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Startup, Sikuro: piattaforma innovativa per sicurezza in cantieri raccoglie 1 mln in crowdfunding

Il generale manager Nembrini: "Ad oggi si sono collegate alla piattaforma circa 9000 imprese e sono stati gestiti più di 4300 cantieri tra i quali oltre 400 grandi opere"

Startup, Sikuro: piattaforma innovativa per sicurezza in cantieri raccoglie 1 mln in crowdfunding

Ha già raccolto 1 milione di euro la campagna avviata sul portale di equity crowdfunding Mamacrowd da Safety Job srl per il progetto Sikuro, una piattaforma innovativa per la sicurezza nei cantieri. Hanno partecipato alla raccolta come lead investor Fleap holding spa, la holding blockchain- based costituita e partecipata al 100% da Fleap spa, con un investimento pari a 400.000 euro, e il Gruppo Azimut. Tra gli elementi di interesse dell’operazione di acquisizione compiuta da Fleap holding spa vi è il fatto che Holding ha raccolto il capitale per l’acquisizione attraverso la creazione di strumenti finanziari partecipativi basati su scritture su Dlt. Tali strumenti sono stati sottoscritti quindi da Azimut con il fondo chiuso riservato Azimut digital equity Italy. In seguito alla sottoscrizione degli Sfp, la holding ha quindi investito nella campagna di crowdfunding lanciata da Safety Job srl alla quale ha partecipato anche il fondo Azimut Eltif-venture capital Alicrowd III.

"L’edilizia rappresenta l'11% del pil nazionale e il 10% del PIL europeo, offrendo occupazione a ben 18 milioni di persone. Ma quante energie sono necessarie per fare in modo che ognuna di esse sia tutelata e possa lavorare sempre in piena sicurezza? Tantissime. Purtroppo, spesso queste energie sono letteralmente sprecate in una miriade di adempimenti burocratici e tecnicismi, svolti con l’unico obiettivo di evitare errori e inesattezze, con potenziali conseguenze pecuniarie e legali. Oggi la vera sfida per tutte le aziende del settore riguarda invece la digitalizzazione e l’automazione dei processi. Solo in questo modo è possibile concentrarsi seriamente sull’obiettivo più importante: la sicurezza delle persone", spiega Walter Licini, founder e ceo di Sikuro.

Da quando è stata fondata, nel 2017, Sikuro ha continuato a crescere costantemente. "Il nostro modello di business 'a cascata' consente una rapida diffusione del servizio perché sono i committenti stessi a richiedere l'uso della piattaforma alle imprese subappaltatrici per poter accedere ai cantieri e svolgere i lavori", ha affermato Roberto Nembrini, general manager della startup. "Ad oggi - ha detto - si sono collegate alla piattaforma circa 9000 imprese e sono stati gestiti più di 4300 cantieri tra i quali oltre 400 grandi opere. Ogni giorno, circa 160mila lavoratori sono connessi e autorizzati. Tra i nostri clienti ci sono 50 delle 200 principali imprese edili italiane e ogni anno raddoppiamo il numero di clienti e il fatturato. Nel 2023, abbiamo già raggiunto un fatturato di circa 2 milioni di euro, registrando un aumento del 90% rispetto al 2022".

Il modello di funzionamento di Fleap holding spa, che ha reso possibile il proprio investimento, prevede l’acquisizione di partecipazioni in società ad alto potenziale di crescita, individuate a seguito di valutazione da parte della holding stessa, la quale, attraverso la digitalizzazione delle scritture su Dlt, emette sfp(strumenti finanziari partecipativi dedicati alla specifica azienda target) disponibili agli investitori professionali che accedono alla holding tramite un applicativo digitale dedicato. L’operazione non rientra nell’ambito di applicazione del dl 25 del 17 marzo 2023.

