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Politica

Mes, Fontana: “Giurì d’onore chiesto da Conte...

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Mes, Fontana: “Giurì d’onore chiesto da Conte si farà, Mulè sarà il presidente”

Il verdetto arriverà entro il 9 febbraio

Lorenzo Fontana - Afp

"Si farà il giurì d'onore" chiesto da Giuseppe Conte sul caso del fax sventolato in aula da Giorgia Meloni sul Mes, "il presidente sarà Giorgio Mulè e auspico che si possa dirimere questa questione". Così il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, incontrando la stampa parlamentare.

"Io ho preso una decisione - ha spiegato Fontana - ma aspettavo venisse" ufficializzata con la lettura in Aula. "Il Parlamento è sempre sovrano, la maggioranza dei parlamentari ha deciso di esprimersi in questo modo, questa è la democrazia. C'era da fare un passaggio parlamentare. Non posso che accettare questo verdetto in base al principio democratico".

Il verdetto entro il 9 febbraio

Il verdetto del giurì d'onore chiesto da Giuseppe Conte arriverà entro il 9 febbraio, ha comunicato in Aula alla Camera la presidente di turno, Anna Ascani. "Comunico che il presidente della Camera, essendone stata fatta richiesta ai sensi dell’art.58 del regolamento da parte del deputato Giuseppe Conte, sussistendone i presupposti, ha nominato una commissione d’indagine che giudichi la fondatezza delle accuse rivoltegli dalla deputata Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dei ministri, nel corso della seduta dell’assemblea del 12 dicembre 2023, chiamando a farne parte" il deputato Giorgio Mulè (Fi), in qualità di presidente, e i deputati Fabrizio Cecchetti (Lega), Filiberto Zaratti (Avs), Alessandro Colucci (Nm) e Stefano Vaccari (Pd). "La commissione dovrà riferire alla Camera entro il 9 febbraio del 2024”.

La richiesta di Conte

La richiesta era stata avanzata dal presidente M5S lo scorso 18 dicembre per "ristabilire la verità dei fatti e ripristinare l'onore minato dal comportamento menzognero della presidente Meloni" che, era l'accusa di Conte, "ha scelto di mentire al Parlamento e a tutti i cittadini, sostenendo che il mio governo aveva dato il via libera al Mes nel gennaio 2021, senza mandato parlamentare e con il favore delle tenebre, lo avrebbe fatto quando ormai si era dimesso, con gli scatoloni pronti. Meloni ha mentito consapevole di mentire, era deputata quando il 9 dicembre 2020 in Parlamento - ricostruisce il leader M5S - abbiamo tenuto un ampio dibattito sul Mes, certificato anche dagli atti".

"Al contrario di quello che ha affermato Meloni, il tutto è stato fatto alla luce del sole", nel dicembre 2020 "c'è stato un ampio dibattito e il pieno coinvolgimento del Parlamento". Dunque dalla premier, accusa Conte, "un cumulo di falsità, che disonora la massima istituzione di governo".

Cos'è il Giurì d'onore

Come si legge sul sito della Camera, il presidente di Montecitorio "può nominare, su richiesta di un deputato che si senta leso nella sua onorabilità da accuse che gli siano state mosse nel corso di una discussione, una Commissione d'indagine a norma dell'art. 58 del regolamento - detta Giurì d'onore - che valuti la fondatezza delle accuse". Nel caso specifico, si tratta delle dichiarazioni di Meloni relative al Mes. "Al Giurì viene solitamente assegnato un termine per riferire all'Assemblea sugli esiti della sua attività. Della relazione del Giurì l'Assemblea si limita a prendere atto, senza dibattito né votazione".

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Politica

Lega, Bossi: “Nuovo leader? Serve attenzione a...

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"Salvini? Non l'ho sentito. Giorgetti? Non voglio fare il suo nome per non massacrarlo"'

Umberto Bossi

"Non mi pare che Matteo Salvini abbia mostrato attenzione per la questione settentrionale, ma serve andare in quella direzione. Servirebbe qualcuno che abbracci la questione e la porti avanti con determinazione". Umberto Bossi risponde così alle domande dei cronisti, in un breve incontro nel giardino della sua villetta, a Gemonio, in occasione del 40esimo anniversario di fondazione della Lega.

