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Interviste

Le gemelle Chiara e Bianca D’Ambrosio si raccontano in...

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Le gemelle Chiara e Bianca D’Ambrosio si raccontano in esclusiva su Sbircia la Notizia Magazine: «Siamo grandi sostenitrici dell’antibullismo»

Recitano fin da quando sono bambine. Hanno infatti esordito in Febbre d’Amore e da allora non si sono più fermate. Parliamo delle gemelle, di origine italiana, Chiara e Bianca D’Ambrosio. Una carriera ancora tutta da scrivere, ma costellata già di grandi successi. Chiara ha vinto infatti il Daytime Emmy Award 2021, nella categoria Miglior Giovane Attore in una Fiction dal Daytime, per il ruolo Regan Sanders nella sesta stagione di The Bay, la serie digitale di grandissimo successo dove ha recitato insieme a Bianca, anche lei candidata per il premio. Un percorso artistico di cui, entrambe, ci hanno parlato su Sbircia la Notizia Magazine.

Con la collaborazione di Roberto Mallò per Massmedia Comunicazione

Ciao Chiara e Bianca. Siete diventate attrici fin da giovanissime. Avete mai hai pensato a quale lavoro avresti potuto fare se non aveste iniziato a recitare?

Chiara: Onestamente non credo che vorrei far parte di nessun altro settore, a parte quello dell’intrattenimento. Mi piace recitare, ma se avessi un lavoro diverso, forse sarei nel settore immobiliare o nel giornalismo.

Bianca: No, non proprio. Ho conosciuto solo l’industria dello spettacolo. Anche per quelle che mi vengono a mente, non riesco mai a vedermi in nessun’altra professione.

Che cosa ricordate dell’esperienza in Febbre d’Amore, la soap dove avete esordito?

Chiara: Ho imparato tanto partecipando a Febbre d’Amore. Ho imparato fin dalla giovane età come prepararmi per trasmettere tutta la profondità di un personaggio.

Bianca: Mi sono divertita molto a lavorare sul set, è stata la base per l’inizio della mia carriera. Sarò eternamente grata perché mi ha aperto la strada per il mondo dove sono ora.

Non avete sempre lavorato insieme. Quali esperienze, tra quelle fatte da sole, vi sono rimaste di più nel tuo cuore?

Chiara: Una delle mie esperienze preferite in cui ho lavorato da sola è quella su Disney+ in Diary of a Future President. È stato molto divertente lavorare con il cast e la troupe. Non vedo l’ora che tutti conoscano il mio personaggio.

Bianca: Una delle mie esperienze preferite su cui ho lavorato individualmente è stato un film chiamato Call Jane. Parla di una donna negli anni ’60 prima di Roe vs Wade. Cerca l’aborto ma non riesce ad abortire. Trova un gruppo clandestino di donne disposte ad aiutarla e lei trova poi la forza di aiutare le altre che hanno attraversato situazioni simili alla sua Il film è interpretato da Elizabeth Banks, Sigourney Weaver e io interpreto la figlia di Kate Mara. È stata un’esperienza incredibile. Non vedo l’ora che tutti vedano questo film.

E quali, invece, sono stati i lavori più importanti che avete fatto insieme?

Chiara: Io e mia sorella abbiamo lavorato insieme nella serie yA ed è stato un vero spasso. Abbiamo anche avuto modo di lavorare insieme in un episodio pilota Disney e ad uno spettacolo Nickelodeon chiamato See Dad Run. Noi amiamo lavorare insieme perché abbiamo tanta chimica sul set.

Bianca: Chiara e io abbiamo lavorato a un film horror chiamato Slapface in cui interpretavamo Donna e Rose. che sono stati classificate come bulle. Questo è l’esatto opposto di ciò che siamo, ma abbiamo trovato stimolante lavorare insieme per lo studio dei personaggi. Slapface è sicuramente uno dei miei progetti preferiti al quale abbiamo lavorato in team.

Se vi dico yA, cosa mi rispondete?

Chiara: yA mi ricorda due serie tv, Beverly Hills 90210 con Riverdale. Lascia le persone incuriosite e all’erta!

Bianca: yA è una serie che segue le adolescenti Frankie e Regan Sanders mentre si trasferiscono nel loro nuova vita a Bay City. Appena arriveranno lì accadranno un sacco di situazioni drammatiche e loro continueranno a pensare anche al passato nella loro vecchia casa.

Avete sempre sostenuto temi importanti, come il bullismo. Come mai?

