Vaccino AstraZeneca diventa Vaxzevria: “Cambia solo nome”


Il vaccino AstraZeneca cambia nome e diventa Vaxzevria. La sostanza, però, non cambia. “Condivido: il nome è abbastanza complicato”. Questa, però, “non è nessuna operazione di restyling. Il processo di definizione del nome di un farmaco è completamente diverso dal processo di approvazione. Sono due processi che vanno in parallelo”. Il processo di definizione del nome “è terminato in questi giorni e abbiamo comunicato il nome del nostro vaccino”, dice Lorenzo Wittum, amministratore delegato di AstraZeneca Italia durante un webinar promosso dall’American Chamber of Commerce in Italia (AmCham). 

Il vaccino è finito ripetutamente sotto i riflettori. Allo stop provvisorio per alcuni casi tromboembolici segnalati dopo la somministrazione si sono aggiunti problemi di consegna delle dosi nell’Unione europea. “Da fine anno a inizio 2021 quando ci siamo resi conto di avere problemi, lavoriamo instancabilmente per migliorare la produttività degli impianti da un lato e dall’altro approfittiamo di iniziative come quella del ministero dello sviluppo economico e siamo in contatto con alcune aziende per far sì che la produzione possa essere fatta anche in Italia”, dice Wittum. “Una parte della nostra produzione è già fatta in Italia per quanto riguarda l’infialamento. E siamo in colloqui con alcune aziende che potrebbero produrre il bulk, che è la sostanza attiva”. 

“Il tema della fiducia mi preoccupa davvero molto. E’ essenziale focalizzarsi davvero sulla scienza e sui dati. I protocolli dei nostri studi in Europa e Usa erano per una vaccinazione universale, senza limiti d’età sopra i 18 anni e così sono state le approvazioni” del vaccino anti-Covid “da parte di Ema in Europa e quella della Gran Bretagna. E ora siamo in procinto di fare la sottomissione negli Usa” per l’ok. “E’ importante poi vedere come si sta comportando il vaccino nella vita reale: in Inghilterra dove quasi 15 milioni di persone sono state vaccinate con AstraZeneca ha ridotto le ospedalizzazioni, dato protezione contro le infezioni e non ha mostrato effetti” avversi “particolari diversi da quelli visti negli studi clinici. In ogni caso siamo a disposizione delle autorità regolatorie con tutti i dati che abbiamo”. 

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