Via libera del Senato all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale


Invocato, criticato, accelerato anche dalle recenti vicende che hanno riguardato l’attacco hacker in Lazio, l’Aula del Senato ha approvato in via definitiva con 204 sì, 3 no e 23 astenuti il Dl sulla cybersicurezza già approvato dalla Camera. Il provvedimento definisce, in particolare, l’architettura nazionale di cybersicurezza e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. La sicurezza cibernetica costituisce, viene evidenziato nel dossier parlamentare dedicato al provvedimento, uno degli interventi previsti dal Pnrr a cui sono destinati circa 620 milioni di euro. La disciplina licenziata in via definitiva da Palazzo Madama definisce, in particolare, il sistema nazionale di sicurezza cibernetica che ha al suo vertice il presidente del Consiglio dei ministri: “Il Presidente del Consiglio dei ministri è l’autorità al vertice dell’architettura della sicurezza cibernetica, in quanto è a lui attribuita in via esclusiva l’alta direzione e la responsabilità generale delle politiche di cybersicurezza. Inoltre, al Presidente del Consiglio spetta, sempre in via esclusiva: l’adozione della strategia nazionale di cybersicurezza, sentito il Comitato interministeriale per la cybersicurezza (CIC) istituito all’articolo 4 del presente provvedimento; la nomina e la revoca del direttore generale e del vice direttore generale della nuova Agenzia per la cybersicurezza nazionale istituita dall’articolo 5 del provvedimento in esame, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, come previsto nell’esame presso la Camera dei deputati. Sulle modalità di nomina e revoca dei vertici dell’Agenzia ha inciso l’esame presso la Camera dei deputati, nel corso del quale è stata introdotta la previsione che il Presidente del Consiglio informi preventivamente circa le nomine il COPASIR e le Commissioni parlamentari competenti”. 

 

Nell’aula del Senato, la senatrice di Forza Italia-Udc, Paola Binetti ha dichiarato: “La transizione digitale è un presupposto per una nuova dimensione anche della sanità. Passare da un sistema ospedalocentrico ad uno che ha il suo fulcro nei territori sarà possibile solo attraverso lo sviluppo tecnologico, che pertanto deve essere sicuro. Per la delicatezza dei dati, che afferiscono all’identità personale di ciascuno di noi, la cybersecurity è essenziale e osservo con favore che l’agenzia che viene costituita risponderà direttamente al presidente del Consiglio. Auspico che nella cabina di regia del Pnrr sia presente anche il Ministero della Salute con esperti di grande livello”. 

 

Sempre in Aula la senatrice del Pd Roberta Pinotti, presidente della Commissione Difesa: “La cybersicurezza è un tema fondamentale per lo sviluppo dell’economia, la crescita, ma anche per la stessa sanità e quindi per la vita umana. Gli attacchi informatici si stanno moltiplicando e sono aumentati nel corso della Pandemia, anche a causa dello smart working. L’Agenzia nazionale disegnata, con confini ben delineati rispetto all’Intelligence, ha personalità di diritto pubblico e autonomia, centralizza funzioni e competenze e costituisce un punto di riferimento a livello pubblico e privato. Tra i compiti avrà quello della produzione di strumenti perché la capacità di produzione autonoma di sistemi di sicurezza e i relativi sviluppi industriali nazionali sono temi cruciali per il futuro di qualsiasi Paese. Dobbiamo affrontare un cambiamento culturale fondamentale: quando riceviamo attacco siamo già in ritardo, serve la safety più che la security, quando si apre un varco il rischio diviene generalizzato”. 

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