Chiara: Siamo grandi sostenitrici dell’antibullismo. Poiché i social media sono ai massimi storici, il cyberbullismo può essere un problema enorme. Per questo continuiamo a sensibilizzare sul tema delle piattaforme social il più possibile.

Bianca: Quando Chiara ed io siamo stati iscritti a scuola, abbiamo sperimentato il bullismo, motivo per cui abbiamo pensato fosse importante sensibilizzare l’opinione pubblica contro questo fenomeno. Anche aiutare  per aiutare gli altri in situazioni simili come la nostra.

Avete anche ricevuto il Gracie Award per la tua battaglia contro il bullismo. E’ stato sicuramente un onore…

Chiara: Sì, decisamente. Crescendo, ho avuto modo di abbracciare l’importanza del Gracie Award e sono stata onorata di riceverlo.

Bianca: Sì, lo è assolutamente. È stato un onore incredibile avere un riconoscimento per la nostra battaglia contro il bullismo in così giovane età.

Amate anche gli animali. Da dove viene questo vostro amore?

Chiara: Quando siamo nate, avevamo già sei cani di grossa taglia. Avevamo un Samoiedo, quattro Terranova e un cane dei Grandi Pirenei. Siamo grandi sostenitrici di Adopt, Don’t Shop e la passione che abbiamo per i cani da salvataggio continua a crescere ogni giorno. In futuro, mi piacerebbe aprire il mio rifugio per gli animali.

Bianca: La mia famiglia è grande amante degli animali. Quando i miei genitori mi hanno portato a casa dall’ospedale, la mia casa era già accompagnata da 6 cani di grossa taglia. Mia mamma e mio papà sono molto appassionati di salvataggio degli animali e cerchiamo di fare tutto il possibile per aiutare gli animali nella nostra zona e in tutti gli Stati Uniti. Aiutiamo a raccogliere fondi per associazioni di beneficenza e cerchiamo di adottare o salvare animali. Troviamo questa causa molto importante.

Ci sono progetti futuri di cui potete parlarci?

Chiara: Bianca ed io stiamo scrivendo e dirigendo i nostri mini film, ma speriamo di riuscire,  entro il prossimo anno, a produrre il nostro primo lungometraggio.

Bianca: Chiara ed io siamo appena tornate dal Connecticut, dove abbiamo girato un film di cui non possiamo ancora svelare i dettagli ma che verrà annunciato presto. Girerò poi un film alla fine di questo mese, ma anche qui non posso dire nulla sul progetto, tranne che sarà fantastico. In realtà, abbiamo un po’ progetti imminenti su cui lavoreremo insieme e separatamente. Consiglio a tutti ci controllare i nostri social media per tenersi aggiornato su ciò che ci coinvolgerà.

Siete molto attive sui social network?

Chiara: Estremamente attiva. Sono su Tik Tok e Instagram tutto il giorno e mi diverto a pubblicare contenuti per ascoltare tutti i nostri follower. È una priorità principale far sapere ai nostri sostenitori cosa stiamo facendo.

Bianca: Sì, abbiamo un profilo Instagram (@dambrosiotwins) dove pubblichiamo contenuti molto frequentemente. Oltre a Twitter, Facebook e un canale Youtube dove pubblichiamo un nuovo video ogni venerdì. Ci piace connetterci con i nostri sostenitori su tutte le nostre piattaforme di social media.

Cosa fate nel tempo libero?

Chiara: Sono un’appassionata lettrice. Ad oggi, ho letto un totale di 118 libri. Quest’anno, spero di arrivare a 150 entro la fine. Mi piace giocare con i miei cani e passare il tempo con la famiglia e gli amici.

Bianca: Sono un’appassionata lettrice. Cerco di leggere più libri che posso. Nel tempo libero amo stare con la mia famiglia e i miei amici guardando film e rilassandomi all’aria aperta.

Avete mai praticato qualche sport?

Chiara: Amo nuotare e giocare a tennis per divertimento.

Bianca: Non professionalmente, ma nel tempo libero mi piace nuotare e giocare a tennis con mia sorella.

Che programmi guardate in televisione? Qual è il vostro genere televisivo preferito?

Chiara: One Tree Hill, That’s 70s Show, On my Block, Parks and Recreation, Stranger Things e Santa Clarita Diet sono quelli che mi piace guardare di più. Come scrittura, amo i misteri perché… mi fanno pensare e sfidano la mia prospettiva su ciò che sto guardando. I miei generi preferito sono romanzi, drammi e commedie per adolescenti.

