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Cronaca

Covid Italia, contagi raddoppiati in 3 settimane: crescono...

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Covid Italia, contagi raddoppiati in 3 settimane: crescono ricoveri e morti

Il report della Fondazione Gimbe con il monitoraggio della situazione del virus in Italia

Test covid - 123RF

Dopo circa un mese di sostanziale stabilità del numero dei nuovi casi Covid settimanali in Italia, "da 3 settimane consecutive si rileva la progressiva ripresa della circolazione virale. Infatti, dalla settimana 2-8 novembre a quella 23-29 novembre il numero dei nuovi casi settimanali è aumentato da 26.855 a 52.175 (+94,3%), un raddoppio dei contagi. Crescono anche i ricoveri in area medica, +58%". Lo evidenzia il report della Fondazione Gimbe con il monitoraggio della situazione Covid in Italia.

"Rispetto all’effettiva circolazione virale – commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe –, il numero dei contagi è largamente sottostimato perché il sistema di monitoraggio, dopo l’abrogazione dell’obbligo di isolamento per i soggetti positivi, poggia in larga misura su base volontaria. Infatti, da un lato la prescrizione di tamponi nelle persone con sintomi respiratori è ormai residuale (undertesting), dall’altro con l’utilizzo diffuso dei test antigenici fai-da-te la positività viene comunicata ai servizi epidemiologici solo occasionalmente (under-reporting)"

"Nella settimana 23-29 novembre l’incidenza dei nuovi casi oscilla da 1 caso per 100mila abitanti della Sicilia a 183 del Veneto - ricostruisce il report Gimbe -. Rispetto alla settimana precedente i nuovi casi aumentano in 15 Regioni: dal +3,7% del Veneto al +43,4% della Sardegna. In calo le restanti 6 Regioni: dal -3,5% della Provincia Autonoma di Trento al -32,3% dell’Umbria. In 80 Province si registra un aumento dei nuovi casi: dal +1,5% di Trieste al +60% di Matera. Nelle restanti 21 Province si rileva una diminuzione dei nuovi casi (dal -0,2% di Salerno al -50% di Messina); stabili le Province di Cagliari, Catanzaro, Enna, Oristano, Siracusa, Sud Sardegna con una variazione dello 0%".

"Dopo un mese di stabilità, i posti letto occupati da pazienti Covid dal 2 novembre al 29 novembre sono aumentati in area medica da 3.632 fino a 5.741 (+58,1%) e in terapia intensiva da 99 a 170 (+71,7%) Al 29 novembre il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 9,2% in area medica (dall’1,8% della Basilicata al 10,1% dell'Umbria) e dell’1,9% in area critica (dallo 0% di Basilicata, Marche, Provincia Autonoma di Bolzano e Valle d’Aosta al 2,8% dell’Emilia-Romagna)", si legge nel report.

"Se in terapia intensiva – spiega il presidente Cartabellotta – i numeri sono esigui dimostrando che oggi l’infezione da Sars-CoV-2 solo raramente determina quadri severi, l’incremento dei posti letto occupati in area medica conferma che nelle persone anziane, fragili e con patologie multiple può aggravare lo stato di salute richiedendo ospedalizzazione e/o peggiorando la prognosi delle malattie concomitanti". Infatti, il tasso di ospedalizzazione in area medica cresce con l’aumentare dell’età: in particolare, passa da 39 per milione di abitanti nella fascia 60-69 anni a 112 per milione di abitanti nella fascia 70-79 anni, a 271 per milione di abitanti nella fascia 80-89 anni e a 421 per milione di abitanti negli over 90.

Crescono i morti da Covid, colpiti soprattutto over 80

Crescono anche i decessi per Covid in Italia. "Sono raddoppiati nelle ultime 4 settimane: da 148 nella settimana 26 ottobre-1 novembre a 291 nella settimana 23-29 novembre, per un totale di 881 decessi. Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, i decessi risultano quasi esclusivamente a carico degli over 80. Infatti, a fronte di un tasso di mortalità di 3 decessi per milione di abitanti, sono 23 per milione di abitanti nella fascia 80-89 anni e 46 per milione di abitanti negli over 90", spiega Gimbe.

