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Cronaca

Protesta dei trattori a Roma: “Aspettiamo incontro...

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Protesta dei trattori a Roma: “Aspettiamo incontro con Lollobrigida”

La manifestazione simbolica di Riscatto Agricolo sia in centro a Roma che con una sfilata dei loro mezzi sul Gra

Il ministro Lollobrigida con gli agricoltori al presidio di Via Nomentana (Foto Adnkronos)

Esenzione Irpef, ma solo per redditi agrari sotto i 10mila euro, rafforzamento dei controlli dell'Autorità di contrasto per garantire il giusto prezzo agli agricoltori, agevolazione del credito a tassi ridotti col potenziamento del Fondo di Garanzia dell’Ismea. Oggi, 9 febbraio, nel giorno della manifestazione dei trattori a Roma, gli agricoltori incassano dal governo nuovi risultati. Questi sono infatti gli impegni presi durante l'incontro presieduto dalla premier Giorgia Meloni con rappresentanti di Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri, Alleanza Coperative, che si è svolto nel pomeriggio a Palazzo Chigi.

Trattori al centro di Roma

Quattro trattori di Riscatto Agricolo hanno sfilato in mattinata per il centro di Roma. I mezzi sono passati, come annunciato giovedì sera dopo l'incontro in prefettura, nei punti più belli della città esponendo il tricolore. Il corteo è entrato al centro da piazza della Repubblica per passare attraverso il Colosseo e fare un breve stop al Circo Massimo. "Senza agricoltori niente cibo e niente futuro", lo slogan sullo striscione appeso a uno dei mezzi. Il corteo, accolto al passaggio da applausi, pollici in su e baci, ha poi fatto rientro al presidio.

"Aspettiamo la convocazione del governo e restiamo in presidio a Roma perché non bisogna portare a casa solo promesse", ha detto Salvatore Fais, leader di Riscatto agricolo. "Se non verremo convocati entro domani resteremo in presidio e qualche trattore in più in giro per la città andrà - aggiunge - vediamo se arriva una proposta di incontro nel pomeriggio”. Per quanto riguarda il corteo lanciato per stasera sul Gra spiega: "Abbiamo una persona in questura, aspettiamo di conoscere l’orario".

Il tavolo a Palazzo Chigi e l'incontro Lollobrigida-agricoltori

Ma la risposta dell'esecutivo è arrivata a stretto giro con la convocazione a Palazzo Chigi delle organizzazioni agricole più rappresentative e nel pomeriggio l'incontro del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida di una delegazione del movimento Riscatto Agricolo presso la sede del ministero. Da quest'ultimo incontro gli agricoltori sarebbero usciti con aria poco soddisfatta. I membri della delegazione di Riscatto Agricolo hanno deciso di mantenere il silenzio stampa fino a domattina circa le interlocuzioni con il governo. Nei minuti in cui sul Raccordo Anulare di Roma si muove il corteo dei trattori, resta così l'incertezza sul risultato del dibattito. Domani ci sarà un nuovo confronto fra gli agricoltori scesi nella capitale su come proseguire la protesta.

Gli agricoltori della Cra bocciano le decisioni del governo. A farsi portavoce del malcontento per l'ìncontro a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni e il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, è Danilo Calvani, Presidente C.R.A. Agricoltori traditi. "Non siamo soddisfatti. Il governo ha trattato con i nostri carnefici, ci siamo sempre ribellati contro le associazioni categorie. E il governo che fa? Li incontra? E' roba di bassa statura istituzionale", commenta durante Stasera Italia. "Addirittura il governo ha incontrato chi fa finta di lottare ma fa parte del partito del ministro e questo è gravissimo", aggiunge annunciando per domani una "risposta molto forte", senza rivelarne i particolari.