Bianca: I miei programmi TV preferiti da guardare sono Stranger Things, Killing Eve, On my Block e One Three Hill. Per quanto riguarda i generi, amo i drammi, le commedie, i gialli e il musical.

C’è qualcosa che proprio non vi piace della televisione di oggi?

Chiara: Penso che ci siano alcuni progetti che non sono troppo legati alla vita di tutti i giorni e che non danno modo agli adolescente di capire come crescere nella nostra società attuale.

Bianca: Penso che alcuni contenuti siano troppo maturi per essere guardati dai bambini. Al giorno d’oggi, un sacco contenuti etichettati come televisione per ragazzi e bambini sono molto per adulti. Se questo è il modo in cui il Direttore e gli scrittori vedono il progetto, va benissimo, ma penso personalmente che alcuni diventino un po’ troppo maturi.

C’è un regista o un attore con cui vi piacerebbe lavorare?

Chiara: Mi piacerebbe lavorare con Greta Gerwig, che è la regista e scrittrice di Piccole donne, Lady Bird. Ha un talento straordinario. Mi piacerebbe anche lavorare con Jodie Comer, perché è un’attrice straordinaria e lavorare con lei sarebbe un onore immenso.

Bianca: Sì, Jodie Comer che interpreta Villanelle in Killing Eve. Killing Eve è uno dei miei show preferiti di tutti i tempi e lei è anche una delle mie attrici preferite di tutti i tempi. Lavorare con lei sarebbe un sogno diventato realtà.

Qual è il vostro sogno più grande?

Chiara: Scrivere i miei progetti e vederli un giorno sul grande schermo. Oltre a recitare, vorrei calarmi nella produzione a tempo pieno.

Bianca: Essere un regista e produttore. Adoro recitare, ma in più mi piacerebbe avere una carriera dietro la macchina da presa.

L’Italia è parte di voi. Se si presentasse un’opportunità, verreste qui a lavorare?

Chiara: Assolutamente, adoro andare in Italia. Sfortunatamente in questi 18 mesi passati, non ho avuto la possibilità di viaggiare ma, soprattutto per lavoro, accetterei in un battito cardiaco.

Bianca: Al 100%. Sia mia madre che mio padre sono italiani, quindi amo il cibo, le persone e, soprattutto, la cultura. Se avessi l’opportunità di lavorare in Italia, la coglierei assolutamente.

C’è qualcuno di speciale nel vostro cuore?

Chiara: La mia famiglia e i miei amici perché continuano a sostenere me e i miei sogni, non importa cosa sono. Mia sorella, che  è sempre lì per me, e anche mia cugina Ava. Lei è sempre lì quando ho bisogno di chiamarla per qualsiasi cosa al mondo e mi dà ottimi consigli.

Bianca: I miei genitori, mia sorella, mia cugina Ava, i miei amici e tutti i miei sostenitori. Li amo tutti così tanto.

Se doveste descrivervi con qualche aggettivo, quali usereste?

Chiara: Userei leale, creativa, artistica, responsabile e ambiziosa.

Bianca: Direi determinata, compassionevole, ambiziosa e “topo” di biblioteca.

© Sbircia la Notizia Magazine, è vietata qualsiasi ridistribuzione o riproduzione del contenuto di questa pagina, anche parziale, in qualunque forma.

Giornalista e fondatore dell’agenzia Massmedia Comunicazione, è il motore dietro gran parte delle nostre interviste. Con un occhio per i dettagli e un talento nel porre le domande giuste, contribuisce significativamente al nostro contenuto.

Attualità

Intervista esclusiva a Diego Di Flora, voce e cuore del...

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Diego Di Flora, appassionato organizzatore di eventi e fervente sostenitore dei diritti civili, è una figura centrale nel panorama dei Pride italiani. Con un’impegno incrollabile per la causa LGBTQI+ e una particolare attenzione alla qualità e al significato di ogni evento che dirige, Diego si dedica anima e corpo alla realizzazione del Napoli Pride. Quest’anno, oltre al suo ruolo a Napoli, affronta la sfida di dirigere anche il Pride di Noto, raddoppiando il suo impegno per la visibilità e la lotta per l’uguaglianza. La sua vita, animata dalla solidarietà fin da bambino, lo porta a essere non solo un organizzatore di eventi, ma un vero e proprio attivista per il cambiamento sociale.

