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Mes, Giorgetti: “Il no è stato improprio ma non mi...

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Mes, Giorgetti: “Il no è stato improprio ma non mi dimetto”

"Fino a quando la maggioranza sosterrà la mia impostazione su progetti seri, credibili e sostenibili non vedo perché lasciare"

Giancarlo Giorgetti (Fotogramma)

Il no al Mes è stato "improprio" per "un membro dell'Unione europea che dopo avere preso un impegno di ratifica, al momento di firmare si tira indietro". A dirlo, in una lunga intervista rilasciata a 'Il Giornale', è il ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, che ribadisce anche di non avere alcuna intenzione di dimettersi.

"Fino a quando la maggioranza sosterrà la mia impostazione su progetti seri, credibili e sostenibili non vedo perché lasciare - dice - Come ho già detto, l’opposizione ha tutto il diritto di dare suggerimenti, anche graditi, poi però decido io".

E, tornando sulla bocciatura del Mes, ribadisce: "Anche qui nessuna sorpresa. La Lega ha sempre detto che era contraria. Dunque, è questione di coerenza. Ciò che appare improprio per un membro dell’Unione è che dopo aver preso un impegno di ratifica, al momento di firmare si tira indietro. Ma ribadisco, a quel punto la questione non era più economica bensì politica".

Un team di giornalisti altamente specializzati che eleva il nostro quotidiano a nuovi livelli di eccellenza, fornendo analisi penetranti e notizie d’urgenza da ogni angolo del globo. Con una vasta gamma di competenze che spaziano dalla politica internazionale all’innovazione tecnologica, il loro contributo è fondamentale per mantenere i nostri lettori informati, impegnati e sempre un passo avanti.

Cronaca

G7, Meloni a Borgo Egnazia con la figlia. Promossa dal...

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Italo Farnetani: "Alla premier consiglio di fare tappa in una spiaggia Bandiera verde e le lancio un appello perché abolisca i compiti delle vacanze per legge"

(Fotogramma)

Il relax con la figlia Ginevra prima del summit con i grandi. Non è la prima volta che il premier Giorgia Meloni porta con sé la sua bambina in occasione di impegni istituzionali. Ed è successo anche in questi giorni che precedono l'apertura - domani 13 giugno - del vertice del G7 a Borgo Egnazia, la location scelta nel comune di Fasano in Puglia. Promuove la scelta di Meloni - nelle vesti di mamma - il pediatra Italo Farnetani: "Ha fatto bene - commenta all'Adnkronos Salute - a portare la sua piccola in 'trasferta'. È una scelta positiva soprattutto per tre aspetti. Il primo che è importante dimostrare che si può conciliare il lavoro femminile con il ruolo di mamma e che l'impegno professionale di qualunque tipo e a qualunque livello non deve essere di ostacolo o di limite a ruolo di madre". Il secondo aspetto positivo, analizza l'esperto, "è che i bambini guardando i genitori e hanno bisogno di capire e di accorgersi che sono in grado di gestire e condizionare l'ambiente" che li circonda.

"In pratica - continua - vogliono vederli sicuri muoversi nel mondo, perché dalla loro immagine di sicurezza e determinazione trarranno insegnamenti e si sentiranno rassicurati e protetti. La figlia della Meloni sta per compiere 8 anni ed è nella fase delle operazioni concrete, cioè ragiona su ciò che vede. E osservando la madre, in questo caso nel contesto del G7, acquisirà sicurezza senza paure di muoversi nel mondo esterno e fra la gente. Sarà questo l'elemento principale che percepirà, non tanto il ruolo istituzionale della madre. Il terzo aspetto è anche il modello di donna che percepirà, cioè la parità di genere e le pari opportunità".

Farnetani spiega di aver "sempre sostenuto questa impostazione. Già oltre 20 anni fa suggerivo che le mamme artiste potessero condurre le loro tournée estive, per non perdere opportunità professionali, ma portandosi dietro le figlie, con l'aiuto magari di una brava baby sitter. E ribadii lo stesso concetto quando nel giugno 2016 proprio Giorgia Meloni si candidò come sindaco del Comune di Roma, quando era al termine della gravidanza. Allora evidenziai che questo non era incompatibile con il suo ruolo di mamma. Ugualmente nel novembre 2022 quando la figlia era con lei al G20 di Bali".