Lollobrigida al presidio di Via Nomentana

E' stata un'accoglienza piuttosto calorosa quella degli agricoltori presenti al presidio di Via Nomentana, poco fuori Roma, che è stato raggiunto in questi minuti dal ministro dell'Agricoltura Lollobrigida. Per il ministro - reduce da un incontro con la delegazione di Riscatto Agricolo nel tardo pomeriggio - applausi, l'invito a un brindisi e molte foto con alcuni dei 700 agricoltori presenti, giunti con circa 450 mezzi . Dalla folla anche l'invito 'Difendici, siamo l'ultimo presidio dell'Italia', mentre i delegati abruzzesi hanno offerto al ministro alcuni arrosticini, accettati da Lollobrigida. "Vi ringrazio per quello che avete fatto negli anni in cui avete garantito la continuità di questo asset strategico", ha etto il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida in un comizio improvvisato al presidio 'dei trattori'. Lolllobrigida ha ricordato la posizione in Europa, tenuta dalla premier Giorgia Meloni, ed è tornato ad attaccare le imposizioni agli operatori del settore, spiegando che "i nostri agricoltori sono i più rispettosi dell'ambiente". "Io prima o poi me ne andrò, ma voi rimarrete sempre" ha sottolineato Lollobrigida. "Farò il possibile, vi garantisco il mio impegno: sono sempre pronto al confronto e spero che in futuro non possiate dire che vi ho deluso" ha concluso ribadendo ai presenti "sono qui e resto a salutare chi voglia farlo".

Cosa ha detto Meloni

"Credo che voi possiate riconoscere che in questi mesi l’aumento delle risorse a favore del comparto c’è stato ed è stato rilevante, seppur in una condizione difficile di bilancio, che anche voi conoscete bene. In 16 mesi non è possibile fare i miracoli e correggere anni di scelte sbagliate, ma io credo che l’inversione di tendenza sia evidente", ha rivendicato la premier al tavolo con le sigle agricole a Palazzo Chigi. "Ho deciso, insieme al ministro Lollobrigida - ha esordito Meloni -, di organizzare questo incontro per presentarvi brevemente quali sono le azioni prioritarie che il governo intende portare avanti, su vari livelli, a favore del settore agricolo nazionale".

La premier ha quindi indicato gli obiettivi dell'azione di governo: "La valorizzazione delle filiere nazionali, l’incentivo alla produzione nazionale, la difesa del nostro modello agroalimentare, della nostra biodiversità e dei nostri cibi di qualità dall’omologazione e dall’impoverimento. Sono queste le tre grandi direttrici - ha spiegato - che hanno orientato il nostro lavoro e che si sono tramutate, in questi mesi, in misure estremamente concrete".

"Penso alla scelta, nell’ambito della revisione del Pnrr, di aumentare i fondi destinati al settore agricolo da cinque a otto miliardi di euro per rilanciare gli investimenti per i contratti di filiera e aumentare l’indipendenza energetica dei produttori agricoli".

"Il governo - ha poi sottolineato la presidente del Consiglio - ha già stanziato 300 milioni di euro per il prossimo triennio per far fronte alle emergenze in agricoltura. Le prime filiere oggetto di un intervento da 30 milioni di euro saranno pere, kiwi e vite colpite da peronospora".

Meloni ha quindi aperto all'esenzione Irpef ma solo per redditi sotto i 10mila euro. "L’esenzione Irpef negli anni passati - ha affermato la premier - è stata una misura iniqua e ha favorito soprattutto i grandi imprenditori e le imprese con volumi di affari elevati. La proposta del Governo è quella aiutare gli agricoltori che ne hanno bisogno limitando l’esenzione Irpef ai redditi agrari e domenicali che non eccedono l'importo di 10mila euro. In altre parole, l’esenzione dell’Irpef deve essere un intervento per i più deboli che risulti un sostegno concreto a chi produce e non un privilegio". Quindi ha aggiunto Meloni, "vogliamo affrontare il tema, molto importante, dei costi di produzione. Vogliamo impedire la vendita sotto i costi di produzione e riconoscere il giusto prezzo agli agricoltori".