La nostra intervista esclusiva

Salve Diego, quali eventi e manifestazioni sono previsti quest’anno per il prossimo Napoli Pride?
“In ogni Pride metto tanto ‘cuore’. La città di Napoli ha da sempre accolto con molta inclusione la parata e negli ultimi anni lo show finale. Per questo sono molto fiero della mia Napoli che mi regala ogni anno un’onda d’amore che invade l’intera città. C’è purtroppo ancora molto da fare in Italia, soprattutto in questo periodo storico, dove bisogna a tutti i costi manifestare ai Pride per la tutela dei Diritti fondamentali per ognuno di noi.”

La scelta della madrina dell’evento è ricaduta su Malika Ayane. Per quale motivo?
“Non ho avuto alcun dubbio, le ho scritto un whatsapp e dopo pochi minuti mi ha detto che sarebbe stata onorata di essere la madrina. Malika è sempre stata accanto alla comunità lgbtqi+ ogni giorno della sua carriera. Con la sua presenza conferma ancora una volta la sua posizione, mettendoci la faccia e in questo caso anche la voce per la tutela dei diritti. Senza troppe pretese, senza troppi divismi. Lei è solo felice di essermi accanto in questa edizione del Napoli Pride.”

Quanto è importante al giorno d’oggi, anche in vista della situazione politica italiana, manifestare il proprio orgoglio gay?
“È fondamentale per tutti noi esserci. Fin quando vivremo in un Paese dove esistono diversità legislative tra i cittadini è nostro dovere manifestare. I diritti civili dovrebbero andare di pari passo con le persone. Con tutte le persone. Per questo bisogna manifestare ai Pride, per non perdere quei pochi diritti acquisiti e per avanzare verso una vera uguaglianza. La prima e più banale risposta sull’importanza di manifestare ai Pride ha a che fare con il semplice fatto che un diritto non è mai conquistato per sempre, e che comunque con la legge si può arrivare solo fino ad un certo punto. Il movimento Lgbtqi+ non riguarda solo diritti e libertà legislative, ma anche libertà sociali e culturali che spesso non vanno alla pari con la legge. Ma soprattutto ci tengo a invitare le persone, tutte ad esserci, non si scende in piazza solo per se’: in molte parti del mondo le persone lgbtqi+ sono punite, torturate e allontanate dalla loro comunità. In 72 Paesi essere omosessuali è un reato. E questo va cambiato. E mi piace pensare che da Napoli si possa dare lezioni di coerenza e di inclusione.”

In che modo si può sostenere il Napoli Pride?
“Si può essere parte attiva dell’organizzazione. Le associazioni Alfi le maree, Antinoo Arcigay Napoli, ATN Associazione Trans Napoli e Pride Vesuvio Rainbow che insieme formano il Comitato Napoli Pride cercano l’intervento di volontari, collaboratori ma soprattutto si può sostenerli con una donazione.”

È anche direttore artistico del pride di Noto. Come mai questo doppio ruolo?
“Ho accettato l’invito dell’Arcigay Siracusa e del Comune di Noto come una doppia sfida. Sarà massacrante perché a distanza di soli 30 giorni mi occuperò di due Pride, ma io amo le sfide. Noto è una città molto attenzionata a livello internazionale, turisti da tutto il mondo fanno a gara per arrivare a Noto, quindi per me sarà stimolante dirigere una serata all’insegna della musica in un posto incantevole. Il 27 luglio ci sarà la prima edizione del Noto Pride.”

Quando è nata la sua passione per l’organizzazione degli eventi?
“Un po’ di anni fa ormai. Ho sempre amato il mio lavoro e provo a farlo con tutta la passione che ho. Decido io cosa dirigere, non accetto tutto. Non mi interessa fare numero ma solo la qualità dell’evento. Anzi solitamente quando mi propongono dei lavori a cui non sono interessato giro i numeri dei miei colleghi.”

Quando ha deciso di fare virare questa sua attività anche per cause dal forte valore civile, in tutela dei diritti, come i Pride?
“Sono stato educato alla cultura della solidarietà. Fin da bambino ho sempre aiutato chi era in difficoltà, mi piaceva essere disponibile. Nel tempo ho capito che potevo unire questa mia sensibilità col lavoro. Non mi sono mai più fermato e finché potrò sarò sempre al fianco di chi lotta per i diritti, per le disuguaglianze, per una malattia etc.”

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Interviste

Intervista esclusiva a Mariù Adamo, al timone su Tele A di...

