Vaccini, da Simit documento su immunizzazioni adulti fragili ‘oltre il Covid’


La pandemia ha riportato al centro dell’attenzione i vaccini come strumenti strategici e determinati per la salute pubblica. Ma oltre alla fondamentale campagna vaccinale contro il Covid, le istituzioni e il mondo scientifico guardano all’immunizzazione del paziente adulto fragile e immunodepresso. “Abbiamo voluto definire un calendario legato alla fragilità e all’immunodepressione, molto diffusa e variegata”, ha detto il presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), Marcello Tavio, che oggi ha presentato un documento scientifico nel corso del webinar ‘Vaccinazione dell’adulto: le innovazioni oltre al Covid-19 e le raccomandazioni Simit’, organizzato da Aristea, con il contributo non condizionante di Gsk.  

Il documento di consensus punta a creare un calendario per le vaccinazioni del paziente adulto con particolare attenzione alle persone con patologie croniche, come quelle cardiovascolari e respiratorie, il diabete, l’insufficienza renale. “Rispetto al Piano vaccini nazionale – ha detto Tavio – ci siamo soffermati maggiormente sull’adulto, per il quale abbiamo declinato diverse fragilità e rapportato a ciascuna di queste le vaccinazioni maggiormente indicate sulla base della comorbosità presente. Questo progetto di consensus sulla vaccinazione è promosso dalla Simit ma vuole coinvolgere tutti ‘gli addetti ai lavori’ – ha precisato – dagli specialisti igienisti al ministero della Salute, fino all’Istituto Superiore di Sanità e ai Medici di medicina generale”. 

“Il Piano nazionale di prevenzione vaccinale stabilisce criteri uniformi ed un’offerta comune sul territorio nazionale – ha evidenziato Laura Sticchi, Dipartimento Scienze della salute, Università degli Studi di Genova – e le raccomandazioni del ministero si devono tradurre in offerta contestualizzata nelle varie realtà. Sono utili in questo senso canali di comunicazione tra gli specialisti che hanno in cura il paziente e gli operatori dei servizi vaccinali. Questo non solo per sensibilizzare il paziente alla vaccinazione ma, trattandosi di uno strumento sempre più disegnato su misura, anche per indicare per ciascun paziente il percorso vaccinale più adatto. Il nostro documento ribadisce pertanto le raccomandazioni alle vaccinazioni, attraverso la collaborazione di più discipline”. 

La presentazione del documento è stata anche l’occasione per parlare del nuovo vaccino per l’herpes Zoster, già utilizzato negli Stati Uniti con oltre 38 milioni di dosi somministrate che, secondo gli esperti, oltre ad un vantaggio per i pazienti rappresenta un beneficio per l’intero sistema sanitario nazionale, perché somministrabile nei pazienti immunodepressi, colpiti frequentemente dall’infezione. 

“L’herpes Zoster rappresentava, soprattutto nei pazienti immunocompromessi, un ‘unmeet medical needs’, ossia un’esigenza assoluta”, ha evidenziato Massimo Andreoni, direttore scientifico Simit. “Il vaccino disponibile fino ad oggi era a virus vivo attenuato, non utilizzabile nei pazienti immunodepressi. Il nuovo vaccino a sub unità è un passo avanti importantissimo, visto che lo Zoster è una patologia assai frequente nella popolazione adulta e con gravi complicanze, tanto che tra i postumi ha anche una nevralgia che può durare mesi o anni. Avere un vaccino sicuro che permetta di garantire una protezione dalla riattivazione dal virus varicella zoster – ha concluso – rappresenta un’importante novità, che ha incentivato Simit a dar vita a questa consensus”. 

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