"Per rendere efficace la misura prevista nel decreto legislativo contro le pratiche sleali - ha proseguito la presidente del Consiglio - il governo rafforzerà i controlli dell’Autorità di contrasto (Icqrf) e potenzierà le strutture di Ismea per l’elaborazione e la pubblicazione con frequenza mensile dei prezzi dei prodotti agricoli e dei costi medi di produzione delle principali filiere". E ancora: "Il governo ha deciso" di istituire il "nuovo tavolo di coordinamento per il lavoro in agricoltura- ha annunciato Meloni - ne faranno parte oltre i ministeri competenti anche i rappresentanti delle organizzazioni agricole e i sindacati dei lavoratori agricoli, per affrontare insieme alcuni problemi: costi del lavoro, reperimento della manodopera, gestione dei flussi, formazione e semplificazione. Questioni cruciali per il settore agricolo e sui quali noi non intendiamo sottrarci".

"Ci vogliamo occupare anche di ciò che riguarda il sostegno al credito. Con l’aumento dei tassi di interesse bancari le difficoltà di accesso al credito da parte delle imprese agricole sono aumentate. Il governo intende agevolare il rapporto tra impresa agricole e banche potenziando il Fondo di Garanzia dell’ISMEA. Il Fondo consentirà alle imprese agricole non solo di accedere al credito bancario, ma anche di ottenere riduzione dei tassi di interesse per effetto della garanzia Stato. Per il 2024 sono disponibili 80 milioni di euro per le operazioni di credito agrario".

Quindi ha assicurato la premier, "difenderemo, con ancora maggior vigore, il Made in Italy. Contro le importazioni da Paesi terzi che non rispettano gli standard sanitari, la tracciabilità e le norme sull’origine il Governo ha istituito una cabina di regia interforze (Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitanerie di Porto, Dogane, AGEA e ICQRF) che ha definito un Piano straordinario di controlli per il 2024. Con il Nuovo Piano controlli sarà allargato lo spettro delle filiere sottoposte a verifica e verrà aumentato il numero degli agenti impiegati nei punti sensibili come i porti di arrivo delle merci".

"In Europa il governo ha difeso gli agricoltori e contestato fin dall’inizio - ha quindi rivendicato Meloni - le scelte sbagliate imposte dalla Commissione europea. Noi siamo sempre stati favorevoli alla difesa dell’ambiente e alla transizione ecologica, ma sempre nettamente e fermamente contrari a quella che è diventata una transizione ideologica, fatta da diktat e da regole frutto di posizioni ideologiche e per le quali si sacrifica la produzione, mettendo a rischio quel concetto di sovranità alimentare che resta un nostro indirizzo irrinunciabile. Il nostro governo ha cambiato passo in Europa. E il nostro peso si è fatto sentire su tanti dossier sui quali l’orientamento è progressivamente cambiato e sui quali sta progressivamente prevalendo il buon senso".

"Penso alle norme sulle emissioni - prosegue la presidente del Consiglio -, sul packaging, sui fitofarmaci, sulla rotazione forzata o sulla messa a riposo obbligatoria. Certo, non tutte le questioni sono risolte, la nostra attenzione rimarrà ovviamente alta, ma io credo che il cambio di marcia sia evidente. E sono fiera di dire che è anche una vittoria del Governo italiano la scelta della Commissione europea di ritirare la proposta legislatura sui fitofarmaci. Su questo siamo riusciti a convincere la Commissione che eliminare i fitofarmaci così come si voleva fare non avrebbe comportato una riduzione dell’inquinamento, ma solo avvantaggiato altre economie rispetto a quella europea".