Il consiglio del pediatra è per tutti i genitori, assicura. "Qualunque ruolo abbiano all'interno della società, prendano esempio da Giorgia Meloni. L'invito è a portarsi sempre dietro il più possibile i propri figli. Bambini e adolescenti hanno notevoli e netti vantaggi di crescita, quanto più stanno insieme ai genitori in generale, e quando si possono muovere in ambienti nuovi. Sono tutte stimolazioni mentali".

"A mamma Giorgia - conclude Farnetani - due suggerimenti, validi in realtà anche questi per tutti: per far vivere interamente delle belle vacanze alla figlia Ginevra, e in particolare in questi giorni a Borgo Egnazia, consiglio caldamente di non farle svolgere i compiti per le vacanze. Anzi, le faccio un appello affinché possano essere aboliti per legge, in quanto inutili e dannosi. In secondo luogo, prima di partire, la premier porti la sua bambina al mare anche per qualche ora. Considerando che il comune in cui si trova, Fasano, ha nelle vicinanze spiagge che dal 2016 ininterrottamente hanno ottenuto la Bandiera Verde dei pediatri come spiagge adatte ai bambini".

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Cronaca

Vaccini, da Aviaria a Dengue per Italia strategia...

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No al contratto Ue per l'acquisto del vaccino prepandemico Seqirus. Lopalco: "Scelta miope che ci isola"

Dosi di vaccino - Afp

Passata l'emergenza della pandemia Covid, che ha lasciato non pochi strascichi rispetto alle politiche di acquisto centralizzato con regia Ue di milioni di dosi di vaccini - spesso rimaste nei depositi - la strategia dell'Italia nell'approvigionamento sembra essere cambiata.

No al contratto Ue per l'acquisto del vaccino preventivo

Mentre all'orizzonte si profilano nuove sfide infettivologiche, come l'aviaria e la Dengue, solo per fare due esempi, un primo segnale di una possibile svolta è che il nostro Paese non è tra quelli che hanno deciso, tramite l'Hera - l'Autorità Ue per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (Hera) della Commissione - di entrare nel contratto quadro di appalto congiunto per la fornitura di un numero fino a 665mila dosi di vaccino prepandemico di Seqirus, con l'opzione per ulteriori 40 milioni di dosi per tutti i 4 anni coperti dal contratto. Un'iniziativa finalizzata ad avere contromisure mediche per prevenire l'influenza aviaria (il vaccino in questione protegge da quella causata dai ceppi H5 del virus dell'influenza A).

Le ragioni della scelta

Sono 15 gli Stati membri dell'Ue che hanno detto sì. Perché l'Italia no? Una prima ipotesi è che si vada a comprare i vaccini quando servirà, ma soprattutto il cambio di paradigma su questo fronte è la volontà di andare a contrattare direttamente con le aziende farmaceutiche, senza passaggi intermedi. Obiettivo: minimizzare gli sprechi. Seqirus è l'unico vaccino preventivo contro l'influenza aviaria zoonotica oggi autorizzato nell'Ue. L'Italia non è comunque scoperta, né sul fronte aviaria né su quello Dengue. Per quanto riguarda nello specifico l'aviaria, per esempio, il precedente Governo con un'altra direzione Prevenzione del ministero della Salute, aveva opzionato il vaccino prepandemico di Gsk contro il virus H5N1 dell'influenza aviaria.

Lopalco: "Scelta ideologica miope"

"Una scelta miope" e "ideologica" quella dell'Italia. E' il parere di Pier Luigi Lopalco, docente di Epidemiologia all'università del Salento.

"Con questa scelta l'Italia - spiega l'epidemiologo all'Adnkronos Salute - si pone ancora una volta al di fuori del consesso internazionale di preparazione agli eventi pandemici. È una scelta che isola la sanità pubblica italiana".

