le armi di cui dispongono i nostri soldati e i risultati che sta ottenendo il nostro comune nemico", ha aggiunto il presidente ucraino. Le forze armate di Kiev hanno recentemente subito gravi battute d'arresto su diverse sezioni del fronte a causa della carenza di munizioni e della mancanza di difesa aerea.

Shoigu visita le truppe russe al fronte

Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha visitato le truppe russe al fronte. Lo ha riferito il ministero della Difesa russo, precisando che, "il ministro della Difesa della Federazione Russa, generale dell'esercito Sergei Shoigu, ha ascoltato i rapporti del comandante del gruppo Centro e degli ufficiali del quartier generale sulla situazione attuale, sulla natura delle azioni del nemico e lo svolgimento delle missioni di combattimento delle truppe russe”.

Capo forze armate: "L'unità è la nostra vittoria"

"Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di unità. Sono convinto che l'unità è la nostra vittoria. E lo sarà sicuramente. Perché la luce sconfigge sempre l'oscurità!". Lo ha detto il comandante in capo delle forze armate ucraine Oleksandr Syrsky parlando in occasione del secondo anniversario dell'invasione russa. Syrsky ha sottolineato che questi due anni hanno trasformato la guerra nel più grande conflitto europeo dalla Seconda Guerra Mondiale. "Quando migliaia di colonne di invasori russi si spostarono da tutte le direzioni in Ucraina, quando migliaia di razzi e bombe caddero sulla nostra terra, nessuno al mondo credeva che avremmo resistito. Nessuno, tranne le Forze di Difesa dell'Ucraina, che entrarono in guerra con il nemico fin dai primi minuti". "Nessuno ci credeva, ma l'Ucraina sì! - ha aggiunto Sirsky - Ha creduto, ha accettato la battaglia e ha perseverato. Tra le armi e la resa, abbiamo scelto le armi. In questo giorno, voglio anche ringraziare i nostri partner per il loro aiuto. Ogni proiettile, ogni carro armato, ogni veicolo blindato serve principalmente a salvare la vita di un soldato ucraino. Combattiamo per ogni metro della nostra terra e per la cosa più preziosa che abbiamo: la vita dei soldati ucraini".

Attacco Kiev contro acciaieria russa nell'oblast di Lipetsk

Il Servizio di sicurezza ucraino ha rivendicato l'attacco notturno che ha provocato un incendio in un importante stabilimento metallurgico nella Russia centro-meridionale. Lo ha riferito una fonte di Kiev, precisando che l'attacco con droni allo stabilimento metallurgico di Novolipetsk è stato organizzato assieme all'intelligence della difesa ucraina. "Questo è uno dei più grandi impianti metallurgici in Russia", ha detto la fonte. "Opera per il settore militare-industriale russo e realizza un gran numero di ordini per il governo. Le sue materie prime vengono utilizzate per produrre missili, artiglieria, droni russi, ecc. Pertanto, è un obiettivo legittimo per l'Ucraina". Il video apparso sui social mostrava un incendio nello stabilimento. Secondo i servizi di sicurezza ucraini, i droni hanno colpito gli impianti destinati al raffreddamento primario del gas di cokeria non trattato.

Londra annuncia pacchetto di aiuti da 287 milioni di euro

Il Regno Unito stanzierà 245 milioni di sterline (287 milioni di euro) per aumentare le riserve di munizioni di artiglieria dell’Ucraina entro il prossimo anno. Lo ha annunciato il ministero della Difesa di Londra.

Medvedev: "Nuove sanzioni sono contro intero popolo russo"

"Le nuove sanzioni occidentali non verranno più introdotte contro le autorità e gli uomini d'affari russi, ma contro l'intero popolo russo". Lo ha scritto su Telegram vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev citando come esempi "il divieto del sistema di pagamento Mir e le restrizioni al lavoro delle organizzazioni impegnate nella costruzione di alloggi nella Federazione Russa". "Credo sia necessario creare problemi economici agli stati ostili - ha aggiunto Medvedev - promuovere l’insoddisfazione pubblica per le stupide politiche delle autorità occidentali e anche preparare e promuovere soluzioni che non corrispondano agli interessi del mondo occidentale e condurre anche altre attività sui loro territori. Alla guerra come alla guerra".

Onu: oltre 10.500 civili morti da inizio guerra

Almeno 10.582 civili sono stati uccisi e quasi 20.000 feriti dall'inizio della guerra russa in Ucraina, nel febbraio 2022. Lo ha dichiarato Missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite in Ucraina (Hrmmu). La cifra di 10.582, che comprende 587 bambini, è composta da perdite di civili verificate secondo la metodologia delle Nazioni Unite. L'Hrmmu ha sottolineato che il numero effettivo delle persone uccise e ferite è probabilmente significativamente più elevato.