Lollobrigida: "Esenzione Irpef garantirà 90% imprese"

"Oggi il ministro Giorgetti ha sintetizzato quello che sarà il nocciolo del provvedimento sull'Irpef. Così come era stata proposta negli anni passati", l'esenzione "ha creato un disequilibrio tra italiani, e in un momento in cui bisogna sostenere e ci concentriamo sui deboli" sarebbe iniquo esentare anche chi "ha dei redditi non superiori alla media degli italiani, ma alla media dei più ricchi tra gli italiani: questa non è equità fiscale. Credo che il provvedimento che emergerà da questa discussione, con un ulteriore sforzo a garantire risorse adeguate dice il ministro Giorgetti, garantirà più del 90% delle imprese agricole italiane ed è quindi più che sufficiente a dare un segnale di ulteriore attenzione". Lo dice il ministro alle Politiche agricole Francesco Lollobrigida, lasciando Palazzo Chigi dopo il tavolo con le sigle del comparto.

"Noi riteniamo - chiarisce - che qualsiasi provvedimento sia possibile realizzare debba guardare prima ai deboli, poi a chi è invece in una condizione di serenità da un punto di vista imprenditoriale. Per quello che ci riguarda, uno può pure decidere di abolire le tasse, ma non è possibile in un mondo nel quale con le tasse si aiutano i cittadini deboli e si consente allo stato di garantire dei servizi". Quello di oggi "è un segnale" al comparto che arriva "da un governo che è un alleato".

Salvini: "Bene il governo, è l'Europa il disastro"

''Il Governo italiano sta facendo bene sull'agricoltura e può fare ancor meglio ma il disastro è l'Europa''. Così il ministro Matteo Salvini, parlando con i cronisti a Potenza. La proposta di detassazione all'Irpef agricola fino a 10.000 euro ''è un punto di partenza, sono convinto che si possa fare anche di più - ha detto - come aumentare questa detassazione dell'Irpef agricola. Ci sono proposte della Lega, alcune delle quali a costo zero, depositate da tempo, prima dell'arrivo dei trattori. Bisogna rivedere soprattutto le politiche europee che sono folli, suicide, miopi, che avvantaggiano poche multinazionali e pochi Paesi contro gli agricoltori, gli allevatori, i pescatori lucani e italiani. Occorre andare a Bruxelles a rivendicare l'orgoglio e la difesa''.

La sfilata dei trattori sul Gra

Sfilata di trattori sul Grande raccordo anulare. "Ringraziamo il prefetto e il questore di Roma per la collaborazione perché noi siamo per la proposta e non per la protesta e devo dire che siamo stati capiti'", spiegano all’Adnkronos Salvatore Fais e Maurizio Senigagliesi, portavoce del coordinamento nazionale di Riscatto Agricolo.

È stato intanto depositato da Fratelli d’Italia, con il relatore Angelo Rossi, un emendamento al Milleproroghe, in accordo con il ministro Lollobrigida, che posticipa di sei mesi l’entrata in vigore dell’obbligo di assicurazione per i mezzi agricoli. Fonti di Fratelli d’Italia fanno sapere che viene “così confermata la volontà di Fdi, del Ministero dell’Agricoltura e del governo Meloni, di voler continuare a sostenere il mondo agricolo attraverso misure di buonsenso e che farà il possibile, in Italia e in Europa, per difendere tutti gli operatori del settore agroalimentare.

Il discorso degli agricoltori letto da Amadeus

"Gli agricoltori italiani pagano lo scotto di decisioni sbagliate non basate sulla scienza. Basti pensare a politiche comunitarie quali il green deal, la direttiva sulla qualità dell’aria o il regolamento sui fitofarmaci, fortunatamente ritirata dalla Commissione UE grazie alle nostre proteste; tutte queste politiche, a nostro avviso eccessivamente sbilanciate a favore dell’ambiente, vanno a discapito di tutta l’agricoltura italiana, con particolare riferimento alle piccole aziende". Comincia così il documento del collettivo 'Riscatto Agricolo' consegnato al Festival, di cui Amadeus leggerà una sintesi sul palco dell'Ariston. "Su queste questioni -spiegano gli agricoltori- pesa poi la spada di Damocle dei prezzi pagati agli agricoltori. Ricordiamo a tutti che noi non possiamo programmare il prezzo di vendita dei nostri prodotti, perché siamo sottoposti ad un mercato drogato dalle speculazioni, dove il prezzo a noi pagato è un decimo di quello che pagano i consumatori".