La complessa operazione, che si inserisce nella sperimentazione regolamentare sandbox, è stata coordinata dallo studio LX20 Law Firm con un team guidato dall'avvocato Alessandro Negri della Torre il quale ha dichiarato: “L’operazione di investimento perfezionata da Fleap holding spa insieme agli intermediari aderenti alla sperimentazione sandbox è di notevole interesse per il mercato italiano in quanto rappresenta un traguardo concreto nel processo di digitalizzazione e di automazione dei processi societari e di investimento tramite le tecnologie a registro distribuito con diversi potenziali vantaggi per le parti coinvolte in termini di efficienza, velocità e una riduzione delle complessità tipiche di operazione analoghe”. Azimut, in qualità di intermediario aderente alla sperimentazione, ha avuto un ruolo di primaria importanza nell’operazione attraverso il fondo Azimut digital equity Italy. Giorgio Medda, amministratore delegato di Azimut holding, ha commentato: "L’investimento in Sikuro realizzato tramite il fondo Azimut digital equity Italy, che si affianca a quello effettuato con il fondo ALIcrowd III sempre all’interno della campagna di crowdfunding in corso sulla piattaforma di Gruppo Mamacrowd, segna un ulteriore progresso nella strategia complessiva di Azimut nell'impiego della tecnologia blockchain e dei digital asset".

"La nostra adesione al progetto di Fleap - ha sottolineato - nasce dalla forte convinzione che l’integrazione della blockchain nelle attività di gestione degli asset costituisca una delle innovazioni più rivoluzionarie nel settore. Siamo quindi soddisfatti di aver potuto verificare con successo il valore aggiunto della blockchain nel semplificare e agevolare operazioni, che tradizionalmente richiederebbero più passaggi e una maggiore burocrazia". Thomas Iacchetti ceo di Fleap ha affermato: "L’operazione Sikuro rappresenta un traguardo significativo per il mercato degli investimenti in Italia. La tecnologia e il modello di funzionamento di Fleap holding possono essere utilizzati per agevolare i tradizionali processi di acquisizione di partecipazioni in società innovative, non solo nel settore del crowdfunding ma, più in generale, nel comparto del venture capital italiano. La creazione di club deal, la strutturazione di spv per esigenze specifiche e la successiva gestione di partecipazioni delle target secondo criteri di efficienza e personalizzazione sono tutti casi applicativi che stiamo esplorando all’interno della sandbox regolamentare".

Un team di giornalisti altamente specializzati che eleva il nostro quotidiano a nuovi livelli di eccellenza, fornendo analisi penetranti e notizie d’urgenza da ogni angolo del globo. Con una vasta gamma di competenze che spaziano dalla politica internazionale all’innovazione tecnologica, il loro contributo è fondamentale per mantenere i nostri lettori informati, impegnati e sempre un passo avanti.

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SitoWP.it: rivoluziona la gestione di siti web WordPress, e...

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SitoWP.it: rivoluziona la gestione di siti web WordPress, e compie 18 anni dedicati alle aziende e i professionisti

In collaborazione con WP-hosting.it

Il panorama digitale in continua evoluzione richiede soluzioni innovative: sempre più aziende e professionisti si affidano a piattaforme come WordPress per costruire la loro presenza online. Tuttavia, la gestione di un sito web e’ spesso un'impresa complessa, con una serie di sfide tecniche e burocratiche da affrontare.

WordPress e’ attualmente la piattaforma OpenSource piu grande al mondo, e annovera tra i suoi contributori partner come il Pentagono, la Nasa, ma anche i Rolling Stones, la Ferrari, Microsoft e innumerevoli altri attori dello stesso calibro, ma anche centinaia di migliaia di piccole e piccolissime imprese in tutto il mondo.

SitoWP.it, e’ una startup fondata da un team di giovani sviluppatori italiani, che ha recentemente celebrato un importante traguardo: compie quest’anno diciotto anni di impegno nel rendere il mondo di WordPress più semplice e accessibile per aziende e professionisti.