Rezza: "Cruciale avere strategia"

"E' vero che se un Paese rimane fuori" dall'accordo europeo per il vaccino prepandemico contro l'influenza aviaria, "non è per forza sbagliato o un disastro. Però - ammonisce Giovanni Rezza, docente straordinario di Igiene all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano - bisogna essere certi che, nel momento in cui ce ne fosse bisogno, i vaccini si riesce ad ottenerli. Bisogna avere una strategia pronta. Aderire a queste iniziative europee può essere vantaggioso. Certo non è obbligatorio. Ma se si decide di non aderire voglio sperare che sia perché c'è già una strategia pronta. È un fatto di strategia, non un fatto ideologico".

Rezza evidenzia che "vanno guardati anche gli altri grandi Paesi europei: l'Italia non è la sola a non aver firmato, per esempio anche la Germania e la Spagna non sono nell'elenco degli aderenti, mentre la Francia sì", evidenzia all'Adnkronos Salute. L'iniziativa Ue è finalizzata ad avere contromisure mediche per prevenire l'influenza aviaria (il vaccino in questione protegge da quella causata dai ceppi H5 del virus dell'influenza A). "Ci sono due vaccini prepandemici - spiega Rezza - Uno è quello di Gsk, l'altro è questo di Seqirus". L'opzione dell'Italia "è per il vaccino Gsk perché in passato c'era stato un altro agreement europeo e l'Italia è rientrata. E' per un vaccino che verrebbe reso disponibile - eventualmente adattato a un ceppo pandemico - nel momento in cui scoppiasse una pandemia. Questo di Seqirus è sempre basato su H5N1, come quello di Gsk, ma è già autorizzato per l'uso per esempio nelle persone a rischio, come gli allevatori che hanno un contatto diretto con animali. L'Italia è già dentro l'altro, però quel vaccino non può essere utilizzato".

"E' vero - continua Rezza - che si può fare una contrattazione individuale con l'industria, bilaterale. Questa dovrebbe essere fatta nel momento in cui ce ne fosse bisogno e potrebbe prendere più tempo. Quindi, se magari noi avessimo operatori esposti, perché ci sono molti focolai, non avremmo subito il vaccino disponibile. Ed è sempre meglio averlo già, magari in un numero piccolo di dosi. Poi c'è una riflessione legata al prezzo che si può ottenere in una contrattazione bilaterale. Terza riflessione riguarda il fatto che per l'agreement europeo si è fatta garante questa nuova autorità che è Hera, dentro la quale ci sono tutti i Paesi europei. Naturalmente è utile in genere partecipare a iniziative in una cornice come questa. Non è una questione ideologica, ribadisco, ma legata al fatto che tante volte ci sono dei meccanismi di compensazione che possono essere utili".

Hera, illustra l'ex Dg Prevenzione del ministero della Salute, "contratta per tutti i Paesi europei e facilita il compito. Non bisogna vederla come una perdita di sovranità nazionale, ma come una cosa vantaggiosa da un punto di vista pratico. E' chiaro che per fare 'preparedness'", preparazione in vista di eventuali minacce future, "bisogna impegnare dei soldi per strumenti che uno spera dopo di non dover utilizzare. Questo è scontato. E certamente non bisogna neanche buttare al vento i soldi. Bisogna però avere un piano e magari stare dentro un contratto" centralizzato "con un minimo di dosi disponibili. Perché questo vuol dire dopo poter avere la possibilità in tempi rapidi di avere più vaccini qualora ce ne fosse bisogno".

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Politica

Autonomia, caos alla Camera: “Pugni in testa a...

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Il protagonista dell'aggressione sarebbe stato Igor Iezzi (Lega). Donno portato via, visibilmente sconvolto, in carrozzina. Furgiuele espulso dall'Aula per aver fatto - secondo il Pd - il gesto della 'Decima Mas'

Il momento dell'aggressione

Attimi di grande tensione alla Camera durante il dibattito sul ddl Calderoli. Il deputato del Movimento 5 Stelle Leonardo Donno è stato aggredito con dei pugni dopo essersi avvicinato ai banchi del governo con una bandiera tricolore.

"Un deputato della Lega gli ha dato due pugni in testa", denuncia il parlamentare di Avs Marco Grimaldi. Secondo quanto si apprende, il protagonista dell'aggressione sarebbe stato Igor Iezzi. Nell'Aula di Montecitorio sono intervenuti i medici, che hanno portato via Donno - visibilmente sconvolto - in carrozzina.

