Usa: “Non crediamo colloquio Blinken-Lavrov ora sia costruttivo”


Gli Stati Uniti, alla luce delle posizioni espresse da Mosca, non credono che un eventuale colloquio tra il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ed il segretario di Stato, Antony Blinken, sarebbe costruttivo in questo momento. Lo ha sottolineato il portavoce del Dipartimento di Stato, Ned Price. “La Federazione Russa non ci ha dato alcun motivo per credere che una conversazione tra il segretario Blinken ed il ministro degli Esteri Lavrov sarebbe costruttiva nelle attuali circostanze”, ha detto Price durante una conferenza stampa. 

Intanto il Dipartimento di Stato americano ha annunciato il lancio di un nuovo Osservatorio sui conflitti che raccoglierà “prove dei crimini di guerra perpetrati dalla Russia e di altre atrocità in Ucraina”. “Per quanto tempo ci vorrà, i responsabili dei crimini di guerra e di altre atrocità in Ucraina saranno assicurati alla giustizia. Un nuovo Osservatorio sui conflitti pubblicamente disponibile raccoglierà prove open source per futuri procedimenti giudiziari”, ha scritto su twitter Price. 

“Il programma – si legge in una nota – comprende la documentazione, la verifica e la diffusione di prove open source riguardanti le azioni delle forze russe durante la brutale guerra decisa dal presidente Putin. L’Osservatorio sui conflitti analizzerà e conserverà le informazioni disponibili pubblicamente e commercialmente, comprese le immagini satellitari e le informazioni condivise tramite i social media, coerenti con gli standard legali internazionali, da utilizzare nei meccanismi di responsabilità in corso e futuri. Ciò include il mantenimento di rigorose procedure di catena di custodia per futuri processi legali civili e penali nelle giurisdizioni appropriate. Una piattaforma online condividerà pubblicamente la documentazione dell’Osservatorio sui conflitti per aiutare a confutare gli sforzi di disinformazione della Russia e far luce sugli abusi”. 

Per questo programma gli Usa hanno varato un investimento iniziale di 6 milioni di dollari, “con futuri finanziamenti provenienti dall’European Democratic Resilience Initiative (Edri)”. L’iniziativa, sottolinea Washington, “fa parte di una serie di sforzi del governo degli Stati Uniti a livello nazionale e internazionale volti a garantire la responsabilità futura per le azioni orribili della Russia”. “Ci aspettiamo che altre organizzazioni partner internazionali si uniscano” man mano, aggiunge il dipartimento di Stato, spiegando che si tratta di “un’ulteriore dimostrazione del fermo sostegno degli Stati Uniti al popolo ucraino” impegnato a difendere il proprio paese e la propria libertà “in risposta alla guerra premeditata, ingiustificata e non provocata del presidente Putin”. 

 

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