SitoWP.it rappresenta un unicum nel panorama del web, fornendo ai propri clienti ben tre portali di appoggio per tutti i servizi che rappresentano l’intero panorama delle esigenze di un'azienda di grandi o piccole dimensioni che investe nel web.

Questi servizi possono essere acquistati separatamente attraverso sistemi automatizzati: Hosting, Assistenza per il sito web e Realizzazione di progetti web e visibilità, tutto è automatizzato, ma dietro questi sistemi una squadra di tecnici lavora in modo instancabile per i nostri siti web.

SitoWP.it nasce per rispondere all’incessante esigenza di web: una startup che sta rivoluzionando il mondo dei siti WordPress e dei servizi ad esso associati (dall’hosting alla consulenza strategica), semplificando la vita di migliaia di utenti.

Oltre a offrire soluzioni professionali e accessibili per la gestione di siti WordPress, SitoWP.it si distingue per la sua attenzione a diversi aspetti cruciali per il successo online delle aziende:

  •  Sicurezza informatica: SitoWP.it aiuta le aziende a proteggere i loro siti web da minacce informatiche, garantendo la sicurezza dei dati e la tranquillità dei propri clienti.
  •  Consulenza web esperta: SitoWP.it mette a disposizione dei propri clienti un team di consulenti web esperti, pronti a fornire supporto tecnico e una guida personalizzata per ogni esigenza.
  • Scelta dell'hosting ideale: SitoWP.it aiuta le aziende a scegliere il giusto piano di hosting, garantendo prestazioni ottimali e scalabilità in base alle reali necessità.
  •  Miglioramento delle performance: SitoWP.it offre servizi di ottimizzazione del sito web per migliorare velocità, caricamento e user experience, favorendo un aumento del fatturato online.
  • Sviluppo della presenza online: SitoWP.it affianca le aziende nella creazione di una strategia di marketing digitale efficace, per aumentare la visibilità online e raggiungere nuovi clienti.

Il recente ciclo di finanziamento chiuso da SitoWP.it conferma il crescente interesse degli investitori per il settore della gestione dei siti web. Questo importante traguardo permetterà all'azienda di accelerare la propria crescita, sviluppare ulteriormente la piattaforma e ampliare la propria presenza sul mercato.

"Semplificare il processo di gestione dei siti web per tutti" e’ la visione di questa azienda e la scritta che campeggia sui muri dei loro uffici.

SitoWP.it si afferma come un leader nel campo della gestione dei siti web WordPress, guadagnandosi la fiducia e il sostegno di aziende e professionisti in tutta Italia. La loro continua innovazione, la dedizione al servizio clienti e l'attenzione a tutti gli aspetti cruciali del successo online pongono SitoWP.it come partner ideale per le aziende che desiderano sfruttare al massimo il potenziale del web.

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Turismo: lungo la Wild Atlantic Way, dove il saper fare...

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Lungo l'itinerario turistico che accompagna da 10 anni i visitatori si possono conoscere aziende che tramandano attività tradizionali

Turismo: lungo la Wild Atlantic Way, dove il saper fare irlandese diventa esperienza

Da dieci anni la Wild Atlantic Way, la strada che per 2.500 chilometri segue la costa occidentale dell’Irlanda affacciata sull’Oceano, attira i visitatori di tutto il mondo per la sua natura incontaminata e i suoi paesaggi selvaggi. Grazie all’itinerario turistico segnalato creato nel 2014 da Fáilte Ireland, l’autorità nazionale per lo sviluppo del turismo, e promosso all’estero da Tourism Ireland. Ma a renderla unica è anche la sua gente, con la sua rinomata ospitalità e quell’essere laboriosa che tenacemente ha portato anche questo angolo più remoto dell’isola ad affermarsi come meta internazionale. Così, oltre ad ammirare panorami mozzafiato e a praticare tutto ciò che una vacanza ‘active’ possa offrire, dal biking al surf, si può entrare in contatto con le tante piccole e grandi aziende che, spesso da generazioni, portano avanti attività tradizionali, conoscere prodotti e produzioni, immergersi nella vita dei piccoli centri come un ‘temporary citizen’. In tempi in cui il turista è sempre di più a caccia di esperienza, la Wild Atlantic Way è sicuramente una destinazione dove ‘sperimentare’ il saper fare.

