‘ViaCondotti21’ e ‘LaCapitale’, battesimo con Padellaro e la rettrice della ‘Sapienza’


‘ViaCondotti21’ e ‘LaCapitale’ portano a Roma la ricchezza del Mezzogiorno. Dall’esigenza di una nuova narrazione del Sud alla fuga dei giovani passando per l’innovazione tecnologica e le sfide del Pnrr, Antonio Padellaro, Luigi De Vecchis e la rettrice dell’Università La Sapienza Antonella Polimeni hanno tenuto a battesimo il nuovo progetto editoriale. 

“Dodici anni fa inaugurammo Il Fatto Quotidiano e io sto ritrovando questa sera lo stesso spirito di allora, quando eravamo tutti convinti di fare la cosa giusta. Sapevamo che avevamo una comunità intorno al giornale, quella dei lettori. Rispetto a ‘LaCapitale’ voi la comunità l’avete già non dovete cercare il vostro pubblico ma sarà il vostro pubblico a cercare voi”. È Antonio Padellaro, fondatore ed ex direttore del Fatto Quotidiano, a battezzare ViaCondotti21 e LaCapitale, il progetto editoriale che affiancherà il Gruppo Pubbliemme e il network LaC nell’espansione nazionale in corso per guardare, dal cuore della Capitale, al resto d’Italia e all’Europa. 

“La tv generalista – spiega Padellaro – non funziona più, come non funzionano più i talk. La polemica non funziona più, è un giudizio oggettivo basato sui numeri e sulle rilevazioni di ascolto. Oggi il pubblico chiede altro, ha bisogno di conoscenza dei dati e dei fatti. Non vuole più narrazioni e stereotipi, vuole una narrazione del Sud che sia diversa dagli stereotipi e dalla cultura del piagnisteo. Nel mezzogiorno c’è una ricchezza enorme, che va portata al pubblico: bisogna resettare una certa informazione del passato che non funziona più”. 

Il Sud, però, dovrà ripartire dal capitale umano e dalla ricchezza della sua risorsa più importante: ne è convinta Antonella Polimeni, rettrice dell’Università ‘La Sapienza’: “C’è un ragionamento ampio che collega da un lato la fuga dei ragazzi del Sud e dall’altro la carenza cronica delle infrastrutture. Abbiamo il più alto tasso di abbandono universitario e il più basso numero di laureati in Italia, siamo il fanalino di coda dell’Unione Europea: questo dato deve impegnare tutte le università e la Sapienza è in prima linea per aiutare i ragazzi a fare le giuste scelte”. Al centro del dibattito anche i finanziamenti del Pnrr e il finanziamento alle attività di ricerca: “Questo settore è stato sottofinanziato per anni in Italia: il Pnrr è sicuramente una boccata d’ossigeno, ma è solo la benzina iniziale, poiché servirà un sostegno finanziato da fondi strutturali per garantire che questi risultati siano duraturi”. 

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza dovrà sostenere innovazione tecnologica e trasformazione delle aziende: “Se una componente del Pnrr fosse destinata al sostegno del go-to-market delle imprese il governo farebbe un grande servizio al Paese, soprattutto se sostenesse in modo particolare quella parte di Paese che ha bisogno di crescere più velocemente – ha spiegato Luigi De Vecchis, presidente di Huawei Italia – Il mondo va verso l’innovazione continua, verso la correlazione forte tra il mondo della formazione e quello delle imprese: il governo deve creare sinergie tra università ed aziende”.  

“Per far crescere il Paese c’è bisogno di imprese e formazione. La formazione è direttamente proporzionale all’innovazione tecnologica, cresce una e cresce l’altra ma deve crescere soprattutto il sud, che ha sofferto negli anni passati – ha sottolineato – Dovremmo accelerare soprattutto nel Sud una campagna per attirare i giovani nelle università tecnologiche. C’è bisogno di ingegneri, fisici, matematici. Una maggiore capacità attrattiva delle università un migliore progetto di formazione per queste persone, una costruzione di progetto di campus in cui le università lavorano con le imprese”. 

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