Vaccino Covid, Speranza: “Rari casi avversi non mettono in discussione sicurezza”


“Noi abbiamo la certezza che il vaccino” anti-Covid “funzioni e sia efficace e sicuro. Io ho molta fiducia sia nell’Ema che nell’Aifa, e ci sono rarissimi casi riscontrati di reazioni avverse. Li stiamo continuando a studiare ma non può essere messo in discussione un effetto”, quale quello della vaccinazione “che è assolutamente positivo”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervistato a ‘Dimartedì’, in onda questa sera su La7, risponde a una domanda sulle polemiche sollevate da alcuni esperti sulla ‘apertura’ degli Open Day con il vaccino AstraZeneca anche per i più giovani, dopo il caso della ragazza 18enne, in condizioni gravi all’ospedale San Martino di genova, per una trombosi cerebrale.  

“E’ giusto continuare a verificare, controllare a studiare tutti i casi avversi – aggiunge Speranza – ma il messaggio di fondo non può che essere netto e semplice: i vaccini sono e restano l’arma fondamentale che abbiamo per chiudere questa stagione così drammatica”.  

Il ministro invita “tutti a guardare in maniera oggettiva il numero dei decessi. Abbiamo avuto non solo in Italia, numeri molto molto alti, da noi in alcune giornate siamo arrivati a 7-800 morti, ora da qualche settimana siamo sotto i 100, ma per me il giorno più bello sarà quando avremo zero decessi. Aspetto quel giorno con tutta l’ansia possibile”, afferma.  

Speranza ricorda poi che “in questo momento è stato approvato un solo vaccino per i bambini, quello Pfizer per 12-16 anni. Io penso che è un vaccino efficace e sicuro, e che è giusto farlo anche ai bambini, soprattutto se pensiamo a settembre, alla riapertura delle scuole”. “Un vaccino fatto a una persona di quell’età – ha sottolineato – mette in sicurezza i giovani ma al tempo stesso tutte le persone più fragili e più anziane con cui si entra in contatto. E se vogliamo combattere davvero questo virus e davvero contenerlo è giusto vaccinare le generazioni di età anagrafica molto più bassa”.  

Quanto alla situazione della pandemia in Italia, “i numeri sono molto migliori rispetto alle passate settimane, questo è frutto di una campagna di vaccinazione che sta andando davvero molto bene e anche delle misure degli ultimi mesi che hanno funzionato, ma dobbiamo ancora tenere alta l’attenzione”. Citando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che “l’ha detta nel modo migliore, ‘non siamo al traguardo ma stiamo facendo passi significativi'”, il ministro ha quindi ribadito: “Serve prudenza perché il virus ancora circola, abbiamo numeri che non possono essere sottovalutati e numeri di casi che dicono che il virus ancora c’è. Quindi l’uso della mascherina, il lavaggio delle mani e il distanziamento sono regole che ancora per un pò dobbiamo conservare, perché ci aiutano a gestire questa fase di transizione”.  

“Il vaccino – ha detto – ha bisogno ancora di diverse settimane per diventare ‘prevalente’ nel nostro Paese, nel senso che abbiamo superato 38 milioni di dosi somministrate ma siamo 60 mln di abitanti, e molte sono state utilizzate per fare la seconda dose. I numeri non tradiscono, stiamo correndo ma abbiamo bisogno ancora di svariate settimane che ci consentiranno di aprire davvero una nuova fase. Ma la strada è quella giusta”. Il ministro ha poi ringraziato “tutti gli italiani che stanno rispondendo con una straordinaria intelligenza a questa chiamata. E’ bello vedere in questi giorni – ha detto – tanti giovani in fila per vaccinarsi, il segnale di un paese che vuole ripartire”. E ancora, sulla vaccinazione: “Dobbiamo riconoscere ai nostri scienziati e al nostro Ssn di aver messo in campo un lavoro incredibile che ci consente oggi di avere questi numeri. L’anno scorso se me l’avessero detto che dopo un anno avremmo avuto 40 milioni di dosi già somministrate non ci avrei creduto”. 

Rispondendo sui rischi di ritrovarci con una quarta ondata dopo l’estate, come accaduto l’anno scorso Speranza ha infine affermato: “La gradualità’ delle misure” anti-Covid adottate “ha portato finora dei risultati positivi. Non dobbiamo fare il passo troppo lungo perché rischieremmo di pagare prezzo. Rispetto all’anno scorso c’è una differenza: l’anno scorso i risultati erano quelli effetto di un lockdown totale, quest’anno abbiamo fatto dei lockdown a zone ma la vera differenza di quest’anno è che c’e’ il vaccino, che è il vero game changer”. 

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