A cominciare dalla più settentrionale delle nove contee attraversate dall’itinerario, il Donegal. Una parte dell’isola remota e bellissima, schiacciata tra l’Oceano - su cui si gettano scogliere tra le più alte d’Europa, come Sliabh Liag, gettonatissima meta di escursioni tanto da vantare un nuovissimo Visitors Centre - e l’invisibile confine con l’Irlanda del Nord, che neanche la Brexit ha accentuato. E che si è riscattata come nuova destinazione tutta da scoprire proprio grazie alla Wild Atlantic Way.

Il Donegal è la ‘patria’ del celebre tweed, come a dire che il ‘saper fare’ qui non è secondo a nessuno. Con questo elegante tessuto in lana a trama spinata si confezionano giacche, abiti, cappelli e persino cravatte, anche per conto dei più grandi brand di moda internazionale. Sono molte le aziende che tramandano questa tradizione e qualcuna ha deciso anche di condividerla con i turisti, aprendo la propria fabbrica al pubblico per una visita guidata. Lo ha fatto, ad esempio, da un anno, Hanna Hats, dove Eleanor Hanna, terza generazione di un’azienda che lavora al centro della città di Donegal dal 1924, mostra come le sarte cucitrici e macchiniste sono in grado di realizzare in mezz’ora un cappello, che sia un’iconica coppola da uomo o una femminile cloche.

Non lontano, ad Ardara, una ‘summa’ di prodotti artigianali, tessili ma non solo, della regione si può trovare nella galleria Donegal Designer Makers. E i pezzi più interessanti sono esposti anche in alcuni degli esclusivi resort che la zona offre, come Harvey’s Point, premiato come ‘Miglior albergo d’Irlanda’ da Tripadvisor ed esso stesso un’esperienza, che racchiude una intrigante storia famigliare celata nella pace del lago Eske.

Quanto a storie, miti e leggende, infatti, l’Irlanda ne ha da vendere. E un modo speciale per averne un assaggio è anche l’esperienza notturna al Nephin National Park nella Mayo’s Dark Sky Reserve: per raggiungerlo ci si affida alle guide del parco che offrono il pick up nell’albergo in cui si alloggia (tra i più vicini i Mulranny Park Hotel affacciato sulla laguna) per condurre i visitatori, nel bel mezzo della notte, fino al Visitor Centre dove ad attenderli c’è un prestigiatore che tra giochi e magie narra racconti e aneddoti a lume di candela. I più fortunati, se il cielo è limpido, potranno anche mettersi in osservazione delle stelle, con spiegazione di galassie e pianeti.

Tra le attività più importanti lungo la Wild Atlantic Way, certamente quelle legate al mare. In particolare in quel tratto protetto da Achill Island, la più grande ‘isola dell’isola’ di Irlanda, collegata al resto del paese solo dal Michael Davitt Bridge, oltrepassato il quale si scoprono spiagge pluripremiate, come Keem beach, raggiungibili anche in bici lungo la Great Western Greenway. Poi, scogliere a picco ma anche ruderi di castelli e il famoso ‘Villaggio deserto’, impronta di un passato che ha segnato questa nazione con povertà e carestia costringendo milioni di irlandesi ad abbandonare le proprie case ed emigrare.