Vaccinazioni al palo

La campagna vaccinale anti-Covid "è al palo soprattutto per gli anziani e i fragili: negli over 80, la fascia di età più suscettibile a ricoveri e decessi, si è arrivati a coprire il 7,4% della popolazione con intervalli che vanno dallo 0% dell’Abruzzo al 17% della Toscana", sottolinea ancora il report della Fondazione Gimbe. "Al 30 novembre sono state somministrate 1.042.541 dosi così suddivise: 190.467 (18,3% del totale) agli under 60 anni, 183.901 (17,6%) alla fascia 60-69 anni, 327.340 (31,4%) alla fascia 70-79 anni e 340.833 (32,7%) agli over 80 - fotografa il report - La media mobile a 7 giorni è pari a 23.854 somministrazioni al giorno, in calo rispetto alle 27.380 della settimana precedente (-12,9%). Il tasso di copertura nazionale per gli over 60 è del 4,9% (dallo 0% dell’Abruzzo al 12% della Toscana".

"Nonostante le raccomandazioni del Ministero della Salute – rimarca il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta– i tassi di copertura negli over 60, ed in particolare negli over 80, rimangono molto bassi a livello nazionale e prossimi allo zero in quasi tutte le Regioni del Sud. Con un numero di somministrazioni che, invece di aumentare, si riduce. Purtroppo, al fenomeno della 'stanchezza vaccinale' e alla continua disinformazione sull’efficacia e sicurezza dei vaccini, si sono aggiunti vari problemi logistico-organizzativi: ritardo nella consegna e distribuzione capillare dei vaccini, insufficiente e tardivo coinvolgimento di farmacie e medici di medicina generale, mancata attivazione della chiamata attiva dei pazienti a rischio, difficoltà tecniche dei portali web di prenotazione. Con la tragica conseguenza - conclude - che l’attuale incremento della circolazione virale viene a coincidere con il progressivo declino della copertura immunitaria in un numero sempre più elevato di anziani e fragili, aumentando inesorabilmente ricoveri ordinari e decessi".

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Cronaca

Manganellate su studenti a Pisa, trasferita dirigente...

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A quanto apprende l'Adnkronos Silvia Conti non ha avuto, però, un ruolo operativo nella gestione dell'ordine pubblico ma si è occupata dell'invio di uomini e mezzi

Polizia in assetto anti-sommossa (Fotogramma)

A meno di una settimana dalle manganellate agli studenti di Pisa e Firenze c'è stato un avvicendamento ai vertici della polizia. A quanto apprende l'Adnkronos, Silvia Conti, dirigente del Reparto Mobile di Firenze, è stata trasferita ad altro incarico.

Fonti: "Trasferimento già programmato"

Secondo quanto fanno sapere fonti della sicurezza, il cambiamento era già programmato da prima della manifestazione di Pisa in cui si sono verificati gli scontri. Conti non ha avuto un ruolo operativo nella gestione dell'ordine pubblico a Pisa: il dirigente del reparto mobile organizza uomini e mezzi nella sede del reparto e li invia nel luogo della manifestazione, ma le squadre sono poi affidate al funzionario della questura locale che gestisce l'ordine pubblico.

Mattarella: "Forze Ordine siano autorevoli non con i manganelli"

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, "ha fatto presente al ministro dell’Interno", Matteo Piantedosi, si legge in una nota dell'ufficio stampa del Quirinale, "trovandone condivisione, che l’autorevolezza delle Forze dell’Ordine non si misura sui manganelli, ma sulla capacità di assicurare sicurezza tutelando, al contempo, la libertà di manifestare pubblicamente opinioni. Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento".

Piantedosi: "Turbato da immagini di Pisa"

Quelle sugli scontri al corteo di Pisa sono "immagini mai belle da vedersi, sono rimasto turbato e sono immagini che non piacciono neanche ai poliziotti" ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, a 'Cinque minuti'. Quali sono gli esiti dell'inchiesta interna "è prematuro per dirlo. Io credo che per prima cosa dobbiamo affermare il diritto, anche per gli appartenenti alle forze di polizia, di non subire processi sommari", ha aggiunto il ministro, continuando: "E' molto importante fare appello a tutti che non ci sia la strumentalizzazione di questi episodi. Non trascinare le forze di polizia nell'agone politico". "Il presidente Mattarella ha fatto un riferimento ben preciso sull'autorevolezza delle forze di polizia che si esprime in altri modi, io segnalo l'operazione con 130 arresti di presunti affiliati alla criminalità organizzata: sono queste le situazioni in cui si afferma l'autorevolezza delle forze di polizia", ha detto ancora, affermando di aver condiviso l'irritazione e la sorpresa del capo dello Stato rispetto a quanto avvenuto durante il corteo di Pisa.

