USA, finalmente si ritorna a viaggiare


Applausi ed emozione all’aeroporto JFK di New York: dopo 20 mesi di attesa, tornano negli Stati Uniti i viaggiatori vaccinati contro la pandemia da Covid-19. I confini americani sono stati riaperti lunedì agli abitanti di una trentina di Paesi. Il divieto imposto ha separato le famiglie e gli amici e ha interrotto gli affari in tutto questo triste periodo. Oggi, finalmente, questa revoca delle restrizioni è una boccata d’aria fresca.

“È meraviglioso, abbiamo aspettato così tanto, così tanto. Quasi due lunghi anni per arrivare qui e finalmente siamo arrivati, siamo elettrizzati”, esclama John Arlidge, cittadino britannico.

“Siamo semplicemente entusiasti perché questo è ciò di cui l’industria dei viaggi degli Stati Uniti aveva bisogno. Per aprirci e lavorare con i nostri buoni partner British Airways e le compagnie aeree statunitensi, quindi siamo molto eccitati dopo 600 giorni… era ora!” Sottolinea Peter Vlitas, Vice Presidente di Internova Travel Group.

In tutto il Paese, al confine canadese, gli automobilisti si sono precipitati al posto di Thousand Islands Bridge in Ontario nelle prime ore della riapertura. Stessa scena al confine messicano a Tijuana.

Donald Trump aveva imposto restrizioni ai viaggi dalla Cina nel febbraio 2020, estese, poi, sino al 13 marzo ai Paesi europei dell’area Schengen e pochi giorni dopo alla Gran Bretagna e all’Irlanda, mentre le frontiere terrestri con Messico e Canada erano state in gran parte chiuse.

Molte famiglie su entrambe le sponde dell’Atlantico stavano aspettando con impazienza questa riapertura dei viaggi. Era certamente possibile andare dagli Stati Uniti all’Europa dalla scorsa estate, ma gli stranieri che vivevano sul suolo americano e in possesso di determinati visti non avevano alcuna garanzia di poter ritornare nel loro Paese di residenza.

Più di trenta Paesi sono interessati dalla revoca delle restrizioni all’ingresso da e per gli USA, rimanendo sotto oculata sorveglianza burocratica sanitaria negli aeroporti.

Per chi arriva in aereo, gli Stati Uniti richiedono la prova della vaccinazione, un test entro tre giorni dalla partenza e l’istituzione da parte delle compagnie aeree di un sistema di tracciamento dei contatti.

Per il percorso via terra, sarà effettuato in due fasi

Dallo scorso lunedì 8 novembre, possono attraversare le persone che vengono per motivi familiari o turistici, purché vaccinate. Le persone che vengono per motivi impellenti di lavoro, come i camionisti, saranno esentate.

Resta inteso che da gennaio, l’obbligo di vaccinazione si applicherà a tutti i visitatori, qualunque sia il motivo dell’ingresso negli USA. Per maggiori informazioni più dettagliate e aggiornamenti in tempo reale, vi invitiamo a visitare le pagine del Ministero degli Affari Esteri della Cooperazione Internazionale – Unità di Crisi della Farnesina – Viaggiare Sicuri: https://www.viaggiaresicuri.it/country/USA

Le mie valigie erano finalmente lì, accatastate nella stiva dell’aereo…
Ero consapevole di dover volare per molte e molte miglia…
Ma non importava la lunghissima distanza, perché viaggiare è l’emozionante scoperta allo stato puro, perché viaggiare è vivere…

(Anna Del Bene)

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