Wartsila, da tribunale sì a ricorso sindacati: Stop 451 licenziamenti


(Adnkronos) – Il tribunale di Trieste ‘ferma’ Wartsila: annulla la procedura di licenziamento per 451 lavoratori e riconosce la condotta antisindacale denunciata da Fim Fiom e Uilm condannando per questo il gruppo finlandese a pagare 150mila euro, 50mila euro per uno, per danno all’immagine dei sindacati, ‘offesi’ davanti ai propri iscritti e ai cittadini comuni. Si chiude così, a poco più di due mesi dall’annuncio della multinazionale che produce grandi motori ad uso navale di voler procedere alla chiusura del sito triestino di Bagnoli della Rosandra, il primo match della battaglia legale tra azienda e sindacati. Il tribunale dunque sancisce quel passo indietro che il governo non era riuscito ad ottenere nel corso dell’incontro al Mise del 7 settembre scorso nel quale l’azienda aveva riconfermato la volontà di disimpegno dall’area. 

La partita comunque non è chiusa; Wartsila potrà ripresentare la procedura di licenziamento collettivo ma dovrà questa volta passare dal confronto sindacale con Fim Fiom e Uilm. I tempi dunque si allungano. Ma non solo: la multinazionale si troverà peraltro a dover rispettare le nuove norme, più stringenti, sulla legge ‘antidelocalizzazioni’ volute dal Mise e dal ministero del Lavoro del governo Draghi come ‘risposta’ al rifiuto dell’azienda di fare marcia indietro. I tempi della procedura di licenziamento collettivo, dunque, ora si allungheranno fino a 180 giorni dai 90 previsti precedentemente. Soddisfatti governo e sindacati.  

“La sentenza del Tribunale di Trieste, che accoglie il ricorso dei sindacati, dimostra che l’approccio di Wartsila era sbagliato, come ripetutamente segnalato all’azienda. Siamo contenti per i lavoratori e ci auguriamo di continuare nello spirito di sistema territoriale unitario emerso nell’ultimo incontro al Mise”, commenta il ministro dello sviluppo, Giancarlo Giorgetti. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro del lavoro.  

“La sentenza del Tribunale di Trieste da’ ragione ai sindacati e dimostra la bontà della strada intrapresa con il rafforzamento delle norme a tutela dei lavoratori quando siamo di fronte a casi di delocalizzazione selvaggia. Avevamo ragione già un anno fa, quando ci attaccavano dalla destra e da Confindustria: non si può chiudere un’azienda da un giorno all’altro andandosene e abbandonando i lavoratori e un intero sistema economico locale”, dice Andrea Orlando per il quale “l’unità dei lavoratori e delle istituzioni può battere la logica speculativa delle multinazionali”. 

Raggianti anche le dichiarazioni di Fim Fiom e Uilm. “E’ una grande soddisfazione e la consideriamo una sentenza esemplare perché condanna la multinazionale per i mancati obblighi di informazione previsti dal contratto nazionale, revoca la procedura di licenziamento e condanna il gruppo al risarcimento di 150mila euro a favore dei sindacati”, dice Luca Trevisan, segretario nazionale Fiom annunciando il proseguo della mobilitazione. Per la prossima settimana intanto saranno convocate le assemblee dei lavoratori.  

“Risultato importante” anche per la Uilm. “L’annullamento della procedura di licenziamento deve indurre la multinazionale a rivedere le sue posizioni e le strategie di delocalizzazione”, chiede Michele Paliani, coordinatore nazionale Uilm per il Settore cantieristica navale. Analogamente per la Fim. “Ora bisogna rilanciare subito l’attività industriale e l’occupazione a Trieste, la città e il territorio non possono permettersi di perdere questo importante presidio industriale”, commenta il segretario nazionale Fim-Cisl Massimiliano Nobis. “Più che soddisfatti” in Uglm.”A questo punto, la multinazionale finlandese deve prendere atto che la scelta unilaterale non è percorribile e che è arrivato il momento di percorrere la strada di un dialogo costruttivo mirato a gettare le basi per nuove prospettive industriali”, conclude il segretario nazionale, Antonio Spera. 

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