"Per questo -sostengono- stiamo protestando in questi giorni: chiediamo una legge chiara che garantisca la giusta distribuzione del valore lungo la filiera agroalimentare, con reciproci benefici per i produttori agricoli e per i consumatori. I prezzi pagati agli agricoltori sono fermi da trent’anni, tanto che ai consumatori alcuni prodotti arrivano a costare fino a dieci volte di più. Siamo l’unica categoria a non poterci basare sui costi di produzione a non poter applicare i costi, subendo tutti gli svantaggi del mercato e delle possibili intemperie della stagione, pur avendo costi alti e certi legati alla semina e alla produzione".

"Non stiamo ora a tediarvi elencandovi nel dettaglio quello che chiediamo -prosegue il collettivo di 'Riscatto Agricolo'- che abbiamo più volte spiegato alla stampa e portato all’attenzione della politica, ma vogliamo limitarci a trasmettere un messaggio molto semplice: noi agricoltori non siamo in piazza per chiedere aiuti o sussidi, ma solo per assicurarci che ci venga corrisposta la giusta remunerazione per il duro e insostituibile lavoro che svolgiamo quotidianamente, grazie al quale ogni cittadino può mangiare ogni giorno. Questo purtroppo non avviene da tempo, tanto che oggi la maggior parte dei frutti del nostro lavoro è ampiamente sottopagato, con ricavi che sono abbondantemente inferiori ai costi di produzione".

"Protestiamo quindi -aggiungono- per difendere la dignita’ di tutti gli agricoltori e per chiedere con forza che venga corrisposto il giusto valore alle nostre produzioni. Un Futuro all’Agricoltura e al Made in Italy. Tutto questo semplicemente perché senza agricoltura non c’è vita, non c’è sovranità alimentare, non c’è libertà; chiediamo solo la possibilità di continuare a onorare gli insegnamenti dei nostri genitori e dei nostri nonni, che con rispetto, amore e dignità ci hanno portato a coltivare il valore della terra e di ciò che rappresenta, con il solo e unico obiettivo di lasciare un mondo migliore ai nostri figli".

Gli agricoltori concludono "con un saluto all’Italia, alla Rai e a te Amadeus. Grazie per aver dato voce agli agricoltori nel tempio della musica italiana. Negli scorsi giorni abbiamo insistito nel voler salire noi stessi sul palco per un unico motivo: far vedere anche i nostri volti, facce pulite che rappresentano il futuro dell’agricoltura italiana e occhi appassionati di chi crede ancora che, citando Papa Francesco, non c’e umanità senza coltivazione della terra. Questo è il discorso che avremmo voluto leggere sul palco dell’Ariston. Oldoni Alessandra, Goglio Giulia, Pedrotti Davide, Pizzaris Fabi".

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Cronaca

Temperature sotto la media a oltranza, previsioni meteo...

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Il freddo non molla l'Italia, crollo termico di 17 gradi da Nord a Sud

Freddo a oltranza sull'Italia - FOTOGRAMMA

Dopo il break estivo dello scorso weekend sembra essere tornati a gennaio con le temperature scese sotto la media. Un ribaltone estremo con un crollo termico di almeno 17 gradi da Nord a Sud. E il peggio deve ancora arrivare: da lunedì 22 aprile infatti le temperature caleranno ulteriormente portandosi su valori eccezionali per il periodo (10-12 gradi sotto la media), in particolare al Nord-ovest. Lunedì è prevista addirittura neve quasi fino al piano in Piemonte, con la quota delle nevicate mediamente sui 500-600 metri.