"L'impatto a lungo termine di questa guerra in Ucraina si farà sentire per generazioni", ha affermato il capo dei diritti umani delle Nazioni Unite Volker Turk. L’Onu rileva che, sebbene il numero delle vittime sia gradualmente diminuito, è tuttavia rimasto elevato, con una media di 163 civili uccisi e 547 feriti al mese nel 2023. La stragrande maggioranza delle vittime civili, pari a un totale del 91%, è stata provocata da armi esplosive ad ampio raggio. Mine e residuati bellici esplosivi hanno rappresentato il 3,7% di queste vittime, mentre la restante percentuale è attribuita ad altre armi e incidenti.

Nel biennio, attacchi con armi esplosive hanno danneggiato o distrutto anche centinaia di strutture educative e mediche. L'Hrmmu ha registrato che le ostilità hanno colpito 1.072 strutture educative (236 distrutte e 836 danneggiate) e 465 strutture mediche (59 distrutte e 406 danneggiate) dal 24 febbraio 2022.

Un team di giornalisti altamente specializzati che eleva il nostro quotidiano a nuovi livelli di eccellenza, fornendo analisi penetranti e notizie d’urgenza da ogni angolo del globo. Con una vasta gamma di competenze che spaziano dalla politica internazionale all’innovazione tecnologica, il loro contributo è fondamentale per mantenere i nostri lettori informati, impegnati e sempre un passo avanti.

Esteri

Attacco Iran, nella notte del raid prove di alleanza tra...

Published

on

Contro la minaccia di Teheran, la cooperazione militare come "formidabile dimostrazione di difesa collettiva": l'analisi del Wall Street Journal

I missili iraniani in un cartellone a Teheran - Afp

Un'alleanza forgiata in poco tempo, ma che - a conti fatti - si è rivelata essere una "formidabile dimostrazione di difesa collettiva". Così il Wall Street Journal definisce la collaborazione tra Israele e Paesi arabi andata in scena nella notte tra sabato e domenica scorsi, quando l'Iran ha deciso di rispondere dal suo territorio al raid contro il suo consolato a Damasco, lanciando ondate di droni e missili contro lo Stato ebraico. Alleanza che è stata il culmine di anni di sforzi degli Stati Uniti per abbattere le barriere politiche e tecniche che ostacolavano la cooperazione militare tra Israele e i governi arabo-sunniti nel tentativo di contrastare la comune minaccia iraniana.

Ma gli sforzi guidati dagli Stati Uniti per proteggere Israele nei giorni e nelle ore precedenti l'attacco iraniano hanno dovuto superare numerosi ostacoli, compresi i timori dei Paesi del Golfo di essere visti come alleati di Israele in un momento in cui le relazioni sono tese, per usare un eufemismo, a causa della guerra a Gaza.

Le forze statunitensi ed israeliane hanno intercetto la maggior parte degli oltre 300 droni e missili lanciati verso Israele. Ma sono stati in grado di farlo, scrive il Wsj, anche perché i Paesi arabi hanno trasmesso silenziosamente informazioni sui piani di attacco di Teheran, hanno aperto il loro spazio aereo agli aerei da guerra, hanno condiviso informazioni sul tracciamento radar e, come nel caso della Giordania, hanno dato una mano con i propri caccia.

Il progetto Usa, una 'Nato' in versione mediorientale

Il progetto americano - una sorta di versione mediorientale della Nato, ma meno formale - per costruire un sistema di difesa aerea integrato per la regione risale a decenni fa. Dopo anni di false partenze e progressi minimi, l'iniziativa ha preso slancio dopo gli accordi di Abramo del 2020 mediati dall'amministrazione Trump, che hanno portato all'instaurazione di rapporti ufficiali tra Israele da una parte e gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein dall'altra.

Due anni dopo, il Pentagono ha spostato Israele dal Comando Europeo al Comando Centrale, che comprende il resto del Medio Oriente, una mossa che ha consentito una maggiore cooperazione militare con i governi arabi sotto l'egida degli Stati Uniti. "Il passaggio di Israele a Centcom è stato un punto di svolta", rendendo più semplice condividere l'intelligence e fornire un allarme tempestivo tra i Paesi, ha affermato l'analista del Washington Institute, Dana Stroul.

