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Cronaca

Variante africana, Crisanti: “Se è già qui servirà tolleranza zero”

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“Per vedere se in Italia la nuova variante sudafricana si è già manifestata, penso che la cosa più importante da fare ora è un campionamento approfondito. E se si è manifestata bisogna confinarla con tolleranza zero. Con quali misure? Dipende dalla gravità della situazione, perché se questa variante è resistente al vaccino non è che ci si può scherzare”. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è il virologo Andrea Crisanti. Il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova premette: “Siamo un una fase di osservazione e il panico è prematuro. Prima i dati”.  

“Se questa variante è resistente al vaccino – ipotizza – e se viene identificata in qualche area del Paese bisogna sigillare tutto, fare una specie di zona rossa, e confinarla. Non è che ci sono alternative. Ma poi questa cosa alla fine ha solo un effetto palliativo, perché prima o poi la variante arriva. E la cosa più importante è sempre sviluppare un vaccino che sia in grado di intercettarla”, arginarla. “Potrebbe essere dunque necessario riaggiornare i nostri vaccini attuali. E sicuramente fare un lockdown dove questa variante si dovesse presentare ha un unico effetto: quello di guadagnare tempo, mentre si aspettano vaccini”. 

Il blocco dei voli? “Blocchiamoli pure, ma non credo che questo abbia mai fermato qualcuno, lo dico sinceramente. E tra le altre cose non sappiamo neanche se questa variante è già in mezzo a noi”.  

Di varianti di Sars-CoV-2, osserva Crisanti, “se ne rilevano in continuazione e sicuramente ogni tanto qualche variante emerge perché ha delle caratteristiche di trasmissibilità più elevata rispetto ad altre. In Sudafrica la situazione è complicata dal fatto che lì c’è effettivamente un numero importante di persone vaccinate e quindi non sappiamo se questa variante è emersa perché più trasmissibile della Delta, oppure perché è in grado di infettare anche le persone vaccinate. E’ una variante che ha tantissime mutazioni e sicuramente questo è un elemento di preoccupazione maggiore”.  

Ovviamente, conclude il virologo, “stiamo parlando al momento solo di ipotesi. Bisogna cercare di capire prima se questa variante è suscettibile o meno ai vaccini, se è resistente o no. Siamo un una fase di osservazione e se sarà confermato che resiste ai vaccini bisogna che le aziende aggiornino immediatamente la loro composizione e che i Paesi mettano in campo misure che attenuino l’impatto della variante per 4-5 mesi, il tempo di aggiornare e distribuire i nuovi” prodotti scudo. “Ma misure di contenimento bisognerà metterle in campo nel caso di alta virulenza e di una variante in grado di superare i vaccini”.  

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Cronaca

Anarchici, Perrugini (Oss. Anni piombo): “Alla Sapienza parole choc, causa cattivi maestri”

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(Adnkronos) – “Queste sono esattamente le conseguenze di quando si hanno ‘cattivi maestri’ che una certa opinione pubblica ha continuato a sostenere grazie alla rete sempre attiva di ‘soccorso rosso’. Mi auguro solo che non arrivino a raggiungere gli stessi livelli di violenza ma che rimangano solo sfoghi di deviati che preferiscono distruggere invece di costruire”. Lo afferma Potito Perruggini, presidente dell’osservatorio “Anni di piombo” per la verità storica, commentando le parole “scioccanti” pronunciate all’assemblea in sostegno di Alfredo Cospito e contro il 41bis alla Sapienza come emerso in un servizio della trasmissione “Quarta Repubblica” di ieri. 

Nel servizio infatti, si riporta la voce di uno degli intervenuti secondo il quale “quello che è stato fatto negli anni 70-80 ha avuto un tale valore che ancora adesso lo stato e l’apparato dominante li maledicono. Maledicono appunto quelli che chiamano ‘anni di piombo’. Anni che invece sono stati rivoluzionari. Di piombo per loro, mentre Alfredo è al 41 bis. Non ci dobbiamo dimenticare dei nostri compagni, dei nostri fratelli a Parigi, esuli da 40 anni. Questo è un paese che non fa i conti con la propria storia”. 