Se la pesca è certamente nota, soprattutto di merluzzo (lo provano fritto tutti i golosi di fish&chips) e di salmone (dal sentore selvatico, questa specie irlandese a torto poco conosciuta all’estero), non tutti sanno che qui ci sono allevamenti di ostriche di primissima qualità, che nulla hanno da invidiare a quelle francesi, grazie al particolare microclima che caratterizza le insenature che ritagliano la costa. Temperatura, umidità, venti, flora, marea, tutto contribuisce a questo processo che dura dai 3 ai 6 anni, quanti ne servono per ottenere un’ostrica pronta per il consumo, portato avanti da un’acquacoltura ormai eroica, minacciata costantemente dal cambiamento climatico.

A raccontarla gli ‘oyster farmers’, come Padraic Gannon, che questo mestiere lo fa da 30 anni nell’azienda di famiglia, da lui stesso trasformata da agricola ad allevamento di ostriche, dopo l’illuminante incontro con un francese, che nel 1984 gli ha aperto gli occhi sull’acquacoltura. Oggi l’azienda Croagh Patrick Seafoods si è aperta ai visitatori e ha appena creato una nuova struttura per accogliere chiunque voglia saperne di più sulle ostriche. Un tour esperienziale che porta a passeggiare tra l’acqua dove affiorano le ceste in cui il prezioso mollusco si sviluppa, provando a scuoterle con quel preciso movimento che solo gli esperti allevatori conoscono; si può poi imparare come aprire il guscio con lo speciale coltellino e naturalmente assaporarle nel ricco tasting proposto con i più gustosi abbinamenti, alghe comprese.

E proprio le alghe aprono una nuova frontiera per il turismo, in questa parte di Irlanda, legato al wellness. Sono ancora poche le strutture che lo fanno ma c’è chi offre trattamenti benessere ed estetici con bagni alle alghe, massaggi con oli essenziali e un’intera linea cosmetica che sfrutta i principi nutritivi di questa pianta acquatica. E’ il caso di Voya Seaweed Bath, dove questa antica pratica viene riproposta in cabine lusso e all’avanguardia, con vista fronte oceano e spalle alla cosiddetta ‘montagna piatta’, il Ben Bulben. Si trova a Strandhill, spiaggia famosa per il surf, tanto da essersi dotata del nuovissimo National Surf Centre, una struttura per accogliere sportivi e appassionati ma anche per offrire un’esperienza, non solo atletica, al visitatore. Come per esempio una passeggiata sugli scogli accompagnati dalle guide di Nourished by Sea Rocks, che spiegheranno tutto sulle alghe, compreso il loro uso per preparare dolci, decotti, medicinali e altro ancora, fra storytelling e degustazione.

Chi invece, in fatto di benessere, ama i ‘rimedi della nonna’ può fare un salto all’Old Irish Goat Centre, dove un gruppo di volontari si prende cura delle poche centinaia di esemplari rimasti e salvati dall’estinzione di questa razza autoctona di capra, che vive sul suolo irlandese da cinquemila anni, simbolo evocativo nella cultura pagana gaelica e fonte di sopravvivenza nel periodo della grande carestia, e da cui ricavano solo il latte per farne una linea speciale di sapone dal forte potere nutriente.

Quella culinaria, si sa, è una delle esperienze di viaggio più ricercate e non manca di certo lungo la Wild Atlantic Way. Basta andare, su tutte, nella cittadina di Sligo: il vivace centro pedonale che si snoda lungo il fiume Garavogue pullula di ristorantini che non ti aspetti. Da qui l’idea di Anthony Gray, imprenditore ed ex golfista, proprietario di due ristoranti, Eala Bahn per il fine dining e Hooked, più informale, di creare ‘Taste of Sligo’: un tour gastronomico guidato attraverso almeno 5 locali della città, compresi un oyster bar, una cioccolateria e un’enoteca, per assaggiare quanto di meglio la costa ovest dell’Irlanda ha da offrire in fatto di prodotti tipici. Un’idea lanciata appena prima della pandemia e ora diventata un must per chi visita questa parte d’Irlanda, che ha reso questo appassionato ristoratore un vero ambasciatore della Wild Atlantic Way.