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“L’intervista deve insegnarmi e lasciarmi qualcosa. Ciascuna delle interviste che ho condotto nel corso della mia carriera e le esperienze di vita degli ospiti che ho incontrato mi hanno permesso di arrivare dove sono oggi, nel programma che ho ideato.”

Sono queste le parole pronunciate dalla giornalista Mariù Adamo, al timone su Tele A di “Casa Mariù”, format mattutino da lei stessa ideato e condotto. Dopo tanti anni di esperienza alla guida di programmi di intrattenimento e sportivi, la Adamo ha vinto anche questa nuova sfida realizzando in prima persona questo progetto televisivo, che è seguitissimo.

Ma Mariù non ha certo l’intenzione di fermarsi qui: nel suo nuovo ruolo di autrice ha già in mente di guidare la sua squadra di professionisti alla realizzazione di tante nuove trasmissioni. Ma facciamocelo raccontare da lei.

A cura di Roberto Mallò

Ciao Mariù. Partiamo da Casa Mariù, il nuovo programma che ti vede alla conduzione ma non solo…

“Sì, “Casa Mariù” è il nuovo programma che conduco dal mese di dicembre su Tele A e che mi vede anche ideatrice e autrice. È un “contenitore”, all’interno del quale il pubblico può trovare tante opportunità di approfondimento, che spaziano dagli argomenti più leggeri alle tematiche scientifiche fino ai temi di attualità, talvolta anche particolarmente delicati. È un format che mi consente di elaborare continuamente nuove idee, alle quali lavoriamo continuamente per migliorare la nostra offerta televisiva al pubblico che ci segue. Aspettatevi sempre grandi sorprese.

Quali sono le rubriche a cui tieni di più?

“È una domanda difficile a cui rispondere: è come se mi chiedessi a quale dei tuoi figli vuoi più bene. Sicuramente una delle rubriche a cui tengo di più è “Il coraggio di essere donna”, nel corso della quale, ogni venerdì, ospito una donna in grado di fornirci una testimonianza forte e originata da una sua esperienza di vita, spesso dolorosa e a volte tragica. Donne che si sono mosse in vari settori: da quello del giornalismo al sociale, passando per il mondo dello sport e della cultura. Donne che hanno avuto il coraggio di attuare un cambiamento nella loro vita, senza se e senza ma, affrontando rischi che ci fanno capire quanto sia sbagliato fermarsi agli stereotipi. Intervistare donne come Filomena Lamberti, Daniela Di Maggio, Maria Teresa Giglio, Luciana Esposito, Alessandra Vitale, Angela Procida, Trisha Palma, Alessandra Cuevas, Daniela Lourdes Falanga, Rossana Pasquino, Stefania Zambano, mi hanno consentito di vivere un’esperienza che è andata oltre la “semplice” intervista e che mi porterò nel cuore per tutta la vita”.

Complimenti Mariù. Parlaci di un’altra.

“Al momento sta andando davvero forte la rubrica del Food, perché chiudo sempre la puntata con il mondo dei grandi chef, maestri chef o pizzaioli dal respiro nazionale. Personaggi che, mentre si raccontano, preparano una ricetta. Questo è un momento molto atteso dal pubblico che ci segue. La tradizione gastronomica napoletana, e dell’Italia tutta, è sempre una vera sicurezza in termini di interesse da parte del pubblico di ogni età ed estrazione”.

Abbiamo parlato di Mariù conduttrice e ora anche autrice. Ma c’è anche una Mariù donna, mamma e moglie. Come concili i tuoi impegni quotidiani con quelli professionali e quanto della tua persona possiamo ritrovare nei contenuti della tua trasmissione?

“Si, è un impegno che richiede veramente tanto sacrificio e dedizione, ma lo faccio con la stessa passione che mi guida nella mia vita familiare. Ed è anche per questo che amo mettere al centro del programma “le storie”. Intendo quelle storie che possano destare l’interesse e la curiosità del pubblico, coinvolgendo il telespettatore al punto di riconoscersi o immedesimarsi in esse e poterne trarre un insegnamento. Storie con le quali trovare dei semi di speranza per riuscire a cambiare la propria vita o a riflettere su di essa. Insomma, mi piace parlare di quello che ad ognuno di noi può accadere. Tutti passiamo infatti attraverso le stesse problematiche, prima o dopo. Parlarne, sensibilizzare e dialogare, secondo me, può essere di grande importanza per il pubblico, che si sente vicino alla storia. Non a caso, ci sono tanti argomenti che ci uniscono, come il mondo delle tendenze o quello della salute. Personalmente, cerco di trattare tutte queste tematiche in una chiave un po’ diversa, un po’ più intima. Cerco di parlarne come se fossi a casa. Ed è da qui che deriva il nome del programma. “Casa Mariù”: è la casa di tutti, dove tutti si devono sentire a proprio agio e possono riconoscersi nelle storie che raccontiamo, con l’amore tipico di chi vive in ambiente familiare, nel quale tende sempre a ritornare perché si sente amato. Amore e casa, dal mio punto di vista, sono parole che navigano di pari passo”.