Secondo Perruggini “le coincidenze temporali, come l’udienza di oggi a Parigi dei ‘loro fratelli brigatisti pluriomicidi’, lasciano presumere una regia più ampia che da tempo ha pianificato la strategia. Chi sta sottovalutando tutto questo continua ad offendere gli italiani tutti che ancora oggi stanno pagando le conseguenze di quegli anni di violenza estrema”. “La situazione è così grave e delicata che sembra surreale assistere ad una sinistra che si arrampica sugli specchi parlando delle condizioni di chi ‘poverino’ la nostra giustizia ha messo a scontare la pena col 41 bis – conclude il presidente dell’osservatorio ‘Anni di piombo’ – Forse si sono dimenticati che proprio il ‘loro’ ministro Cartabia ha firmato il provvedimento per Cospito? Speriamo riacquistino presto la memoria, potrei consigliargli qualche libro da studiare”. 

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Cronaca

Studenti.it, 2 studenti su 10 dichiarano di aver subito atti di violenza

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(Adnkronos) –
Il 20% degli studenti dichiara di aver subito atti di violenza. E’ quanto emerge da un sondaggio condotto dal sito Studenti.it che, in occasione della Giornata mondiale contro il bullismo e il cyberbullismo, ha intervistato oltre 4.000 ragazze e ragazzi, utenti del sito, per indagare quanto i due fenomeni sociali siano diffusi tra i giovani e capire, tramite le loro opinioni, come poter intervenire e prevenire questo genere di violenza. Studenti.it ha chiesto alle studentesse e studenti partecipanti al sondaggio le loro esperienze. Il 10% dei giovani ammette di essere stato vittima di bullismo, il 2% di cyberbullismo, mentre l’8% ha dichiarato di aver subito entrambe le forme di violenza. Il restante 80% del campione dichiara di non essere mai stato importunato o infastidito.  

Studenti.it ha inoltre domandato il motivo per cui, secondo loro, i bulli si comportano da tali con i loro coetanei. Il 37% crede che si tratti di persone deboli che cercano di dimostrare di essere forti. Il 16% ritiene invece che dipenda da una cattiva educazione e che i bulli sono persone prepotenti a cui nessuno ha mai posto limiti. Secondo il 9% degli intervistati, chi fa atti di bullismo non teme le conseguenze delle proprie azioni, mentre l’8% ritiene che il motivo si nasconda nel non saper accogliere e rispettare la diversità. Non sa darsi una spiegazione il restante 30%. 

Studenti.it, inoltre, ha rilevato che è proprio la scuola il luogo in cui avvengono più di frequente gli atti di bullismo: è stato così per il 43% degli intervistati, mentre il restante 48% ha subito questo genere di violenza in altri contesti, fuori dalle mura scolastiche. Solo il 9% dei giovani dichiara di essere stato vittima di bullismo sui social media, in particolare su TikTok (4%), Instagram (3%) e Youtube (2%).  

Mentre il 24% degli intervistati ha subito bullismo senza reagire, il 22% si è difeso autonomamente a tali atteggiamenti di prepotenza. Alcuni giovani si confidano con la famiglia (12%), altri con i professori (5%), ma solamente il 3% ha scelto di denunciare legalmente l’accaduto. Il 42% degli intervistati ritiene che le vittime non si espongono legalmente per paura di ritorsioni. Il 36% pensa che la causa sia nella rassegnazione, nella convinzione che denunciare non servirà a cambiare le cose. Per il 22% la motivazione è da ricercare nel non sentirsi protetti da chi dovrebbe, invece, tutelarli.  

Infine, secondo il 41% dei rispondenti all’indagine di Studenti.it, per combattere il bullismo e cyberbullismo occorre introdurre pene più severe, oltre a promuovere attività di sensibilizzazione nelle scuole (39%). Sarebbe invece molto utile, per il restante 20%, inserire all’interno della scuola una figura professionale di riferimento, come un tutor o uno psicologo a cui rivolgersi in caso di aiuto. 