Manganellate a studenti, il capo della Polizia: "Faremo verifiche"

"Purtroppo durante i servizi di ordine pubblico i nostri operatori hanno posto in essere delle iniziative che dovranno essere analizzate singolarmente e verificate con severità e trasparenza" ha detto il capo della Polizia Vittorio Pisani al Tg1. "Quando le manifestazioni non sono preavvisate o non vengono condivise con la Questura, possono verificarsi dei momenti di criticità però questi momenti di criticità non possono essere una giustificazione". "Va precisato e va chiarito che le iniziative e le decisioni che vengono adottate in sede locale durante i servizi di ordine pubblico non sono determinate né da scelte politiche né da direttive politiche. La polizia di Stato è la polizia di uno Stato democratico e noi abbiamo il dovere di garantire anzitutto la manifestazione del dissenso, ma questa manifestazione deve avvenire pacificamente, isolando i violenti, e rispettando anche le prescrizioni delle autorità".

Le cariche del 23 febbraio a Pisa e Firenze

Ci sono stati scontri tra studenti e polizia nei cortei per la Palestina del 23 febbraio a Firenze e Pisa. "Si vedono ragazze e ragazzi inermi manganellati dalla polizia in tenuta anti sommossa all'inizio di via San Frediano - aveva scritto su X l'ex presidente della Camera e parlamentare Pd Laura Boldrini condividendo un video - una delle strade che conducono a Piazza dei Cavalieri, dove si trovano la Scuola Superiore Normale e il Polo Carmignani dell'Università Statale. In alcune sequenze, si vedono gli agenti colpire con i manganelli, inseguendoli, ragazzi che scappano mentre in altri, un paio di studenti vengono costretti a sdraiarsi a terra immobilizzati con le mani dietro la schiena".

L'opposizione insorge

"Ancora una volta -scrive Giuseppe Conte sui social- manganellate contro chi protesta per il massacro in corso a Gaza. Questa volta a Pisa, ai danni di studenti, giovanissimi. Altri episodi ci sono stati a Firenze. Sono immagini preoccupanti, non degne del nostro Paese. Non può essere questa la risposta dello Stato al dissenso".

Quindi è Elly Schlein a intervenire: "Basta manganellate sugli studenti. Le immagini di Pisa sono inaccettabili: studenti e studentesse intrappolati in un vicolo e caricati a manganellate dalla polizia. Presentiamo subito un'interrogazione parlamentare al ministro Piantedosi, affinché chiarisca", dice. "C'è un clima di repressione che abbiamo già contestato mercoledì scorso al ministro in Parlamento. Difendiamo la libertà di manifestare pacificamente", sottolinea la segretaria del Pd che denuncia "un clima di repressione, in particolare contro i giovani", dice prima di postare il serata una foto che documenta la nuova manifestazione.

Nicola Fratoianni annuncia "una interrogazione urgente, l'ennesima, a Piantedosi" e propone "ai colleghi e alle colleghe degli altri gruppi parlamentari di immaginare una scorta democratica alle manifestazioni". Replica il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Tommaso Foti:" Quindi, secondo Fratoianni, chi mette a rischio l'ordine pubblico scagliandosi contro coloro che in divisa rappresentano lo Stato, dovrebbe godere di un'impunità garantita dai parlamentari". Ribatte Angelo Bonelli: "La reazione scomposta della destra alla proposta di Fratoianni di garantire scorte democratiche a chi manifesta pacificamente e' profondamente illiberale".

Per Riccardo Magi di Più Europa "l'abuso della forza non può essere tollerato ed è proprio per questo che è necessario approvare al più presto una legge che imponga bodycam e numero identificativo per gli agenti. Non solo per la tutela dei privati cittadini rispetto ad eventuali abusi, ma anche nell'interesse delle stesse Forze dell'Ordine su cui non deve esserci alcuna ombra rispetto all'uso della forza''.