Un programma dove metti in scena tutta la tua personalità. Forse è anche in questo che Casa Mariù si distingue dagli altri programmi?

“Sì. Utilizzo un tono garbato e familiare, senza etichette e giudizi. Non mi piace, infatti, giudicare quello che si è raccontato. Il mio intento è quello di informare il pubblico, con un tono che possa unire le persone piuttosto che dividerle. Stiamo vivendo un’epoca storica dove, ormai, l’individualismo è il mood di tutti. Penso però che, se qualcuno di noi tende la mano, le persone pian piano si avvicinano. Ed è così che si abbatte quel muro di cristallo, quella parete che i social hanno contribuito a far sorgere. Con Casa Mariù cerco di dare la possibilità alle persone di ascoltare, di riconoscersi e di maturare una riflessione rispetto agli argomenti che trattiamo. Per esempio, anche quando parliamo di sesso nella rubrica dei sentimenti lo faccio con un tono elegante. E mi affianco a chi può trattarlo con una competenza specifica, come il professor Maurizio Bossi, che ha partecipato a diverse trasmissioni. Una rubrica con cui cerchiamo di educare ai sentimenti, considerando anche i tanti episodi di violenza verso le donne che popolano la cronaca. Ci chiediamo che cosa ci sia di sbagliato: forse bisognerebbe parlare di sesso e di sentimenti in maniera diversa, utilizzando le parole giuste? Ed è qui che, per trovare queste parole giuste, interviene l’esperto di settore. Raccontiamo il bello e il brutto del nostro territorio, in una chiave sempre positiva e propositiva”.

Quando è nato il tuo amore per il mondo dello spettacolo e per quello dell’informazione, che ha sempre avuto spazio nei tuoi programmi?

“Amo l’arte, che sia musica o teatro, a 360° e la conduzione mi permette di abbracciare un po’ tutte le sue forme. E poi sono di Napoli, città che mi ha sempre attratto per la sua storia, per la sua cultura, per i suoi magnifici paesaggi. Perché, fondamentalmente, Napoli è sempre stata protagonista nel mondo dell’arte. Da che ho memoria sono appassionata di arte. E nel mondo dello spettacolo ci vivo da sempre. Sono laureata in Lettere Classiche alla Federico II di Napoli, ma ho anche un diploma di danza classica. Sono stata in tournee con Maurisa Laurito come ballerina, ma ho avuto anche esperienze di attrice e di speaker radiofonica. Ho vissuto il mondo dell’arte a 360°. E in televisione avevo voglia di raccontare il bello che accadeva nella mia città. Mi arrabbiavo perché Napoli veniva spesso etichettata in maniera negativa, soffrendo per quanto di buono della città non riusciva ad emergere. E’ vero che ha le sue criticità, ma pure tanto di bello da raccontare. Napoli è un Giano bifronte, luci ed ombre. Da innamorata della mia città, ho incominciato a portare alla luce le sue storie belle, in tv ma anche in radio, intrise di arte e teatro. E ho voluto farlo in una chiave solare e positiva, senza mai nascondere ciò che la realtà racconta, ma valorizzando tutti gli aspetti positivi. Perché così possono emergere delle cose veramente belle. E da lì ho deciso di portare avanti un’informazione, una narrazione un po’ diversa su Napoli. E ci ho messo la faccia in prima persona: sono orgogliosa di essere napoletana e mi auguro di esserne diventata una buona testimone, insieme ai miei intervistati e al mio pubblico. Da lì mi sono affacciata al mondo del giornalismo e sto continuando a crescere in questo settore. Ho intenzione, anche in questo caso, di sviluppare un’informazione su diversi ambiti”.

Mi ha raccontato della sua passione per la recitazione. Se capitasse un’occasione tornerebbe in teatro?