Nel marzo 2022, il generale della Marina Frank McKenzie, allora massimo comandante degli Stati Uniti nella regione, convocò un incontro segreto tra alti funzionari militari di Israele e dei Paesi arabi sulle crescenti capacità missilistiche e di droni dell'Iran. I colloqui, che si tennero a Sharm El Sheikh, in Egitto, hanno visto per la prima volta ufficiali israeliani e arabi intorno a un tavolo sotto gli auspici militari statunitensi per discutere del contrasto all'Iran.

L'aiuto dei Paesi arabi a Tel Aviv

Due giorni prima del raid di sabato scorso, le autorità iraniane hanno informato le controparti dell'Arabia Saudita e di altri Paesi del Golfo sui tempi del loro attacco su larga scala contro Israele in modo che quegli stessi Stati potessero salvaguardare il proprio spazio aereo. L'informazione è stata trasmessa tempestivamente agli Stati Uniti, dando a Washington e Tel Aviv un'informazione che si è rivelata cruciale.

Con un attacco iraniano quasi certo, la Casa Bianca ha ordinato al Pentagono di riposizionare le risorse aeree e di difesa missilistica nella regione e ha preso l'iniziativa di coordinare le misure difensive tra Israele e i governi arabi, secondo un alto funzionario israeliano. "La sfida era portare tutti questi Paesi attorno a Israele" in un momento in cui lo Stato ebraico è isolato nella regione - ha aggiunto -. Era una questione diplomatica". I Paesi arabi hanno offerto il loro aiuto perché hanno visto i benefici della cooperazione con gli Stati Uniti e Israele, a patto di mantenere un basso profilo, ha detto Yasmine Farouk del Carnegie Endowment for International Peace. "I Paesi del Golfo - ha spiegato - sanno che non hanno ancora lo stesso livello di sostegno che Israele riceve dagli Stati Uniti e vedono ciò che hanno fatto come un modo per ottenerlo in futuro".

Non è chiaro se il conflitto tra Israele e Iran metterà ulteriormente a dura prova i legami relativamente nuovi tra Israele e alcuni Stati arabi, evidenzia il Nyt, secondo cui sebbene la guerra a Gaza questi rapporti li abbia raffreddati, sembra che nessuno dei governi arabi che hanno recentemente stretto legami con Israele sia pronto ad abbandonarli del tutto o, come nel caso dell'Arabia Saudita, ad escluderli definitivamente.

"Riad ha ammesso suo coinvolgimento in difesa Israele"

E proprio l'Arabia Saudita avrebbe ammesso il suo coinvolgimento nella difesa di Israele contro l'attacco iraniano di sabato sera. Media ebraici citano una fonte della famiglia reale saudita, secondo cui le forze di Riad hanno partecipato all'operazione grazie alla quale sono stati intercettati i droni e i missili iraniani lanciati contro Israele. Operazione che ha coinvolto Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Giordania, mentre dagli Emirati sarebbero arrivate informazioni di intelligence sui piani di Teheran.

Emirati Arabi "non hanno partecipato a intercettazione missili e droni"

Gli Emirati Arabi Uniti non hanno quindi partecipato all'intercettazione dei missili e dei droni iraniani, ha reso noto un funzionario israeliano al Times of Israel. La stessa notizia è stata confermata all'Adnkronos da fonti emiratine, secondo le quali Abu Dhabi non ha alcuna volontà di entrare in contrapposizione con gli iraniani. Secondo la fonte israeliana, le notizie di un'ampia partecipazione araba alla difesa dello Stato ebraico sono esagerate.

Continue Reading

Esteri

Israele-Iran, per Tel Aviv risposta inevitabile. Teheran...

Published

on

Cosa sta succedendo dopo l'attacco di sabato scorso

Aereo da guerra israeliano - Fotogramma /Ipa

Israele si prepara a rispondere all'Iran, una decisione arrivata subito dopo il gabinetto di guerra di ieri e caldeggiata dai vertici di governo ed esercito che non vedono "altra scelta" e alcuna alternativa dopo l'attacco di sabato scorso al Paese con oltre 300 missili e droni. Una risposta che tuttavia non sarà "di pancia" ma studiata con "saggezza", ha assicurato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che tuttavia non detta i tempi. Per il primo ministro, infatti, l'attesa dell'attacco - che per i media israeliani ed internazionali sarebbe comunque "imminente" - dovrà mettere "sotto stress" Teheran esattamente come l'Iran ha fatto con lo Stato ebraico.