“Il tema del bullismo e del cyber-bullismo tocca da vicino la Generazione Z. Come dimostrano i dati dell’indagine di Studenti.it, un’elevata percentuale di ragazzi e ragazze ne è vittima e non sempre trovano la forza o il coraggio per denunciare. Anche Webboh si è sempre schierato dalla parte di chi subisce quella che è una violenza a tutti gli effetti e cerchiamo di sensibilizzare sul tema, anche collaborando con alcune onlus attive nel settore” dichiara Giulio Pasqui, CEO di Webboh.it. 

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Sondaggio, uomo e giovane l’identikit del consumatore di insetti

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(Adnkronos) –
Uomo e giovane è l’identikit del consumatore più propenso ad accogliere gli insetti edibili nella propria dieta. La notizia arriva da uno studio pubblicato sulla rivista “Plos One” e realizzato dalle Università di Pisa, Parma, Ghent in Belgio, Cornell negli Stati Uniti e Nanjing in Cina. La ricerca è stata condotta attraverso un sondaggio realizzato a febbraio e marzo 2022 su un campione di circa 3000 persone dislocate in cinque diversi paesi (Belgio, Cina, Italia, Messico e Stati Uniti) con vari livelli di cultura gastronomica legata al consumo di insetti. 

“Si tratta del primo studio che mette a paragone più paesi in continenti diversi – spiega Simone Mancini, ricercatore del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa – stiamo utilizzando i dati raccolti per ricerche e pubblicazioni ancora in corso, si tratta di materiale molto utile per chiunque si occupi di marketing in questo settore”. 

Dai risultati del sondaggio è emerso che il genere è il fattore principale che influenza il livello di accettazione, con il maggiore di rifiuto in Italia (circa 85% donne e 75% uomini) e il minore in paesi come Messico (circa 46% donne e 15% uomini) e Cina (circa 62% donne e 50% uomini) dove l’entomofagia è culturalmente più accettata. Nei Paesi poi dove la predisposizione a includere gli insetti nella dieta è minore, ovvero Italia e Belgio, l’età più giovane è un fattore che predispone positivamente al consumo. Considerando infine tutti i cinque paesi, l’accettazione degli insetti trasformati, ad esempio nelle farine, è risultata sempre maggiore rispetto a quelli interi. 

“La maggiore propensione al consumo nella fascia di popolazione tra i 18 e i 41 anni rispetto agli over 42 potrebbe essere spiegata dalla curiosità dei più giovani verso il novel food e da una maggiore sensibilità rispetto ai temi legati alla sostenibilità alimentare – dice Mancini – in generale, per quanto riguarda il nostro paese, i risultati in parte confermano che gli italiani sono meno pronti a inserire questi novel food nella loro dieta, ma denota anche come altri Paesi europei o occidentali abbiano già superato queste barriere e siano pronti a buttarsi sul mercato”. 

Per l’Università di Pisa ha partecipato allo studio insieme a Simone Mancini anche la professoressa Roberta Moruzzo del Dipartimento di Scienze Veterinarie. 

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Vaticano, Gip Milano dà ragione a Cecilia Marogna: “Illegittimo il sequestro del cellulare”

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(Adnkronos) – Il Gip dà ragione a Cecilia Marogna e ordina il dissequestro del telefono cellulare dell’imprenditrice sarda arrestata nell’ottobre 2020 a Milano su richiesta del Vaticano e attualmente imputata nel processo di Oltretevere nato dallo scandalo del palazzo di Londra. Lo riferisce all’Adnkronos il procuratore in atti della Marogna, Riccardo Sindoca, che spiega di aver già fatto richiesta al promotore di Giustizia Vaticano di restituzione dello smartphone. Annullando con l’ordinanza depositata oggi il decreto di sequestro probatorio emesso dal pm di Milano nel gennaio 2021, il gip Luca Milani rileva in particolare come il provvedimento sia “illegittimo” essendo “stato adottato dopo la pronuncia del dispositivo con il quale la Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza di convalida dell’arresto di Cecilia Marogna, disposto per fini estradizionali”.  