“Certo. Prenderei in considerazione di tornare a teatro per portare in scena una tematica sociale, che possa ad esempio mettere al centro le donne. Voglio infatti che anche il teatro sia uno strumento di messaggio, di cambiamento. Per me, il teatro è quella scatola magica dove avviene qualsiasi tipo di magia. È il luogo ideale per portare il pubblico a riflettere e per smuovere le coscienze. Chissà se la prossima intervista me la farai proprio sul palcoscenico…”.

Casa Mariù è in diretta il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 11:00 alle 12:30 e in diretta streaming sul sito e sui canali social Facebook, Instagram.

La replica, il martedì ed il giovedì alle 6:30 e l’edizione della domenica dalle 10:45.

“Casa Mariù” è presente sul canale YouTube dove è possibile rivedere tutte le interviste con la playlist dedicata alle singole rubriche.

Il programma è prodotto da Goeldlin Production ed è offerto dalla Goeldlin srl.

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Interviste

Intervista esclusiva a Anthony Peth, il padrone di casa di...

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Ritorno in tv per Anthony Peth, padrone di casa dal 25 aprile di Vip4Padel, il nuovo talent show di Sportitalia in onda, ogni giovedì sera, alle 20.30. Assente dagli schermi da circa un anno, durante il quale si è dedicato alla stesura della sua biografia, il conduttore sardo è pronto a prendere il timone del suo primo programma sportivo, nato da un’idea di Fabio Lauricella e con la regia di Mario Maellaro. Un’esperienza del tutto nuova, della quale ci ha parlato in questa intervista, dove ci ha svelato un altro suo prossimo progetto.

A cura di Roberto Mallò

Anthony, parliamo di Vip4Padel, il programma che attualmente la rivede nelle vesti di conduttore. Di che cosa si tratta?

Vip4Padel è il primo talent sportivo che andrà in onda in tv, in prima serata su Sportitalia. E’ un vero e proprio campionato sportivo di padel, che è lo sport del momento, come ben sappiamo. Dopo la pandemia c’è stata davvero l’esplosione di questa disciplina, che ormai appassiona diverse persone. E il programma televisivo che abbiamo messo in scena vuole essere, appunto, un momento di spensieratezza per chi ci segue da casa”. 

Com’è strutturato?

“In ogni puntata ci sono due personaggi famosi che si sfidano l’un l’altro. Ciascuna partita di padel prevede però che ci siano due componenti per squadra; quindi, ogni vip è affiancato da un suo fan. Abbiamo scelto personaggi, in accordo con la produzione, che appartengono al mondo dello spettacolo e della televisione, alcuni dei quali hanno deciso di cimentarsi per la prima volta in questo sport. Per citarne uno la ‘iena’ Filippo Roma. Pensava che sarebbe stato del tutto impacciato, ma alla fine ha scoperto la sua passione per il padel. Ci sono poi Garrison Rochelle, Amedeo Goria, Milena Miconi, Matilde Brandi, dalla radio Lucilla Agosti e Sabrina Bambi di R101, il comico di Zelig Fabio Di Dario, passando per tanti altri personaggi che sveleremo nel corso delle varie settimane”.

Un cast scelto accuratamente, immagino…

“Assolutamente sì. Si voleva dare un impatto televisivo con un’idea nuova e vincente che portasse in scena tutte le professioni artistiche: dalla danza al canto, fino ad arrivare al giornalismo. Volevamo aprirci a diversi tipi di pubblico, facendo in modo che tutti potessero seguire i loro beniamini”.

Si tratta però di un vero e proprio torneo sportivo, giusto?

“Certo, al termine del campionato olimpionico, che prevede le tre finali e la finalissima, ci sarà l’elezione della squadra vincitrice di questa prima edizione. Non avremo uno studio, ma saremo dentro un campo di padel vicino a Bergamo. Il format è stato, infatti,girato interamente presso l’Academy Manenti & Malgaroli e patrocinato dal Comune di Brusaporto e dal Comitato Italiano Fair Play”.

Arriviamo a lei. Perché è stato scelto come conduttore?