Chiunque vada in Irlanda, poi, almeno una volta, prova il celebre Irish coffee, vero e proprio simbolo del paese. Ma non tutti sanno come si prepara. In soccorso arrivano le ‘lezioni’ offerte al Clew Bay Hotel di Westport, pittoresca cittadina affacciata sul mare, una delle poche nel paese con un piano regolatore geometricamente disegnato, molto frequentata pure dagli irlandesi nella bella stagione ma anche per congressi, nonché meta di pellegrinaggi per la vicinanza del monte sacro dedicato a St.Patrick (Croagh Patrick), patrono d’Irlanda, e nota anche per l’antica dimora dei discendenti della leggendaria ‘Regina pirata’, Grace O’Malley, che sarebbe vissuta a cavallo del 1500.

In questo albergo, una gestione famigliare avviata fin dagli anni Cinquanta cominciando da un ‘fish&chips’ (una novità per l’epoca in questo angolo del paese), si organizzano, infatti, dei mini-corsi per gli ospiti con tanto di parte pratica e, ovviamente, degustazione finale seguita, per i più meritevoli, da diploma. I proprietari, Maria con suo marito Darren Madden, svelano i segreti di un Irish coffee preparato ad arte - unendo nell’ordine whiskey, zucchero di canna, caffè e, parte più difficile, la panna - ma, soprattutto, raccontano la storia di una famiglia che, nonostante le difficoltà, continua a credere nella Westport Bay, la baia che si apre di fronte alla città e che la Wild Atlantic Way ha portato a riscoprire.

A pochi passi, immancabile il Matt Malloy's Pub, sempre aperto per una autentica serata irlandese: il proprietario, da cui prende il nome, è un flautista che si esibisce con una delle più famose band irlandesi di musica tradizionale, The Chieftains, nel ‘back bar’ di fronte al caminetto acceso. Quella del pub, del resto, è una delle esperienze da non perdere in Irlanda. Ad Ardara, il Nancy’s Bar, gestito da sette generazioni dalla stessa famiglia, sembra una casa d’altri tempi, dove tra cimeli e collezioni di pinte si può degustare una pluripremiata soup a base di pesce.

In una città come Sligo, poi, non c’è che l’imbarazzo della scelta: si può andare da Hargadon’s, che conserva gli arredi originali risalenti al 1864 e serve un’ampia scelta di birre artigianali locali, oppure al Thomas Connolly’s Bar, il più antico della città, dove sin dal 1861 sono passati personaggi famosi. Uscendo, non passa inosservata la statua in bronzo del poeta e drammaturgo irlandese William Butler Yeats, Premio Nobel per la letteratura, che trascorse molto tempo proprio a Sligo. Una “terra dei desideri e del cuore” la definisce nei suoi tanti scritti dedicati a questi luoghi. Perché anche questo angolo d’Irlanda “va dritto al cuore”, e ci resta.

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Turismo, in Irlanda compie 10 anni la Wild Atlantic Way:...

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E’ la via costiera segnalata più lunga del mondo, con 188 Discovery Point in un paesaggio incontaminato

Turismo, in Irlanda compie 10 anni la Wild Atlantic Way: meta iconica e volano per l'economia

Compie dieci anni la Wild Atlantic Way, la strada che corre lungo la costa occidentale dell’Irlanda, guardando all’Oceano, in quell’angolo estremo d’Europa dove il mare nei secoli ha scolpito insenature e scogliere. E’ la via costiera segnalata più lunga del mondo, si estende per ben 2.500 chilometri, dalla regione più settentrionale dell’isola, il Donegal, alla contea di Cork, a sud-est. Si può percorrere in entrambe le direzioni, verso Nord fino a Malin o in direzione Sud fino a Kinsale, attraversando nove contee. Un itinerario turistico creato con lungimiranza un decennio fa, per sviluppare un turismo sostenibile in questa area poco conosciuta, ma anche fragile, e contrastare la crisi che ha colpito pure questo settore dopo il 2007. E che, con i suoi 188 Discovery Point, diventati essi stessi icone da immortalare in foto, ha accompagnato i viaggiatori attraverso località remote e pressoché inesplorate.