“Appare del tutto evidente – si legge nell’ordinanza – come la richiesta di consegna del telefonino appartenente a Cecilia Marogna, inoltrata dall’Autorità giudiziaria vaticana alla magistratura italiana tramite lo strumento della rogatoria internazionale, si sia fondata su un presupposto rivelatosi poi insussistente, ovvero su un sequestro asseritamente legittimo”. Ma, sottolinea il gip, “il vincolo reale sul bene era stato imposto nell’ambito di una procedura illegittimamente instaurata, all’interno della quale – peraltro – l’interessata è stata privata della libertà personale”.  

Tra l’altro, evidenzia il magistrato, in seguito alla sentenza della Cassazione del dicembre 2020, con la quale è stata annullata l’ordinanza di convalida dell’arresto della Marogna, “sarebbe stato opportuno, per l’autorità giudiziaria rogante interessata ad ottenere la consegna del telefonino dell’interessata trasmettere un’autonoma richiesta di assistenza giudiziaria, volta ad ottenere il sequestro probatorio del dispositivo, non la mera consegna” e il fatto che il pm di Milano, “allo scopo di rispondere all’originaria richiesta di assistenza”, abbia deciso “di disporre autonomamente il sequestro probatorio del telefonino, costituisce opzione indubbiamente solerte e collaborativa sul piano dei rapporti con l’autorità giudiziaria straniera, ma priva di adeguato supporto normativo”. 

 

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Cronaca

‘Senza madre’ è il libro-inchiesta che svela storie drammatiche di figli sottratti alle proprie mamme dallo Stato

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(Adnkronos) – Cosa succede alle donne che denunciano violenza domestica? Nel cortocircuito giudiziario che spesso le trasforma da vittime in carnefici, può accadere loro perfino di vedersi sottratto il proprio figlio dalla Stato, magari in nome di teorie psicologiche senza fondamento, come quella “dell’alienazione parentale”, sconfessata dalla comunità scientifica. Danni collaterali? Calvari giudiziari combattuti a suon di carte bollate, perizie, incontri protetti, un fiume di denaro speso in avvocati e consulenti tecnici per difendere se stesse e i propri bambini dalla macchina dello Stato. 

Una spirale assurda e drammatica ora raccontata in un libro-inchiesta in arrivo in libreria “Senza madre. Storie di figli sottratti dallo Stato”, pubblicato dalle Edizioni scientifiche Magi e frutto del lavoro di dieci tra giornaliste e attiviste. Clelia Delponte, Franca Giansoldati, Flavia Landolfi, Silvia Mari, Assuntina Morresi, Monica Ricci Sargentini, Nadia Somma, Paola Tavella, Emanuela Valente e Livia Zancaner spiegano -attraverso testimonianze dirette- quanto succede nei tribunali italiani, fatti ancora poco noti alla pubblica opinione. La prefazione è di Francesca Ceroni, sostituta procuratrice della Repubblica presso la Corte di Cassazione, mentre la postfazione è curata dalla giornalista Monica Lanfranco. 

“In questi casi -spiega all’Adnkronos Flavia Landolfi, una delle autrici del volume- la stella polare che guida i procedimenti di affidamento dei minori non è il benessere psicofisico, ma la bigenitorialità, sempre e comunque, anche contro il volere dei più piccoli, anche in presenza di evidenti segnali di violenza domestica. Il meccanismo è semplice: nei casi controversi o su richiesta delle parti viene nominato un esperto (psicologo o psichiatra), che attraverso una perizia stabilisce il da farsi, a volte anche il calendario delle visite”. (segue) 

Madri sotto accusa costrette a dimostrare la propria innocenza 

“Con il cavallo di Troia dell’alienazione parentale -prosegue la giornalista- sempre più spesso le perizie rintracciano nel rifiuto del bambino la mano materna, il plagio, la manipolazione. Ed è su questo che i giuristi dovrebbero saltare sulle sedie, sulle procedure giudiziarie che indagano le eventuali manipolazioni. L’elefante nella stanza è innanzitutto il ribaltamento del principio di non colpevolezza, architrave del diritto moderno, spina dorsale dello stato di diritto. Per il solo rifiuto del bambino a frequentare l’altro genitore, le madri si trovano sotto accusa, a dover dimostrare la propria innocenza”. 