Ma "qualsiasi aggressione da parte di Israele o dei suoi sostenitori incontrerà una risposta più forte di prima" avverte, a quanto riporta Iran Observer, il portavoce delle forze armate iraniane. Che, rivolgendosi ai leader occidentali, ha aggiunto che Teheran non cerca di ampliare il conflitto ma che "taglierà ogni mano" che oltrepasserà i limiti.

A quanto riferisce l'agenzia Irna, il vice ministro degli Esteri iraniano per gli affari politici Ali Bagheri Kani in un'intervista ha osservato che Israele ha commesso un errore strategico con l'attacco alla sezione consolare dell'ambasciata iraniana a Damasco, aggiungendo che "se il regime sionista sarà sufficientemente razionale, non ripeterà un simile errore perché l’Iran darà una risposta più dura, più rapida e più urgente". La risposta che riceveranno, ha aggiunto, "non sarà misurata in giorni e ore, ma in secondi".

Tel Aviv tra pressione internazionale e rischio isolamento: come rispondere?

Ma quale sarà la reazione dello Stato ebraico? Come ricorda la Cnn, Israele deve da un lato bilanciare la pressione internazionale per mostrare moderazione e, dall’altro, cercare una risposta adeguata a un attacco senza precedenti. E Netanyahu deve anche valutare l’appello della sua coalizione di destra per una forte reazione rispetto al rischio di un ulteriore isolamento con l'estensione della guerra senza il sostegno internazionale.

Secondo gli analisti interpellati dall'emittente Usa, Israele ha poche opzioni e ciascuna di queste opzioni un alto prezzo da pagare, soprattutto perché il Paese è già coinvolto in una brutale guerra che dura da sei mesi con Hamas nella Striscia di Gaza e si sta confrontando con vari militanti sostenuti dall’Iran nella regione.

Un attacco diretto all’Iran costituirebbe quindi un altro precedente. Sebbene si ritenga che Israele abbia condotto operazioni segrete in Iran nel corso degli anni, spesso prendendo di mira individui o strutture considerate una minaccia alla sua sicurezza, non ha infatti mai lanciato un attacco militare diretto sul territorio iraniano.

Quindi, mentre "tutti sono d'accordo che Israele debba rispondere" all'attacco dell'Iran, "la domanda è come e quando", ha spiegato al Washington Post un funzionario israeliano.

Secondo la fonte, il primo ministro israeliano avrebbe intanto chiesto alle forze di difesa (Idf) di fornirgli una lista di target, con l'obiettivo di Tel Aviv di "mandare un messaggio" a Teheran, ma senza causare vittime. Tra le opzioni sul tavolo del governo, evidenzia la fonte, c'è un raid contro una struttura a Teheran o un attacco informatico.

Secondo Channel 12, al termine della riunione di gabinetto di ieri, Israele non solo "ha deciso di rispondere all'Iran", ma l'Aeronautica avrebbe anche "completato i preparativi per l'attacco", riporta l'emittente.

Il gabinetto di guerra, composto da Benjamin Netanyahu, dal ministro della Difesa Yoav Gallant, dall'ex ministro della Difesa Benny Gantz e da diversi altri consulenti, si era già riunito domenica sera. Secondo fonti della Cnn, oltre a una potenziale risposta militare, si valuterebbero anche opzioni diplomatiche per isolare ulteriormente l'Iran.

Secondo le fonti, Gantz spingerebbe per una risposta veloce, convinto che più si aspetta più sarà difficile raccogliere il sostegno internazionale per questo attacco, mentre a frenare sarebbe invece il premier Netanyahu, convinto che si debba rispondere "con saggezza e non di pancia".

Continue Reading

Esteri

Allarme munizioni, presto rapporto di forza 10 a 1 in...

Published

on

Allarme munizioni, presto rapporto di forza 10 a 1 in favore russi - Ascolta

Se non arriveranno presto nuovi aiuti militari a Kiev, la situazione per l’esercito ucraino si farà insostenibile: al rapporto di forza attuale, in termini di munizioni, di 5-1 in favore dei russi si arriverà in poche settimane ad un rapporto di 10 a 1.

Continue Reading

Ultime notizie

Esteri8 ore ago

Attacco Iran, nella notte del raid prove di alleanza tra...

Contro la minaccia di Teheran, la cooperazione militare come "formidabile dimostrazione di difesa collettiva": l'analisi del Wall Street Journal Un'alleanza...

Esteri8 ore ago

Israele-Iran, per Tel Aviv risposta inevitabile. Teheran...