“La scelta è arrivata subito dopo la decisione di lasciare, dopo diversi anni, la conduzione di Chef in Campo. Sento sempre la necessità di cambiare, dopo aver portato avanti i programmi per diverse stagioni. In precedenza, avevo fatto lo stesso con Gustibus, in onda su La7. Non so se agisco così un po’ per incoscienza, che fa parte del mio carattere, o per la voglia di fare un salto nel buio. Tuttavia, anche per quanto riguarda Chef in Campo ho mollato una trasmissione certa, senza sapere che cosa mi avrebbe riservato il futuro. E proprio in seguito all’annuncio del mio addio, è arrivata la proposta di Vip4Padel. Con la N&M Management, la casa di produzione di Mariaraffaella Napolitano,avevo già condotto su La5 il programma Trend, affiancato da Silvana Giacobini, e sono stato contattato per sapere se me ne intendessi o meno di padel. Ho voluto essere sincero e ho ammesso di conoscerlo poco. Con un po’ di ironia e diverse battute che ho lanciato in quella telefonata, la sincerità mi ha premiato. Non a caso, mi hanno detto: ‘Guarda, se tu lo presenti con questa ironia è perfetto. Vogliamo che ci sia anche quella, per fare un programma leggero e frizzante’. E infatti così è successo…

Ah sì? Quindi è un programma dove si sorride?

“Posso anticiparle che nel campo mi succede un po’ di tutto. Non riesco a lanciare bene la racchetta, le palline mi arrivano addosso. Sono sicuro che vi divertirete, perché mi identifico nella ‘macchietta’ di Vip4Padel, anche se alla fine sono il conduttore. Non metto mai da parte il fatto che si tratta comunque di un concorso sportivo vero e proprio. Ci saranno due vincitori assoluti e il ‘senso di ironia’ non metterà mai da parte la professionalità e il rigore della gara stessa. Tutti gli artisti che hanno partecipato alle registrazioni sono andati via contenti; mi hanno riempito di messaggi mentre tornavano nelle loro case per dirmi che si erano divertiti. Tutti mi hanno ringraziato per questa possibilità che ho dato loro”.

Ha ammesso che non conosceva il padel, prima di arrivare alla conduzione del talent. Adesso si sente un po’ più preparato?

“Si, è stata la giusta occasione per immergermi in quel mondo. Tra l’altro, non avevo mai fatto nemmeno la conduzione di un programma sportivo. All’interno di Vip4Padel ci sarà tanta telecronaca e cambierà il mio modo di presentare: al di là dell’ironia, che ha sempre fatto parte di me, non farò sentire il mio accento sardo, mio tratto distintivo, perché si tratta di un programma sportivo che ha bisogno di una certa dialettica, di dizione. Tecnica che ho studiato seriamente, ma che nelle mie trasmissioni precedenti non avevo avuto ancora modo di sperimentare”. 

E’ curioso dei feedback che riceverà dal pubblico riguardo questa sua nuova avventura?

“Sì. Come ho già detto, è la prima volta in assoluto che presento un programma sportivo. Ho sempre condotto programmi di cucina, seppur diversi l’uno dall’altro e in tante reti televisive nazionali, e mi sono creato una zona di comfort. Sono quindi curioso di sapere come il pubblico reagirà, sia per ciò che concerne gli ascolti, sia per leggere i feedback e le eventualicritiche, che non mancano mai. A volte vieni criticato anche senza che ti diano modo di dimostrare ciò che sai fare, ma fa parte del gioco. E sono pronto anche a questo”.

Dunque, data la nuova esperienza positiva, non ha nessun rimpianto ad aver lasciato Chef in Campo?

“No, perché è nata un’altra opportunità entusiasmante. Inizialmente, quando ho dato le mie dimissioni da Chef in Campo, la squadra di autori non mi ha preso molto sul serio. Quando hanno capito che non stavo scherzando, mi hanno chiesto come mai volessi lasciare la trasmissione. Anche in quel caso, sono stato sincero: ho detto loro che, dopo tante puntate, non avevo più stimoli nel ripetere sempre le stesse cose. E così, lavorando insieme, abbiamo scelto di metterci in moto per una sorta di spin off di Chef in Campo, incentrato sul mondo dei dolci, che si intitola appunto Dolci in Campo. La messa in onda, al momento, è prevista per la prima serata, sempre su AlmaTv, in uno studio nuovo e innovato. I personaggi famosi del mondo dello spettacolo saranno chiamati a cimentarsi nella preparazione del dolce dell’infanzia, che darà loro l’occasione di raccontarsi, proprio come avveniva nel programma madre con la ricetta del cuore. Scopriremo così aneddoti dal passato di tutti gli artisti che seguiamo in tv. E ci saranno ancora l’esperto di vini Matteo Carreri , la cake creator Manuela Romiti e Terry Alaimo, che farà l’oroscopo dei dolci. E Vittorio Cesarini, dal centro di Roma al  Colosseo, preparerà per ogni personaggio un aperitivo. Un percorso nuovo, attraverso i sentieri del gusto, che affronto piacevolmente, anche perché adoro i dolci”.

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