La posizione della maggioranza

Mentre le opposizioni insorgono e su quanto è accaduto è intervenuto anche il Capo dello Stato Mattarella, in una nota Fratelli d'Italia scrive: "La sinistra che spalleggia i violenti è la causa dei disordini ai quali abbiamo assistito". "Noi siamo garantisti, le forze dell'ordine non si toccano, rischiano la vita per quattro soldi, le responsabilità sono individuali, se uno o due hanno sbagliato pagheranno, ma non si toccano migliaia di carabinieri e poliziotti" dice il leader di Forza Italia Antonio Tajani, con riferimento agli scontri di piazza tra polizia e studenti, rievocando episodi del passato come "gli sputi in faccia, gli insulti, ricordo in Val di Susa il carabiniere insultato immobile per 10 e 15 minuti, ma anche quello a Roma insultato da un no vax". Poliziotti e carabinieri "rischiano la pelle per quattro soldi: sono figli del popolo, non sono figli di radical chic", ha detto ancora Tajani, in un passaggio del suo intervento a chiusura del congresso azzurro.

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Cronaca

Biotecnologie e ricerca biomedica, Superti-Furga (Ri.Med):...

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"Attireremo talenti da tutto il mondo, sarà strutturato attorno allo studio di organi specifici come cervello e fegato"

Giulio Superti-Furga nel cantiere del Cbrb a Carini

Il nuovo Centro per le biotecnologie e la ricerca biomedica (Cbrb) della Fondazione Ri.Med, che sorgerà a Carini (Palermo), "porterà la Sicilia ad essere un faro della ricerca a livello internazionale e vogliamo attirare talenti da tutto il mondo in Sicilia". Così all'Adnkronos Salute Giulio Superti-Furga, direttore scientifico della Fondazione Ri.Med e futuro direttore del Cbrb, fa il punto sull'impatto che avrà il centro per il Paese. Superti-Furga manterrà anche la direzione del Centro di ricerca per la medicina molecolare (Cemm) dell'Accademia austriaca delle scienze, in modo da poter sviluppare collaborazioni scientifiche e progetti multidisciplinari tra i due enti. "Il Cbrb - spiega - si dedicherà principalmente allo studio dell'interazione tra l'essere umano e l'ambiente. In questa prospettiva, la ricerca abbraccia un contesto di medicina ambientale che trascende l'approccio classico alla tossicologia e all'inquinamento, includendo vari influenti e perturbazioni, dalla nutrizione alle infezioni virali, dalla temperatura alle radiazioni solari. Questo approccio, definito sempre più 'One health', comprende la salute umana, quella delle specie animali e vegetali circostanti e anche la salute dell'ambiente, la qualità del cibo e altro. Il nostro obiettivo è intervenire efficacemente in questi ambiti".

"La nostra forza risiederà nell'eccellenza - prosegue Superti-Furga, che è stato insignito dal presidente austriaco Alexander Van der Bellen della Croce d'Onore della scienza per i risultati raggiunti oltralpe, la più alta onorificenza nell'ambito delle scienze e delle arti - Il centro aspira ad essere tra i primi e migliori al mondo a fungere da collegamento tra la ricerca sui processi fondamentali dell'interazione uomo-ambiente e la realtà clinica, rappresentata primariamente dall'Ismett ora e in futuro dal nuovo ospedale Ismett a Carini. Dopo decenni di raccolta dati e conoscenze, il nuovo centro promuoverà un'intensa innovazione negli interventi. L'obiettivo è rendere l'essere umano più preparato e resiliente attraverso tali interventi. Il centro vuole aprire la strada alla creazione di nuovi vaccini, farmaci, valvole cardiache, cellule umane e batteri con proprietà terapeutiche o diagnostiche, nuove diete e tessuti. Il nostro vantaggio sarà l'interfaccia con la cultura e l'ambiente del Mediterraneo e l'instaurazione di una vera competizione internazionale, dove la diversità di persone e idee viene valorizzata in un contesto ambientale e storico unico in Europa".

E sul 'valore Sicilia' rispetto ad altre regioni: "E' un luogo di connessioni tra persone - rimarca - perfetto per studiare le relazioni tra uomo e ambiente; penso ad esempio agli studi sulla dieta mediterranea e a quelli sugli effetti della vita in prossimità del mare, tutti ambiti di ricerca che svilupperemo nel nuovo centro Ri.Med".

