Variante Omicron, dati Israele su terza dose vaccino: la reazione degli esperti


La terza dose del vaccino anti Covid sembra funzionare anche sulla variante Omicron. I dati che arrivano da Israele portano segnali di ottimismo. “Da quello che abbiamo visto in Sud Africa gli attuali vaccini sembrano proteggere anche dalla variante Omicron. E lo stesso cittadino italiano, positivo alla nuova variante e vaccinato con doppia dose, non ha sintomi. Questo ci fa dedurre che il vaccino funziona” dice il direttore dell’Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, a SkyTg24. 

“Credo in quanto ha detto Anthony Fauci durante il recentissimo congresso nazionale di malattie infettive. Presentando i dati sulla terza dose, il collega ha precisato che c’è un incremento quasi doppio in termini di risposta anticorpale e anche una durata maggiore. Questo e i primi dati che arrivano da Israele, che ha vaccinato molto più di noi con il richiamo, potrebbero darci più di una speranza che la terza dose possa proteggerci anche dalla variante Omicron” evidenzia all’Adnkronos Salute Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit). Secondo Andreoni, “ora serve un cauto ottimismo, aspettiamo i dati in vitro sulla Omicron e la risposta anticorpale del vaccino, ma nel frattempo vaccinare, vaccinare e vaccinare”.  

“La terza dose sembra funzionare anche sulla variante Omicron, quindi nel giro di una settimana si è ridimensionata una bolla speculativa più che un problema di sanità pubblica. Abbiamo i nervi tesi, a cominciare dal nostro ministro della Salute, invece serve essere calmi. Se si tiene sempre il dito sul grilletto si finisce per sparare anche quando non serve. Attenzione” dice all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, commentando i primi dati che arrivano da Israele sul richiamo vaccinale. 

“Ben venga che i vaccini funzionano anche sulla variante Omicron, personalmente ho trovato di cattivo gusto il discorso del vertice di Moderna che ha detto che loro hanno un vaccino in arrivo nel 2022 che copre la Omicron, mentre quello attuale no – dice l’infettivologo – Quando si parla di vaccino e medicina non deve parlare chi lo produce, ma i medici e gli scienziati che lo hanno studiato e lo conoscono. Altrimenti c’è un grande conflitto di interessi e una comunicazione sbagliata alla popolazione sulla terza dose, a prescindere da quello che arriverà nel 2022”.  

“Israele sta fornendo al mondo una straordinaria esperienza e il fatto che dica che in base ai primissimi risultati” con tre dosi di vaccino anti-Covid “potrebbe esserci una protezione” dalla variante Omicron “è una buona notizia. Andrà confermata, ma conoscendo la serietà degli israeliani e quanto siano rigorosi nel dare dati, la trovo estremamente rassicurante” afferma all’Adnkronos Salute Roberto Cauda, direttore di malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma.  

“Israele è il laboratorio del mondo – ricorda l’infettivologo – nel senso che ha prima di tutti gli altri vaccinato in un periodo molto breve la popolazione, si è accorta per prima che l’immunità tendeva a decrescere man mano che ci si allontanava dal periodo della vaccinazione soprattutto nei confronti dell’infezione e questo ha portato a vaccinare” con la terza dose “prima gli ultrasessantenni e poi tutti. E adesso sta vaccinando anche i bambini”.  

Per quanto riguardo la variante Omicron, comunque, i dati preliminari forniti “non sorprendono – sottolinea l’esperto – perché se tu fai la terza dose è possibile che ci possa essere una risposta rafforzata che anche se la proteina Spike” della variante “non è identica” alla Spike contro cui siamo immunizzati, “riesce a bloccarla”. 

© Copyright Sbircia la Notizia Magazine. Riproduzione riservata.

Cerchi altro? Nessun problema!

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
">


Coronavirus Cronaca Ultima ora