Un paesaggio incontaminato che ha attratto non solo turisti a caccia di esperienze lontane dai sentieri battuti, ma anche registi e produttori di tutto il mondo: ‘Star wars’, ‘Gli spiriti dell’isola’, ‘Normal People’ e ‘La figlia di Ryan’ sono solo alcuni dei film girati in questo set cinematografico a cielo aperto.

A distanza di 10 anni, la Wild Atlantic Way mantiene inalterato il suo fascino e si è rivelata una delle iniziative turistiche di maggiore successo del paese. Un vero e proprio brand che ha contribuito allo sviluppo di una fiorente industria turistica, che ha portato all’economia locale e nazionale un indotto di 3 miliardi di euro. Rispetto al 2013 si registra un +29% di visitatori e un 57% di spesa generata da stranieri. In questi primi dieci anni, le attività legate al turismo sono aumentate del 60% e sono 400 le nuove esperienze offerte ai turisti, dal cicloturismo al trekking.

Un percorso epico e selvaggio, fra rocce scoscese, grotte nascoste e spiagge deserte, che può essere esplorato a piedi, in bicicletta, in moto o in auto, in qualsiasi momento dell’anno, sotto il proverbiale cielo di un’isola dove le quattro stagioni si possono vivere in un’ora, con il sole a sorprendere anche nelle giornate tipicamente uggiose. Lungo la Wild Atlantic Way si susseguono 63 spiagge, cinque parchi nazionali, 26 isole abitate e altre centinaia completamente selvagge. E, ancora, due Dark Sky Reserve e il sito di Skelling Michael, patrimonio mondiale dell’Unesco. Di fama mondiale, poi, i campi da golf immersi nel verde, che è emblema dell’isola, e le spiagge dove si può praticare surf nelle migliori condizioni di onde e vento.

Con le sue bellezze naturali la Wild Atlantic Way, nei suoi primi dieci anni, è ormai diventata una destinazione famosa a livello internazionale. Ma a renderla caratteristica sono anche i villaggi e le cittadine che si incontrano percorrendola da Nord a Sud, tra fari, castelli, antiche dimore e cottage dai tetti di paglia. Si può soggiornare in piccole ‘accomodation’ a conduzione famigliare o in lussuosi resort, assaporare cucine stellate e prodotti tipici, con il pesce dell’Atlantico a farla da padrone.

E tra un tè accompagnato dagli scones di eredità britannica, una birra artigianale o una immancabile Guinness, un must è anche la degustazione di whisky direttamente in distilleria. Come pure non si può fare a meno di entrare in un pub, luogo di ritrovo per definizione, dove si respira lo spirito irlandese più autentico e si ascolta musica tradizionale. Né si può rinunciare a provare un Irish coffee preparato ad arte, che riscalda corpo e anima. Proprio come la gente, ospitale e generosa, orgogliosa e tenace, che la Wild Atlantic Way fa incontrare.

Per celebrare questo 10° anniversario, Tourism Ireland nel 2024 ha promosso una campagna dedicata specificatamente alla Wild Atlantic Way. Come spiega Alice Mansergh, Ceo di Tourism Ireland, “in questo traguardo di dieci anni, mostreremo quanto la Wild Atlantic Way ha da offrire in 14 mercati del mondo, attraverso media e canali tv e digitali”. “Con il nostro partner Fáilte Ireland, insieme con i governi e le comunità locali, abbiamo creduto in questa strada che oggi compie dieci anni come itinerario turistico - aggiunge - ma che rappresenta un paesaggio naturale e una eredità culturale con una storia millenaria. Ed è stato un piacere contribuire a rendere la Wild Atlantic Way famosa in tutto il mondo”.