Il libro verrà presentato a Roma il prossimo 9 febbraio, alle 10,30 nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani (in via della Dogana Vecchia 29) per iniziativa della senatrice Valeria Valente, già presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, che parteciperà all’incontro con Maria Teresa Bellucci viceministra per il lavoro e le politiche sociali, insieme alle autrici Franca Giansoldati, Flavia Landolfi, Silvia Mari Assuntina Morresi, Nadia Somma, Paola Tavella, Emanuela Valente, Livia Zancaner. A moderare il dibattito sarà la giornalista Flavia Fratello.  

Sono storie vere, crudeli e assurde, portate alla luce da giornaliste che da anni hanno indagato su questa pratica ingiusta: avvengono tutti i giorni, in tutte le città, a ogni ora. Vicende drammatiche di cui quasi nessuno sa, di cui quasi nessuno parla. Ad accomunarle è la sindrome da Alienazione Parentale (Pas), quella dinamica psicologica disfunzionale, che “porterebbe uno dei genitori, a seguito di una separazione coniugale, a manipolare il figlio minore, alienandolo da altri affetti e producendo odio e rancore verso l’altra figura genitoriale”. (segue) 

Autrici 10 giornaliste, attiviste e madri denunciano una pratica ingiusta 

Una teoria quantomeno controversa e screditata dalla comunità scientifica internazionale, poiché si basa su diagnosi spesso inefficaci e arbitrarie, ma che ciò nonostante, regna ancora sovrana nei tribunali italiani.  

Le modalità con cui i bambini vengono allontanati dalle madri -ritenute le principali figure alienanti- danno la misura di quanto il benessere dei piccoli sia l’ultima delle preoccupazioni degli operatori e servizi sociali. 

I bambini infatti vengono affidati a Case-famiglie, ad altre famiglie oppure addirittura a quei padri, già denunciati e, a volte, perfino condannati per violenza famigliare, mentre la quasi totalità delle madri è giudicata “idonea, non violenta, accudente”. Questo tuttavia non basta e molte di queste donne rischiano di non rivedere per anni, o addirittura mai più, i loro figli. (Rossella Guadagnini) 

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Cronaca

Cilento Tastes, nasce l’evento che aggrega le eccellenze enogastronomiche del Cilento

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(Adnkronos) – In Campania, tra il Golfo di Salerno e il Golfo di Policastro, fino ai confini con la Lucania, si estende il Cilento. Terra incontaminata che si dipana tra piccoli promontori, spiagge, grotte scavate nella roccia, colline puntellate da ulivi e i Monti Alburni, le ‘dolomiti del sud’. Una terra ancora selvaggia, dove lo sguardo si perde tra borghi di pescatori e maestose testimonianze archeologiche, come la Certosa di Padula e i Templi di Paestum. 