Cosa sta succedendo dopo l'attacco di sabato scorso Israele si prepara a rispondere all'Iran, una decisione arrivata subito dopo il...

Sport9 ore ago

Atalanta-Verona 2-2, rimonta gialloblu e stop nerazzurri

Bergamaschi avanti con Scamacca e Ederson. Nella ripresa i gol di Lazovic e Noslin Atalanta e Verona pareggiano 2-2 match...

Politica10 ore ago

Sondaggio politico, Fratelli d’Italia cresce e Pd giù

Le intenzioni di voto secondo il sondaggio Swg Fratelli d'Italia cresce e allunga sul Pd, che perde terreno. Il sondaggio...

Cronaca10 ore ago

Orsini: “Israele non può vincere guerra contro...

"La guerra per Israele sarebbe persa in partenza senza l'uso di armi nucleari" "Israele non ha possibilità di vincere la...

Cronaca11 ore ago

Malata di cancro avvia cure solo dopo nascita figlio, morta...

Dopo aver dato alla luce il suo bimbo ha avviato le cure, ma non ce l'ha fatta Aveva deciso di...

Economia11 ore ago

Alfa Romeo ‘Milano’ cambia nome, si chiamerà...

Per il ministro Urso non si può chiamare 'Milano' un'auto prodotta in Polonia Alfa Romeo 'Milano' cambia nome, si chiamerà...

Ultima ora11 ore ago

Crosetto: “Attacco Iran a Israele inefficace ma non...

L'informativa del ministro della Difesa sui recenti sviluppi della crisi in Medio Oriente: "I nostri contingenti sono stati avvisati per...

Spettacolo11 ore ago

Primo Ciak a Cinecittà World per gli ottavi e noni capitoli...

Cinecittà World è la location prescelta per la realizzazione degli ottavo e nono capitolo della popolare saga televisiva “Din Don”,...

Sport11 ore ago

Fiorentina-Genoa 1-1, Ikoné risponde a Gudmundsson

I viola salgono così a 44 punti, mentre i grifoni si portano a 39 Si chiude in pareggio 1-1 lo...

Ultima ora12 ore ago

Milano, al Pronto soccorso armato di coltello: cerca...

Il 22enne, poi bloccato dai Carabinieri, ha sferrato alcune coltellate ferendo un infermiere, un addetto alle pulizie e un utente...

Sport12 ore ago

Ndicka dimesso, per il difensore giallorosso ulteriori...

Il giocatore era stato ricoverato domenica dopo il malore accusato durante la partita contro l'Udinese Il difensore della Roma Evan...

Economia12 ore ago

Antitrust, faro su Ryanair per abuso posizione dominante

Al via un procedimento cautelare L'Antitrust avvia un ''procedimento cautelare'' nei confronti di Ryanair volto ad ''accertare un possibile abuso...

Spettacolo13 ore ago

Amadeus, la nota della Rai: “Fatte tutte le proposte...

"Lo ringraziamo per i percorsi condivisi, tra grandissimi successi, in questi anni" dicono l’amministratore delegato Rai Roberto Sergio e il...

Ultima ora13 ore ago

Amadeus e l’addio alla Rai, la nota di Viale Mazzini:...

"Lo ringraziamo per i percorsi condivisi, tra grandissimi successi, in questi anni" dicono l’amministratore delegato Rai Roberto Sergio e il...

Ultima ora13 ore ago

Terrorismo, per l’Italia “rischio principale da...

Fonti del Viminale: "Attenzione a flussi migratori irregolari". Mercoledì Piantedosi a Tunisi con Meloni, presto incontro a Roma con omologo...

Lavoro13 ore ago

Inapp, Natale Forlani è il nuovo presidente

L'incarico, a titolo gratuito, durerà fino alla scadenza dell'attuale consiglio di amministrazione dell'Istituto Il ministro del Lavoro e delle Politiche...

Cultura13 ore ago

A Spazio Field di Palazzo Brancaccio in mostra ‘Women...

Venerdì prossimo Spazio Field apre le porte del piano nobile di Palazzo Brancaccio, a Roma, per presentare al pubblico il...

Ultima ora13 ore ago

Harry ha mentito per entrare negli Usa? C’è chi vuole...

La fondazione Heritage chiede che il visto americano del duca di Sussex sia reso pubblico La Heritage Foundation, think tank...

Politica14 ore ago

Iran-Israele, Zaki: “Netanyahu responsabile di quello...

"Netanyahu ha responsabilità di quanto sta avvenendo, ha attaccato il consolato iraniano e ora Teheran sta reagendo" "In questo momento...