Uno scenario anomalo da attribuire agli intensi scambi meridiani di questo mese di aprile: per scambi meridiani intendiamo i flussi di masse d’aria Nord-Sud, in entrambi i versi. Lo scorso weekend la direzione era Sud-Nord con aria nordafricana verso l’Italia e 32-33°C diffusi; adesso il flusso proviene da Nord e va verso Sud con aria polare scandinava sul nostro Paese spiega iLMeteo.it.

Previsioni meteo settimana 22-25 aprile

Le temperature resteranno sotto la media del periodo almeno fino a giovedì 25 aprile, poi tenderanno a risalire. L’abisso freddo, il punto più basso dell’anomalia termica, è atteso tra martedì e mercoledì 23-24 aprile quando potremo trovare delle gelate tardive non solo al Nord ma localmente anche al Centro. Nel dettaglio, le prossime ore vedranno un’altra discesa di aria polare con temporali, neve e rovesci verso Romagna e regioni del Medio Adriatico, poi verso tutto il Centro e parte del Sud; sugli Appennini si prevedono altre nevicate fino a 1100 metri, in pratica come raramente è successo nello scorso inverno. Il vento soffierà ancora forte soprattutto in Sardegna, ma sono attesi rinforzi un po’ su tutti i rilievi alpini ed appenninici, con raffiche di Foehn in pianura al Nord-Ovest.

Domenica il tempo migliorerà, in parte: specie al mattino troveremo delle ampie schiarite, in un contesto decisamente frizzante e con locali gelate in Pianura Padana. Il tempo sarà ancora perturbato solo sulla fascia adriatica, ma dal pomeriggio tornerà a peggiorare anche al Nord con l’inizio di una fase totalmente invernale.

L’inverno piomberà in modo deciso lunedì sulle regioni di Nord-ovest con temperature sotto la media anche di 12°C come molto raramente è successo nella terza decade di aprile: lunedì 22 la neve cadrà a quote di bassa collina o quasi fino in pianura; potremo scrivere sul calendario ‘22 gennaio’. Sembrerà davvero inverno, prudenza. Al Centro-Sud, invece, prevarrà il sole ad eccezione di Toscana, Umbria ed Alte Marche; dal pomeriggio aumenteranno le nubi anche tra Sicilia e Calabria.

Oggi, sabato 20 aprile - Al nord: soleggiato, nubi al Nord-Est con locali rovesci. Al centro: molto instabile, freddo, temporalesco e nevoso. Al sud: inizialmente buono poi peggiora su Campania e Puglia.

Domani, domenica 21 aprile - Al nord: soleggiato, nubi al Nord-Est con locali rovesci poi peggiora verso il Nord-Ovest con neve in collina. Al centro: ultimi temporali su Abruzzo e Molise, sole altrove. Al sud: soleggiato.

Lunedì 22 aprile - Al nord: al Nord-Ovest neve in collina, temperature molto fredde per il periodo. Al centro: in generale soleggiato salvo in Toscana dove pioverà. Al sud: soleggiato poi peggiora tra Sicilia e Calabria.

Tendenza: ancora freddo e rovesci sparsi almeno fino al 25 aprile, poi aumento termico e miglioramento.

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Cronaca

Terremoto oggi in provincia Reggio Calabria, scosse a...

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Avvertite alle 4.05 e alle 4.17 a 4 km da Cittanova, hanno avuto una magnitudo di 3.5 e 2.7

Un sismografo - (Xinhua)

Due scosse di terremoto si sono verificate nella notte di oggi, sabato 20 aprile, nella provincia di Reggio Calabria. Avvertite alle 4.05 e alle 4.17 a 4 km da Cittanova, hanno avuto una magnitudo di 3.5 e 2.7 a una profondità di 14 e 16 km.

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Cronaca

Milano. Gentilino scuola materna ‘modello’ a...