Come si può tradurre la ricerca biomedica e la biotecnologica d'avanguardia in pratiche cliniche e prodotti innovativi? "La sfida nel settore delle Life Sciences - risponde Superti-Furga - si concentra sempre più sulla capacità di convertire efficacemente i risultati della ricerca scientifica in applicazioni cliniche. Questo processo richiede un'accentuata integrazione di risorse e competenze provenienti da diversi ambiti, che spaziano dalla ricerca di base e lo sviluppo preclinico di nuove terapie, dispositivi medici, biomarcatori e biomateriali, fino alla sperimentazione clinica. E' essenziale che la ricerca sia guidata dai bisogni terapeutici senza trascurare l'importanza della creatività per lo sviluppo di soluzioni innovative". Superti-Furga è stato membro del consiglio scientifico del Consiglio europeo della ricerca (Erc) e dal 2024 è presidente di Eu-Life, un'alleanza di 15 importanti istituti di scienze della vita che sostengono l'eccellenza della ricerca in Europa. E' inoltre Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana.

"Stiamo valutando l'idea di strutturare il centro attorno alla ricerca focalizzata su specifici organi umani, quali il cervello e il fegato - spiega ancora - per allinearla con le corrispondenti aree terapeutiche. Un elemento cruciale in questo processo è la collaborazione sinergica con il nostro partner principale, l'Ircss Ismett, un ospedale di eccellenza specializzato nei trapianti e nel trattamento delle malattie terminali d'organo. L'obiettivo è abbattere le barriere per favorire l'interdisciplinarità e stimolare l'innovazione. Il biodesign - illustra lo scienziato - emerge come un ambito promettente di eccellenza, che abbraccia dalla creazione di nuove valvole cardiache alla produzione di farmaci personalizzati. La nostra ambizione di aumentare la resilienza di fronte alle grandi sfide ambientali ci orienterà sempre più verso interventi preventivi e preparatori. Tra questi, prevediamo, oltre a vaccini, miglioramenti nell'ambiente stesso, riducendo gli impatti negativi e valorizzando quelli positivi, come l'adozione di una dieta equilibrata individuale, uno stile di vita salutare, la diminuzione dell'inquinamento e delle pratiche dannose, e uno sviluppo del settore agroalimentare che sia in armonia con l'evidenza scientifica e la salute di tutti".

Sull'oncologia assistiamo ad un momento di grande effervescenza, dalle nuove terapie ai vaccini mRna, l'Italia potrà essere protagonista? Il Cbrb potra attrarre studenti e ricercatori in Sicilia, promuovendo ancora di più il ritorno dei 'cervelli' in fuga all'estero? "Nella ricerca biomedica, l'oncologia spesso funge da pioniere, e molti approcci originariamente sviluppati in questo campo si sono dimostrati applicabili ad altre aree terapeutiche. Un esempio è la medicina personalizzata - avverte - dove i trattamenti sono selezionati in base alle caratteristiche molecolari specifiche del tumore. Analogamente, la terapia cellulare, che consiste nell'ingegnerizzare le cellule del paziente per conferirgli proprietà antitumorali, è ora impiegata in vari ambiti. Il potenziale dell'Rna per lo sviluppo di vaccini di diversi tipi, così come per fornire versioni sane di proteine mancanti nei tessuti dei pazienti, è immenso. Il centro investirà in queste tecnologie avanzate".

"La nostra strategia contro la fuga di cervelli - spiega il direttore del Cbrb - adotta un approccio inedito. Non miriamo semplicemente a colmare le lacune, consapevoli che chiudere una falla può portarne all'apertura di altre. La nostra sfida è di adottare un approccio inverso, attirando talenti da tutto il mondo in Sicilia, creando così un vero e proprio polo di attrazione di alto livello e di portata globale. La creazione di posti di lavoro passa attraverso l'eccellenza e il sostegno all'innovazione. Il centro darà vita a startup, renderà necessari vari servizi nuovi e necessiterà di scuole, abitazioni per le famiglie dei ricercatori e istituti di formazione per profili professionali di nuova tipologia".