In tutta questa bellezza, il cibo è una roccaforte della biodiversità campana: qui dove il tempo sembra dilatarsi all’infinito, in controtendenza con la velocità imposta dai tempi moderni, il Cilento guarda all’enogastronomia come traino per le nuove offerte turistiche sempre più focalizzate sulla tipicità e sulla riscoperta dei piccoli, grandi territori. Da queste ispirazioni nasce Cilento Tastes per dar voce al ‘brand Cilento’ con i suoi piccoli artigiani del gusto. Una voce, finalmente, unica, forte e chiara: dal 22 al 25 aprile 2023, andranno in scena gli antichi mestieri e le produzioni di eccellenza in una location unica, si tratta di NEXT ‘Nuova Esposizione Ex Tabacchificio’ oggi un polo dedicato all’esposizione di eventi a Capaccio Paestum, situata in quella che una volta era un’area industriale e che ha tratto nuova linfa grazie all’ importante lavoro di recupero e valorizzazione realizzato dal Comune di Capaccio – Paestum. L’evento organizzato insieme a ‘Terra Cilenti’, società impegnata nella valorizzazione e promozione dei prodotti artigianali, degli antichi mestieri, e in modo più ampio nella divulgazione dello ‘stile di vita sano’ che caratterizza il Cilento, già ha aperto le iscrizioni a favore di aziende, ristoranti, chiunque contribuisca a diffondere la cultura della gastronomia cilentana nel migliore dei modi. Infatti, solo 100 saranno gli artigiani con i requisiti giusti che rappresenteranno il territorio nel corso dell’evento e che faranno parte della selezione ‘CilentoPerCento’. L’evento intende generare un nuovo flusso turistico, non a caso si svolgerà durante l’atteso ponte del 25 aprile. Al contempo, offrirà visibilità ai piccoli produttori, portandoli all’attenzione di buyer internazionali, giornalisti, blogger e opinion leader. Eventi e convegni faranno da cassa di risonanza alle piccole economie locali. Non solo nei 4 giorni di kermesse, ma anche e soprattutto dopo, esportando il “brand Cilento” fuori regione e nazione, attraverso la piattaforma di e-commerce permanente, che prenderà forma subito dopo l’evento. Anche il biglietto d’ingresso è stato pensato come volano per gli acquisti: genererà, infatti, una moneta elettronica che permetterà di degustare velocemente i migliori prodotti cilentani. 

Con Cilento Tastes, gli artigiani del gusto avranno modo di farsi conoscere attraverso aree di degustazione, ma anche attraverso laboratori della cultura mediterranea,cooking show e spazi riservati ai bambini per imparare giocando. Proprio questi ultimi vivranno un’esperienza unica, diventando ristoratori per un giorno. In un momento in cui ‘tipicità’ e ‘stile di vita sano’ sono temi caldi, puntare i riflettori sul Cilento è la scelta più naturale possibile, non a caso è qui che nasce il paradigma della “Dieta Mediterranea” di Ancel Keys, fisiologo americano, trasferitosi per circa quarant’anni a Pioppi per studiare gli effetti benefici di una corretta alimentazione. Proprio nel Cilento, scoprì “la ricetta dell’elisir di lunga vita”: cibo sano, pochissimi grassi saturi, il consumo regolare di verdura, frutta, cereali, olio extra vergine di oliva, e una buona attività fisica. Nel 2010, la dieta è stata riconosciuta dall’UNESCO come bene protetto ed è stata inserita nella lista dei patrimoni immateriali dell’umanità. 

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Coronavirus

Bassetti: “11 persone indagate per reati contro di me, viva la giustizia”

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(Adnkronos) – “Finalmente, con somma gioia, apprendo che oggi è stato notificato l’avviso di chiusura delle indagini, con il quale 11 persone sono indagate per i reati di stalking di gruppo ed istigazione a delinquere perpetrati nei miei confronti da parte di novax nel 2021. Viva la giustizia”. Lo twitta Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive al policlinico San Martino di Genova.  

Su Facebook, Bassetti si sofferma sul tema covid-Sanremo. “Martedì con l’inizio del Festival di Sanremo si sancirà giustamente in mondovisione la fine dell’era italica delle regole Covid-19. Niente mascherine in platea, niente green-pass, niente tamponificio dietro le quinte e niente plexiglas o altre barriere. Che tutti ne prendano esempio. Tutti! Sarà l’ennesima dimostrazione, anche per tutti quelli che non li hanno fatti e li hanno attaccati, che senza i vaccini non ci saremo arrivati”, dice. 