A chi gli chiede se potrebbe trattarsi di Giancarlo Giorgetti, risponde sorridendo: "Non voglio dire Giorgetti per non massacrarlo". Quindi aggiunge: "L'ho sentito ieri sera, oggi è in Lussemburgo, tornerà stasera". Quanto a Salvini, dice: "Lui non l’ho sentito. Devo dire la verità -aggiunge- mi aspettavo che senza dire niente comparisse". Ma evidentemente non è successo.

"Se rifarei tutto ciò che ho fatto? Beh qualche errore l'ho fatto; sembrerà strano ma qualche errore l'ho fatto anche io. Errori che però mi vengono perdonati", dice Bossi.

"All'inizio -ricorda il Senatur- abbiamo certamente fatto un grande sforzo; del resto erano momenti molto diversi. Allora, con la Lega Veneta e l'Uopa-Unione Ossolana per l'autonomia, eravamo in tutto il Nord, tutti uniti per l'autonomia. Si trattava di segni chiari per chi aveva un minimo di capacità politica di fare analisi per capire che le cose stavano cambiando. O altrimenti per sempre ci sarebbe stata la Democrazia Cristiana, con il gioco che era di Bettino Craxi, che prima era stato con il Pci e aveva fatto il centrosinistra, poi è andato con la Dc e logicamente il Pci è affondato". E' proprio "partendo da questo sistema di potere che noi nascemmo. Da allora -aggiunge- molte cose si sono sviluppate, ma oggi c'è bisogno di un'altra spallata per cambiare in meglio le cose".

“Questo governo purtroppo non ha soldi e senza soldi diventa difficile fare le cose. Quando governi devi dare delle risposte, dei risultati: oggi è davvero molto difficile”, sottolinea il Senatur. “Oggi -osserva - c’è la necessità di un programma che la gente approvi, perché se la base non approva il programma non vai da nessuna parte. Guardiamo ad esempio la sanità: in Lombardia era un fiore all’occhiello; oggi questo è un problema che tocca tutti”. Tuttavia, avverte, “secondo me qualcuno tra quelli che sono stati messi fuori dalla Lega potrebbe essere capace di portare il Paese in quella direzione".

La risposta di Salvini

"Alle critiche di Umberto Bossi sono abituato da trent'anni, ne parlo anche nel mio libro che uscirà a fine aprile. Le ascolto con attenzione e gratitudine, rispondo solo che vederlo in salute è il miglior regalo per questa festa", dice Matteo Salvini.

Castelli e l'omaggio a Bossi

"Ringrazio tutti voi che siete qui rivolgendo subito un pensiero Padania libera!", dice l'ex ministro Roberto Castelli. "Non devo spiegarvi perché siamo qui oggi -aggiunge-; qui ci sono coloro i quali non hanno mai dimenticato il nostro 'grande capo', che sono sempre stati vicini a lui e che oggi vogliono rendere omaggio a colui che ha trasformato le nostre coscienze e i nostri cuori, oltre che l'Italia".

"L'Italia -dice Castelli- non è più la stessa; questo Paese, benedetto e disgraziato a seconda di come lo si voglia interpretare, non è più lo stesso dopo che Bossi è arrivato e si è affacciato alla scena politica italiana. Un uomo da solo, e io lo posso testimoniare perché ho vissuto tutto il cammino della Lega insieme a quest'uomo, che ha cominciato da zero, forte e solo con la suola delle proprie scarpe, delle proprie idee e del suo carisma eccezionale. Nessun altro è come lui. E con queste cose è riuscito a trasformare le nostre coscienze e i nostri cuori".

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Politica

40 anni della Lega, Bossi invita i militanti a casa: fetta...