"Desideriamo inoltre che aziende già esistenti e leader nei settori della salute e della nutrizione si stabiliscano nelle vicinanze del centro, per generare sinergie e beneficiare delle competenze dei talenti formati da noi. Ci immaginiamo come una comunità di innovazione in continua espansione, dove i talenti non solo restano ma vengono attratti da nuove opportunità. Pur sembrando un sogno, siamo ambiziosi e collaborativi, determinati a essere un catalizzatore di successo per tutti. Potrebbero volerci almeno alcuni anni per cogliere appieno l'entità del progetto, ma riponiamo piena fiducia nella creatività e serietà dei siciliani e nella collaborazione di tutta la società civile. Un progetto con visione di lungo periodo", conclude Superti-Furga.

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Droga, ‘Grande raccordo criminale’: confermati...

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In Appello condanna a 10 anni per Petoku, il narcos albanese evaso da comunità di recupero e ora latitante. Le motivazioni 'Fabietti al centro di una collaudata organizzazione'

Droga, 'Grande raccordo criminale': confermati 30 anni a ex braccio destro di 'Diabolik'

‘’Sulla base del contenuto chiaro e inequivoco delle conversazioni intercettate è emerso che Fabietti era al centro di una collaudata organizzazione, presso la sua abitazione si concludevano le trattative per l'acquisizione dello stupefacente e la successiva distribuzione agli acquirenti’’. E’ quanto si legge nelle motivazioni con cui i giudici della quarta sezione penale della Corte di Appello di Roma lo scorso novembre hanno sostanzialmente confermato l’impianto accusatorio nell’ambito del processo ‘Grande Raccordo criminale’, l’organizzazione di narcotrafficanti attiva nella Capitale e smantellata con l’operazione condotta dalla Dda e dai militari della Guardia di Finanza il 28 novembre 2019. Confermata fra le altre, la condanna a 30 anni, sollecitata in primo grado dal pm titolare dell’inchiesta, Edoardo De Santis, per Fabrizio Fabietti, ex braccio destro di Fabrizio Piscitelli, alias ‘Diabolik’, storico capo degli Irriducibili, ucciso il 7 agosto 2019 con un colpo di pistola alla testa nel parco degli Acquedotti a Roma.

Secondo quanto emerso dalla maxi inchiesta della Dda di Roma, la banda di narcotrafficanti operava principalmente nella zona Nord della Capitale per rifornire le piazze di spaccio e nel recupero credito. Nell'organizzazione erano presenti per quest'ultimo aspetto picchiatori, anche ex pugili, tra cui cittadini albanesi. Fra questi, Dorian Petoku, narcos albanese condannato in abbreviato a 12 anni e in Appello scesi a 10, evaso nei mesi scorsi dalla comunità di recupero di Nola, in provincia di Napoli, dove era stato trasferito nonostante i pareri contrari della procura capitolina e tuttora latitante.

''Era Fabietti a dare le disposizioni ai sodali – scrivono i giudici di Appello - poteva contare sull'apporto di stabili fornitori di ingenti quantitativi di sostanza, di corrieri e depositari dello stupefacente, di un nutrito gruppo di acquirenti della droga, che non erano pusher al minuto, ma acquirenti di consistenti quantitativi che distribuivano attraverso loro reti sul territorio”. La stabilità dell'organizzazione “si desume anche dalla circostanza che nonostante arresti di corrieri e sequestro di sostanze stupefacenti l'organizzazione era in grado di continuare ad operare’’ si sottolinea nelle motivazioni. Quanto all’esclusione dell’aggravante del metodo mafioso, ‘’non ha alcuna incidenza né sulla configurabilità dell'associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti né sul ruolo centrale di Fabietti nell'organizzazione alla luce degli elementi probatori acquisiti e richiamati; come sottolineato dal primo giudice, all'esclusione si è pervenuti in quanto dall'istruttoria dibattimentale non era emerso un ruolo di Piscitelli, ritenuto verosimilmente legato a contesti mafiosi, nell'ambito dell'organizzazione’’.

Nelle motivazioni si fa poi riferimento alla ‘’disponibilità di armi, che si desume dalle conversazioni nel corso delle quali si organizza una spedizione punitiva’’: ‘io me porto pure il ferro’ dice uno degli indagati. I giudici evidenziano inoltre come nell’ambito dell’organizzazione ‘’dalle indagini era emerso il ruolo di Petoku, stabile fornitore della droga e per tale ruolo ritenuto organico all'organizzazione criminale’’.

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