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Flash mob, petizione online per il Comune, e appelli speciali di anziane che la frequentarono negli anni '40

Milano. Gentilino scuola materna 'modello' a rischio chiusura, la protesta dei genitori

Banchi e sedie vuote, come non dovrebbero mai essere in una scuola, palloncini colorati per attirare l'attenzione, e cartelli, striscioni, disegni: "Vive il quartiere se vive Gentilino", "La scuola è il nostro futuro". E' partita da una piccola e colorata installazione la mobilitazione delle famiglie del quartiere Navigli di Milano per salvare la scuola dell'infanzia di via Gentilino, che rischia di chiudere. Un flash mob promosso da mamme e papà, con il sostegno della Social Street San Gottardo, Meda e Montegani e dei genitori in bicicletta del movimento Massa Marmocchi che, con il consueto accompagnamento musicale, hanno fatto tappa davanti alla scuola materna. Una processione di adulti e bambini, sulle due ruote, con gli zaini coperti da messaggi-appelli per il Comune di Milano: "Scuola Gentilino aperta". Canti e applausi, tutti fermi davanti all'ingresso, la strada affollata per una decina di minuti, qualcuno si commuove.

Per decenni lo storico istituto eletto a 'modello' di didattica dallo stesso Comune (meta di visite per condividere con gli operatori del settore educativo le buone prassi adottate) ha visto crescere generazioni di milanesi e rappresentato un punto di riferimento per coppie di giovani 'expat' e i loro bimbi nei momenti iniziali di solitudine, quando si costruisce una nuova vita lontano dagli affetti. Molti di quei bambini oggi sono i nonni di piccoli allievi che continuano ogni mattina a percorrere il vialetto che porta alla scuola materna Gentilino. "Un'oasi felice", l'hanno definita, ora a rischio. L'anno prossimo la struttura accoglierà un solo bambino, le restanti domande sono state respinte.

Motivo indicato da Palazzo Marino in una comunicazione ufficiale alle famiglie, giunta solo a graduatorie ufficializzate e in risposta a richieste di chiarimento: "L'immobile che ospita la scuola dell'infanzia di via Gentilino non è di proprietà del Comune" ma di una Onlus "e il contratto d'affitto non è rinnovabile. L'Amministrazione ha già comunicato la disponibilità all'acquisto di tale struttura", ma sull'esito dell'interlocuzione "non ci sono ancora certezze". Da qui deriverebbe la decisione di Palazzo Marino che ha sollevato la preoccupazione delle famiglie e suscitato la mobilitazione del quartiere. Un fulmine a ciel sereno, visto che si era svolto anche il regolare Open day, che ha spinto i genitori a mobilitarsi in diversi modi, e su più canali, dai social alla distribuzione dei volantini nei negozi del quartiere per chiedere ulteriore sostegno.

Ieri è partita anche una petizione sulla piattaforma 'Change.org' che in poche ore superato le mille firme, oggi la manifestazione. Mentre continuano gli attestati di solidarietà postati via social. E le testimonianze, come quella della signora Antonia, "una vecchia frequentatrice dell'asilo in via Gentilino".

Correva l'anno "1946", racconta in un video girato da Fabio Calarco, fondatore della social street e genitore di uno dei bambini della scuola. Allora "avevo 3 anni e mia madre lavorava", ripercorre Antonia, che ha poi continuato gli studi nella scuola elementare della stessa via. "E' una scuola molto antica, questa, un monumento culturale della zona. E bisogna conservarla". Storie speciali, di affetto per i piccoli allievi. Storie come quella, raccontata da alcune mamme, di nonna Marta, che tutti i giorni si affaccia alla finestra della sua casa vicino alla scuola per salutare i bimbi della materna e regalare loro qualche biscotto.

L'auspicio? "Che Gentilino rimanga così com'è e vada avanti ancora per tanti altri anni", dice Antonia nel video. L'impegno dei genitori non si conclude qui, spiegano i promotori delle iniziative. Nei prossimi giorni si continuerà a chiedere all'amministrazione comunale il massimo impegno per scongiurare la chiusura della scuola dell'infanzia, anche in occasioni più ufficiali.

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