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L'invito estemporaneo con un sms a Roberto Castelli che presiedeva i festeggiamenti in piazza

Uno dei militanti all'ingresso della casa di Bossi a Gemonio - Adnkronos

Umberto Bossi ha deciso di partecipare, a modo suo, alle celebrazioni del 40esimo anniversario della fondazione della Lega, a Gemonio, nel Varesotto. Il fondatore ed ex leader del Carroccio ha inviato poco fa un messaggio a Roberto Castelli, che stava aprendo i festeggiamenti nella piazza della chiesa, invitandolo a portare a casa sua i militanti intervenuti alla giornata, per un saluto e una fetta di torta.

Subito il gruppo, capitanato da Castelli e dall’ex Segretario della Lega Nord, Paolo Grimoldi, si è incamminato lungo la piccola stradina che collega la chiesa al villino di Bossi. Quindi sono stati bloccati all’ingresso. “Giornalisti fuori, entrerete per ultimi”, ha annunciato uno dei militanti che si è prestato a fare servizio d’ordine alla porta. E poco dopo è arrivato uno dei figli di Umberto Bossi, Renzo, per accogliere personalmente i militanti, che sono stati divisi in piccoli gruppi e fatti entrare in modo contingentato.

Malgrado il caldo e il sole alcuni hanno deciso di attendere pazientemente il loro turno davanti al cancelletto; mentre altri hanno desistito.

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Politica

Autonomia, Colucci (M5s): “più tempo, anche Fi...

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Il capogruppo in Commissione Affari costituzionali a Montecitorio: "se Fontana non risponde via al dissenso"

Alfonso Colucci (M5s)

Tempi duri per la legge sull'Autonomia Differenziata in discussione in Commissione Affari costituzionali a Montecitorio. Le opposizioni chiedono una revisione ed estensione del cronoprogramma, "vincolato secondo il presidente della Commissione Pagano all'approdo in Aula fissato il 29 aprile". Una lettera è stata quindi inviata formalmente al Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, dai presidenti dei gruppi parlamentari delle opposizioni la settimana scorsa ma ad oggi "non abbiamo avuto risposta. Pertanto il presidente della Commissione farà svolgere i lavori secondo il calendario che non abbiamo condiviso e che abbiamo contestato". Così all'Adnkronos Alfonso Colucci, deputato del M5s e capogruppo in Commissione Affari costituzionali a Montecitorio.

Le risulta che la Lega avrebbe dato l’ok a un cronoprogramma leggermente più esteso? "Io non ne so nulla. So solo che Forza Italia ha manifestato delle perplessità, attraverso Occhiuto ed anche Tajani, quest'ultimo sul fronte sanitario. E dato che questa è una legge contenitore, non una legge contenuto, allora mi chiedo perché non estendere le stesse perplessità anche alle altre materie quali l'istruzione e i trasporti? Perché secondo Tajani la sanità potrebbe entrare in difficoltà e non anche, ad esempio, l'istruzione? A me interessa sottolineare - rimarca - che la stessa maggioranza esprime perplessità sui contenuti di questo provvedimento. Del resto, la stessa presidente Meloni nel 2014 presentò un progetto di legge per l'abolizione delle attuali regioni, il che è davvero singolare...".

Cosa chiedete? "Noi chiediamo un approfondimento. In un provvedimento cosi importante e strategico all'esercizio dei diritti fondamentali dei cittadini, i tempi sono funzionali all'analisi nel merito e parlare in Commissione e in Aula è parlare al Paese, non solo ai deputati. Vorremmo quindi discutere gli emendamenti uno per uno ed avere ampi spazi di dibattito anche in Aula - risponde - Noi vogliamo che le nostre osservazioni di merito siano rivolte all'Italia e agli italiani e che gli atti parlamentari esprimano tutta la nostra preoccupazione per le gravi carenze del provvedimento e dei suoi profili di incostituzionalità". Se non ci sarà una risposta di Fontana? "Esprimeremo in tutte le forme democratiche dentro e fuori dal Palazzo la nostra contrarietà ad una legge che trasforma il nostro regionalismo costituzionale in un regionalismo competitivo, mettendo regioni e cittadini l'uno contro l'altro", conclude il parlamentare.

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