“Sarà un festival come tutti quelli fino al 2020, anche grazie al lavoro dei medici e degli infermieri – rimarca Bassetti – che hanno lavorato pancia a terra negli ultimi tre anni per vincere questa guerra contro il Covid. Come trovai esagerato celebrare come eroi e fantascienziati alcuni medici, portandoli in prima fila nell’edizione del 2020 (quando ancora tutto doveva iniziare), trovo oggi un errore che di tanti che saranno a Sanremo non ci saranno quelli che hanno reso possibile questo ritorno alla normalità del passato. Gratitudine e riconoscenza. Queste sconosciute…”. 

 

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Cronaca

Cybersicurezza, Pennasilico (Clusit): “Attacco di banda criminale, una ventina i colpibili in Italia”

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(Adnkronos) – “C’è una banda criminale che sta sfruttando una vulnerabilità del 2021 per portare avanti una campagna ransomware e questa campagna ha interessato circa 2mila organizzazioni, in Italia una ventina”. Lo afferma all’Adnkronos Alessio Pennasilico, membro del Comitato scientifico di Clusit, Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, all’indomani del massiccio attacco hacker su cui ha lanciato l’allerta l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, sottolineando che gli obiettivi sono soggetti che “hanno server quindi non privati cittadini, ma imprese pubbliche, aziende dalle Pmi fino alle multinazionali, piccole e grandi pubbliche amministrazioni”. 

“Chiaramente se dovessero essere colpiti organismi rilevanti in termini di servizi, come ad esempio banche o assicurazioni, i cittadini subirebbero danni nel poter usufruire di quei servizi”, spiega Pennasilico sottolineando che “al momento non ci sono evidenze che dietro a quanto accaduto ci siano attori statuali”.  

Per proteggersi “la cosa più semplice è fare l’aggiornamento e fare in modo che quel tipo di server non sia esposto su internet”, precisa il membro del Comitato scientifico di Clusit secondo il quale chi non può fare l’aggiornamento dovrebbe “configurare filtri che impediscono al servizio vulnerabile di essere raggiunto”. Pennasilico, che fa “un plauso all’encomiabile lavoro dell’Acn”, sottolinea che l’attacco hacker “non va messo in relazione con i disservizi di Tim, problema che è stato risolto e non ha nulla a che vedere con l’attacco”. 

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Cronaca

Cybersicurezza: l’esperto Razzante, ‘mancanza aggiornamenti e attenzione causa vulnerabilità’

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(Adnkronos) – “Mi preoccupa in primis la facilità con cui certi sistemi e server, che dovevano essere già blindati e preparati a questi attacchi, siano stati facilmente centrati. Questi server, che erano stati già sfruttati per altri attacchi in passato, come ci dicono l’Acn e altri colleghi esperti, non sono stati aggiornati. La mancanza di aggiornamenti e attenzione sui propri sistemi informatici è la principale causa di vulnerabilità ad attacchi cyber anche nel nostro Paese”. Lo afferma all’Adnkronos il professor Ranieri Razzante, esperto di cybersecurity, all’indomani del massiccio attacco hacker che ha colpito anche l’Italia. 

“C’è ancora troppo pressappochismo e trascuratezza rispetto al bene giuridico tutelato – continua Razzante, docente di Tecniche di cybersecurity presso l’Universita Suor Orsola Benincasa di Napoli – Sono attacchi che possono fare male anche fisicamente perché se colpiscono strutture dello Stato come caserme, ospedali, ferrovie, Difesa, possono causare danni alle persone”.  

“Mi colpisce in maniera negativa il fatto che sia stato così facile far partire un attacco mondiale: non credo necessariamente collegato alla guerra in Russia né agli anarchici, ma deve spaventarci la facilità con cui ci si possa connettere a un centro operativo e far saltare un sito di una infrastruttura critica – sottolinea – Il grosso problema è la punibilità e l’utilizzo di sistemi di difesa che devono essere predisposti anche contro gli attacchi cyber perché è una guerra dalla quale bisogna difendersi con gli strumenti, i mezzi adatti e speculari a quelli delle guerre tradizionali e sul campo”. “Ora sarebbe interessante sapere chi ha pagato il riscatto perché potrebbe costituire una traccia per gli investigatori”, conclude Razzante. 