Anche il mercato italiano è coinvolto nella campagna. “La Wild Atlantic Way è un progetto che ha saputo dialogare autenticamente con i territori, diventare un’effettiva risorsa per le comunità locali, generando un’economia basata sul turismo in tutte e nove le contee attraversate lungo la costa occidentale dell’isola, mettendo sempre al primo posto la difesa del nostro bene più prezioso: la nostra terra e il nostro mare. Il fattore umano è uno degli elementi importanti per il successo della Wild Atlantic Way, che, coinvolgendo le comunità, le aziende e le istituzioni locali nello sviluppo di prodotti, infrastrutture ed esperienze turistiche, ha generato 35mila nuovi posti di lavoro nel turismo, raggiungendo un totale pari a 121mila posti, diventando il primo percorso turistico del Paese, con un indotto annuale di circa 3 miliardi di euro”, commenta Marcella Ercolini, direttrice di Turismo Irlandese in Italia.

“Gli italiani amano la Wild Atlantic Way, e i collegamenti aerei diretti tra diverse città italiane verso i tre aeroporti regionali, Shannon, West Ireland Knock e Cork, consentono di arrivare direttamente sulla costa ovest, permettendo ai viaggiatori italiani di scoprire aree lontane dalle rotte più battute, partendo da nord, pensiamo al Donegal, scendendo poi al centro verso Galway, il Connemara e le isole Aran, per poi proseguire verso sud con il Kerry e la capitale gastronomica d’Irlanda, Cork”, sottolinea.

Fáilte Ireland, l’autorità nazionale per lo sviluppo del turismo, che dieci anni fa ha scommesso su questo itinerario, ha investito oltre 120 milioni di euro in almeno 50 progetti e lanciato 10 piani di sviluppo delle destinazioni. “Un decennio fa, la Wild Atlantic Way ha trasformato il paesaggio turistico irlandese, mettendo insieme coste selvagge, antica eredità e calorosa ospitalità, in una cornice che ha catturato cuori in tutto il mondo”, afferma il Ceo di Fáilte Ireland, Paul Kelly.

“Fáilte Ireland - ricorda - ha lanciato la Wild Atlantic Way nel 2014 per rispondere a una crisi globale che ha colpito in particolare la costa occidentale. Il brand mirava a creare un’esperienza che reimmaginasse la costa. L’ambizione era di unire la regione attraverso una strada turistica continua e definita, presentandola in modo che fosse attrattiva per i turisti e che fungesse da motore economico per l’Irlanda occidentale. Un progetto su cui abbiamo avuto una straordinaria collaborazione sia delle istituzioni pubbliche sia del settore privato. Le comunità locali hanno abbracciato questo progetto dall’inizio, lo hanno fatto proprio e continuano a incarnarne l’essenza”.

“Come agenzia di sviluppo - conclude - abbiamo continuato a investire nella Wild Atlantic Way, dalle grandi attrazioni alle piccole esperienze per i visitatori. E nei prossimi 5 anni investiremo oltre 70 milioni di euro nello sviluppo sostenibile di questo prodotto turistico. I trend turistici evolvono, i viaggiatori cercano esperienze autentiche e crediamo che la Wild Atlantic Way possa offrirle. Oggi la Wild Atlantic Way è diventata molto di più che una strada turistica, è un invito internazionalmente riconosciuto a esplorare il cuore e l’anima dell’Irlanda dell’Ovest. E’ un brand ancora giovane, con molte potenzialità da sviluppare e questo anniversario segna un primo decennio di quello che sappiamo sarà una eredità durevole”.

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Per 76% italiani sempre più difficile salire scala sociale Tradizionalmente il ceto medio ingloba la maggioranza della popolazione italiana. Il...