“L’aggressione avvenuta alla Camera ai danni di Leonardo Donno è un fatto gravissimo e vergognoso. Il nostro deputato voleva solo consegnare una bandiera italiana al ministro Calderoli, quando è stato aggredito fisicamente da parlamentari della maggioranza tra cui il leghista Iezzi, venendo colpito con pugni e finendo a terra. Chiediamo provvedimenti seri e immediati contro questo atto di vero e proprio squadrismo perpetrato all’interno delle istituzioni che infanga la nostra democrazia e qualifica chi lo ha compiuto”, ha comunicato con una nota il Movimento 5 stelle.

Anche un commesso si è infortunato durante gli scontri in aula alla Camera. L’assistente parlamentare è stato portato via a braccia da alcuni colleghi.

Mollicone (Fratelli d'Italia): "Da Donno sceneggiata"

''Tutto è iniziato con il gesto irrispettoso e oltraggioso di Donno...'', ha affermato Federico Mollicone, esponente di Fratelli d'Italia, raccontando che ad accendere gli animi è stata la provocazione del Cinque stelle Donno che ha provato ad avvolgere con il tricolore il ministro degli Affari regionali Calderoli: ''Donno in maniera sarcastica e irrispettosa voleva mettere sulle spalle di Calderoli la bandiera italiana. A quel punto è scattato il parapiglia ma senza contatto fisico''. Mollicone non ha dubbi quando gli hanno chiesto se l'esponente pentastellato è stato colpito dal leghista Igor Iezzi: ''Donno si è buttato a terra e ha fatto una sceneggiata...''.

"Se un parlamentare dà dei pugni a un altro parlamentare, vuol dire che è un cog... indipendentemente da chi sia", il commento a caldo del deputato di Fratelli d'Italia Andrea de Bertoldi.

Schlein: "Fatti gravissimi"

Di “fatti gravissimi" parla la segretaria del Pd, Elly Schlein che sottolinea: "Non è possibile riprendere i lavori in questo clima di crescente violenza verbale e addirittura fisica”. “Prima la destra ha intimato a Braga di stare zitta, poi un deputato della Lega è stato espulso per aver fatto per tre volte il simbolo della Decima Mas, infine l'aggressione fisica, violentissima con pugni ripetuti a un parlamentare del M5S”, ha detto Schlein. "A 100 anni dall'omicidio Matteotti non si devono e non si possono vedere queste immagini, non pensino di fermare i nostri diritti di opposizione contro le riforme con cui stanno stravolgendo l'Italia", ha concluso.

Opposizioni sventolano tricolore in Aula e cantano Inno Mameli e Bella ciao

Dopo l'intervento di Roberto Speranza in aula alla Camera contro il provvedimento sull'autonomia differenziata, i deputati del Pd hanno iniziato a sventolare in aula bandiere tricolore. "Difendiamo l'unità del nostro Paese". Tutte le opposizioni si sono poi unite e hanno intonato l'inno d'Italia e Bella ciao.

Bonelli: "Segno Decima mas da banchi Lega"

"Mentre cantavamo l’inno d’Italia, deputati della Lega facevano il segno della X Mas: un oltraggio alla Repubblica e alla bandiera che va perseguito. Tutto ciò dimostra come il fascismo sia dentro questa maggioranza", ha detto in una nota il deputato di Avs Angelo Bonelli.

"La X con le mani? L'ho fatto per dire che non mi piace Bella ciao", ha replicato ai cronisti Domenico Furgiuele, deputato della Lega, espulso dall'Aula nel corso della seduta sull'autonomia per aver fatto - secondo il Partito democratico - il gesto della 'Decima Mas'. "E' tutto molto strano, è questo mondo del politicamente corretto per il quale si può cantare Bella ciao in Aula alla Camera e non si può dire magari che questa canzone non è condivisa e non piace. E qualcuno può fare pure un gesto, surclassato dalle voci, per dire 'no, non mi piace'. Questa cosa viene fraintesa perché non si può fare un gesto...", ha sottolineato. "Ognuno può interpretare quello che vuole. Era mia intenzione esprimere qualcosa di negativo rispetto a quello che le opposizioni stavano cantando", ha proseguito l'esponente leghista.

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