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Freddo intenso su tutta l’Italia, settimana di gelo artico

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(Adnkronos) – Ormai ci siamo: è arrivato il freddo artico con NìKola, un nocciolo d’aria gelida in discesa dalla Russia, che provocherà verosimilmente effetti pesanti su gran parte delle regioni per tutta la settimana. Il rischio, oltre al gelo, è che si verifichino diffuse precipitazioni, nubifragi, e anche neve a bassa. Si apre così una settimana di crudo inverno per il nostro Paese. Antonio Sanò, fondatore de iLMeteo.it, comunica che nella giornata odierna un flusso di correnti d’aria di origine artico-continentale dilagherà sul bacino del Mediterraneo, tuffandosi direttamente dalla Porta del Rodano: una parte dell’intenso flusso in uscita dal Rodano favorirà la formazione di un minimo depressionario (Vortice Ciclonico) proprio tra il mar Ligure e il mar Tirreno.  

Oggi il maltempo colpirà il nostro Paese a iniziare dal Nord-ovest, con nevicate fino a bassa quota tra basso Piemonte, interno ligure ed Emilia occidentale. Col passare delle ore il vortice ciclonico si sposterà verso Sud-est: saranno possibili precipitazioni intense su Toscana, Lazio, Campania, Calabria e sulle due Isole Maggiori. Grazie a un cospicuo calo delle temperature, la neve potrà scendere copiosa sull’Appennino con fiocchi che potranno spingersi fin sotto i 100 metri di quota specie sul versante adriatico.  

Martedì 7 febbraio attenzione alla Sicilia: la particolare configurazione attesa potrebbe dar luogo a fenomeni piovosi molto intensi, anche sotto forma di nubifragio sui settori occidentali dell’isola. Anche per il resto della settimana le condizioni meteo climatiche si manterranno instabili e soprattutto fredde da Nord a Sud, con il rischio di nevicate fino in pianura sul versante adriatico tra Romagna e Marche. Su Sicilia e Sardegna insisteranno ancora per tutta la giornata di Giovedì forti precipitazioni, localmente a carattere di nubifragio, nevose sulla Sardegna a 5-600 metri, a quote superiori sulla Sicilia.  

Oltre alle intense precipitazioni, localmente anche nevose, a far notizia saranno le temperature, che si porteranno di circa 7-8°C al di sotto delle medie climatiche di riferimento, in particolare sulle regioni del Centro Sud per tutta la settimana.  

Attenzione inoltre al freddo notturno che si registrerà soprattutto al Nord dove sono previsti maggiori aree di sereno che favoriranno una maggior dispersione del calore verso la libera atmosfera e un conseguente più rapido ed intenso raffreddamento alle basse quote. Su molte aree della Pianura Padana infatti la colonnina di mercurio potrà scendere di parecchi gradi sotto la soglia del gelo.  

Oggi, lunedì 6 febbraio – Al nord: tracollo termico e qualche nevicata sul Basso Piemonte. Al centro: maltempo in Sardegna con neve in collina. Al sud: nuvoloso, freddo e ventoso ma con poche precipitazioni.  

Domani, martedì 7 febbraio -Al nord: ultimi fiocchi di neve sul Piemonte, poi tutto sole. Molto freddo. Al Centro: diffusa instabilità sulla Sardegna, qualche precipitazione nevosa fino a bassa quota su Marche e Abruzzo. Al Sud: peggiora sulla Sicilia, veloci rovesci sulla Calabria.  

Mercoledì 8 febbraio – Al Nord: qualche isolata foschia sulla Pianura Padana, sole altrove. Al Centro: ancora instabile sul medio versante adriatico, con neve fin quasi sulle coste. Maltempo sul Sud della Sardegna. Al Sud: maltempo sulla Sicilia, poi sulla Calabria. Neve a 500 metri in Appennino, a quote superiori sulla Sicilia.  

Tendenza: nei giorni successivi l’alta pressione tornerà a proteggere il Paese.  

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